LA PETIZIONE DA FIRMARE
giovedì 30 ottobre 2008
PRECARIATO. ISPRA, DELLA SETA (PD): DA PRESTIGIACOMO PRIMO PASSO VA IN DIREZIONE DA NOI AUSPICATA, MONITOREREMO SITUAZIONE
Audizione del Ministro dell'ambiente
Audizione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, sulle linee di azione del Governo in tema di politiche ambientali, cambiamenti climatici e riordino delle strutture di ricerca e protezione ambientale
ASSEMBLEA DEI PRECARI ISPRA
VENERDÌ 31 OTTOBRE 2008
ore 11:00
Sala Fazzini di Via Curtatone
ASSEMBLEA
indetta dai precari ISPRA
e
APERTA A TUTTI
per
proporre strumenti per la stabilizzazione
e
concordare le prossime iniziative di mobilitazione
PARTECIPARE E’ IMPORTANTE
C'è una speranza per i controllori (precari) dell'ambiente
Mobbing, il ricatto della precarietà
Innanzitutto, è bene definire il fenomeno: viene chiamato ‘mobbing’ “il comportamento di violenza e di discriminazione che avviene sul luogo di lavoro e che ha conseguenze sulla sua organizzazione”. Fenomeno diffusissimo eppure sottovalutato anche da tanti ‘mobbizzati’, convinti che nell’era della precarietà quasi tutto sia concesso al datore di lavoro. In Parlamento sono depositati quattro disegni di legge (n. 62, Tomassini; n. 434, Costa; n. 453, Pedica, n. 856, Mongiello ed altri) in materia “di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dalla persecuzione psicologica (mobbing)”: da pochi giorni è iniziato l’esame congiunto in Commissione Lavoro al Senato. La sen. Ghedini (Pd), relatrice del provvedimento, intervenendo in via preliminare sulla questione, l’ha presa da lontano: è partita dagli studi pioneristici sul fenomeno, avviati in Svezia negli anni ’80 sulla base delle ricerche dello psicologo Leymann, e sulla risoluzione adottata nel 2001 dal Parlamento Europeo, con la quale gli Stati membri erano esortati a rivedere e, se del caso, a completare la legislazione vigente sotto il profilo della lotta contro il mobbing e le molestie sessuali sul posto di lavoro, nonché a verificare ed uniformare la definizione della fattispecie del mobbing. Ghedini ha ricordato inoltre gli studi effettuati nel 2003 dall’OMS e dall’ILO, volti a definire il fenomeno ed a suggerire misure per la prevenzione ed il contrasto, nonché alcune recenti iniziative assunte a livello comunitario dalle parti sociali accanto all’istituzione, due anni prima, in Italia, di un Comitato scientifico (per iniziativa dell’INAIL) su malattie psichiche e psicosomatiche da stress e disagio lavorativo. Da qui si partì per arrivare al decreto ministeriale 27 aprile 2004, che ha incluso tra le malattie per le quali è obbligatoria la denuncia, “il disturbo dell’adattamento cronico ed il disturbo post traumatico cronico da stress derivanti da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro”. Secondo un monitoraggio effettuato dall’ISPESL, sarebbero circa un milione e mezzo i lavoratori italiani vittime di mobbing su 21 milioni di occupati, in maggior misura le donne e gli addetti della pubblica amministrazione, e con una maggiore diffusione del fenomeno nel Nord Italia. La giurisprudenza, per quanto possibile, ha fatto la sua parte, considerando che in Italia non esiste una legislazione specifica. Una recentissima sentenza (la n. 24293) della Sezione Lavoro della Cassazione ha capovolto l’orientamento prevalente, in base al quale ai fini del diritto al risarcimento, era ritenuta necessaria la sussistenza di un danno di natura psico-fisica, pur se non implicante la menomazione dell’idoneità a produrre reddito, ed ha sostenuto invece che possa essere configurata come mobbing, e dare dunque luogo al diritto al risarcimento del danno, anche la violazione di diritti del lavoratore, fra cui quello alla valorizzazione della professionalità ed alla progressione di carriera. Uscendo per un attimo dal ‘seminato’ parlamentare si può azzardare qualche altra considerazione. Di questi tempi, accanto alle smanie di efficientamento della pubblica amministrazione (magari sulla pelle dei precari ammansiti fino a poco tempo prima da spezzoni di classe politica) una parte del sistema delle imprese tende ad immaginare il superamento del fordismo-taylorismo (il sistema alla base della fabbrica tradizionale, rimasto in piedi per oltre un secolo) attraverso la proposizione di una giungla che prevede “spezzatini” produttivi e varie forme di dequalificazione professionale. Basti pensare all’organizzazione del lavoro nei call center, tenuti in piedi da lavoratori dipendenti camuffati da autonomi per consentire l’abbattimento del costo del lavoro. Per quanto più di uno studioso del settore si sia domandato come sia possibile che grandi imprese del terziario cosiddetto ‘avanzato’ scelgano di appaltare all’esterno la funzione di comunicazione con i propri utenti (perdendo il controllo sulle informazioni in merito alla qualità dei propri servizi) ciò accade non di rado. Forse, determinate scelte sono miopi solo in apparenza: vale a dire che la decantata “innovazione di prodotto” è solo uno slogan, e al di fuori del cosiddetto “core business” le aziende continueranno a disfarsi di tutto ciò che costa troppo. E pazienza se qualche milione di essere umani finirà precario e ‘mobbizzato’.
mercoledì 29 ottobre 2008
AMBIENTE: ISPRA; PRESTIGIACOMO, MISURE CONTRO PRECARIATO
Domani 'catena umana' precari dell'Iss a Roma
"Per resistere all'ondata Brunetta"
Roma, 29 ott. (Apcom) - Non solo la scuola. Domani presso gli uffici della direzione provinciale del lavoro di Roma, scendono in piazza anche i circa 300 lavoratori precari dell'Istituto superiore di sanità che formeranno una 'catena umana' davanti all'Iss chiedendo che venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche.L'Iss, spiegano le Rdb Cub in una nota, si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, "contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'Iss è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale".
Per l'Usi-RdB questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati. A sostegno della vertenza dei precari ISS l'Usi-RdB ha organizzato per domani, dalle 11.00, una catena umana che partirà dalla sede dell'Iss, in Viale Regina Elena 299, e raggiungerà la direzione provinciale del lavoro di Roma, in via Cesare De Lollis 12, dove si terrà un presidio dei lavoratori.
LAVORO: DAMIANO "IN ATTO CONTRORIFORMA"
(IRIS) - ROMA, 29 OTT - "Il Governo, in commissione lavoro, ha respinto la risoluzione presentata dal Pd sul tema della stabilizzazione del lavoro a partire dalla positiva esperienza fatta la scorsa legislatura per i call center" Cesare Damiano del Partito democratico critica le decisioni della maggioranza in merito ai precari. "In questo modo si conferma una linea di profonda controriforma del mercato del lavoro e di totale discontinuità rispetto all'esperienza del precedente governo di centro sinistra che aveva puntato le sue carte sulla lotta al lavoro nero, alla precarietà e per la stabilizzazione dei lavoratori" conclude il viceministro ombra del Lavoro.
INGV - Governo battuto alla Camera
(...) Governo battuto alla Camera su un ordine del giorno al ddl lavoro collegato alla manovra economica. Il testo, firmato da Mario Pepe del Pdl, non era stato accolto dal governo, ma è stato ugualmente approvato dall'Assemblea, ed è relativo all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). L'ordine del giorno Pepe è passato con 258 voti a favore, 235 contrari e tre astensioni. «Ancora una volta - commenta Erminio Quartiani del Pd - il governo è stato battuto in Aula. E' la settima da inizio legislatura ed è la quarta settimana di seguito in cui le sconfitte si ripetono. La maggioranza, di cui fra l'altro è esponente il firmatario dell'ordine del giorno in questione, che il governo non ha voluto accogliere, offre un'altra prova di fragilità, nonostante la forza di cui, sulla carta, dispone». Il testo impegna il governo «ad assumere le opportune iniziative dirette a garantire la necessaria continuità all'azione amministrativa dell'ente, anche consentendone un ampliamento della pianta organica, che renda possibile l'avvio urgente delle procedure concorsuali necessario per lo svolgimento delle delicate indispensabili funzioni professionali di carattere tecnico-scientifico attualmente espletate da personale con contratto a tempo determinato, di collaborazione coordinata e continuativa o con assegni di ricerca».
Stenografico discussione su Odg INGV
Allora non è così popolare e imbattibile!!!!!
MARIO PEPE (PdL). Signor Presidente vorrei tentare, in un minuto, di convincere sua eccellenza il Ministro Brunetta a rivedere il suo parere, dato che, signor Ministro, diceva Einaudi che non c'è cosa più bella che essere costretti dai ragionamenti altrui ad ammettere di avere in tutto, o in parte, torto.
Devo dare atto al coraggio delle sue parole pronunciate davanti alla conferenza dei presidenti degli istituti di ricerca scientifica, con cui lei ha sancito il suo impegno a non «licenziare» la ricerca, perché gli istituti di ricerca scientifica sono gli unici ormai, dopo la crisi dell'università, a fare ricerca. Tuttavia, devo dire che i Governi, tutti i Governi, nei confronti degli istituti di ricerca scientifica, hanno avuto un atteggiamento bizzarro, sono stati avari nei confronti di alcuni istituti importanti per la sicurezza della nazione e sono stati prodighi nei confronti di altri istituti come, per esempio, l'agenzia spaziale italiana che ogni anno brucia centinaia di milioni come un Moloc.
Signor Ministro, se lei non allarga la pianta organica dell'istituto nazionale di geofisica - e lo può fare con una semplice ordinanza della protezione civile - l'articolo 37-ter a che cosa serve? Non si possono fare i concorsi. Concludo chiedendo all'onorevole Cazzola, con cui ho parlato, di aggiungere la sua firma al mio ordine del giorno affinché il Ministro si senta meno solo (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico)
RENATO BRUNETTA, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENATO BRUNETTA, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Signor Presidente, confermo quanto già espresso dal collega Viespoli, rassicurando, però, i colleghi che sugli enti di ricerca stiamo lavorando, assieme alla collega Gelmini, per trovare una soluzione (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori) tale da non riguardare questo, o quell'ente, ma l'insieme degli enti di ricerca, nel rispetto delle compatibilità finanziarie e, soprattutto, nel rispetto della continuità dell'azione amministrativa degli enti ricercatori.
MARIO PEPE (PdL). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO PEPE (PdL). Signor Ministro, l'istituto nazionale di geofisica sorveglia ventiquattr'ore su ventiquattro su tutto il territorio nazionale, è membro della protezione civile, è un istituto importante per la sicurezza dello Stato: non abbiamo tempo da perdere, signor rappresentante del Governo esprima il suo parere favorevole, altrimenti chiedo...
PRESIDENTE. Onorevole Mario Pepe, accede all'invito al ritiro del suo ordine del giorno n. 9/1441-quater/14?
MARIO PEPE (PdL). No e chiedo che venga posto in votazione.
MAURIZIO TURCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURIZIO TURCO. Signor Presidente, intervengo per aggiungere la mia firma all'ordine del giorno Mario Pepe (PdL) n. 9/1441-quater/14.
GIANCARLO LEHNER. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO LEHNER. Signor Presidente, al fine di non far rimanere da solo il Ministro Brunetta vorrei apporre la mia firma sull'ordine del giorno in esame.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Mario Pepe (PdL) n. 9/1441- quater/14, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori - Vedi votazioni).
(Presenti 496
Votanti 493
Astenuti 3
Maggioranza 247
Hanno votato sì 258
Hanno votato no 235).
Ordine del giorno su INGV
Gli "amici" politici dell'ISPRA non potrebbero pensare a una cosa simile anche per noi?
attivate tutti i contatti!
ecco di seguito il testo dell'odg:
La Camera,
premesso che:
l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è, ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, componente del Servizio Nazionale di Protezione Civile, assicurando un prezioso contributo alla sicurezza nazionale in occasione di eventi sismici;
esso provvede al monitoraggio dei fenomeni geofisici del territorio nazionale e di sette vulcani attivi in zone fortemente antropizzate, attraverso tre sale operative (Roma, Napoli e Catania), dove personale specializzato elabora i segnali acquisiti per ottenere i parametri dell'evento in atto per 365 giorni l'anno e per 24 ore al giorno;
l'istituto attualmente si avvale, per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, di un consistente numero di personale con contratto a termine, di collaborazionecoord
impegna il Governo
SCUOLA, IL SENATO HA VOTATO: E' LEGGE IL DL GELMINI
GELMINI: SI CAMBIA E SI TORNA ALLA SERIETA'
"La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dopo l'approvazione del Dl da parte del Senato.
Il ministro ha ricordato che "provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani". "Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare per il sostegno al provvedimento", ha concluso Gelmini.
"Entro una settimana presenterò il piano sull'università". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, commentando l'approvazione del decreto sulla "riforma" della scuola da parte del Senato.
OPPOSIZIONE DA STUDENTI, PROPOSTO REFERENDUM
Non appena l'Aula di Palazzo Madama ha approvato la riforma Gelmini sulla scuola, i senatori del Pd e dell'Idv sono scesi a Corso Rinascimento per parlare con gli studenti che stanno manifestando da ieri contro il provvedimento del governo. Non appena i parlamentari dell'Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". Il dipietrista Stefano Pedica scavalca la doppia transenna che separa gli studenti dal Senato e comincia a dialogare con alcuni di loro. Il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro aggira la transenna, ma anche lei si ferma a lungo con i ragazzi. Gli studenti ascoltano e battono le mani gridando slogan
FINOCCHIARO, BENE REFERENDUM CONTRO DIKTAT GOVERNO
"Il referendum è una buona idea per rispondere con uno strumento di democrazia diretta a questo governo che si tappa orecchie e bocca". Lo ha affermato il capogruppo in Senato del Pd, Anna Finocchiaro, che dopo l'approvazione del decreto Gelmini sulla scuola, è uscita da Palazzo Madama per incontrare gli studenti. "Il governo - ha proseguito - deve fare proposte e non diktat su temi come la scuola su cui si dovrebbe invece aprire un confronto ampio nel Paese". Secondo l'esponente del Pd, il decreto Gelmini "presenta profili di incostituzionalità e lo dimostra anche il fatto che sei regioni faranno ricorso alla Consulta". Finocchiaro, allontanandosi da Palazzo Madama, ha concluso affermando che "per le famiglie italiane si annunciano tempi duri".
ARRIVANO I CORTEI, FORZE DELL'ORDINE PRESIDIANO PALAZZO MADAMA
Blindati di polizia e carabinieri presidiano le zone di accesso a Palazzo Madama. Vicino al Senato, a Piazza Navona, sono arrivati parte dei cortei partiti stamani da molti punti della città. "Noi la crisi non la paghiamo", questo lo slogan scandito dagli studenti in attesa del voto finale al Senato sulla riforma Gelmini.
Applausi degli studenti in piazza Montecitorio a Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica stava uscendo dalla Camera, dove aveva assistito all'apertura di un convegno sul 4 Novembre. Se ne sono accorti gli studenti di un liceo che stavano facendo lezione in piazza contro il decreto Gelmini e i tagli a scuola e università: subito è partito un applauso, che Napolitano ha ricambiato salutando con la mano, prima di entrare nell'auto presidenziale. E qualcuno ha urlato in un megafono: "Presidente, non ci lasci soli!".
UNIONE STUDENTI,ANCORA PROTESTA IN TUTTA ITALIA
"Tutti gli studenti, uniti nella battaglia comune per la difesa del sistema formativo pubblico, proseguiranno nelle loro proteste, come sempre pacifiche e non violente, contro lo smantellamento del sistema formativo pubblico italiano". E' quanto afferma l'Unione degli Universitari ricordando che le proteste continueranno in tutta Italia, oltre al sit-in sotto Palazzo Madama. Ecco l'elenco delle iniziative odierne. Ancona, dove l'"Assemblea No 133" continua la pacifica occupazione dela Facoltà di Ingegneria; Brescia, dove è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza S. Faustino da parte del "Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti"; Cagliari, in cui nella Facoltà di Lettere a Piazza del Carmine ci sarà un Laboratorio di approfondimento, sul futuro dell'università italiana; Lecce, nelle cui Facoltà di Lettere e di Economia sono previste Assemblee studentesche; Pavia, dove hanno luogo le proteste alternative di lezioni di Geometri e Fisica in piazza; Padova, dove una fiaccolata di protesta contro la Legge 133, sfilerà per le vie della città; A Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il Rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi si sono nuovamente organizzati per ulteriori forme di protesta; Urbino, Ateneo in cui gli studenti, dopo la partecipazione di circa 1000 persone all'Assemblea d'Ateneo di ieri, si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio per una nuova mobilitazione. Infine, nell'Ateneo di Chieti-Pescara il Movimento studentesco Chieti-Pescara ha organizzato un'Assemblea d'Ateneo a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti.
Precariato: Il licenziamento dei precari? Per Rotondi dato ininfluente
29 ottobre 2008 - dp
Ieri Rotondi a Ballarò ha ribadito che il governo non licenzierà nessun docente. Per Rotondi (il ministro per l'attuazione del programma) le 87.000 cattedre in meno sono sedie vuote. Questa è disonestà intellettuale
150.000 precari gettati al macero. Ieri a Ballarò i rappresentanti del Governo hanno ribadito con la menzogna del "nessuno sarà licenziato". Lo stesso Floris resta allibito, " ... ma se bloccate il turn over ... ", Rotondi incalza " ... l'occupazione non subirà inflessione ...". Al Ministro per l'attuazione del programma va di scherzare. Bersani ricorda che si parla di persone fisiche.
Noi ricordiamo che si tratta di persone che lavorano da decenni nella scuola e che grazie ai tagli dell'attuale esecutivo resteranno fuori per un tempo incalcolabile, troppo per chi conta nello stipendio per pagare l'affitto o il mutuo
Dentro la maggioranza ci sono persone che sanno, conoscono approfonditamente le problematiche del precariato perchè se ne sono occupate e se ne occupano. Ad esempio il Presidente della VII commissione cultura, che di recente ha dichiarato necessari i tagli. Crediamo sia necessario sapere anche che fine faranno i precari della scuola e consideriamo disonestà intellettuale considerare il "licenziamento" di 87.000 persone solo come dato ininfluente nelle percentuali sull'occupazione
Via libera della Camera al ddl Lavoro
Quanto agli ammortizzatori sociali, il fondo per ora si ferma a quota 450 milioni: l'ulteriore aumento di 150 milioni (previsto in un emendamento dei giorni scorsi) è infatti stato rinviato. Approvate invece le proposte dell’opposizione per garantire anche alle grandi imprese (le quali già per legge hanno la cassa integrazione) di usufruire delle risorse per la cassa in deroga. Restano i ritocchi al processo del lavoro: con le modiche della Camera si favorisce infatti il ricorso all’arbitrato privato, riducendo così gli spazi di sindacabilità del giudice le cui funzioni, denunciano molti giuslavoristi, rischiano di essere drasticamente ridimensionate.
Confermato lo stop alla stabilizzazione dei precari: le nuove regole entreranno in vigore dal primo luglio del prossimo anno, e da quella data chi non ha un contratto a tempo indeterminato potrà essere regolarizzato solo per concorso. In tema di pensioni, resta in bilico la delega al governo sui lavori usuranti, che è stata dimezzata e portata da sei a soli tre mesi.
Assistenza ai disabili. Modifiche, anche se meno nette di quella previste dal governo all’inizio della discussione, pure sulla “104”, la legge che garantisce i permessi per assistere i familiari disabili. In base al nuovo testo, ne potranno usufruire i parenti fino al terzo grado (e non più solo fino al secondo). I nomi dei beneficiari dei permessi, per evitare duplicazioni, dovranno essere trasmessi a un'apposita banca dati.
Sommerso. In arrivo sanzioni amministrative più dure per i datori (tranne quelli di lavoro domestico) che impiegano personale senza avere dato la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. La sanzione andrà da 1.500 a 12 mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo.
Altre misure. Dal primo gennaio 2009 il certificato medico per le assenze per malattia, sia nel settore pubblico sia in quello privato, dovrà essere inviato all'Inps per via telematica. Quanto alle forze dell'ordine e vigili del fuoco, viene riconosciuta la loro specificità ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere e dei contenuti del rapporto di impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale. Gli organismi di rappresentanza dei militari (Cocer) potranno partecipare alle trattative sul trattamento economico e previdenziale. Infine, torna in vigore la norma sul riposo domenicale e settimanale, norma che era stata cancellata dal 'taglia-leggi' approvato prima dell'estate con la manovra triennale.
ROMA: CAVALLARI INCONTRA I LAVORATORI PRECARI DEL COMUNE
Per questo bisognera' studiare anche in futuro un modello di partecipazione dei lavoratori alla vita amministrativa che sia piu' diretta e immediata''.
E' quanto dichiara l'assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari.
I lavoratori precari possono fissare un appuntamento con l'assessore chiamando al numero 06.67104982. Le informazioni si potranno richiedere anche scrivendo una email all'indirizzo: precariscrivete@comune.roma.it. L'assessorato al Personale si trova in via del Tempio di Giove, 3.
martedì 28 ottobre 2008
LA RICETTA OTTOCENTESCA DI BRUNETTA IL "FANTUTTONE"
Da "LA REPUBBLICA" di martedì 28 ottobre 2008
Che cosa nasconde la campagna contro i fannulloni La ricetta ottocentesca di Brunetta il "fantuttone" FRANCESCO MERLO LE PIAGHE del lavoro italiano non sono "i fannulloni", che non esistono come categoria determinante, ma "i fantuttoni" alla Brunetta. Non quelli che "fanno nulla" ma quelli che "fanno tutto" meglio di tutti: economia, scuola, cancelli, tornelli, lucchetti, giustizia... E difatti non è più un caso di agitatissima demagogia ma di psicopatologia politica l`idea che il lavoro possa essere regolato dal cartellino e dai chiavistelli. Dalla robotizzazione dei Fantozzi e dalla fantozzizzazione degli impiegati, dei dirigenti, dei ricercatori, degli scienziati, degli in- tellettuali, dei giudici, tutti, come i cinesi di Prato, inchiodati sulla sedia a cucire le borse. Al posto dell`operaio di Jiinger, soldato (al soldo) della Tecnica, l`Italia del 2008 ha dunque il Brunetta di Berlusconi, soldato del Lavoro Forzato. Il professore Brunetta, pur gonfio di rancore, rimane infatti, come egli stesso ama scandire, un so-cia-li-sta, con intesta l`operaio ottocentesco della grande tradizione. Perciò scambia il lavoro con la maledizione biblica e l`ufficio con il campo rieducativo alla Pol Poi, in un mondo dove, al contrario, illavoro cerca di farsi creativo, divertente, ubiquo. Com`è ubiquo il lavoro del procuratore che nello stesso giorno, senza mettere piedi in ufficio, incontra la polizia in questura, interroga un detenuto in galera, indaga sul luogo del delitto e, a casa, studia i fascicoli, scrive una richiesta di archiviazione, attraverso il computer si confronta con la giurisprudenza. Ci pare roba da fantuttoni assatanati che un professore di economia pretenda di risolvere i problemi di economia del lavoro con metodi da secondino, da chiavistello, da tornello. Si sa che D`Alema gli ha dato dell"`energumeno tascabile" e Brunetta si è risentito accusandolo di razzismo. Ebbene, politicamente Brunetta è un energumeno e basta. Non tascabile, ma oversize. E lo diciamo anche per rispetto dei tanti altri brevilinei italiani (i tascabili appunto) che cercarono di riscattare l`avarizia della Natura con l`iperdinamismo, e basta ricordare Fanfani e Longanesi, il quale per esempio diceva di essere nato «nel secolo decimo nano», e di «passeggiare avanti e indietro...sotto il letto». La differenza non è tra longilinei e brevilinei, ma tra permalosi e ironici; non tra giganti e nani, ma tra intelligenti saggi e intelligenti fanatici. Il punto è che l`Italia non è il luogo dove si sono dati convegno tutti i fannulloni del mondo. Ma è purtroppo il Paese dell`oltranzismo rancoroso e ideologico che confonde la parte con il tutto. Sono esagerazioni, totalitarismi e paradossi che hanno fatto identificare l`Italia ora con il Paese dei papi omicidi ora con quello degli arlecchinie, via via, dei traditori e delle pagliette, dei Romeo e deicastrati, dei maschi virili e dei cicisbei. Oggi c`è Brunetta che, con occhio spietato e lucido, avrebbe finalmente scoperto che l`Italia realizza l`utopia rovesciata del riposo che nobilital`uomo, l`Eden del non fare nulla. Ancora una volta lontani dai primati reali, qualcuno inventa per noi primati verbali. Eravamo nullanelmondo come nazione eMussolini inventò il nazionalismo fascista. Eravamo nulla come storia moderna e ci siamo inventati l`astuzia e la forza machiavellica. Siamo nulla come governo della produttività e Brunetta si inventa la galera ai fannulloni, l`inquisizione del lavoratore, l`ufficio come espiazione e rieducazione. Eppure tutti sanno che il lavoro moderno è delocalizzato dall`informatica. Qualche anno fa JeremyRifkin spiegò in un famoso libro che come il cavallo sparì dalle strade, dalle campa- gne e dal paesaggio sociale così anche il lavoratore sparirà dagli spazi produttivi. E infatti i paesi avanzati fanno esperimenti delocalizzando, grazie a Internet, lavori qualificati: costano meno e sono più produttivi. Invece Brunetta vorrebbe inchiodarci alla scrivania forse perché, gonfio di rancore, sogna di mortificare tutti i mondi dove secondo lui ancora si annida la sinistra: gli statali, i professori, imagistrati, i giornalisti, i disabili, i donatori di sangue. Una specie di parodia all`italiana della rivoluzione culturale cinese. Ieri sul Giornale Mario Cervi, che Dure è un signore d`altri tempi, ha amplificato ni? Parla d`altro la Gelmini che invece di strazione,parla difannulloni. Chi dice che l`idea difensiva molto cara a Brunetta, secondo la quale ogni volta che egli attacca i fannulloni questi gli rispondono che "il problema è ben altro": «Il benaltrismo è un espediente dialettico grazie al quale si elude ogni questione». Saràpure vero, ma cosa dire del "parlar-altrismo", del parlare d`altro per nascondere le vere questiotagli alla scuola dibatte di grembiule e di voto in condotta. E Brunetta, anziché del cattivo governo della pubblica amminiil «problema è un altro» non ha molti argomenti, chi "parla d`altro" ha molti argomenti dentro cui nascondersi. Il primo è uno sprovveduto, il secondo è in malafede. Il primo è pavido, il secondo è arrogante. Ecco un pessimo modo di governare, fare una cosa e parlare d`altro: banche, giustizia, sicurezza... E non si illuda Brunetta perché qualche sondaggio l`ha premiato come nuovo eroe dei fantuttoni che, all`ora del caffè, riempiono i bar d`Italia, personaggi che la sanno lunga: «eh, se ci fossi stato io, quel gol l`avrei segnato», «io Bin Loden l`avrei già preso» ... Rientrati negli uffici, i fantuttoni risolvono i problemi domestici dei colleghi, senzamai marcare un`assenza. Ricordo un centralinista che aggiustava ferri da stiro, resuscitava vecchi trasformatori, riaccendeva lampade rotte. Stava sempre al suo posto e riusciva persino a rispondere al telefono. Nessuno ha mai scoperto che vendeva patacche e orologi rubati. Come Brunetta, era lui il re dei "fantuttoni", che in fondo sono solo fannulloni indaffarati.
Tra cassa e precari
| PIETRO GARIBALDI | |
| Mentre la Borsa continua a crollare, le preoccupazioni di tecnici e politici si spostano sull’economia reale. Dai mercati finanziari la crisi è infatti destinata a colpire le decisioni di imprese, consumatori e lavoratori. I primi segnali di crisi sono già evidenti, come testimoniato dal calo della produzione industriale e della forte riduzione della fiducia dei consumatori. Il repentino aumento del numero di imprese che accedono alla cassa integrazione, denunciato in questi giorni anche dal sindacato, rappresenta un ulteriore e significativo campanello d’allarme. Tra qualche mese inizieranno a vedersi i primi licenziamenti. Una priorità quasi assoluta dovrebbe quindi essere quella di riordinare gli ammortizzatori sociali. Con l’arrivo dei licenziamenti, i primi a essere colpiti saranno i circa quattro milioni di lavoratori precari. È inevitabile. Quando un contratto è a tempo determinato, per interrompere un rapporto di lavoro non è necessario passare per il licenziamento. È sufficiente che un’impresa non rinnovi il contratto alla scadenza. Lo stesso discorso, addirittura amplificato, si applica ai lavoratori impiegati con un contratto a progetto. Paradossalmente, i lavoratori che saranno più colpiti dall’arrivo della crisi appartengono a quella crescente fascia di lavoratori che già oggi hanno una retribuzione inferiore alla media e che non hanno accesso a ferie pagate e a maternità. Tutelare questi lavoratori dovrebbe essere una priorità. I lavoratori a tempo indeterminato delle grandi imprese sono in larga parte coperti. In caso di crisi aziendale, da una grande impresa si accede alla cassa integrazione straordinaria e, nel caso di licenziamento, si accede alle liste di mobilità, con protezione al reddito fino a tre anni. I sette anni di sostegno al reddito promessi ai lavoratori in esubero di Alitalia sono ancora sotto gli occhi di tutti. Certamente le risorse a disposizione del governo sono poche. È comprensibile che il ministro Sacconi cerchi di rifinanziare la cassa integrazione straordinaria e i cosiddetti settori in deroga (quei settori industriali che il Ministero ritiene di dover proteggere). È anche comprensibile che il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ricordi le poche risorse a disposizione della cassa integrazione (ma al tempo stesso non dovrebbe dimenticarsi dei lavoratori precari). Nel Paese circa 4 milioni di lavoratori rischiano di diventare dei disoccupati senza alcuna forma di sostegno, o con al più un sussidio di disoccupazione ordinario inferiore a sei mesi. Non possiamo affrontare la recessione in arrivo con disoccupati di serie A e disoccupati di serie B, dove soltanto ai primi è concesso il privilegio di un sostegno al reddito. Il riordino degli ammortizzatori sociali dovrebbe quindi essere al centro dell’azione del governo. Agendo ora si può arrivare preparati in primavera, quando inevitabilmente arriveranno i primi licenziamenti. La legge delega per riformare gli ammortizzatori sociali esiste già e potrebbe diventare esecutiva in tempi brevi. L’Italia ha urgente bisogno di introdurre un sussidio unico di disoccupazione a cui si accede indipendentemente dal tipo di contratto con cui si è stati impiegati. Questo nuovo istituto dovrebbe ovviamente essere finanziato dai contributi versati da tutti i tipi di contratto, inclusi quelli a tempo determinato e a progetto. Si dovrebbe poi introdurre anche un meccanismo di bonus-malus, in modo da aumentare i contributi al fondo di disoccupazione per quelle imprese che lo utilizzano maggiormente. Si potrebbe inoltre anche decidere di aumentare i contributi assicurativi alle imprese che utilizzano i contratti a termine, in modo da disincentivarne l’uso generalizzato. Battersi per riforme di questo tipo giustificherebbe manifestazioni e cortei. Se ne parla invece pochissimo, forse semplicemente perché i lavoratori precari sono poco organizzati e poco a contatto con Partiti politici e sindacati confederali. | |
lunedì 27 ottobre 2008
Mozione approvata dall'assemblea dei lavoratori precari dell'ISPRA del 27 ottobre 2008
L'assemblea dei lavoratori dell'ISPRA:
respinge le proposte del Commissario relative alle strategie per affrontare il problema del precariato, giudicandole lesive dei diritti dei lavoratori e non suffragate da specifici elementi normativi;
ribadisce la propria determinazione a conseguire l'estensione della Pianta Organica dell'ISPRA e l'assunzione a Tempo Indeterminato, secondo percorsi e scadenze certi, per tutti i lavoratori precari dell'ISPRA, utilizzando gli strumenti normativi già esistenti che lo consentono;
apprezza e accoglie il sostegno manifestato dai rappresentanti di CGIL e USI RdB alle iniziative intraprese dai lavoratori;
condanna l'attacco del Governo agli Enti Pubblici di Ricerca (EPR), ai precari, che ne costituiscono una componente fondamentale per assicurarne il corretto funzionamento, e alle politiche ambientali;
delibera di continuare la mobilitazione, pianificando le iniziative, che saranno comunicate e pubblicizzate adeguatamente, e individuando gli opportuni interlocutori;
indice un presidio dell'ISPRA per il giorno martedì 4 novembre 2008 presso la sede di via Curtatone, invitando tutti i lavoratori degli EPR, dell'università e il movimento degli studenti a partecipare al presidio all'ISPRA e successivamente al Ministero dell'Economia e delle Finanze in via XX settembre, per ottenere risposte che garantiscano adeguate risorse economiche per la stabilizzazione di tutti i precari;
si riconvoca per il giorno venerdì 31 ottobre 2008 alle ore 11.00 presso la sala Fazzini della sede di via Curtatone.
Mozione approvata all'unanimità
Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: stabilizziamo i precari non mandiamoli a casa
il Presidente dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) Enzo Boschi in una lettera al Governo fa notare che l'Istituto si avvale dell'apporto di numerose unità di personale con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, assegni di ricerca e, in qualche caso, contratti di collaborazione coordinata e continuativa al fine di soddisfare i crescenti impegni istituzionali inclusi quelli relativi alla sorveglianza (anche tramite la tenuta in funzione di tre sale operative presidiate 24 ore per 365 giorni l'anno) della sismicità del territorio nazionale e di sette vulcani attivi in zone fortemente antropizzate;
in particolare, allo stato attuale, a fronte di 556 unità di personale con contratto a tempo indeterminato sono in servizio:
282 titolari di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato;
68 titolari di assegni di ricerca;
7 titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa in settori tecnico-scientifici;
per un totale di 357 unità di personale «precario»;
i 282 contrattisti risultano così distribuiti tra i profili professionali:
n. 108 ricercatori;
n. 59 tecnologi;
n. 76 collaboratori tecnici enti di ricerca (tecnici specializzati);
n. 39 addetti ai servizi amministrativi e di supporto;
di essi, circa 175 sono inseriti nelle graduatorie degli «stabilizzandi» 2007 (sono risultati in possesso dei requisiti previsti dalla legge finanziaria 2007 ma non sono rientrati nei contingenti autorizzati dal Governo). Nelle more della stabilizzazione, l'Ente si era attrezzato per continuare ad avvalersi di loro, come previsto dalle norme;
altri 45 «precari» hanno risposto all'avviso pubblico emanato in applicazione dell'articolo 3, comma 90, della legge finanziaria 2008 e presumibilmente sarebbero entrati nelle graduatorie 2008;
in tutti i casi si tratta di personale altamente specializzato che ha contribuito fortemente ai risultati scientifici conseguiti dall'Istituto nei settori tradizionali di attività (sismologia, vulcanologia, geomagnetismo e aeronomia) ma anche in nuovi campi di attività quali la climatologia dinamica e la oceanografia operativa; risultati particolarmente positivi come si evince dal fatto che l'Ente che ha ricevuto sul piano nazionale una ottima valutazione da parte del CIVR (http://vtr2006.cineca.it/php4/vtr rel civr-menu x area.php?info) e ha conseguito diversi importanti riconoscimenti sul piano internazionale (si veda ad esempio la notizia riportata dal sito http://sciencewatch.com/inter/ins/08/08jul-INGV/);
la forte incidenza del personale precario sul totale degli occupati non è dovuta ad abusi nel ricorso al lavoro flessibile ma è dovuto essenzialmente al fatto che l'Istituto, essendo nato nel 2001, ha operato quasi esclusivamente in regime di divieto di assunzioni;
in questi anni, nella quasi totale impossibilità di reclutare addetti alla ricerca con contratti di lavoro a tempo indeterminato, l'Ente si è sforzato di migliorare la propria competitività sul mercato della ricerca nazionale, comunitaria e internazionale, ottenendo crescenti finanziamenti sui quali attivare e rinnovare contratti di lavoro flessibile; il personale - scrive ancora il Presidente dell'INGV - è diventato così parte integrante delle sorse organiche dell'Ente e ha consentito soprattutto all'Istituto di onorare gli impegni internazionali;
sarebbe intenzione del Governo che non si debba procedere a simili stabilizzazioni;
ciò cancellerebbe le aspettative di stabilizzazione del personale inserito già da alcuni mesi nelle graduatorie degli «stabilizzandi» 2007 (abrogazione dell'articolo 1, comma 519, della legge finanziaria 2007);
annullerebbe la procedura di stabilizzazione prevista dalla legge finanziaria 2008 che all'INGV è in avanzato stato di completamento (abrogazione dell'articolo 3, comma 90, della legge finanziaria 2008);
vanificherebbe lo sforzo realizzato dall'Ente per onorare i rinnovi «ope legis» dei contratti degli stabilizzandi 2007 e quello in programma per gli «stabilizzandi» 2008 (abrogazione dell'articolo 1, comma 519, della legge finanziaria 2007 e dell'articolo 3, comma 92, della legge finanziaria 2008);
costringerebbe l'Istituto a rinunciare a unità di personale sul cui impiego aveva commisurato i propri programmi di attività senza contare che quelle contenute nella legge n. 133 del 2008 bloccano ogni forma di sviluppo dell'Ente, dal momento che il taglio della dotazione organica di cui all'articolo 74 della legge n. 133 del 2008, cancella tutti i posti attualmente vacanti presso l'INGV (n. 28 posti su 584), comportando, quindi, la totale saturazione dell'organico -:
quali iniziative, il Governo intenda assumere, per consentire all'Istituto nazionale di geofisca e vulcanologia di salvaguardare e poi, con la dovuta gradualità e previa rigorosa verifica del possesso dei requisiti professionali e dell'attività svolta, assorbire i propri lavoratori precari che costituiscono ormai uno strumento irrinunciabile per le attività dell'Ente e un patrimonio per il Paese.
E su Facebook si combatte per la "causa"
Ma la notizia è che su Facebook non ci si limita a fare gruppo, ma si agisce secondo quel «rito» del passaparola che più volte ha dato prova di funzionare. E il passaparola in questo caso si fa con una mail che da sabato gli amici della causa stanno inviando a più di 400 indirizzi mail di rappresentanti delle istituzioni politiche europee ed internazionali. Il testo della mail in inglese, francese, tedesco, spagnolo e catalano fa sentire la voce del dissenso di ricercatori, professori, studenti e cittadini italiani che vogliono «salvaguardare i loro diritti fondamentali». «Come avrete ormai saputo, in questi giorni, in Italia, si sta decidendo il futuro assetto delle istituzioni scolastiche ed universitarie di questo Paese – è l’incipit della missiva – istituzioni che sono alla base della struttura sociale, civile e culturale di ogni paese democratico. Sono – continua il testo – gli strumenti chiave per il progresso economico e la mobilità sociale, elementi fondamentali per la competitività internazionale nel mondo globalizzato».
Ma i ricercatori non ci stanno ai cambiamenti messi in atto dal governo e pur sentendo in prima persona «l’esigenza di una riforma che impedisca sprechi e favoritismi personali, premi il merito, favorisca la ricerca, gratifichi gli insegnanti che si impegnano con passione e competenza nel proprio lavoro», non apprezzano i provvedimenti «imposti dal governo all’opposizione parlamentare e alla sua stessa maggioranza politica» che «non hanno niente delle riforme di largo respiro di cui queste istituzioni hanno bisogno. Sono meri tagli di bilancio a fondi già esigui e mettono a rischio non solo il futuro dei ricercatori e degli insegnanti già precari, ma delle istituzioni stesse, creando le condizioni per un loro declino irreversibile» spiegano. E nonostante la «pacifica protesta», questa generazione di cittadini «è costretta persino a sentirsi minacciata di violenza fisica dalle dichiarazioni dal Presidente del Consiglio in carica».
E date le smentite successive di Berlusconi, i membri del social network nella lettera aggiungono tanto di link a Youtube che ha registrato, postato e diffuso il discorso del presidente del Consiglio in conferenza stampa. Dopo la testimonianza l’appello riprende: «Per chiedere l’attenzione e la solidarietà degli studenti, dei docenti, dei ricercatori, dell’opinione pubblica, dei rappresentanti politici degli altri paesi europei ed extraeuropei per la salvaguardia della libertà di pensiero, parola ed espressione in Italia, per la salvaguardia delle sue regole costituzionali di democrazia parlamentare e perché – a partire dalle istituzioni scolastiche ed universitarie – si assicuri un futuro degno a questo Paese e a tutti i suoi cittadini».
BRUNETTA VERRA' DENUNCIATO DAI DIPENDENTI DEL SETTORE GIUSTIZIA
I dipendenti del settore Giustizia stanno studiando il modo per presentare una denuncia collettiva contro il Ministro della Funzione Pubblica, Roberto Brunetta, per diffamazione. La decisione è stata presa dopo le affermazioni fatte ieri dal Ministro, in cui accusava i magistrati di lavorare poco, perchè stanno due o tre giorni e due o tre pomeriggi a settimana al lavoro; tanto che ha proposto di mettere i tornelli nei tribunali italiani. In effetti il rilievo del Ministro è profondamente ingiusto. La maggior parte dei giudici lavorano ben oltre quelli che sono i limiti contrattuali di orario. I giudici che lavorano di pomeriggio, o a casa, magari anche il sabato e la domenica sono la stragrande maggioranza, perchè sono sovraccarichi di lavoro. Se si limitassero a fare le 40 ore settimanali, dovrebbero scegliere se fare le indagini o prepararsi le udienze del giorno successivo.
MERCATI: DAMIANO, GOVERNO SBAGLIA E ITALIANI PAGANO. CAMBIARE ROTTA
Licenziamenti ai quali contribuisce con la cancellazione della norma per la stabilizzazione dei precari della Pa., che avra' come primo risultato un impatto occupazionale di 60mila posti di lavoro persi, esclusa la scuola''.
''E' ora di cambiare rotta - conclude l'ex ministro del lavoro - e di adottare le indicazioni suggerite dal Pd: oltre a sostenere le banche si sostenga il reddito delle famiglie con minore pressione fiscale su pensioni e retribuzioni, si mettano risorse consistenti per gli ammortizzatori anche a tutela di chi ha lavori discontinui o e' impiegato nelle piccolissime imprese''.
Il Ministero del Lavoro non rinnova il contratto a 400 precari
Il 24 ottobre 2008 si è svolta una riunione tra le sigle sindacali e la direzione aziendale dove è stato comunicato che i collaboratori a progetto e i lavoratori assunti a tempo determinato non avranno il rinnovo del contratto.
I motivi di questi provvedimenti sono che nel modo del tutto unilaterale e negando fino all’ultimo le intenzioni, il Cda di Italia Lavoro ha inviato al ministero del Lavoro di via Fornovo a Roma una bozza di documento in cui viene spiegato che è intenzione dell’azienda fra poche settimane di adottare un regolamento di ingresso all’azienda aperto a chiunque lasciando morire man mano tutti i contratti dei collaboratori presenti in azienda da pochi mesi fino a 10 anni e che in tanti anni hanno contribuito alla crescita esponenziale dell’azienda. Ad es. io sono 38enne sposata con un figlio e un mutuo altissimo e il mio contratto a progetto che scade il 31 dicembre dopo 7 anni di servizio mentre al mio collega di stanza 40enne sposato con 3 figli e con mutuo il contratto scade a fine ottobre ovvero fra pochi giorni dopo 4 anni di eccellente servizio. Situazioni del genere riguardanti i miei colleghi ce ne sono a centinaia.
Per via del mancato coinvolgimento delle sigle sindacali nelle importantissime decisioni intraprese riguardanti 400 precari che si ritroveranno a breve fuori dell'azienda dopo che è stata inviata una bozza di proposta al Ministero in cui si accederà all'azienda per concorso o per punteggio sommato tra titolo di studio e anni di anzianità in azienda. L'assurdo è che riguardo l’anzianità che vale come punteggio di punti per anno è stato dato il limite massimo di 4 anni per il calcolo del punteggio mentre una grandissima parte come la sottoscritta arriva anche al doppio.
La cosa inconcepibile è che questa decisione è stata presa bypassando completamente tutte le figure sindacali presenti in azienda ovviamente interessate a negoziare questa importante decisione (sicuramente la più importante decisione della storia dell’azienda) per tutelare centinaia di collaboratori a progetto che grazie alla loro dedizione e professionalità hanno reso possibile l'acquisizione di un PON (finanziamento dallo Stato) multimiliardario di prossimo rilascio. I colleghi contrattualizzati sono solidali a questa causa. Anche loro hanno problemi con l’azienda per un rinnovo dei salari in ritardo di ben 6 anni. Ma questa è un'altra storia.
Altra cosa inconcepibile è che il documento di bozza consegnato al Ministero del Lavoro oltre a non essere stato comunicata l’esistenza non è stato consegnato ai sindacati nemmeno a seguito della loro richiesta. Incredibile oltre che anticostituzionale !
Oggi stesso quindi nella riunione con i lavoratori abbiamo messo ai voti la decisione di scioperare per martedì 28 ottobre 2008. Lo sciopero è unanime. Quindi vi saranno sit-in davanti la società da parte sia dei lavoratori precari che dei lavoratori stabilizzati. E’ la prima volta che la parola sciopero entra in questa azienda statale dopo tanti anni di attività.
Vi prego di essere portavoce di questa vicenda e mandare colleghi giornalisti e telecamere per documentare questa tanto grave quanto incredibile vicenda che inciderà su molte famiglie già in difficoltà vista l’attuale pessima congiuntura economica.
Esito convocazione commissariale ISPRA del 24/10/2008
L’Amministrazione avvia le procedure di rettifica alla graduatoria delle stabilizzazioni 2007 ex APAT. Le rettifiche verranno eseguite anche alla luce della Finanziaria 2008 onde recuperare le unità escluse dalla suddetta graduatoria.
Viene considerata valida la graduatoria di stabilizzazione 2007 ex ICRAM a meno che non si intenda inserire eventuale personale che avesse i requisiti ai sensi della Finanziaria 2008.
Verranno reclutate a Tempo Indeterminato, in virtù del turn-over e dei dispositivi normativi riservati alle categorie protette, 79 unità di personale di cui:
- 25 tra cui i 14 dipendenti ex APAT già assunti con requisiti di stabilizzazione imperfetti;
- i 14 già vincitori di concorso pubblico nazionale a Tempo Indeterminato;
- 40 unità appartenenti alle categorie protette reclutate principalmente tra i precari già presenti nei tre Enti soppressi.
Attraverso l’emanazione di un dispositivo normativo ad hoc sarà possibile la proroga dei contratti di tipo COCOCO fino al 30/06/2009.
Lo stesso dispositivo normativo conterrà la nuova Pianta Organica che sarà numericamente la somma delle tre piante organiche dei tre Enti disciolti (decurtate del 10%) circa 1380, di cui 61 dirigenti di I e II fascia e al netto dei dipendenti di ruolo avrà 399 posti liberi. Nello stesso dispositivo sarà prevista l’emanazione di un concorso pubblico nazionale ai sensi dell’art. 347 Legge 244/2008 (dispositivo per l’assunzione nell’ex APAT).
Entro il 2009 saranno reclutati 289 lavoratori di cui 79 come specificato sopra e 210 con una riserva di posti del 60-70% (126-147) basata sui seguenti criteri:
- personale TD che abbia superato un concorso pubblico nazionale;
- personale con tre anni di TD nell’ultimo quinquennio.
Entro il 2010 saranno reclutati altre 110 unità e verrà considerato titolo preferenziale l’aver prestato servizio a qualunque titolo presso i tre Enti disciolti.
USI RdB Ricerca chiede rapidissime procedure di rettifica e pubblicazione di una nuova graduatoria di stabilizzazione unica per ISPRA con conseguenti stabilizzazioni entro il 2008.
Applicazione dell’art.5 del CCNL e attivazione di un concorso pubblico nazionale per l’assunzione dei precari che non rientrino nei processi di stabilizzazione.
Sottolinea, infine, che il totale dei precari a qualunque titolo presenti oggi in ISPRA è di circa 670 unità a fronte dei 399 posti liberi in pianta organica e individua come azione di lotta volta all’ampliamento della Pianta Organica la sospensione delle attività e il presidio continuativo sotto il Ministero dell'Ambiente a partire da lunedì 27 ottobre 2008
Cala il sipario sulla manifestazione del Pd e scatta ...
Cala il sipario sulla manifestazione del Pd e scatta l'usuale guerra dei numeri. Ma stavolta i numeri degli organizzatori sembrano davvero sparati a casaccio. Il Pd continua a dire che al Circo Massimo sabato c'erano 2 milioni e mezzo di persone. Per la Questura invece erano circa 250 mila.
La maggioranza smentisce la cifra e ribadisce che la manifestazione non è stata quel successo vantato da Walter Veltroni. Anzi, dopo il Circo Massimo, afferma il ministro Renato Brunetta, si conferma «l'impossibilità del dialogo». Il titolare della Funzione pubblica spiega infatti: «Non è possibile fare un tavolo di riforme in comune con questa opposizione, che non esiste e ha una credibilità ridotta ai minimi termini».Ma veniamo ai numeri: le spiegazioni tecniche fornite dalla Questura non placano la polemica. «Sono stupefatto», dice Achille Passoni, responsabile dell'organizzazione, facendo riferimento ad altre manifestazioni celebrate sempre al Circo Massimo negli anni passati.
Se si torna indietro con la mente a qualche kermesse del passato, svolte sempre nella stessa zona, i conti però non tornano. Prendiamone due: festa per lo scudetto della Roma (24 giugno 2001), manifestazione Cgil contro il terrorismo (23 marzo 2002). La prima: chi non ricorda le immagini dei tifosi romanisti ammassati su tutti i lati del Circo Massimo, qualcuno era anche sui tetti. Dato finale: 1 milione di persone in piazza. La seconda: tutta la zona circostante il Palatino era bloccata, condistese di bandiere rosse ovunque. Dato finale: 700 mila persone. Confrontando le immagini delle 3 manifestazioni la differenza è evidente. Da qui le critiche del Pdl. Gli organizzatori hanno gonfiato i numeri almeno di «otto volte», dice il portavoce di Fi Daniele Capezzone. Mentre per Maurizio Gasparri «preoccupa che il maggior partito dell'opposizione si sia ridotto i questo stato», cioè «mentire sulle cifre».
Gia.Ron.
La Sinistra Europea a Bruxelles contro la precarietà
Oltre un migliaio di persone da vari paesi d'Europa hanno partecipato, sabato 25 ottobre 2008 a Bruxelles, al meeting internazionale "4 ore contro la precarietà", organizzato dal Partito della Sinistra Europea e dai suoi membri locali, nell'ambito della campagna "Reclaim Your Life - Fight Precariety!". Dopo un concentramento in piazza Saint-Josse e un corteo intorno alla Torre Madou - edificio simbolico della Commissione Europea -, un gran numero di rappresentanti di partiti, sindacati e associazioni, e di lavoratori precari, studenti, sans-papiers e tanta altra gente si sono riuniti presso la sala "Claridge" per parlare e dibattere della precarietà in Belgio e in Europa, delle ripercussioni dell'ennesima crisi del capitalismo, e delle risposte della sinistra comunista e alternativa e dei movimenti per un altro mondo e un altro sistema economico possibile, giusto e necessario. Erano presenti, tra gli altri, la vicepresidente della Sinistra Europea, Graziella Mascia (Rifondazione Comunista), il deputato europeo Miguel Portas (Bloco de Esquerda), Christine Mendelsohn del Parti Communiste Français, Halina Wawzyniak della Die Linke, Pierre Eyben del Parti Communiste Wallonie-Bruxelles, etc. Specialmente nutrita e variegata la partecipazione delle compagne e dei compagni di Rifondazione Comunista: oltre a Graziella Mascia, dall'Italia sono intervenuti Carlo Cartocci (responsabile Dipartimento Italiani nel Mondo) e Stefano Gallieni (responsabile Dipartimento Immigrazione) , mentre dall'Europa erano presenti delegazioni dalla Germania (Colonia), dalla Francia (Parigi), dalla Gran Bretagna (Londra) e naturalmente dal Belgio (Bruxelles e Mons-Charleroi) , con le loro bandiere e striscioni e uno stand insieme con le altre organizzazioni locali e internazionali che hanno cooperato nell'iniziativa. Una gran bella giornata di presenza e di lotta quindi, per mettere sempre più al centro dell'attenzione e dell'urgente azione politica il problema della precarietà e delle condizioni di vita e di lavoro di sempre più persone.
domenica 26 ottobre 2008
Precari con fantasia
| di Reginaldo Palermo | ||
| Si moltiplicano le iniziative dei precari della scuola per ottenere visibilità nelle proteste contro il Ministro e il Governo. A Milano San Precario affigge sul portone della Borsa le 95 tesi sul precariato. I precari liguri lanciano una petizione a favore di Luciana Littizetto Ministro dell'Istruzione. | ||
A poco meno di 500 anni dal clamoroso gesto di Martin Lutero che nel 1517 aveva affisso sul portale della Cattedrale di Wittenberg le 95 tesi sull’indulgenze che diedero origine alla “riforma protestante”, nei giorni scorsi, i precari milanesi hanno dato vita ad una curiosa forma di protesta. Sulla facciata del palazzo della Borsa (rinominata per l’occasione “Chiesa di Ognissoldi”) è stato affisso un enorme manifesto con le “95 tesi sul precariato”, firmate da San Precario, associazione che aggrega non solo i precari della scuola ma anche quelli di altri settori (servizi pubblici e privati in particolare). Nel mirino di San Precario ci sono un po’ tutti: non solo le grandi compagnie telefoniche colpevoli di procedere alla progressiva esternalizzazione dei servizi ma anche le stesse confederazioni sindacali accusate di sottoscrivere accordi capestro in molti comparti. Ma perché questa commistione fra sacro e profano ? “Abbiamo deciso di ricorrere a simboli che si richiamano all’immaginario collettivo proprio per richiamare l’attenzione di tutti sull’importanza del fenomeno del precariato”, spiega Rachele Stella, docente precaria (“anzi precaria e basta, quando si è precari si passa spesso da un lavoro all’altro”) Sì, ma usare addirittura l’immaginetta di “San Precario” forse è un po’ troppo.. “E perché mai ? Le immagine sacre sono simboli facilmente riconoscibili da tutti” Fra le 95 tesi affisse sul portone della Borsa milanese ci sono anche autentiche perle di saggezza filosofica (“la precarietà è esistenziale oltre che lavorativa”) o formule sintetiche che sottendono complesse analisi sociologiche ed economiche (“la precarietà è condizione intima alla metropoli”, “la precarietà è l'Europa del profitto”, “la precarietà è donna”). Senza trascurare slogan che mettono in evidenza una concezione che fa riferimento alla struttura di classe delle società occidentali: “Combattere la precarietà significa conoscere le dinamiche del potere e come si produce ricchezza”. Ma non solo San Precario usa fantasia e immaginazione. Il Comitato Precari Liguri della Scuola - riproponendo un'idea che da qualche giorno circola in diversi blog e forum della rete e riferendosi evidentemente all’intervento dell’attrice torinese alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio - ha lanciato la petizione "Vogliamo Luciana Littizzetto Ministro dell'Istruzione". Con questo - spiegano gli animatori del loro visitatissimo blog - vogliamo segnalare un malessere diffuso nella scuola italiana. “L’iniziativa - aggiungono - ha un sapore goliardico, ma un significato profondo”. |
sabato 25 ottobre 2008
Pd in corteo, Veltroni: «Siamo 2 milioni e mezzo» Berlusconi: manifestano per nascondere divisioni
Rotondi: legittimo manifestare, ma governo risponde con risultati
ROMA (25 ottobre) - «È molto meglio di come ci aspettassimo. È una manifestazione bella, democratica e pacifica. Siamo all'opposizione e questa e una manifestazione contro il governo che non risolve i problemi del paese». Così il leader del Pd commenta la manifestazione di oggi a Roma partita con due cortei alle 14 da piazza Repubblica e piazza dei Partigiani. Secondo gli organizzatori sono «oltre 2 milioni e mezzo» i manifestanti al Circo Massimo dove un applauso e un boato della folla ha accolto Veltroni. Per il leader del Pd la manifestazione "Salva l'Italia" è «utile e indispensabile non solo al Partito democratico, ma alla stessa democrazia italiana e al Paese intero». Per il premier Silvio Berlusconi, invece, si tratta di una «manifestazione ad uso interno che non cambierà nulla: il governo andrà avanti nella sua strada». Poco prima il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, aveva annunciato che il corteo è legittimo, ma il governo risponde con i fatti.
I cortei. Tra i manifestanti anche studenti, lavoratori di Alitalia. Scattato già da ieri sera il piano sicurezza con la rimozione di cassonetti e auto nelle due piazze. Alla testa del corteo a piazzale dei Partigiani Veltroni e Massimo D'Alema per il quale dalla manifestazione «emerge un segnale straordianario». Insieme a loro Pierlugi Bersani: «Sarà una manifestazione di proposte oltre che di proteste». A piazzale della Repubblica anche i Verdi con Paolo Cento e Grazia Francescato e Rosy Bindi che manifesta anche contro legge elettorale e per la reintroduzione delle preferenze: «Senza preferenze - ha detto - i cittadini non sanno per chi votano». Per Nicola Zingaretti, della Provincia di Roma, in piazza il popolo «è arrabbiato per le politiche adottate dal governo». Per il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo «ci sono persone che sono qui per unire il Paese, non per dividerlo». Piero Fassino ha parlato di «grandissima e straordinaria partecipazione di popolo». Per Dario Franceschini Berlusconi «è patetico e impaurito: se venisse qui vedrebbe un popolo enorme che va ben oltre i militanti del Pd». Il tutto tra cori di Bella Ciao, l'Inno di Mameli e slogan pro-Obama.
Veltroni. «È una grande manifestazione - ha detto - serena, di gente civile che vuole raccontare che è possibile fare qualcosa di diverso». Il leader del Pd parla di «manifestazione contro il governo per indicare soluzioni alternative ai problemi che stiamo vivendo e che il governo non è in grado di affrontare». Dalle pagine di Europa aveva fatto sapere che la linea è quella della «protesta e opposizione insieme a proposte concrete».
«La più grande da molti anni». «Mi dicono che la testa del corteo da Piazzale dei Partigiani è arrivata al Circo Massimo, ma la coda è ancora a Piazzale dei Partigiani. Se erano due milioni per il Pdl a Piazza San Giovanni nel 2006, valutate voi...». «Credo - ha detto Veltroni - che sia la più grande manifestazione di un partito che è svolta in Italia da molti anni a questa parte» . «È una prova molto bella di vita democratica - ha proseguito - che con tranquillità manifesta. È quanto speravamo, supera anche le più rosee aspettative, è successo». Quindi Veltroni ha aggiunto che la partecipazione elevata «vuol dire che questa manifestazione corrispondeva ad un bisogno reale e dimostra a tanti della destra che avevano preoccupazione che forse avevano ragione, perché è più grande di quanto potevano immaginare».
Berlusconi. «Nessuna preoccupazione - ha detto il premier - Sono contento che non piova, così non possono dire "piove, governo ladro". I leader della sinistra hanno garantito che sarà una manifestazione serena, diamogli credito. Ma non ci sarà nessun cambiamento nell'azione di governo e della maggioranza perchè questa è una manifestazione per uso interno alla sinistra. Interna corporis, per le loro divisioni e per marciare contro il governo». Ai leader del centrosinistra, che ricordano a Berlusconi di essere sceso in piazza il 2 dicembre 2006 nella manifestazione contro il governo di piazza San Giovanni, il premier ribatte: «Noi andammo sulla piazza per la prima ed unica volta, perché eravamo disperati, perché nessuno ci stava ad ascoltare, per dire al governo che era insostenibile la pressione fiscale e per chiedere che fossero ricontate le schede elettorali convinti come eravamo e come lo siamo che ci avessero sottratto la vittoria». «Non c'era allora nessuna divisione dei poteri - aggiunge - io come leader dell'opposizione non sapevo a chi rivolgermi, tutte le istituzioni erano dalla loro parte. Comunque per noi quella fu una manifestazione serena e spero lo sia anche per loro, e proprio quella volta nacque il Pdl».
«Dovremmo essere uniti». «Un'opposizione che vuole fare qualcosa per il Paese - dice il premier - avrebbe dovuto unirsi a noi, votare provvedimenti per l'utilità comune. Ma questo non è possibile. Si illustrano da soli, scendono in piazza ora che dovremmo essere uniti. Io invidio i socialdemocratici di altri paesi, mentre i nostri questi sono e con questi dobbiamo fare i conti».
Rotondi: corteo legittimo. Il ministro per l'attuazione del Programma Gianfranco Rotondi ha sottolineato che «il governo è rispettoso della manifestazione di oggi del Pd e ritiene legittimo il diritto di scendere in piazza». Il governo però, spiega, sceglie di dialogare in modo diverso con una «campagna di informazione che si regge su un format comunicativo che vede impegnati i protagonisti del governo direttamente sul territorio attraverso organismi istituzionali». La campagna toccherà cento città italiane a partire da mercoledì 29 ottobre dalla città di Viterbo. «La comunicazione istituzionale - ha detto - ha bisogno di soldi o di fantasia, noi mettiamo in campo la seconda. Per questo abbiamo pensato a "Governincontra", format della comunicazione che per metà sarà il racconto di quello che il governo ha fatto e per metà sarà l'ascolto delle esigenze delle comunità locali».
Per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, con la presenza di Veltroni sui mezzi comunicazione il leader del Pd «sta smentendo se stesso e la sua tesi sul pericolo autoritario». «Che Dio e Santoro - afferma - ci conservino Veltroni segretario del Pd, almeno fino alle europee...». Cicchitto parla di Fazio («gli ha fatto una intervista in ginocchio»), «almeno un paio di talk show sono stati costruiti in modo tale da esaltare Veltroni e impedire quasi di parlare agli esponenti del centrodestra, Annozero gli ha confezionato una trasmissione su misura. La propaganda per la manifestazione del 25 ottobre domina giornali e telegiornali ed oscura la gravissima crisi finanziaria ancora in atto».
Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari va all'attacco: «Cerco di portare a termine il mio mandato e lasciare la scena ai demagoghi - dice intervenendo a Omnibus su La7 - a coloro che hanno la vocazione a guidare il popolo: ai Veltroni e ai Berlusconi, a destra e sinistra». «Della manifestazione non me ne frega niente. Non mi preoccupa - aggiunge - la manifestazione, ma che il governo ombra non abbia prodotto assolutamente nulla».
E il silenzio calò sull'Ispra
I lavoratori precari della ricerca si sono dati appuntamento ieri alle 13 sotto la sede Rai di viale Mazzini, per protestare contro «l'oscuramento» mediatico della vicenda che li coinvolge e la continua pubblicazione di dati parziali o inesatti, che inducono una falsa percezione della gravità dell'emergenza in cui si trovano. Non si tratta di flessibilità della attività di ricerca, ma di vera precarietà dell'esistenza, di persone che da anni sono ormai cresciute, sia anagraficamente sia professionalmente, e che hanno dedicato la propria vita alla ricerca pubblica. Non si tratta di rifiutare esperienze all'estero: le hanno già fatte da tempo scegliendo di tornare per il nostro paese. Non si tratta di rifiutare le novità, vogliono e devono esserne protagonisti!
Le norme varate dal governo e in via di approvazione in Parlamento (art. 37 bis del DDL 1441 quater) contengono la cancellazione delle stabilizzazioni previste dalle finanziarie 2007 e 2008, violano la certezza del diritto, determinando il licenziamento dei lavoratori precari per i quali era stabilito per legge il contratto a tempo indeterminato, negano un futuro professionale ai lavoratori e mettono a serio rischio le attività e lo sviluppo degli enti in cui sono impiegati e la stessa ricerca in Italia. All'iniziativa, promossa dai lavoratori precari degli Enti Pubblici di Ricerca, hanno assicurato il loro sostegno esponenti politici dei partiti di opposizione, e rappresentanti di istituzioni nazionali e locali. Tra le adesioni, che si stanno raccogliendo ancora in queste ore, sono già giunte le conferme della partecipazione in piazza, al fianco dei lavoratori, di Rosy Bindi (Vice-presidente della Camera dei Deputati), Marianna Madia (Commissione Lavoro della Camera dei Deputati) e Marco Miccoli (Presidente della Commissione Saperi e Politiche dello Sviluppo della Provincia di Roma).
PD: CIRCA IN 300.000 CORTEO PARTITO DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA
Molte bandiere Pd, pochissimi slogan e tanti cartelli caratterizzano i colori del corteo. Spiccano gli striscioni dei precari, degli insegnanti e degli studenti, degli immigrati che protestano contro le classi di inserimento previste dal decreto Gelmini. Molti anche i circoli di fabbrica e di base che stanno testimoniando la loro presenza.
Dall'impianto di amplificazione montato su un camion si leggono gli sms che vengono inviati alla manifestazione da coloro che vogliono testimoniare la loro adesione ma che non sono presenti. Lo speaker evita comunque di leggere quelli che menzionano esplicitamente Berlusconi: ''Non siamo qui contro qualcuno ma per proporre qualcosa'', avvertono dal furgoncino.
Fra i cartelli piu' gettonati quello che riprende una frase del Presidente del Consiglio con cui ieri ha dato di una connotazione dei manifestanti. ''Io non sono un facinoroso'' e' uno di questo che pende dalla carrozzina di un bebe' spinta dal padre. All'altezza di via Panisperna, una traversa a meta' di via Cavour, non e' ancora comparso il gruppo dei dirigenti del Pd che attornia Walter Veltroni e che doveva aprire il corteo perche' molti manifestanti si sono inseriti prima della testa e stanno per superare il Colosseo.
I NUMERI DEL PRECARIATO: LA RISPOSTA DEI SINDACATI A BRUNETTA
Comunicato delle segreterie nazionali
I numeri del Ministro Brunetta
Il Ministro Brunetta si dichiara soddisfatto dell’incontro con i presidenti degli enti di ricerca e annuncia che finalmente darà i veri numeri sul precariato nel comparto. Annuncia poi la costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà avanzare proposte di soluzione per i diversi problemi che verranno rappresentati.
Se queste sono le risposte del Ministro alla mobilitazione dei lavoratori e alle richieste degli Enti appaiono del tutto insufficienti:
• Facciamo notare al Ministro Brunetta che i numeri dei precari nel comparto dovrebbero essergli noti da tempo. A fronte di circa 2000 titolari di contratto a tempo determinato per i quali è già stato accertato il possesso dei requisiti per la stabilizzazione ve ne sono oltre 4000 a tutt’oggi in servizio negli Enti. A questi se ne aggiungono altrettanti distribuiti fra contratti di collaborazione, incarichi di ricerca ed assegni di ricerca. Per un comparto che conta meno di 18.000 dipendenti a tempo indeterminato, senza l’apporto del Personale precario è a rischio l’attività in molti Enti.
• Il Ministro afferma anche che la maggior parte dei problemi nascono dalle leggi vigenti e non dalla norma che abrogherebbe le procedure di stabilizzazione, ma dimentica di dire che la combinazione tra le norme introdotte dalla legge 133/08 e l’emendamento37 bis produce il danno maggiore.
Se infatti non è possibile stabilizzarené mantenere in servizio chi lavora da più di 3 anni con contratti diversi, l’effetto del licenziamento sarebbeinevitabile.
Non abbiamo mai detto che le norme sulla stabilizzazione fossero sufficienti a risolvere i problemi del precariato nel nostro comparto ma certamente la scelta di terminare la procedura di stabilizzazione il 30 giugno 2009 introduce ulteriori problemi
Chiediamo pertanto che venga ritirato l’emendamento e che vengano adottati i seguenti provvedimenti:
• Il Dipartimento della Funzione pubblica deve autorizzare le richieste d’assunzione per il 2008, in base alla programmazione già effettuata dagli enti per l’anno in corso, emanando immediatamente i relativi e necessari DPCM;
• va prevista la possibilità, per gli EPR di proporre la determinazione della propria pianta organica nell’ambito delle disponibilità di bilancio (coerentemente con le affermazioni dello stesso Ministro che conferma che le Piante Organiche degli Enti sono sottodimensionate. - D’altra parte questo è il prodotto del sostanziale decennale blocco delle assunzioni nel settore);
• in questo ambito è necessario eliminare il dispositivo dell’autorizzazione preventiva per l’utilizzo del Turn Over introdotto dal decreto “Milleproroghe”;
• va definito un nuovo sistema di reclutamento che impedisca, in futuro, il riproporsi del fenomeno del precariato.
Le ragioni della nostra protesta, quindi, non vengono meno ma anzi sono inserite nell’ambito della rivendicazione più generale che mira alla tutela ed alla valorizzazione della Ricerca ed Innovazione quali elementi necessari per lo sviluppo del Paese.

