LA PETIZIONE DA FIRMARE

venerdì 3 luglio 2009

COMITATO PRECARI ARPALAZIO SOLIDALI CON COLLEGHI ISPRA

Da romanotizie.it - Il COMITATO PRECARI ARPALAZIO esprime tutta la propria solidarietà ai colleghi precari dell’ISPRA che da ieri sono senza contratto e agli altri che scadranno da qui a dicembre prossimo.
Il lavoro delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, a tutela della salute del cittadino e dell’ecosistema, è strettamente dipendente da quanto viene messo a punto dai ricercatori dell’ISPRA. L’ambiente e la salute vanno tutelate, ma - aggiunge il COMITATO PRECARI ARPALAZIO - con il personale, altamente specializzato che ha anni di esperienza sulle spalle, stabilizzato a tempo indeterminato. Sosteniamo quindi- prosegue il COMITATO - i colleghi dell’ISPRA nella loro richiesta che la Provincia di Roma e la Regione Lazio intervengano fattivamente con il Governo al fine di assicurare l’immediato rinnovo dei contratti in attesa di stabilizzazione. Anche i precari di ARPALAZIO il 1 gennaio 2010 si ritroveranno senza contratto - conclude il COMITATO - se la Regione Lazio non deciderà a breve di concludere il percorso di stabilizzazione avviato nel 2006.

PA, SOTTO MINISTERO SFILA 'BEATA ASSUNTA' PROTETTRICE PRECARI

Il Giornale.it - Processione "religiosa" di fronte al ministero di Brunetta: a sfilare "beata Assunta", la protettrice dei precari del pubblico impiego che questa mattina, aderendo allo sciopero generale indetto da Rdb Pubblico Impiego, hanno manifestato a piazza Vidoni. Al colorato sit in hanno aderito precari rappresentanti di numerosi istituti di ricerca come l'Ispra, Enea, Inea, Isfol, Cra, della scuola e della sanità. Al centro della piazza un mega striscione con tutti i ministri del Governo Berlusconi in versione "circo" e con al centro un'immagine di Renato Brunetta addormentato con il naso da clown. "Fiera P.a" si legge al centro del manifesto. Ed un vero e proprio "circo" e' stato anche ricreato sulla piazza, con precari riuniti in quello che e' stato battezzato come "lo spazio fitness per fannulloni" intenti a giocare a palla, seduti su poltrone gonfiabili.

Prestigiacomo, Brunetta e la strana storia dei licenziamenti nei controlli ambientali

da giornalettismo.com - A rischio ricerca e vigilanza dopo l’allontanamento di 200 precari dell’Ispra nel silenzio della Prestigiacomo

Sempre più incerto il futuro dei controlli e della ricerca ambientale pubblica italiana. Il 30 giugno, 200 tra ricercatori e amministrativi dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono stati infatti allontanati dal posto di lavoro, alla scadenza dei loro contratti.
L’INIZIO DELLA STORIA
- Il licenziamento, che eufemismi a parte si può definire tale (l’amministrazione dell’Istituto lo definisce “mancata proroga”), è merito della premiata coppia di ministri Prestigiacomo-Brunetta, abilissimi nel fare il gioco delle tre carte, insieme ai dirigenti cui hanno lasciato fare il “lavoro ingrato”. La prima, che aveva già dichiarato le sue intenzioni sul precariato alla Commissione ambiente della Camera, si nasconde dietro la recente stabilizzazione di altri 200 precari dell’Ispra, per giustificare l’allontanamento dei loro colleghi, quasi tutti co.co.co., e quindi di per sé “non stabilizzabili”. Dimentica il dettaglio che queste assunzioni sono state una scelta obbligata da una legge dello Stato, approvata dal Governo Prodi e prontamente cancellata dal centrodestra. Il ministro Renato Brunetta, invece, ancora in un’intervista pubblicata oggi ha dichiarato che “nessun precario è stato licenziato”, ma dovrebbe andare a spiegarlo a persone che dopo molti anni di servizio, spesso più di dieci, si ritrovano disoccupati e senza ammortizzatori sociali, in barba alle promesse del premier.
MOBILITAZIONE E POLIZIA – I precari, sostenuti da molti lavoratori a tempo indeterminato e dai colleghi che vanno a scadenza entro fine anno, altri 230, non sembrano decisi a mollare, e sono in mobilitazione permanente. Negli ultimi giorni, hanno occupato per due notti e tre giorni la sede principale dell’Istituto, nel quartiere romano dell’Eur, hanno presidiato la nave per i controlli oceanografici Astrea, nel porto di Fiumicino, e interrotto vari convegni Ispra, leggendo i loro comunicati di protesta. La risposta della struttura commissariale, nominata dal ministro Prestigiacomo e guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi, è stata, forse non a caso, di tipo poliziesco: minacce di denuncia penale più o meno velate, e un nuovo regolamento sull’accesso dei visitatori ai locali dell’Istituto, chiaramente orientato ad impedire l’ingresso dei lavoratori licenziati, i cui badge sono stati disattivati addirittura con un giorno d’anticipo.
SMANTELLARE E PRIVATIZZARE - Lo smantellamento dei controlli ambientali, nonostante le vaghe promesse della Prestigiacomo, sembra funzionale alla politica di un governo che, rispetto all’Obama-Style (ma anche ai discorsi di Sarkozy e altri leader) è sull’ambiente in totale controtendenza. Non a caso, molti segnali parlano di uno svuotamento dell’Ispra, nata appena un anno fa dalla fusione dei tre enti preesistentivigilati dal Ministero dell’Ambiente (Apat, Icram e Infs), ad oggi il principale soggetto pubblico che svolge compiti di vigilanza e ricerca ambientale: il settore nucleare passerà alla nuova agenzia ad hoc annunciata dal Governo, mentre il ministro dell’Agricoltura, il leghista Luca Zaia, ha appena annunciato che vuole l’ex Infs (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) di nuovo scorporato dall’Ispra, per passare sotto il controllo diretto della Presidenza del consiglio. Altrettanto si vocifera da tempo per il Servizio geologico d’Italia, anch’esso oggi un dipartimento dell’Istituto. E sul sito della Sogesid, una Spa in house del ministero dell’ambiente, è appena scaduto un avviso per la selezione di diverse figure professionali, che devono avere “un’esperienza professionale documentata in realtà pubbliche e/o private e/o professionistiche e/o presso Università e/o Consorzi Universitari per quanto riguarda la conoscenza delle tematiche di interesse della Direzione Generale Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente”. Insomma, profili e compiti che sembrano davvero simili a quelli delle persone che sono state appena allontanate dall’Ispra. Un caso forse, ma tra i precari dell’ambiente, licenziati o no, sono in pochi a crederci.


Protesta a oltranza dei precari Ispra

Da terranews.it - di Rocco Vazzana
LAZIO - I ricercatori che potrebbero perdere il lavoro entro dicembre hanno occupato simbolicamente la nave oceanografica Astrea. — Continua la protesta di ricercatori e lavoratori precari dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) contro la decisione del ministero dell’Ambiente di operare drastici tagli al personale. Più di 400 lavoratori, infatti, entro la fine dell’anno potrebbero essere mandati a casa. Mercoledì, circa 200 manifestanti dell’Assemblea dei precari hanno occupato simbolicamente la nave oceanografica Astrea, attraccata a Fiumicino, bloccando di fatto le attività di monitoraggio. «L’azione - ha spiegato in una nota l’Assemblea - rappresenta una protesta contro l’allontanamento dal posto di lavoro, tra oggi e la fine dell’anno, di 430 precari, che mette a rischio molte delle attività dell’Istituto vigilato dal ministero dell’Ambiente, nato appena un anno fa dall’accorpamento dei tre preesistenti. La decisione di bloccare questa importante attività di monitoraggio è stata presa dai lavoratori, riuniti in assemblea permanente nella sede centrale dopo aver occupato per tutta la notte i locali dell’Istituto. Continua, quindi, la mobilitazione dei lavoratori, nonostante per chi ha il contratto scaduto sia sempre più difficile avere accesso all’Ispra, visto che i loro nomi sono già stati cancellati dall’elenco telefonico interno e i loro badge disabilitati, rendendo complesso perfino recuperare i propri effetti personali. Un’ulteriore offesa alla dignità e alla professionalità dimostrata durante il servizio, che per molti precari si è prolungato oltre i cinque o dieci anni». I precari, nell’occasione, hanno annunciato che parteciperanno alla manifestazione indetta dal Patto di base che si terrà questa mattina alle 11:30 davanti a palazzo Vidoni, sede della Funzione pubblica, insieme a tutti gli altri lavoratori precari e a tempo indeterminato del Pubblico impiego. «Chiediamo un intervento immediato del ministro Prestigiacomo - ha dichiarato Enrico Morreale, del coordinamento nazionale precari Usi RdB ricerca - che ha il dovere di intervenire per evitare i nostri licenziamenti. La lotta è iniziata solo adesso e non abbandoneremo il nostro lavoro».

In risposta a Brunetta

da Il Messaggero.it - Egr. Redazione, dopo aver letto l'articolo pubblicato sul Messaggero del 1-07-09 (Brunetta: «Nessun precario licenziato, dal 2010 concorsi». Cgil: passo indietro) vorrei segnalare il fatto che 200 lavoratori di ISPRA (Istituto superiore per la protezione dell'ambiente) sono stati licenziati dal 1 luglio 2009. Sono una precaria laureata che ha lavorato in ISPRA da 9 anni (contratto T.D. poi co.co.co. e ora disoccupata senza indennizzo). Potete trovare tutte le informazioni sul nostro blog. Domani saremo in piazza a manifestare nuovamente, Piazza Navona ore 14 del 3 luglio 2009. Cordiali saluti

Roberta Alani

A casa i precari che vigilavano sull’ambiente

RICERCA — Licenziati nel silenzio della Prestigiacomo —

da terranews.it - di Rossana De Rossi - Un rappresentante sindacale dell’Ispra ha detto di non avere memoria di un simile «allontanamento di massa nella Pubblica amministrazione». Parla dei circa 200 precari dell’Istituto, vigilato dal ministero dell’Ambiente, i cui contratti sono scaduti il 30 giugno, che non potranno più svolgere i loro compiti di ricerca e controllo ambientale. I lavoratori licenziati, quasi tutti co.co.co., si aspettavano un miracolo dell’ultim’ora, ma in loro difesa non è intervenuto il governo, che non ha emanato alcuna norma ad hoc, né tantomeno il ministro Stefania Prestigiacomo, che nei fatti ha confermato l’allontanamento di una parte dei precari già annunciato davanti alla Commissione ambiente della Camera. Nonostante i commissari nominati dal ministro parlino di «mancato rinnovo» dei contratti, in Ispra è chiara la sensazione che si tratti di licenziamento di massa: le collaborazioni si basano su durata limitata e forte autonomia nelle attività svolte, mentre i 200 co.co.co. hanno un’anzianità di servizio che va dai 5 ai 15 anni e hanno sempre svolto un lavoro subordinato con compiti istituzionali. Da giovedì scorso, l’Ispra è occupata dai lavoratori (sostenuti in particolare dai sindacati di base) e la mobilitazione continua, anche se è difficile mantenerla dentro l’Istituto, visto che ai collaboratori è stato ritirato, addirittura in anticipo, il badge magnetico per l’ingresso in sede. Sindacati e precari a rischio (da qui a fine anno sono previste altre 230 scadenze) puntano il dito anzitutto sulla Prestigiacomo, di cui è chiaro il progetto di indebolimento dell’Ispra, verso un possibile smantellamento o esternalizzazione dei compiti dell’Istituto, nato dall’accorpamento di Apat, Icram e Infs. Si tratta infatti dell’unico ente di ricerca che abbia licenziato da gennaio a oggi quasi 250 persone, anche se questo precedente, davvero inedito nel settore pubblico, non farà dormire sonni tranquilli alle centinaia di precari di Iss, Ingv, Infn e Istat.

VIDEO OCCUPAZIONE