LA PETIZIONE DA FIRMARE

mercoledì 15 aprile 2009

Roma, capitale dei nuovi poveri

Crescono le famiglie che non ce la fanno: molti s'affidano
ai centri di assistenza gestiti da Sant'Egidio e Caritas


Mille, a volte duemila pacchi al giorno. Sono i numeri dei «viveri» distribuiti ogni giorno ai nuovi poveri di Roma dalla Comunità di sant'Egidio. Allo sportello di via Anicia, a Trastevere, si presentano sempre più numerosi, uomini e donne, di ogni età. Sono persone comuni, che fino a qualche mese fa avevano un lavoro regolare, capifamiglia, casalinghe, giovani ex precari traditi dalla flessibilità: sono un piccolo esercito. Accanto a loro, al centro di accoglienza trasteverino, in coda con il numero del proprio turno, ci sono persone che da anni non hanno altra chance se non quella di far conto sulla solidarietà e la carità, cristiana o laica che sia. Disoccupati, senza fissa dimora, pensionati con la minima, gente che dovrebbe campare una famiglia con 350-400 euro al mese. E come si fà?

EMPORIO DELLA CARITA' - Alla Caritas di via Marsala, dove giorni fa è emersa - rivelata da Fabrizio Peronaci sulle pagine tomane del Corriere della Sera - la storia dell'informatico Salvatore Clemente, divenuto clochard dopo la separazione e il pignoramento dello stipendio, c'è un'altra schiera di nuovi poveri. Anche qui sono centinaia i romani che hanno oltrepassato la soglia della povertà perchè rimasti senza lavoro o in cassa integrazione (secondo Confindustria, a Roma e Provincia il ricorso alla Cig è aumentato del 282% nel primo trimestre 2009). E all'Emporio della carità, il primo supermercato dove la spesa è gratuita, voluto da monsignor Guerino Di Tora, si sta studiando come allargare l'accesso a più nuclei famigliari possibili, dopo che nella prima fase sperimentale il negozio senza casse era stato aperto a 200 famiglie romane.

RECUPERO TRA GLI SCARTI - Nei mercati rionali, raccontano alcuni operatori dell'Ama, la raccolta delle cassette di frutta e verdure scartate perchè non più commerciabili, è divenuta più lenta perchè tra i cumuli di carciofi troppo vecchi per esser venduti e zucchine da selezionare e ripulire dal marciume, si aggirano sempre più persone in cerca di qualcosa di recuperabile, da mettere poi in tavola senza spesa. Il pudore viene vinto dallo stato di necessità. E non sono più soltanto anziani o pensionati che non ce la fanno a tirare fine mese. Non bastasse, a dare il segno della crisi, ci sono le misure antitaccheggio applicate da alcuni grandi magazzini e supermercati anche ad articoli sotto i 6-8 euro: i furti per necessità sono in crescita esponenziale, tanto che neppure i colossi della grande distribuzione a Roma possono più permettersi di chiudere un occhio. E' la Capitale dei nuovi poveri, ma non è un caso a sé. Roma non è che lo specchio di quanto accade in molte grandi e medie città italiane.

martedì 14 aprile 2009

ISTITUTO NAZIONALE GEOFISICA: BOSCHI, I PRECARI SONO 231


(ASCA) - Roma, 14 apr - ''Il reale numero di precari dell'INGV e' 231. Per 'precari' intendiamo quei ricercatori che avevano i requisiti richiesti dalle leggi finanziarie 2007 e 2008 per essere considerati 'stabilizzandi'. Gli 'stabilizzandi', secondo la circolare Nicolais n. 5 dell'aprile 2008 , dovrebbero essere mandati via il 31 dicembre 2009 se non sono stati assunti sulla base della copertura finanziaria e della disponibilita' della pianta organica, previa autorizzazione della Funzione Pubblica''. Lo dichiara in una nota il presidente dell'Istituto, Enzo Boschi, precisando relativamente ad alcune notizie stampa. ''L'intervento successivo del Ministro Brunetta (atto Senato n. 1167) - prosegue - migliorerebbe la situazione: innanzi tutto consentirebbe di accelerare le procedure concorsuali riservate garantendo agli aventi diritto la possibilita' di estendere i contratti fino all'assunzione. Inoltre garantirebbe agli aventi diritto la riserva dei posti del 40% per il triennio 2009 - 2011. L'INGV e' un ente ''virtuoso'' : spende solo il 65% del suo budget ordinario per stipendi e quindi rispetta una delle due condizioni attualmente richieste per le nuove assunzioni. Purtroppo la sua pianta organica, gia' molto povera, e' gia' piena. L'eta' media dei dipendenti INGV e' molto bassa (sotto i 40 anni) e quindi solo pochissimi posti si libereranno nei prossimi anni. Pertanto e' necessario un semplice ampliamento della pianta organica per risolvere il problema. In questa direzione da parte del Governo c'e' un impegno formale, preso in Senato durante la discussione della conversione in legge del cosidetto Decreto Milleproroghe. Inoltre - conclude Boschi - abbiamo ricevuto un forte sostegno finanziario dal Ministro della Ricerca Mariastella Gelmini''.

UN SEGNALE DI FIDUCIA


A partire dall’ultimo decennio, forse anche da prima, nei paesi cosiddetti avanzati, compreso il nostro, si va registrando una crescita demografica a saldo zero, se non addirittura negativo, originata soprattutto dal diffuso fenomeno della denatalità. Ciò, nonostante le imponenti masse di immigrazione da aree tutt’altro che avanzate, diciamo “giovani”. La scarsità di cicogne viene messa in relazione con problematiche diverse, ma sostanzialmente fondate: penuria di case, lavori precari, stipendi insufficienti, esplosione dei prezzi, incertezza nel futuro. Sennonché, pur spettatore consapevole di siffatti scenari globali, mi è appena capitato di cogliere uno spunto - non importa se, forse, occasionale e isolato - che sembra suonare note meno pessimistiche, come una sorta di incoraggiamento. Qualche giorno addietro, passeggiando per il centro cittadino a tramonto incipiente, in un brevissimo tratto di strada, si o no una ventina di metri, mi sono difatti imbattuto, in sequenza, in ben quattro giovani donne in evidente stato di gravidanza, tre delle quali verosimilmente alla prima maternità, la restante già accompagnata da una bimbetta. Non c’è che dire, personalmente ho interpretato tali incontri alla stregua di auspici favorevoli per il tempo a venire, dal momento che, bisogna riconoscerlo, alla decisione di mettere al mondo un figlio, concorrono, indubbiamente, anche sentimenti di fiducia. Ed è stato bello il particolare che, mentre ero intento a gustare i quadretti di tali incontri, nutriti stormi di rondini volteggiavano sul mio capo all’altezza dei tetti del magico centro storico di Lecce, dando l’impressione, con i loro festosi garriti, di giocare e divertirsi.

Terremoto /Abruzzo: l'ISPRA manda geologi, geofisici, topografi e cartografi


L'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, struttura operativa del Servizio Nazionale della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a seguito dell'evento sismico che ha colpito l'Abruzzo, è stato chiamato a svolgere attività emergenziali e post emergenziali.
In particolare, il Dipartimento Difesa del Suolo ha coinvolto geologi, geofisici, topografi e specialisti di cartografia; il Servizio Interdipartimentale Emergenze è stato incaricato di assicurare il coordinamento di tutte le attività connesse a questa emergenza e tra le differenti strutture interne dell'ISPRA, in raccordo con il MATTM, per l'individuazione delle attività e delle risorse umane, logistiche, operative e strumentali da mettere a disposizione in questa prima fase di emergenza.
In raccordo con il Ministero dell'Ambiente è stata Istituita presso la sede dell'Ispra un'apposita Sala Emergenza quale punto di contatto dell'Istituto per assicurare il flusso delle comunicazione durante la fase dell'emergenza.
Al momento sono attivi sul territorio interessato dal sisma 9 unità di personale, suddivise in 4 squadre.
Già nel primo pomeriggio del 6, una squadra di personale geofisico si è recata in Abruzzo per l'esecuzione di misure sulle stazioni della rete di monitoraggio GPS nell'area limitrofa all'epicentro del sisma (settore SE).
I sopralluoghi sono effettuati in collaborazione con il Servizio Sismico e l'INGV.
Successivamente altre tre squadre di esperti, sono partite da Roma alla volta de l'Aquila per eseguire rilievi degli effetti geologici e ambientali del terremoto quali: frane, fratture, crolli di materiali, variazioni portata sorgenti, sia nell'area epicentrale che nella porzione di territorio a Nord Ovest de L'Aquila, dove sono in corso studi sulla pericolosità dell'area per frana.
I sopralluoghi sono svolti in coordinamento con il Servizio Sismico e Dipartimento di Protezione Civile.
Le verifiche nell'area di Onna, particolarmente colpita dal punto di vista dell'edificato, hanno evidenziato una modesta quantità di effetti geologici, limitati a frane di crollo, fratture del manto stradale, danneggiamento degli argini del fiume Aterno nei pressi del ponte lesionato tra Onna e Fossa.
Anche nell'area di Barete e Pizzoli, a Nord Ovest dell'Aquila, gli effetti sul territorio sembrano, stando alle prime valutazioni, di modesta entità.
Le osservazioni sugli effetti ambientali, di carattere preliminario, confermano gli esperti, in questa fase risultano in linea con quelli attesi in relazione all'entità del sisma.
Ulteriori sopralluoghi, richiesti direttamente dalla Protezione Civile alle squadre sul posto, sono in corso di svolgimento nell'area delle Gole di San Venanzio, dove un crollo di massi ha interrotto la SS5 Tiburtina Valeria.

E 400 sismologi rischiano il posto per colpa del decreto del ministro Brunetta

La denuncia dei precari dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Nel clima di tragedia e di "terremoto continuo", che colpisce l'Abruzzo e le regioni confinanti, suscita allarme (e anche indignazione) la notizia che - per effetto del decreto Brunetta contro l'assunzione dei precari - quelli che studiano vulcani e terremoti (e accorrono sui luoghi del sisma, com'è accaduto anche all'Aquila per monitorare l'evolversi delle scosse) rischiano il licenziamento in tronco.
A nulla è servita, finora, la lettera inviata dal governo dal professor Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Speriamo che quanto è accaduto in Abruzzo induca il ministro Brunetta (e il governo di cui fa parte) a un ripensamento.
La notizia appare ora sul sito dell'Osservatorio vesuviano, che vi riportiamo integralmente: "Il monitoraggio dei vulcani attivi del sud Italia viene messo a rischio a causa di una proposta di decreto legge che prevede il licenziamento del personale precario entro 120 giorni dalla sua entrata in vigore.
Questa proposta di legge continua il testo - che mira ad eliminare il lavoro precario presso tutte le pubbliche amministrazioni, coinvolgerebbe anche il personale in forza a tutti gli enti di ricerca.
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la sua sezione di Napoli, "Osservatorio Vesuviano" sarebbero duramente colpiti in quanto circa la metà del personale ha un contratto di natura precaria.
Il Vesuvio, i Campi Flegrei e Stromboli abbandonati senza monitoraggio
L'Osservatorio Vesuviano, oltre alle attività di ricerca in campo geofisico e vulcanologico, svolge attività di sorveglianza H24 sui vulcani attivi ad elevato rischio quali Vesuvio, Campi Flegrei e Stromboli.
A tale scopo sviluppa e gestisce una fitta rete di strumenti per la rilevazione di terremoti, deformazioni del suolo, variazioni termiche e di composizione dei fluidi. I dati registrati da queste reti sono di fondamentale importanza per definire lo stato di pericolosità dei vulcani ai fini della protezione delle popolazioni a rischio.
Personale con contratto a tempo determinato
La gran parte delle attività di monitoraggio, sorveglianza e manutenzione delle reti viene attualmente garantita da personale con contratto a tempo determinato, i cosiddetti precari. Senza il contributo di questi, tali attività verrebbero seriamente compromesse con conseguenze facilmente immaginabili sulla sicurezza dei cittadini in caso di crisi eruttive.
Il ricorso al personale a tempo determinato è stato necessario vista l'impossibilità di assumere nuove unità. Nel frattempo i precari hanno assunto un ruolo fondamentale per i fini istituzionali dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia contribuendo alla crescita scientifica e tecnologica dell'ente. Con questo decreto si cancellerebbero istantaneamente centinaia di professionalità che lavorano tutti i giorni, a volte in emergenza, senza orari di lavoro definiti e spesso in condizioni di pericolo.
Una domanda inquietante
In un Paese particolarmente esposto alle catastrofi naturali la perdita di questo personale qualificato, o peggio la loro necessaria fuga verso l'estero, è a tutti gli effetti la perdita di una inestimabile ricchezza sia in termini economici che di conoscenze ed esperienze acquisite. Cosa accadrebbe, quindi, se tutto il personale precario dell'Istituto venisse licenziato?".
E' una domanda davvero inquietante.

Precari dell'Istituto di geofisica, a rischio il posto di lavoro

Quelli che possono restare a casa sono circa 180, altri 224 si salvano in quanto «stabilizzandi»
ROMA - Circa 400 lavoratori e ricercatori dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) non hanno un contratto a tempo indeterminato e molti di loro rischiano di perdere il posto di lavoro per effetto della legge Brunetta sulla Pubblica amministrazione, nonostante molti siano stati «precettati» per il terremoto in Abruzzo. Si tratta di circa il 40% dei dipendenti dell'Ingv. Ben il 40% dunque verrebbe spazzato via se il decreto passasse.
POSTI A RISCHIO - Quelli che rischiano veramente il posto sono circa 180 persone, in quanto dei 284 dipendenti con un contratto a tempo determinato, 224 sono «stabilizzandi», ovvero praticamente assunti avendo acquisito con oltre tre anni di contratto a tempo determinato il diritto all'assunzione in base alle precedenti Finanziarie. Quindi di questi sono 60 i non stabilizzandi, ossia che potevano almeno contare sul rinnovo del contratto ma che con la nuova legge non ne avrebbero più diritto. A questi vanno aggiunte 60 persone con assegni di ricerca e altre 60 tra borsisti e dottorandi. Tra i precari vi sono ricercatori, tecnologi, collaboratori tecnici e addetti ai servizi amministrativi e di supporto. La maggior parte non solo rischia di non vedere rinnovato il contratto, ma ha un'anzianità molto alta. Una situazione già più volte denunciata dai sindacati della ricerca e dallo stesso direttore dell'Invg, Enzo Boschi, che il 1° ottobre scorso aveva inviato una lettera al governo per richiamare l'attenzione sulla questione.
ALLERTATI - Appena è scattato l'allarme all'Aquila i sismologi dell'Ingv sono stati subito coinvolti: c'è chi è partito immediatamente dopo la scossa delle 3,32 del 6 aprile per installare la rete di monitoraggio, e chi ha lavorato in sede. Ora sono tutti a disposizione, anche oltre l'orario di lavoro per fronteggiare l'emergenza. L'Ingv esegue infatti il monitoraggio sismico e vulcanico dell'Italia 24 ore su 24 e per 365 giorni all'anno e fornisce alla Protezione civile servizi e consulenza.
CONTRIBUTO - «Da tempo abbiamo messo in luce la necessità di procedere alla stabilizzazione dei precari», ha detto il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo. «La situazione è curiosa, perché si tratta di lavoratori che, come hanno dimostrato anche con il terremoto in Abruzzo, possono dare un contributo importante. Sono stati i primi che si sono mossi per raggiungere le aeree colpite. Il punto è capire se questi ricercatori servono o meno. Riteniamo sbagliato e ipocrita licenziare questi lavoratori». Sulla stessa linea il segretario nazionale della Uilpa-Ur, Alberto Civica: «La rete sismologica viene garantita soprattutto grazie ai precari, perché l'Ingv è un ente che ha organici molto ridotti. La Protezione civile dà i soldi con il contagocce, il bilancio non è mai consolidato per cui non possono fare assunzioni, non possono aumentare gli organici, e il controllo sismico sta tutto in mano ai precari». Per il segretario confederale della Cisl, Claudio Santini, il terremoto in Abruzzo non fa che «rafforzare la necessità di battersi per la stabilizzazione di questi lavoratori».

Pubblica amministrazione, oltre 33 mila precari

ROMA - "Il personale con contratto di lavoro flessibile e in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente per la regolarizzazione è pari a 15.282 unità, mentre per la Regione Sicilia è pari a 17.986 unità". E' quanto emerge dai dati che il ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, ha trasmesso al presidente della Repubblica, ai presidenti delle Camere, al presidente del Consiglio e a tutti i ministri nonché ai presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro di Camera e Senato la Relazione al Parlamento contenente i dati del monitoraggio dei contratti di lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni, il cui executive summary è sul sito del ministero (www.innovazionepa.it).
Il monitoraggio deciso da Brunetta ha consentito per la prima volta di analizzare il fenomeno del cosiddetto "precariato" nelle PA sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. La rilevazione è stata effettuata tramite invio on line di un dettagliato questionario a tutte le Pubbliche Amministrazioni e ha avuto una durata di tre settimane.
In conseguenza degli invii fatti, "si può affermare che i dati rappresentino un censimento superiore al 90% della totalità del personale con i requisiti per la regolarizzazione".
Il dato che emerge è che "delle 3.892 amministrazioni che hanno partecipato alla rilevazione (delle quali solo 1.241 hanno dichiarato di avere personale regolarizzabile), le percentuali più significative sono quelle delle Regioni e degli enti pubblici compresi gli enti di ricerca (100%), seguiti dalle aziende sanitarie e ospedaliere (87,3% dei casi) e dalle amministrazioni provinciali (83%). La percentuali di Comuni è pari al 39%.
Il maggior numero di unità di personale in possesso dei requisiti per la regolarizzazione è dipendente delle aziende sanitarie e ospedaliere. La Regione che ha il maggior numero di unità di personale con requisiti per la regolarizzazione nel comparto Sanità è la Puglia, seguita da Sicilia, Campania, Calabria e Marche. Tutte le amministrazioni hanno già provveduto negli anni scorsi a effettuare procedure di regolarizzazione (oltre 2.300 unità in Sicilia e circa 27.000 nel resto del Paese).
L'analisi dei dati consente alcune considerazioni di carattere generale. Il fenomeno del personale con contratto flessibile e in possesso dei requisiti per la regolarizzazione risulta maggiormente concentrato nel Mezzogiorno (72%), fatta eccezione naturalmente per gli Enti di ricerca che hanno sedi nazionali. Il dato è fortemente influenzato dalla Sicilia (che da sola dichiara oltre il 50% del personale regolarizzabile), dove interessa prevalentemente il comparto della sanità e i Comuni di medie dimensioni.
Dall'analisi dei dati emerge che nella grande maggioranza dei casi le amministrazioni con personale regolarizzabile hanno posti in pianta organica e risorse economiche sufficienti ma si devono misurare con complessi strumenti attuativi. Nel 12% dei casi (dati nazionali) le amministrazioni non hanno intenzione di assumere a tempo indeterminato personale che pure possiede i requisiti. Nel complesso il problema risulta pertanto assolutamente nei limiti fisiologici (fatte alcune eccezioni, in particolare quella dei Comuni siciliani). Il personale con requisiti previsti dalle leggi vigenti è mediamente inferiore al 2% degli organici per oltre il 95% della amministrazioni e comunque inferiore al 5% degli organici, anche considerando i contratti di limitata anzianità e collaborazioni.

venerdì 10 aprile 2009

POL - Pa, Brunetta trasmette a istituzioni dati monitoraggio precari


(Velino) - Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha trasmesso oggi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta e a tutti i ministri nonché ai presidenti delle commissioni Affari Costituzionali e Lavoro di Camera e Senato la Relazione al Parlamento contenente i dati del monitoraggio dei contratti di lavoro flessibile nelle Pubbliche Amministrazioni, il cui executive summary è disponibile sul sito del ministero. L’indagine ha voluto in primo luogo fare luce quello che, ai sensi della normativa del governo Prodi e della circolare n. 5 emanata il 18 aprile 2008 dal ministro Luigi Nicolais, poteva ricondursi al cosiddetto “personale stabilizzabile”, fotografato da una disciplina che ha individuato la platea dei destinatari tenendo conto della tipologia del contratto di lavoro stipulato (lavoro subordinato a tempo determinato) e dell’anzianità di servizio maturata (tre anni nell’ultimo quinquennio secondo presupposti specifici). L’unica fonte conoscitiva ufficiale in materia di lavoro pubblico che potesse dare informazioni al riguardo è il conto annuale della Ragioneria generale dello Stato che, tuttavia, ha pubblicato gli ultimi dati aggiornati al 31 dicembre 2007 utilizzando criteri di rilevazione non sufficientemente dettagliati per consentire un esame approfondito del problema.
La rilevazione è stata effettuata tramite invio online di un dettagliato questionario a tutte le pubbliche amministrazioni sia centrali sia periferiche e ha avuto una durata di tre settimane (è stata chiusa alle ore 13 del 7 aprile). Il Formez ha garantito l’assistenza alla compilazione a tutte alle 1.123 le amministrazioni che ne hanno fatto richiesta. In particolare sono state ricontattate le amministrazioni regionali, le aziende sanitarie e i comuni capoluogo di provincia. Si può ragionevolmente sostenere che gli Enti contattati coprano circa il 95 per cento della popolazione. Le Regioni hanno inviato i dati di 159 enti (22 tra amministrazioni regionali e province autonome; 87 tra aziende sanitarie e ospedaliere, 50 enti e agenzie regionali) dopo averli sottoposti a una verifica preliminare e solo in forma riepilogativa. In conseguenza degli invii fatti, dalle risposte ottenute sia attraverso questionari nonché dalle risposte comunque date a fronte delle richiamate effettuate, si può affermare che i dati rappresentino un censimento superiore al 90 per cento della totalità del personale con i requisiti per la regolarizzazione. Delle 3.892 amministrazioni che hanno complessivamente partecipato alla rilevazione (delle quali solo 1.241 hanno dichiarato di avere personale regolarizzabile), le percentuali più significative sono quelle delle Regioni e degli Enti pubblici compresi gli Enti di ricerca (100 per cento), seguiti dalle aziende sanitarie e ospedaliere (87,3 per cento dei casi) e dalle amministrazioni provinciali (83 per cento). La percentuali di Comuni è pari al 39 per cento; va rilevato tuttavia che hanno inviato i dati 87 Comuni capoluogo nei quali risiede oltre il 90 per cento di coloro che vivono in questi Comuni (16.142.523 abitanti su un totale di 17.654.814 di tutti i capoluoghi).
Il monitoraggio deciso dal ministro Brunetta ha consentito per la prima volta di analizzare il fenomeno del cosiddetto “precariato” nelle Pa sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Sono state rilevate informazioni importanti sul fronte dell’interesse concreto da parte degli enti a regolarizzare la posizione del personale in possesso dei requisiti, delle modalità di reclutamento utilizzate dalle amministrazioni per assumere personale con contratto di lavoro a tempo determinato, dell’esistenza di graduatorie di vincitori ancora da assumere, della presenza effettiva di risorse finanziarie atte a consentire le assunzioni premesse. La rilevazione ha inoltre consentito di censire in tutte le amministrazioni pubbliche i contratti di lavoro flessibile e il personale in possesso dei requisiti previsti dalle leggi finanziarie 2007 e 2008, evidenziando per le diverse fasce professionali sia il numero di quanti sono già stati regolarizzati, sia quanti avrebbero ancora possibilità di essere assunti a tempo indeterminato; di individuare le motivazioni in base alle quali le amministrazioni non sono riuscite o non hanno avuto interesse e/o possibilità a regolarizzare il proprio personale con contratto di lavoro flessibile; di verificare se vi sono condizioni organizzative, l’interesse e la disponibilità di risorse da parte delle amministrazioni per intraprendere altri percorsi di regolarizzazione.
Il personale con contratto di lavoro flessibile e in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente per la regolarizzazione è pari a 15.282 unità, mentre per la Regione Sicilia è pari a 17.986 unità. Il maggior numero di unità di personale in possesso dei requisiti per la regolarizzazione è dipendente delle Aziende sanitarie e ospedaliere (un fenomeno che riguarda in maniera uniforme tutte le aree territoriali). E’ presente in maniera significativa anche il personale dei Comuni e quello degli Enti di ricerca (concentrato prevalentemente nel Lazio in quanto si tratta di centri nazionali). Il personale regolarizzabile delle Università, seppure in numero abbastanza contenuto, risulta concentrato soprattutto nelle regioni del Centro. La Regione che ha il maggior numero di unità di personale con requisiti per la regolarizzazione nel comparto Sanità è la Puglia, seguita da Sicilia, Campania, Calabria e Marche. Tutte le amministrazioni hanno già provveduto negli anni scorsi a effettuare procedure di regolarizzazione (oltre 2.300 unità in Sicilia e circa 27.000 nel resto del Paese).
L’analisi dei dati consente alcune considerazioni di carattere generale. Il fenomeno del personale con contratto flessibile e in possesso dei requisiti per la regolarizzazione risulta maggiormente concentrato nel Mezzogiorno (72 per cento), fatta eccezione naturalmente per gli Enti di ricerca che hanno sedi nazionali. Il dato è fortemente influenzato dalla Sicilia (che da sola dichiara oltre il 50 per cento del personale regolarizzabile), dove interessa prevalentemente il comparto della sanità e i Comuni di medie dimensioni. Dall’analisi dei dati emerge inoltre che il fenomeno in molti casi non è un problema legislativo ma piuttosto di risorse e organizzazione. Nella grande maggioranza dei casi le amministrazioni con personale regolarizzabile hanno posti in pianta organica e risorse economiche sufficienti ma si devono misurare con complessi strumenti attuativi. Nel 12 per cento dei casi (dati nazionali) le amministrazioni non hanno intenzione di assumere a tempi indeterminato personale che pure possiede i requisiti. Nel complesso il problema risulta pertanto assolutamente nei limiti fisiologici (fatte alcune eccezioni, in particolare quella dei Comuni siciliani). Il personale con requisiti previsti dalle leggi vigenti è mediamente inferiore al 2 per cento degli organici per oltre il 95 per cento della amministrazioni e comunque inferiore al 5 per cento degli organici, anche considerando i contratti di limitata anzianità e collaborazioni.

Brunetta, 33mila precari da assumere


Concluso monitoraggio, inviata relazione in parlamento

(ANSA) - ROMA, 9 APR - Sono 15.282 i precari (con contratto a tempo determinato e 3 anni di anzianita') in possesso dei requisiti per la regolarizzazione in Italia. E' quanto ristulta dalla relazione sul monitoraggio dei contratti di lavoro flessibile nelle Pubbliche amministrazioni, trasmessa dal ministro Brunetta al presidente Napolitano, ai presidenti delle Camere, al premier ed ai ministri e presidenti delle Commissioni. Per la Regione Sicilia la cifra e' di 17.986 unita', per un totale di oltre 33 mila atipici.

giovedì 9 aprile 2009

Fiat, tre dirigenti sequestrati nella sede di Bruxelles


Tre dirigenti della Fiat sono stati rinchiusi dentro due stanze della sede di Bruxelles da alcuni lavoratori che protestavano per un piano di licenziamenti. A quanto apprende AKI-ADNKRONOS, i tre dirigenti, di cui uno proveniente dall'Italia, sono stati bloccati dentro gli uffici della sede Fiat di Chaussèe de Louvain intorno alle 13.45. La Polizia sarebbe giá sul posto. Sono circa due mesi che alla Fiat-Belgio va avanti un negoziato tra azienda e sindacato, che si oppone a un taglio di 24 dipendenti.

Arrivano gli aiuti ai precari e il bonus rottamazione-auto

Dalla rottamazione di auto, moto ed elettrodomestici ai mini-rimborsi per gli obbligazionisti di Alitalia, dal fondo di garanzia per le pmi che potranno contare anche sul sostegno della Cassa depositi e prestiti, al pacchetto per i precari, dalle norme anti-speculazione in Borsa alle pensioni per i lavoratori esposti all’amianto, sino alle quote latte. Per Genova, poi, riveste particolare importanza il via libera all’emendamento “salva-pensioni” legato all’annosa questione dell’amianto (ne riferiamo nell’articolo sopra, ndr). È arrivato nella serata di ieri il via libera definitivo di Palazzo Madama al dl incentivi, con una seconda fiducia dopo quella incassata alla Camera dal governo giovedì scorso. Queste le principali misure del provvedimento convertito in legge.

Pacchetto precari. Nuove forme di sostegno per i precari che perdono il lavoro durante la recessione. Le misure prevedono, in particolare, il raddoppio al 20% dell’indennità “una tantum” stabilita per i lavoratori a progetto.


mercoledì 8 aprile 2009

Il dialogo dei manganelli



P.A./ Fp-Cgil: In ministero Ambiente si nega presenza precari


Roma, 7 apr. (Apcom) - "Nel ministero dell'Ambiente si nega la presenza dei precari". E' quanto afferma il segretario nazionale della Fp-Cgil, Alfredo Garzi. "Infatti al ministro Brunetta sono stati comunicati solo 67 precari, a vario titolo, e non stabilizzabili - dice Garzi riferendosi al monitoraggio del titolare della Funzione pubblica - strano, visto che un decreto dello stesso ministero (14 aprile 2008) aveva certificato la presenza di 133 precari con i requisiti di stabilizzazione previsti dalle norme. Strano perché il ministero ha ottenuto l'autorizzazione alla stabilizzazione per 42 unità (Dpr 28 dicembre 2007)". "Strano - sottolinea - perché il ministero ha ottenuto i fondi per la continuità dei rapporti di lavoro precario soggetto a contenzioso. Adesso al ministero dell'Ambiente si è deciso di cancellare completamente i precari. Infatti la graduatoria per la stabilizzazione è stata annullata. Così si realizza la coerenza con la rilevazione fornita al ministero della Funzione pubblica. Il ministro Prestigiacomo ha quindi chiuso il cerchio. Delle altre centinaia di precari presenti al ministero, solo formalmente dipendenti da altri datori di lavoro, basta non parlarne, così diventano invisibili".

martedì 7 aprile 2009

DL INCENTIVI: TUTTE LE MISURE DA BONUS A QUOTE LATTE

(AGI) - Roma, 6 apr. - BEI: Le imprese che hanno ottenuto fondi per la realizzazione di opere infrastrutturali potranno rivolgersi direttamente alla Banca europea di investimenti per finanziare il progetto.

- PACCHETTO PRECARI: Approvate le misure varate dal governo il 13 marzo. Tra l’altro, si prevede la riduzione a 20 giorni i tempi per l’erogazione degli ammortizzatori, la concessione della cig in deroga ai lavoratori di particolari settori produttivi o aree regionali, il raddoppio dell’indennita’ ai co.co.pro e incentivi alle aziende che assumono lavoratori che beneficiano di ammortizzatori in deroga.

- CASSA DEPOSITI E PRESTITI: Le operazioni della Cdp possono assumere qualsiasi forma, dalla concessione di finanziamenti al rilascio di garanzie, all’assunzione di capitale di rischio o di debito e possono essere realizzate anche a favore delle piccole e medie imprese per finalita’ di sostegno dell’economia.

- CREDITI ALLE IMPRESE: Esteso ai crediti maturati dalle imprese nei confronti dei ministeri nel 2008 la possibilita’ di compensazione fiscale gia’ prevista dal decreto anti-crisi per gli anni precedenti.

Istituito anche un sistema di monitoraggio per evitare per il futuro l’accumularsi di crediti.

- TESSILE E CALZATURIERO: Dieci milioni del fondo di garanzia saranno destinati nel 2009 ai settori tessile, calzaturiero e della concia, per interventi legati a smaltimento rifiuti e depurazione delle acque, e per il rilascio di garanzie anche attraverso i confidi.

- ACCIAIO: Introdotti severi standard di qualita’ a salvaguardia dell’acciaio italiano.

- AMIANTO: Confermate le pensioni per i lavoratori esposti all’amianto, con una dotazione per il 2009 di 35 milioni di euro.

- GRANDI OPERE: Ridefinite le prerogative del commissario grandi opere fissate gia’ nel dl 185.

- NCC: Slitta al 30 giugno l’entrata in vigore delle nuove norme sul servizio di noleggio con conducente.

- POSTE E FS: Annullato per Poste e Fs il tetto alle spese per consulenze, studi, sponsorizzazioni e pubblicita’.

- AUTOTRASPORTO: Nei contratti per il trasporto sara’ inserita la variazione del costo del gasolio.

Prorogati proroga di un mese, al 16 maggio, i pagamenti dei premi Inail.

- TIRRENIA: Consentito al gruppo Tirrenia di utilizzare gli oltre 6 miliardi e 600 milioni di euro di pagamenti non piu’ dovuti a parziale copertura del disavanzo 2008.

Anche i lavoratori Tirrenia, poi, potranno usufruire degli ammortizzatori introdotti dal dl.

- NAVIGAZIONE LAGHI: Per scongiurare che sia compromessa la continuita’ del servizio pubblico di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, e’ consentito per il 2009 e 2010 alla Gestione Governativa Navigazione Laghi l’utilizzo degli avanzi di amministrazione 2007 e 2008.

- LOTTA ALL’EVASIONE: Incrementati di 4 milioni di euro nel 2009 e nel 2010 gli stanziamenti per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

- BONUS DECODER: Saranno estesi ovunque, previa intesa con le singole regioni, i rimborsi all’acquisto di decoder gia’ previsti in Sardegna e Valle d’Aosta, in base a parametri di reddito ed eta’.

- CONVERSIONE CENTRALI A CARBONE: Gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a olio combustibile potranno riconvertirsi a carbone, in deroga alle leggi nazionali e regionali sui limiti di localizzazione territoriale, purche’ la riconversione assicuri l’abbattimento delle emissioni di almeno il 50 per cento rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti di combustione. La norma si applica alla centrale Enel di Porto Tolle.

Terremoti, si licenzia chi li studia


La lotta dei ricercatori dell'istituto di geofisica e la lettera del presidente dell'INGV al governo

ROMA - Giovedì 12 febbraio 2009 Dazebao scriveva: i dipendenti dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia scioperano e manifestano davanti alla sede nazionale del Dipartimento di Protezione civile a Roma.
La mobilitazione dei lavoratori è stata promossa dai sindacati di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil nel quadro della lotta contro lo stato di precarietà e la minaccia della perdita del posto di lavoro. L’Istituto svolge un compito di grande importanza, si occupa di monitoraggio dei terremoti e delle attività dei vulcani. Per assolvere a questo compito ha bisogno di sviluppare al massimo la ricerca, ha bisogno di ricercatori preparati che entrano a far parte dell’Istituto, anche a fronte del blocco delle assunzioni. Nel 2007 l’Istituto ha avuto il riconoscimento del più alto numero di citazioni scientifiche in campo geofisico al mondo. Ma tutto ciò non è sufficiente a garantire il posto di lavoro, a far si che il monitoraggio di terremoti avvenga attraverso turni 24 ore su 24. Stante la legge 133, leggi ministro Brunetta, ben 230 dipendenti con contratto a tempo determinato rischiano di non vedere comunque rinnovato il contratto mentre 170 atipici non avrebbero neanche l’opportunità di quel contratto. Da qui la lotta dei lavoratori, le manifestazioni, che ci fanno capire quanto grande sia la responsabilità di chi, di fatto, affossa Istituto espressioni di grande professionalità,proprio quelli che dovrebbero garantire la nostra sicurezza. Di questo Istituto è presidente il professor Enzo Boschi, che fa parte della Commissione Grandi rischi il quale in una dichiarazione ha posto il problema della prevenzione per evitare tragedie delle dimensioni di quella che si sta vivendo in Abruzzo. La situazione denunciata dai lavoratori era ben nota anche al governo, perché proprio il presidente dell’Istituto di geofisica e vulcanologia in data 1 ottobre 2008 aveva inviato una lettera all’esecutivo. La riportiamo integralmente perché, oggi ancor di più, è un documento emblematico. Naturalmente senza polemiche, come va di moda oggi.
Questo il testo della missiva inviata al Governo il 1 ottobre 2008 da Enzo Boschi , Presidente INGV e Tullio Pepe, Direttore Generale INGV

Lettera al Governo
L'Ente da me presieduto si avvale dell'apporto di numerose unità di personale con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, assegni di ricerca e, in qualche caso, contratti di collaborazione coordinata e continuativa al fine di soddisfare i crescenti impegni istituzionali inclusi quelli relativi alla sorveglianza (anche tramite la tenuta in funzione di tre sale operative presidiate h 24 per 365 giorni l'anno) della sismicità del territorio nazionale e di sette vulcani attivi in zone fortemente antropizzate.
In particolare, allo stato attuale, a fronte di 556 unità di personale con contratto a tempo indeterminato sono in servizio:

- 282 titolari di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato;
- 68 titolari di assegni di ricerca;
- 7 titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa in settori tecnico - scientifici,

per un totale di 357 unità di personale "precario".
I 282 contrattisti risultano così distribuiti tra i profili professionali:

- n. 108 ricercatori
- n. 59 tecnologi
- n. 76 collaboratori tecnici enti di ricerca (tecnici specializzati)
- n. 39 addetti ai servizi amministrativi e di supporto.

Di essi, circa 175 sono inseriti nelle graduatorie degli "stabilizzandi" 2007 (sono risultati in possesso dei requisiti previsti dalla legge finanziaria 2007 ma non sono rientrati nei contingenti autorizzati dal Governo). Nelle more della stabilizzazione, l'Ente si era attrezzato per continuare ad avvalersi di loro, come previsto dalle norme.
Altri circa 45 "precari" hanno risposto all'avviso pubblico emanato in applicazione dell'art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008 e presumibilmente sarebbero entrati nelle graduatorie 2008.
In tutti i casi si tratta di personale altamente specializzato che ha contribuito fortemente ai risultati scientifici conseguiti dall'Istituto nei settori tradizionali di attività (sismologia, vulcanologia, geomagnetismo e aeronomia) ma anche in nuovi campi di attività quali la climatologia dinamica e la oceanografia operativa; risultati particolarmente positivi come si evince dal fatto che l'Ente che ha ricevuto sul piano nazionale una ottima valutazione da parte del CIVR (http://vtr2006.cineca.it/php4/vtr_rel_civr_menu_x_area.php?info) e ha conseguito diversi importanti riconoscimenti sul piano internazionale (si veda ad esempio la notizia riportata dal sito http://sciencewatch.com/inter/ins/08/08jul-INGV/).
La forte incidenza del personale precario sul totale degli occupati non è dovuta ad abusi nel ricorso al lavoro flessibile ma è dovuto essenzialmente al fatto che l'Istituto, essendo nato nel 2001, ha operato quasi esclusivamente in regime di divieto di assunzioni.
In questi anni, nella quasi totale impossibilità di reclutare addetti alla ricerca con contratti di lavoro a tempo indeterminato, l'Ente si è sforzato di migliorare la propria competitività sul mercato della ricerca nazionale, comunitaria e internazionale, ottenendo crescenti finanziamenti sui quali attivare e rinnovare contratti di lavoro flessibile.
Il personale in discorso è diventato così parte integrante delle risorse organiche dell'Ente e ha consentito soprattutto all'Istituto di onorare gli impegni internazionali.
Ora, le norme contenute nell'emendamento all'art. 37 - bis del ddl n. 1441 - quater:

- cancellerebbero le aspettative di stabilizzazione del personale inserito già da alcuni mesi nelle graduatorie degli "stabilizzandi" 2007 (abrogazione dell'art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007);
- annullerebbero la procedura di stabilizzazione prevista dalla legge finanziaria 2008 che all'INGV è in avanzato stato di completamento (abrogazione dell'art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008);
- vanificherebbero lo sforzo realizzato dall'Ente per onorare i rinnovi "ope legis" dei contratti degli stabilizzandi 2007 e quello in programma per gli "stabilizzandi" 2008 (abrogazione dell'art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007 e dell'art. 3, comma 92, della legge finanziaria 2008);

- costringerebbe l'Istituto a rinunciare a unità di personale sul cui impiego aveva commisurato i propri programmi di attività,

senza contare che quelle contenute nella legge n. 133/'08:

- bloccano ogni forma di sviluppo dell'Ente, dal momento che il taglio della dotazione organica di cui all'art. 74 della legge n. 133/'08, cancella tutti i posti attualmente vacanti presso l'INGV (n. 28 posti su 584), comportando, quindi, la totale saturazione dell'organico.

Tutto ciò premesso, mi appello alla sensibilità degli organi di governo affinché le predette disposizioni normative possano essere rivedute e si possa porre in essere quanto necessario per consentire all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di salvaguardare e poi, con la dovuta gradualità e previa rigorosa verifica del possesso dei requisiti professionali e dell'attività svolta, assorbire i propri lavoratori precari che costituiscono ormai uno strumento irrinunciabile per le attività dell'Ente e un patrimonio per il Paese.

lunedì 6 aprile 2009

Il terremoto annunciato




"Qualcuno dice che anche se Bertolaso avesse preso in considerazione la segnalazione di Giuliani non ci sarebbe stato modo di far sfollare migliaia di persone. Male perché vuol dire che nell'Italia simisca e a rischio di catastrofi in 60 anni nessuno si è preso la briga di costruire una rete di protezione del territorio o un piano di edilizia antisismica. Vai a vedere in Giappone cosa hanno fatto. Da noi il Governo interviene sempre (e male) dopo la disgrazia.
E allora? dicono alcuni. E se anche si fosse saputo?
Allora si sarebbe dovuta applicare, secondo loro, la ricetta berlusconiana per la Crisi: Se non sai combatterla, negala?
Ma quel che colpisce è la supponenza di questi personaggi che sono esperti di niente ma che credono di pontificare su tutto, e possono farlo in virtù di poteri enormi che Berlusconi ha dato loro non si sa in virtù di che. Pensare che nelle mani di questa persona c'è il nostro territorio, la nostra salute, gli attacchi alla nostra vita che vengono da discariche e inceneritori e domani nucleare e che controllano persino il nostro patrimonio artistico unico al mondo (dopo aver conseguito i successi che sappiamo nelle discariche della Campania!) fa veramente rabbrividire!
Berlusconi vuole solo diminuire i vertici del controllo per avere pochissime persone da controllare lui più facilmente e vorrebbe annullare anche il Parlamento, mentre continua a tagliare i poteri delle Regioni, ma di questo passo pochi cortigiani di alto livello comanderanno su tutto prendendo ordini direttamente da Berlusconi, da un Berlusconi per di più su cui non esiste controllo alcuno. Siamo alla follia! Un tuttocrate monolitico e pure cretino che assomma su di se ogni poetere e distrugge ogni diritto e ogni democrazia!"
viviana v., Bologna

giovedì 2 aprile 2009

È reato il silenzio omissivo dell'impiegato pubblico

di Giampaolo Piagnerelli


L'impiegato pubblico che non fornisce tempestivamente documenti al cittadino è imputabile per rifiuto di atti d'ufficio. A puntualizzare il principio la Corte di cassazione con la sentenza n. 14466/09 (disponibile sul sito on line di «Guida Normativa»). I Supremi giudici si sono trovati alle prese con una vicenda che vedeva protagonista un cittadino siciliano che, in merito a un terreno per il quale era stata chiesta l'espropriazione, non era venuto a conoscenza di un atto di cessione dell'area da parte della regione a un Comune per la realizzazione di un parcheggio.

Ora alla luce di quanto chiarito la sanzione prevista dall'articolo 328 del codice penale potrebbe sembrare sproporzionata. I giudici di piazza Cavour, tuttavia, hanno specificato che la fattispecie ricorre pienamente perchè se da una parte il cittadino aveva avuto cognizione della possibile espropriazione, quest'ultimo di fronte a un nuovo e diverso provvedimento sull'area poteva tutelarsi in modo diverso. Ad esempio intraprendendo nuove iniziative legali per ottenere il risarcimento dei danni, oppure accedendo alla retrocessione o anche rinunciando in via definitiva a ogni azione.

Conclude la sentenza che poi l'impiegato pubblico, proprio per il ruolo tecnico a lui attribuito (visto che aveva partecipato attivamente al progetto di sistemazione definitiva dell'area a parcheggio) fosse tenuto a trasmettere tempestivamente i documenti. Infatti l'azione tipica del delitto previsto dall'articolo 328 del Codice penale è integrata «dal mancato compimento di un atto ufficiale da parte del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio, ovvero dalla mancata esposizione delle ragioni del ritardo, entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi ha interesse, con la conseguenza che il reato, omissivo proprio a consumazione istantanea, si intende perfezionato con la scadenza del predetto termine».

Meditate gente meditate...
dal sito de Il sole24 ore

Tutto va bene madama la marchesa...

Ecco la situazione europea ad oggi, secondo i più importanti quotidiani internazionali:


The Guardian


LONDRA – La Polizia afferma che 88 persone sono state arrestate nelle ultime 36 ore. La violenza è esplosa ieri pomeriggio intorno alla Banca d’Inghilterra, dopo che un gruppo dei manifestanti più duri ha preso d’assalto e distrutto una vicina sede della Royal Bank of Scotland.
I 20 rivoltosi, che hanno portato via computer e telefoni e sfondato le finestre, sono stati infine allontanati dalla Polizia con l’uso di cani e cavalli.

La RBS è stata al centro di una grossa controversia, da quando si è avuta la notizia che il suo ex amministratore delegato, Sir Fred Goodwin, ha ricevuto una pensione annuale di 703.000 sterline.

New York Times

PARIGI – I lavoratori di una fabbrica della Caterpillar sulle Alpi francesi hanno liberato mercoledì i loro capi, dopo averli trattenuti una notte intera durante una controversia sui benefit legati al loro licenziamento.

Martedì, in un altro caso di rabbia esplosa tra i lavoratori, François-Henri Pinault, amministratore delegato di PPR, ha dovuto essere liberato da poliziotti in tenuta antisommossa, dopo che i lavoratori in protesta contro i tagli occupazionali nelle sue aziende FNAC e Conforama avevano circondato la sua macchina e bloccato la strada con cassonetti della spazzatura per impedirgli di fuggire.

I lavoratori di una fabbrica della 3M di Pithiviers, nel centro della Francia, la scorsa settimana hanno trattenuto per oltre 24 ore il loro capo durante una discussione sul lavoro. I lavoratori di una fabbrica Sony di Pontonx-sur-l’Adour, nel sud-ovest della Francia, hanno trattenuto tutta la notte il loro capo per ottenere migliori benefit legati al loro licenziamento.

La Francia, che ha una lunga storia di militanza dei lavoratori, sta diventando sempre più irrequieta con l’approfondirsi dell’impatto della crisi economica globale. Il tasso di disoccupazione francese è salito, secondo l’Unione Europea, dall’8,5% di gennaio all’8,6% di febbraio.

ATENE – Martedì scorso, sospetti anarchici greci hanno scatenato ad Atene una serie di attacchi-bomba coordinati, distruggendo banche, concessionarie di automobili e un veicolo diplomatico: il tutto, secondo la Polizia, nell’arco di 15 minuti.

Non sono segnalati feriti o arresti, e secondo le forze dell’ordine non c’è stata finora nessuna rivendicazione. Secondo i vigili del fuoco, sono state bruciate cinque banche e sette macchine, una delle quali registrata come di proprietà dell’ambasciata egiziana.

Solo in Italia le cose sembrano essere calme e tranquille… dev’essere sicuramente perché la situazione è davvero fantastica, tutti hanno un lavoro stabile e sono felici... o no?
Vedi il blog originale

'Europa è cosa nostra




Crisi, un manager sotto assedio per gli stipendi non pagati

A ventiquattrore dal sequestro di Francois-Henri Pinault, il re del lusso tenuto in ostaggio per un'ora da parte dai manifestanti francesi a Parigi, è toccato al primo manager italiano, Fernando Ruzza, amministratore delegato della Omnia Network, società di call center con clienti di primo piano nelle telecomunicazioni, parte di un gruppo che ha sedi anche a Corsico e in tutta Italia con circa tremila 300 dipendenti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un annuncio in bacheca che informava di un nuovo ritardo nel pagamento degli stipendi.

I dipendenti della sede in via Breda, a Milano, hanno indetto un'assemblea spontanea e poi si sono riuniti in un'assemblea in cortile, tenendo dentro per un'ora l'amministratore delegato finché questo non è sceso a parlare con i lavoratori. "Non è il primo episodio di slittamento nei pagamenti — dicono i lavoratori — Nei mesi scorsi erano intorno ai due o tre giorni, ma poi le tredicesime sono state pagate a gennaio inoltrato, mentre l'azienda si era impegnata a pagare gli stipendi di febbraio entro il 31 marzo, dopo numerosi slittamenti". I sindacati hanno deciso di aderire allo sciopero nazionale del gruppo.

mercoledì 1 aprile 2009

Brunetta: precari da stabilizzare? Ci sono posti e risorse

ROMA - "Ci sono posti in organico e risorse, spiace deludere ma il problema non c'e'. Chi lo evoca lo fa per produrre confusione". Renato Brunetta, dati freschi del monitoraggio sul lavoro flessibile nella pubblica amministrazione, nega una emergenza precari sostenendo che la stabilizzazione e' possibile: "Il problema- assicura- risulta assolutamente nei limiti fisiologici (fatta eccezione per la legge siciliana), mediamente inferiore al 2% e comunque inferiore al 5% degli organici". Brunetta annuncia che a breve proporra' l'istituzione di un 'osservatorio permanente' per il monitoraggio costante dei contratti flessibili, proprio per evitare "insulti e strumentalizzazioni" come quelli piovuti contro il governo in queste settimane. Secondo le cifre fornite dal ministro della Funzione pubblica, al 30 marzo i precari regolarizzabili sono 11.445 in Sicilia e 12.807 nelle altre regioni. La maggior parte opera nelle Asl (1.549 in Sicilia e 5.529 nel resto del Paese), nei Comuni (9.170 e 3.253) e negli enti di ricerca (1.392). Quanto ai contratti non stabilizzabili, dai questionari risultano (Sicilia compresa) 17.045 tempi determinati senza i 3 anni di anzianita', 12.849 cococo, 1.709 diretti collaboratori dei vertici politici.

Precari, Brunetta attacca: «E' colpa di Prodi se non sono stabilizzabili»


ROMA (31 marzo) - Precari non stabilizzabili per colpa del governo Prodi: è la tesi sostenuta da ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, che giudica «numerose e gravi le inesattezze contenute nell'articolo “Quattromila precari senza futuro, in ginocchio la ricerca a Roma. Dal Cnr all'Enea, Brunetta li dichiara non stabilizzabili”, apparso oggi sulle pagine romane de La Repubblica.
«Non sono infatti io che definisco alcuni lavoratori precari “non stabilizzabili” ma le norme attualmente in vigore, volute dal governo Prodi - sottolinea in una nota -. Lo stesso monitoraggio dei contratti flessibili nella Pubblica Amministrazione, che si è concluso oggi, è stato fatto sulla base dell'attuale normativa.
Per quanto riguarda poi il settore della ricerca, ricordo che lo scorso novembre ho già anticipato un monitoraggio capillare sulla situazione dei rapporti di lavoro flessibile nei singoli Enti a seguito del quale, all'indomani di un mio incontro con tutti i presidenti degli Enti, i miei uffici hanno predisposto entro dicembre 2008 gli atti necessari per procedere alle procedure di immissione in ruolo del personale precario.
Questi decreti riguardano circa 900 unità e costituiscono il risultato massimo conseguibile sulla base delle norme vigenti, a suo tempo volute da Prodi e dal mio predecessore Nicolais. Come evidenziato nell'articolo - prosegue il ministro - in molti casi gli Enti hanno utilizzato contratti flessibili al di fuori della pianta organica e questo impedisce qualsiasi tipo di assunzione.
Ecco perchè la situazione fotografata dalla giornalista non è in alcun modo attribuibile al sottoscritto, essendo invece un'eredità del governo precedente così come dei comportamenti anomali adottati dagli Enti nell'utilizzo dei contratti di lavoro flessibili».


P.A.: BRUNETTA, OLTRE 24 MILA PRECARI IN 3.800 AMMINISTRAZIONI

(ASCA) - Roma, 31 mar - Sono 24 mila 252 (11mila 445 in Sicilia e 12mila 807 nel resto d'Italia) i precari presenti nelle 3.800 amministrazioni pubbliche che hanno risposto al questionario (ne sono stati inviati 10886) del dicastero per la Funzione Pubblica e l'Innovazione e i cui risultati sono stati presentati oggi dal ministro Renato Brunetta nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. I dati non comprendono i precari del mondo della scuola, il cui monitoraggio verra' effettuato dal ministero dell'Istruzione.
Dall'indagine emerge che il 22% degli enti che hanno risposto dichiara di non avere intenzione di assumere a tempo indeterminato personale, anche se esso possiede i requisiti per essere regolarizzato. Sono 18 mila 549 i precari che invece vedranno iniziare le procedure per la loro stabilizzazione: di questi, 7 mila 990 si trovano in Sicilia e 10 mila 559 nel resto d'Italia(tra questi 5306 maturano i requisiti a giugno e 2541 a dicembre). ''Nella grande maggioranza dei casi - ha spiegato Brunetta - le Amministrazioni con personale regolarizzabile dispongono di posti in pianta organica e di risorse economiche sufficienti''. Dunque, secondo il ministro, ''emerge chiaramente come il problema del precariato non sia un problema legislativo e che ogni ulteriore slittamento generico dei tempi non affronti ne' aiuti la soluzione del problema. Molte amministrazioni - ha aggiunto - hanno gia' proceduto alla regolarizzazone del proprio personale. Risulta inoltre che eccezion fatta per la Sicilia, un numero pressoche' equivalente del totale del personale regolarizzabile sia stato gia' definitivamente assunto o sia in corso di regolarizzazione''. I contratti a tempo determinato privi dei requisiti per la regolarizzazione ai sensi della legge vigente (almeno 3 anni di anzianita', secondo la normativa Nicolais) sono 17045, i contratti co.co.co. sono 12849, mentre i contratti di diretta collaborazione dei vertici politici sono 1079. ''Nel complesso - ha sottolineato Brunetta - il problema dei cosiddetti precari risulta assolutamente nei limiti fisiologici, mediamente inferiore al 2% e comunque inferiore al 5% degli organici. A chi vuole fare polemica, quindi, non rispondo perche' ho cose piu' importanti da fare e mi riferisco alla Cgil e in particolare a Podda e Gentile. Chi parla di numeri piu' alti mente sapendo di mentire e posso anche sfidarlo a duello''.
Brunetta ha infine annunciato che presentera' il rapporto sui precari della Pubblica amminstrazione prima al Parlamento e poi, probabilmente dopo Pasqua, al Cnel, dove illustrera' i dati alle parti sociali.

Berlusconi: "E' allarme lavoro" Poi attacca Ocse e Ue: "Tacciano"

La Repubblica - ROMA - "Siamo qui per la fine di un incontro molto approfondito sui temi del lavoro. Lavoro che comincia a venire meno a seguito della crisi globale in tutto il mondo. Numeri che parlano di 20 milioni di posti di lavoro in meno nel 2010 nel mondo". Silvio Berlusconi chiude così il G8 Social Summit 2009 che si è svolto oggi a Roma. Parla di crisi economica ("che durerà almeno due anni, due anni e mezzo") il premier e, a proposito della spesa sociale, annuncia: "Non sono spaventato se ci sarà un aumento del debito pubblico per affrontare una spesa provvisoria che è la prima necessità".
Poi una stizzita replica a Ocse e Ue: "Prima non sono stati capaci di prevedere la crisi e poi fanno previsioni negative. Ma state zitti...La stessa cosa avviene per i Commissari europei, che continuano, invece di lavorare, a fare prediche ai governi".
Tornando alla crisi il presidente del Consiglio promette, insomma, che nessuno "sarà lasciato indietro, traducendo nell'economia la dottrina della Chiesa cattolica". "Uno stato moderno non può disinteressarsi dei lavoratori. E noi abbiamo garantito ai nostri cittadini che nessuno sarà lasciato indietro - continua il premier - Terremo i contatti tra imprese e lavoratori, cosicchè alla fine della crisi potranno tornare. Poi interverremo con la cassa integrazione all'80% dello stipendio e con interventi che possono arrivare anche al 100%". Un'analisi che il premier ripeterà alle parti sociali che annuncia di voler incontrare prima del G8 della Maddalena.
Poi Berlusconi entra nel dettaglio delle misure prese dal suo esecutivo: "I fondi stanziati sono per ora sufficienti. Ci sono 40 miliardi di euro per non lasciare nessuno indietro. Gli italiani si devono trovare uno Stato che non li abbandona". Il Governo, inoltre, sta pensando ad incentivi anche per chi vuole diventare imprenditore. "Ci sarà anche un aiuto importante per chi vuole diventare imprenditore - afferma il premier - un'esclusione dalla tassazione per i primi tre anni".
Novità in vista anche in Borsa. Berlusconi vuole alzare il limite per il riacquisto di azioni proprie per le aziende in Borsa dal 10% al 20%, dopo aver alzato dal 3% al 6% il limite per le persone.
Secco no, invece, alle ipotesi di politiche protezionistiche che fanno "male" all'economia. In particolare a paesi come il nostro che sono grandi esportatori. "Non dimentico quanto successo in Inghilterra ai nostri lavoratori che avevano partecipato ad una gara d'appalto" conclude il premier rifendosi alla rivolta dei lavoratori inglesi contro l'arrivo di nostri connazionali. Quello che serve, invece, è un patto tra tutti i paesi del G8: "Faremo di tutto per arrivare al G20 e a La Maddalena per firmare un patto globale per cercare di sconfiggere la crisi". Un social pact che "possa sostituire al pessimismo l'ottimismo, alla sfiducia la fiducia e trasformare la paura in speranza".

Crisi, Berlusconi: «Siamo preoccupati, 20 milioni di posti in meno nel 2010»


Il Messaggero - ROMA (31 marzo) - «Le previsioni parlano di 20 milioni di posti di lavoro in meno entro il 2010, c'è una grande preoccupazione». Ad affermarlo il premier Silvio Berlusconi a margine del G8 sul tema del lavoro «che comincia a venire meno a seguito di una crisi che investe tutto il mondo». Ma ribadisce: «Non lasceremo nessuno indietro e porteremo il Paese fuori dalla crisi». Berlusconi ha sottolineato come lo Stato «non può disinteressarsi del bene dei lavoratori». Il premier parla di incentivi per le imprese e social pact da proporre al G20 di Londra. E poi l'attacco all'Ocse: troppe stime, statevi zitti. E alla Ue: per la Commissione Europea parli solo il presidente e il suo portavoce.
Aumentare debito per spesa sociale. «Ci troveremo davanti due anni di difficoltà in cui dovremo rinunciare ad alcuni interventi - dice Berlusconi parlando della possibilità di aumentare i fondi per i sussidi ai lavoratori - Non sono spaventato se ci sarà un aumento del debito pubblico per affrontare una spesa provvisoria che è la prima necessità». Esclusa una nuova manovra per reperire fondi da destinare agli ammortizzatori sociali. «I fondi previsti sono abbondanti rispetto alla spesa - ha spiegato Berlusconi - ieri sera ho visto Tremonti e mi diceva di stare tranquillo perché quanto previsto è sufficiente, anche se non fosse vero, dico che non è possibile privilegiare i bilanci pubblici lasciando le persone nella disperazione».
«Il concetto di non lasciare nessuno da solo applica la dottrina sociale della Chiesa ha detto - Abbiamo tradotto nell'economia la dottrina della Chiesa cattolica».
Per le imprese detassazione per i primi tre anni, propone il premier, perché il governo intende aiutare «chi vuol diventare imprenditore» e lo sviluppo di nuove imprese. Per questo pensa di escludere «da qualsiasi tassazione per i primi tre anni» le nuove iniziative imprenditoriali.
Social pact. Il presidente del Consiglio è pronto a proporre un «social pact» ai governi che parteciperanno al G20, un «patto globale che possa sostituire al pessimismo l'ottimismo, alla sfiducia la fiducia e trasformare la paura in speranza».
All'Ocse: troppe stime, statevi zitti. «Prima non hanno previsto nulla, poi fanno le previsioni un giorno sì e un giorno no. Ma statevi zitti» dice Berlusconi replicando a una domanda che faceva riferimento alle ultime stime dell'Ocse, che oggi danno il rapporto Deficit/Pil per l'Italia al 4,3%.
Alla Ue: «Serve una regola precisa, che per la prossima volta, per la Commissione Europea, possa parlare solo il presidente ed il suo portavoce». Il premier spiega di non condividere quanto avviene in Europa «con i commissari europei che si mettono a fare prediche».
Cesa: fatti e non slogan. «Il presidente del Consiglio deve dire cosa intende fare con le persone che sono in cassa integrazione - ha detto Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc - se ci sono effettivamente a disposizione gli otto miliardi per gli ammortizzatori sociali, se le opere infrastrutturali verranno effettivamente realizzate. Occorre sostenere le Pmi e riavviare il programma di interventi per le opere pubbliche. La situazione è grave, ci aspettiamo fatti concreti e non più slogan».
Finocchiaro: premeir preoccupato? Non bocci proposte Pd. «È sempre sorprendente il Presidente del Consiglio. Tre giorni fa - spiega la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro - in una sede importante come il Congresso del PdL, ha affrontato le questioni che riguardano la crisi economica in maniera superficiale, cercando come sempre di minimizzare e di spargere ottimismo. Oggi, come spesso avviene, si cambia di abito e in una situazione diversa, dove non affrontare la verità sarebbe impossibile, visto il contesto del G8, dichiara che la situazione è gravissima e ammette, di fatto, che le ricette del suo governo per affrontare la crisi sono inadeguate». E osserva come «addirittura oggi si dice disposto a far aumentare il deficit per affrontare l'emergenza». «Perché allora - chiede la Finocchiaro - quando il Pd ha avanzato una serie di proposte che cercavano di rispondere alle urgenze di centinaia di migliaia di lavoratori e di famiglie Berlusconi e il suo governo hanno detto di no?».
Bersani: da Berlusconi solo frasi fatte. «Sono mesi che diciamo che dobbiamo fare una manovra per avere soldi freschi veri. Ora apprendiamo che Berlusconi non è spaventato dal deficit. Si decidano». Lo afferma il responsabile per l'Economia del Pd, Pierluigi Bersani intervistato da “Linea notte” su Rai Tre. «Il rapporto deficit/pil è fatto anche dal Pil. Bisogna -prosegue- fare qualcosa per tenere in piedi l'economia. Sono molto critico sull'azione del governo. Sono 6-7 mesi che continuiamo a sentire parole. Se chiediamo a precari e imprese se hanno visto soldi veri la risposta è che non hanno visto nulla». Bersani sottolinea che «siamo in un ritardo preoccupante» e a Berlusconi che promette che nessuno sarà lasciato solo, replica: «Sono frasi fatte».


«Il lavoro comincia a venir meno»


Berlusconi: «C'è stato un incontro sui temi del lavoro che comincia a venire meno per la crisi mondiale»


Corriere della Sera - ROMA - Per la prima volta anche il premier ha fatto trasparire un poco di preoccupazione davanti alla crisi. «Il lavoro comincia a venire meno in maniera preoccupante» ha detto Silvio Berlusconi nel corso del social summit G8 di Roma dedicato al lavoro.
20 MILIONI DI POSTI DI LAVORO IN MENO - «C'è stato un incontro molto approfondito sui temi del lavoro che comincia a venire meno a seguito di una crisi che investe tutto il mondo. Le previsioni sono negative e si parla di 20 milioni di posti di lavoro in meno entro il 2010. C'è una grande preoccupazione» ha dichiarato Berlusconi. L'economia mondiale e quella italiana dovranno affrontare «ancora almeno due anni, due anni e mezzo di difficoltà», a seguito della crisi ha detto il presidente del Consiglio, ribadendo che «la crisi sarà più o meno lunga a seconda se riusciremo a vincere o meno la paura».
COESIONE SOCIALE - «I governi debbono far sì che sia mantenuta la coesione sociale. È questo il fattore più importante» ha aggiunto Berlusconi. Il premier ha ricordato quanto detto durante il congresso del Pdl e ha ribadito: «Non lasceremo nessuno indietro e porteremo il Paese fuori dalla crisi». Berlusconi ha poi sottolineato come lo Stato «non può disinteressarsi del bene dei lavoratori».
DEFICIT - «Non sono spaventato e l'ho detto anche al ministro dell'Economia se dovessimo sfondare il tetto del deficit e del debito per affrontare spese importanti» per fronteggiare la crisi, «lo faremo» ha spiegato ancora il premier, che poi ha aggiunto: «Abbiamo già stanziato 12 miliardi di euro e nell'ultimo Cipe ne abbiamo stanziati altri 8. In tutto sono 36 miliardi, che però possono arrivare a 40 perchè gli italiani hanno di fronte uno Stato che li sosterrà».
PATTO GLOBALE - Il presidente del Consiglio si è poi detto pronto a proporre un «social pact» ai governi che parteciperanno al G20 e a quelli che poi a La Maddalena parteciperanno al G8. Un «patto globale che possa sostituire al pessimismo l'ottimismo, alla sfiducia, la fiducia e trasformare la paura in speranza».
SUSSIDI - «Interverremo sulla cassa integrazione guadagni, che darà l'80% cento e fino al 100% con diverse forme di sussidi compensantivi per l'apprendimento di altre specialità, per un arricchimento dei lavoratori» ha spiegato Berlusconi.
NO A TASSE PER NUOVE IMPRESE - «Come ho già detto non lasceremo solo nessuno ed oltre ad una cassa integrazione allargata ai precari abbiamo previsto aiuti per chi vuole diventare imprenditore fondare un'impresa. Come ho già detto se io stessi in cassa integrazione non starei in casa a guardare la televisione e girarmi i pollici. Ci saranno quindi incentivi nei confronti di nuove forme di imprenditoria. Ci sarà un aiuto importante per chi vuole diventare imprenditore un'esclusione dalla tassazione per i primi tre anni. Un incoraggiamento che però non è stato ancora tradotto in aiuti precisi. Intendiamo attivare forme di incoraggiamento all'imprenditorialità e all'autoimpiego. Anche questo significa non restare con le mani in mano: daremo incentivi a chi, nel caso restasse senza lavoro, decidesse di dedicarsi a forme di intrapresa personale»» ha precisato Berlusconi.
FIAT - Berlusconi è poi intervenuto sulle parole del presidente Usa, Barack Obama, rispetto all'intesa Fiat-Chrysler: «E' certamente per tutti gli italiani un riconoscimento della modernità e dell'eccellenza di una nostra importante impresa, spero che questo rapporto si concluda positivamente, anche con i finanziamenti necessari da parte dello stato statunitense e che quindi noi si possa essere coprotagonisti del salvataggio di una grande impresa automobilistica la cui sparizione porterebbe alla perdita di troppi posti di lavoro che nemmeno una grande democrazia e economia come quella usa può permettersi».

martedì 31 marzo 2009

Risultati Monitoraggio

Sono stati pubblicati i risultati del monitoraggio richiesto da Brunettolo.........siamo alle solite!!!!

Risultato monitoraggio ISPRA

DISOCCUPATI? CI PENSA "IL GIORNALE" A TROVARVI UNA COLLOCAZIONE!

31 mar. - di GioZ. Il Giornale diretto da Paolo Giordano sta conducendo una promozione a mezzo stampa per contrastare quanti, a suo dire, esagerano parlando della crisi: il direttore si è lanciato in una campagna per dimostrare che il lavoro c'è!
Sostiene che moltissime azienda hanno accolto il suo invito e quotidianamente piovono offerte lavorative. Il quotidiano si è trasformato in un'agenzia di collocamento!
Cari precari, disoccupati, insegnanti in sovrannumero, cassintegrati, ricercatori senza ricerca, pizzaioli senza forno, camerieri senza vassoio e via discorrendo cosa avete da lamentarvi? Da oggi saprete a chi rivolgervi.
L'iniziativa sembra dare voce (solo coincidenza!) a quanto affermato dal Presidente Berlusconi che se il lavoro non c'è non bisogna stare con le mani in mano ma darsi da fare, arrangiarsi.
Che un giornale si occupi del mondo del lavoro dando anche suggerimenti e indicazioni ben venga, ma che spacci l'iniziativa per dimostrare che la crisi non è così drammatica come qualcuno sostiene è piuttosto incredibile.
È offensivo per le migliaia di persone che ogni giorno vivono questa situazione sulla propria pelle in modo drammatico.
Del resto il "portavoce" ufficiale del governo non è nuovo a iniziative singolari. Appena qualche giorno fa distribuiva consigli su come sfruttare la grande idea del "piano casa"...peccato che ancora non c'è!

lunedì 30 marzo 2009

New sul nostro futuro!!!


Incontro con La Commare del 03/03/2009 a Roma


Ecco i punti discussi nell’incontro avuto ieri, martedì 3 Marzo 2009, con La Commare (vice prefetto della funzione pubblica, temporaneamente dislocato all’ISPRA).

Dopo una piccola presentazione da parte di Barbara, La Commare afferma di conoscere piuttosto a fondo la situazione dei tre enti soppressi e di aver operato fin’ora per impedire il protrarsi di un utilizzo sconsiderato delle risorse da parte dei tre enti (vedi benefit per i dipendenti ex-APAT) e per sanare un rapporto di “sudditanza” esistente con il Ministero dell’Ambiente (per far questo sono state anche interrotte delle convenzioni con tale Ministero, nel nostro caso si veda la questione AEWA).

Continua affermando di sapere perfettamente quale sia la situazione dei precari in exINFS, sottolineando che la nostra attuale debolezza consiste nel nostro esiguo numero. Tuttavia, fa presente che tale debolezza può costituire un piccolo punto a sostegno dalla richiesta di nuovi posti da mettere a concorso, per colmare l’attuale carenza di organico e sottolinea anche l’attuale penuria di posizioni ai livelli più alti. Per tale richiesta, si deve comunque considerare la significativa riduzione che tutti e tre gli exEnti sono chiamati a fare del numero di posizioni da mettere a bando per il proprio (si veda la riduzione dei posti richiesta anche a Randi che ha poi portato ai 53 attuali ndr) e l’attuale corrispondenza tra numero di precari e vacanze in pianta organica.

Detto questo procede con il sottolineare che il primo obiettivo che stanno cercando di raggiungere, come Commissari, è quello di sapere cosa serve all’Ente (exINFS ndr) per funzionare, considerando quali sono e quali saranno i compiti da svolgere a norma di legge ed i profili per il personale chiamato ad eseguire tali mansioni da mettere a concorso. Questi “profili” avranno un grado di specificità ma lontano dall’essere ritagliati sui precari attualmente presenti in ISPRA.

Sono stati chiesti ai vari uffici i profili di cui necessitano (Randi ne ha fornito un cospicuo numero) per poter continuare a svolgere le mansioni previste per l’Ente di appartenenza. Le richieste ammontavano a 300 assunzioni (tra Ricercatori e Tecnologi) La Commare ritiene che non sia possibile che l’ISPRA abbia ancora bisogno di un numero così alto di III livelli, in più rispetto agli oltre 200 che stanno per essere stabilizzati. Pertanto, al massimo, verranno messi a concorso 60 posti. Per questo è stato chiesto ai capi di dipartimento di ridurre sensibilmente le richieste (la biblioteca exAPAT ha chiesto 9 Tecnologi!!!), arrivando alle attuali 200 unità (circa).

Ha comunque ribadito che i profili dovranno assolvere le funzioni che gli exEnti sono chiamati a svolgere a norma di legge.

La Commare sostiene, inoltre, che ci siano degli accavallamenti di mansioni, ossia persone diverse nei tre exEnti che svolgono le stesse mansioni (a detta sua tra exINFS ed exAPAT), e ciò porta a considerare la possibilità di effettuare dei tagli per economizzare sul personale da assumere.

Al riguardo, gli è stato fatto notare che gli altri due exEnti si sono già “accaparrati” più di 200 posti e che, quindi, sarebbe opportuno avere un occhio di riguardo per l’exINFS nel momento in cui si dovranno individuare il n° di posti da mettere a concorso. Su questo, La Commare ha esplicitamente detto di essere d’accordo (fermo restano la valutazione delle necessità dell’exINFS e dei carichi di lavoro).

Al riguardo, infatti, il prof. De Castri (dell’Università di Roma, ?La Sapienza?) sta facendo un rilievo sui carichi di lavoro in ISPRA.

Ci viene comunicato che in data 26 febbraio u.s. hanno inoltrato una circolare con cui si fa pervenire una scheda riguardante il carico di lavoro, da compilare singolarmente da parte di ogni lavoratore ISPRA (dipendenti e precari a vario titolo). Tali schede dovrebbero permettere di far risaltare le effettive mansioni svolte dal personale, soprattutto precario, così da poter valutare quali siano effettivamente le esigenze dell’ISPRA.

Da una precedente ricognizione effettuata (ottobre-novembre), si sono resi conto che circa il 20% del personale exAPAT è sotto utilizzato.

Riguardo alla futura formulazione dei profili che verranno messi a concorso, La Commare sottolinea che non saranno assolutamente bandi-fotografia (p.e. “l’esperto in macrobentos litoraneo, con almeno 5 anni di esperienza in monitoraggio…”) ma si tratterà di richiedere 5-6 profili per una decina di posti ognuno. Alla fine dei concorsi, si vorrà ottenere un Ente in grado di espletare le funzioni attribuitegli per legge.

Gli abbiamo fatto anche notare che un bando che tenga conto della specificità dell’esperienza permette di selezionare personale che sappia, appena assunto, eseguire efficientemente il lavoro (in linea con l’obiettivo di “ottenere un Ente in grado chi di espletare le funzioni attribuitegli per legge”). La Commare dichiara, al riguardo, di aver esternato questa problematica al Ministro già ad Ottobre scorso e pensa che tale ostacolo si stia superando seguendo “una linea mediana”, rappresentata cioè dalla stabilizzazione degli attuali TD in exAPAT ed exICAM.

Quindi, pur essendo d’accordo con la precedente affermazione, il bando generico rimane l’unica soluzione accettabile (richiamandosi all’esempio precedente ha indicato un generico bando per biologo marino).

Si ritiene comunque d’accordo sul fatto che una porzione dei 60 concorsi (III livello) sia attribuita ad exINFS (1/3 dei totali messi a concorso).

Assicura e garantisce che verranno fatti senza alcuna propensione per uno degli Enti ma auspica che exINFS avrà un riconoscimento in virtù della forte carenza nella dotazione organica che lo contraddistingue.

Si richiede che venga riconosciuta l’esperienza maturata per qualunque tipologia di contratto (co.co.co., assegno di ricerca,borsa di studio).

Viene risposto che non ci potranno essere riserve poiché ce le "siamo" già giocate con le stabilizzazioni (!!!) però stanno valutando l’ipotesi di strutturare i concorsi in modo che si tenga comunque in considerazione l'aver svolto, a qualsiasi titolo, servizio in ISPRA.

Sottolinea nuovamente il fatto che non faranno concorsi cuciti su chi sta già lavorando in ISPRA ma su quale è o quale sarà il compito che l'Ente è chiamato a svolgere a norma di legge.

I concorsi di quest’anno daranno luogo ad una graduatoria, visto che per il 2011 si considera di mettere a concorso altri posti come richiederanno nel piano triennale di reclutamento.

NB le assunzioni possibili per il 2010 sono probabilmente state bruciate dalle stabilizzazioni fatte quest’anno.

Le ipotesi possibili per l’accesso ai concorsi che siano di qualche vantaggio per chi è precario ISPRA sono 2, ossia che il servizio svolto in un Ente pubblico sia


· un requisito d'accesso,


oppure

· sia valutato con un punteggio.


La parola d'ordine è scremare, quindi potrà esserci una prova pre-selettiva saltata da chi ha già prestato servizio in un Ente pubblico (non specifica se l'Ente sia ISPRA o qualsiasi altro).

Si ipotizza che i tempi siano i seguenti:


· Marzo uscita bandi per Amministrativi

· Aprile bandi per operatore tecnico e terzi livelli

· Maggio termine iscrizioni del secondo bando

· Giugno prova pre-selettiva

· Luglio prova scritta

· Settembre-Ottobre gli orali


ma non viene escluso che riescano solo a fare gli scritti entro fine anno e con uno dei decreti mille - proroghe si proceda nel 2010.

A questo punto vengono chieste spiegazioni riguardo al ridicolo bando 03/09.

Il primo punto è quello dell’importo bassissimo che viene motivato come uno stop alle differenze di trattamento tra i co.co.co. dell’ISPRA.

Si obbietta che il trattamento dovrebbe essere apportato alla competenza, qualifica, esperienza del profilo al quale si vuole conferire l’incarico. La Commare specifica che tale aspetto non è stato tenuto in considerazione e ribadisce che è stata solamente un’azione volta a controllare e a livellare i diversi trattamenti riservati ai co.co.co.

Si chiedono quindi informazioni sulla sorte dei 40 mila euro, che erano disponibili per i compensi dei 4 incarichi del bando, ma dichiara di non avere alcuna idea/informazione su questo argomento, rimandando agli esiti dell’incontro con i diversi direttori dei tre exEnti che avverrà il prossimo giovedì 5 marzo.

In definitiva sul bando uscito per l’assegnazione dei 4 incarichi del laboratorio di genetica dice di non saper nulla e anzi, credeva fosse stato formulato nella sede di Ozzano.

Riguardo al futuro dell’ISPRA, si ipotizza un accorpamento di diversi dipartimenti ma, al riguardo, aspettano indicazioni dal Ministro su come procedere.

Sindacati di base: «Uniti sulla nostra piattaforma sociale»

«Voi G14 con i responsabili della crisi; noi con i lavoratori, i disoccupati e i precari». Il grande striscione che apre il corteo di Cub, Cobas e Sdl organizzato a Roma per protestare contro i ministri del lavoro del G8 e lanciare la piattaforma sociale contro la crisi economica, ondeggia vistosamente sotto i colpi del vento. Si affaccia qualche innocua goccia di pioggia. E' questa l'unica vera "perturbazione" che disturba il grande e festoso serpentone che si snoda tra piazza della Repubblica e piazza Navona. Il resto? Solo qualche fumogeno e un paio di scritte irriverenti sulle vetrine di banche e agenzie immobiliari. E' lo stesso sindaco Alemanno a fine giornata a dover ammettere che si è trattato di semplici «intemperanze». Le prove generali di unità politica del "patto di base", il raggruppamento di organizzazioni sindacali che che ormai guarda con grandi speranze allo sciopero del 23 aprile, hanno avuto un buon esito. Hanno sfilato insieme precari della pubblica amministrazione, studenti, disoccupati e senza casa. Una "materia sociale" che non solo non ha nessuna intenzione di pagare la crisi ma che indica anche chiaramente le misure per uscire dal tunnel: aumento di salari e pensioni, blocco dei licenziamenti, estensione della cassa integrazione, salario sociale. nazionalizzazione delle banche per un nuovo intervento pubblico e ricoversione ecologica dell'economia. Subito dietro lo striscione di apertura a tenere banco sono i cordoni dei precari: dalla scuola, dalla ricerca, dai comuni dell'hinterland napoletano dove in settemila mandano avanti di fatto la pubblica amministrazione. «Brunetta ci vuole cacciare - dice uno di loro - ma l'ha capito o no che così si ferma tutto?». Molto folto anche il gruppo dei ricercatori dell'Ispra, ente pubblico che dovrebbe occuparsi di ambiente. Il condizionale è d'obbligo, perché il 45% dell'organico è precario e da giugno ogni momento è buono per cacciarli. Tanti i vigili del fuoco e gli autisti dei trasporti locali. Tra gli altri, ci sono anche i ferrovieri dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri. «E' una manifestazione importante - sottolinea Dante De Angelis, messo fuori da Trenitalia perché ha denunciato la scarsa sicurezza dei convogli - che dovrebbe agire da stimolo per l'unità del sindacalismo di base». Non si può non notare lo spezzone unitario del mondo della scuola e della formazione, principalmente romano che ribadisce la contrarietà al decreto legge Aprea «che impoverisce la didattica verso gli studenti e blocca il futuro agli attuali precari e a quelli che devono ancora arrivare». Tre manifestanti svestiti da fantasmi: sono gli infermieri precari dell'Asl di Chieti che chiedono la stabilizzazione. «Siamo uniti tutti noi lavoratori perché questa crisi noi non la pagheremo», scandiscono dai megafoni. Tutti molto soddisfatti i tre portavoce di Rdb, Cobas e Sdl, sia per quanto riguarda la partecipazione - a fine giornata gli organizzatori annunciano dal palco circa 50mila presenze - sia la tranquillità con cui si è svolta l'inizitiva e, quindi, la riuscita politica della manifestazione. «Il punto di forza - sottolinea Piero Bernocchi, dei Cobas - è stato aver posto le basi di una grande alleanza sociale tra chi è precario, chi è nella scuola, chi lotta nel territorio, attraverso una piattaforma che va oltre il mondo del lavoro e si presenta come una vera piattaforma sociale anticrisi». Fabrizio Tommaselli sottolinea invece l'"anomalia" rispetto ad iniziative simili negli anni passati. «Le bandiere si sono mischiate e questo ha un grande valore simbolico positivo. I vari spezzoni non sono stati rigidamente divisi». Per Paolo Leonardi, della Rdb, «siamo qui di nuovo in piazza contro chi attacca il diritto di sciopero e di manifestare». Tra i manifestanti anche alcuni politici come il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero, Paolo Cento e il consigliere regionale del Lazio Luigi Nieri. «Ottima manifestazione, che tiene assieme tutti gli strati sociali colpiti dalla crisi: lavoratori ex garantiti, precari, disoccupati, studenti. Quindi molto utile e importante», commenta Ferrero. «Una manifestazione - aggiunge - che chiede al governo di cambiare politica visto che sino ad ora ha fatto solo gli interessi di chi la crisi l'ha provocata e non dei lavoratori che la stanno pagando». Tra gli altri hanno percorso il corteo le bandiere di Sinistra Critica e del Partito comunista dei lavoratori.

Il movimento si riprende Roma E lancia una sfida dentro la crisi


Comincia ad arrivare anche in Italia: non la crisi, ma il vento della risposta sociale, organizzata, di conflitto e di movimento. Questo è il segnale espresso dalla dimensione più "movimentata", appunto, della giornata di ieri a Roma contro il G14, il summit allargato del G8 sotto la presidenza italiana, su lavoro e welfare, che si svolge oggi nella capitale. Contro il G14, ossia per l'articolazione in piattaforma di rivendicazioni e di pratiche di quel «noi la crisi non la paghiamo» che è stato fatto rimbombare dall'Onda studentesca: ma che ora investe un'intero potenziale di insorgenza sociale. Arriva anche in Italia un certo vento "europeo": e non a caso succede a Roma quel che succede, mentre a Londra una moltitudine blocca la metropoli in vista del G20, il "successore" designato del G8 nella governance della globalizzazione e della sua crisi. E mentre almeno 15mila attiviste ed attivisti bloccano Francoforte e altrettanti Berlino, unendo alla pressione sul G20 il lancio delle mobilitazioni contro il prossimo vertice Nato in Germania e un link esplicito alla protesta contro il G14. Cosa è successo a Roma? Tante cose insieme. Anzitutto, se n'è andato in fumo il tentativo di calare sulla capitale una definitiva cappa repressiva attraverso l'applicazione, tante volte in questi giorni invocata dal sindaco Alemanno e dal suo gruppo di potere nel Pdl a congresso, del famigerato «protocollo». Quello firmato da Comune, Questura, Prefettura ma anche da Cgil Cisl Uil. Quello che renderebbe off limits per cortei e proteste l'intero centro storico - e politico. Proprio in questa fase sociale. Un protocollo che, evidentemente, non dovrebbe riguardare altri che quanti l'hanno voluto sottoscrivere. Ma che invece è stato brandito quale giustificazione delle cariche all'ateneo della Sapienza il 18 scorso, per impedire all'Onda di raggiungere i manifestanti dello sciopero della conoscenza indetto dalla stessa Cgil. Ebbene, ieri il protocollo e tanto più il suo (prevedibilissimo) abuso sono andati in fumo insieme al tentativo, operato da più parti, di dichiarare l'Onda stessa «morta», finita. E di "spaventare" la manifestazione indetta ieri contro il G14 dal "Patto di base", l'unità di Cobas, Cub-Rdb e Sdl. Doveva succedere di tutto: a partire dai «blocchi» indetti prima della partenza del corteo, per raggiungerlo da vari punti vicini a piazza Esedra, dai settori di "movimento". E invece è successo che i blocchi ci sono stati, tutti, e sono andati benissimo. Folto quello fissato alla stazione Tiburtina dai "Blocchi precari metropolitani" («Hate G8, out of control»), partecipato quello a via de Lollis da Action, che entrambi hanno raggiunto il blocco più esposto ai riflettori, quello lanciato da "Sapienza in Onda" sul luogo del delitto delle cariche del 18, a piazzale Aldo Moro. Da dove, alla fine, ci si è mossi in corteo in tanti verso piazza Esedra e ci si è ritrovati in migliaia quando a viale di Castro Pretorio si sono aggiunti la nuova rete degli "Indipendenti" («Che vita sarebbe senza profitto?», «Diffondi cospirazione») e il Coordinamento di lotta per la casa, che il blocco l'avevano mosso da Porta Pia. Blocchi veri e propri, insomma, per quanto mobili: perché l'obiettivo di stravolgere la "normalità" del sabato romano è stato raggiunto in pieno. Senza che il clima agitato dalle parti del Viminale nei giorni precedenti si sia potuto tradurre in azioni repressive di alcun genere. Quando questa composizione di movimento ha raggiunto la manifestazione dei sindacati di base si sono imposte diverse evidenze. La prima, certamente, che l'Onda non è affatto «morta», nonostante certe dichiarazioni anche interne al "dibattito" nelle facoltà e la scelta di alcuni di ritrovarsi direttamente a piazza della Repubblica: tanto più si è rivelata viva, la dinamica dell'Onda, che ieri l'intero composito spezzone di movimento è stato concordemente aperto dallo striscione dei "sapientini", seguiti da delegazioni nazionali, con la scritta «Guerriglieri (virgolettato e dedicato al ministro Brunetta, ndr ) anomali contro il G14 e per un nuovo welfare». Ma quando lo spezzone di "movimento" si è disteso nel corteo unitario, s'è imposta anche un'altra evidenza: che la geografia politica e sociale, l'equilibrio di soggetti di un fronte alternativo di conflitto dentro e oltre la crisi, sono mutati. Tanto, infatti, era il peso di studenti, precari, occupanti di case, attivisti dei centri sociali e delle reti d'azione sul corpo complessivo dei manifestanti. Un peso esercitato sotto un segno comune, rivendicato da tutte le "anime": l'irrapresentabilità, l'indipendenza politica e organizzativa dei movimenti. Un segnale che promette di cresce nelle prossime tappe: per lo sciopero generale indetto dallo stesso "Patto di base" per il 23 aprile, si parla già di «sciopero metropolitano». E stato il corteo stesso a mostrare che il segnale vuol essere inequivoco. Comincia all'inizio di via Cavour: prima banca, un'agenzia Unipol, «sanzionata» o «segnalata» in massa con uova, vernice, fumogeni e petardi. Poi l'agenzia Fata in via Pincherle, a due passi dal Viminale, con funzionari di Ps che perdono la testa, rintuzzati dalla reazione immediata del corteo. Quindi la Pirelli Re e ancora una banca, la Carim, sempre su via Cavour. Di seguito, fumogeni sul blindatissimo Altare della Patria. E a largo di Torre Argentina di nuovo un'Unipol. Infine a corso Vittorio un'agenzia di Banca Intesa. Tanto per chiarire, dopo l'azione del vasto "comitato romano contro il G8" all'Abi giovedì, il who's who della crisi. E per portare in Italia quel certo qual vento europeo.