LA PETIZIONE DA FIRMARE

mercoledì 5 novembre 2008

Brunetta, Pepe e le scintille sulla ricerca

La curiosità Scontro in Transatlantico tra il ministro e il parlamentare di Forza Italia per i tagli alla ricerca: il deputato urla ( " Gli ho detto che mancano i ricercatori in molti enti importanti, ma lui non ci sente, non mi fa' parla'"). Il ministro, innervosito, lo spinge.

Un deputato che grida in faccia a un ministro della sua stessa coalizione, e questo che lo spinge intimandogli di "stare calmo". Una scena del tutto inusuale per il Transatlantico della Camera. Ma i tagli richiesti dal governo su università e ricerca non si fermano di fronte alle bandiere di partito. Protagonisti questa sera due uomini schietti che vanno per le spicce. Il deputato è Mario Pepe, pidiellino in quota Forza Italia, medico e salernitano doc. Il ministro, invece, è il veneziano, professore universitario con un passato da ambulante, Renato Brunetta. Insomma, due che anche geograficamente non "le mandano a dire". La scena del delitto si consuma all'ingresso dell'aula, mentre in Assemblea si vota il ddl sviluppo sull'energia. Brunetta arriva trafelato, con ancora il giubbotto addosso e vede per caso Mario Pepe che proprio in quel momento esce dall'emiciclo. Gli si fa incontro, lo saluta baciandolo e abbracciandolo ma subito gli chiede conto di un ordine del giorno della settimana scorsa. La singolar tenzone di oggi ha infatti un "primo tempo" nell'aula della Camera lo scorso 28 ottobre quando proprio Mario Pepe presentò un ordine del giorno al ddl lavoro con il quale chiedeva che il governo "non licenziasse la ricerca" e in particolare che "sbloccasse le assunzioni presso l'Istituto nazionale di geofisica". Brunetta in quell'occasione chiese a Pepe di ritirare l'ordine del giorno, ma il deputato campano, niente affatto intimidito, raccolse anche le adesioni entusiaste del deputato del Pd, Maurizio Turco, e di Giancarlo Lehner del Pdl. Si vota in aula e il governo cade per la settima volta in questa legislatura, battuto per 258 voti a 235. Di più: la vicenda ottiene vasta eco sui blog dei ricercatori precari. Quelli dell'Ispra pubblicano lo stenografico della seduta d'aula e scrivono: "Il ministro Brunetta sbeffeggiato dai parlamentari anche di maggioranza. Allora non è così popolare e imbattibile". E' comprensibile dunque l'ira di Brunetta oggi quando affronta a tu per tu il collega di partito in Transatlantico. "Io penso a tutti, non solo ai ricercatori che dici tu", lo affronta di primo acchito. Ma il ministro sembra non aver fatto i conti con l'esuberanza di Pepe, il quale non accetta la tentata reprimenda e lo interrompe subito, urlando: "E' inutile che fai i concorsi per gli astrofici che in Italia ce ne sono già tanti. Bisogna sostenere gli istituti che fanno ricerca veramente, lì bisogna assumere gente". Pepe, insomma, è un fiume in piena, gesticola e si agita. Brunetta gli pone il palmo della mano sul petto e spingendolo leggermente gli dice: "Stai calmo, stai calmo e fammi parlare". Ma Pepe continua a gridare e Brunetta innervosito sgattaiola in Aula. Pepe però deve smaltire la rabbia, chiama un collaboratore di Brunetta e si sfoga raccontandogli la vicenda: "Gli ho detto che mancano i ricercatori in molti enti importanti, ma lui non ci sente, non mi fa' parla'".

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