LA PETIZIONE DA FIRMARE

lunedì 8 giugno 2009


ANNULLATO L'INCONTRO DI DOMANI MATTINA
TRA AMMINISTRAZIONE E OO.SS.


VERGOGNA!!!

Convocate le OO.SS domani 09/06 ore 10:30, presso la sala riunioni VI piano, sede di via Brancati. Partecipiamo numerosi...devono sentire che ci siamo...
che non siamo morti!!!

Berlusconi, i precari e le mancate verità

Siamo qui per commentare la tornata elettorale, siamo giovani e precari, senza soldi e straordinari. Siam felici e siam contenti anche se i più esposti ai venti. Senza cassa integrazione mangi solo a colazione, ma siam giovani, che importa. Con Silvio anche per noi, prima o poi, ci sarà una fetta di torta. Passerà questa nottata per l’Italia disastrata?

di Carlo Cipiciani (Comicomix) - Sì, eccoci qua. Assistiamo attoniti al mezzo tonfo elettorale del popolo della libertà. E’ attonita la casalinga di Voghera, è attonito il commerciante di Ladispoli, è attonito il terremotato dell’Aquila, è attonito il picciotto di Corleone. E sono attoniti tutti i precari e le precarie d’Italia. Tutti uniti, dalle Alpi a Capo Passero, in attesa delle parole del nostro grande leader, del nostro premier, del nostro imperatore: Silvio Berlusconi. Abbiamo assistito ai complotti internazionali, campagne di stampa orchestrate ad arte, calunnie vergognose. Convinti che il nostro premier dice sempre e solo la verità. Era vero che non conosceva Noemi, ma solo suo padre, la vera eminenza grigia di Forza Italia. Era vero che non era vero che era un’eminenza grigia, ma solo uno che incontrava per parlare di calcio, ma che mai aveva visto la figlia senza di lui. Era vero che non era vero che non aveva mai visto Noemi da sola, ma che invece l’aveva invitata alle sue feste private, ma erano cose innocenti. Era vero che non era vero che erano cose innocenti, che c’erano decine di ragazze seminude, ma lui non era mai stato da solo con lei e comunque nulla di piccante. Era vero che a L’Aquila tutti hanno già la casa. Insomma, era tutto vero: il premier non può mentire, mai. Se lo facesse, dovrebbe dimettersi. Lo sanno e ci credono le migliaia e migliaia di giovani ragazze e ragazzi: quelli che stanno nei call center per ore a telefonare a tizio e caio per vendere qualcosa, quelli che lavorano a progetto per la Pubblica Amministrazione, i co.co.co che si arrabattano di contratto in contratto, senza sapere se domani lavoreranno ancora, qui o altrove, i consulenti disperati e super sfruttati, insomma i giovani precari. Neanche loro volevano credere alle vergognose menzogne della sinistra, dei sindacati, della stampa straniera. Non volevano credere a chi diceva che l’articolo 19 del decreto legge 185/2008 stabilisca che l‘erogazione di una somma a favore dei collaboratori a progetto che abbiano perso il lavoro sia una tantum, e che l’articolo 7-ter della legge 33/2009 determini questa una tantum in una somma variabile da 1.000 a 2.764 euro. Ovviamente, solo per il 2009 e rispondendo a determinati requisiti: il precario sia bello, ricco, proprietario di 3 case, di una Ferrari e sia fidanzato con una velina (o un calciatore). Non volevano crederci. Perché lui, Silvio, il capo, il premier, lo ha detto a Porta a Porta: i precari hanno la Cassa Integrazione. Doveva essere vero. E il Governatore di Banca d’Italia Draghi che pochi giorni fa ha affermato che ci sono un milione e seicentomila precari senza nessuna copertura, è un falso: “La sua informazione sui precari non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana” ha detto Berlusconi a Radio anch’io. Se lo dice lui è vero perché lui non può mentire. Poi lo sanno tutti che Draghi è un inguaribile comunista, un pessimista, uno che si fa influenzare dalla stampa estera o dalla propaganda del Pd, come la signora Veronica Lario. E non è vero neppure che Berlusconi ha detto pochi giorni fa che le considerazioni di Banca d’Italia erano “berlusconiane“. Ma non è vero, lui non mente mai. Tutti sono “potenzialmente coperti“, come ha ricordato il ministro Sacconi: lavoratori subordinati, contratti a termine, apprendisti, lavoratori interinali, dipendenti del commercio. Tutti potenzialmente coperti, a patto appunto che corrispondano ai requisiti richiesti, che i soldi siano sufficienti e che nevichi a ferragosto. Se molti restano concretamente scoperti non è importante, non è mica colpa di nessuno. E i giovani precari sono sempre stati convinti che lui non dice mai una bugia. Casomai, “una mancata verità che prima o poi succederà“. Però forse cominciano ad avere qualche dubbio. Forse anche la casalinga di Voghera che non riesce più a pagare le bollette, il commerciante di Ladispoli sull’orlo del fallimento, il pensionato di Molfetta che non ha diritto alla Social card perché prende l’accompagnamento, l’operaio che ha perso il posto di Rovereto, il picciotto di Corleone, la terremotata in tenda de L’Aquila cominciano ad avere qualche dubbio. E cominciano ad essere stanchi di aspettare, come il milione e seicentomila precari senza lavoro e senza tutele. Cominciano ad avere dubbi sulle “mancate verità”. Non sono più così sicuri che si avvereranno tutte, prima o poi. Per questo cominciano a dubitare delle mancate verità, e intanto assistono al mezzo tonfo elettorale dell’imperatore. Perché le bugie hanno le gambe corte (come lui), il naso lungo (come lui). E nell’Italia del 2009 possono anche non far vincere le elezioni. E magari anche far declinare un’avanzata inarrestabile. Aspettando che passi a’ nuttata, la notte più lunga di questo paese. Forse prima o poi passerà, non importa se ci vorranno sei mesi, 3 anni o un po’ di più. Prima o poi, passerà. Prima o poi succederà: lo ha detto anche lui, che bisogna essere ottimisti. Così, in attesa che torni a sorgere il sole, anche le promesse da marinaio possono far male all’imperatore. Noi vogliamo provare a crederci: non costa nulla, e aiuta ad inghiottire i bocconi amari della vita.

Brunetta manda a quel paese il sindacato

Del pubblico impiego in questa legislatura se n'è detto peste e corna. Il ministro della funzione pubblica ha saputo, fino ad oggi, gettare solo fango su quella categoria che "indegnamente" rappresenta in parlamento e che pubblicamente vilipende ad ogni occasione. Ma mai nessuno, nè la stampa, nè il governo, nè tantomeno il sindacato hanno mai speso una parola di disapprovazione contro le folli esternazioni di mister br: un cane sciolto, nella fattispecie un "bassotto-inviperito", libero di abbaiare quando, come e dove vuole, assolutamente "offensivo" nei confronti degli Statali, ma del tutto "inoffensivo" quando si tratta di ...mordere realmente i veri problemi che affliggono la P.A.! Ma adesso che mister br ha mandato pubblicamente a quel paese non solo la Cgil, ma l'intero sindacato, l'altra casta, il sindacato per l'appunto, qualcosina comincia a muoversi: «Arroganza gratuita a cui rispondere con le ragioni del lavoro». Con queste parole il segretario generale della Cisl bresciana Renato Zaltieri ha risposto alla polemica nata in questi giorni fra i vertici nazionali dell'organizzazione sindacale e mister br: «Spiace che un Ministro della Repubblica abbia comportamenti così incivili - precisa Zaltieri in una nota - la questione non è il linguaggio di Brunetta, ma la sua incapacità al confronto e al dialogo. Brunetta mi è passato vicino. Gli sono andato incontro e mi sono presentato: buongiorno, sono Zaltieri, segretario della Cisl di Brescia. Lui mi ha apostrofato così: "Il tuo segretario mi ha offeso, mi ha detto che sono democraticamente maleducato". Gli ho replicato, dandogli anche io del tu: sì, c'ero anche io al congresso, e ho votato per Bonanni, ma non rispondo personalmente di tutto quello che dice il mio segretario. Lui mi ha fatto presente che, quando ha parlato al congresso del pubblico impiego, ha ricevuto 47 applausi. Lo vedi - gli ho fatto notare - questo dimostra che non c'è alcun pregiudizio da parte della Cisl. Basta rapportarsi di più con il sindacato, e magari certe cose si possono evitare. A questo punto Brunetta ha concluso la conversazione dicendomi: "Vaffanculo tu e il sindacato"! Erano presenti due giornalisti di Brescia. Io li ho pregati di non scrivere sul giornale quello che avevano sentito, ma loro l'hanno scritto lo stesso...».

venerdì 5 giugno 2009

Come noi, anche i colleghi dell'Istat saranno mandati a casa il 30 Giugno

I rilevatori precari dell'Istat chiedono un incontro al Ministro Brunetta

di precaristat- Di seguito la lettera inviata ai dirigenti del dipartimento della Funzione Publbica:

Siamo gli oltre 300 rilevatori ISTAT per l’Indagine Continua sulle Forze di Lavoro, indagine tra le più importanti sia a livello nazionale che internazionale, i cui risultati vengono inviati regolarmente a EUROSTAT, che di fatto coordina tale rilevazione. Ad onor di precisione non siamo esattamente rilevatori dell’ISTAT, ma collaboratori dell’ISTAT, in quanto il nostro rapporto di lavoro con l’Istituto Nazionale di Statistica è regolato da un contratto co.co.co, rinnovato di anno in anno, a cominciare dall’ormai lontano Ottobre 2002. In netto contrasto con l’oggetto del nostro mandato, vale a dire l’ “Indagine CONTINUA sulle Forze di Lavoro”, che su richiesta di EUROSTAT si configura come continuativa, il nostro rapporto di lavoro è più che mai precario e, ironia della sorte, ci rechiamo quotidianamente nelle case delle famiglie campione, nei diversi Comuni italiani, per rilevare i dati che forniscono il polso della situazione sulle critiche condizioni lavorative nel nostro Paese. Come Lei ben sa, i contratti co.co.co. non possono essere protratti a lungo e lo Stato impone alle aziende di regolare la posizione dei co.co.co. dopo un periodo massimo di 3 anni. Ma, come spesso accade, quello che lo Stato legifera e che vale per le aziende private non vale per il legislatore stesso, che si auto legittima emanando per se stesso deroghe su deroghe. E così eccoci qua, formalmente co.co.co. ma dipendenti dell'Istat a tutti gli effetti e "stabilmente" precari per il sesto anno consecutivo, con una retribuzione tipo cottimo, un tot ad intervista, stabilita nell’Ottobre 2002 e rimasta invariata fino al 31 Dicembre 2007, in quanto da Gennaio 2008 ci è stato finalmente riconosciuto un aumento lordo di Euro 1,50 per intervista. Lo sconforto è profondo, aggravato poi dalla consapevolezza delle ben differenti condizioni di lavoro dei nostri colleghi europei, che si occupano della stessa rilevazione nei propri Paesi, non come collaboratori, ma come lavoratori dipendenti, ai quali viene inoltre riconosciuto un effettivo rimborso spese, congruo rispetto agli aumenti dei carburanti, viene fornito un cellulare per i contatti telefonici con le famiglie per poter fissare gli appuntamenti e hanno tutti i diritti dei lavoratori dipendenti. Un esempio per tutti può essere quello inglese, visionabile sul sito www.statistics.gov.uk . Ogni fine anno la nostra massima preoccupazione è ovviamente quella del rinnovo del contratto di lavoro. In passato è anche stata prospettata dall’Istat l’eventualità di “esternalizzare” la rete di rilevazione delle Forze di Lavoro, con tutto il carico di aspetti negativi che ciò rappresenta, primo fra tutti la sicura perdita di qualità dei dati raccolti di cui c'è esplicita testimonianza nella scarsissima qualità dei risultati ottenuti dalle rilevazioni date in appalto ai privati e nelle fallimentari risultanze dei casi in cui l'Istat ha sperimentato la costituzione di società private a capitale pubblico. Ebbene sì, il “manipolo” degli oltre 300 rilevatori senza diritti ha segnalato, primo fra tutti i dati negativi di una simile operazione, la caduta verticale della qualità della rilevazione, oltre ovviamente alle nefaste conseguenze per i lavoratori stessi. Questo perché, senza peccare di immodestia, possiamo affermare di lavorare al meglio, nonostante la nostra ormai cronica situazione di precarietà. Proprio nei giorni scorsi dalla sede Istat di Roma è stata inviata una mail di ringraziamento ai rilevatori delle Forze di Lavoro per l’ottimo lavoro svolto lo scorso anno, in quanto è stato raggiunto ”il livello di qualità più elevato che nella nostra esperienza più che decennale all'ISTAT ci sia capitato di incontrare in una rilevazione. Ovviamente questo è stato possibile soprattutto grazie al contributo della nostra rete di rilevazione”. Ascoltando il Suo discorso di Lunedì 12 Maggio, ci si è aperto il cuore apprendendo la sua ferma intenzione di adoperarsi per le fasce più deboli e di premiare chi lavora seriamente. Ci siamo sentiti rassicurati, ma a distanza di qualche ora il disincanto, dovuto alle delusioni maturate in tutti questi anni, ci ha spinto a scriverle nel timore che ancora una volta i co.co.co. dello Stato, in particolare quelli che in Istat si occupano delle Forze di Lavoro, siano considerati una categoria talmente atipica da essere nuovamente esclusa da qualsivoglia prospettiva di miglioramento. Abbiamo dovuto aspettare fino ad ora per sapere chi fosse il nostro interlocutore, in qualità di Ministro della Funzione Pubblica, ed ora riponiamo in Lei la speranza di un incontro a breve termine per chiarire e definire il nostro futuro, confidando di non trovare il muro di gomma già sperimentato negli anni scorsi. Restiamo quindi in fiduciosa attesa di un suo gradito riscontro, volto a fissare a breve un incontro, perché noi precari, purtroppo, abbiamo scadenze pressanti e imprescindibili.

...non vi ricorda qualcuno????





La risposta di MAssimo Donati (IdV) alla nosta mail

Caro amico,
ti sono vicino in questo momento di grossa difficoltà per la tua vita. Quello che posso dirti è che noi abbiamo lottato perchè questo Governo desse a tutti i disoccupati un assegno mensile proprio per impedire che le famiglie restassero senza soldi per sopravvivere. Spero che questo momento passi presto e che questo Governo la smetta di continuare a dire che la crisi non esiste. Consegnerò questa mail al nostro ufficio legislativo almeno per provare a fare un'interrogazione parlamentare, non potete restare nel silenzio.
Con amicizia,
Massimo Donadi

Un articolo ripescato su ideambiente...si predica bene ma sirazzola male

Perché un Istituto di Ricerca?

Perché oggi viviamo un momento storico in cui ricerca e protezione dell’ambiente, tutela delle risorse idriche, attenzione per la conservazione delle specie faunistiche e studi approfonditi per la difesa del suolo, sono temi di importanza primaria che necessitano di una conoscenza sempre maggiore per gestire al meglio la Governance ambientale.
Sappiamo tutti che la grande sfida per la tutela dell’ambiente non ha contorni geografici, ma per un Paese come il nostro, posizionato nell’area centrale del Mediterraneo, con una forte vocazione turistica, la sfida può essere trasformata in una grande opportunità di crescita per il territorio e per le nostre imprese.

Esiste per la nuova struttura un campo di azione prioritario?

Nell’ottica di potenzialità offerta dalla nostra posizione geografica, certamente il mare rappresenta un campo d’azione prioritario, ma esistono anche altre questioni ambientali che necessitano di provvedimenti urgenti, dal settore delle energie alternative, a quello della protezione dal rischio idrogeologico, alla conservazione della fauna e generalmente quello di difesa degli equilibri della biodiversità.

Nell’ISPRA sono confluite le competenze di Enti diversi, in che modo la protezione dell’ambiente ne risulta favorita?

Nelle intenzioni del legislatore c’è stata certamente quella di offrire degli strumenti maggiormente estesi di prevenzione e controllo dell’ambiente. Creare un organismo che raccolga in sé diversificate componenti di ricerca e protezione nei vari settori di intervento ambientale, ha significato valorizzare l’importanza e l’urgenza di rendere efficace il grande impegno che la difesa dell’ambiente impone ai Governi nazionali. Primi detentori di una responsabilità che grava, anche se in maniera diversa, su tutti noi. APAT, ICRAM e INFS, portano in eredità al nuovo Istituto competenze e professionalità che necessitano di un impegno organizzativo e strategico in vista di una strada da percorre che sappiamo complessa e difficile, ma assolutamente necessaria.

Quasi tutto ciò che oggi riguarda l’ambiente prende i contorni dell’”emergenza”, possiamo contare anche sull’aiuto dell’Istituto per superare le difficoltà?

Certamente, per superare i problemi e le relative emergenze occorre professionalità e un alto livello di competenza, che l’ISPRA possiede ed ha il dovere di porre a disposizione del Paese nell’ambito del più articolato apparato di Protezione civile.

La risposta di Leonardo Domenici Sindaco di Firenze (PD) alla nosta mail

Vengo solo ora a conoscenza della grave situazione che riguarda voi lavoratori precari dell'ISPRA e di conseguenza le vostre famiglie.

In questo periodo di campagna elettorale in particolare, ho incontrato numerose realtà aziendali colpite dalla crisi in un momento quello attuale davvero difficile per molte imprese.

A loro ho voluto portare il mio sostegno ed assicurare il mio impegno affinché le istituzioni locali, regionali e nazionali venissero coinvolte nelle diverse problematiche nel tentativo di trovare soluzioni il più possibile positive per le aziende stesse e soprattutto per i dipendenti, sottolineando più volte la necessità di rafforzare interventi a sostegno dei lavoratori in un periodo di crisi come quello attuale che vede coinvolta tutta l’economia.

Mi impegno fin da ora ad incontrarvi dopo le elezioni, per conoscere nei dettagli la vostra situazione e valutare insieme le possibili strade da intraprendere per risolvere il problema. Vi invito ad inviarmi via email tutta la documentazione relativa.

Sono fermamente convinto che non votare alle prossime elezioni non sia la risposta migliore al momento di estrema difficoltà che vivete, ritengo invece che una scelta ponderata e consapevole verso chi ha da sempre a cuore gli interessi dei lavoratori sia l’unica possibilità per uscire dalla crisi.

L’Europa è, a mio avviso, fondamentale soprattutto in un momento come questo: solo un’Europa sicura, unita e solidale, attenta ai bisogni sociali e vicina agli interessi dei lavoratori può dare una risposta efficace e rappresenta quindi l’unica strada per uscire dalla crisi globale.

Invitiamo tutti a partecipare all'incontro che si terrà oggi alle 13 presso la saletta adiacente la mensa di Brancati con Gianpiero Cioffredi , Partito Democratico. L'eurodeputato incontrerà i lavoratori e si confronterà sulle questioni sollevate dai precari Ispra.

La risposta di Gianpiero Cioffredi (PD) alla nosta mail

Abbiamo ricevuto la sua email, volevamo comunicarle che oggi alle 13 gianpiero cioffredi sarà in via brancati 48 per incontrare alcuni dei lavoratori. Potrebbe essere una occasione utile per confrontarsi sulle questioni da lei opportunamente sollevate. Un cordiale saluto. Il comitato elettorale.

La risposta di Corrado Farina (IdV) alla nosta mail

Buongiorno,

io non sapevo di questi problemi a ISPRA.
Perchè non mettete dei nomi e dei cognomi, con i riferimenti mail e telefonici così da dare forza alla vostra protesta e darci modo di fare qualcosa?

saluti
corrado farina
Italia dei Valori, collegio nord ovest

La risposta di Maurizio Zipponi (Rifondazione Comunista) alla nostra mail

Vi voglio scrivere in modo sincero perchè conosco la vostra condizione essendo stato all'Ispra alcuni anni fa per tentare di coinvolgere l'istituto nei percorsi di ricerca sulle fonti rinnovabili, in particolare idrogeno, dentro il progetto di "mobilità sostenibile" che doveva essere realizzato all'Alfa Romeo di Arese. E' evidente che il confine tra una società regredita e una progredita è rappresentato dalla alternativa fra precarietà e flessibilità, tra conoscenza e ricerca e precariato, tra certezze per le nuove generazioni e l'instabilità del lavoro e del proprio futuro. L'obiettivo di traformare i contratti a tempo indeterminato, soprattutto nei settori fondamentali come il vostro, è la motivazione principale che mi ha spinto a candidarmi nell'Idv, in quanto partito che può generare una effettiva opposizione e un cambiamento del mondo del lavoro oggi, così come è strutturato, inaccettabile. Non è mia intenzione fare propaganda politica, perchè mi interessano i fatti e le azioni e la coerenza e l'onestà di chi li propone, l'unico messaggio che vorrei vi arrivasse è che ritengo possibile ottenere risultati contro il precariato, anche in contesti come il vostro, e per questo mi impegno.
Teniamoci in contatto, soprattutto dopo le elezioni, per lavorare insieme perchè la vostra battaglia è la mia ed è appena iniziata.
Maurizio Zipponi

La risposta di Lorella Vezza (IdV) alla nostra mail

Ho ricevuto la vostra mail e di primo achito posso essere d'accordo con voi.
Non sono un politica navigata, sono una persona normale, che a 47 anni ha perso il lavoro e con grandi difficoltà ha trovato lavori saltuari, quindi conosco bene il problema.
Non vi posso promettere soluzioni immediate e non ho la bacchetta magica per risolvere la vostra situazione, ma vi posso garantire il mio impegno ad occuparmi di queste realtà. Il mio programma si basa sulle problematiche legate al sociale e alla disabilità.
So perfettamente che non si vive di parole, quindi evito di innondarvi di proclami elettorali.
Stare a casa e non andare a votare non risolverà i vostri problemi, anzi!
Un cordiale saluto e un invito a non mollare!
Lorella Vezza

Damiano: «Sui precari Berlusconi dimostra una colpevole ignoranza»

Da il sole24ore - Sui lavoratori a progetto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi dimostra una «colpevole ignoranza». È la critica sollevata dall'esponente del Pd, Cesare Damiano in merito alle dichiarazioni del premier sul sostegno ai lavoratori a progetto. «Non esiste cassa integrazione per i lavoratori a progetto. In quale paese vive Berlusconi?», si chiede Damiano sottolineando che le parole del premier «sono la dimostrazione della distanza che lo separa dal Paese reale e dai suoi problemi. Il presidente del Consiglio non può non sapere queste cose. Sarebbe bastato leggere le considerazioni del governatore Draghi per sapere che "Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento"».
«È la dimostrazione - ha detto Damiano - della colpevole ignoranza di un presidente del Consiglio che non ha minimamente a cuore i problemi dei più deboli e le condizioni in cui si trovano a vivere e lavorare milioni di persone».

I precari hanno la Cig? Ecco cosa spetta davvero a chi perde il lavoro

Da ilsole24ore - Il premier Silvio Berlusconi ieri ha detto a Porta a Porta che un precario che perde il lavoro ha diritto alla cassa integrazione. Una frase contestata dall'opposizione, compresi gli ex ministri del Lavoro del centro sinistra Cesare Damiano e Tiziano Treu.
Questo è quanto previsto dall'attuale normativa. L'ombrello delle misure in favore dei precari che perdono il lavoro non offre riparo a tutti. Anzi lascia scoperti proprio i più deboli.
L'una tantum per i collaboratori a progetto. Fra le misure a sostegno del reddito l'articolo 19 del decreto legge 185/2008 stabilisce l'erogazione di una somma "una tantum" a favore dei collaboratori a progetto iscritti esclusivamente alla gestione separata del lavoro autonomo e che abbiano perso il lavoro. Per il solo anno 2009, l'articolo 7-ter della legge 33/2009 determina tale somma nel 20% del reddito percepito dal collaboratore nell'anno precedente a quello di riferimento, stanziando a tal fine ulteriori 100 milioni di euro rispetto ai 100 già destinati a questo intervento. L'una-tantum tornerà al 10% del reddito nel biennio 2010-2011.
Non c'è diritto alla cassa integrazione. A favore di questi lavoratori non interviene, quindi, la cassa integrazione, né ordinaria né in deroga, ma una misura di sostegno forfettariamente calcolata su un reddito che non può essere inferiore ai 5mila euro, né superiore, nel 2008, a 13.819 euro. Il che significa che l'una-tantum potrà concretizzarsi, quest'anno, in una somma variabile da 1.000 a 2.764 euro a condizione che:
a) il collaboratore a progetto abbia, nel periodo di riferimento, prestato la sua attività per un solo committente;
b) nell'anno precedente a quello di riferimento siano stati accreditati presso la gestione separata (articolo 2, comma 26, della legge 335/1995), un numero di mensilità non inferiore a tre;
c) non risultino accreditati nell'anno precedente almeno due mesi presso la stessa gestione separata;
d) nell'anno di riferimento siano accreditati presso la gestione separata un numero di mensilità non inferiore a tre;
e) abbia conseguito l'anno precedente a quello di riferimento un reddito superiore a 5.000 euro e pari o inferiore al minimale di reddito di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, che è pari per l'anno 2008 a 13.819 euro e per il 2009 a 14.240 euro.
La domanda si presenta all'Inps. Se ricorrono i presupposti, la domanda deve essere presentata dall'interessato, alla sede Inps territorialmente competente secondo il modello fornito dall'Inps in allegato alla circolare n. 74 del 26 u.s. Nei casi in cui la "fine lavoro" si è verificata entro il 30 maggio, la domanda va presentata entro il 30 giugno 2009. Se l' evento "fine lavoro" si è verificato successivamente al 30 maggio, le domande devono essere presentate entro 30 giorni dalla data dell'evento. I periodi di lavoro svolti con contratto di lavoro a progetto rilevano, se svolti presso la stessa impresa in sommatoria con periodi di lavoro subordinato, ai fini del calcolo del requisito occupazionale per il diritto alla cassa integrazione, anche in deroga, e alla mobilità. Anche in questo caso, però, deve trattarsi di soggetti che abbiano conseguito in regime di monocommittenza un reddito superiore a 5.000 euro complessivamente riferito alle mensilità accreditate come lavoratori a progetto.
Cosa spetta agli apprendisti. Interventi a sostegno del reddito in misura pari all'indennità di disoccupazione ordinaria sono destinati anche agli apprendisti, sospesi dal lavoro o licenziati, per un massimo di 90 giornate per la durata massima di novanta giornate nell'intero periodo di vigenza del contratto di apprendistato, purchè intervenga un ente bilaterale con il 20 per cento. Apprendisti e lavoratori con contratto di somministrazione possono, infine, essere destinatari di ammortizzatori sociali "in deroga", oggetto di specifici accordi fra parti sociali e regioni.

giovedì 4 giugno 2009

Guidoni manifesta con i precari ISPRA

Stamattina eravamo sotto il Ministero dell'Ambiente a chiedere una stabilizzazione del personale precario, dopo anni di precariato. Guidoni, eurodeputato di Sinistra e Libertà, nonchè astronauta a bordo dello Space Shuttle, è venuto a darci appoggio.


MANIFESTAZIONE PRECARI ISPRA: STABILIZZAZIONE NECESSARIA E URGENTE

di Umberto Guidoni, Sinistra e Libertà - Roma, 4 giugno 2009

Un paese che non crede nella ricerca è un paese che non crede nel proprio futuro ed il caso dei precari di ISPRA ne rappresenta una chiara dimostrazione". Così Umberto Guidoni, eurodeputato di Sinistra e Libertà, commenta la sua partecipazione alla manifestazione dei precari di ISPRA che si è tenuta oggi davanti alla sede del Ministero dell'Ambiente. "La stabilizzazione dei 430 precari di ISPRA è necessaria per due ordini di ragioni - aggiunge Guidoni -, la prima è che bisogna valorizzare la risorse umane legate al mondo della ricerca, già troppo svilito dalle politiche del governo Berlusconi. In secondo luogo, mettere alla porta tanti ricercatori significa che l'Italia vedrà messa in discussione l'ottemperanza ad una serie di norme in campo ambientale stabilite a livello europeo. Si tratta -conclude Guidoni - di una situazione inaccettabile".

...e non mi vengano a dire che non racconta CAZZATE!!!

Berlusconi: «Nessuno muore di fame, i precari hanno la Cig»

Il voto anticipato? Fantapolitica. La vicenda di Noemi? Una campagna di delegittimazione. Mollare? Non mi è mai passato per l'anticamera del cervello. Voli di Stato? Meschinità. Chi perde il lavoro? Pur con la crisi non muore nessuno. I 57 miliardi di fondi per le aree sottosviluppate? Solo alle regioni che programmeranno infrastrutture. Queste alcune delle risposte di Silvio Berlusconi, ospite a Porta a Porta di Bruno Vespa, trasmissione di Rai Uno in onda mercoledì sera. Si è parlato anche delle sorti del fuoriclasse brasiliano del Milan Kakà.
Chi perde il lavoro viene aiutato dallo Stato.«Pur con questa crisi in Italia non muore nessuno perché lo Stato é vicino alle persone e a chi ha bisogno». Poi aggiunge. «Non mi pare ci siano persone che siano in condizione tale da dire: "abbiamo fame"». Ma, chiede Vespa, un precario che perde il lavoro? «Un precario che perde il lavoro ha la cassa integrazione», dice Berlusconi. «Oggi non c'è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C'è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto».
Tav: userò l'esercito contro chi si oppone. Pugno duro sulla Tav. «Il corridoio 5 della Tav - ha detto Berlusconi - é fondamentale. Noi abbiamo ripreso in mano la vicenda e ho garantito più volte che c'é la possibilità di mettere in campo il nostro esercito se ci saranno comunità organizzate che si oppongono». Il premier ha detto che «il governo della sinistra in passato si é tirato indietro. E invece bisogna farla altrimenti, esagero, diventiamo come uno stato africano».
Fas, il Cipe darà i soldi alle regioni che programmeranno infrastrutture. «Abbiamo a disposizione 57 miliardi di fondi per le aree sottosviluppate da poter destinare al Sud. Ventisette miliardi e 700 milioni sono già stati utilizzati ma, per il resto, che verrà sbloccato con la prossima riunione del Cipe, vogliamo garanzie dalle Regioni affinchè ci presentino dei piani per le infrastrutture. Non vogliamo che questi soldi vengano utilizzati per altre spese, come gli stipendi». Rispondendo a Vespa che chiede un commento in merito alle critiche della sinistra per l'utilizzo di questi fondi a discapito del Mezzogiorno il premier risponde: «Si tratta di una menzogna perchè l'85% dei fondi è destinato al Meridione».
Fiat-Opel: non ci è stato chiesto di intervenire. «Sulla Fiat non ci è stato chiesto di intervenire. Noi siamo ancora a disposizione, se i vertici Fiat richiedessero un nostro intervento lo faremo. Ma vorrei sottolineare che non siamo, a Palazzo Chigi, quella merchant bank che aveva fatto di Palazzo Chigi il signor D'Alema». Berlusconi ha spiegato che il «governo è molto attento» ed è «in contatto con vertici Fiat», ma «la partita la stava giocando la Fiat». Sono contento, ha detto il premier, «di non essere intervenuto. Non siamo liberali e crediamo che le aziende debbano muoversi nel mercato».
Voto anticipato? È fantapolitica. La Lega non ci supererà al Nord. Mollare? Non mi è mai passato per l'anticamera del cervello. «Ho assunto un impegno e sento il dovere di portarlo a termine. Voto anticipato? «È una di quelle idee di fantapolititica che trovo sui giornali». Poi dice che i sondaggi danno il Pdl in vantaggio sulla Lega anche al Nord. Gli ultimi sondaggi, quelli fatti precedentemente allo stop elettorale, ha detto Berlusconi, dicono che «il presidente del Consiglio è al 74%, il governo al 56% e il Pdl tra il 40% e il 43 per cento». Ad ogni modo «non subirei un colpo se la Lega ci superasse in qualche situazione. Ho un rapporto eccezionale con Bossi. Ad ogni modo il sorpasso della Lega sul Pdl non ci sarà». Il premier si è detto comunque disponibile ad assegnare, in futuro, alla Lega la presidenza della regione Veneto: «il partito che avrà più voti nel Veneto alle prossime Europee esprimerà, giustamente, il candidato presidente alla Regione».
La vicenda di Noemi è una campagna di delegittimazione. Tutta la vicenda di Noemi Letizia, ha detto il Cavaliere, é «una campagna di delegittimazione» della sinistra che «ha messo una calunnia sopra un'altra calunnia», ma «gli italiani hanno finalmente capito con chi hanno a che fare». E il premier non intende cambiare comportamento per il futuro: «Ci tornerei a quella festa perchè avevo fatto una promessa e io mantengo sempre le promesse». E ha detto che la vicenda sarà «un boomerang» per la sinistra. «Non poteva esserci nulla di piccante».
Dietro gli attacchi dei giornali esteri c'è anche Murdoch. I giornali esteri che criticano il premier italiano, ha detto Berlusconi, «sono insufflati da gruppi editoriali italiani, e ne abbiamo la certezza, oppure da chi in Italia si oppone al gruppo Mediaset nel settore della televisione in Italia». E alla domanda «Murdoch?», risponde: «Ecco...».
La crisi c'è, ma non si deve cantare la canzone del pessimismo. «Non ho mai detto che la crisi non c'è. La crisi c'è, è grave, ma il comportamento della sinistra e dei suoi giornali è colpevole». A Porta a Porta Berlusconi è tornato sulla necessità di «non cantare la canzone del pessimismo e del disfattismo». È un comportamento, ha detto, «contro l'interesse dell'Italia e degli italiani».
Voli di Stato? Meschinità. Parlando della vicenda "voli si Stato", il premier ha detto: «Sono nella tranquillità più assoluta perchè abbiamo seguito le regole», si tratta di «cose molto meschine» perchè un premier è costretto per ragioni di sicurezza a usare voli di Stato. E «se c'è qualche persona in più non costa una lira».
Europee: il voto al Pd e ai piccoli partiti è sprecato. Berlusconi ritiene che sia «sprecato» il voto al Pd e ai piccoli partiti «che non raggiungeranno il 4 per cento». Il Cavaliere ha aggiunto che «il Pd è nel marasma. Non sanno nemmeno a quale eurogruppo aderire». Probabilmente il Pdl, ha detto Berlusconi sarà il gruppo più numeroso all'interno del Ppe. All'Italia, ha poi aggiunto, manca da molto tempo la presidenza dell'europarlamento. «Noi candidiamo Mario Mauro». Il premier si è anche lanciato in una serie di pronostici sul futuro del Pd. «Enrico Letta andrà nell'Udc. Rutelli fonderà un suo partito. Alcuni deputati passeranno con Bertinotti». E ai giornalisti che gli ricordano le smentite degli interessati, ha replicato: «Tante cose smentite poi si verificano ugualmente». Nessuna preoccupazione per l'astensionismo. L'esito delle europee, qualsiasi esso sia, «non cambia nulla» per la maggioranza e il governo.
Sì al referendum, ma senza campagna elettorale. Berlusconi ha confermato che voterà sì al referendum elettorale. «Va nell'interesse del Pdl - ha spiegato il premier -, ma non faremo campagna elettorale a favore del sì perché consideriamo la Lega un alleato di ferro».
Dal 9 giugno la raccolta di firme per la riduzione dei parlamentari. «Da martedì ci saranno i gazebo per la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la riduzione del numero dei parlamentari». A "Porta a porta" il premier ha mostrato anche il manifesto con cui si invita la gente a sottoscrivere la proposta di legge. «Se la sinistra manterrà la posizione» e confermerà di essere pronta a votare, «saremo lieti di mettere in programma una legge di iniziativa parlamentare» sulla riduzione di deputati e senatori «senza aspettare quella di iniziativa popolare».
Nessun problema nei rapporti con Obama. Nessun problema nei rapporti fra Berlusconi e Barack Obama. «Naturalmente - ha spiegato il premier a "Porta a Porta" - con Obama non ho l'amicizia personale che avevo con Bush. Amicizia che invece ho con la signora Clinton». Sui rapporti con la federazione russa, Berlusconi ha assicurato che «tutte le mosse fatte con Mosca sono state concordate prima con gli Usa».
Ricostruzione in Abruzzo a tempo di record. «La ricostruzione in Abruzzo è giá iniziata a tempo di record. Stiamo gestendo 63mila sfollati, parte di questi sono nelle tende e il restante negli alberghi sulla costa». Il Cavaliere assicura che «c'è un'atmosfera di grande riconoscenza da parte degli abruzzesi per i 10 mila soccorritori che loro definiscono "i nostri angeli"». La sinistra dice che ci sono persone che reclamano. «Non è così - assicura il premier- quando sono andato a fare il giro nelle tende sono stato abbracciato, baciato e tutti mi hanno trattato sempre bene». A oggi, ha detto il premier, ci sono state 56 risposte di partecipazione di aziende alla gara di appalto per la costruzione di case per 15mila abitanti. «Ritengo una cosa straordinaria che le imprese abbiano accettato di costruire in un tempo massimo di 80 giorni, come avevamo stabilito. Naturalmente sceglieremo chi garantirà di realizzare le case anche in tempi più brevi».
Kakà: lunedì lo incontrerò. Pato al Chelsea? «Assolutamente no». Nel corso di Porta a Porta si è anche parlato del futuro del fuoriclasse brasiliano del Milan. «Ancora non c'è nessuna decisione, lunedì incontrerò Kakà e solo allora potrò dire se andrà via dal Milan. Ovviamente, cosa successa anche con Shevchenko a cui noi eravamo attaccatissimi. «Se non riusciamo a eguagliare un'offerta é possibile che il giocatore vada via». A margine della registrazione di Porta a Porta, Berlusconi è stato anche categorico nel negare che vi sia qualche rischio che l'asso brasiliano Pato sia venduto al Chelsea: «Assolutamente no».

ROMA, PROTESTA/ I precari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale manifestano davanti al Ministero dell’Ambiente

ROMA (UnoNotizie.it) - I precari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, con la completa adesione dell’USI RdB Ricerca, stanno manifestando davanti al Ministero dell’Ambiente, in via Cristoforo Colombo a Roma. Per questo ennesimo presidio stanno inscenando la loro “rottamazione”: per ogni 10 precari che, vestiti con i cartoni per il riciclaggio dei rifiuti speciali, finiscono in un cassonetto, si riceve in cambio una poltrona. La performance fa riferimento ai circa 200 lavoratori che dal 1 luglio non verranno riconfermati ed a tutti gli altri che seguiranno a stretto giro. “La Ministro Prestigiacomo ha predisposto l’eliminazione del problema precariato in ISPRA rottamando i precari”, dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale di USI RdB Ricerca. “Al loro posto ci saranno posti esternalizzati nella Sogesid, una società inutile perché le funzioni e le professionalità che saranno inserite in questa scatola vuota, piena solo di poltrone, sono già tutte presenti in ISPRA e al Ministero”. "Noi invece rispondiamo alla rottamazione con la sostituzione – prosegue Argentini - vogliamo che i soldi diretti alla Sogesid siano invece destinati a convertire a tempo determinato tutti i Co.co.co dell’ISPRA e i precari del Ministero. Inoltre, vogliamo una norma di legge chiara propedeutica di 400 assunzioni, oltre alle 150 concorsi già banditi. Non accetteremo il solito provvedimento tampone: o si determina l’intero percorso di assunzioni e del futuro della ricerca ambientale italiana oppure la lotta continuerà ad oltranza”, conclude il sindacalista.

mercoledì 3 giugno 2009

Rottama un precario è già sulle agenzie!

L'iniziativa "Rottama un precario" di domattina, è già uscita su molte delle principali agenzie di stampa, oltre che sul sito ambientale Greenreport.
Eccole qui di seguito, e... accorrete numerosi!


Apcom
Ricerca/ Iniziativa precari Ispra: rottama un precario Ricerca/ Iniziativa precari Ispra: rottama un precario "Ogni dieci precari rottamati in regalo una poltrona" Roma, 3 giu. (Apcom) - I precari dell'Ispra, oltre 430 persone in procinto di essere licenziate dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno deciso di regalare una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Domani mattina dalle 10, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, i cittadini potranno infatti rottamare un precario e se sono fortunati vinceranno una poltrona omaggio. L'inziativa è stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari. Fino all'anno scorso, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con 8mila Km di coste, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'Agenzia governativa per l'Ambiente, l'Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un'identità forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad agosto 2008, il Governo li ha fusi in un'unica entità, creando l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Da quel momento, tutte le procedure economico-amministrative che erano state ritagliate su misura per le varie attività dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attività di ricerca. Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arriverà al licenziamento di 430 unità. I precari chiedono chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell'ambiente in Italia. Red/Apa 03-GIU-09 15:39 NNNN


Adnkronos
AMBIENTE: PRECARI ISPRA PROTESTANO, OGNI 10 'ROTTAMATI' IN REGALO 1 POLTRONA
AMBIENTE: PRECARI ISPRA PROTESTANO, OGNI 10 'ROTTAMATI' IN REGALO 1 POLTRONA ENTRO L'ANNO IN 430 PERDERANNO LAVORO Roma, 3 giu. - (Adnkronos) - I precari dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra), oltre 430 hanno deciso di dar vita a una singolare iniziativa per protestare contro l'imminenete licenziamento da parte del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Domani mattina dalle 10 in poi, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, regaleranno una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Ricercatori, tecnici e tutti i lavoratori dell'Ispra regaleranno una poltrona ogni 10 precari rottamati. Saranno attivi speciali cassonetti differenziati, adatti per ogni esigenza: dal ricercatore al tecnico fino all'amministrativo L'inziativa e' stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali. "Lavoratori che, grazie alla loro esperienza e alle competenze acquisite in anni di lavoro, hanno contribuito in modo determinante - si legge in un comunicato - a far si' che l'Italia svolga, nonostante gli esigui finanziamenti nazionali, un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale. Fino all'anno scorso, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con 8mila Km di coste, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'Agenzia governativa per l'Ambiente, l'Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un'identita' forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad Agosto 2008, il Governo li ha fusi in un'unica entita', creando l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arrivera' al licenziamento di 430 unita'. (Sec/Pn/Adnkronos) 03-GIU-09 16:17 NNNN


Velino
Precari Ispra, domani la protesta di fronte al min. Ambiente Roma, 03 GIU (Velino) - "I precari dell'Ispra, oltre 430 persone in procinto di essere licenziate dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno deciso di regalare una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Domani mattina dalle 10, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, i cittadini potranno infatti rottamare un precario e se sono fortunati vinceranno una poltrona omaggio". È quanto spiega un comunicato stampa dell'assemblea dei precari dell'Ispra, che aggiunge: "L'iniziativa e' stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari. Lavoratori che, grazie alla loro esperienza e alle competenze acquisite in anni di lavoro, hanno contribuito in modo determinante a far si' che l'Italia svolga, nonostante gli esigui finanziamenti nazionali, un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale. Ad oggi - aggiunge la nota -, le attivita' di ricerca e controllo in campo ambientale sono compromesse dalle scelte della struttura commissariale e del Ministro Prestigiacomo che, con il licenziamento del personale precario ed il dilagare del processo di burocratizzazione, stanno determinando la paralisi dell'attivita' di ricerca e controllo ambientale dell'Ispra, delineando una persecuzione dei precari 'a norma di legge'".

Precari Ispra, domani la protesta di fronte al min. Ambiente (2) Roma, 03 GIU (Velino) - "Fino all'anno scorso - prosegue la nota dell'assemblea dei precari dell'Ispra -, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con ottomila Km di coste, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'Agenzia governativa per l'Ambiente, l'Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un'identita' forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad Agosto 2008, il Governo li ha fusi in un'unica entita', creando l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Da quel momento, tutte le procedure economico-amministrative che erano state ritagliate su misura per le varie attivita' dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attivita' di ricerca. Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arrivera' al licenziamento di 430 unita'. I precari chiedono chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell'ambiente in Italia. Si considerano una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non certo una mercanzia da rottamare, come pensa invece il ministro Prestigiacomo", conclude la nota. (com/asp) 031629 GIU 09 NNNN


Agenzia Dire
AMBIENTE. ROTTAMA PRECARI E VINCI POLTRONA, ECCO PROTESTA A ISPRA
ZCZC
DIR0310 3 AMB 0 RR1 / DIR
AMBIENTE. ROTTAMA PRECARI E VINCI POLTRONA, ECCO PROTESTA A ISPRA
(DIRE) Roma, 3 giu. - Rottama un precario, e se arrivi a dieci lavoratori con contratti in scadenza vinci una poltrona. Non e' una lotteria, ma la singolare iniziativa organizzata dai precari dell'istituto superiore di protezione e ricerca ambientali (Ispra) per protestare contro il taglio di "oltre 430 persone voluto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo". Domani, sotto la sede del dicastero di via Cristoforo Colombo, ricercatori, a partire dalle 10 del mattino tecnici e tutti i lavoratori dell'Ispra regaleranno una poltrona ogni 10 precari rottamati. Saranno attivi speciali cassonetti differenziati, adatti per ogni esigenza: dal ricercatore al tecnico fino all'amministrativo. La singolare protesta e' stata organizzata dall'assemblea dei precari dell'Ispra che, spiega in una nota, vuole esprimersi "contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su risorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari". Ad oggi, denuncia l'assemblea, le attivita' di ricerca e controllo in campo ambientale "sono compromesse dalle scelte della struttura commissariale e del ministro Prestigiacomo che, con il licenziamento del personale precario ed il dilagare del processo di burocratizzazione, stanno determinando la paralisi dell'attivita' di ricerca e controllo ambientale dell'Ispra, delineando una persecuzione dei precari "a norma di legge". (SEGUE)
Fino all'anno scorso, ricorda l'assemblea dei precari dell'Ispra, esistevano due enti pubblici di ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'agenzia governativa per l'ambiente, l'Apat, che si occupava di protezione ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva competenze tecnico-scientifich e diverse tra loro. Nell'agosto 2008 il governo li ha fusi in un'unica entita', creando l'Ispra. Da quel momento, denuncia l'organismo dei precari dell'istituto, "tutte le procedure economico-amministr ative che erano state ritagliate su misura per le varie attivita' dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attivita' di ricerca". Ora, sottolineano i precari, "sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arrivera' al licenziamento di 430 unita'". Per questo i precari chiedono "chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell'ambiente in Italia". I ricercatori Ispra, conclude la nota, "si considerano una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non certo una mercanzia da rottamare, come pensa invece il ministro Prestigiacomo".

Umberto Guidoni dalla parte dei Precari ISPRA


Gentile Ministro Prestigiacomo,
Gentile Ministro Gelmini,
Egregio Ministro Brunetta,
Egregio Prefetto Grimaldi,


in questi giorni è stata sottoposta alla mia attenzione la questione del rinnovo dei contratti di 430 lavoratori precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

In considerazione della gravità della prospettiva di un numero così elevato di mancati rinnovi, scrivo per invitarVi a verificare e valutare tutte le opzioni che permettano di evitare l'implementazione di una misura così drastica.

Per quanto rilevanti, le motivazioni che impediscono il rinnovo del contratto di lavoro di una parte così significativa dell'organico di ISPRA devono essere commisurate alla perdita di capitale umano e professionale che l'Istituto subirebbe.

Sono sempre stato un convinto assertore della necessità di finanziare meglio e di più la ricerca italiana, che purtroppo si distingue negativamente dalla media europea, e di attribuirle l'importanza che merita.
Fare questo significa valorizzare anche chi, il mondo della ricerca, lo anima, compresi dunque i precari di ISPRA che oggi rischiano il proprio posto di lavoro.

Confidando nella Vostra immediata mobilitazione e in un cortese riscontro, porgo distinti saluti.

Umberto Guidoni
Deputato Europeo Sinistra e Libertà

Precari Ispra: rottama anche tu un precario, ogni 10 in regalo una poltrona

Da greenreport.it - ROMA. I precari dell’Ispra, oltre 430 persone in procinto di essere licenziate dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno deciso di regalare una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Domani mattina dalle 10, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, i cittadini potranno infatti rottamare un precario e se sono fortunati vinceranno una poltrona omaggio. L’inziativa è stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall’Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell’Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari. Lavoratori che, grazie alla loro esperienza e alle competenze acquisite in anni di lavoro, hanno contribuito in modo determinante a far sì che l’Italia svolga, nonostante gli esigui finanziamenti nazionali, un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale. Ad oggi, le attività di ricerca e controllo in campo ambientale sono compromesse dalle scelte della struttura commissariale e del Ministro Prestigiacomo che, con il licenziamento del personale precario ed il dilagare del processo di burocratizzazione, stanno determinando la paralisi dell’attività di ricerca e controllo ambientale dell’Ispra, delineando una persecuzione dei precari “a norma di legge”. Fino all´anno scorso, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l’Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con 8mila Km di coste, e l’Infs, l’Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un’Agenzia governativa per l’Ambiente, l’Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un’identità forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad Agosto 2008, il Governo li ha fusi in un’unica entità, creando l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Da quel momento, tutte le procedure economico-amministrative che erano state ritagliate su misura per le varie attività dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attività di ricerca. Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell’anno si arriverà al licenziamento di 430 unità. I precari chiedono chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell’ambiente in Italia. Si considerano una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non certo una mercanzia da rottamare, come pensa invece il ministro Prestigiacomo.

PA, gonfiati i dati di Brunetta sulle malattie all’Ispra

Da giornalettismo.com - di Rossana De Rossi - Il ministro afferma che le assenze nell’Istituto sono calate del 94% ma i numeri lo smentiscono, perchè la diminuzione è inferiore a quella dichiarata e perchè il calo delle assenze per malattia è compensato dall’aumento di permessi e ferie. E in più non tiene conto dei precari

Le bugie hanno sempre le gambe corte, anche quando a dirle è un uomo popolare come Renato Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica, secondo i sondaggi “il più amato dagli italiani“, almeno tra i politici. Il titolare di Palazzo Vidoni, forte di un apprezzamento popolare che sembra nettamente superiore a quello della Cuccarini, ha ripetutamente affermato che i dati delle assenze per malattia, all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono calate nell’ultimo periodo del 94%. Un dato che ora viene clamorosamente smentito dalle cifre ufficiali, apparse sul sito dello stesso Governo Italiano, da cui risulta che il calo è a malapena della metà.

BRUNETTA: L’ISPRA E’ UNO SCHIFO - Tutto è iniziato lo scorso 19 aprile, quando nel corso di una delle tante interviste, al Corriere della Sera, Brunetta ha affermato che “all’Ispra, le assenze sono dimi­nuite del 94%. In molti enti siamo sopra il 70. Posso dirlo? Che schifo“. Insomma, fannulloni tra i fannulloni, veri re dell’assenteismo, quelli dell’Ispra. Le accuse ai lavoratori dell’Istituto sarebbero state ripetute il 21 aprile, durante la trasmissione “Porta a porta“, e negli stessi giorni in un intervento del ministro a “L’era glaciale”, su La7. Purtroppo, nessuno dei colleghi ha fatto la domanda più ovvia, davanti a una cifra del genere: come è possibile un simile risultato? A quale periodo si riferisce e con che criteri è stato ottenuto?

IL MISTERO DEL 94% - Il dato ha subito insospettito chi lavora in Ispra e i sindacati hanno chiesto alla struttura commissariale nominata dal governo, che gestisce l’Istituto, di fornire anche a loro i dati precisi sulle assenze. Numeri che contengono molte sorprese: gli ultimi mesi calcolati sono febbraio, marzo e aprile di quest’anno, che vengono confrontati con lo stesso periodo del 2008. A febbraio, ad esempio, si è passati da 1,11 giorni di assenza per dipendente nel 2008 a 0,6 nel 2009, con un calo del 45,46%. Alto, ma ben lontano dal 94% di cui parla di Brunetta. Peraltro, spiega un dipendente dell’ufficio preposto al calcolo delle assenze, questo dato non è molto attendibile, come quelli dei mesi precedenti (usati dal ministro), visto che “è stato rilevato, per un problema di sistema informatico, su soli 221 dipendenti degli oltre 900 totali“. Il problema è stato risolto da marzo in poi, quando le assenze per malattia 2009 sono state il 49% in meno di quelle del 2008, mentre ad aprile la contrazione rispetto all’anno scorso risulta essere del 47,13%.

MA LE ASSENZE SONO CALATE DAVVERO? - Questi numeri, già dimezzati rispetto a quelli di Brunetta, non tengono conto di altri elementi importanti: ad esempio, che considerando anche le assenze per altri motivi (permessi di vario tipo), il calo è ancora minore, ad aprile ad esempio è stato del 35%. La spiegazione è semplice: con Brunetta si è applicata una legge preesistente, secondo cui chi è malato non ha diritto a percepire il salario accessorio, legato alla presenza. Salario che però, per i lavoratori che sono ai livelli contrattuali più bassi (i non ricercatori), arriva quasi al 20% del totale. Quindi chi è malato per non perdere i soldi, prende un altro tipo di permessi (ma sempre a spese dei contribuenti) o ferie (idem con patate). Questo spiega anche perché i corridoi dell’Istituto ultimamente siano pieni di gente con raffreddori, allergie e dolori vari, che invece di stare a casa va al lavoro, con conseguenze immaginabili sulla produttività.

E I PRECARI, MINISTRO? - Tutto ciò di cui si è parlato riguarda solo i lavoratori a tempo indeterminato, visto che i precari, in ossequio alla politica del governo di cui Brunetta fa parte, sembrano “invisibili” anche per quanto riguarda le loro assenze. Il segretario generale della FLC Cgil, Mimmo Pantaleo, ha definito i numeri del ministro “un’incomprensibile caricatura e mistificazione della realtà“, e ha sottolineato che “tutto ciò è funzionale a costruire strumentalmente falsi teoremi che preludano ai licenziamenti dei precari dell’Ispra, che nel mese di giugno sono in scadenza”. Infatti, in 430 perderanno il lavoro, spesso legato a controlli fondamentali per la salute di persone e ambiente, tra la fine di questo mese e dicembre. Se Brunetta andasse a controllare i cartellini di lavoratori a tempo determinato e co.co.co., sicuramente troverebbe un forte aumento delle loro assenze, nell’ultimo periodo. Anche in questo caso la spiegazione è semplice: non sono fannulloni, ministro, stanno semplicemente cercando un altro lavoro.

Nulla di fatto all’incontro sindacale del 29 u.s.. Il Prefetto Vincenzo Grimaldi e la struttura commissariale tutta fanno muro in coerenza con il mandato governativo ricevuto: alleggerire l’ISPRA là dove si può!

Dall’inizio dell’anno 50 precari non hanno avuto il contratto rinnovato e al 30 giugno sono in tutto 200 i contratti in scadenza e altri 230 si aggiungeranno entro la fine dell’anno. Con i concorsi potranno trovare soluzione circa 150 precari fatte salve le aspirazioni di tutto l’universo precario della P.A., in testa quello del ministero dell’ambiente che sappiamo bene avere caratteristiche sovrapponibili a quelle dei precari ISPRA.



USI RdB Ricerca intensifica le iniziative di protesta e procederà fino a che il Ministro Ptrestigiacomo non ci darà risposte. Il 31 maggio era a protestare insieme ai precari dell’ISPRA al Giro d’Italia a Roma e sarà ancora con loro per l’iniziativa:

“Rottama anche tu un precario, ogni 10 in regalo una poltrona!”

(Via Cristoforo Colombo domani 4 giungo dalle ore 10:00)



La Struttura Commissariale, come è drammaticamente noto, si rifiuta di applicare gli strumenti esistenti, così come fanno tutti gli altri enti di ricerca, per rinnovare i contratti del personale precario.Si trincera dietro un’applicazione, tutta sua, delle norme perdendo tra l’altro continuamente di vista le responsabilità del buon amministratore. Il tutto nell’assenza di un progetto istituzionale per Ispra se non quello di tagliare il personale precario in attuazione ai dettati governativi. Esiste tra l’altro la copertura economica per rinnovare tutti i 170 CoCoCo su fondi strutturali che scadranno al 30 giugno. Sarebbe sufficiente far gravare il loro costo ad es su un fondo (over head) alimentato, in una certa percentuale, da ciascun finanziamento esterno iniziando contestualmente un piano di trasformazione dei contratti a tempo determinato a partire dal personale diplomato. Ma la struttura commissariale non vuole correre rischi (quali?) e chiede un ulteriore vettore normativo ammettendo che un primo tentativo di inserimento nei provvedimenti riguardanti il terremoto dell’Abruzzo non è andato a buon fine. In ogni caso sappiamo fin troppo bene che, anche là dove il personale sia su fondi esterni, i problemi non sarebbero risolti, poiché con l’applicazione della politica del rinvio e dell’ostruzionismo si conta sulla stanchezza e l’esasperazione di chi ad esempio sta aspettando da 5 mesi la nuova selezione, o chi magari è già risultato vincitore da più di un mese e non viene ancora assunto. Di volta in volta vengono addotti pretesti che ormai la struttura commissariale stessa fa fatica ad inserire in una sequenza logica ed è costretta ad ammetterne l’incoerenza. Ogni giorno arriva una nuova disposizione, circolare, O.d.S. tendente a rendere impossibile il proseguimento delle attività. L’impossibilità ad andare in missione con fondi diversi da quelli su cui si è stati contrattualizzati ne è un esempio. Quando le attività saranno definitivamente smantellate diverrà ancora più naturale cessare il rapporto di lavoro per i lavoratori con contratto atipico. Viene negata la possibilità, adottata di prassi da tutti gli altri e.p.r., compresi ex ICRAM ed ex INFS, di trovare copertura economica dei contratti atipici su altri fondi da quello in cui si è stati contrattualizzati. Il colmo viene raggiunto con il non riconoscimento dell’art.24 del nuovo CCNL per i contratti a Tempo Determinato. Lazzarini, l’uomo delle norme, dichiara l’illeggittimità ad effettuare più di una proroga sui contratti a T.D. Ci sono poi coloro per i quali non è chiara la data del licenziamento e sono gli esclusi dalle stabilizzazioni che riportano sul loro contratto la dicitura “rinnovato fino a stabilizzazione ovvero fino all’assunzione all’immissione in ruolo”. Per loro, infatti, esiste una sospensione decisionale nell'attesa di chiarimenti dal Ministero vigilante.



Facciamo, in ogni caso, gli auguri alle circa 219 persone, che hanno appena preso servizio a tempo indeterminato e ai 10 dipendenti CoCoCo in possesso dei requisiti “di categorie protette” che sarebbero assunti a breve ma precisiamo che tutti i nuovi assunti pagano e pagheranno l’obolo di vedersi corrispondere lo stipendio più basso tra i tre ex Enti, quello di ex INFS che tra l’altro non ha avuto alcuna assunzione!

Ma non ci basta! Ci sono 430 colleghi che hanno bisogno della solidarietà di tutti, sia di coloro che hanno appena risolto il problema occupazionale sia di coloro che lo avevano già risolto. Non dimentichiamoci che i dipendenti pubblici sono sotto attacco sia sul fronte delle retribuzioni (malattie, salari accessori) che sul fronte dei diritti conquistati con anni di lotte dai nostri padri e dai nostri nonni.

USI RdB Ricerca - ISPRA