di Chiara Faiolo - La mia è una generazione senza futuro. Di comparse, quando va bene, di fantasmi, quando va male. Il problema più grosso è l'invisibilità. Cerchiamo faticosamente, con tenacia e puerile sicumera, di crearci attorno dei micro-mondi fatti di relazioni, il compagno di vita, gli amici, i figli che siamo riusciti ad avere e quelli che ancora vorremmo fare, e chissà se ci riusciremo mai. Ci chiudiamo in queste piccole stanze rassicuranti, dove tutto è, o ci sembra, come noi, dove troviamo, sappiamo di trovare, conforto, calore, familiarità, condivisione. Non viviamo di massimi sistemi, ma di piccole cose, di dettagli insignificanti e importantissimi, essenziali, vitali in ogni nostro giorno su questa terra. Cerchiamo anche di tenerci svegli, di accendere il nostro cervello la mattina, dopo il caffè, per ripeterci fino alla nausea che abbiamo un obiettivo, che senza progetti non si può vivere, che dopo uno ne verrà un altro. Leggiamo moltissimo, la TV è un brutto scatolone grigio che staziona in soggiorno solo per pigrizia, o abitudine familiare. Mi ricordo quando era appena nata mia figlia. Avevo la certezza che sarei riuscita a superare lo sconvolgimento che aveva portato nella nostra vita di adulti giovani e liberi solo leggendo. Mi ricordo che pensavo a quale libro leggere ancora prima di aver finito quello precedente, per la paura di restare senza. La finzione che ti àncora alla realtà. Dobbiamo elaborare un pensiero. Dobbiamo. Per vincere l'invisibilità. Per sapere di averlo. Perché pensare è futuro. Io sono iscritta a un dottorato di ricerca senza borsa di studio. Se c'è tanto allarme perché presto i dottorandi e i ricercatori spariranno dimenticati, noi senza borsa questa condizione la viviamo da sempre. Mai nessun distinguo, invisibili. Ma non riesco ad abbandonare. Si parla di letteratura, e attraverso questa di filosofia della politica, di critica sociale, di storia della cultura. Si parla del mondo di ieri per analizzare il mondo di oggi. Si cerca di interiorizzare categorie che permettano di capirlo, di interpretarlo. Di superarlo. Ne ho bisogno. Non posso fare senza. Mi serve per sopravvivere intellettualmente in questo mondo sempre più gretto. Personalmente ho trovato questo modo, ce ne sono altri. Per guadagnare faccio l'impiegata con una borsa di studio. Ripeto, di studio. Non sono contata nel personale, quando ci sono solo io è come se non ci fosse nessuno, sono invisibile. Tuttavia ogni giorno apro la porta, rispondo al telefono, rispondo alle mail, e non studio affatto, lavoro. Sono ricattabile, anche se ho capito tutto devo far finta di no e ringraziare per l’opportunità formativa che mi stanno dando. Per il nido comunale di mia figlia, se non fosse per un altro lavoro saltuario, sarei madre non lavoratrice. Però faccio 36 ore la settimana. Non ho maternità, non godo di un trattamento previdenziale. Non avrò mai un TFR. La borsista non è una madre lavoratrice, però lavora. Mi ripeto continuamente... questi sono i migliori anni della mia vita... Il problema più grosso è l'invisibilità. Se sei invisibile non hai prospettive, non hai un futuro. Questo oggi è un problema politico. La politica che tradizionalmente si rivolge a noi, generazione di anime alfabetizzate, non ha capito questo. Noi non siamo una categoria, e non vogliamo forse nemmeno esserlo. Non siamo "gli operai", non siamo "gli studenti" o "i pensionati". Siamo i precari? Senza dubbio, ma c'è così tanta disomogeneità che come si fa a definire questa una "categoria"? E' molto difficile raggiungerci, parlarci, trovare un linguaggio che vada bene per tutti come per ciascuno. Sappiamo che un obiettivo comune è quantomeno auspicabile, se non necessario, ma non sappiamo come si fa. Nessuno ce lo ha insegnato, e anche adesso chi dovrebbe guidarci è totalmente incapace di vederci per quello che siamo. Se sei invisibile, sei solo. La questione non è che gli elettori di Berlusconi sono di destra. Anche, certamente, ma il punto è che non si sentono invisibili. Si riconoscono in lui, nei tristi figuranti delle sue trasmissioni televisive, avevano bisogno di questo e l'hanno trovato. Non se lo lasceranno scappare. Si sentono fortissimi. Il nostro avvizzimento è il loro principale alleato. La nostra solitudine, la paura di parlare delle nostre aspirazioni e desideri, l'incapacità di uscire da quelle stanzette, di difendere la nostra identità. Sono stata cresciuta da un padre di un rigore disarmante, per il quale la logica, la coerenza, la correttezza non sono mai state opzionali. Ora mi sembra di vivere nel mondo dell’assurdo e l’istinto più forte che ho è di fuggire e portare via mia figlia da questo paese senza speranza. E' così faticoso ridisegnare ogni giorno i nostri contorni sempre più evanescenti che ci sentiamo debilitati, deboli, dove invece il paradigma dovrebbe essere "la forza fa l'unione". Questo è il problema di una certa politica, di un certo Paese, nel nostro oggi. Un debole esercito di comparse, quando va bene, di fantasmi quando va male.
LA PETIZIONE DA FIRMARE
giovedì 5 marzo 2009
«Noi comparse, noi fantasmi dobbiamo elaborare un pensiero»
di Chiara Faiolo - La mia è una generazione senza futuro. Di comparse, quando va bene, di fantasmi, quando va male. Il problema più grosso è l'invisibilità. Cerchiamo faticosamente, con tenacia e puerile sicumera, di crearci attorno dei micro-mondi fatti di relazioni, il compagno di vita, gli amici, i figli che siamo riusciti ad avere e quelli che ancora vorremmo fare, e chissà se ci riusciremo mai. Ci chiudiamo in queste piccole stanze rassicuranti, dove tutto è, o ci sembra, come noi, dove troviamo, sappiamo di trovare, conforto, calore, familiarità, condivisione. Non viviamo di massimi sistemi, ma di piccole cose, di dettagli insignificanti e importantissimi, essenziali, vitali in ogni nostro giorno su questa terra. Cerchiamo anche di tenerci svegli, di accendere il nostro cervello la mattina, dopo il caffè, per ripeterci fino alla nausea che abbiamo un obiettivo, che senza progetti non si può vivere, che dopo uno ne verrà un altro. Leggiamo moltissimo, la TV è un brutto scatolone grigio che staziona in soggiorno solo per pigrizia, o abitudine familiare. Mi ricordo quando era appena nata mia figlia. Avevo la certezza che sarei riuscita a superare lo sconvolgimento che aveva portato nella nostra vita di adulti giovani e liberi solo leggendo. Mi ricordo che pensavo a quale libro leggere ancora prima di aver finito quello precedente, per la paura di restare senza. La finzione che ti àncora alla realtà. Dobbiamo elaborare un pensiero. Dobbiamo. Per vincere l'invisibilità. Per sapere di averlo. Perché pensare è futuro. Io sono iscritta a un dottorato di ricerca senza borsa di studio. Se c'è tanto allarme perché presto i dottorandi e i ricercatori spariranno dimenticati, noi senza borsa questa condizione la viviamo da sempre. Mai nessun distinguo, invisibili. Ma non riesco ad abbandonare. Si parla di letteratura, e attraverso questa di filosofia della politica, di critica sociale, di storia della cultura. Si parla del mondo di ieri per analizzare il mondo di oggi. Si cerca di interiorizzare categorie che permettano di capirlo, di interpretarlo. Di superarlo. Ne ho bisogno. Non posso fare senza. Mi serve per sopravvivere intellettualmente in questo mondo sempre più gretto. Personalmente ho trovato questo modo, ce ne sono altri. Per guadagnare faccio l'impiegata con una borsa di studio. Ripeto, di studio. Non sono contata nel personale, quando ci sono solo io è come se non ci fosse nessuno, sono invisibile. Tuttavia ogni giorno apro la porta, rispondo al telefono, rispondo alle mail, e non studio affatto, lavoro. Sono ricattabile, anche se ho capito tutto devo far finta di no e ringraziare per l’opportunità formativa che mi stanno dando. Per il nido comunale di mia figlia, se non fosse per un altro lavoro saltuario, sarei madre non lavoratrice. Però faccio 36 ore la settimana. Non ho maternità, non godo di un trattamento previdenziale. Non avrò mai un TFR. La borsista non è una madre lavoratrice, però lavora. Mi ripeto continuamente... questi sono i migliori anni della mia vita... Il problema più grosso è l'invisibilità. Se sei invisibile non hai prospettive, non hai un futuro. Questo oggi è un problema politico. La politica che tradizionalmente si rivolge a noi, generazione di anime alfabetizzate, non ha capito questo. Noi non siamo una categoria, e non vogliamo forse nemmeno esserlo. Non siamo "gli operai", non siamo "gli studenti" o "i pensionati". Siamo i precari? Senza dubbio, ma c'è così tanta disomogeneità che come si fa a definire questa una "categoria"? E' molto difficile raggiungerci, parlarci, trovare un linguaggio che vada bene per tutti come per ciascuno. Sappiamo che un obiettivo comune è quantomeno auspicabile, se non necessario, ma non sappiamo come si fa. Nessuno ce lo ha insegnato, e anche adesso chi dovrebbe guidarci è totalmente incapace di vederci per quello che siamo. Se sei invisibile, sei solo. La questione non è che gli elettori di Berlusconi sono di destra. Anche, certamente, ma il punto è che non si sentono invisibili. Si riconoscono in lui, nei tristi figuranti delle sue trasmissioni televisive, avevano bisogno di questo e l'hanno trovato. Non se lo lasceranno scappare. Si sentono fortissimi. Il nostro avvizzimento è il loro principale alleato. La nostra solitudine, la paura di parlare delle nostre aspirazioni e desideri, l'incapacità di uscire da quelle stanzette, di difendere la nostra identità. Sono stata cresciuta da un padre di un rigore disarmante, per il quale la logica, la coerenza, la correttezza non sono mai state opzionali. Ora mi sembra di vivere nel mondo dell’assurdo e l’istinto più forte che ho è di fuggire e portare via mia figlia da questo paese senza speranza. E' così faticoso ridisegnare ogni giorno i nostri contorni sempre più evanescenti che ci sentiamo debilitati, deboli, dove invece il paradigma dovrebbe essere "la forza fa l'unione". Questo è il problema di una certa politica, di un certo Paese, nel nostro oggi. Un debole esercito di comparse, quando va bene, di fantasmi quando va male.
Precari ISPRA in prima pagina su "L'Unità"
Invitiamo tutti a leggere e a raccontare anche la loro storia, firmandosi semplicemente "precario/a ISPRA" sui siti della stessa Unità e di "Repubblica", che stanno raccogliendo le storie di chi perde il lavoro in questo periodo di crisi, e ad inserirli anche come commenti a questo post, in modo che ne possiamo fare una raccolta.
I link sono questi:
http://racconta. repubblica. it/mappa_ licenziamenti_ in_italia/ index.php
http://www.unita. it/news/82266/ vita_da_precari_ racconta_ la_tua_storia

Nel Lazio arriva il reddito minimo per disoccupati e precari 530 euro
ROMA - Uno stipendio di circa 530 euro mensili per i disoccupati, gli inoccupati e i precari del Lazio con reddito inferiore a 7.000 euro annui, più agevolazioni per la fruizione di servizi culturali e sportivi. E' il "reddito minimo di cittadinanza" istituito oggi con legge dalla Regione Lazio. Il governatore Piero Marrazzo: "Il nostro obiettivo è di Raggiungere 20.000 cittadini fino ad oggi privi di tutele sociali". "Siamo la prima grande Regione italiana che si dota di uno strumento fondamentale come questo - ha spiegato Marrazzo - Portiamo nel Lazio un modello di tutela presente in tutti i Paesi europei più avanzati: dalla Francia all'Austria, Belgio, Olanda fino ai Paesi scandinavi e anglosassoni". Il reddito minimo di cittadinanza è stato approvato in Consiglio regionale con 32 voti favorevoli del centro sinistra e del Pdci, 4 contrari (Alleanza nazionale e Socialisti Riformisti) e 2 astenuti (Forza Italia e Udc). Il provvedimento, voluto dalla maggioranza di centrosinistra che governa il Lazio, nel 2009 avrà una copertura finanziaria di 20 milioni e garantirà un reddito di 7 mila euro ai beneficiari. Lo stanziamento iniziale di 10 milioni annui previsto nella finanziaria regionale è stato infatti raddoppiato da un emendamento alla legge presentato dal l'assessore al Bilancio Luigi Nieri su proposta dello stesso Marrazzo. "Quello di oggi è uno sforzo straordinario ma necessario - ha detto Nieri nell'annunciare l'aumento delle risorse - Le nostre sono politiche in contro-tendenza rispetto a quelle governative. Ci auguriamo che dal Lazio arrivi un segnale forte di trasformazione e di cambiamento".
Nella Regione Lazio presto precari “tutti A casa”, il decreto ammazza-precari è ormai alle porte
I precari della Regione Lazio aspettano ancora risposte concrete, non parole, dopo quattro anni di governo regionale del Presidente Marrazzo. A chi lavora da anni irregolarmente per la macchina regionale e perderà il proprio posto di lavoro a breve, poco importano le “beghe di poltrona” della politica – lo dichiara il COMITATO PRECARI ARPALAZIO preoccupato della corsa del Governo centrale verso l’approvazione del decreto 1167 ammazza-precari in discussione al Senato. Il Lazio non potrà dire “non lo sapevamo”, questo terribile provvedimento è annunciato da tempo ed è per questo che in tutte le Regioni, e non solo, si sono accelerati gli iter dei percorsi di stabilizzazione, al fine evitare migliaia di licenziamenti. Il primo protocollo regionale di stabilizzazione è stato firmato nel luglio 2006 – sottolinea il COMITATO – come mai ci ritroviamo sull’orlo del baratro ? La Regione, che ancora deve stabilire quali sono i provvedimenti prioritari da realizzare entro la fine della propria legislatura, - fa notare con amarezza il COMITATO – approvi senza ulteriori rinvii la legge regionale troppe volte annunciata. Il Presidente Marrazzo e la sua maggioranza si vogliono ricandidare nel 2010 per la guida della Regione ; riflettano tutti - conclude il COMITATO- sugli impegni di “buon governo”, “buona occupazione”, “trasparenza e legalità” presi con gli elettori ma non mantenuti.
mercoledì 4 marzo 2009
Corsi e ricorsi del Ministro Brunetta
Tanto è vero che nelle dichiarazioni di oggi continua a vendersi quell'avvio del "monitoraggio" sui precari di cui parla dall'inizio di questa vicenda, e che a questo punto dovrebbe essere a buon punto se non concluso.
Basta confrontare un virgolettato del 6 ottobre scorso con quello di oggi.
"Con il monitoraggio - dice Brunetta- previsto dall'emendamento all'atto Camera 1441 sarà inoltre possibile avere finalmente una situazione chiara del fenomeno del precariato nel pubblico impiego (quanti sono, tipologie di contratto, modalità di assunzione, posti liberi) e, nella filosofia della trasparenza adottata nel mio Ministero, saranno resi pubblici tutti i dati aggregati con le relative responsabilità per tutte le amministrazioni che avranno fatto assunzioni contro legge o senza tener conto dei limiti previsti per le loro piante organiche. Si vedrà così chi è stato responsabile e chi no. Penso che ne vedremo delle belle!"
(Minstro Brunetta, 6 ottobre 2008)
''Da lunedi' - ha spiegato il ministro Brunetta nel corso di una conferenza stampa - partira' il monitoraggio, anche senza la legge. Questo avverrà per via amministrativa. Chiedero' a tutti gli enti di inviarmi tutte le informazioni nell'arco di dieci giorni per predisporre la normativa di regolarizzazione. Ho chiamato anche il Formez a collaborare su questo progetto. In sostanza anticipero' quello che prevede la legge 1177 da lunedi' e comunicheremo a governo e sindacati tutti i risultati per fare totale trasparenza''.
(Ministro Brunetta, 4 marzo 2009)
Crisi: continua il calo dei consumi
Federconsumatori: ridurre i prezzi di almeno il 20%!
E’ necessario rilanciare la domanda, sostenendo il potere di acquisto delle famiglie
Secondo i dati pubblicati oggi, nel gennaio 2009, vi è stata un’ulteriore riduzione del 4,6%. Preoccupante è soprattutto la costante riduzione dei consumi alimentari. Di fronte a questo allarme ci chiediamo perché il Governo non intervenga con misure serie ed adeguate, a partire da un’immediata riduzione dei prezzi?!? È il momento di rispondere con manovre eccezionali, anche, se necessario, attraverso l’allentamento dei vincoli di Maastricht.
Bisogna intervenire in due direzioni ben precise:
- attraverso una immediata diminuzione dei prezzi, almeno del 20%, a partire da quelli dei generi di prima necessità, come pane, pasta, latte e carne, che hanno subito, negli ultimi mesi, aumenti considerevoli, nonostante il calo dei prezzi delle materie prime;
- attraverso l’allentamento della pesantissima stretta creditizia in atto, che crea notevoli problemi a tutto il tessuto produttivo del Paese. In mancanza di seri interventi, infatti, le famiglie italiane si trascineranno dietro, anche per il 2009, un maggior costo per l’alimentazione di ben 564 € l’anno. È necessario inoltre intervenire a sostegno del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, per almeno 1.200 Euro annui, ed al mantenimento del reddito per chi viene allontanato dal ciclo produttivo, anche per quanto riguarda i lavoratori precari. Tali interventi sono indispensabili per un rilancio della domanda e, quindi, dell’intera economia del nostro Paese.
Precari Lazio, Mariani: tempo parole scaduto, passare a fatti
Roma, 4 mar (Velino) - È arrivata l’ora di passare ai fatti, – è quanto dichiara Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro e Politiche Sociali della Regione Lazio - prima che le misure del Governo in materia di stabilizzazione dei precari nelle pubbliche amministrazioni annullino tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni. In Consiglio Regionale è depositata ormai da più di tre anni una legge da me presentata per la stabilizzazione dei precari nella Regione Lazio. Si tratta di uno strumento legislativo – spiega Mariani - che nel rispetto delle normative che regolano la materia, offre la possibilità di assumere coloro che lavorano precariamente nell’amministrazione. Non c’è più tempo da perdere. Il rischio è che il Governo renda inutilizzabili proposte da anni lasciate nel cassetto e condanni alla disoccupazione le migliaia di precari che hanno negli ultimi anni contribuito con grandi competenze e professionalità al funzionamento della macchina amministrativa regionale. Se questo accadesse sarebbe un fatto gravissimo, ancora più deplorevole se si pensa all’enorme ritardo con cui la Regione sta affrontando questo problema". "Le altre proposte che verranno presentate – prosegue Mariani –in Giunta devono essere portate alla discussione del Consiglio il prima possibile. Dopo un percorso lungo e faticoso, fatto di incontri, uno sciopero della fame per mettere in risalto il problema della precarietà lavorativa in Regione, mediazioni e proposte, impegni presi nelle leggi finanziarie, non possiamo più aspettare. L’impegno che ci siamo presi di fronte alle centinaia di precari che ancora oggi incontrandoci per strada e su Facebook ci chiedono risposte, è una responsabilità a cui vogliamo dare seguito. Invece di seguire la strada del 'buon lavoro' – conclude Mariani – c’è il pericolo, a causa della pigrizia burocratica, di imboccare quella della cattiva politica con tutte le conseguenze sociali e occupazionali che questo comporta. Serve concludere immediatamente il percorso del buon lavoro, altrimenti saremo costretti ad altre iniziative per far vivere l’urgenza della situazione".
STATALI: EPIFANI, SU PRECARI NON SCENDO IN POLEMICA CON BRUNETTA
Milano, 4 mar. - (Adnkronos) - ''Non scendo in polemica su questo terreno con Brunetta. Lascio al ministro questa modalita' di confronto''. Cosi' il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, replica al ministro Funzione pubblica Renato Brunetta che aveva polemicamente sottolineato come nel pubblico impiego non si possa giocare sulla pelle della gente riferendosi precisamente alla Cgil che ha fornito i dati sui precari e sulla loro mancata regolarizzazione.
Boom di disoccupati, la soluzione? Specializzarsi. O fare le pulizie
di Maria Chiara Perri - da La Repubblica.it - Parma - La sala d'aspetto è piena. Sulle sedie, extracomunitari con ricci neri, donne di una certa età, giovanissime ragazze italiane. Appoggiato a un termosifone, un signore con i capelli brizzolati. In piedi vicino alle scale chiacchiera un gruppetto di giovani di colore. Tutti hanno in mano il foglietto con il numero della coda, c'è chi lo guarda con impazienza e chi attende con rassegnazione. Cosa? Un lavoro. "L'aumento di disoccupati lo si percepisce anche a vista d'occhio – dice Rocco Rodolfi, responsabile del Centro per l'impiego di Parma – questi flussi ai nostri sportelli fino a qualche mese fa non li avevamo". Non è solo la difficoltà di trovare un posto a sedere nell'ex "ufficio di collocamento" di via Galvani a testimoniare che la crisi del mercato del lavoro morde anche nella ricca Parma. Ci sono i numeri. Ancora parziali, ancora ufficiosi, ancora non utilizzabili per fare statistiche. Ma comunque significativi. L'aumento delle "Dichiarazioni di immediata disponibilità", cioè le nuove iscrizioni ai centri per l'impiego della provincia di Parma, è iniziato nel settembre dello scorso anno: rispetto allo stesso periodo del 2007, circa il 20% in più. Quelle di febbraio 2009, sfiorano un aumento del 40%. La media dell'incremento degli iscritti complessivi a partire dallo scorso autunno supera il 30%. E il trend è in crescita. "Si sta ribaltando la situazione occupazionale felice fotografata nell'Osservatorio sul Mercato del lavoro nel Rapporto 2008 – spiega Rodolfi – a Parma avevamo bassa disoccupazione e alta occupazione, quest'ultima raggiunta a partire dal 2005 anche grazie a molti contratti a termine di vario tipo (interinali, collaborazioni, tempo determinato) che non hanno portato alla stabilizzazione del lavoratore all'interno dell'azienda. Dal 2006-2007 la metà dei nuovi contratti stipulati è a tempo determinato. Questi precari sono stati i primi ad essere "sfrondati" dalle aziende quando è iniziata la recessione dopo la scorsa estate. Costituiscono il grosso dei nuovi disoccupati che si rivolgono a noi e sono anche le persone che hanno meno possibilità d'accesso a sistemi di welfare, come i sussidi di disoccupazione, che in Italia vengono concessi a lavoratori "in uscita" con minimi contributivi". E' una popolazione variegata, quella dei precari messi da parte: giovani alla ricerca del primo impiego, extracomunitari, donne. Ma non è l'unica che ingrossa le file dei disoccupati nel parmense: "L'altra categoria che adesso chiede i nostri servizi è costituita dai lavoratori cassaintegrati o messi in mobilità dalle grandi aziende. C'è chi spera che passata la crisi potrà tornare al vecchio lavoro, chi sa che le probabilità sono basse e deve guardarsi intorno". Una situazione piombata fra capo e collo a molti parmigiani doc, non tutti giovani e non tutti operai. In questi casi, la nuova condizione non fa male solo al portafoglio: "Arrivano persone di quaranta, cinquant'anni, che hanno lavorato per tutta la vita con stabilità. Non si ponevano proprio il problema del lavoro – dice Rodolfi - Abbiamo un "Ufficio dirigenti" che ha a che fare anche con persone che avevano un reddito di oltre centomila euro l'anno. Qui si determina un cambio d'atteggiamento, una ricaduta psicologica che magari non tocca l'extracomunitario che è abituato a cambiare lavoro ogni pochi mesi". L'altra faccia della medaglia, poi, è quella della domanda: le imprese che tagliano non creano posti di lavoro. "Abbiamo dei settori di nicchia che continuano a chiedere personale, ma la crisi ha fatto diminuire le richieste di circa il 30%. Così, si è allargata la forbice tra chi cerca lavoro e le opportunità professionali". Che fare, allora? "E' importante che la persona disoccupata non rimanga inattiva per lunghi periodi: deve usufruire di corsi di formazione, tirocini, stage. Questo per specializzarsi e rimanere legata a un mercato del lavoro dove è in aumento la concorrenza. Può vincere chi punta sulla tecnica, perché a Parma abbiamo realtà produttive molto avanzate. La crisi ha colpito molto i lavori generici e non particolarmente qualificati. Adesso, inoltre, si sta assottigliando la separazione tra i lavori "per italiani" e "per immigrati". Addetti alle pulizie, alle mense, badanti erano mestieri che gli italiani non volevano più fare. Con la crisi, si guarda anche a queste opportunità".
Statali/ Brunetta: Da Cgil comportamento ignobile su precari
Roma, 4 mar. (Apcom) - Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, lancia un nuovo duro attacco alla Cgil, 'colpevole' di aver diffuso in maniera "ignobile" e "irresponsabile" numeri "finti" sui precari a rischio nella pubblica amministrazione (400mila). "In questo momento - ha detto Brunetta intervenendo su 'Radio 24' - bisogna avere la testa sulle spalle, senza speculare sulla pelle degli altri. Lanciare messaggi come 400mila posti di lavoro a rischio, quando tutti sanno che non è vero, è semplicemente ignobile e irresponsabile. Questi numeri - ha concluso il ministro - sono sbagliati, finti e irresponsabili".
Richiesta info di un collega precario. Chi vuole può rispondere cliccando su "commenti" infondo al post.
Gentilissimi, ho visitato il vostro interessantissimo blog, pieno di notizie aggiornate e molto utili per "noi" precari.
Vi pongo alcune domande a cui penso di avere già una risposta ma per maggiore certezza, chiedo a voi "esperti" certamente più di me.
Io mi chiamao Michele Mendi e sono un precario statale (assunto a tempo determinato) come da finanziaria Prodi 2007-2008. Ora, mettiamo che venerdì prossimo il CDM approvi il Decreto Brunetta che dal primo luglio blocca le cosiddette stabilizzazioni.
Nella nostra Pubblica Amministrazione, non era, sin dall'inizio, prevista nessuna sanatoria "tout -court", nel senso che solo per i contratti a tempo DETERMINATO, erano previsti concorsi interni riservati al 100% al personale precario già operante nell'ente con i requisiti.
Successivamente, cioè ora, la nostra amministrazione, prima ancora delle avvisaglie di questi giorni, ha bandito e sta bandendo (gli ultimi aprile-maggio) CONCORSI PUBBLICI e non riservati, nel rispetto della pianta organica occupazionale 2009-2011.
A questo punto, chiedo questo: noi precari, e quindi io compreso, visto che la "stabilizzazione" come da finanziari Prodi, cioè con i requisiti maturati, non potrà più essere effettuata grazie al nuovo Decreto Brunetta, possiamo partecipare a questi concorsi pubblici ?
Io credo di si, perchè questi concorsi pubblici, non c'entrano nulla con la stabilizzazione dei precari che avevano i requisiti secondo la finanziaria Prodi.
Spero mi potiate rispondere.
Grazie mille
Cordialità
Michele Mendi
Brunetta, lunedi' monitoraggio su precari P.A.
ROMA - "Non so perché è in atto una ignobile e irresponsabile speculazione sulla testa dei lavoratori precari della pubblica amministrazione", che "nessuno sa ad oggi quanti sono". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, annunciando l'avvio da lunedì di un monitoraggio "capillare", anticipando quanto già previsto nel ddl 1167, già approvato dalla Camera e predisponendo norme attraverso cui i precari verranno stabilizzati tramite concorso. I concorsi - ha affermato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa - "si possono realizzare nell'arco di un anno. Non ho alcun problema a prorogare i contratti per quelli atipici che possono sostenere il concorso". Tale norma, ha proseguito Brunetta, "prevede per il primo luglio 2009 l'abrogazione delle norme sulla stabilizzazione. Ciò al fine di avviare un monitoraggio capillare su tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti e le relative modalità di assunzione adottate dalle singole amministrazioni, nonché il numero di vincitori di concorso in attesa di assunzione". Le amministrazioni comunicheranno al Dipartimento della funzione pubblica tali dati "ed entro il mese di maggio il ministro Brunetta, di concerto con il ministro Tremonti, sentiti i ministri interessati, emanerà un decreto che stabilirà le regole per una eventuale prosecuzione dei contratti fino all'espletamento delle procedure concorsuali previste dalla stessa norma".
La norma ribadisce, ha sottolineato Brunetta ''il principio costituzionale del concorso pubblico per accedere alla Pubblica amministrazione e garantisce un percorso a coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro con l'amministrazione''. Con il monitoraggio ''finalmente si mira a far luce sui dati effettivi del fenomeno del precariato della Pa al fine di adottare le misure appropriate per risolvere il problema senza scavalcare i principi costituzionali e i diritti di coloro, tantissimi, che regolarmente hanno vinto un concorso pubblico e ancora attendono di essere assunti''. Il ministro ha inoltre ricordato che il metodo previsto dal disegno di legge e' gia' stato adottato per gli enti di ricerca ''scoprendo che il numero dei precari non raggiungeva le 2 mila unita'''.
CRISI: L'OMBRA DELLE PENSIONI SUL CONFRONTO GOVERNO-PARTI SOCIALI
Si annuncia tensione nella riunione fissata per oggi a Palazzo Chigi alle 17, 30 tra governo e parti sociali che sara' presieduta dal premier Silvio Berlusconi. Il tema dell'incontro e' la crisi economica ma l'annuncio dato ieri dall'esecutivo sull'idea di aumentare gradualmente l'eta' di pensionamento delle donne che lavorano nel pubblico impiego a partire dal 2010 per arrivare a quota 65 anni nel 2018 non ha contribuito a prepararla nel migliore dei modi. Si tratta della soluzione scelta dal governo in risposta alla Unione europea che ha chiesto di equiparare l'eta' di pensionamento fra uomini e donne. Con un emendamento della senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl) alla legge in discussione al Senato denominata ''Comunitaria'' (il principale strumento di attuazione delle normative dell'Unione europea che regola modalita' e tempi per la trasposizione delle direttive nella nostra legislazione) si stabilira' infatti il principio della parita' dell'eta' pensionabile. La Corte di giustizia europea aveva puntato l'indice contro l'Italia proprio per la discriminazione di trattamento tra uomini e donne nella pubblica amministrazione, precisa il governo. Da qui la decisione di procedere alla graduale equiparazione dell'eta' pensionabile nel pubblico impiego. Sara' quindi difficile che il confronto a Palazzo Chigi possa svolgersi senza poter esaminare pregiudizialmente le intenzioni del governo sul tema delle pensioni (nei giorni scorsi si e' parlato anche della possibile reintroduzione dello ''scalone'' nella riforma pensionistica abolito dal governo Prodi). Oltre all'opposizione della Cgil, questa volta c'e' da registrare pure il no della Cisl che ha proprio nel pubblico impiego uno dei punti forti del proprio radicamento sindacale. Cio' che preoccupa la segretaria confederale della Cgil - si legge in una nota del sindacato - e' l'affermazione che questi provvedimenti riguarderebbero solo il settore pubblico, dal momento che l'aumento dell'eta' pensionabile si trasmetterebbe inevitabilmente anche alle lavoratrici del settore privato provocando un effetto dirompente sul piano dell'occupazione.
L'altro tema caldo della vigilia dell'incontro di oggi riguarda sempre la pubblica amministrazione, in particolare i precari. Il ministro Renato Brunetta ha annunciato che partira' da lunedi' il monitoraggio per stabilire il numero reale dei precari impiegati nella pubblica amministrazione per poi definire il percorso che portera' ai concorsi per stabilizzare l'occupazione (vi parteciperanno i lavoratori che avranno avuto la proroga del proprio contratto). Il ministro della Funzione pubblica ha anche smentito che il governo abbia intenzione di varare un decreto per allontanare i precari. Era stata la Cgil a lanciare l'allarme. Secondo uno studio di questo sindacato, dal prossimo mese di luglio 60 mila precari resterebbero disoccupati per la scadenza dei propri contratti (le stime della Cgil parlano di 400 mila precari occupati nella pubblica amministrazione).
La riunione di oggi pomeriggio a Palazzo Chigi dovrebbe comunque discutere soprattutto della ripartizione ai singoli progetti di opere pubbliche dei fondi pari a 16,6 miliardi di euro e dello sblocco delle risorse del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) che ammontano a 40 miliardi di euro. Si tratta - si fa presente dalla presidenza del Consiglio - della consultazione che l'esecutivo si era impegnato a fare in vista della prossima riunione del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). Ma l'appuntamento di oggi e' anche l'occasione per fare il punto sulla crisi e le sue ricadute sull'economia reale, in particolare sull'occupazione. I sindacati e la Confindustria (sara' presente la presidente Emma Marcegaglia) chiederanno in particolare rassicurazioni sull'uso degli ammortizzatori sociali. Intanto non sono rosee le previsioni sull'andamento dell'economia europea. Joaquin Almunia, commissario europeo per gli Affari monetari, non esclude una nuova revisione al ribasso delle stime di crescita europee. Stesso allarme viene dagli Stati Uniti, dove Ben Bernanke, presidente della Fed (la Banca centrale statunitense), sottolinea i pericoli di una prolungata stagnazione economica: ''Servono azioni coraggiose da parte del governo, anche se questo puo' determinare il rigonfiamento del debito pubblico''.
«E ora chi ha assunto precari a go-go dovrà fornirci un ampio rendiconto»
da Il Giornale - Roma - L’Italia della crisi è un Paese che crede all’esistenza del mastino dei Baskerville, che rischia di abbandonarsi alla paura di un mostro infernale pronto a sbranare chiunque. Nei romanzi di sir Arthur Conan Doyle toccava a Sherlock Holmes impersonare il raziocinio in un mondo disordinato. Ieri questa sorte è toccata al ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
Le indiscrezioni relative all’emanazione di un decreto legge sul pubblico impiego finalizzato, tra le altre cose, a bloccare la stabilizzazione selvaggia dei precari hanno scatenato un putiferio nell’universo sindacale e politico. Ovviamente di sinistra. La Cgil ieri ha sfornato dati angoscianti: 420mila precari a rischio nelle amministrazioni pubbliche ai quali si sarebbe potuto aggiungere un campione di 100mila unità considerando anche stagisti e tirocinanti.
L’opposizione ha soffiato sul fuoco. «Bisogna bloccare subito l’uscita dei precari di scuola e pubblica amministrazione», ha tuonato il segretario del Pd, Dario Franceschini, alla disperata rincorsa di Italia dei Valori e sinistra radicale per rimpinguare un bacino elettorale che i sondaggi indicano in costante decrescita. Se l’argomento non fosse di per sé delicato e serio, si potrebbe descrivere la vicenda con toni comici per il fatto che ogni dichiarazione è stata corredata delle cifre più disparate. Se per la Cgil la platea a rischio era di circa mezzo milione di lavoratori, per la democratica Madia i precari in bilico erano 200mila, ma salivano a 400mila per l’Udc Cesa. Per porre fine al caos nel tardo pomeriggio di ieri è stato Brunetta in persona a convocare una conferenza stampa per mettere i puntini sulle «i» e, soprattutto, per annunciare un provvedimento senza precedenti: il primo monitoraggio per via amministrativa degli organici della Pa sia a livello centrale che periferico.
Il ministro però non si è risparmiato una boutade. «Se i numeri della Cgil sono simili a quelli della partecipazione agli scioperi, allora siamo tranquilli», ha detto tirando anche una stoccata ai colleghi parlamentari. «Chi dice 100-200-400mila precari, si inventa i numeri», ha aggiunto ricordando che l’analogo provvedimento preso per gli enti di ricerca ha fatto emergere solo meno di 2mila figure nonostante i sindacati profetizzassero sciagure per 50mila persone. Brunetta ha infatti lasciato trasparire come le recenti polemiche nascondessero l’intento di minarne il ruolo istituzionale. «Trovo ignobile e irresponsabile la speculazione che si è fatta in questi giorni così come è ignobile e irresponsabile chi ha fatto uscire voci false di un decreto che non è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri», ha precisato. L’affondo di Brunetta, però, è stato preceduto da una ricostruzione delle norme riguardanti il precariato nella Pa. Le Finanziarie 2007 e 2008 del governo Prodi hanno solamente prorogato i contratti a termine non essendoci risorse per le assunzioni. Una circolare dell’ex ministro Nicolais, ha esteso fino al 31 dicembre 2009 la durata dei contratti in attesa di una precisa regolamentazione. Il ddl Brunetta collegato alla manovra triennale, che prevedeva un censimento degli atipici, è ancora in attesa di approvazione al Senato. Per frenare le «speculazioni irresponsabili», il colpo di scena. Da lunedì partirà per via amministrativa il monitoraggio della Pa. Agli enti sarà inviata una lettera e una semplice griglia con sei voci dalle quali si potrà comprendere la situazione finanziaria dell’ente, la pianta organica, come sono stati assunti i precari e quanti hanno titolo alla stabilizzazione senza ledere i diritti dei vincitori di concorso. «Ne vedremo delle belle», ha promesso Brunetta aggiungendo che coloro che non risponderanno saranno esclusi dalla regolarizzazione. «Penso di concludere tutto entro gli inizi di aprile», ha annunciato. E ci sarà totale trasparenza: i dati saranno pubblicati online e governo, Parlamento e sindacati ne saranno informati. Una volta concluso l’iter, bisognerà indire i concorsi per stabilizzare i precari che hanno diritto all’assunzione. Si potrà vedere «per filo e per segno chi ha assunto chi, come e se lo poteva permettere». Insomma, chi ha infornato come precari «a chiamata» parenti, amici e raccomandati dovrà renderne conto. In fondo, il mastino dei Baskerville non è mai esistito.
Precari, nessun decreto per bloccare la stabilizzazione
da Il Tempo - Solo così si potrà sapere esattamente quanti sono e soprattutto chi ha i requisiti per essere assunto. Lo ha assicurato il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che ha escluso categoricamente che l'esecutivo abbia intenzione di varare al prossimo consiglio dei ministri un decreto per bloccare la stabilizzazione degli atipici. Il monitoraggio, già previsto nel ddl lavoro ancora all'esame del Parlamento, sarà quindi anticipato alla prossima settimana per mettere ordine su un argomento sul quale, ha detto il ministro, «è in atto una ignobile e irresponsabile speculazione». L'obiettivo è quello di avere un quadro preciso di «tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti e le relative modalità di assunzione adottate dalle singole amministrazioni, nonchè del numero di vincitori di concorso in attesa di assunzione». Le amministrazioni comunicheranno al Dipartimento della funzione pubblica tali dati «ed entro il mese di maggio - ha proseguito Brunetta - il dipartimento della Funzione pubblica emanerà un decreto che stabilirà le regole per una eventuale prosecuzione dei contratti fino all'espletamento delle procedure concorsuali previste dalla stessa norma». Insomma, niente stop alla stabilizzazione dei precari pubblici.
Statali/ Brunetta a Damiano: Su precari è simpaticamente spudorato
Roma, 3 mar. (Apcom) - Botta e risposta tra il ministro della Funzione publica, Renato Brunetta e l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. Il titolare della Funzione pubblica replica all'ex ministro definendolo "simpaticamente spudorato". "Prima s'inventa un decreto legge che non è mai esistito - si legge in una nota - poi solleva un polverone dando i numeri, inventati, sui precari nella pubblica amministrazione, quindi canta vittoria (quale?) non appena il ministro Brunetta, confermando per l'ennesima volta l'inesistenza del decreto, annuncia l'avvio da lunedì di un serio e inedito monitoraggio del fenomeno presso tutte le amministrazioni pubbliche, centrali e periferiche".
Un decreto per chi perde il posto
“Berlusconi può dirci di no, ma non che non si può fare. Noi le coperture che ci hanno chiesto le indichiamo. Dunque Berlusconi dovrà venire in parlamento a dire Sì o No: ma non a noi, al Pd ma alle migliaia di persone che rimarranno senza lavoro e che dal precariato passeranno a zero euro”. E' affollata la conferenza stampa in cui il segretario del Pd, Dario Franceschini, illustra la mozione che sarà presentata sia alla Camera sia al Senato per impegnare il governo a prendere un provvedimento di urgenza entro il 31 marzo, così da garantire l'assegno ai tanti precari che altrimenti con la perdita del lavoro rimarrebbero in una situazione drammatica. Un assegno mensile pari al 60% dell'ultima retribuzione. Quattro gli strumenti indicati per la copertura del provvedimento, per il quale le stime reali di costo sono di appena 4 miliardi di euro. Soldi che si possono trovare recuperando l’evasione fiscale e con l’uso immediato di parte delle risorse che lo Stato non impegnerà per la Cassa Integrazione nell’ambito del protocollo sottoscritto dal governo con le regioni. Risorse stimate attorno ai 5 miliardi, altrimenti disponibili solo fra diversi mesi.
Un assegno mensile ai disoccupati, 4 strumenti per la copertura finanziaria.
1) Il riavvio delle politiche antievasione, a cominciare dalla tracciabilità dei corrispettivi, dal limite massimo dei trasferimenti in contanti e dal ripristino delle sanzioni per le imposte evase. Il loro smantellamento ha portato, al netto della crisi economica, a una perdita di gettito quantificata, in via prudenziale, sulla base dei dati contenuti nei 'Conti economici nazionali' comunicati dall'Istat il 2 marzo scorso, in 7 miliardi di euro per il 2008.
2) L'introduzione della centrale unica per gli acquisti nelle pubbliche amministrazioni centrali e regionali (con operatività estesa agli enti locali presenti sul territorio regionale e alle società in house degli enti territoriali).
3) La ricostituzione presso il ministero dell'Economia e delle Finanze della Commissione per lo spending review al fine di completare l'analisi avviata nel 2007 e individuare i programmi di spesa da eliminare e riorganizzare, in alternativa agli iniqui, inefficienti e inefficaci tagli lineari al centro della manovra di finanza pubblica.
4) L'utilizzo immediato delle risorse di competenza nazionale, previste nel Protocollo tra governo, regioni e province autonome del 12 febbraio 2009, non impegnate nell'erogazione di trattamenti in deroga.
Misure tecniche che si possono attuare subito per decreto, come ha spiegato Enrico Letta, responsabile Welfare del PD. Con il decreto legge si potrebbe avviare entro il 31 marzo l’erogazione dell'assegno mensile per tutti quelli che non godono di altri strumenti di sostegno al reddito e hanno perso il lavoro dal 1 settembre 2008 al 31 dicembre 2009. “Se il governo si mette lì con noi, in mezz'ora la troviamo la copertura. Il problema vero è: lo vogliono fare questo provvedimento o no? - è la domanda che Pier Luigi Bersani rivolge al governo durante la conferenza - sono stupefatto che si sia aperto un dibattito su un provvedimento che costa 4 miliardi di euro”. Anche perché come ha sottolineato Franceschini una seria classe dirigente si mette insieme, discute e individua i problemi e la gerarchia delle urgenze. E per il Pd l'emergenza assoluta è la disoccupazione: “Secondo le nostre stime 600 mila persone potrebbero uscire dal mondo del lavoro senza avere protezione, né ammortizzatori. Questo è il primo dei problemi”.
Un tema che non si può abbinare a quello della riforma delle pensioni. "Da forza riformista, non ci sottrarremo - ha detto - a un confronto di merito sul sistema previdenziale ma sono due argomenti diversi, non c'entrano uno con l'altro. La nostra è una proposta concreta, praticabile; il Governo non dica che è demagogia, un termine utile per i pastoni televisivi ma scorretto. L'operazione di nascondere la crisi non è onesta, non è corretta per il paese. Oggi la crisi è un'emergenza assoluta- aggiunge il segretario del Pd - ed è un delitto insopportabile negarla. La nostra proposta si ferma al 31 dicembre perché speriamo che per quella data sia stata avviata una riforma di sistema degli ammortizzatori sociali". La mozione sarà all'esame della Camera e poi del Senato entro la prossima settimana. Lo dicono Anna Finocchiaro e Marina Sereni .
I capigruppo hanno inviato questa mattina una lettera ai presidenti di Camera e Senato per chiedere che la prossima settimana sia messa in discussione e in votazione una mozione che impegni il governo ad adottare la misura proposta entro il 31 marzo, anche con un decreto urgente, perché in questo caso l'urgenza c'e' davvero ed è la disperazione delle persone.
Il segretario del PD ha chiesto anche al governo di bloccare il licenziamento dei precari nella sanità e nell'amministrazione pubblica, anche per evitare gravi guasti nell'erogazione dei servizi. In generale, sulla questione pensioni "non ci sottrarremo al dibattito. Ma è un tema che non c'entra nulla con quello del sostegno ai disoccupati. E poi serve bloccare subito l'uscita dei precari della scuola e della pubblica amministrazione. Non si può con una mano aiutare i precari e con l'altra aumentare il numero dei lavoratori senza tutele”. 60.000 persone a rischio che come ha spiegato Linda Lanzillotta “ormai da anni lavorano nella pubblica amministrazione e che hanno ruoli per lo più nel reparto sanità e ricerca. Il governo si fermi, è una misura gravissima che va nella direzione opposta agli sforzi per contenere gli effetti della crisi”.
Pa: sui precari opposizione insorge, Brunetta avvia monitoraggio
Roma, 3 mar (Velino) - Non c’è nessun decreto legge sui precari all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Il responsabile della Pa e dell’Innovazione convoca una conferenza stampa per smentire le indiscrezioni su un decreto legge con cui l’esecutivo bloccherebbe il rinnovo del contratto ai lavoratori flessibili delle amministrazioni pubbliche. “Non esiste alcun decreto legge, né tanto meno sarà in discussione al prossimo Cdm” ha detto Brunetta che è tornato a un progetto già annunciato un paio di mesi fa. “Da lunedì partirà un monitoraggio tra le amministrazioni centrali e periferiche su base volontaristica per fare un conto di quanti sono i precari della Pa e a quale tipologia appartengano” ha spiegato il numero uno di Palazzo Vidoni che vuole avere un “affresco definito dei lavoratori atipici”. “Chi non risponderà - ha sottolineato - evidentemente non ha precari da regolarizzare”. Il ministro della Pa ha poi ricordato il caso degli enti di ricerca, per cui si parlava di 50mila-60mila precari e poi “si è scoperto che erano meno di duemila i regolazzabili, che poi sono stati regolarizzati”. Grazie al monitoraggio, “si potrà capire chi sono quelli che rispondono ai criteri concorsuali e il loro contratto verrà prorogato fino al concorso, da farsi entro l’anno”. Secondo dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato, sarebbero circa 400mila i dipendenti che rischiano di non vedersi rinnovato il contratto. Per la precisione, sempre a parere di Corso d’Italia, 200mila precari andrebbero a casa già dal 1 luglio prossimo, insieme ai 130mila contratti a tempo determinato annuale del personale docente e ai 70mila del personale non docente. Sui numeri diffusi dalla Cgil, ironico il commento di Brunetta: “Se sono simili a quelli della partecipazione agli scioperi, allora siamo tranquilli”.
In giornata erano arrivate anche altre prese di posizione da parte di esponenti della minoranza. “Se fosse vero non solo il governo negherebbe l’assegno mensile proposto dal Pd per chi perde il lavoro e non è coperto da ammortizzatori sociali ma addirittura li licenzierebbe e per decreto” aveva detto Paolo Nerozzi (Pd) chiedendo al governo di smentire l’esistenza del decreto legge, mentre Giuliana Carlino, senatrice Idv, si complimentava con Brunetta per “la ricetta del governo per superare la crisi: licenziare per decreto legge tanti precari”. Di “atto politico gravissimo, da parte di un governo irresponsabile che vuole negare il futuro a un numero molto consistente di famiglie italiane” aveva invece parlato il leader del Prc Paolo Ferrero.
martedì 3 marzo 2009
Tempo di tagli: ridotti i prezzi alla bouvette del Senato...
Quando si dice il tempismo e la sincronia delle notizie. Su tutti i giornali campeggiano titoli sul crollo delle Borse e del Pil a -1%. Ieri il presidente del Consiglio ha liquidato con un laconico e infastidito "Non ci sono soldi" la proposta regionevole di estendere anche ai lavoratori precari amortizzatiori sociali in caso di perdita di lavoro, come del resto avviente in altri paesi europei da anni. Il ministro Tremonti nelle stesse ore annuncia che non si potrà procedere alla stabilizzazione dei precari degli enti pubblici: "Non possiamo salvare tutti dalla crisi" ha spiegato con algido realismo. Ebbene, nel mezzo di questo cupio dissolvi di ogni ottimismo residuo, in questo clima da ultima spiaggia, e da chiamata alle armi per salvare il salvabile, Carmelo Lopapa su Repubblica riferisce che i prezzi già scadalosamente bassi della bouvette del Senato, in controtendenza rispetto al'intero andazzo del pianeta, sono stati ulteriormente ridotti di un buon 20%. "Un'operazione a costo zero" fanno sapere dalle alte sfere. Ma il costo vero, salatissimo, rischia di essere la perdita di credibilità, già invero ridotta al lumicino, di una classe politica che sembra vivere su altra Italia, dove un'ottima pasta al ragù costa 1,5 euro, un roast beef di carne di prima scelta 2,50, e un caffè 40 centesimi. (FT)
Dal quotidiano La RepubblicaPRANZO SCONTATO PER I SENATORI
di Carmelo Lopapa
ROMA - La pasta al ragù di ieri dicono fosse ben condita e cotta al punto giusto. E pagarla 1,50 centesimi anziché 1,80 l'ha resa ancora più buona. Carne tenerissima e speziata come si deve per il roast beef servito per secondo. Due euro e non più 2,50. E che dire del caffè? Precipitato a 42 centesimi anziché i 50 pagati fino a venerdì scorso (e che nel famoso bar accanto Palazzo Madama vola a 1 euro per i comuni mortali). Da oggi, quando come ogni martedì torneranno al lavoro dal lungo weekend, i 315 senatori si imbatteranno nella novità che di questi tempi vale doppio: sconto del 20% per tutti i prodotti serviti in buvette. Sì, la novità è quella: dentro il palazzo che è stato dei Medici e di Margherita d'Austria e che ospita uno dei due rami del Parlamento, a differenza di quanto accade fuori e a dispetto delle indennità complessiva da 14 mila euro dei suoi inquilini - i prezzi da ieri mattina anziché aumentare sono diminuiti. Svolta che matura nel giorno in cui crollano le borse, vengono ufficializzati il tracollo del pil 2008 e l'inflazione all'1,6%, insomma fa un certo effetto. Ma va pure detto che al "miracolo" del Senato non corrisponderà un aggravio per le casse pubbliche. L'aggiornamento al contrario del prezziario, si affrettano a precisare i senatori questori, è dovuto all'avvicendamento nella gestione della buvette. Infatti, da ieri è subentrata alla vecchia ditta quella stessa multinazionale "Compass group" che già gestiva da 15 anni il ristorante dei senatori. Prezzi "politici" anche lì, com'è noto, fermi però da qualche tempo. Invece, al bar del primo piano di fronte l'aula, accessibile solo a senatori, funzionari e giornalisti, tac, si taglia di un quinto. Mantenendo ferma per il momento la voce di spesa del bilancio di Palazzo Madama, che per la voce "ristorazione dei senatori" nel 2008 ha comportato un esborso da 1 milione 427 mila euro. "No, la crisi con le riduzione non c'entra. Abbiamo affidato per cinque mesi la gestione a una società che garantiva il medesimo servizio con costi ridotti - spiega il questore Benedetto Adragna (Pd) - C'è già un bando di gara che tra poco tempo ci consentirà di affidare tutti i servizi di ristorazione al medesimo soggetto, con un notevole risparmio". In attesa, subentra la Compass group. "La nostra è una multinazionale, sia chiaro - precisa il direttore del ristorante e della buvette, Giovanni Moralli - e grazie a una serie di economie interne, grazie alle cucine del ristorante di cui già disponiamo nell'edificio, abbiamo potuto garantire l'ulteriore sconto sui prezzi. Partecipiamo alla gara e speriamo dunque di restare". Il ribasso è minimo ma si nota, considerate le cifre già modeste. Elenca il direttore, giusto per farsi un'idea: una spremuta da 1,20 euro a 92 centesimi; panino col prosciutto da 1,50 a 1,17; il tramezzino da 1,20 euro a 96 centesimi; il cappuccino da 0,70 a 58; il the con fette biscottate, gettonatissimo al pomeriggio dalle onorevoli senatrici, da 1 euro a 84 centesimi. E poi tutto giù del 20%, appunto, il liquore come l'aperitivo a 0,93, il pasticcino a 0,46, la birra a 1,60. "La cosa veramente scandalosa è che noi, al bar dei dipendenti al piano di sotto, riservato ai lavoratori, pagheremo adesso di più" lamentava un impiegato ieri pomeriggio sventolando tanto di scontrino. Poca cosa in più: la spremuta giù costa 1,10 euro, il cappuccino 0,60, roba di pochi centesimi, ma è il segnale che a loro no va. "Diciamo la verità, non sono quei pochi centesimi che d'ora in poi risparmieremo che cambieranno la vita di noi senatori - prova a minimizzare una vecchia guardia come Carlo Vizzini (Pdl), presidente della commissione Affari costituzionali - Chi mangia in buvette, contrariamente a quanto si pensa fuori, è un disperato come me, che mangia sempre in piedi come un cavallo perché non ha il tempo di sedere al ristorante. Detto questo, certo, è un'operazione virtuosa a costo zero per il Senato che rischia però di avere un pessimo impatto all'esterno. Si ritirerà fuori la storia della casta. Il momento magari non era dei migliori, ma conta il fatto che sia a costo zero". Sorpreso il dipietrista Francesco "Pancho" Pardi. "Ma sul serio hanno tagliato i prezzi? Ma erano già bassi! Non è che ne avessimo bisogno, inviterei i vertici del Senato a risparmiare, sì, ma in settori più strategici che non a vantaggio della nostra pausa caffè".
P.A.: DAMIANO(PD), NO A LICENZIAMENTI PRECARI. GOVERNO SI FERMI
Precari a rischio: interrogazione a Sacconi dell'on. Ivano Miglioli (Pd)
Modena - Brutte notizie per i giovani precari che lavorano nei servizi pubblici per l'impiego. Il governo ha bloccato per decreto il processo di stabilizzazione dei lavoratori precari avviato dal governo Prodi, quindi a molti di loro non verrà rinnovato il contratto. "Si tratta di giovani diplomati e laureati - spiega l'on. Ivano Miglioli, membro della commissione Lavoro della Camera - che in questi anni hanno dato un contributo fondamentale alla realizzazione di politiche attive per il lavoro. C'è il rischio, venendo a mancare quelle professionalità, che le competenze e le capacità acquisite dai servizi pubblici per l'impiego vadano disperse". Il parlamentare modenese, che sulla questione ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Sacconi, giudica insoddisfacente la risposta data dal governo. In particolare Miglioli rileva come l'esecutivo "per giustificare il mancato rinnovo del contratto, non possa invocare ragioni di natura finanziaria quali il rispetto del patto di stabilità interno, dal momento che la stessa legge approvata dal precedente governo riconosce piena autonomia agli enti locali nell'attuazione del processo di stabilizzazione". Miglioli auspica che il governo modifichi il suo orientamento e proroghi il termine previsto per la stabilizzazione dei lavoratori precari.
La Cgil: 400.000 precari della pubblica amministrazione rischiano il posto
Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la meta' impegnata nella scuola. E' quanto emerge dai dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti - secondo la Cgil - 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che pero' potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unita'. A queste - sempre secondo i dati Cgil - si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unita'. Secondo la Cgil, almeno 30.000 dei precari della scuola perderanno il posto gia' nel 2009, mentre per quelli degli altri comparti del pubblico impiego la stabilizzazione si allontana almeno fino al 2012, anno nel quale potrebbero essere riaperti i concorsi pubblici. Il posto fisso comunque - spiega il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile - sfuma per i 60.000 che rientravano nelle regole fissate per la stabilizzazione dal Governo Prodi (almeno tre anni di lavoro nella pubblica amministrazione nel 2006 e 2007), mentre per altri 50.000 che avevano lavorato nel comparto per meno tempo c'e' il rischio di perdere il posto a causa dello stop ai rinnovi dei contratti dopo tre anni previsto dal decreto legge Tremonti dello scorso anno.Secondo l'ultimo Conto annuale, i lavoratori a tempo determinato (sempre esclusa la scuola) nel 2007 erano concentrati nel servizio sanitario nazionale (35.553, 24.834 delle quali donne) e negli enti locali (44.545, 29.052 delle quali donne), ma anche nelle regioni a statuto speciale (11.261), nelle universita' (5.131) e tra i vigili del fuoco (3.589). I lavoratori socialmente utili (25.213) si concentrano negli enti locali (24.095) mentre i lavoratori interinali (non considerati precari in quanto non dipendenti dell' amministrazione) nel 2007 erano 11.560.
Statali, stop all'assunzione per i precari
Damiano: una scelta sciagurataIl PD chiede più tutele per il lavoratori disoccupati o che rischiano il posto di lavoro. Il governo, invece, li lincenzia. La norma anti-stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione presentata dall’esecutivo, infatti, prevede dal primo luglio 2009 lo stop alla regolarizzazione. Si cancellano così le norme approvate dal governo Prodi con la Finanziaria 2008. Norme che dalla prossima estate avrebbero garantito le sanatorie per i vecchi contratti a tempo determinato. "Una scelta sciagurata", la definisce l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano. "Spero di aver capito male e che ci sia una rapida smentita del governo a proposito delle norme relative alle stabilizzazioni in corso nel pubblico impiego. Infatti - spiega Damiano - secondo una nota di agenzia il cdm di venerdì prossimo potrebbe varare un decreto legge in materia di pubblico impiego che non contiene nessun riferimento alle stabilizzazioni in corso per i precari della P.A.". Secondo Damiano, "si tratterebbe di una scelta sciagurata e inutilmente punitiva, che aggiungerebbe nuova disoccupazione giovanile alla grave situazione esistente. Mentre i governi di tutto il mondo si interrogano sul modo più opportuno per sostenere l`occupazione, il nostro Esecutivo si accanisce contro i precari e rifiuta di utilizzare risorse per estendere a tutti i lavoratori che perdono l`occupazione un assegno mensile di disoccupazione".
"Mi auguro - conclude - che gli esponenti di governo più sensibili alla questione sociale facciano sentire per tempo la loro voce. E` inutile dire che nemmeno l`appello del Papa a favore dei lavoratori e dei più deboli è servito a qualche cosa".
Anche il senatore del PD, Paolo Nerozzi, spera che il governo faccia un passo indietro, “Altrimenti – dice - l'Italia sarebbe l'unico Paese Europeo che invece di attuare politiche a sostegno dei precari, li licenzia per decreto legge".
Spiega Nerozzi: "Non solo il governo boccia la proposta del Pd di estendere gli ammortizzatori sociali ai precari che con questa grave crisi si troveranno senza posto di lavoro. Ma pensa addirittura a un decreto legge per lasciare a casa ben 60.000 lavoratori precari che avevano già dimostrato di avere i requisiti per l'accesso alla stabilizzazione nella P.A.".
"Dalle prime notizie sembrerebbe che il decreto conterrebbe misure addirittura peggiori di quelle previste nel Ddl all'esame del Senato che il governo e la sua maggioranza hanno lasciato fermo da alcuni mesi. Adesso ci chiediamo il perché di tanta fretta. Come può essere 'necessario e urgente' il licenziamento di 60.00 giovani? Forse il ministro Brunetta ha scoperto resistenze all'interno della sua stessa maggioranza?".
Un deciso ‘No’ arriva anche da Carlo Podda, segretario generale Fp-Cgil nazionale. “In una fase tanto critica per l'economia del paese - dice Podda - il Governo, scegliendo di accelerare con un apposito decreto legge lo stop alle stabilizzazioni nel pubblico impiego, commette un atto irresponsabile. Tralasciando per un momento il fatto che parliamo di personale che fornisce servizi essenziali ai cittadini, servizi che in assenza del suddetto personale non saranno più erogabili, risulta incomprensibile come, mentre da più parti si richieda l'estensione delle tutele a tutti quei lavoratori che oggi ne sono sprovvisti, il Governo si comporti come il peggior datore di lavoro, licenziando nei fatti 60mila lavoratori totalmente sprovvisti di ammortizzatori sociali”.
Statali/ Polverini: No blocco stabilizzazione precari
Roma, 3 mar. (Apcom) - La pubblica amministrazione può e deve mantenere intatti i livelli occupazionali, soprattutto se si tratta di precari. "Di fronte alle difficoltà a tenere in vita le imprese e contenere la perdita di posti di lavoro, lo Stato per primo preservi l'occupazione di lavoratori definiti precari ma che in realtà in molti casi operano, con competenza, da anni nel pubblico". Lo ha detto il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, durante la trasmissione Omnibus su La7. Sulla proposta del Pd per un assegno mensile ai disoccupati, per Polverini "serve un obiettivo condiviso tra governo e opposizione per un'organica riforma degli ammortizzatori sociali che il paese insegue dal pacchetto Treu. I lavoratori chiedono di affrontare i problemi con senso di responsabilità senza alimentare forme di conflittualità". "Il governo - ha aggiunto - potrebbe già intervenire per rendere esigibili le risorse sugli ammortizzatori sociali concordate con le regioni sollecitando un accordo nazionale con l'Abi per anticipare l'erogazione".
PENSIONI: DI PIETRO, RIFORMA NON PRIORITARIA, EMERGENZA E' OCCUPAZIONE
P.A.: Nerozzi, "Assurdo dl governo per licenziare e non per sostenere precari"
"Mi auguro che le indiscrezioni della stampa di queste ultime ore non siano fondate. Altrimenti l'Italia sarebbe l'unico Paese Europeo che invece di attuare politiche a sostegno dei precari, li licenzia per decreto legge". Così il senatore del Pd Paolo Nerozzi commenta la notizia secondo la quale il governo starebbe pensando a un decreto legge in cui si dispone lo stop alla stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione, da approvare venerdì in Cdm.
Spiega Nerozzi, "Non solo il governo boccia la proposta del Pd di estendere gli ammortizzatori sociali ai precari che con questa grave crisi si troveranno senza posto di lavoro. Ma pensa addirittura a un decreto legge per lasciare a casa ben 60.000 lavoratori precari che avevano già dimostrato di avere i requisiti per l'accesso alla stabilizzazione nella P.A.".
"Dalle prime notizie sembrerebbe che il decreto conterrebbe misure addirittura peggiori di quelle previste nel Ddl all'esame del Senato che il governo e la sua maggioranza hanno lasciato fermo da alcuni mesi. Adesso ci chiediamo il perché di tanta fretta. Come può essere 'necessario e urgente' il licenziamento di 60.00 giovani? Forse il Ministro Brunetta ha scoperto resistenze all'interno della sua stessa maggioranza?".
P.A.: Damiano e Treu, "Su precari scelta governo sciagurata"
Dichiarazione di Cesare Damiano responsabile lavoro del Pd e di Tiziano Treu senatore del Pd.
"Spero di aver capito male e che ci sia una rapida smentita del governo a proposito delle norme relative alle stabilizzazioni in corso nel pubblico impiego. Infatti, secondo una nota di agenzia il cdm di venerdì prossimo potrebbe varare un decreto legge in materia di pubblico impiego che non contiene nessun riferimento alle stabilizzazioni in corso per i precari della P.A.".
"Si tratterebbe di una scelta sciagurata e inutilmente punitiva, che aggiungerebbe nuova disoccupazione giovanile alla grave situazione esistente. Mentre i governi di tutto il mondo si interrogano sul modo più opportuno per sostenere l’occupazione, il nostro Esecutivo si accanisce contro i precari e rifiuta di utilizzare risorse per estendere a tutti i lavoratori che perdono l’occupazione un assegno mensile di disoccupazione".
"Mi auguro che gli esponenti di governo più sensibili alla questione sociale facciano sentire per tempo la loro voce. E’ inutile dire che nemmeno l’appello del Papa a favore dei lavoratori e dei più deboli è servito a qualche cosa".
Precari nella Pa, Cisl Fp: rinviare il termine per completare la ricognizione
«La Cisl invita il governo a prorogare il termine del 1° luglio, per il tempo necessario a completare la ricognizione del personale che manca nelle amministrazioni e consentire un percorso di continuità e stabilizzazione dei tanti precari che garantiscono servizi pubblici essenziali», è l’invito rivolto dal segretario generale Giovanni Faverin al ministro Brunetta in merito alla bozza di decreto legislativo. «Serviranno infatti sempre più giovani – ha detto inoltre Faverin – per migliorare la qualità delle prestazioni del settore pubblico»
Precari statali, salta l'assunzione Domani vertice con le parti sociali
ROMA - Stop alla regolarizzazione dei precari nel pubblico impiego. Il governo ha preparato un decreto legge per bloccare da luglio le sanatorie per i vecchi contratti a tempo determinato. Il provvedimento dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri di venerdì. Coinvolti - secondo stime della Cgil - fino a 200 mila lavoratori precari. Una decisione "sciagurata e assurda", secondo il Partito democratico. Dunque è con qualche contraddizione che l'emergenza occupazione arriva sul tavolo di Palazzo Chigi. Infatti, nel giorno in cui l'Istat certifica il crollo del Pil nel 2008 (-1 per cento) che ipotecherà in maniera seria il 2009 con il rischio concreto che possano saltare centinaia di migliaia di posti di lavoro, il governo ha convocato sindacati, Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali per domani pomeriggio. L'obiettivo non è tanto nel testo generico della convocazione ufficiale ("ragionamento sull'economia sociale e di mercato") ma in un'affermazione di ieri del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: "Salvare le imprese, le famiglie e quello che c'è di buono nelle banche è quello che possono fare i governi. Se si pensa che i governi possano salvare tutto si finisce che non si salva niente. Perché salvare tutto è una missione divina". Il focus - anche del governo - dunque sembra spostarsi sull'economia reale, dopo aver messo un po' di paletti a difesa del sistema bancario senza però sbloccare l'afflusso di credito alle imprese. Tuttavia, per ora, non c'è un cambio di rotta nell'azione dell'esecutivo. La Finanziaria triennale, approvata a luglio quando la crisi era solo all'inizio, resta un vincolo. Nessuna risorsa aggiuntiva perché il Patto di stabilità europeo non ce lo permette visto l'alto debito pubblico che abbiamo, come ha detto anche ieri il premier Silvio Berlusconi bocciando la proposta del segretario del Pd, Dario Franceschini, di un assegno mensile per tutti disoccupati. Eppure, per una volta, è la proposta dell'opposizione (per realizzarla servirebbero 5-6 miliardi, secondo l'ex ministro Pier Luigi Bersani) a rubare la scena al governo, a catalizzare l'attenzione. Ieri Franceschini ne ha parlato con il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, e oggi sarà la volta della Uil di Luigi Angeletti. La Cisl ha detto un sostanziale sì all'assegno per chi perde il lavoro e il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, si è impegnato a sostenere la proposta. Da tempo i sindacati (compresa l'Ugl) non trovavano una posizione condivisa.
NUOVA STRETTA SUI PRECARI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, ARRIVA DL
ROMA - Nuova stretta sui precari nella pubblica amministrazione: il governo accelera e per bloccare la stabilizzazione, prevista dall'Esecutivo Prodi, di chi non ha il posto fisso ricorre a un nuovo decreto legge. Quattro articoli in tutto che rappresentano un ulteriore giro di vite rispetto a quanto previsto da un precedente disegno di legge: nella bozza del dl salta infatti la norma che 'salva' chi sta per essere assunto. Una scelta "sciagurata", attacca il Pd che continua a incalzare il governo proprio sul fronte dei precari insistendo sulla necessità di ammortizzatori sociali anche per i parasubordinati. "Il premier - dice il neosegretario Dario Franceschini - deve venire in Parlamento a dire alla sua maggioranza di votare contro la nostra proposta". Anche perché, fanno i conti al Pd, non è vero che per l'assegno per i disoccupati servirebbero i 24 miliardi citati dal premier. Ne basta meno di un terzo, "cinque o sei", spiega Pier Luigi Bersani. Niente affatto, taglia corto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dice che quella del Pd è semplicemente "un'idea che lascia il tempo che trova". Nel giorno in cui l'Istat fotografa i dati Pil peggiori dal 1975 (con un calo dell'1%, quasi il doppio rispetto alle previsioni del governo) e i conti di cassa dello Stato segnano un peggioramento rispetto allo scorso anno, registrando nei primi due mesi un fabbisogno di 15,7 miliardi contro i 9 miliardi del 2008, è il mercato del lavoro però a essere sotto i riflettori della politica. Precariato e previdenza sono infatti i due grandi temi che tornano all'ordine del giorno: da Enrico Letta a Pier Ferdinando Casini, sono in molti a chiedere di mettere mano di nuovo alle pensioni in modo da drenare risorse in favore dei più giovani. "Il modo più coerente e concreto - assicura il leader dell'Udc - per pagare l'eventuale bonus ai lavoratori proposto dal Pd è la riforma delle pensioni. Un tema - aggiunge - ineludibile". D'accordo anche l'ex compagno di partito Marco Follini: "Sono due proposte riformiste indivisibili". Il Paese deve cambiare pelle e per fare questo, concorda Enrico Letta, servono due grandi riforme: quella degli ammortizzatori sociali e quella della previdenza. L'idea di rivedere all'insù l'età pensionabile (che convince anche alcuni esponenti della maggioranza come il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto) si scontra con l'altolà di Sacconi: "toccare le pensioni ora - ribadisce - sarebbe un errore". L'unico tema in agenda, sottolinea il ministro, è quello di innalzare l'età pensionabile per le donne, così come richiesto dall'Unione europea. Il dialogo tra gli schieramenti è sempre più difficile, e faticoso resta il confronto anche governo-parti sociali, in particolare quello con la Cgil. La volontà del'Esecutivo di procedere speditamente con le norme anti-precari rappresenta dunque un ennesimo ostacolo ed è assai probabile che anche di questo si parlerà nella riunione in programma per mercoledì a Palazzo Chigi.
Statali, verso stop stabilizzazione precari in dl a Cdm venerdì
Roma, 2 mar. (Apcom) - Entra in un decreto legge ad hoc lo stop alla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione che potranno essere regolarizzati solo per concorso pubblico. La norma era stata inserita nel passaggio alla Camera del ddl Lavoro collegato alla Finanziaria, ma il provvedimento è attualmente fermo all'esame del Senato. Il decreto, che dovrebbe approdare venerdì in Consiglio dei ministri, è composto da 4 articoli e include anche altre misure inserite dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta nel ddl Lavoro.
La norma anti-stabilizzazione dei precari prevede dal primo luglio 2009 lo stop alla regolarizzazione.Si cancellano così le norme approvate dal governo Prodi con la Finanziaria 2008.
STATALI: STRETTA SU ASSUNZIONE PRECARI IN DL
(AGI) - Roma, 2 mar. - Colpo di acceleratore allo stop della stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione: secondo quanto apprende l'Agi, il Governo vorrebbe stringere e inserire la misura in un decreto legge, dando cosi' certezza sui tempi. In pratica, dal primo luglio, per i precari del pubblico impiego sara' piu' difficile ottenere un posto fisso. La norma gia' ribattezzata nei mesi scorsi "anti-precari", era contenuta nel collegato alla Finanziaria scorsa, e il provvedimento e' ancora alla seconda lettura da parte del Senato. Ma ora verra' riproposta al Consiglio dei Ministri in un decreto. Nel dettaglio, la bozza del decreto legge allo studio del governo, prevede che dal primo luglio 2009 siano abrogate alcune norme contenute nelle finanziarie 2007 e 2008 sulle stabilizzazioni e sulla cosiddetta sanatoria (assunzione a tempo indeterminato di personale gia' assunto o utilizzato attraverso tipologie contrattuali a tempo determinato). Le pubbliche amministrazioni potranno bandire, nel rispetto della programmazione del fabbisogno di personale previsto per il triennio 2009-2011, concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti non superiore al tetto del 40% dei posti messi a concorso per il personale non dirigenziale con contratto a termine da almeno tre anni, anche non continuativi. La misura, se applicata, secondo i calcoli dell'Italia dei Valori, comporterebbe dal primo luglio il blocco di 300 mila precari che si vanno ad aggiungere ai 120 mila bloccati dal decreto di luglio.
Resoconto CISL incontro 26/02 con i Commissari
OdG: Esiti di ispezione ICRAM e conseguenti iniziative in materia di assunzioni.
L’amministrazione, vista la conversione in legge del decreto del 30-12-2008 e la conclusione delle verifiche ispettive della graduatoria di stabilizzazione ex ICRAM, comunica che, come è stato già effettuato per la graduatoria ex APAT, si procederà ad avviare la procedura alla luce della legge finanziaria 2008. Questa prima fase si concluderà con le stabilizzazioni di tutti coloro che posseggono i requisiti di legge, ne seguirà una seconda in cui verrà dato inizio all’espletamento delle procedure concorsuali.
L’amministrazione ha ultimato le verifiche interne richieste dalla Funzione Pubblica a seguito dell’ispezione ICRAM e ha constatato che soltanto 35 TD hanno i requisiti ai sensi della finanziaria 2008. Pertanto, lunedì 2 marzo c.a. sarà emanato il bando interno per ex ICRAM ai sensi della finanziaria 2008 da cui scaturirà un’unica graduatoria (ELENCO) ISPRA. Poiché, si prevedono in tutto 204 stabilizzazioni di cui 169 unità ex
Sulla base delle stabilizzazioni e della circolare di FP di gennaio 2009 si rimodulerà il fabbisogno triennale di personale che rispetto all’ultima proposta potrà prevedere maggiori assunzioni solo per l’anno 2011, con l’utilizzo del turn-over (rispettivamente 1 assunzione a fronte di 1 pensionamento) ai fini delle assunzioni dal 2010 e perciò stesso delle risorse finanziarie disponibili.
Sono in fase di predisposizione le previste procedure concorsuali cui sarà dedicata particolare attenzione alla salvaguardia del personale precario non inserito nel processo di stabilizzazione attraverso una opportuna individuazione dei profili da inserire nel bando.
In tal senso si stanno effettuando verifiche con i vari capi servizi dell’ente per definire/formulare il fabbisogno, in termini di attività da espletare, e la tipologia di profili necessari.
- ribadisce che la programmazione triennale del fabbisogno fornita dall’amministrazione è insufficiente rispetto alle posizioni vacanti in pianta organica (575);
- stigmatizza la mancata suddivisione per profili, da specificarsi anche per le assunzioni obbligatorie (categorie protette);
- osserva inoltre che dal 2010 il turn-over deve essere inteso non quale mera sostituzione numerica ma come utilizzo completo delle risorse finanziarie al fine di favorire il maggior numero di assunzioni, come peraltro illustrato nell’incontro tra Funzione Pubblica e rappresentanti degli EPR (vedi “mille proroghe”).
E ancora:
- i 14 stabilizzati dell’ex graduatoria
- ai rimanenti TD ISPRA, privi dei requisiti per la stabilizzazione, sia dedicata una “corsia preferenziale” attraverso un’apposita selezione ai sensi dell’art. 5 del CCNL vigente.
Infine, viene chiesto il coinvolgimento delle OO.SS. per l’individuazione dei profili concorsuali.
Sulla base delle richiesta della CISL e delle altre OO.SS. l’amministrazione si impegna a verificare la corretta modalità del turn over da applicare nel 2010, di stabilizzare tutti gli aventi diritto e a assumere i 14 vincitori di concorso (TI ex ICRAM) entro i primi di Aprile 2009 e a confrontarsi con le OO.SS. per il perfezionamento dell’iter concorsuale e nel processo di riorganizzazione dell’ISPRA a partire dall’emanando Statuto dell’Istituto.
lunedì 2 marzo 2009
Resoconto UIL incontro 26/02 con i Commissari
Giovedì 26 febbraio si è tenuta la riunione tra ISPRA e OO.SS. sugli “Esiti dell’ispezione Icram e conseguenti iniziative in materia di assunzioni”.
L’amministrazione dopo aver sottolineato l’importanza della riunione, che rappresenta un momento significativo nel percorso di stabilizzazione del personale ISPRA, ha comunicato gli esiti dell’ispezione svolta dai funzionari del ministero della Funzione Pubblica sulla graduatoria degli stabilizzandi ex-ICRAM.
Nel dettaglio l’amministrazione ha annunciato che, dalle verifiche fatte sui singoli fascicoli, sono stati accertati 3 titolari di stabilizzazione ai sensi della finanziaria 2007, e 32 ai sensi della finanziaria 2008.
A fronte di questa situazione l’amministrazione, in analogia a quanto avvenuto in ex-APAT, si appresta ad avviare una procedura di stabilizzazione 2008 per il personale ex-ICRAM a valle della quale poi nell’ordine procederà a:
-redigere il fabbisogno di personale;
-assumere i 14 vincitori del concorso a tempo indeterminato ex-ICRAM;
-stabilizzare il personale ISPRA in possesso dei requisiti.
La tempistica indicata dall’amministrazione per completare tutta l’operazione è così riassumibile:
- Lunedì 2 marzo - pubblicazione del bando stabilizzazioni 2008 ex-ICRAM;
- Giovedì 12 marzo - termine ultimo per la presentazione delle istanze di stabilizzazione;
- Settimana dal 16 al 21 marzo - verifica delle istanze da parte dell’amministrazione;
- Settimana dal 23 al 27 marzo - pubblicazione delle graduatorie, predisposizione definitiva del fabbisogno del personale, avvio delle procedure selettive per gli stabilizzandi ex-ICRAM non assunti con procedura concorsuale da concludersi entro il 27 marzo;
- Ultima settimana di marzo - assunzione del personale vincitore di concorso a tempo indeterminato ex-ICRAM;
- Sottoscrizione contratti a tempo indeterminato per il personale ISPRA titolare di stabilizzazione con unica decorrenza, da individuare nei primi giorni di Aprile.
Concluse le procedure di stabilizzazione, l’amministrazione avvierà le procedure concorsuali per le quali si cercherà comunque di valutare adeguatamente le attività svolte dai precari ISPRA non stabilizzati. L’amministrazione ha poi ribadito che le procedure e la predisposizione dei bandi saranno oggetto di approfondito confronto con le OO.SS..
Quindi sono stati forniti i dati economici relativi alle disponibilità per stabilizzazioni/assunzioni, con riferimento ai vincoli di spesa, limitati dalla norma all’80% delle entrate complessive dell'Ente.
Sulla definizione di “personale in possesso dei requisiti”, abbiamo ancora una volta messo in evidenza la diversità di interpretazione della norma sulle stabilizzazioni che, a nostro avviso, include anche il personale prorogato prima dell’entrata in vigore delle leggi finanziarie 2007 e 2008, come, ad esempio, il personale degli scorrimenti graduatorie ex-APAT. Su questa ultima specifica questione sono comunque già stati avviati ricorsi al TAR ed al Giudice del Lavoro.
Riguardo l’esito delle graduatorie ex-ICRAM, non possiamo fare a meno di porre in risalto l’irresponsabilità e la superficialità di coloro che, alimentando una sconsiderata “guerra fra precari”, hanno sollecitato alcuni colleghi dell’Istituto ad avanzare richieste incoerenti, formalizzate nella diffida ai Commissari ISPRA. Ci auguriamo che queste vicende siano almeno utili a formare bagaglio di esperienza e che soprattutto non vengano dimenticate, come purtroppo troppo spesso accade.
Nel corso della riunione abbiamo poi sottolineato la necessità di predisporre il fabbisogno triennale facendo riferimento alla somma delle dotazioni organiche degli enti confluiti in ISPRA. Sul punto l’amministrazione ha dichiarato che, rispetto alla bozza presentata nella precedente riunione, sarà incrementato il numero di unità, con particolare riferimento all’anno 2011. Sull’entità dell’incremento però ancora non sono state fornite indicazioni.
In ogni caso l’amministrazione dovrà necessariamente utilizzare tutti gli strumenti normativi (CCNL compreso) per non disperdere le professionalità del personale in servizio nell’ISPRA.
A seguito della nostre ripetute sollecitazioni il Commissario si è impegnato a formalizzare in un comunicato, atteso per oggi, il percorso e la tempistica delle procedure per le stabilizzazioni illustrate durante l’incontro.
Il quadro di disponibilità di risorse esposto dall’amministrazione rappresenta il punto di massima preoccupazione e criticità. Questo, infatti, si basa sul recupero, a giugno, delle risorse utilizzate per i contratti di collaborazione e, a novembre, di quelle relative ai TD non stabilizzabili, con la conseguente cessazione dei rapporti di lavoro, situazione già sperimentata dalle oltre venti unità di personale ISPRA (cococo e td già scaduti) che ancora non vedono concretizzarsi la possibilità di proroga del contratto.
In attesa della conclusione delle procedure concorsuali e comunque sino al completamento della dotazione organica, la contemporanea cessazione di centinaia di unità di personale metterebbe a rischio di paralisi interi settori di intervento, anche di stretto interesse del MATTM.
Nelle prossime riunioni dovrà, quindi, essere necessariamente affrontato -interessando anche il ministero vigilante- il tema del mantenimento in servizio del personale precario almeno fino al 31 dicembre 2009.
Ciò permetterebbe di disporre del tempo necessario a favorire ogni possibile incremento delle entrate complessive dell’Istituto (finanziamento ordinario, convenzioni e progetti) che è direttamente correlato ad una maggiore possibilità di mantenimento in servizio/assunzione di personale anche per gli anni successivi.
In chiusura di riunione le OO.SS. hanno chiesto informazioni sugli istituti contrattuali ancora non applicati, in particolare progressioni di carriera e salari accessori.
L’amministrazione ha comunicato di essere in attesa della convocazione con F.P. e M.E.F. per il tavolo sul salario accessorio 2006-2008 ex-APAT previsto per questa settimana e che informerà tempestivamente le OO.SS. sugli esiti.
A fronte delle dimissioni di alcuni dei componenti delle commissioni esaminatrici, sono state avviate le procedure di nomina dei nuovi componenti.
Riguardo l’applicazione dell’accordo sulle progressioni dei livelli ex- APAT IV-IX al 2005 il testo sarà inviato in settimana ai revisori ISPRA. Le oo.ss. non riterranno giustificabili ulteriori ritardi.
In occasione della prossima riunione chiederemo di trovare contestuale soluzione anche per il concorso INFS ex-art.64 ancora bloccato.
Nel corso dell’assemblea UIL di domani 3 marzo, oltre al confronto sui temi sopra esposti, saranno illustrate le novità relative al CCNL 2006-2009, sottoscritto in ipotesi il 24 febbraio 2009.