LA PETIZIONE DA FIRMARE

martedì 17 marzo 2009

Vivere low cost

L'alfabeto della crisi. Cosa fare per sopravvivere

di Daniela Amenta e Alessia Grossi

Il traguardo non è più la fine del mese, ma la terza settimana. E’ la crisi, bellezza. Altro che ottimismo per negare l’evidenza. Così, per restare a galla bisogna inventarsi un altro stile di vita. Cambiare i consumi vuol dire modificare la filosofia che ne è la base, recuperare l’etica del consumo stesso. Una vita più sobria passa anche attraverso l’ecologia, forme autarchiche di sopravvivenza, recupero della cultura della morigeratezza, del risparmio. Riapplicare i modelli dell’Italia del dopoguerra: abolire gli sprechi, ricominciare a fare da sé, risparmiare l’energia, l’acqua, le materie prime. Anche queste sono forme di resistenza.

A - ACQUISTI SOLIDALI
Si chiamano Gas, Gruppi di Acquisto solidale. Sono gruppi di persone che acquistano insieme all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune da ridistribuire tra loro. Si compra direttamente dal produttore locale, scegliendo prodotti biologici ed ecologici che siano stati prodotto nel rispetto delle condizioni di lavoro. Si riducono così l’inquinamento per il trasporto delle merci, i costi della distribuzione e insieme si verificano le singole scelte al consumo. I Gas stanno crescendo a dismisura, al punto che per riuscire a farne parte in più posti si è arrivati ormai a stilare liste d’attesa per i consumatori. Ci si coalizza tra amici, parenti, interi condomini o in ufficio. E per giunta si socializza.

B - BICICLETTA
Non inquina e mantiene in forma. È lo stile dei bikers, quelli che all’auto preferiscono la bicicletta. Lo stile diventa un must quando il costo della benzina non scende e lo smog annebbia la città. Si può andare con la propria bici o affittarla con il Bikesharing. In questo caso se si ha la fortuna di abitare in una città in cui è attivo il servizio, girare su due ruote è ancora più semplice. Si può prendere la bici in un punto di bikesharing e lasciarla in un altro, risparmiandosi così di doversela portare dietro necessariamente. Basta una tessera magnetica e la giusta elasticità mentale e motoria e la vita nel traffico è può essere meno spiacevole. Del resto che sia con la propria o con una affittata, pedalare non inquina e non crea problemi di parcheggio. In più «è più conveniente in termini di velocità di spostamento, impatto ambientale, energia globalmente spesa».

C - CUCINA

In voga la cucina semplice ma buona. Dalla pasta con le patate alle ricette gustose e sane per i bambini. Per imparare a cucinare tornano utili le ricette della nonna, ad esempio di nonna Clara, l’anziana italo-americana che su YouTube offre dimostrazioni della cucina della Grande Depressione. Soprattutto pasta, in tutte le salse, per esempio con patate, piselli e uova. È inglese, invece, il ricettario semplice per mamme senza soldi e senza tempo diventato un best seller. Insomma, anche la cucina è low cost, non solo negli Usa e nel Regno Unito. Si mangia sano, si eliminano spese superflue, e il piatto non piange.

D - DETERSIVI
Abracadabra. È solo un esempio, ma anche il più riuscito. Risponde all’indirizzo biodetersivi.altervista.org ed è una vera scuola di pozioni dove imparare a fare i detersivi in casa. Non soltanto quelli per piatti e stoviglie, ma anche quello da mettere nello spruzzino per i vetri, lo sturalavandini, i deodoranti per ambienti, l’anticalcare e addirittura gli stessi dosatori di detersivi. Basta una regola base: non mescolare mai prodotti acidi con prodotti basici e si possono inventare anche nuove ricette. È la strada della bio-allegria.

E - ENERGIA
Un manuale per risparmiare la Terra. A volte basta poco per non sprecare energia. In Rete si trovano manuali di ogni genere a riguardo. Scaricabile quello degli «Amici della Terra Onlus», (www.amicidellaterra.org) che consiglia: lampadine a fluorescenza compatta, spegnere sempre gli apparecchi elettrici, non tenere aperti i rubinetti o montare i frangiflusso per avere la sensazione di toccare più acqua di quella che si lascia scorrere. Anche sulla carta si può risparmiare scrivendo su entrambi i lati di uno stesso foglio. Ogni altro accorgimento è utile se lo spreco non è necessario.

F - FAI DA TE
Il risparmio è più casalingo che mai con il «Fai da te», un vero e proprio ritorno ai preparati in casa. Si riscopre in tutto il mondo, occidente in particolare, che se i contenitori hanno un prezzo, anche per l’ambiente, e gli alimentari costano troppo, meglio provare a fare da sé. In casa si possono fare yogurt, pane, burro, birra, cioccolato, biscotti, gelato, vino e anche i liquori. Come? La blogosfera si mobilita, su www.risparmiare-risparmiando, ad esempio, si trovano consigli, istruzioni e procedimenti per ogni tipo di bricolage, anche quello culinario.

G - GRATIS
Vivere del tutto gratis è difficile, ma qualcosa si può fare anche non pagando. E il web aiuta anche in questo. In Rete si trova un po’ di tutto. C’è la comunità che regala oggetti che non servono: www.freecycle.it. La directory mondiale dei punti wi-fi dove è possibile navigare in Internet gratuitamente http://anchorefree.com. Siti di scambi di ospitalità gratuita come www.servas.it o www.hospitalityclub.org. o il blog del baratto per antonomasia http://oneredpaperclip.blogspot.com. Fuori dalla Rete torna utile l’ultima pagina dei giornali di annunci, quella in cui si offrono oggetti gratuitamente. E per viversi la città a volta basta dare un’occhiata alla voce “gratis” delle guide alla programmazione del week end. Al museo ci si può andare la domenica al mese in cui è gratis e un buon libro si può leggere anche nelle biblioteche comunali. Esistono ancora.

H - HOUSE
L’isolamento è in controtendenza. Per risparmiare sui servizi casalinghi e condividere l’abitazione arriva anche in Italia il Cohousing. È la filosofia del «vicinato elettivo», un piccolo villaggio, per lo più in centri metropolitani, in cui l’idea della casa singola si unisce a quella della «comune». Gli inquilini condividono beni, come giardino o orto, e si dividono spese per servizi, come lavanderia e asili nido. A Milano come negli Usa i coinquilini si incontrano su Internet e si scelgono tra loro. E anche se ogni progetto di cohousing ha una storia diversa e caratteristiche proprie – esistono comunità per anziani, quelle per single, quelle formate da giovani coppie con figli piccoli, quelle in via di formazione per persone con problematiche specifiche – la filosofia che sta alla base dei progetti di coresidenza fa sì che tra loro abbiano dei tratti comuni. La filosofia della condivisione, infatti, viene applicata fin dalle fondamenta del progetto di cohousing. Ogni futuro cohouser partecipa alla progettazione del “villaggio” in cui vivrà. Elegge attraverso una community virtuale il vicinato e via via che il progetto prende forma consolida la conoscenza. Per diventare cohouser e farsi promotori del progetto nella propria città iniziate a visitare il sito www.cohousing.it.

I - INTERNET

L’era del risparmio e del nuovo stile di vita più morigerato parla soprattutto attraverso Internet. Dai blog come l’italiano www.ecoblog.ilcannocchiale.it, che offre uno sguardo su ecologia, ambiente, energie rinnovabili e cucina vegetariana, alle radio online come www.lifegate.it, che sostengono l’ambiente attraverso musica e informazione ecosostenibile. Ma la Rete è verde e partecipativa ormai quasi per definizione con il Web 2.0. Online si può consultare e compilare un’enciclopedia con www.wikipedia.org, scaricare programmi gratis con www.gratisdownload.it, seguire lo sport su http://livetv.ru/it/, o pubblicarsi da sé anche un libro, un cd o un video senza costi iniziali mantenendo il diritto d’autore. Ancora di musica si parla con la piattaforma www.jamendo.com, che offre la possibilità di scaricare e ascoltare legalmente più di 15000 album completi e singoli brani, oppure pubblicare musica sotto licenza libera, cosiddetta «Copyleft», e lasciarla circolare liberamente in Rete.

L - LOOK
Ricerca nei mercatini dell’usato, acquisti alle aste via Internet, affitto di accessori firmati e non solo su Web. Il look primavera estate e anche autunno inverno del 2009 unisce risparmio e fantasia. Da Londra arriva un suggerimento: il guardaroba in comune tra amiche. Basta mettere insieme un fondo mensile comune per gli acquisti, un armadio unico e l’affiatamento giusto per non litigarsi i capi. In Italia il look è salvo con Ego, il guardaroba ecologico organizzato. Sul sito www.suiteatwork.it si scelgono i vestiti ogni settimana, si prendono in prestito e poi si riconsegnano. Lavaggio e stiratura sono compresi nel prezzo. Con il look gratis poi ci si diverte anche. Buttandosi nelle feste dedicate al baratto. Anglofonizzato il fenomeno si chiama «Swap Party», o più comprensibilmente «Festa del Baratto», o meglio ancora «scambio di stagione». È questo il caso in cui si rinnova il guardaroba senza spendere un euro e si rinsalda l’amicizia. Ci si limita a tirare fuori dall’armadio ciò che non si utilizza più, a patto che sia in buone condizioni, si organizza una festa in casa, o in un locale tra amiche, colleghe e conoscenti e ci si scambia abiti e accessori. Nell’era di Internet è chiaro che il baratto è anche online su appositi siti dedicati allo «swap». E se dovete sposarvi date un occhio ai siti indiani: ci sono degli abiti per le nozze decisamente vintage ma molto economici e dalla fattura unica.

M - MAQUILLAGE
Un sito per realizzare il sapone in casa (ilmiosapone.it) e un intero forum per le appassionate di maquillage eco ed economico, due aggettivi che ormai viaggiano assieme. Si chiama “Sai cosa ti spalmi?”, sottotitolo “Come farsi belli senza distruggere il pianeta” (www.saicosatispalmi.org) e rappresenta una fonte inesauribile di dritte per fare da soli il rossetto o la cipria. Le basi sono quelle dell’erboristeria. Il resto è frutto di sperimentazioni biologiche con sorelle che fanno da cavie e amiche disposte a provare un gloss “che si appiccica sulle labbra almeno sei ore”. Se leggere non vi basta, cercate su YouTube i video di Makeup Tutorial dove la giovane Clio si arma di spatole e ombretti per realizzare il rossetto del colore adatto alla giornata. Profumi autarchici, creme fatte in casa, deodoranti e sali da bagno. Una miniera di informazioni, trattate in modo divertente ma senza leggerezza.

N - NO LOGO

Partendo dal saggio di Naomi Klein, si è sviluppato un intero movimento che rifiuta le marche e applica il nocopyright e il copyleft come filosofia ed etica politica. Il no logo si applica anche all’abbigliamento che cancella il brand ed è quindi più economico, più ecologico, dalla parte del lavoratore e del consumatore. Per esempio AdBusters è un’associazione no profit che da anni combatte contro lo strapotere della pubblicità e delle multinazionali. Così sono nate le BlackSpot Sneaker, scarpe simili alle Converse, prodotte in Portogallo da una famiglia di imprenditori senza sfruttare gli operai, senza delocalizzazioni selvagge e senza utilizzare materiali provenienti dall’uccisione di animali. Sono vendute in tutto il mondo tramite www.adbusters.org/campaigns/blackspot. La scarpa, prodotta totalmente in materiale naturale, è biodegradabile al 70%, la suola è rinforzata perché duri nel tempo e la produzione non richiede l’uso di agenti chimici.

O - ORTO
Il massimo sarebbe usare la terrazza condominiale e trasformarla in un giardino pensile. I vantaggi che si possono ottenere, oltre che estetici, sono anche funzionali: viene infatti ridotta l’escursione termica, aumenta il risparmio energetico, migliora l’isolamento termo-acustico e si riduce l’inquinamento ambientale, grazie alla cattura delle polveri sottili. In alcune regioni il “tetto verde” è incentivato anche a livello economico. In assenza di un grande terrazzo, basta un balcone. Oltre alle piante aromatiche, si possono coltivare ortaggi (pomodori, zucchine e melanzane, ad esempio), fragole e insalata. Sul web ci sono decine di blog dedicati all’argomento (da erbaviola.com a florablog.it) fino ai libri: da “Il balcone dell’indipendenza” di Stampa Alternativa alla bibbia verde (”Il nuovo libro delle erbe”) di Jekka McVicar. Basta dotarsi degli strumenti necessari e di moltissima pazienza.

P - PANE
Considerati i costi di rosette e pagnotte, niente affatto comparabili con gli aumenti delle materie prime, tanto vale fare da sé, a casa propria. Sul sito panefattoincasa.net, vengono spiegati tutti i passaggi necessari per impastare e cuocere, e raccontati nel dettaglio i lieviti da usare e i tipi di farina. Per i pigri che detestano sperimentare e per i neofiti si può cominciare acquistando la macchina del pane, piccolo robot che impasta. Per tutti gli altri vale la pena di provare e riprovare. Serve circa mezz’ora di tempo da dedicare al “prodotto” ma tra spese di materie prime e uso del forno a gas si spendono al massimo 60 centesimi per un chilo di pane, contro i tre euro che si lasciano dal fornaio.

Q - «Q» IL LIBRO
È l’ultimo libro del collettivo situazionista Luther Blissett che darà poi vita a Wu Ming Foundation. Il primo in cui viene affrontata la forma romanzo. Come gli altri realizzati dalla “fondazione” è scaricabile gratuitamente dal sito wumingfoundation.com. Ogni loro testo, saggio o racconto reca la dicitura “si consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali”. Citando Dickens gli autori spiegano che “Comunicare col pubblico in tutti i modi è una fatica d’amore”. Un download legale, da abbinare col bookcrossing, la pratica di lasciare nei luoghi pubblici un libro perché venga letto e scambiato dal più alto numero di persone.

R - ROADSHARING
È l’autostop del Terzo Millennio. Dove? Sul sito Roadsharing.com, in quattro lingue, dove tutti possono inserire il proprio percorso e la propria meta per fare almeno un pezzo di strada insieme, che si parta per una vacanza “on the road” come Sal Paradise, protagonista narrante del celeberrimo libro di Jack Kerouac o si vada a lavoro come migliaia di pendolari. Grazie a GoogleMaps e Google Transit si inserisce facilmente il percorso. Poi basta attendere, comodamente seduti davanti al pc, che qualcuno passi di lì e clicchi lo stesso percorso. Un modo ecologico, economico e comodo di viaggiare, insomma, che usa la tecnologia di condivisione più attuale: il Web 2.0.

S - SPINA
Detersivi, latte, acqua e perfino grappa alla spina. Si risparmia e non si inquina. Una buona abitudine inaugurata circa due anni fa in Italia ma che sta dando risultati apprezzabilissimi. Solo in Piemonte nel 2008 si è evitata la produzione di 6 tonnellate di plastica e di 3 tonnellate di cartone e si è ridotto il consumo di acqua di 26 milioni di litri. Dati forniti da Ecoalfabeta.blogosfere.it che riporta l’elenco dei supermarket e degli esercizi commerciali che hanno aderito. Nei 12 punti Eco della Crai si vendono alla spina anche caffé, cereali, pasta, riso, caramelle, legumi, spezie, frutta secca. E poiché le confezioni incidono sul costo finale del 30 per cento, il conto è presto fatto. Per quel che riguarda il latte alla spina, l’elenco dei rivenditori è sul sito della Coldiretti. Per chi abita a Roma, vale la pena di visitare biola.it: si trovano gli spostamenti del distributore itinerante di latte crudo e formaggi della Cooperativa Testa di Lepre.

T - TERMOSIFONI
Per chi possiede una propria caldaia vale sempre la regola della prevenzione: una buona manutenzione annuale permette di evitare incidenti rischiosissimi e risparmiare. Ecoage.com, il portale, ecologista indipendente, offre una serie di suggerimenti che messi in pratica riducono per davvero la bolletta. Intanto isolare il cassetto degli avvolgibili sopra la finestra o evitare gli spifferi semplicemente chiudendo le porte e abbassando le tapparelle, è un buon metodo per non disperdere calore. In assenza di doppi vetri e pareti coibentate, basta spurgare regolarmente l’aria in accesso dai radiatori. Vietato coprirli con mobili o tende. Se il termosifone è sotto una finestra, lavorerà di più. Per aumentarne l’efficienza è sufficiente porre una tavola di materiale isolante tra parete e termosifone. Preferire sempre le caldaie a condensazione: si risparmia fino al 20% di metano.

U - UBUNTU
Ubuntu è un sistema operativo libero e completamente gratuito basato su Linux e rientra nella categoria degli “open source”. È un approccio collaborativo allo sviluppo dei programmi: il codice sorgente, il cuore di ogni applicazione è infatti aperto e modificabile da parte di tutti. Questo comporta un continuo miglioramento del programma, una maggiore sicurezza e stabilità (il programma non si blocca o chiude improvvisamente facendo perdere tutto il lavoro) e una documentazione praticamente infinita. Nel caso si Ubuntu si aggiunge anche la facilità di utilizzo. È perfetto per computer portatili, desktop e server e fornisce applicazioni adatte ad ogni esigenza, per l’uso in casa, a scuola o a lavoro. Non si deve mai pagare alcun costo di licenza, né perdere tanto tempo per l’istallazione. Si contrappone al mondo “chiuso” e caro della Microsoft di Bill Gates e delle case che producono applicazioni. Ubuntu prende il nome da un’antica parola africana che significa “umanità agli altri”, oppure “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”. La comunità è molto attiva, fornisce sopporto e consigli a tutti, e ha sviluppato oltre duemila pacchetti di programmi disponibili gratuitamente via internet. C’è anche un servizio destinato a chi, non avendo una connessione veloce a internet, impiegherebbe troppo tempo per scaricare l’ultima versione di Ubuntu: il cd con Ubuntu si può ordinare gratuitamente e la versione desiderata che verrà recapitata a casa in brevissimo tempo.

V - VACANZE

Voli low cost, naturalmente, da programmare mesi prima su Internet. In tal senso il sito zingarate.com offre un validissimo supporto. In primo piano non solo i viaggi in aereo a prezzi stracciati, ma anche dritte, consigli e suggerimenti su dove alloggiare, come trovarsi un amico per dividere le spese e un forum per evitare le ingenuità del turista fai da te. Per i fortunati che possiedono una casa, lo scambio dell’abitazione è una delle opportunità più gettonate. Basta fare una visitina al vari siti specializzati. Annalisa Pujatti di Homelink.it, uno dei circuiti internazionali più gettonati, assicura che le iscrizioni sono cresciute negli ultimi mesi del 20%. “E si ha la certezza - aggiunge - di confrontarsi con una clientela selezionata che terrà casa vostra esattamente come l’avete lasciata”. E per chi non ha un appartamento tutto suo, basta il divano. Sono oltre 957mila gli iscritti al sito Couchsurfing.com. presentare il proprio «profilo», indicare la propria disponibilità - che sia un divano o una camera da letto - specificando per quante notti il nostro ospite potrà usufruirne, e aspettare che qualcuno si metta in contatto con noi. Stiano tranquilli quelli che non hanno a disposizione neanche un divano, per essere un vero couchsurfer non è necessario averne uno libero. È sufficiente scrivere quello che si ha da condividere, il nostro ospite si accontenterà anche di una valida guida turistica sul posto, o anche di un paio d’ore libere per un caffè con un abitante del luogo. La regola è quella, oramai, un po’ desueta dell’ospitalità. Nulla di nuovo, ma funziona.

Z - ZERO CHILOMETRI
Comprare prodotti locali permette non solo di ridurre l’inquinamento (le merci vengono trasportate per brevissimi tratti invece che subire trasbordi lunghi migliaia di chilometri) ma offre al consumatore la garanzia di prodotti rintracciabili, dunque molto più freschi, di maggiore qualità e a un prezzo assai più conveniente. Risparmio economico ed energetico in un colpo solo. Secondo la Coldiretti scegliendo prodotti locali e di stagione si possono risparmiare più di cento euro al mese sui 467 euro che ogni famiglia versa in media mensilmente per alimenti e bevande. Acquistando direttamente nelle quasi 50mila imprese agricole nazionali è possibile ridurre di un terzo il costo della spesa mentre il latte fresco è disponibile ad un prezzo ridotto di oltre il 30 per cento in uno dei tanti distributori automatici sparsi su tutto il territorio la cui lista è consultabile sul sito www. coldiretti it. A chilometri zero esistono anche una serie di ristoranti, soprattutto in Veneto: tre nel padovano, uno a Rovigo, uno nel Trevigiano. La territorialità diventa la cifra culturale. Come nella gelateria Zeno, in pieno centro di Verona, che usa uva spina, ribes, fragoline e marasche della zona mescolate al latte e alle uova che provengono dagli allevamenti del Monte Baldo.

Lo tsunami disoccupazione


Berlusconi ed il governo di centro-destra insistono con la propaganda senza far nulla per contrastare la crisi. Mentre il fenomeno esplode.

L’Ires-Cgil ha calcolato che saranno circa mezzo milione in più i disoccupati nel 2009. Nel triennio 2008-2010 i posti di lavoro che verranno persi saranno drammaticamente oltre un milione. Secondo l’ufficio studio della Cgil nel 2010 i disoccupati potranno arrivare a 2,6 milioni contro il milione e mezzo del 2007. Tra il 2007 e il 2008 sarebbero stati persi circa 350 mila posti, portando il totale dei disoccupati da 1,506 milioni a 1,854 milioni. Nel 2009, in particolare, la crescita sarebbe di 498 mila persone, per un totale di cittadini senza lavoro di 2,350 milioni, cifra che salirebbe di altre 334 mila unità nel 2010, portando, nell’ipotesi peggiore, ad un esercito di 2,686 milioni di disoccupati, pari ad un tasso di disoccupazione del 10,1 per cento. Nel caso più ottimistico dell’evoluzione della crisi nel 2010 il tasso di disoccupazione potrebbe, per l’Ires, essere del 9 per cento, con un totale di disoccupati di 2,294 milioni di unità. Per capire in particolare il vero e proprio uragano che sta spazzando via settori consistenti del mondo del lavoro sono interessanti i dati del Friuli Venezia Giulia. Oltre alla disoccupazione, anche la cassa integrazione è in una fase di crescita inarrestabile. Dall’inizio dell’anno nella regione sono circa 21mila i lavoratori coinvolti dall’aumento della cig, mentre 2.500 i posti di lavoro già persi. La crisi interessa tutti i settori, ma colpisce in modo più pesante il comparto della meccanica, dove si concentra la metà delle ore complessive di cassa integrazione autorizzate dall’Inps nei primi due mesi del 2009. Franco Belci, segretario della Cgil, ha reso noti i dati a Trieste, in occasione della presentazione dei motivi che hanno indotto il suo sindacato a proclamare uno sciopero generale per domani. L’agitazione ’solitaria’ della Cgil si inquadra in una fitta rete di iniziative in tutt’Italia che porteranno alla manifestazione nazionale in programma a Roma il 4 aprile prossimo. Belci ha dichiarato: “Una crisi come questa richiede una risposta straordinaria dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Per questo già a dicembre avevamo chiesto al Governo un ‘pacchetto anticrisi’ di almeno 25 miliardi. Oggi tutti riconoscono che avevamo ragione, ma siamo ancora molto distanti da quella cifra e solo con molta fatica, e grazie alla nostra mobilitazione, sono stati trovati 8 miliardi per gli ammortizzatori, che peraltro non sono ancora stati messi a disposizione”. In Friuli le ore di cassa integrazione registrate nel bimestre gennaio febbraio nella regione sono state 1.375mila, oltre il doppio rispetto alle 667mila dello stesso periodo nel 2008. Radicalmente cambiata anche la natura degli interventi: se l’anno scorso si erano registrate 127mila ore di cassa integrazione ordinaria e 540mila straordinaria, nel 2009 il rapporto si è rovesciato, passando a quasi 1 milione di ore di Cig (+675) a fronte di circa 400mila di Cigs (-27). I lavoratori coinvolti dalla cassa sono oltre 21mila, anche se con caratteristiche e tempi che variano da azienda ad azienda: “In alcune siamo di fronte a un blocco totale della produzione”, ha spiegato Belci, “nella maggior parte dei casi il ricorso agli ammortizzatori sociali non e’ continuativo ed e’ fatto a rotazione o non riguarda tutti i dipendenti. Un milione e 400mila ore in due mesi, in ogni caso, equivalgono a oltre 4.000 lavoratori fermi ogni mese. Senza considerare che a gennaio la maggioranza delle aziende ha effettuato ferie prolungate e questo ha consentito di abbassare di molto il ricorso agli ammortizzatori: nel solo mese di febbraio si e’ registrato circa 1 milione di ore di cassa integrazione”. Nell’analisi dei dati settoriali spicca quello delle meccanica, che assorbe la metà degli interventi (48) e registra un aumento esponenziale rispetto al 2007. In forte crisi anche un altro comparto-chiave per l’economia regionale, quello del legno: già 219mila le ore complessive di cassa integrazione, pari al 16 per cento del totale e con un vertiginoso aumento rispetto al 2008, quando si erano registrate meno di 25mila ore. Belci ha aggiunto: “A questi dati sfugge la maggioranza delle aziende artigiane dell’indotto, che stanno pagando anch’esse un dazio pesantissimo alla crisi”. Lo sciopero generale di mercoledì contesta l’assenza di risposte efficaci da parte del governo ed in particolare critica l’accordo separato sulle regole della contrattazione sottoscritto da Cisl e Uil, sul quale è in pieno corso il referendum promosso dalla Cgil. La Cgil ha sottolineato che dall’astensione dal lavoro saranno esentati i lavoratori delle aziende metalmeccaniche: “Se negli altri settori”, ha spiegato il segretario, “la mappa è ancora a macchia di leopardo, nella meccanica la crisi non risparmia nessuno: i lavoratori interessati dal ricorso alla cassa integrazione sono 13mila, cui vanno aggiunti almeno mille posti già persi tra contratti a termine non confermati, precari licenziati e lavoratori in mobilità. In una situazione simile non ce la siamo sentita di chiedere ai lavoratori un sacrificio ulteriore, dopo lo sciopero nazionale già proclamato dalla categoria lo scorso 13 febbraio”.

Precari a casa, in 400mila


Tra personale scolastico e impiegati dello Stato si preannuncia una piccola ecatombe. Parla Michele Gentile, coordinatore Dipartimento Pubblica amministrazione della Cgil

E’ noto che i precari della pubblica amministrazione suppliscono in modo spesso strutturale alle carenze di organico. Che cosa può comportare la loro mancata stabilizzazione rispetto allo standard dei servizi garantiti al cittadino?
400.000 lavoratori con un rapporto di lavoro non a tempo indeterminato rappresentano una massa enorme di persone occupate in strutture che debbono garantire al Paese, ai cittadini ed alle imprese servizi stabili di qualità. Il blocco delle assunzioni – in seguito ad una sciagurata politica basata sulla flessibilità come opportunità - ha determinato oggi una situazione per la quale molti dei servizi fondamentali per le persone forniti grazie ai precari, spesso da soli, andranno in difficoltà. Il licenziamento di tali lavoratori comporterà la chiusura di quelle strutture nelle quali vengono offerti servizi in ambito sanitario, assistenziale, della ricerca e delle università, con chiare ricadute sul tenore di vita non solo dei precari stessi, oggi senza alcuna forma di sostegno al reddito, ma anche di coloro che fruiscono dei servizi stessi.

Quanto ha inciso, nella scelta di stoppare le stabilizzazioni, la politica adottata in questi mesi dal ministro Brunetta?
La scelta di bloccare le stabilizzazioni non è conseguenza della crisi economico-sociale, ma una scelta ideologica del Ministro della Pubblica Amministrazione. Del suo voler apparire vanamente difensore delle regole e del rigore, disinteressandosi delle conseguenze delle sue campagne mediatiche.

Come valorizzare, anche sul terreno culturale, il lavoro pubblico nel nostro Paese, spesso e volentieri vituperato anche dal “popolino”?
Molte persone credono che la campagna orchestrata da Brunetta, costituita di offese al lavoro (con espressioni tipo: “usare il bastone e la carota”, o con l’utilizzo dello stesso termine “fannulloni”), stia producendo effetti positivi sul funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni. In realtà sta avvenendo esattamente il contrario: quando la polvere si poserà vedremo le macerie, come avvenne quando iniziò la stessa ondata a mezzo stampa contro i dipendenti pubblici (i presunti “fannulloni”, appunto) che serviva a mascherare il forte ed indiscriminato taglio della spesa pubblica e quello delle retribuzioni dei lavoratori. Per valorizzare il lavoro pubblico occorre costruire progetti di riforma, suscitare il consenso degli addetti e degli utenti, definire sedi di partecipazione, confronto e controllo sociale nelle quali coinvolgere tutti gli interessati alla qualità dell’intervento pubblico.

Le categorie della Funzione pubblica e della Fiom hanno recentemente scioperato insieme, per la prima volta. E’ stata un’iniziativa “una tantum” o quel momento di lotta simboleggia la volontà della Cgil di mettere in relazione in modo continuativo le rivendicazioni dei lavoratori pubblici e privati?
L’importante sciopero della Fp e della Fiom ha rappresentato una tappa all’interno delle iniziative di mobilitazione generale indette dalla Cgil e che culmineranno nella manifestazione già preannunciata per il 4 aprile. In quel percorso si colloca anche il prossimo sciopero dei settori della conoscenza. L’unità del mondo del lavoro e dei pensionati nella battaglia contro chi vuole utilizzare la crisi per colpire i diritti, il reddito del lavoro e da pensione ed il sindacato confederale è strategica. Si tratta di un obiettivo generale che va perseguito con ogni iniziativa possibile.



Le misure per i precari bloccate dalle regole parlamentari


Il pacchetto per gli ammortizzatori dei precari finisce contro il muro dei regolamenti parlamentari.

Per ora rimangono al palo l'accelerazione nel pagamento degli assegni, il raddoppio dell'indennità per i co.co.pro che restano senza lavoro e il voucher per pagare piccoli lavori occasionali. Le norme, che il governo avrebbe voluto inserire nel decreto salva-auto, sono risultate «inammissibili per materia» e sono finite, insieme ad un paio di centinaia di proposte di modifica, sotto la scure dei regolamenti parlamentari, che il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva chiesto di applicare in modo rigoroso. Si tratta di una situazione temporanea e si sta lavorando con diplomazia al ripescaggio.


Indennità di disoccupazione ai precari? Nemmeno un'elemosina


di Francesco Saddi
Gli atipici che potranno riuscire ad avere l'una tantum non supereranno il dieci per cento del totale di circa 800 mila persone, contando solo i mono-committenti: se un co.co.pro guadagna meno di 6 mila euro l'anno e ha due committenti è escluso dall'una tantum
La telenovela della lotta alla crisi made in Italy ha visto il governo protagonista dell'ultima puntata. Palazzo Chigi ha, infatti, messo a disposizione cento milioni di euro per le indennità agli atipici monocommittenti, nel caso qualcuno dubitasse che a pagare maggiormente il momento negativo fossero i lavoratori più deboli. I fondi sono stati estratti dal bilancio del ministero del Welfare e, spiega Sacconi, valgono solo per il 2009.
Il giorno dopo la barzelletta del segretario del PD Franceschini, che aveva chiesto di riconoscere a tutti i disoccupati un assegno pari al 60% dell'ultima retribuzione, ci ha pensato il ministro del lavoro a tenere banco sulla delicata questione dei precari. "Le risorse sono scarse", ripetono ossessivamente da mesi, e le misure dell'esecutivo non possono essere grandiose.
Tra queste emerge per diffusione mediatica il raddoppio dei fondi a disposizione di una parte dei co.co.pro. con un solo committente. Coloro che perderanno il lavoro, infatti, avranno diritto ad un'indennità pari al venti per cento dell'ultima retribuzione annuale, per una cifra compresa tra "i 1000 e i 2600 euro circa".
Filomena Trizio, segretaria generale NidiL-Cgil, considera questa mossa "un'elemosina, niente di più" e, soppesando le dichiarazioni del ministro, denuncia la mancanza di "modifiche ai criteri di accesso ancora troppo stringenti". Secondo quanto dice la Trizio, un collaboratore che si ritrova senza lavoro, per accederci deve avere avuto un solo datore, avere guadagnato l'anno precedente un reddito tra 5 mila e 13.800 euro annui, avere tra tre e dieci mesi di versamenti e nell'anno in corso deve avere avuto versamenti per almeno tre mesi.
I paletti, però, non si fermano qui. L'azienda di provenienza, infatti, deve essere inserita in una ancor non specificata area di crisi.
Facendo un paio di conti, si stima che circa 80 mila persone riusciranno ad accedere all'indennità, ovvero il 10% dei lavoratori monocomittenti. Siamo quindi arrivati al punto di considerare i policommittenti da 5000 euro all'anno dei privilegiati.
La parte rilevante termina qui. Rimangono vari annunci di una serie di semplificazioni burocratiche tra cui la riduzione del tempo necessario per la concessione e l'erogazione degli ammortizzatori sociali. Si passa dai 120/140 giorni previsti ora, ai 20/30 a cui il governo sostiene di "mirare".
Si potrà ricorrere, inoltre, a dei buoni lavoro (chiamati voucher per renderli più appetibili) in aggiunta all'indennità. Tale buono, spiega Sacconi, "viene esteso, con una definizione riferita alle manifestazioni sportive, culturali, fieristiche, caritatevoli a lavori di emergenza e solidarietà e anche a committenze nel pubblico". Il valore del voucher è di 10 euro, di cui 7,50 destinati al lavoratore e il rimanente per i contributi Inps e Inail, può arrivare fino a 50 euro per un valore netto di 37,50 euro.
Per quei lavoratori che percepiranno l'indennità di disoccupazione, ci sarà la possibilità di integrare il reddito con altri lavori purché non si superi il tetto massimo di 3000 euro, calcolabili sul periodo rimanente del 2009.
Infine alle regioni saranno anticipati 151 milioni presso l'Inps "come conto aperto su cui le singole regioni in base a un primo riparto possono attingere" e "presto potremo ripartire altre risorse dopo aver concluso con le regioni i singoli accordi, sulla base di un'impostazione quadro in corso di definizione in un tavolo tecnico" ha aggiunto Sacconi.
Mentre tutti si preoccupano di stringersi le mani a vicenda, spetta a Bonanni, per una volta, riportarli sulla terra. Il leader della Cisl, infatti, identifica come "la madre di tutte le battaglie" il ripristino della progressività fiscale. "Occorre - spiega - un equilibrio vero tra chi ha la ritenuta alla fonte e chi paga in maniera autonoma, attraverso una verifica sui patrimoni ed il ripristino della tracciabilità, in modo da poter fare un confronto automatico tra quanto si spende e quanto si denuncia al fisco". Ci vede bene Bonanni.
Giusto due giorni fa Krls Network of Business Ethics, per conto di Contribuenti.it, aveva calcolato attorno ai 125,8 miliardi di euro l'ammontare delle imposte sottratte all'erario nel 2008 in Italia, con un aumento medio del 6,5%.
È chiaro che le risorse ci sono, ma circolano sotto il tappeto. Un tappeto che il governo si guarda bene dal sollevare perché, si sa, la lotta all'evasione è impopolare e scontenta la clientele.
Non poteva mancare, infine, la stoccata del ministro Sacconi che, con il tono paternalistico che ben si addice a questa classe politica da reparto geriatrico, non dimentica di dare il giusto consiglio ai giovani italiani. "In questa stagione - dice - è bene accettare, non dico qualsiasi lavoro, ma anche lavori non coerenti con gli studi fatti o con le aspettative". Forse l'onorevole ministro non si è accorto che questo è stato il motto dell'ultima generazione di giovani. I giovani non figli di ministri, s'intende.

lunedì 16 marzo 2009

Brunetta: assenteismo in calo del 40%


di Luca Cifoni
CERNOBBIO (16 marzo) - Se lo Stato italiano ha adottato il modello borbonico, invece di quello asburgico o francese, la colpa è dell'atteggiamento egoistico della borghesia nazionale, che dopo l'unificazione se ne disinteressò: a questi mali secolari il ministro Brunetta è convinto di poter rimediare, incrementando del 50 per cento la produttività dei dipendenti pubblici. La riforma della pubblica amministrazione, nelle sue intenzioni, dovrà andare di pari passo con il progetto del federalismo fiscale. Che però consisterà non tanto nell'introdurre un modello completamente nuovo, ma nel correggere quel «federalismo bastardo, sprecone e piagnone» presente già di fatto nell'ordinamento del Paese. Brunetta, al Forum di Confcommercio, se la prende con le Regioni a statuto speciale, ma anche con i Comuni che godono di simile autonomia in materia di spesa. E li mette in qualche modo sullo stesso piano dei dipendenti pubblici assenteisti. Su quest'ultimo fronte il ministro della Funzione pubblica rivendica i successi già ottenuti, ad esempio nel settore della scuola dove il tasso di assenteismo - annuncia - si è già ridotto del 40 per cento. Con conseguente minore utilizzo di supplenti e di precari.
Proprio la stabilizzazione dei precari è un altro tema caldo di questi giorni: Brunetta punta sul censimento di questi lavoratori, per il quale dice di aver ricevuto «insulti e minacce». Ammette che si dovrà «trovare una soluzione» per coloro che hanno lavorato in un'amministrazione pubblica per 6-7 anni, ma esclude la possibilità di stabilizzare «co-co-pro o stagionali».

Sul federalismo, il ministro trova punti di convergenza con Linda Lanzillotta, che segue questi temi per il Pd ed è seduta al suo fianco. Segnala che i bambini della Val D'Aosta ricevono dallo Stato «cinque volte in più di quelli del vicino Piemonte» e che più o meno lo stesso avviene a Trento e Bolzano, o in Friuli-Venezia Giulia («il presidente della provincia di Bolzano Durnwalder mi denuncerà all'Onu per queste mie parole». E ricorda la sua volontà di «ridurre i livelli di governo». Il che vuol dire cancellare le Provincie o almeno, come primo passo, trasformarle entro cinque anni in enti di secondo livello, in pratica una sorta di unione di Comuni, presieduta dal sindaco di quello di maggiori dimensioni.

Referendum Elettorale di fine giugno: 400 milioni di euro bruciati

Il 6 e 7 giugno 2009 gli Italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Nella stessa data in varie Province e Comuni d’Italia avranno luogo anche le elezioni amministrative.
Entro la fine di giugno si svolgerà anche il referendum elettorale. Sarebbe logico che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti, invece non sarà così, perchè gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno...
Ora non ci sono più impedimenti ed il referendum si farà. Mancava solo la data. E il ministro Maroni, leghista, ha scelto come data il 14 Giugno, che sarebb la domenica successiva a quella delle elezioni Europee ed amministrative, e la domenica precedente a quella dei turni di ballottaggio delle amministrative. In pratica, in 7000 comuni e 73 province i cittadini dovrebbero recarsi a votare per ben tre domeniche consecutive. Un grado di fedeltà elettorale che, in tempi di antipolitica, praticamente non verrà raggiunto ... ed a quale voto molti Italiani rinunceranno? Ovviamente al referendum.
Si tratta di una mossa decisamente furba da parte della Lega Nord per boicottare il referendum, impedendo il raggiungimento del quorum. Il tutto è inoltre alla luce del sole, visto che Calderoli ha ammesso: "Ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile". Perchè? Semplicemente poichè sarebbe la lista singola, e non la coalizione, ad ottenere il premio di maggioranza e quindi governare da sola; la coalizione PDL-Lega non potrebbe più esistere e ci sarebbero due scenari: il peggiore, per la Lega, è che il PDL si presenti da solo, mettendola, se non fuori dal Parlamento, comunque fuori dal Governo; il "meno peggio", per la Lega, è che il PDL apra le sue liste ai leghisti ... e questo significherebbe per la Lega il perdere la sua identità e soprattutto la sua forza elettorale (e quantomeno ricattatoria). La morale è che la Lega ha minacciato il Presidente del Consiglio, dato che è certamente nella posizione di poterlo fare, di far cadere il Governo, se il Governo non avesse fatto di tutto per far fallire il Referendum.
La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum.
Ragazzi, questa è una scelta che costerà agli italiani 400 milioni di euro!!! Tutti soldi che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee!! E che si potevano utilizzare in altra maniera!!
Il quorum non puo' essere impedito con trappole meschine e vili, sfiancando gli italiani, costringendoli a votare tre domeniche consecutive in quindici giorni. Con la beffa ulteriore di far pagare loro una "tassa di boicottaggio" da 400 milioni di euro!!!!
E' scandaloso sprecare questi milioni di euro solo perche' probabilmente qualcuno spera che non si raggiunga il quorum al referendum!!
Con questi soldi si potrebbero fare tante ottime cose!!

Cgil: "Legge solo per pochi precari E l'aumento è un'elemosina"

Per il sindacato il 90% degli atipici rischia di rimanere senza sostegno
"Anche per loro si deve applicare la disoccupazione ordinaria"


Cifre irrisorie. Requisiti troppo stringenti. Misure ancora inadeguate. Per Nidil Cgil, la struttura sindacale che rappresenta i lavoratori atipici, la misura appena passata al Consiglio dei ministri è "un'elemosina, niente di più". Il "pacchetto per i precari" prevede, per gli atipici che perdono l'impiego, l'incremento dell'una tantum dal 10% al 20% dell'ultima retribuzione annua. Ma per Roberto D'Andrea della segreteria nazionale di Nidil Cgil, il Cdm non è intervenuto sui punti cruciali e il tipo di sostegno offerto agli atipici rimane insufficiente.

"Innanzitutto non hanno modificato i criteri di accesso (ancora troppo stringenti) a questa una tantum". Un collaboratore, spiega D'Andrea, "che non si vede rinnovato il contratto, per ottenere l'una tantum deve avere avuto un solo datore di lavoro, avere guadagnato l'anno scorso un reddito annuo tra 5 mila e 13 e 800 euro. E non basta. Deve avere tra tre e dieci mesi di versamenti. E nell'ultimo anno in corso deve avere avuto versamenti per almeno tre mesi". Senza considerare che l'azienda in cui si opera deve essere "decretata" nell'area di crisi. Un'area non ancora definita da alcun decreto. " Per questo gli "atipici che potranno riuscire ad avere l'una tantum non potranno superare il dieci per cento del totale della platea di circa 800 mila persone, contando solo i monocommittenti. Al massimo 80 mila". L'unica committenza non vuole dire che gli altri non ne hanno bisogno. "Infatti se un collaboratore guadagna meno di 6 mila euro l'anno e ha due committenti è escluso dall'una tantum".
Ma quanto può arrivare a valere questa una tantum? "Il ministero parla di cifre comprese tra i 1.000 e i 2.600 euro. Ma sono valori un po' gonfiati. I redditi medi degli atipici sono pari a 8.000 euro lordi l'anno. Basta fare i conti. In media, in realtà, si deve parlare di una cifra pari a 1.600 euro. Noi denunciamo che nel fondo Inps c'è un attivo spaventoso. Questo proprio perché le prestazioni sono molto difficili da avere". Non solo. "Fino ad ora il governo ha solo diramato questo comunicato stampa. Non c'è altro. Non ci sono testi ufficiali. Nel comunicato semmai, si parla della concessione ai lavoratori atipici di poter fare lavori con redditi di piccola entità non superiori 3 mila euro annui." Inoltre, dice D'Andrea, "è sorprendente che le misure a favore dei precari vengano inserite, così come ha detto il ministro Sacconi, nel pacchetto che riguarda l'auto e altri beni durevoli". Le cifre sembrano rimanere irrisorie. E per una platea troppo ristretta di persone rispetto a quelle che rischiano di venire coinvolte da un mancato rinnovo contrattuale. "Gli atipici rimangono ancora esclusi, di fatto, da misure più strutturate. Questo pacchetto è insufficiente. Lo capisce chiunque. Per gli atipici - conclude D'Andrea - si deve applicare la disoccupazione ordinaria. Anche i precari che perdono il posto devono avere il diritto all'assegno di disoccupazione. Anche loro devono avere un assegno mensile. Per loro si deve fare molto di più. Non basta aumentare l'elemosina".

LAVORO, SACCONI OFFRE UNA MARCIA AL POPOLO DEI PRECARI


(AGI) - Roma, 14 mar. - 'Il ministro Sacconi annuncia trionfalmente che raddoppiera' l'indennita' ai precari senza lavoro: ma ne avranno diritto solo 10 mila persone'. A sottolinearlo e' l'Unita' che aggiunge: 'l'indennita' che verra' raddoppiata era prevista nel pacchetto anticrisi approvato dal governo a gennaio. Prevedeva che ogni co.co.pro che fosse stato licenziato poteva fare domanda una tantum pari al 10 per cento dell' ultimo stipendio'. 'Varato il pacchetto Sacconi' titola invece il Sole 24 ore che spiega quali sono le misure previste dal pacchetto di interventi promosso dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi:'Secondo il ministro - si legge sul quotidiano economico - con l'ulteriore dotazione di 100 milioni ( in aggiunta ai precedenti 100 milioni) il fondo garantira' ai collaboratori a progetto che operano in regime di committenza e sono rimasti disoccupati, un' indennita' che nel 2009 potra' oscillare tra i 1000 e 2600 euro'.'L' indennita' di disoccupazione per i collaboratori a progetto con un solo committente passa, per il 2009, dal 10 al 20% di quanto percepito l'anno prima - sottolinea il Corriere della sera - in ogni caso l'una tantum non potra' superaree 2600 euro'. 'Vengono riviste - aggiunge inoltre il quotidiano milanese - le procedure per l'erogazione della cassa integrazione'.

Misure contro la crisi: ecco gli aiuti ai precari


Ammortizzatori sociali più veloci: 20 giorni per la Cassa integrazioneRoma - Un nuovo piano da 250 milioni di euro per aiutare chi perde il lavoro. Assegni dei cassintegrati liquidati più in fretta, sussidi raddoppiati agli atipici, tra un lavoro e l’altro. Via libera a chi, senza lavoro e mentre percepisce il sussidio, trova un «lavoretto». Poi incentivi ai datori che riassumono chi ha perso il posto. Il tutto condito da un «appello alla responsabilità», pronunciato direttamente dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e rivolto ai giovani che - spesso per colpa di corsi universitari che preparano a tutto tranne che a un impiego - non trovano una collocazione. In questo periodo, meglio che accettino quello che capita. Anche perché «nel dopo crisi - ha assicurato al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato le norme - conterà nel curriculum essersi messo in gioco, aver accettato anche un lavoro umile». Le novità saranno inserite come emendamento nella legge degli incentivi alle auto. E sono ispirate al principio del welfare to work. Sussidi, quindi, ma finalizzati a far ritrovare il lavoro. Si inizia con una drastica semplificazione e sburocratizzazione che mira a far funzionare quello che già c’è. E quindi la Cassa integrazione. «Dai 120-140 giorni che servivano per l’erogazione degli strumenti ordinari - ha spiegato il ministro Sacconi - con le misure adottate ci sarà una drastica semplificazione del procedimento per arrivare a 20-30 giorni». Cosa non da poco, tanto che anche la Cgil, ha ammesso che si tratta di un risultato «importante» anche se «parziale». Tempi, ma anche fondi: 151 milioni già dati alle regioni per finanziare i sussidi. Poi ci sono le misure per i precari. Ammortizzatori in deroga, come si dice. In altre parole viene riconosciuto anche a chi ha contratti legati ad un progetto, una forma di tutela che fino a poco tempo fa non esisteva. L’indennità di reinserimento già introdotta raddoppiata, dal 10 al 20 per cento di quanto percepito nell’anno precedente per una somma che va dai mille ai 2.600 euro. Costo: 100 milioni. Si punta poi a incentivare la riassunzione, anche dei cosiddetti atipici, con forme simili a quelle che valgono per gli ammortizzatori ordinari. In sostanza, «nel caso in cui un lavoratore venga assunto, porta con sé i sussidi del precedente periodo e così si abbatte il costo del lavoro». Chi riceve il sussidio potrà accettare dei «lavoretti». Anzi, verrà incentivato, dandogli la possibilità di essere pagato con i voucher già usati per i lavori stagionali nell’agricoltura (così verserà anche i contributi) e che stanno riscuotendo successo nel Nord Italia (nel Sud no e per questo Sacconi intensificherà l’attività degli ispettori a caccia di lavoratori in nero). Si rafforza poi l’intervento degli enti bilaterali (cioè formati da sindacati e associazioni datoriali) che soprattutto nell’artigianato erogano sussidi. Lo stato garantirà in tutti i casi un’indennità dell’80 per cento. Le novità non sono e finite. Allo studio - spiega Ivan Guizzardi, presidente della Alai Cisl - ci sono misure anche per gli interinali. Anche in questo caso forme di sussidio, che saranno allargate anche a quei lavoratori che non hanno abbastanza contributi. Quindi ai più giovani.
L'indennità per i cocopro: +20% del reddito annuale
Nuovi aiuti in arrivo per i collaboratori che restano disoccupati: il governo ha deciso infatti di raddoppiare l’indennità di reinserimento per i lavoratori a progetto, i «CoCoPro», con un solo committente: il contributo una tantum viene innalzato dal 10 al 20 per cento del reddito percepito l’anno precedente, in un intervallo che va da mille a 2.600 euro. Per realizzare l’intervento il governo ha stanziato cento milioni di euro, che si aggiungono ai fondi già varati per gli ammortizzatori sociali nel biennio 2009-2010 (a disposizione 12 miliardi per la cassa integrazione ordinaria, più 4 per gli ammortizzatori sociali, in accordo con le Regioni). Il nuovo investimento è stato possibile grazie a una riorganizzazione dei fondi a disposizione del ministero del Welfare, e sarà realizzato anche per il 2010. «I lavoratori a progetto non possono ricevere gli ammortizzatori sociali tradizionali – ha spiegato il ministro Sacconi –. Per questo abbiamo deciso di intervenire attraverso un altro strumento, raddoppiando l’indennità di reinserimento». Indennità che sarà mantenuta anche da chi, nel frattempo, riuscirà a ottenere dei lavori saltuari.
Ammortizzatori sociali più veloci: 20 giorni per la Cassa integrazione
Tra le nuove misure approvate dal Consiglio dei ministri, anche una drastica riduzione della tempistica per lo stanziamento degli ammortizzatori sociali. L’iter burocratico sarà sintetizzato, dagli attuali quattro mesi (nella migliore delle ipotesi) a tre settimane, un mese al massimo. «Dai 120-140 giorni che servivano per l’erogazione degli strumenti ordinari – ha spiegato Sacconi – con le misure adottate oggi ci sarà una semplificazione del provvedimento per arrivare a 20-30 giorni». Una risposta più rapida alle situazioni di emergenza, insomma, anche nel caso che l’andamento dell’economia possa rallentare ancora. Proprio riguardo alle previsioni sul mercato del lavoro in Italia, il ministro ha sottolineato che «gli indicatori dell’occupazione possono peggiorare, ma dobbiamo relativizzare i dati e confrontarli con gli anni passati. Il 2008 ed il 2007 sono stati anni ottimi per quanto riguarda l’occupazione. Il tasso di occupazione nel 2008 è stato del 59 per cento». Un dato destinato inevitabilmente a peggiorare in questi mesi, anche se molto dipenderà da come il Paese saprà reagire alla crisi.
Incentivi a chi «arruola» disoccupati E pubblicità alle offerte disponibili

Al via anche un pacchetto di «norme per incentivare le riassunzioni dei lavoratori che beneficiano di sussidi straordinari in deroga», che si affiancano alle analoghe forme di incentivazione per chi assume lavoratori beneficiari degli ammortizzatori ordinari. In pratica, spiega il ministro Sacconi, «un lavoratore riassunto porterà con sé i sussidi del precedente periodo lavorativo, con conseguente abbattimento del costo del lavoro». Per agevolare i disoccupati nella «caccia» a una nuova occupazione, il governo ha anche disposto «a carico dei centri per l’Impiego e delle agenzie private l’obbligo di divulgare, anche sugli organi di informazione locali, tutte le opportunità di lavoro». Obiettivo dell’esecutivo, insomma, è allargare la «platea» di fronte alle offerte a disposizione. I giovani, in particolare, per Sacconi dovranno essere pronti ad accettare «lavori anche lontani dal percorso di studi scelto, lavori umili». Per due ragioni fondamentali: primo, perché in tempi di crisi la disponibilità ad adattarsi è più che mai necessaria; secondo, perché nel dopo crisi «sarà sicuramente avvantaggiato chi avrà avuto la capacità di mettersi in gioco».
Anche chi ha i sussidi può lavorare grazie ai "voucher" occasionali
Erano stati introdotti già dalla legge Biagi per semplificare i rapporti di lavoro in un settore ad alta stagionalità come l’agricoltura. Ora i «voucher» per pagare le prestazioni occasionali vengono estesi a tutti i lavoratori che hanno perso l’impiego e fanno ricorso ai sussidi di disoccupazione. L’intervento, in via sperimentale per tutto il 2009, permetterà di svolgere lavori occasionali in diversi settori, per un massimo di 3mila euro nel corso dell’anno. Per Sacconi questo sistema «nulla toglie alla possibilità di accettare un lavoro congruo, o di frequentare un corso di formazione». Ma attraverso questo strumento, «un dipendente pagato all’80% con la cassa integrazione sarà in grado di integrare il proprio reddito, magari raggiungendo il livello precedente». I voucher sono realizzati in carnet, e hanno un valore di 10 euro l’uno: al lavoratore vanno 7,5 euro netti, il resto serve per i contributi Inps e Inail. Ogni buono, insomma, incorpora sia l’assicurazione anti-infortuni sia il contributo pensionistico, che viene accreditato automaticamente sulla posizione Inps del lavoratore. Il compenso, invece, è esente da tasse e non incide sullo stato di disoccupazione.

giovedì 12 marzo 2009

Tassa 'di solidarietà' bocciata dalla Camera. Franceschini: il Governo dice ai più deboli 'arrangiatevi'


"Rispondete nel merito, dite di sì o di no. La nostra proposta è stata elaborata da esperti. dite agli itailani che non siete in condizione di trovare 5 miliardi dopo che li avete buttate dalla finestra con la soppressione dell'Ici e l'operazione Alitalia".
Il leader del Pd, Dario Franceschini, illustrando in Aula alla Camera la mozione di cui è primo firmatario in cui si propone un assegno per i disoccupati anche precari, si rivolge così alla maggioranza e al governo rilanciando anche la proposta di ieri di tassare una tantum i redditi più alti per aiutare le fasce di povertà estrema, rilanciando anche la lotta all'evasione fiscale attraverso la tracciabilita' dei pagamenti. Il segretario del Pd precisa: "Siamo consapevoli che le cose da noi proposte, come l'assegno di disoccupazione, non sono una risposta strutturale alla crisi ma sappiamo che in un momento di difficoltà chi guida il paese, al di la' del colore politico, ha
il dovere di immaginare come affrontare l'emergenza e situazioni drammatiche in cui stanno precipitando migliaia di persone, perché non gli si può dire arrangiatevi".

La crisi come un'alluvione
"Nella mia terra, la pianura Padana - ricorda Franceschini - quando il Po stava per straripare la gente che viveva sotto gli argini non discuteva di interventi per ristrutturarli ma correva a mettere sacchi di sabbia, poi discutevano su come rafforzare gli argini. E' esattamente quello che noi proponiamo: sapendo che
ci sono gerarchie di emergenza, chi ha salari bassi, i disoccupati cronici, quelli sopra i 50 anni che vivono nella disperazione di non rientrare nel circuito attivo, chi ha perso
il lavoro. Brunetta dice che va tutto bene ma la Cisl Lombardia ha detto che non ci sono piu' risorse per la cassa integrazione. Poi c'e' poverta' estrema, quella di cui non si parla, ma i poveri stanno crescendo, gente che non ha nulla da mangiare, che non ha un posto dove dormire".

No a guerra fra poveri
Il leader del Pd ribadisce la disponibilità a discutere con il governo della riforma degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori ma, aggiunge, "ora c'e' l'emergenza che impone di non lasciare centinaia di migliaia di persone di colpo a reddito zero" di qui l'esigenza di un assegno mensile disoccupazione per chi ha perso il lavoro a causa della crisi tra il 31 settembre 2008 a 31 dicembre 2009. "Non c'e' cosa piu' sbagliata - dice - che immaginare che nella crisi anche le situazioni di povertà personale possano essere messe le une contro le altre, questo fa esplodere il tessuto sociale e diventa terreno fertile per la criminalità organizzata".

Destra e sinistra
"C'è una differenza fra noi e voi, di fondo. Noi pensiamo che nella crisi debbano scattare meccanismi di solidarietà nelle comunità, voi che qualcuno debba soccombere - ha concluso Franceschini - Noi pensiamo che il Paese si salva tutto intero, insieme, o non si salva".

CRISI ECONOMICA: FRANCESCHINI, AL GOVERNO PARE NATURALE CHE QUALCUNO SOCCOMBA

(IRIS) - ROMA, 12 MAR - "La differenza tra noi e voi è che noi, in questo momento di crisi, pensiamo di far scattare i meccanismi di solidarietà. Voi invece pensate che sia inevitabile che qualcuno soccomba. Noi pensiamo che il Paese o si salva tutto insieme o non si salva nessuno" Dario Franceschini, segretario del Pd, nell'Aula di Montecitorio attacca il governo, rilanciando la proposta dell'assegno per i precari che perdono il posto di lavoro.



CRISI: LA PROPOSTA PD PER L'ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE AI PRECARI


(ASCA) - Roma, 12 mar - Nel quadro, ''gia' di per se' abbastanza fosco'' della crisi per la quale si prevedono due anni di recessione ''con tracollo dei posti di lavoro'' (Servizio studi di Confindustria), ''si inserisce il problema dei lavori con contratto a termine, i lavoratori cosiddetti precari, che nel nostro paese riguarda un lavoratore su 8''. Lavoratori che sono esclusi dalla cassa integrazione e che in caso di licenziamento non hanno quindi nulla, e per i quali e' dunque urgente intervenire con la previsione di un assegno mensile pari al 60% dell'ultima retribuzione: un provvedimento straordinario fino alla fine dell'anno, nel tempo cioe' in cui massimo sara' l'effetto della crisi. Un provvedimento di ''giustizia sociale e insieme di sostegno ai consumi e alla domanda che contribuira' al rilancio dell'economia''. Questa in estrema sintesi la proposta del Partito Democratico contenuta nella mozione -primo firmatario il segretario Dario Franceschini- che sara' votata in aula alla Camera oggi pomeriggio.

Il governo nasconde la crisi


Messe in secondo piano dai quotidiani e del tutto ignorate nei palinsesti televisivi, le cifre del disastro italiano sono quasi clandestine.
Tra gennaio e febbraio 370.561 lavoratori hanno perso il posto di lavoro e hanno presentato all’Inps la domanda di indennità di disoccupazione, 116.983 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno pari ad un più 46,13 per cento. La grave difficoltà in cui versa l’economia del Paese sta colpendo in modo indiscriminato, mentre il governo rimane immobile o si occupa di propagandare misure del tutto inefficaci. La strategia di immagine messa in piedi da Berlusconi è sostenuta in particolare dalla televisione (sono pochissimi i programmi fuori dal coro) che nasconde livelli di malessere drammatici. Ieri Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, le associazioni per i senza fissa dimora, Save the children, Adiconsum ed altre hanno incontrato a Montecitorio il segretario del Pd, Dario Franceschini. Il quadro delineato è agghiacciante. Oltre all’esercito dei ‘nuovi’ disoccupati, a quello dei vecchi ed all’armata dei precari, secondo i dati in possesso delle associazioni, c’è anche “l’esplosione delle famiglie sovraindebitate che affollano i centri antiusura”, le file triplicate “davanti alle nostre strutture che distribuiscono alimentari” e, soprattutto, l’aumento del 4,1 per cento dei furti nei supermercati ad opera di anziani che “con la loro pensione non riescono ad arrivare alla quarta settimana del mese”. Francesco Marsico della Caritas ha criticato le misure finora messe in campo dal governo per affrontare la crisi, giudicando “disastrosa la logica dell’una tantum”, così come “la social card che viene destinata solo ad alcune categorie di soggetti e per di più manca l’obiettivo centrale di aiutare le famiglie”. Il rappresentante della Caritas ha aggiunto che la social card “ha un problema di esigibilità in quanto il meccanismo è troppo complicato”. Daniela Poppei della Comunità di Sant’Egidio ha lanciato un altro allarme: “Purtroppo gli anziani non sono considerati un’emergenza, eppure gli ultra 75 enni rappresentano oggi una vera emergenza perchè con la pensione non arrivano a fine mese e registriamo l’aumento esponenziale delle file davanti ai nostri centri di assistenza”. La rappresentante di Sant’Egidio ha reso noto il dato sui furti nei supermercati di generi alimentari di prima necessità, spiegando che “c’e’ stato un aumento del 4,1 per cento”. A questo si deve aggiungere - secondo Poppei - “l’insufficienza dell’assistenza domiciliare”. L’Adiconsum, invece, ha sottolineato il problema delle famiglie indebitate: “Stanno esplodendo le domande di assistenza nei nostri centri antiusura da parte di famiglie sovraindebitate che non riescono a far fronte ai pagamenti e c’e’ il vero rischio che migliaia di famiglie precipitino nell’illegalita’”. Nei giorni scorsi eguali preoccupazioni aveva espresso segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso commentando i dati sulle richiede dell’indennità di disoccupazione pervenute all’Inps. La sindacalista aveva detto che il numero di richieste di disoccupazione giunte all’Inps “fanno paura e purtroppo ci danno ragione sui ritardi che si sono registrati sugli ammortizzatori sociali, determinando la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro” ed aveva aggiunto: “Sarebbe un bene non fingere che la crisi non c’é, facendo invece ciò che serve: un tavolo di confronto dove si affronti come salvaguardare l’apparato produttivo attraverso una vera politica industriale”. In uno scenario tanto grave il compito dell’informazione dovrebbe essere quello di rendere la situazione chiara all’opinione pubblica. Non sembra accada ed una domanda viene spontanea: per quanto tempo ancora si potrà mimetizzare la crisi?

Tempo di crisi, ma non per tutti


(Francesco Lena) - Faccio alcune mie considerazioni e riflessioni, sulla crisi economica e sociale del nostro paese l’Italia. Io dico che quando c’è in corso una crisi, il paese dovrebbe chiamare a raccolta, tutte le sue forze e tutti i suoi cittadini, a collaborare per superarla.

Il governo che ha le maggiori responsabilità, dovrebbe, riunire e consultare tutte le forze del paese, non escluderne nessuna, dovrebbe cercare di unire per fare fronte meglio alle difficoltà esistenti, non dividere come purtroppo sta avvenendo nei confronti dell’opposizione e di alcune organizzazioni sindacali. In questo momento delicato e difficile, c’è veramente bisogno delle idee e energie di tutti, lasciando da parte gli interessi di particolari, ma guardare quelli generali del paese. C’è bisogno di una grande collaborazione di responsabilità, di trasparenza, per trovare tutti insieme,le strategie migliori, per fare fronte ai problemi, e per fare ripartire l’economia italiana e superare le difficoltà sociali. Le istituzioni a qualunque livello, sia nazionale che locale, rendersi più efficienti, sulla produttività ma anche sulla qualità dei servizi, eliminare gli sprechi, fare la propria parte per combattere l’evasione fiscale, una maggiore attenzione ai cittadini più bisognosi. Anche alle società ed organizzazioni sportive, agli enti pubblici e privati, dalla rai a mediaset, alle aziende, darsi una calmata, e gestire gli stipendi con maggiore responsabilità. Per dirigenti, presentatori, allenatori, calciatori, conduttori di programmi televisivi, la crisi economica sicuramente non la sentono, con i loro stipendi d’oro, neanche per quei personaggi che hanno ville lussuose sparse per l’Italia. Non è possibile cari cittadini stare a guardare e stare zitti su queste cose, e in una crisi economica e sociale, seria come quella che stiamo vivendo in Italia, ci siano tanti allenatori, giocatori di calcio, piloti di automobili, di motocicletta, dirigenti, presentatori, personaggi dello spettacolo, che prendono fior di milioni di euro l’anno, poi ci siano lavoratori dipendenti, magari anche precari, che non arrivano a mille euro al mese di stipendio. Poi la cosa che mi fa veramente star male, vedere tantissimi pensionati che prendono dai 500 ai 600 euro al mese di pensione, veramente da fame. Mi chiedo dove è la serietà, la responsabilità, la coscienza civile e sociale, del nostro paese. Io dico che quando c’è in atto una crisi cosi seria, c’è bisogno della responsabilità e del contributo di tutti, proporzionata al proprio reddito. Siccome dicono gli esperti di economia che la crisi non è arrivata al suo massimo di gravità, direi che dobbiamo imboccarci tutti le maniche. A partire dal governo in carica, consultare subito tutte le forze sociali del nostro paese, ed elaborare un piano straordinario anticrisi, dove ci dovrebbero essere più stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, disoccupazione, cassa integrazione, per il precariato, aumento delle pensioni e dei salari per i lavoratori dipendenti, aumentare le detrazioni fiscali, lotta seria all’evasione fiscale, (per pagare meno e pagare tutti) e per ricuperare soldi e diminuire le tasse. Per dirigenti salari più contenuti, diminuzione delle tasse a partire dai ceti medi a quelli più in basso, maggior investimento nella sicurezza, sul territorio, sui posti di lavoro, sulle strade, investire di più anche nelle energie pulite alternative al petrolio, per la salvaguardia del ambiente. Per quanto riguarda le società sportive, aziende di ogni genere, diminuzione dei mega stipendi, per i giocatori, allenatori, presentatori, conduttori di programmi televisivi, dirigenti. Ora un invito tutti insieme diamoci da fare con molto più impegno, prendersi ognuno la propria responsabilità, da protagonisti non da spettatori, con le nostre proposte, le nostre idee, i nostri suggerimenti, se ci metteremo al servizio del paese, con coscienza e responsabilità, contribuiremo sicuramente a superare la crisi, ma anche costruire una società, più sicura, più equa, più solidale, più giusta, nell'interesse del bene comune.

mercoledì 11 marzo 2009

Inganno Statistico


Si consolida oramai negli ambienti economici e non la consapevolezza che la crisi attuale sia mal interpretata dagli istituti statistici e dagli strumenti di previsione. E' innegabile che le previsioni finora fatte sono state sballate dai risultati effettivi. E' innegabile che la stessa sinistra italiana che prima utilizzava le previsioni come strumento di propaganda politica abbia rinunciato a tale mezzo quanto alla proposta di un sussidio per i precari, giacchè gli italiani hanno scoperto che non riguardava i 2.500.000 precari ma solo i 40.000 precari della P.A., alla faccia dei principi di equità e giustizia.

Tornando alle analisi economiche è evidente che la statistica si base su trend e dati storici e che di fronte ad una crisi che ha impostato e stabilito nuovi comportamenti, mostrano i loro limiti. Da più parti c'è un condiviso punto di vista che le analisi economiche inizialmente hanno sottovalutato la crisi e che adesso la stanno esagerando. A questa considerazione aggiungo una mia riflessione:

  • la crisi nasce nel 2007 con l'innalzamento del costo del denaro che ha spinto le banche a ideare nuovi strumenti derivati che proponessero rendimenti aggressivi in considerazione del crescere del costo del denaro;
  • la crisi è stata aggravata dalla speculazione operata dai broker statunitensi che ha portato il prezzo del petrolio a livello record. Speculazione determinata dalla struttura dei derivati che includeva accanto ai mutui subprime anche il prezzo delle materie prime e dell'energia;
  • la crisi è stata subita dall'economia reale per tutto il biennio 2007/2008 quando l'innalzamento delle rate del mutuo ha messo in difficoltà le famiglie, fermato i consumi e dal lato delle aziende ha reso estremamente negativa la leva finanziaria spingendole a privilegiare la marginalità del capitale investito rispetto a investimenti ed innovazione;
  • la crisi è stata sublimata dalle scelte micro e macroeconomiche della Cina che ha prima sconvolto i mercati con prodotti di massa dalla bassa qualità e infimo prezzo e poi ha garantito una massa monetaria artificialmente creata che ha sostenuto il crescente indebitamento USA.
Se questa è la situazione allora il 2008 è il punto di svolta della crisi, è stato l'inverno che ha gelato e nel 2009 vediamo i rami secchi cadere...
A questo punto il cammino è definito e la crisi è ingovernabile in termini macro e sono pertanto permessi solo interventi di contigency di fronte alle criticità già in atto.
Ecco perchè una manovra economica anticiclica non ha senso ed ecco perchè a sinistra da Bersani a Epifani si fa un grande errore ritenendo di poter utilizzare la spesa pubblica per contrastare il calo della domanda interna, manovra che sarebbe stato giusto far partire nel 2006/2007 quando le condizioni economiche permettevano interventi strutturali in termini fiscali, previdenziali e di mercato del lavoro. Purtroppo la tipica miopia della sinistra italiana l'ha privata della possibilità concreta di far star meglio questo paese...

370.561: gli italiani senza lavoro nei primi 2 mesi dell'anno

I disoccupati italiani del 2009 sono già almeno 370 mila, dice l'Inps...


Poi ci sono i precari, quelli che hanno perso un lavoro in nero e quelli che non risultano in nessuna statistica. E secondo la Cgil i senza lavoro arriveranno presto a superare il mezzo milione. Ma Silvio Berlusconi promette che, se necessario, il Governo aiuterà ogni singolo disoccupato. Intanto, però, aiuta una banca. Il Banco Popolare è il primo istituto a chiedere ufficialmente le obbligazioni sottoscritte dal Tesoro, i Tremonti bond: 1,45 miliardi di euro che serviranno a garantire il credito alle imprese e a risolvere la questione Italease, la banca controllata dal Banco e che deve essere smantellata. Il ministro Tremonti ha poi annunciato che il regime di Iva agevolata al 10 per cento per le ristrutturazioni edilizie diventerà permanente. Se si vuole cercare qualche spunto di ottimismo bisogna, per una volta, guardare alle Borse. Milano si è ripresa dopo gli ultimi crolli e ha registrato un rialzo del 5,98 per cento, mentre Wall Street si entusiasmava per la prima buona notizia da molto tempo: la più grande banca del mondo, Citigroup, ha tornato a registrare un utile.



Statali/ Cgil: Monitoraggio precari c'è già, sono 433.212


Roma, 10 mar. (Apcom) - Il monitoraggio dei precari della precari della pubblica amministrazione c'è già. Gli atipici tra gli statali compreso il personale della scuola sono 433.212. È la cifra diffusa dalla Cgil dipartimento settori pubblici, sulla base di dati della Ragioneria generale dello stato nel Conto annuale 2005-6-7, che replica al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta che ha deciso di avviare il monitoraggio dei precari della p.a.. Nella pubblica amministrazione i contratti a tempo determinato sono 112.489, gli interinali 11.568, i lavoratori socialmente utili 25.213 e i co.co.co 79.493. Per un totale di 228.763. Per la scuola invece la somma tra personale docente e personale non docente risulta, secondo la Cgil pari a 204.449.


Brunetta: non sono un ammazza precari. Partita l'anagrafe dei precari della P.a.

"Non voglio licenziare nessuno, non sono un ammazza-precari. Sono solo una persona seria e voglio fare le cose per bene, magari anche bacchettare le amministrazioni che hanno fatto porcherie". Cosi' il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, ha indicato l'avvio del monitoraggio dei contratti di lavoro flessibile nella Pa che portera' ad individuare coloro in possesso dei requisiti per la stabilizzazione e all'adozione di un decreto per "l'attivazione di concorsi pubblici riservati". Brunetta ha chiesto ai lavoratori flessibili di tutta Italia di controllare che le amministrazioni presso cui lavorino inviino i dati al ministero entro il 23 marzo. Brunetta, ricordando alcuni dati della Ragioneria dello Stato, ha detto che nel 2007 i contratti a tempo determinato nella Pa erano 112 mila, esclusi i co.co.co. Nello stesso anno sono stati assunti in 10.982, con procedure di stabilizzazione; in 38.956 erano in possesso dei requisiti ma non stabilizzati. Intanto ieri sono partite 10 mila e-mail alle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche. "Entro un mese - ha spiegato Brunetta - conto di chiudere il tutto, poi pubblicheremo i buoni ed i cattivi, chi ha risposto e chi no" e la lista sarà presentata al governo, al parlamento ed alle organizzazioni sindacali". Il monitoraggio "sara' la prima anagrafe del lavoro flessibile nella Pa" e "servira' a fare chiarezza, equita' e giustizia", ha sottolineato il ministro. Il fenomeno "patologico", ha concluso, "ha tanti padri e patrigni, tante ragioni, gli ultimi ad averne responsabilita' sono i lavoratori stessi, mentre chi ha piu' responsabilita' sono le amministrazioni che non sempre hanno fatto il proprio dovere. Nella Pa si entra per concorso".


martedì 10 marzo 2009

Nel Lazio via libera al reddito minimo garantito

“Portiamo nella nostra regione un modello di tutela presente in tutti i Paesi europei più avanzati, la Francia, l'Austria, il Belgio, l’Olanda, i Paesi scandinavi e anglosassoni'', ha annunciato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, aprendo il 4 marzo il dibattito del Consiglio regionale sulla legge per il reddito minimo di cittadinanza. La legge approvata riguarda disoccupati, precari e soggetti in cerca di primo lavoro. “Siamo la prima grande regione italiana che si dota di uno strumento fondamentale che non ha nulla a che fare con la vecchia logica assistenzialista”, ha detto Marrazzo. “La legge regionale sul reddito minimo - ha aggiunto - è un passaggio decisivo per la nostra comunità. La Regione non lascia soli lavoratori, famiglie e imprese in un momento di eccezionale crisi. I dati del Pil 2008 ci riportano indietro alla crisi petrolifera di 30 anni fa e nel 2009 la stima è che 50mila persone rischiano il posto di lavoro nel Lazio. Per questo si deve intervenire con misure straordinarie: il nostro obiettivo è di raggiungere 20mila cittadini fino ad oggi privi di tutele sociali". Il presidente ha poi assicurato il suo impegno sugli investimenti per finanziare la legge, e ha chiesto “all'assessore al Bilancio Luigi Nieri e al Consiglio regionale di aumentare le risorse destinate a sostenere il reddito minimo garantito in occasion dell'assestamento di bilancio. "L'obiettivo - ha concluso Marrazzo - è raggiungere circa 20 mila cittadini del Lazio''. L'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi ha sottolineato che la legge sul reddito minimo assicura settemila euro a persona per un anno. “Daremo circa 530 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precari residenti nella regione Lazio. Avevamo pensato a una cifra di 5.400 euro all'anno - ha detto l’assessore - ma abbiamo dato parere positivo a un emendamento del Crel che ci chiedeva di aumentare la somma al minimo della pensione sociale, ovvero 7mila euro".


Arriva il censimento dei precari statali


da Rebubblica.it 10/03/09 - MILANO - Vuole sapere quanti sono i precari annidati in ogni angolo della pubblica amministrazione, Renato Brunetta. E così durante un incontro alla Bocconi il ministro ha annunciato di aver preso carta e penna per promuovere un vero e proprio censimento. L'obiettivo: consegnare entro un mese un report al Parlamento che dovrà decidere assieme al governo cosa fare. Precisa: "Per quella data dirò quanti sono i precari, da quanto sono assunti e in quale modo. Ne vedremo delle belle: perché è chiaro che la chiamata diretta spesso nasconde assunzioni di tipo clientelare pilotate dalla politica o dai sindacati". E se fra 30 giorni qualche ente pubblico non avesse risposto? Niente paura: "Quelli che non risponderanno vuol dire che non hanno precari". Ovviamente Brunetta si guarda bene dal caldeggiare l'idea di una regolarizzazione di massa. Ammonisce: "Non accetterò mai moratorie per tutti". Poi sorride comprensivo: "Vedremo chi ha titolo per una stabilizzazione. Ma di questo darò conto a Parlamento, governo e sindacati". Quindi s'infervora: "Io sono prontissimo per quelli che ne avranno titolo, per quelli che sono nella pubblica amministrazione da troppo tempo, per quelli che hanno avuto un percorso selettivo corretto, a trovare forme di regolarizzazione ma non avrò pietà per quelle amministrazioni che avranno fatto carne di porco di queste modalità di assunzione".
Fin qui Renato Brunetta. Quanto a Silvio Berlusconi dopo aver lodato il suo ministro ("ha ridotto del 40% l'assenteismo") si è lanciato in una previsione mirabolante: entro il 2012 "non ci sarà più carta nella pubblica, tutto sarà digitalizzato. I cittadini e le imprese potranno avere su Internet tutto quello di cui hanno bisogno dallo Stato".
In attesa che la carta scompaia dagli uffici il presidente del Consiglio ha invitato i dipendenti pubblici a fare shopping e a stare tranquilli. Dice Berlusconi: "Non devono avere preoccupazioni: il posto è sicuro, hanno avuto un incremento dello stipendio, c'è un abbattimento dei costi riguardo al gas e alla benzina, i prezzi sono contenuti e il potere d'acquisto del loro stipendio non è diminuito". Tutto bene, dunque. "I dipendenti pubblici", sostiene ancora il presidente del consiglio, "non hanno motivo di modificare le loro abitudini economiche". Quanto alla situazione economica meglio non enfatizzarla. Certo, ammette Berlusconi "la crisi sembra particolarmente grave, ma la sua estensione nel tempo dipenderà dai nostri comportamenti". In ogni caso, promette, "non ci saranno situazioni di miseria".

Patto Moratti-Brunetta: i milanesi danno i voti agli uffici del Comune


Faccino sorridente uguale giudizio positivo. Smorfia uguale bocciatura. I cittadini danno i voti ai servizi del Comune attraversi gli «emoticon», i faccini tondi che si usano nelle chat. In base a un protocollo firmato dal sindaco Letizia Moratti e dal ministro alla Pubblica istruzione Renato Brunetta, gli sportelli comunali saranno dotati di una mini tastiera per votare il servizio tramite i due simboli. La sperimentazione parte il 23 marzo, con tutta probabilità dagli uffici comunali di via Larga. «Siamo fieri di fare da apripista con questo servizio» commenta la Moratti che già dal 2007 ha messo a disposizione delle lamentele dei cittadini il numero 020202, anche via sms, e lo sportello reclami, anche in versione on line.

lunedì 9 marzo 2009

La Regione Lazio a sostegno di disoccupati e precari


Tibaldi: «Prima sperimentazione per una ridefinizione delle politiche di welfare»



La scorsa settimana l'Aula della Pisana ha approvato un provvedimento normativo a sostegno dei lavoratori disoccupati, inoccupati e precari. Il beneficio previsto dalla legge è di 7 mila euro annui da corrispondere mensilmente e avrà la durata di un anno. L'assessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi,si augura che questa prima sperimentazione si possa tradure «in un intervento strutturale, tale da consentirci di ampliare il numero dei beneficiari».Quaranta milioni di euro per disoccupati, inoccupati e precari. Si tratta della legge regionale sul reddito minimo garantito che la Regione Lazio ha approvato la scorsa settimana. «Un provvedimento particolarmente importante - sottolinea Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche sociali- in quanto può agire da apripista per una futura ed auspicata legislazione nazionale per il reddito di base e per una complessiva ridefinizione delle politiche di welfare». Attualmente lo stanziamento prevede la disponibilità di 20 milioni di euro per il 2009 e 20 milioni di euro per il biennio 2010-2011. Il governatore del Lazio Piero Marrazzo, però, ha già fatto sapere, che è già in corso di valutazione, insieme all'assessore al bilancio, la possibilità di aumentare lo stanziamento iniziamento iniziale in fase di assestamento. Il beneficio previsto dalla legge è di 7 mila euro annui da corrispondere mensilmente e avrà la durata di un anno. Verranno privilegiati i lavoratori che decideranno di aderire a percorsi di formazione che puntino alla ricollocazione nel circuito lavorativo. «E' una novità importante nel panorama italiano» tiene a sottolineare l'assessore Tibaldi. «L'Italia è l'unico paese, insieme alla Grecia, che non ha un provvedimento nazionale che stabilisce un principio del genere».«La crisi economica globale che stiamo vivendo rischia di penalizzare i tanti lavoratori precari - con contratti atipici, somministrati, interinali- che al termine del loro contratto di lavoro non hanno il minimo riconoscimento in materia contributiva e retributiva». La decisione di sostenere il reddito minimo garantito è anche un'occasione per «suscitare una discussione a livello nazionale e provare a capire - illustra l'assessore- se c'è la possibilità di individuare i percorsi che possono portare a una legge nazionale in questa direzione». «Questo provvedimento normativo regionale - spiega la Tibaldi- permetterà di sostenere quelle categorie di lavoratori, come quelli a tempo indeterminato, che sono rimasti esclusi dall'accordo complessivo con il governo -con cui la Regione ha già siglato una pre-intesa- sugli ammortizzatori sociali».



Senato, prosegue l’esame del ddl sul lavoro

Il provvedimento, già approvato dalla Camera, dà delega al governo in materia di lavori usuranti, di congedi, aspettative e permessi, di misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico

di Valerio Strinati

Senato Prosegue l’esame in sede referente del disegno di legge sul lavoro collegato alla manovra di finanza pubblica
Le Commissioni riunite 1ª (affari costituzionali) e 11ª (lavoro, previdenza sociale) hanno proseguito giovedì 26 febbraio e giovedì 5 marzo, l’esame in sede referente del disegno di legge n. 1167, recante delega al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, nonché misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico, di controversie di lavoro e di ammortizzatori sociali, già approvato dalla Camera dei deputati. Gli interventi delle senatrici del gruppo del PD Blazina e Ghedini si sono soffermati in senso fortemente critico sulla eccessiva dilatazione dei tempi dell’esame parlamentare (iniziato nel novembre 2008), a fronte di una situazione di crisi che richiederebbe invece decisioni tempestive, nonché sulla eterogeneità dei contenuti del disegno di legge all’esame che, come anche altri provvedimenti del Governo, appare destinato ad approdare in Assemblea con ulteriori modifiche ed integrazioni, rispetto al testo trasmesso dalla Camera, suscettibili di produrre ulteriore frammentazione della normativa e certo non in linea con i propositi di semplificazione legislativa più volte enunciati dall’Esecutivo. È stato altresì espresso rammarico per l'assenza del rappresentante del Governo, che avrebbe potuto fornire chiarimenti sulla effettiva disponibilità di risorse finanziarie per gli ammortizzatori sociali, per i quali è stata ribadita l’opinione del PD, favorevole ad una riforma organica degli stessi, come misura strutturale per contrastare efficacemente la crisi in atto. Sul merito del disegno di legge, è stata segnalata l’esigenza di evitare ulteriori proroghe per l’esercizio della delega legislativa per la revisione della disciplina in tema di lavori usuranti, già conferita con l'articolo 1, comma 3, della legge finanziaria per il 2008, considerando che la regolamentazione della materia assume ormai un carattere d'urgenza. In particolare, la sen. Ghedini ha sottolineato il rischio di una eventuale insufficienza delle risorse stanziate qualora i requisiti per l'accesso anticipato al pensionamento non fossero stati stabiliti secondo criteri rigorosi, nonché la possibile incompatibilità con la apposizione di un tetto di spesa di una norma destinata ad attribuire, in presenza di determinate condizioni, un diritto soggettivo a una platea indiscriminata di soggetti. Critiche sono state rivolte anche all’approccio centralistico con cui, all’articolo 2, si è proceduto alla riorganizzazione di enti vigilati dal Ministero del lavoro ed è stata rimarcata l’esigenza di assicurare il rispetto delle competenze regionali in materia di vigilanza su alcune particolari categorie di enti, come gli istituti zooprofilattici sperimentali, e di preservare le funzioni e le competenze di alcuni degli enti oggetto della delega, quali l’ISFOL e l’ISPESL, considerata la rilevanza dei rispettivi ambiti di intervento a tutela dei lavoratori. Sull’articolo 4, recante misure contro il lavoro sommerso, i rilievi delle senatrici del PD si sono concentrati, oltre che sulla segnalazione di una consistente riduzione dell’attività di vigilanza, sulla scelta di prevedere una riduzione delle sanzioni, e sulla qualificazione della buona fede del datore di lavoro come causa di esclusione della colpevolezza: la normativa proposta, per cui le sanzioni non si applicherebbero qualora si evidenzi la volontà di non occultare il rapporto, potrebbe infatti produrre invece un effetto di incentivazione del lavoro sommerso. Un altro elemento di criticità rilevato negli interventi delle senatrici del PD, riguarda l’articolo 7, sostanzialmente abrogativa delle misure di stabilizzazione del rapporto di lavoro del personale impiegato a tempo determinato presso gli enti pubblici, contenute nelle leggi finanziarie 2007 e 2008: oltre a produrre effetti non lievi di aumento della disoccupazione, infatti, la scelta del Governo rischia anche di danneggiare gli enti pubblici interessati, costretti a rinunciare al personale attualmente in servizio, che ha nel frattempo maturato importanti competenze. Le senatrici intervenute hanno poi segnalato che l’articolo 17 delinea una disciplina in materia di congedi, aspettative e permessi dei lavoratori particolarmente penalizzante dell’occupazione femminile, che invece richiederebbe adeguate politiche di promozione; mentre l'articolo 18, di modifica della legge n. 104 del 1992 in tema di permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazioni di gravità, introduce una notevole e discutibile restrizione del regime dei permessi per chi assiste familiari disabili, senza considerare che il diritto all'assistenza non è configurato dalla legge come un diritto del lavoratore che assiste il disabile, quanto piuttosto come un diritto soggettivo del disabile stesso. È stata pertanto annunciata la presentazione di emendamenti, volti a modificare in modo sostanziale un disegno di legge che, ad avviso del Gruppo del PD, è giunto dalla Camera dei deputati, in un testo non certo migliorato rispetto all’originaria proposta del Governo. Per il Gruppo Italia dei Valori, la senatrice Carlino ha criticato la scelta prospettata dall’articolo 4, in materia di lotta al lavoro sommerso, di ridurre di fatto le sanzioni amministrative a carico dei datori di lavoro, presentando opinabilmente tale riduzione come incentivo alla regolarizzazione; di comminare, inoltre, sanzioni più lievi per coloro che, pur avendo utilizzato un lavoro irregolare, abbiano successivamente regolarizzato il lavoratore, e di escludere dall'applicazione delle sanzioni amministrative e civili, coloro che non abbiano dolosamente occultato il rapporto di lavoro. Con tali agevolazioni – ha osservato la senatrice Carlino – si vanificano le norme varate dal precedente esecutivo, volte a far emergere il "lavoro nero" garantendo, nello stesso tempo, la sicurezza nei luoghi di lavoro. Con l’articolo 5, poi, il Governo riduce drasticamente le sanzioni per coloro che non rispettano i tetti imposti dalla legge per gli orari di lavoro giornalieri, mentre l’articolo 6, in materia di reclutamento del personale pubblico, con una disposizione di dubbia costituzionalità, conferisce alla residenza un discutibile carattere di titolo preferenziale nei concorsi pubblici, finendo col rendere meno rilevante il valore del titolo di studio. Con l’articolo 7, che di fatto abroga la procedura graduale di stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni avviata con le leggi finanziarie del 2007 e del 2008 dal precedente Governo, potrebbe determinarsi, secondo la senatrice Carlino, la fine del rapporto di lavoro per 120 mila lavoratori entro il 2009. Dopo avere formulato critiche agli articoli 17 e 18 in materia di congedi, aspettative e permessi, in particolare sulla scelta di ridurre le possibilità di fruire di permessi per chi assiste familiari disabili, la senatrice Carlino si è soffermata sull’articolo 23, osservando che la disposizione, recante clausole generali di certificazione del contratto di lavoro, produce un meccanismo per cui le decisioni del datore di lavoro sono, di fatto, insindacabili anche da parte dei giudici, i quali sono chiamati a verificare esclusivamente la conformità di quanto statuito tra le parti. Vi è il rischio di una progressiva perdita di rilevanza del contratto collettivo e la conseguente valorizzazione dei contratti individuali di lavoro, quali parametri cui riferirsi ai fini della tipizzazione delle nozioni di giusta causa e giustificato motivo posti alla base del licenziamento. All’articolo 24, risulta poi discutibile la la possibilità di introdurre, nei contratti collettivi, clausole vessatorie di decadenza dal diritto di impugnare il licenziamento, con particolare riferimento ai contratti a termine e ai contratti di collaborazione. Infine, secondo la senatrice Carlino, alla luce della gravissima crisi economica in atto, sarebbe indispensabile incrementare il fondo degli ammortizzatori sociali il cui importo è fermo a quello stabilito per il 2008. Nella seduta del 5 marzo, conclusasi la discussione generale, i relatori Saltamartini (PdL) e Castro (PdL) ed il rappresentante del Governo hanno replicato agli intervenuti: la relatrice per la Commissione affari costituzionali Saltamartini ha osservato che nella discussione è emersa l’esigenza di rafforzare gli strumenti normativi a favore delle persone disabili, che trovano fondamento anche in alcune disposizioni costituzionali, e, soffermandosi sulla questione della coerenza e della qualità dei testi normativi, ha segnalato la necessità di un coordinamento, in particolare, con il disegno di legge delega del Governo sulla produttività del lavoro pubblico, definitivamente varato dal Senato. Per quanto riguarda la stabilizzazione del personale pubblico, ha poi ricordato le disposizioni introdotte relativamente al comparto delle forze armate e della sicurezza; ha rammentato anche le modifiche apportate alla disciplina dell'assenza per malattia dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Infine, per quanto riguarda l'ipotesi di privilegiare il reclutamento interno rispetto a quello esterno alla pubblica amministrazione, la relatrice ha sottolineato che l'accesso agli uffici pubblici, ai sensi degli articoli 51 e 97 della Costituzione, deve avvenire per pubblico concorso, salva la possibilità di riservare una quota al personale interno. Il relatore per l'11a Commissione permanente Castro ha osservato che gli interventi dei senatori dell’opposizione hanno espresso in primo luogo una sollecitazione al Governo e alla maggioranza affinché venga perseguito un metodo di collaborazione per la valorizzazione delle possibili convergenze; in secondo luogo una critica in ordine all’adeguatezza del provvedimento a rispondere alla grave crisi che l'Italia sta attraversando. Su questo punto, va registrata una marcata divergenza sul tema degli ammortizzatori sociali: la maggioranza ritiene infatti non si debba seguire una logica di indirizzi pianificatori, che rischierebbe di dar luogo ad interventi che potrebbero rivelarsi disallineati rispetto alla situazione attuale. Il terzo aspetto delle critiche mosse dai gruppi dell’opposizione riguarda infine talune eccezioni critiche nei confronti del provvedimento, con specifico riferimento alla semplificazione normativa, alle misure contro il lavoro sommerso ed ai meccanismi di conciliazione ed arbitrato e su questo punto il relatore ha auspicato la disponibilità del Governo a recepire una parte degli emendamenti dell'opposizione, laddove si rivelino finalizzati a garantire una maggior efficacia di intervento, secondo il metodo già felicemente sperimentato nel corso dell’esame del disegno di legge delega del Governo sul pubblico impiego. Il sottosegretario Viespoli ha ricordato che dopo un inizio incerto dell’esame parlamentare del disegno di legge n. 1167 si è determinata una convergenza tra le forze politiche anche su profili di rilievo critico (ad esempio per quanto attiene alle modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza ai portatori di handicap). Pertanto, il Governo accoglie con favore l'invito del relatore per la 1a Commissione permanente Saltamartini a utilizzare l'esame del disegno di legge per armonizzare le disposizioni in materia di lavoro pubblico introdotte recentemente, in modo da eliminare sovrapposizioni e incongruenze, e condivide l'auspicio del relatore per la Commissione lavoro Castro affinché si realizzi un confronto con i Gruppi dell'opposizione con particolare riguardo alle modifiche della disciplina del processo civile. Ha quindi ricordato gli interventi di stabilizzazione del personale dipendente di alcuni istituti pubblici (in particolare l'ISFOL), che hanno anticipato alcune delle norme contenute nel provvedimento in esame e ha osservato che lo stesso in alcune sue parti risulta superato, per la circostanza che è nel frattempo intervenuta una crisi economica eccezionale, a cui si è dovuto fare fronte con ben altri sforzi e interventi di protezione. Pertanto, il testo potrebbe essere ridimensionato, anche in base ad alcuni emendamenti presentati dal Governo. Si è quindi convenuto di proseguire l'esame del disegno di legge in due sedute, mercoledì 11 e giovedì 12 marzo, alle ore 14,30.

PA, Brunetta: ''Al via l'accesso alle pratiche dal posto di lavoro''


L'annuncio del ministro: ''Nei posti di lavoro fra qualche settimana ci saranno dei computer dove i dipendenti potranno svolgere le operazioni senza spostarsi''. Poi sui precari: ''Entro un mese un'anagrafe completa e un rapporto al Parlamento''


Milano, 9 mar. (Adnkronos/Ign) - ''Nei posti di lavoro fra qualche settimana ci saranno dei computer dove i dipendenti potranno svolgere le pratiche della Pubblica Amministrazione senza spostarsi dal luogo di lavoro''. Ad annunciarlo è il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, nel corso di un incontro all'Università Bocconi di Milano, sul tema 'Quale riforma della Pubblica Amministrazione'.
Il ministro ha poi spiegato di aver iniziato un censimento dei lavoratori precari assunti dallo Stato e entro un mese consegnerà un report al Parlamento che dovrà poi decidere insieme al Governo il da farsi. ''Sto scrivendo a tutti gli enti pubblici per sapere chi sono tutti i precari di cui si favoleggia'', ha detto il ministro. ''Darò report settimanali e entro un mese produrrò un report per le Camere su quanti sono, da quanto sono assunti e in quale funzione e via dicendo. Sulla base di questo report il parlamento e il governo decideranno sul da farsi''.
Brunetta ha anche sottolineato più volte che, tuttavia, ''non accetterò mai moratorie o regolarizzazioni per tutti. C'è differenza tra essere precario da sei anni oppure da tre mesi - ha proseguito -, voglio che tutti i novemila comuni d’Italia mi dicano quanti precari hanno''.
Il ministro ha detto che pubblicherà tutte le risposte regolarmente e ''se qualcuno non mi farà pervenire la risposta, innanzitutto lo renderemo pubblico su internet. E poi, in assenza di un responso, vorrà dire che non hanno precari e quindi quando ci saranno provvedimenti non saranno coinvolti". ''Vedremo chi ha titolo - ha aggiunto Brunetta - per percorrere una strada di stabilizzazione''. Ma ''di questo darò conto a Parlamento, Governo e sindacati''.
Infine, parlando dell'Authority sugli standard di beni e servizi della p.a, Brunetta ha affermato che fra i suoi membri potrebbero esserci anche degli esperti stranieri. ''Saranno i migliori al mondo, non ci saranno clientele'', ha risposto il ministro a chi gli chiedeva quali saranno i nomi indicati a fare parte dell'organismo che dovrebbe essere operativo "entro l'estate o subito dopo" e ora in discussione in Parlamento. Mentre alla domanda se fra gli esperti ci sarà anche qualche nome straniero il ministro ha risposto ''forse sì''.

Pa, Brunetta: "Entro un mese, l'anagrafe dei precari"


Milano -
Un'anagrafe di tutti i precari della pubblica amministrazione. E' questa l'idea del ministro Brunetta per far luce sul numero reale dei precari negli enti pubblici. E partita questa mattina l’indagine del ministero della Funzione pubblica sui precari della pubblica amministrazione. "Un numero indefinito e imrpecisato. Oggi ho mandato disposizioni a tutta la Pa di farci sapere quanti dipendenti flessibili hanno". Lo ha dichiarato il ministro durante il convegno "Quale riforma della Pubblica Amministrazione?" tenuta all'università Bocconi di Milano. "Si parlava dei precari della ricerca pensando che fossero cinquanta o sessantamila, poi abbiamo fatto un'indagine ed erano solo 1846", ha proseguito il ministro-professore a supporto della sua tesi.
Report settimanali "Darò report settimanali sui dati che mi perverranno ed entro un mese porterò un rapporto al governo e alle Camere. Sulla base dei dati che raccoglierò - ha spiegato Brunetta - il Parlamento prenderà i dovuti provvedimenti per la stabilizzazione: è l’unica strada per dare una regolamentazione seria".
"Non si possono stabilizzare tutti" Brunetta ha ribadito più volte la sua avversione alla logica del "todos caballeros". Un secco no, quindi, alla stabilizzazione di tutti i precari senza praticare alcuna distinzione. "C'è differenza tra essere precario da sei anni oppure da tre mesi - ha proseguito -, voglio che tutti i novemila comuni d’Italia mi dicano quanti precari hanno." E gli enti che non risponderanno alle richieste ministeriali? "Se qualcuno - ha precisato - non mi farà pervenire la risposta, innanzitutto lo renderemo pubblico su internet. E poi, in assenza di un responso, vorrà dire che non hanno precari e quindi quando ci saranno provvedimenti non saranno coinvolti".
In quattro anni saremo una Ferrari In quattro anni la tanta vituperata Pubblica amministarzione italiana diventerà come la Ferrari. Un fiore all'occhiello del Paese. Parola di Renato Brunetta. "Voglio far sì che la Pubblica amministrazione sia come la Ferrari, un marchio di cui essere orgogliosi e non mi accontento di meno. Saremo fra i migliori al mondo". "Voglio produrre fino al 50 per cento in più e ci sto riuscendo", ha aggiunto Brunetta.
Tabaccai? Non solo sigarette Ma il ministro non si accontenta e vuole procedere "dando piedi e voce ai cittadini". Ovvero, dargli la possibilità di potersi rivolgere, se insoddisfatti, ad altri sportelli e di poter dichiarare il proprio scontento. "Exit e voice", dice Brunetta. È già partita "Rete amica", sistema che affianca alle abituali reti di distribuzione di beni e servizi pubblici altre abilitate come quelle dei tabaccai e delle banche e poi arriveranno anche le farmacie, i carabinieri e centri commerciali. "Contiamo di raggiungere quota 100 mila nodi entro fine la fine dell'anno", ha dichiarato il ministro.
Arrivano anche gli emoticon E lo scontento? La rabbia che si accumula nelle interminabili code, per poi arrivare allo sportello e magari trovare, al di là del vetro, un inserviente malmostoso potrà incidere sulle sorti della Pa. Basterà esprimere un emoticon. Le faccette, nate dal web, che manifestano i propri stati umorali. Bocca verso l'altro, verso il basso o indifferenza. Verranno sistemati apparecchi, vicino agli sportelli, che permetteranno di lasciare un proprio giudizio sul servizio utilizzato. La sperimetazione del progetto Emoticon partirà da Milano con un protocollo firmato tra il ministro e il sindaco Letizia Moratti.
Lo sportello ti segue al lavoro "Esco un attimo, devo andare alle Poste". Frasi di questo tipo non si sentiranno più. Se il dipendente non va allo sportello, lo sportello va dal dipendente. Fra dieci giorni partirà l'operazione "On the job", ovvero un terminale in ogni posto di lavoro dove i dipendenti pubblici potranno svolgere le pratiche burocratiche, ed entro metà maggio verrà avviato un servizio di caselle e-mail con le quali dialogare con la Pubblica amministrazione.

Pa, Brunetta:Inizia mappatura precari,primo rapporto tra 1 mese


Roma, 9 mar (Velino) - Inizia oggi la mappatura dei precari della Pa ed entro un mese si avrà il primo rapporto completo. La novità è stata ribadita oggi dal ministro Renato Brunetta che domani la presenterà ufficialmente nel corso di una conferenza stampa. “Si dice che c’è un grande problema dei precari della Pubblica amministrazione ma non si sa quanti sono e nessuno sa la tipologia - ha detto il numero uno di Palazzo Vidoni parlando all’università Bocconi -: faremo un’anagrafe, scriverò a partire da oggi agli enti pubblici per sapere chi sono e mi aspetto un primo report in settimana, un risultato significativo lo avremo entro un mese e il rapporto sarà presentato alle Camere e al governo”. Brunetta prosegue dunque nella direzione presa martedì scorso, quando aveva smentito che al Consiglio dei ministri di venerdì sarebbe stato discusso un dl sui precari e aveva invece presentato l’intenzione di avviare un monitoraggio sui precari. In quell’occasione il responsabile della Pa aveva pure ricordato il caso degli enti di ricerca, per cui si parlava di 50mila-60mila precari e poi “si è scoperto che erano meno di duemila i regolarizzabili, che poi sono stati regolarizzati”. “Dirò anche chi non mi ha risposto che evidentemente non ha precari, chi non risponde sarà ignorato” ha aggiunto oggi Brunetta mentre “per gli altri i nominativi verranno inoltrati”. In seguito l’esecutivo avvierà “percorsi agevolati e una regolarizzazione attraverso concorsi”. Ma nessuna moratoria all’orizzonte: “Non l’accetterò mai” perché “è demagogia sulla pelle dei precari”. Nessun dubbio, insomma, per Brunetta: la sua Pa è quella in cui “si entra per meriti e si basa su produttività, customer satisfaction. O è così o me ne vado”.

PARTE IL "CENSIMENTO" DEI PRECARI BRUNETTA: «NE VEDREMO DELLE BELLE»


Dopo i fannulloni, il ministro Renato Brunetta mette nel mirino i precari. E annuncia che da oggi, in tutte le pubbliche amministrazioni, partirà un “censimento”. «Voglio sapere chi sono, come sono stati assunti, da quanto tempo» ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione ai microfoni di Radio Rtl commentando: «Ne vedremo delle belle. Vedremo quanto sono stati assunti su spinta clientelare o su spinta sindacale. Poi pubblicherò tutto». Proprio sui precari, però, insiste il leader del Pd, Dario Franceschini, che ha chiesto al governo una «moratoria di un anno» dei licenziamenti dei precari della pubblica amministrazione. «Un blocco per un anno, cioè per tutta la crisi, del licenziamento dei precari pubblici - ha precisato Franceschini - Sono 100 mila persone che lavorano nella sanità, nella scuola, nell'assistenza». «I dipendenti pubblici in Italia - ha spiegato Brunetta - sono oltre 3,6 milioni, negli anni si è bloccato il turn over e si è ricorso agli atipici. Adesso si vorrebbero trasformare tutti in contratti a tempo indeterminato, ma trasformando tutti in cavalieri, senza un concorso o una selezione quanto si risparmia? Un po’ di rischio - ha concluso - fa bene alla produttività ma bisogna anche evitare che l'atipico rimanga tale per tutta la vita».

domenica 8 marzo 2009

Pubblica Amministrazione: Brunetta, parte domani censimento sui precari


ROMA - È il censimento dei precari l'ultima trovata di Renato Brunetta per il suo piano "anti-fannulloni". La misura partirà da domani. ''Voglio sapere chi sono, come sono stati assunti, da quanto tempò', ha detto il ministro della Pubblica amministrazione ai microfoni di Rtl. ''Ne vedremo delle belle - ha aggiunto Brunetta - vedremo quanto sono stati assunti su spinta clientelare o su spinta sindacale. Poi pubblicherò tuttò'. (Agr)

BONANNI APPOGGIA PROPOSTA FRANCESCHINI SU MORATORIA PRECARI


(IRIS) - ROMA, 7 MAR - Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, appoggia la proposta del segretario del Pd, Dario Franceschini, relativa ad una moratoria di un anno dei licenziamenti dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione. Secondo Bonanni, infatti, è una proposta ''ragionevole e da sostenere''. ''Sarebbe un incomprensibile spreco, infatti, - osserva il sindacalista - perdere delle professionalità che finora sono state impiegate per far funzionare la pubblica amministrazione e la scuola''. Bonanni ha ricordato anche che due anni fa venne fatto un accordo sul personale precario per collocarlo meglio dentro un quadro di riforma della pubblica amministrazione. ''Ai rigoristi a tutti i costi - dice ancora Bonanni - voglio ricordare che se questi lavoratori dovessero malauguratamente essere licenziati, si dovrà comunque prevedere per loro degli ammortizzatori sociali, al pari dei dipendenti del settore privato. Certo nessuno pensi - avverte il numero uno della Cisl - che si tratti di lavoratori di serie 'C' ai quali non vanno dati gli ammortizzatori. Sono lavoratori - insiste - che già sono stati discriminati perchè hanno fatto lo stesso lavoro degli altri, ma con meno tutele''.

Franceschini: moratoria sui licenziamenti dei precari


ROMA (7 marzo) - Il segretario del Pd Dario Franceschini propone al governo una moratoria di un anno sui licenziamenti dei precari nella scuola e nella pubblica amministrazione. «Siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso - ha affermato il leader del Pd - lo Stato con una mano cerca di occuparsi di chi sta perdendo il posto di lavoro a causa della crisi economica e con l'altra si prepara a non riconfermare 100mila precari». Le risorse necessarie per la moratoria possono derivare dai «tagli mirati e non indiscriminati alla spesa pubblica» e soprattutto dalla lotta all'evasione fiscale. «Non se ne parla più ma bastava non perdere quei 6-7 miliardi non entrati in questo anno per l'abbandono della lotta all'evasione, per trovare la copertura». Di questi, ha ricordato il segretario del Pd, 60mila provengono dalla pubblica amministrazione e altri 40mila dalla scuola. Per questa ragione Franceschini ha invitato il governo a «sospendere per un anno gli effetti delle misure previste». Il segretario Pd critico con Berlusconi. il segretario del Pd attacca poi Il presidente del Consiglio, reo non solo di bocciare l'assegno di disoccupazione che «esiste in tutti Paesi europei», ma di considerarlo un incentivo al licenziamento e un'esortazione a ricorrere al lavoro nero, «dà degli imbroglioni a migliaia di piccoli imprenditori e commercianti». Nel commentare il giudizio totalmente negativo espresso ieri da Berlusconi sulla proposta del Pd di attribuire un'indennità mensile ai lavoratori che perdono il posto («è una licenza di licenziare», ha tagliato corto il premier), Franceschini ha osservato: «la battuta del presidente del Consiglio fa ridere ma nello stesso tempo è drammatica. Lo sa Berlusconi -ha infine domandato il segretario del Pd - che nel 2008 trecentomila persone hanno già perso il posto di lavoro e che ogni settimana migliaia continuano a perderlo e non godono di nessuna protezione?». Casini: crisi tragica. «Credo che la crisi sia tragica e che ci siano migliaia di persone che stanno perdendo il posto di lavoro». Lo ha detto il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, in merito sulla valutazione della crisi da parte di Silvio Berlusconi, rispondendo ai giornalisti a margine dell'assemblea nazionale dei giovani imprenditori di Confartigianato. «In questo Paese - ha aggiunto Casini - ci sono gli ammortizzatori sociali delle famiglie, c'è molto risparmio nelle famiglie che stanno aiutando i giovani che non trovano lavoro o che lo perdono. O anche i disoccupati che si stanno materializzando sempre di più. Ma c'è una grande e profonda questione sociale in Italia, che non va sottovalutata e che non si può affrontare con questi effetti annuncio». «Sembra - ha proseguito il leader dell'Udc - che ogni giorno si stanzino nuovi soldi, ma in realtà sono sempre gli stessi e non vengono stanziati. Qui c'è bisogno di un grande piano per le piccole imprese, rimuovendo gli studi di settore che le stanno vessando, cercando di garantire il credito dalle banche perchè non lo stanno erogando. E poi famiglie ed ammortizzatori sociali. Per fare questo - ha concluso -, secondo me, bisogna fare una grande riforma del sistema previdenziale, perchè è l'unico modo per trovare risorse per iniettare nell'economia risorse vere, che altrimenti non ci sono»

Franceschini: stop licenziamenti precari pubblici


ROMA - Dario Franceschini non molla la presa sul tema del lavoro, della disoccupazione e della crisi: oggi ha infatti chiesto al governo una "moratoria di un anno" dei licenziamenti dei precari della pubblica amministrazione. Il segretario del Pd ha anche accusato Berlusconi di essere "il Signor no", viste le risposte sempre negative alle proposte del Pd ed ha sottolineato come le parole di ieri del premier siano un insulto "a piccoli imprenditori, artigiani e commercianti, a cui ha dato degli imbroglioni". Dalla tribuna dell'associazione "A sinistra", Franceschini ha incalzato il governo su crisi e lavoro, mettendo sul tavolo una nuova proposta, dopo quella dell'assegno di disoccupazione a chi perde il posto. Il leader del Pd ha detto che sarebbe "un paradosso" se "lo Stato mentre con una mano si occupa di chi perde il lavoro, con l'altra licenziasse i propri dipendenti, nella scuola e nella pubblica amministrazione". Di qui la proposta: "una moratoria, un blocco per un anno, cioé per tutta la crisi, del licenziamento dei precari pubblici. Sono 100 mila persone che lavorano nella sanità, nella scuola, nell'assistenza" e cioé settori che erogano servizi alle famiglie. L'idea della moratoria ha subito incassato l'assenso dei leader dei due maggiori sindacati, e cioé Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni. La copertura proposta è la lotta all'evasione fiscale. "Bastava non perdere quei 6-7 miliardi - ha detto Franceschini - non entrati questo anno per l'abbandono della lotta all'evasione per coprire le nostre proposte". Per altro il leader Democratico rilancia anche la proposta dell'assegno di disoccupazione, su cui si voterà giovedì prossimo alla Camera e che ieri il premier ha nuovamente respinto perché inviterebbe gli imprenditori a licenziare i dipendenti e a riprenderli in nero. "'Berlusconi - ha detto Franceschini - ha dato dell'imbroglione a migliaia di piccoli imprenditori, artigiani e commercianti". E soprattutto il segretario del Pd rivolta su Berlusconi quella che era stata l'accusa subita per anni dal centrosinistra, cioé di saper dire solo 'no'. "Berlusconi è il 'signor no'" ha detto il segretario dei Democratici, e il "niet" è l'unica risposta anche davanti a proposte come quella dell'assegno "che è il frutto del lavoro di esperti e di persone che hanno governato l'Italia, come Bersani e Damiano". Su un altro punto Franceschini promette di incalzare il capo del governo: "Faremo un'operazione verità - ha detto - per contrastare l'azione perseguita scientificamente dal Presidente del Consiglio di negare, coprire, oscurare la crisi economica". Il premier, secondo il leader del Pd, si avvarrà di due mezzi: "o mettendo in agenda altri temi, o facendo delle operazioni di immagine", ma sempre per "evitare che la percezione individuale diventi anche percezione collettiva". Non meno duro Piero Fassino: "Berlusconi è inadeguato a fronteggiare questa crisi: è l'unico governante al mondo che dice ai cittadini che la crisi non è grave". (ANSA).