LA PETIZIONE DA FIRMARE

mercoledì 4 marzo 2009

Pa: sui precari opposizione insorge, Brunetta avvia monitoraggio


Roma, 3 mar (Velino) - Non c’è nessun decreto legge sui precari all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Il responsabile della Pa e dell’Innovazione convoca una conferenza stampa per smentire le indiscrezioni su un decreto legge con cui l’esecutivo bloccherebbe il rinnovo del contratto ai lavoratori flessibili delle amministrazioni pubbliche. “Non esiste alcun decreto legge, né tanto meno sarà in discussione al prossimo Cdm” ha detto Brunetta che è tornato a un progetto già annunciato un paio di mesi fa. “Da lunedì partirà un monitoraggio tra le amministrazioni centrali e periferiche su base volontaristica per fare un conto di quanti sono i precari della Pa e a quale tipologia appartengano” ha spiegato il numero uno di Palazzo Vidoni che vuole avere un “affresco definito dei lavoratori atipici”. “Chi non risponderà - ha sottolineato - evidentemente non ha precari da regolarizzare”. Il ministro della Pa ha poi ricordato il caso degli enti di ricerca, per cui si parlava di 50mila-60mila precari e poi “si è scoperto che erano meno di duemila i regolazzabili, che poi sono stati regolarizzati”. Grazie al monitoraggio, “si potrà capire chi sono quelli che rispondono ai criteri concorsuali e il loro contratto verrà prorogato fino al concorso, da farsi entro l’anno”. Secondo dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato, sarebbero circa 400mila i dipendenti che rischiano di non vedersi rinnovato il contratto. Per la precisione, sempre a parere di Corso d’Italia, 200mila precari andrebbero a casa già dal 1 luglio prossimo, insieme ai 130mila contratti a tempo determinato annuale del personale docente e ai 70mila del personale non docente. Sui numeri diffusi dalla Cgil, ironico il commento di Brunetta: “Se sono simili a quelli della partecipazione agli scioperi, allora siamo tranquilli”.
Già nel pomeriggio, a margine di un’altra conferenza stampa a Palazzo Vidoni, Brunetta era intervenuto sulla questione chiarendo che non esisteva “alcun decreto” e puntando il dito contro l’ex ministro del Welfare Cesare Damiano. “Per il problema dei precari - aveva detto - andate a chiedere conto a Damiano che ha voluto la limitazione dei periodi di rinnovo contrattuale a tre anni, valido tanto per il pubblico quanto per il privato. È all’origine di tutto ciò, se c’è qualcuno che deve farsi qualche domanda sono l’ex ministro Damiano e il governo Prodi”. Un appello al ministro della Pa era arrivato proprio dal deputato Pd: “Fermate Brunetta. Venerdì non varate un decreto che taglia la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Un governo che licenzia i suoi dipendenti che aspettano di essere stabilizzati, aggiunge alla disoccupazione altra disoccupazione, disagio e tensione sociale. Fermatevi. Tenete quei lavoratori e stabilizzateli” aveva dichiarato Damiano che poi ha parlato di una positiva “retromarcia” da parte del ministro. E durante la conferenza stampa indetta per presentare la mozione Pd per l’assegno ai disoccupati anche il leader del Nazareno Dario Franceschini aveva esortato a “bloccare subito l’uscita dei precari di scuola e pubblica amministrazione”.
In giornata erano arrivate anche altre prese di posizione da parte di esponenti della minoranza. “Se fosse vero non solo il governo negherebbe l’assegno mensile proposto dal Pd per chi perde il lavoro e non è coperto da ammortizzatori sociali ma addirittura li licenzierebbe e per decreto” aveva detto Paolo Nerozzi (Pd) chiedendo al governo di smentire l’esistenza del decreto legge, mentre Giuliana Carlino, senatrice Idv, si complimentava con Brunetta per “la ricetta del governo per superare la crisi: licenziare per decreto legge tanti precari”. Di “atto politico gravissimo, da parte di un governo irresponsabile che vuole negare il futuro a un numero molto consistente di famiglie italiane” aveva invece parlato il leader del Prc Paolo Ferrero.

martedì 3 marzo 2009

Dal Tg de La7



Tempo di tagli: ridotti i prezzi alla bouvette del Senato...

Quando si dice il tempismo e la sincronia delle notizie. Su tutti i giornali campeggiano titoli sul crollo delle Borse e del Pil a -1%. Ieri il presidente del Consiglio ha liquidato con un laconico e infastidito "Non ci sono soldi" la proposta regionevole di estendere anche ai lavoratori precari amortizzatiori sociali in caso di perdita di lavoro, come del resto avviente in altri paesi europei da anni. Il ministro Tremonti nelle stesse ore annuncia che non si potrà procedere alla stabilizzazione dei precari degli enti pubblici: "Non possiamo salvare tutti dalla crisi" ha spiegato con algido realismo. Ebbene, nel mezzo di questo cupio dissolvi di ogni ottimismo residuo, in questo clima da ultima spiaggia, e da chiamata alle armi per salvare il salvabile, Carmelo Lopapa su Repubblica riferisce che i prezzi già scadalosamente bassi della bouvette del Senato, in controtendenza rispetto al'intero andazzo del pianeta, sono stati ulteriormente ridotti di un buon 20%. "Un'operazione a costo zero" fanno sapere dalle alte sfere. Ma il costo vero, salatissimo, rischia di essere la perdita di credibilità, già invero ridotta al lumicino, di una classe politica che sembra vivere su altra Italia, dove un'ottima pasta al ragù costa 1,5 euro, un roast beef di carne di prima scelta 2,50, e un caffè 40 centesimi. (FT)

Dal quotidiano La Repubblica

PRANZO SCONTATO PER I SENATORI

di Carmelo Lopapa

ROMA - La pasta al ragù di ieri dicono fosse ben condita e cotta al punto giusto. E pagarla 1,50 centesimi anziché 1,80 l'ha resa ancora più buona. Carne tenerissima e speziata come si deve per il roast beef servito per secondo. Due euro e non più 2,50. E che dire del caffè? Precipitato a 42 centesimi anziché i 50 pagati fino a venerdì scorso (e che nel famoso bar accanto Palazzo Madama vola a 1 euro per i comuni mortali). Da oggi, quando come ogni martedì torneranno al lavoro dal lungo weekend, i 315 senatori si imbatteranno nella novità che di questi tempi vale doppio: sconto del 20% per tutti i prodotti serviti in buvette. Sì, la novità è quella: dentro il palazzo che è stato dei Medici e di Margherita d'Austria e che ospita uno dei due rami del Parlamento, a differenza di quanto accade fuori e a dispetto delle indennità complessiva da 14 mila euro dei suoi inquilini - i prezzi da ieri mattina anziché aumentare sono diminuiti. Svolta che matura nel giorno in cui crollano le borse, vengono ufficializzati il tracollo del pil 2008 e l'inflazione all'1,6%, insomma fa un certo effetto. Ma va pure detto che al "miracolo" del Senato non corrisponderà un aggravio per le casse pubbliche. L'aggiornamento al contrario del prezziario, si affrettano a precisare i senatori questori, è dovuto all'avvicendamento nella gestione della buvette. Infatti, da ieri è subentrata alla vecchia ditta quella stessa multinazionale "Compass group" che già gestiva da 15 anni il ristorante dei senatori. Prezzi "politici" anche lì, com'è noto, fermi però da qualche tempo. Invece, al bar del primo piano di fronte l'aula, accessibile solo a senatori, funzionari e giornalisti, tac, si taglia di un quinto. Mantenendo ferma per il momento la voce di spesa del bilancio di Palazzo Madama, che per la voce "ristorazione dei senatori" nel 2008 ha comportato un esborso da 1 milione 427 mila euro. "No, la crisi con le riduzione non c'entra. Abbiamo affidato per cinque mesi la gestione a una società che garantiva il medesimo servizio con costi ridotti - spiega il questore Benedetto Adragna (Pd) - C'è già un bando di gara che tra poco tempo ci consentirà di affidare tutti i servizi di ristorazione al medesimo soggetto, con un notevole risparmio". In attesa, subentra la Compass group. "La nostra è una multinazionale, sia chiaro - precisa il direttore del ristorante e della buvette, Giovanni Moralli - e grazie a una serie di economie interne, grazie alle cucine del ristorante di cui già disponiamo nell'edificio, abbiamo potuto garantire l'ulteriore sconto sui prezzi. Partecipiamo alla gara e speriamo dunque di restare". Il ribasso è minimo ma si nota, considerate le cifre già modeste. Elenca il direttore, giusto per farsi un'idea: una spremuta da 1,20 euro a 92 centesimi; panino col prosciutto da 1,50 a 1,17; il tramezzino da 1,20 euro a 96 centesimi; il cappuccino da 0,70 a 58; il the con fette biscottate, gettonatissimo al pomeriggio dalle onorevoli senatrici, da 1 euro a 84 centesimi. E poi tutto giù del 20%, appunto, il liquore come l'aperitivo a 0,93, il pasticcino a 0,46, la birra a 1,60. "La cosa veramente scandalosa è che noi, al bar dei dipendenti al piano di sotto, riservato ai lavoratori, pagheremo adesso di più" lamentava un impiegato ieri pomeriggio sventolando tanto di scontrino. Poca cosa in più: la spremuta giù costa 1,10 euro, il cappuccino 0,60, roba di pochi centesimi, ma è il segnale che a loro no va. "Diciamo la verità, non sono quei pochi centesimi che d'ora in poi risparmieremo che cambieranno la vita di noi senatori - prova a minimizzare una vecchia guardia come Carlo Vizzini (Pdl), presidente della commissione Affari costituzionali - Chi mangia in buvette, contrariamente a quanto si pensa fuori, è un disperato come me, che mangia sempre in piedi come un cavallo perché non ha il tempo di sedere al ristorante. Detto questo, certo, è un'operazione virtuosa a costo zero per il Senato che rischia però di avere un pessimo impatto all'esterno. Si ritirerà fuori la storia della casta. Il momento magari non era dei migliori, ma conta il fatto che sia a costo zero". Sorpreso il dipietrista Francesco "Pancho" Pardi. "Ma sul serio hanno tagliato i prezzi? Ma erano già bassi! Non è che ne avessimo bisogno, inviterei i vertici del Senato a risparmiare, sì, ma in settori più strategici che non a vantaggio della nostra pausa caffè".


P.A.: DAMIANO(PD), NO A LICENZIAMENTI PRECARI. GOVERNO SI FERMI

(ASCA) - Roma, 3 mar - ''I dati forniti dalla Cgil a proposito dei precari della Pubblica Amministrazione, circa 400mila, che rischiano di perdere il lavoro confermano le nostre previsioni. Si rafforza la nostra richiesta di non varare un decreto al prossimo Consiglio dei ministri che porterebbe nuova disoccupazione''. Ad affermarlo e' Cesare Damiano, responsabile lavoro del Pd.''Bisogna rendersi conto -aggiunge- che in questa situazione occorre andare oltre le convinzioni degli opposti schieramenti e compiere un atto nuovo e coraggioso: assumere i precari della PA, utili al buon funzionamento delle amministrazioni, e dare un segnale forte a favore delle protezioni sociali. E' condivisibile la proposta avanzata dal segretario generale della Uil Angeletti di adottare una moratoria per quanto riguarda i licenziamenti nel settore pubblico almeno per il 2009. Mi auguro che venga presa seriamente in considerazione dal governo al tavolo con le parti sociali di domani''.

Precari a rischio: interrogazione a Sacconi dell'on. Ivano Miglioli (Pd)


Modena - Brutte notizie per i giovani precari che lavorano nei servizi pubblici per l'impiego. Il governo ha bloccato per decreto il processo di stabilizzazione dei lavoratori precari avviato dal governo Prodi, quindi a molti di loro non verrà rinnovato il contratto. "Si tratta di giovani diplomati e laureati - spiega l'on. Ivano Miglioli, membro della commissione Lavoro della Camera - che in questi anni hanno dato un contributo fondamentale alla realizzazione di politiche attive per il lavoro. C'è il rischio, venendo a mancare quelle professionalità, che le competenze e le capacità acquisite dai servizi pubblici per l'impiego vadano disperse". Il parlamentare modenese, che sulla questione ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Sacconi, giudica insoddisfacente la risposta data dal governo. In particolare Miglioli rileva come l'esecutivo "per giustificare il mancato rinnovo del contratto, non possa invocare ragioni di natura finanziaria quali il rispetto del patto di stabilità interno, dal momento che la stessa legge approvata dal precedente governo riconosce piena autonomia agli enti locali nell'attuazione del processo di stabilizzazione". Miglioli auspica che il governo modifichi il suo orientamento e proroghi il termine previsto per la stabilizzazione dei lavoratori precari.

La Cgil: 400.000 precari della pubblica amministrazione rischiano il posto

Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la meta' impegnata nella scuola. E' quanto emerge dai dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti - secondo la Cgil - 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che pero' potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unita'. A queste - sempre secondo i dati Cgil - si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unita'. Secondo la Cgil, almeno 30.000 dei precari della scuola perderanno il posto gia' nel 2009, mentre per quelli degli altri comparti del pubblico impiego la stabilizzazione si allontana almeno fino al 2012, anno nel quale potrebbero essere riaperti i concorsi pubblici. Il posto fisso comunque - spiega il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile - sfuma per i 60.000 che rientravano nelle regole fissate per la stabilizzazione dal Governo Prodi (almeno tre anni di lavoro nella pubblica amministrazione nel 2006 e 2007), mentre per altri 50.000 che avevano lavorato nel comparto per meno tempo c'e' il rischio di perdere il posto a causa dello stop ai rinnovi dei contratti dopo tre anni previsto dal decreto legge Tremonti dello scorso anno.Secondo l'ultimo Conto annuale, i lavoratori a tempo determinato (sempre esclusa la scuola) nel 2007 erano concentrati nel servizio sanitario nazionale (35.553, 24.834 delle quali donne) e negli enti locali (44.545, 29.052 delle quali donne), ma anche nelle regioni a statuto speciale (11.261), nelle universita' (5.131) e tra i vigili del fuoco (3.589). I lavoratori socialmente utili (25.213) si concentrano negli enti locali (24.095) mentre i lavoratori interinali (non considerati precari in quanto non dipendenti dell' amministrazione) nel 2007 erano 11.560.

Statali, stop all'assunzione per i precari

Damiano: una scelta sciagurata

Il PD chiede più tutele per il lavoratori disoccupati o che rischiano il posto di lavoro. Il governo, invece, li lincenzia. La norma anti-stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione presentata dall’esecutivo, infatti, prevede dal primo luglio 2009 lo stop alla regolarizzazione. Si cancellano così le norme approvate dal governo Prodi con la Finanziaria 2008. Norme che dalla prossima estate avrebbero garantito le sanatorie per i vecchi contratti a tempo determinato. "Una scelta sciagurata", la definisce l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano. "Spero di aver capito male e che ci sia una rapida smentita del governo a proposito delle norme relative alle stabilizzazioni in corso nel pubblico impiego. Infatti - spiega Damiano - secondo una nota di agenzia il cdm di venerdì prossimo potrebbe varare un decreto legge in materia di pubblico impiego che non contiene nessun riferimento alle stabilizzazioni in corso per i precari della P.A.". Secondo Damiano, "si tratterebbe di una scelta sciagurata e inutilmente punitiva, che aggiungerebbe nuova disoccupazione giovanile alla grave situazione esistente. Mentre i governi di tutto il mondo si interrogano sul modo più opportuno per sostenere l`occupazione, il nostro Esecutivo si accanisce contro i precari e rifiuta di utilizzare risorse per estendere a tutti i lavoratori che perdono l`occupazione un assegno mensile di disoccupazione".
"Mi auguro - conclude - che gli esponenti di governo più sensibili alla questione sociale facciano sentire per tempo la loro voce. E` inutile dire che nemmeno l`appello del Papa a favore dei lavoratori e dei più deboli è servito a qualche cosa".
Anche il senatore del PD, Paolo Nerozzi, spera che il governo faccia un passo indietro, “Altrimenti – dice - l'Italia sarebbe l'unico Paese Europeo che invece di attuare politiche a sostegno dei precari, li licenzia per decreto legge".
Spiega Nerozzi: "Non solo il governo boccia la proposta del Pd di estendere gli ammortizzatori sociali ai precari che con questa grave crisi si troveranno senza posto di lavoro. Ma pensa addirittura a un decreto legge per lasciare a casa ben 60.000 lavoratori precari che avevano già dimostrato di avere i requisiti per l'accesso alla stabilizzazione nella P.A.".
"Dalle prime notizie sembrerebbe che il decreto conterrebbe misure addirittura peggiori di quelle previste nel Ddl all'esame del Senato che il governo e la sua maggioranza hanno lasciato fermo da alcuni mesi. Adesso ci chiediamo il perché di tanta fretta. Come può essere 'necessario e urgente' il licenziamento di 60.00 giovani? Forse il ministro Brunetta ha scoperto resistenze all'interno della sua stessa maggioranza?".
Un deciso ‘No’ arriva anche da Carlo Podda, segretario generale Fp-Cgil nazionale. “In una fase tanto critica per l'economia del paese - dice Podda - il Governo, scegliendo di accelerare con un apposito decreto legge lo stop alle stabilizzazioni nel pubblico impiego, commette un atto irresponsabile. Tralasciando per un momento il fatto che parliamo di personale che fornisce servizi essenziali ai cittadini, servizi che in assenza del suddetto personale non saranno più erogabili, risulta incomprensibile come, mentre da più parti si richieda l'estensione delle tutele a tutti quei lavoratori che oggi ne sono sprovvisti, il Governo si comporti come il peggior datore di lavoro, licenziando nei fatti 60mila lavoratori totalmente sprovvisti di ammortizzatori sociali”.

Statali/ Polverini: No blocco stabilizzazione precari

Roma, 3 mar. (Apcom) - La pubblica amministrazione può e deve mantenere intatti i livelli occupazionali, soprattutto se si tratta di precari. "Di fronte alle difficoltà a tenere in vita le imprese e contenere la perdita di posti di lavoro, lo Stato per primo preservi l'occupazione di lavoratori definiti precari ma che in realtà in molti casi operano, con competenza, da anni nel pubblico". Lo ha detto il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, durante la trasmissione Omnibus su La7. Sulla proposta del Pd per un assegno mensile ai disoccupati, per Polverini "serve un obiettivo condiviso tra governo e opposizione per un'organica riforma degli ammortizzatori sociali che il paese insegue dal pacchetto Treu. I lavoratori chiedono di affrontare i problemi con senso di responsabilità senza alimentare forme di conflittualità". "Il governo - ha aggiunto - potrebbe già intervenire per rendere esigibili le risorse sugli ammortizzatori sociali concordate con le regioni sollecitando un accordo nazionale con l'Abi per anticipare l'erogazione".


PENSIONI: DI PIETRO, RIFORMA NON PRIORITARIA, EMERGENZA E' OCCUPAZIONE

(ASCA) - Roma, 3 mar - ''Come al solito il governo Berlusconi sposta l'attenzione su un altro tema''. L'emergenza e' invece ''trovare le risorse per finanziare l'assegno di disoccupazione anche per i precari''. Cosi', Antonio Di Pietro, leader di Idv, commenta l'ipotesi di riforma delle pensioni per sostenere l'assegno di disoccupazione a tutti coloro che perdono il lavoro per via della crisi. Per Di Pietro ''e' un sacrilegio fare ancora una volta una guerra tra poveri, pensionati, disoccupati e precari. I soldi ci sono in abbondanza'' per finanziare l'assegno. Basta recuperare l'evasione, abolire le province, tutti gli sprechi e gli enti inutili.

P.A.: Nerozzi, "Assurdo dl governo per licenziare e non per sostenere precari"


"Mi auguro che le indiscrezioni della stampa di queste ultime ore non siano fondate. Altrimenti l'Italia sarebbe l'unico Paese Europeo che invece di attuare politiche a sostegno dei precari, li licenzia per decreto legge". Così il senatore del Pd Paolo Nerozzi commenta la notizia secondo la quale il governo starebbe pensando a un decreto legge in cui si dispone lo stop alla stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione, da approvare venerdì in Cdm.
Spiega Nerozzi, "Non solo il governo boccia la proposta del Pd di estendere gli ammortizzatori sociali ai precari che con questa grave crisi si troveranno senza posto di lavoro. Ma pensa addirittura a un decreto legge per lasciare a casa ben 60.000 lavoratori precari che avevano già dimostrato di avere i requisiti per l'accesso alla stabilizzazione nella P.A.".
"Dalle prime notizie sembrerebbe che il decreto conterrebbe misure addirittura peggiori di quelle previste nel Ddl all'esame del Senato che il governo e la sua maggioranza hanno lasciato fermo da alcuni mesi. Adesso ci chiediamo il perché di tanta fretta. Come può essere 'necessario e urgente' il licenziamento di 60.00 giovani? Forse il Ministro Brunetta ha scoperto resistenze all'interno della sua stessa maggioranza?".

P.A.: Damiano e Treu, "Su precari scelta governo sciagurata"


Dichiarazione di Cesare Damiano responsabile lavoro del Pd e di Tiziano Treu senatore del Pd.
"Spero di aver capito male e che ci sia una rapida smentita del governo a proposito delle norme relative alle stabilizzazioni in corso nel pubblico impiego. Infatti, secondo una nota di agenzia il cdm di venerdì prossimo potrebbe varare un decreto legge in materia di pubblico impiego che non contiene nessun riferimento alle stabilizzazioni in corso per i precari della P.A.".
"Si tratterebbe di una scelta sciagurata e inutilmente punitiva, che aggiungerebbe nuova disoccupazione giovanile alla grave situazione esistente. Mentre i governi di tutto il mondo si interrogano sul modo più opportuno per sostenere l’occupazione, il nostro Esecutivo si accanisce contro i precari e rifiuta di utilizzare risorse per estendere a tutti i lavoratori che perdono l’occupazione un assegno mensile di disoccupazione".
"Mi auguro che gli esponenti di governo più sensibili alla questione sociale facciano sentire per tempo la loro voce. E’ inutile dire che nemmeno l’appello del Papa a favore dei lavoratori e dei più deboli è servito a qualche cosa".

Precari nella Pa, Cisl Fp: rinviare il termine per completare la ricognizione

«La Cisl invita il governo a prorogare il termine del 1° luglio, per il tempo necessario a completare la ricognizione del personale che manca nelle amministrazioni e consentire un percorso di continuità e stabilizzazione dei tanti precari che garantiscono servizi pubblici essenziali», è l’invito rivolto dal segretario generale Giovanni Faverin al ministro Brunetta in merito alla bozza di decreto legislativo. «Serviranno infatti sempre più giovani – ha detto inoltre Faverin – per migliorare la qualità delle prestazioni del settore pubblico»


Precari statali, salta l'assunzione Domani vertice con le parti sociali


ROMA - Stop alla regolarizzazione dei precari nel pubblico impiego. Il governo ha preparato un decreto legge per bloccare da luglio le sanatorie per i vecchi contratti a tempo determinato. Il provvedimento dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri di venerdì. Coinvolti - secondo stime della Cgil - fino a 200 mila lavoratori precari. Una decisione "sciagurata e assurda", secondo il Partito democratico. Dunque è con qualche contraddizione che l'emergenza occupazione arriva sul tavolo di Palazzo Chigi. Infatti, nel giorno in cui l'Istat certifica il crollo del Pil nel 2008 (-1 per cento) che ipotecherà in maniera seria il 2009 con il rischio concreto che possano saltare centinaia di migliaia di posti di lavoro, il governo ha convocato sindacati, Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali per domani pomeriggio. L'obiettivo non è tanto nel testo generico della convocazione ufficiale ("ragionamento sull'economia sociale e di mercato") ma in un'affermazione di ieri del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: "Salvare le imprese, le famiglie e quello che c'è di buono nelle banche è quello che possono fare i governi. Se si pensa che i governi possano salvare tutto si finisce che non si salva niente. Perché salvare tutto è una missione divina". Il focus - anche del governo - dunque sembra spostarsi sull'economia reale, dopo aver messo un po' di paletti a difesa del sistema bancario senza però sbloccare l'afflusso di credito alle imprese. Tuttavia, per ora, non c'è un cambio di rotta nell'azione dell'esecutivo. La Finanziaria triennale, approvata a luglio quando la crisi era solo all'inizio, resta un vincolo. Nessuna risorsa aggiuntiva perché il Patto di stabilità europeo non ce lo permette visto l'alto debito pubblico che abbiamo, come ha detto anche ieri il premier Silvio Berlusconi bocciando la proposta del segretario del Pd, Dario Franceschini, di un assegno mensile per tutti disoccupati. Eppure, per una volta, è la proposta dell'opposizione (per realizzarla servirebbero 5-6 miliardi, secondo l'ex ministro Pier Luigi Bersani) a rubare la scena al governo, a catalizzare l'attenzione. Ieri Franceschini ne ha parlato con il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, e oggi sarà la volta della Uil di Luigi Angeletti. La Cisl ha detto un sostanziale sì all'assegno per chi perde il lavoro e il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, si è impegnato a sostenere la proposta. Da tempo i sindacati (compresa l'Ugl) non trovavano una posizione condivisa.
Franceschini, che aveva parlato sabato scorso con il presidente Emma Marcegaglia, non ha invece strappato il consenso della Confindustria. "E' una proposta monca - secondo la Marcegaglia - La riforma degli ammortizzatori sociali, che costa l'1 per cento del Pil, ha senso solo se si accompagna con la riforma delle pensioni. Da sola non sta in piedi". E così le pensioni fanno capolino nella crisi. Di fronte all'ipotesi di un intervento, che tuttavia i tecnici di diversi ministeri continuano a approfondire, il governo e la maggioranza, però, frenano. Nei giorni scorsi, Tremonti ha detto che non aprirà il dossier pensioni perché provocherebbe una "recessione sociale". Linea confermata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "All'ordine del giorno c'è solo l'equiparazione dell'età pensionabile tra uomo e donna, come chiede una sentenza della Corte europea". Eppure l'opposizione centrista punta a sfidare il governo proprio sul versante delle pensioni per aprire lì eventuali divisioni: dal leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a Marco Follini e Enrico Letta del Pd. Bonanni non ha alzato le barricate, ma ha avvertito: "Qualsiasi risparmio si ottenga con le pensioni dovrà restare nel sistema della previdenza". Insomma non dovrà servire per introdurre l'assegno di disoccupazione. Ed Epifani: "Non si può aumentare l'età pensionabile e mettere fuori dal mercato i lavoratori".

NUOVA STRETTA SUI PRECARI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, ARRIVA DL


ROMA - Nuova stretta sui precari nella pubblica amministrazione: il governo accelera e per bloccare la stabilizzazione, prevista dall'Esecutivo Prodi, di chi non ha il posto fisso ricorre a un nuovo decreto legge. Quattro articoli in tutto che rappresentano un ulteriore giro di vite rispetto a quanto previsto da un precedente disegno di legge: nella bozza del dl salta infatti la norma che 'salva' chi sta per essere assunto. Una scelta "sciagurata", attacca il Pd che continua a incalzare il governo proprio sul fronte dei precari insistendo sulla necessità di ammortizzatori sociali anche per i parasubordinati. "Il premier - dice il neosegretario Dario Franceschini - deve venire in Parlamento a dire alla sua maggioranza di votare contro la nostra proposta". Anche perché, fanno i conti al Pd, non è vero che per l'assegno per i disoccupati servirebbero i 24 miliardi citati dal premier. Ne basta meno di un terzo, "cinque o sei", spiega Pier Luigi Bersani. Niente affatto, taglia corto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dice che quella del Pd è semplicemente "un'idea che lascia il tempo che trova". Nel giorno in cui l'Istat fotografa i dati Pil peggiori dal 1975 (con un calo dell'1%, quasi il doppio rispetto alle previsioni del governo) e i conti di cassa dello Stato segnano un peggioramento rispetto allo scorso anno, registrando nei primi due mesi un fabbisogno di 15,7 miliardi contro i 9 miliardi del 2008, è il mercato del lavoro però a essere sotto i riflettori della politica. Precariato e previdenza sono infatti i due grandi temi che tornano all'ordine del giorno: da Enrico Letta a Pier Ferdinando Casini, sono in molti a chiedere di mettere mano di nuovo alle pensioni in modo da drenare risorse in favore dei più giovani. "Il modo più coerente e concreto - assicura il leader dell'Udc - per pagare l'eventuale bonus ai lavoratori proposto dal Pd è la riforma delle pensioni. Un tema - aggiunge - ineludibile". D'accordo anche l'ex compagno di partito Marco Follini: "Sono due proposte riformiste indivisibili". Il Paese deve cambiare pelle e per fare questo, concorda Enrico Letta, servono due grandi riforme: quella degli ammortizzatori sociali e quella della previdenza. L'idea di rivedere all'insù l'età pensionabile (che convince anche alcuni esponenti della maggioranza come il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto) si scontra con l'altolà di Sacconi: "toccare le pensioni ora - ribadisce - sarebbe un errore". L'unico tema in agenda, sottolinea il ministro, è quello di innalzare l'età pensionabile per le donne, così come richiesto dall'Unione europea. Il dialogo tra gli schieramenti è sempre più difficile, e faticoso resta il confronto anche governo-parti sociali, in particolare quello con la Cgil. La volontà del'Esecutivo di procedere speditamente con le norme anti-precari rappresenta dunque un ennesimo ostacolo ed è assai probabile che anche di questo si parlerà nella riunione in programma per mercoledì a Palazzo Chigi.

Statali, verso stop stabilizzazione precari in dl a Cdm venerdì

Roma, 2 mar. (Apcom) - Entra in un decreto legge ad hoc lo stop alla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione che potranno essere regolarizzati solo per concorso pubblico. La norma era stata inserita nel passaggio alla Camera del ddl Lavoro collegato alla Finanziaria, ma il provvedimento è attualmente fermo all'esame del Senato. Il decreto, che dovrebbe approdare venerdì in Consiglio dei ministri, è composto da 4 articoli e include anche altre misure inserite dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta nel ddl Lavoro.

La norma anti-stabilizzazione dei precari prevede dal primo luglio 2009 lo stop alla regolarizzazione.Si cancellano così le norme approvate dal governo Prodi con la Finanziaria 2008.

STATALI: STRETTA SU ASSUNZIONE PRECARI IN DL


(AGI) - Roma, 2 mar. - Colpo di acceleratore allo stop della stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione: secondo quanto apprende l'Agi, il Governo vorrebbe stringere e inserire la misura in un decreto legge, dando cosi' certezza sui tempi. In pratica, dal primo luglio, per i precari del pubblico impiego sara' piu' difficile ottenere un posto fisso. La norma gia' ribattezzata nei mesi scorsi "anti-precari", era contenuta nel collegato alla Finanziaria scorsa, e il provvedimento e' ancora alla seconda lettura da parte del Senato. Ma ora verra' riproposta al Consiglio dei Ministri in un decreto. Nel dettaglio, la bozza del decreto legge allo studio del governo, prevede che dal primo luglio 2009 siano abrogate alcune norme contenute nelle finanziarie 2007 e 2008 sulle stabilizzazioni e sulla cosiddetta sanatoria (assunzione a tempo indeterminato di personale gia' assunto o utilizzato attraverso tipologie contrattuali a tempo determinato). Le pubbliche amministrazioni potranno bandire, nel rispetto della programmazione del fabbisogno di personale previsto per il triennio 2009-2011, concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti non superiore al tetto del 40% dei posti messi a concorso per il personale non dirigenziale con contratto a termine da almeno tre anni, anche non continuativi. La misura, se applicata, secondo i calcoli dell'Italia dei Valori, comporterebbe dal primo luglio il blocco di 300 mila precari che si vanno ad aggiungere ai 120 mila bloccati dal decreto di luglio.

Resoconto CISL incontro 26/02 con i Commissari


OdG: Esiti di ispezione ICRAM e conseguenti iniziative in materia di assunzioni.

L’amministrazione, vista la conversione in legge del decreto del 30-12-2008 e la conclusione delle verifiche ispettive della graduatoria di stabilizzazione ex ICRAM, comunica che, come è stato già effettuato per la graduatoria ex APAT, si procederà ad avviare la procedura alla luce della legge finanziaria 2008. Questa prima fase si concluderà con le stabilizzazioni di tutti coloro che posseggono i requisiti di legge, ne seguirà una seconda in cui verrà dato inizio all’espletamento delle procedure concorsuali.

L’amministrazione ha ultimato le verifiche interne richieste dalla Funzione Pubblica a seguito dell’ispezione ICRAM e ha constatato che soltanto 35 TD hanno i requisiti ai sensi della finanziaria 2008. Pertanto, lunedì 2 marzo c.a. sarà emanato il bando interno per ex ICRAM ai sensi della finanziaria 2008 da cui scaturirà un’unica graduatoria (ELENCO) ISPRA. Poiché, si prevedono in tutto 204 stabilizzazioni di cui 169 unità ex APAT 2008 e 35 unità ex ICRAM 2008, l’amministrazione assicura la stabilizzazione di tutti gli aventi i requisiti entro il “2 Aprile 2009”, data entro la quale anche i 14 vincitori di concorso a TI ex ICRAM saranno assunti.

Sulla base delle stabilizzazioni e della circolare di FP di gennaio 2009 si rimodulerà il fabbisogno triennale di personale che rispetto all’ultima proposta potrà prevedere maggiori assunzioni solo per l’anno 2011, con l’utilizzo del turn-over (rispettivamente 1 assunzione a fronte di 1 pensionamento) ai fini delle assunzioni dal 2010 e perciò stesso delle risorse finanziarie disponibili.

Sono in fase di predisposizione le previste procedure concorsuali cui sarà dedicata particolare attenzione alla salvaguardia del personale precario non inserito nel processo di stabilizzazione attraverso una opportuna individuazione dei profili da inserire nel bando.

In tal senso si stanno effettuando verifiche con i vari capi servizi dell’ente per definire/formulare il fabbisogno, in termini di attività da espletare, e la tipologia di profili necessari.

La FIR CISL, come già formalmente espresso in merito alla proposta di rimodulazione della dotazione organica e del piano di fabbisogno triennale,

- ribadisce che la programmazione triennale del fabbisogno fornita dall’amministrazione è insufficiente rispetto alle posizioni vacanti in pianta organica (575);

- stigmatizza la mancata suddivisione per profili, da specificarsi anche per le assunzioni obbligatorie (categorie protette);

- osserva inoltre che dal 2010 il turn-over deve essere inteso non quale mera sostituzione numerica ma come utilizzo completo delle risorse finanziarie al fine di favorire il maggior numero di assunzioni, come peraltro illustrato nell’incontro tra Funzione Pubblica e rappresentanti degli EPR (vedi “mille proroghe”).

E ancora:

- i 14 stabilizzati dell’ex graduatoria APAT 2007 già dipendenti a TI, non devono incidere né nella quota parte dedicata alle stabilizzazioni (ovvero 190 e non 204) né in quella del concorso pubblico che dovrebbe prevedere quindi ulteriori 14 posizioni.

- ai rimanenti TD ISPRA, privi dei requisiti per la stabilizzazione, sia dedicata una “corsia preferenziale” attraverso un’apposita selezione ai sensi dell’art. 5 del CCNL vigente.

Infine, viene chiesto il coinvolgimento delle OO.SS. per l’individuazione dei profili concorsuali.

Sulla base delle richiesta della CISL e delle altre OO.SS. l’amministrazione si impegna a verificare la corretta modalità del turn over da applicare nel 2010, di stabilizzare tutti gli aventi diritto e a assumere i 14 vincitori di concorso (TI ex ICRAM) entro i primi di Aprile 2009 e a confrontarsi con le OO.SS. per il perfezionamento dell’iter concorsuale e nel processo di riorganizzazione dell’ISPRA a partire dall’emanando Statuto dell’Istituto.


lunedì 2 marzo 2009

Resoconto UIL incontro 26/02 con i Commissari


Giovedì 26 febbraio si è tenuta la riunione tra ISPRA e OO.SS. sugli “Esiti dell’ispezione Icram e conseguenti iniziative in materia di assunzioni”.

L’amministrazione dopo aver sottolineato l’importanza della riunione, che rappresenta un momento significativo nel percorso di stabilizzazione del personale ISPRA, ha comunicato gli esiti dell’ispezione svolta dai funzionari del ministero della Funzione Pubblica sulla graduatoria degli stabilizzandi ex-ICRAM.

Nel dettaglio l’amministrazione ha annunciato che, dalle verifiche fatte sui singoli fascicoli, sono stati accertati 3 titolari di stabilizzazione ai sensi della finanziaria 2007, e 32 ai sensi della finanziaria 2008.

A fronte di questa situazione l’amministrazione, in analogia a quanto avvenuto in ex-APAT, si appresta ad avviare una procedura di stabilizzazione 2008 per il personale ex-ICRAM a valle della quale poi nell’ordine procederà a:

-redigere il fabbisogno di personale;

-assumere i 14 vincitori del concorso a tempo indeterminato ex-ICRAM;

-stabilizzare il personale ISPRA in possesso dei requisiti.

La tempistica indicata dall’amministrazione per completare tutta l’operazione è così riassumibile:

  • Lunedì 2 marzo - pubblicazione del bando stabilizzazioni 2008 ex-ICRAM;
  • Giovedì 12 marzo - termine ultimo per la presentazione delle istanze di stabilizzazione;
  • Settimana dal 16 al 21 marzo - verifica delle istanze da parte dell’amministrazione;
  • Settimana dal 23 al 27 marzo - pubblicazione delle graduatorie, predisposizione definitiva del fabbisogno del personale, avvio delle procedure selettive per gli stabilizzandi ex-ICRAM non assunti con procedura concorsuale da concludersi entro il 27 marzo;
  • Ultima settimana di marzo - assunzione del personale vincitore di concorso a tempo indeterminato ex-ICRAM;
  • Sottoscrizione contratti a tempo indeterminato per il personale ISPRA titolare di stabilizzazione con unica decorrenza, da individuare nei primi giorni di Aprile.

Concluse le procedure di stabilizzazione, l’amministrazione avvierà le procedure concorsuali per le quali si cercherà comunque di valutare adeguatamente le attività svolte dai precari ISPRA non stabilizzati. L’amministrazione ha poi ribadito che le procedure e la predisposizione dei bandi saranno oggetto di approfondito confronto con le OO.SS..

Quindi sono stati forniti i dati economici relativi alle disponibilità per stabilizzazioni/assunzioni, con riferimento ai vincoli di spesa, limitati dalla norma all’80% delle entrate complessive dell'Ente.

La UIL ha sottolineato l’assoluta urgenza di chiudere al più presto le stabilizzazioni del personale in possesso dei requisiti, che peraltro rappresentano solo una delle emergenze legate alla diffusa precarietà in ISPRA. Tutto il personale con contratto di collaborazione o a tempo determinato non in possesso dei requisiti, resta infatti in attesa di una positiva soluzione.

Sulla definizione di “personale in possesso dei requisiti”, abbiamo ancora una volta messo in evidenza la diversità di interpretazione della norma sulle stabilizzazioni che, a nostro avviso, include anche il personale prorogato prima dell’entrata in vigore delle leggi finanziarie 2007 e 2008, come, ad esempio, il personale degli scorrimenti graduatorie ex-APAT. Su questa ultima specifica questione sono comunque già stati avviati ricorsi al TAR ed al Giudice del Lavoro.

Riguardo l’esito delle graduatorie ex-ICRAM, non possiamo fare a meno di porre in risalto l’irresponsabilità e la superficialità di coloro che, alimentando una sconsiderata “guerra fra precari”, hanno sollecitato alcuni colleghi dell’Istituto ad avanzare richieste incoerenti, formalizzate nella diffida ai Commissari ISPRA. Ci auguriamo che queste vicende siano almeno utili a formare bagaglio di esperienza e che soprattutto non vengano dimenticate, come purtroppo troppo spesso accade.

Nel corso della riunione abbiamo poi sottolineato la necessità di predisporre il fabbisogno triennale facendo riferimento alla somma delle dotazioni organiche degli enti confluiti in ISPRA. Sul punto l’amministrazione ha dichiarato che, rispetto alla bozza presentata nella precedente riunione, sarà incrementato il numero di unità, con particolare riferimento all’anno 2011. Sull’entità dell’incremento però ancora non sono state fornite indicazioni.

In ogni caso l’amministrazione dovrà necessariamente utilizzare tutti gli strumenti normativi (CCNL compreso) per non disperdere le professionalità del personale in servizio nell’ISPRA.

A seguito della nostre ripetute sollecitazioni il Commissario si è impegnato a formalizzare in un comunicato, atteso per oggi, il percorso e la tempistica delle procedure per le stabilizzazioni illustrate durante l’incontro.

Il quadro di disponibilità di risorse esposto dall’amministrazione rappresenta il punto di massima preoccupazione e criticità. Questo, infatti, si basa sul recupero, a giugno, delle risorse utilizzate per i contratti di collaborazione e, a novembre, di quelle relative ai TD non stabilizzabili, con la conseguente cessazione dei rapporti di lavoro, situazione già sperimentata dalle oltre venti unità di personale ISPRA (cococo e td già scaduti) che ancora non vedono concretizzarsi la possibilità di proroga del contratto.

La UIL ritiene immutate le condizioni di cui all’art.3 del DL 208/08 (convertito in legge il 26 febbraio 2009) che hanno consentito il mantenimento in servizio del personale precario.

In attesa della conclusione delle procedure concorsuali e comunque sino al completamento della dotazione organica, la contemporanea cessazione di centinaia di unità di personale metterebbe a rischio di paralisi interi settori di intervento, anche di stretto interesse del MATTM.

Nelle prossime riunioni dovrà, quindi, essere necessariamente affrontato -interessando anche il ministero vigilante- il tema del mantenimento in servizio del personale precario almeno fino al 31 dicembre 2009.

Ciò permetterebbe di disporre del tempo necessario a favorire ogni possibile incremento delle entrate complessive dell’Istituto (finanziamento ordinario, convenzioni e progetti) che è direttamente correlato ad una maggiore possibilità di mantenimento in servizio/assunzione di personale anche per gli anni successivi.

In chiusura di riunione le OO.SS. hanno chiesto informazioni sugli istituti contrattuali ancora non applicati, in particolare progressioni di carriera e salari accessori.

L’amministrazione ha comunicato di essere in attesa della convocazione con F.P. e M.E.F. per il tavolo sul salario accessorio 2006-2008 ex-APAT previsto per questa settimana e che informerà tempestivamente le OO.SS. sugli esiti.

A fronte delle dimissioni di alcuni dei componenti delle commissioni esaminatrici, sono state avviate le procedure di nomina dei nuovi componenti. La UIL ha chiesto che, al fine di accelerare i tempi, appena sostituiti i componenti delle commissioni, sia avviata la fase di verifica della documentazione.

Riguardo l’applicazione dell’accordo sulle progressioni dei livelli ex- APAT IV-IX al 2005 il testo sarà inviato in settimana ai revisori ISPRA. Le oo.ss. non riterranno giustificabili ulteriori ritardi.

In occasione della prossima riunione chiederemo di trovare contestuale soluzione anche per il concorso INFS ex-art.64 ancora bloccato.

Nel corso dell’assemblea UIL di domani 3 marzo, oltre al confronto sui temi sopra esposti, saranno illustrate le novità relative al CCNL 2006-2009, sottoscritto in ipotesi il 24 febbraio 2009.

La Segreteria UIL ISPRA




Resoconto CGIL incontro 26/02 con i Commissari


Stabilizzazioni entro aprile per tutti gli aventi diritto, ma ANCORA

nessuna certezza per gli altri precari


Su richiesta delle OO.SS. si è tenuto ieri, 26 febbraio ’09, l’incontro con la Struttura Commissariale sulle questioni del precariato e sull’esito dell’ispezione sulla graduatoria di stabilizzazione 2007 ex ICRAM. Le tappe indicate dal Commissario per il percorso di stabilizzazione sono le seguenti:

- lunedì 2 marzo uscirà il Bando per la rideterminazione della graduatoria ex ICRAM Finanziaria 2008 con il termine di 10 gg per la presentazione delle domande: questo provvedimento si è reso necessario in quanto gli esiti dell’ispezione sulla graduatoria ex ICRAM ha individuato alcuni “vizi” rispetto alla norma prevista dalla Finanziaria 2008 analogamente a quanto riscontrato nella graduatoria ex APAT (proroghe);

- nella settimana successiva ISPRA procederà a valutare le domande pervenute e procederà all’espletamento delle procedure selettive degli stabilizzandi ex ICRAM: anche questo si è reso necessario in quanto la F.P. ha fatto rilievi in merito alle procedure concorsuali già effettuate in ICRAM;

- nella settimana dal 20 al 28 marzo si procederà con l’assunzione dei 14 vincitori di concorso a tempo indeterminato ex ICRAM e la conclusione della verifica sui 14 tempi indeterminati ex APAT che vedranno riconfermato il loro contratto;

- si procederà quindi alla definizione di un UNICO elenco degli aventi diritto alla stabilizzazione ISPRA che verranno assunti entro i PRIMI di APRILE.


Nel frattempo parte il confronto per la definizione dei bandi per i LIVELLI e i PROFILI da mettere a concorso e la conseguente rideterminazione del Piano Triennale delle Assunzioni che deve essere presentato entro la fine di marzo 2009. Sul Piano Triennale di Assunzione i Commissari hanno riferito che “non sono previste modifiche per gli anni 2009 e 2010 per cui rimangono solo i 400 posti, mentre c’è una prima apertura sul 2011 sulla base del turn-over 2010 e dell’eventuale applicazione della Legge 112/2008 (raggiungimento dei 40 anni di contribuzione).


Rispetto quanto comunicato, la CGIL ha espresso le seguenti posizioni:

  1. coerentemente con quanto affermato per la graduatoria ex APAT diamo una interpretazione diversa dalla F.P. sulla valenza delle proroghe ai fini della maturazione del diritto alla stabilizzazione, per cui andremo avanti anche con le azioni legali come è stato fatto per l’APAT;
  2. come richiesto da mesi è necessario che si effettuino le assunzioni di TUTTI gli stabilizzandi aventi diritto in modo CONTESTUALE con una data CERTA e non più rinviabile;
  3. è fondamentale l’apertura di un confronto nel merito della definizione del bando per i livelli e i profili da mettere a concorso SUBITO;
  4. è altresì un punto ritenuto di notevole importanza per la CGIL rilanciare il confronto con il Ministero vigilante per l’inclusione nel Piano Triennale delle Assunzione di tutte le 575 posizioni previste in ISPRA dalla normativa vigente (art. 3 DL208/2008) anche in considerazione del ruolo e delle prospettive che dovrà avere in futuro l’ISPRA;
  5. in considerazione della scadenza dei contratti di collaborazione di giugno 2009 è necessario avviare le procedure per la trasformazione a T.D. per i co.co.co. tenendo conto di quanto afferma la vigente Legge finanziaria 2008 – riconfermata dall’ultima circolare della Funzione Pubblica (comma 549 – 60% posti riservati) e della dichiarazione congiunta CGIL, CISL e UIL al nuovo CCNL che prevede la possibilità di utilizzare anche le risorse provenienti dall’art. 19 (conto terzi);
  6. nell’ambito delle procedure concorsuali utilizzare l’ART.5 del CCNL per trasformare a tempo indeterminato tutti i contratti a t.d. che sono fuori dalla stabilizzazione, ma che hanno già espletato una procedura concorsuale;
  7. contestualmente si dovrà determinare in maniera puntuale ed esigibile la valorizzazione dell’esperienza professionale svolta nell’ambito degli enti confluiti in ISPRA.

Rispetto al mancato rinnovo dei 22 contratti di collaborazione e 3 T.D. per i quali la CGIL ha inviato anche una formale diffida all’ISPRA ci è stato comunicato che 7 sono i contratti per i quali è già stato pubblicato il bando sul sito, per i restanti 17 sono state avviate le procedure per la loro pubblicazione.

E’ stato chiesto al Commissario di mettere per iscritto il percorso di stabilizzazione indicato alle OOSS durante l’incontro.

A margine della riunione sono stati chiesti alcuni chiarimenti in merito ai:


Statuto e Regolamento ISPRA

In attesa di aprire il confronto presso il Ministero dell’ambiente, è stato chiesto un incontro sull’organizzazione del lavoro, anche in considerazione dell’attività “istruttoria” che la struttura commissariale sta operando con le strutture dipartimentali, che riguarda anche i carichi di lavoro.

E’ convinzione della struttura commissariale che:

- la definizione dello Statuto è una tappa che deve preliminarmente vedere la definizione dell’assetto organizzativo del Ministero dell’Ambiente nel quale verrà definito il ruolo dell’ISPRA, che dovrà essere riconosciuto e valorizzato anche in termini di ente con funzioni strumentali,

- le attività di ISPRA saranno fondamentalmente la sommatoria delle attività dei 3 enti.

Si vede così rafforzare la nostra richiesta di mantenimento del livello occupazionale, la cui dotazione organica deve necessariamente prevedere TUTTO l’attuale personale, precario e non, attualmente impiegato nelle attività dei 3 enti.

E’ nostra forte convinzione che l’ISPRA deve collocarsi all’interno degli Enti di ricerca con tutte le prerogative di autonomia tecnico-scientifiche previste e come tale svolgere il ruolo di ente strumentale, terzo, confermando tutte le attività di ente di ricerca e quelle tipiche di un’agenzia di controllo, monitoraggio e servizio anche sul territorio. Come FLC CGIL su questo apriremo a breve un ragionamento e un approfondimento con i lavoratori.


Salario Accessorio ex APAT Si sta andando verso una soluzione POSITIVA: la prossima settimana ci sarà la riunione tra ISPRA e i ministeri vigilanti in modo da “congedare” positivamente l’accordo sottoscritto e procedere con l’erogazione dello spettante al personale.


Contratto integrativo e Salario Accessorio ex ICRAM: stanno preparando una relazione contabile da presentare ai revisori dei conti.


Contratto integrativo ex APAT Sui temi dell’Addendum, oggetto dei rilievi della F.P. e del MEF, l’Amministrazione ha predisposto una relazione tecnico/contabile che sarà esaminata a breve dal collegio dei revisori; all’esito di tale esame verranno riconvocate le OO.SS.

A questo punto pensiamo di poter affermare che dall’azione messa in campo dalla FLC CGIL condivisa e sostenuta dai lavoratori ISPRA emerge un primo risultato effettivo e cioè l’assunzione di tutti gli stabilizzandi.

Rimangono tuttavia aperte importanti questioni sia sul precariato che sui Contratti Integrativi per i quali la FLC è impegnata a proseguire tutte le iniziative e i confronti con l’Amministrazione per arrivare entro breve termine a soluzioni positive.

FLC CGIL ISPRA

venerdì 27 febbraio 2009

Breve resoconto della convocazione commissariale ISPRA del 26 u.s.


L’Amministrazione a seguito dell’ispezione effettuata sulle stabilizzazioni ex ICRAM darà avvio al bando di stabilizzazione ai sensi della finanziaria 2008 con modalità analoghe a quanto avvenuto per il bando 2008 ex Apat che è ancora consultabile sul sito ISPRA.

I risultati prevedibili saranno: 3 unità stabilizzabili 2007, 32 unità stabilizzabili 2008 più eventuali altre unità aventi diritto che erano state escluse dal bando di stabilizzazione 2007 ex ICRAM.

Il personale avente i requisiti di stabilizzazione, ad eccezione di 3 unità, sarà comunque sottoposto a nuova prova selettiva riservata perché la precedente è stata ritenuta non emulativa Alla fine della nuova procedura, prevista entro il mese di marzo, verrà stilata una nuova graduatoria.


Non sarà necessario stilare una graduatoria unica ISPRA poiché tutti gli aventi diritto saranno stabilizzati.


Immediatamente all’acquisizione definitiva del numero di personale da stabilizzare (circa 204 unità) potrà effettuarsi la rimodulazione e definitiva approvazione del piano dei fabbisogni, atto propedeutico all’assunzione dei 14 vincitori di concorso, alle stabilizzazioni e al concorso.

Per i primi di marzo saranno sul sito gli avvisi di reclutamento di COCOCO tendenti a recuperare le unità di personale licenziate il 31 dicembre e per le quali USI RdB Ricerca ha comunque avviato un ricorso legale tendente a dimostrare l’applicazione del comma 3 art 3 del DL 208 con l’immediata riassunzione e risarcimento economico.

Particolare allarme desta la condizione contrattuale delle 32 unità di personale ex ICRAM che verranno escluse dalla stabilizzazione. Insufficiente appare l’impegno dell’Amministrazione tendente a garantire la prosecuzione contrattuale dei suddetti lavoratori di elevata professionalità e specificità che probabilmente oggi pagano la loro pertinenza a Progetti di Ricerca e a convenzioni provenienti dal Ministero dell’Ambiente.


Per gli iscritti Usi RdB si stanno già avviando le necessarie istruttorie per garantire l’assistenza legale gratuita.


L’Amministrazione ha rigettato ogni richiesta di assunzione immediata dei 14 vincitori di concorso ex ICRAM e degli stabilizzandi ex Apat nelle more dell’approvazione del piano di fabbisogni come avvenuto in altri E.P.R.

In merito all’emanando concorso, l’Amministrazione ribadisce la volontà di considerare titolo preferenziale l’attività svolta in ISPRA e si impegna ad un confronto con il sindacato.


USI RdB ritiene che la ricognizione delle professionalità e relativa individuazione dei profili debba essere seguita direttamente dai commissari e non da responsabili di una struttura che verrà a breve modificata.


La finalità è il recupero delle professionalità esistenti che devono infatti trovare ricollocazione nella nuova mission istituzionale.


USI RdB Ricerca ribadisce la necessità di avviare selezioni a Tempo Determinato per consentire la protezione del personale con contratto atipico in scadenza soprattutto il 30 giugno. La copertura economica e normativa dei contratti può essere trovata su fondi esterni e grazie alle deroghe di cui godono gli E.P.R. Chiede inoltre una ricognizione puntuale delle scadenze contrattuali su programmi di ricerca e convenzioni in modo da avviare nuove selezioni prima della scadenza.


Infine viene consegnata alla struttura commissariale la lettera, in allegato, datata 25 febbraio 2009, inviata dall’Assessore Comunale alle politiche del lavoro Dario Bordoni sulla preoccupante situazione del precariato ISPRA a seguito dell’iniziativa USI RdB Ricerca.


Lo sciopero diventa virtuale



di Michel Paganini - Ci mancava solo lo sciopero virtuale. Il governo sembra avere una fantasia particolare per sfornare iniziative bizzarre. Recentemente è stata approvata dalla maggioranza la nuova norma sulle intercettazioni: d'ora in poi ai giornali sarà vietata la pubblicazione di ogni atto dell'indagine preliminare, anche se solo per riassunto, e di ogni altro atto che verrà "acquisito al fascicolo del Pm o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino a che non siano concluse le indagini preliminari, ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". In parole più semplici significa che i media potranno dire addio al dritto di cronaca. Ma mettere un bavaglio alla stampa non basta, ora si vuole fare la stessa cosa con i sindacati. E' questo il trend in cui si inserisce la nuova normativa per lo sciopero nei settori essenziali, in particolare quello dei trasporti. La delega al governo prevede "l'istituto dello sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale". Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sta lavorando allacremente alla bozza da presentare al Consiglio dei Ministri. Il nuovo progetto di regolamentazione prevede l'obbligo per i sindacati di una soglia del 50 per cento di rappresentatività per proclamare uno sciopero. Inoltre ci sarà per il lavoratore l'obbligo di comunicare anticipatamente la sua adesione allo sciopero così come delle sanzioni per chi viola le regole. Ma in cosa consiste esattamente lo sciopero virtuale? Chi aderisce allo sciopero trascorrerà una giornata lavorativa come tutte le altre, si recherà sul luogo di lavoro per svolgere la sua attività. L'unica differenza è che la remunerazione relativa alla giornata di sciopero sarà decurtata dallo stipendio e devoluta a un fondo speciale di solidarietà ancora tutto da specificare. Che ci sia un bisogno reale di modernizzare il diritto di sciopero non vi è alcun dubbio. Non è possibile che un gruppo di persone di un settore strategico possa bloccare l'intero Paese, ma molte sono le perplessità. Da sempre lo sciopero è stato un mezzo di pressione contro il datore di lavoro. Nello sciopero virtuale il lavoratore continua ad esercitare la sua attività senza ricevere nessun compenso. Per il datore di lavoro invece è un vero affare. Inoltre, per il momento la bozza del nuovo progetto riguarda solo il settore dei trasporti, ma non bisogna essere un fine analista politico per capire che è solo l'inizio. Chi ci dice che il governo dopo aver regolamentato il diritto di sciopero nel settore dei trasporti non passerà ad altri settori? Che ne pensi?

martedì 24 febbraio 2009

Al diavolo piace il calcio


Il tema del mobbing e del precariato, l'eterna lotta contro i mulini a vento del Co.co.co



A volte scrivere è un modo per sfogarsi. A volte serve per capire meglio cosa ti è accaduto. A volte quello che scrivi può diventare il grido di una generazione: quella dei precari.

Roberta Palma, ha trent'anni e una splendida bambina, ora. Prima, invece, ha varcato la soglia di una grande azienda, quella che quando arrivi lì per un colloquio pensi : "Se mi prendono è fatta, è arrivato anche il mio momento". Varcare quella porta per Roberta, autrice di "Al diavolo piace il
calcio", non è stato difficile, anche se, certo, prima si passa attraverso i colloqui, le pressioni, la paura, l'ansia, e i continui contratti mordi e fuggi di tante altre volte, ma questa volta non può essere la stessa cosa.

Sembra quasi automatico: mi impegno, riesco in ciò che faccio, lavoro bene per l'azienza che vuole credere in me. Bene. E invece no. Inizia il tiro a segno con il precario. Se prima tutti sembrano amici, ad un certo punto capisci che non è affatto così, che le battute, i piccoli colpi bassi hanno uno scopo preciso: metterti fuori gioco.

Roberta lotta contro se stessa, ci prova. Non si può mollare ora, non si può scappare perchè il capo "ce l'ha con te". Ma quando torni a casa e capisci che anche la tua vita fuori dall'ufficio non è più la stessa, che tu non sei più quella di prima, allora nella testa compare una parola che hai sentito, ma che forse non sapevi nemmeno bene che cosa significava: "mobbing".

Roberta Palma nel suo primo libro, racconta la sua esperienza in una grande azienza romana. Una scrittura fresca e diretta che arriva al cuore del problema e al cuore di chi quell'esperienza l'ha già vissuta, e apre gli occhi a chi, invece, ancora deve affacciarsi al mondo del lavoro. "Al diavolo piace il calcio" racconta di tutto quello che nessun lavoratore o lavoratrice dovrebbe subire. Mai più.

ECO - Crisi, Podda: Intollerabile sordità del governo su precariato


Roma, 23 feb (Velino) - “Il governo Berlusconi dimostra ancora una volta di non essere in grado di affrontare la crisi economica, anzi, a veder bene, sembra quasi che non voglia affrontarla. Le osservazioni del Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, sull'ondata di licenziamenti in arrivo e la sua portata sociale, e sulla necessità di intervenire con una riforma strutturale sul sistema di ammortizzatori sociali, ha ricevuto come risposta una levata di scudi da parte del governo e dei suoi ministri economici”. Lo afferma Carlo Podda, segretario generale Fp Cgil nazionale. “Rimane inoltre del tutto eluso dal governo il tema del precariato (ricordiamo che lo Stato italiano è il datore di lavoro di oltre 300 mila precari, che nella Pubblica amministrazione oltre 60 mila lavoratori si troveranno senza lavoro già a partire dal 1 luglio 2009, anche negli enti locali e nelle regioni, obbligate a licenziarli, e che nei prossimi anni il numero potrebbe arrivare ben oltre le 150 mila unità), ovvero della totale assenza di protezioni per tutti quei lavoratori che restano tagliati fuori dalla cassa integrazione”. “È chiaro - prosegue il sindacalista - come l’elusione di questo problema, la sordità del governo di fronte alle richieste del sindacato, come alle osservazioni del governatore Draghi, sottendano un'aspirazione: utilizzare questa crisi per rideterminare i rapporti sociali, indebolendo il lavoro e le sue tutele. La sordità del governo – continua Podda – ha lasciato inascoltato anche il nostro appello, l'appello di centinaia di migliaia di lavorati che, da piazza San Giovanni, il 13 febbraio scorso, hanno chiesto di estendere le tutele a tutti i lavoratori, compresi i precari, e di dare ai cittadini la possibilità di devolvere ad un fondo specifico sugli ammortizzatori sociali il loro 8 per 1000. Una proposta non soltanto simbolica, che avrebbe potuto rappresentare almeno la strada attraverso cui sconfiggere questa crisi, puntando sulla salvaguardia dei diritti del lavoro, sulla estensione delle tutele al mondo del lavoro precario, sulla solidarietà sociale”.