LA PETIZIONE DA FIRMARE
martedì 17 marzo 2009
I primi risultati di Brunetta
Sul sito della Funzione Pubblica oggi sono apparsi i primi risultati. Chiaramente, come potere verificare, non ci sono ancora i dati relativi all'ISPRA.
Riusciranno i nostri eroi a rispondere entro i prossimi sei giorni??
Cisl commenta monitoraggio precari
Roma, 17 mar. - (Adnkronos) - ''I dati diffusi oggi dal ministro
confermano che rispetto alla questione dei lavoratori atipici delle
amministrazioni pubbliche c'e' ancora del lavoro da fare''. E' il
commento della Cisl Fp ai primi risultati del monitoraggio del
ministro Brunetta.
''Tuttavia - precisa il sindacato - i dati sono anche la
testimonianza di un percorso che negli ultimi anni ha permesso un
graduale assorbimento dei lavoratori precari. Grazie ad un'azione
decisa da parte delle organizzazioni sindacali e' stato cioe'
possibile procedere alla stabilizzazione di una buona parte dei
lavoratori, spesso giovani e altamente specializzati, impiegati con
contratti a tempo o di formazione lavoro. Ora insieme al ministro e
agli amministratori locali dobbiamo portare a compimento quel
percorso, trovando soluzioni condivise per rispondere a chi, pur
rientrando nei piani di inserimento gia' approvati, e' ancora in
attesa di essere stabilizzato e a chi si e' aggiunto nel frattempo''.
Come sta avvenendo al Comune di Roma dove le procedure in corso
per la stabilizzazione e la riqualificazione interessano ben 2.300
lavoratori. La Cisl Fp e le altre sigle sindacali hanno infatti
ottenuto dall'amministrazione capitolina l'assunzione, attraverso
procedure concorsuali, di 1.169 precari entro la fine del 2008, mentre
altri 76 lavoratori saranno inseriti entro quest'anno. Inoltre per 610
dipendenti e' stato portato a termine nel 2008 il percorso di
riqualificazione professionale e 373 saranno i lavoratori interessati
per il 2009. I rinnovi dei contratti a termine riguarderanno infine
483 istruttori della polizia municipale e 33 persone tra figure
tecniche e amministrative.
Francia
PARIGI, 16 MAR - Il 74 per cento dei francesi
appoggia lo sciopero generale proclamato per giovedi dalle
organizzazioni sindacali contro la politica economica del
presidente Nicolas Sarkozy.
E' quanto risulta da un sondaggio effettuato dall'istituto
Bva per conto del quotidiano economico Les Echos e dalla radio
France Info i cui risultati sono stati resi pubblici oggi.
L'indagine, condotta per telefono su un campione di 1003
persone, ha evidenziato che i contrari allo sciopero sono il 23
per cento.
Gli interpellati, per il 62 per cento, hanno detto anche di
essere contrari alle scelte economiche del governo mentre per il
34 per cento hanno risposto di essere favorevoli.
Uno dei quesiti riguardava i 555 licenziamenti attuati dal
colosso petrolifero Total nonostante la compagnia nel 2008 abbia
realizzato profitti per 14 miliardi di euro. L'83 per cento
degli intervistati ha definito la decisione priva di qualsiasi
giustificazione. (ANSA-REUTERS).
Il "Merda Wall" di D'Alia contro Internet
Il senatore D'Alia dell'UDC vuole oscurare la Rete. Ha proposto un emendamento, approvato in Senato, a un disegno di legge di Brunetta che obbligherà i provider a oscurare siti, blog o social media come YouTube e Facebook su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione, ad esempio un filmato o un gruppo che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Senza nessuna sentenza della magistratura. Questo, oggi, avviene solo in Cina. In una dittatura. I cinesi hanno eretto contro l'informazione di Internet un "Golden Wall", si sono ispirati alla Muraglia Cinese. D'Alia vuole costruire un "Merda Wall", si è ispirato allo psiconano.
Il vero concorrente di Mediaset è YouTube. Mediaset non la comprerei neppure se me la regalassero. La pubblicità sta abbandonando la televisione e l'informazione si fa in Rete. Mettere Internet sotto il controllo del potere esecutivo vuol dire chiuderla di fatto e tappare la bocca ai cittadini liberi.
Marco Pancini di Google ha dichiarato:"No, le leggi ad Aziendam che poi hanno un impatto su tutto l’ecosistema non si possono fare. E bisognerebbe evitare di portare l’Italia a livello dei peggiori paesi del mondo in fatto di reati d’opinione". L'Italia stessa è ormai un Paese ad Aziendam e in quanto a perseguire reati di opinione non siamo secondi a nessuno.
Lo Stato è nostro e noi ce lo riprenderemo. Testo: Dall'intervista di Alessandro Gilioli al sen. D'Alia pubblicata su "L'Espresso" A. Gilioli: Io volevo parlare di questo emendamento: innanzitutto, spieghi lo scopo e l'utilità.
D'Alia: L'emendamento introduce l'articolo 50 bis al pacchetto sicurezza, che consente al ministro dell'interno, su comunicazione dell'autorità giudiziaria che procede per delitti di istigazione a delinquere o apologia di reato, attribuisce al ministero dell'interno il potere di disporre che i fornitori di connettività alla rete internet utilizzino gli strumenti di filtraggio nei confronti di quei siti o social network che contenessero, diciamo, dichiarazioni e quant'altro connesse a queste ipotesi di reato. Cioè, è una norma che serve a cominciare a intervenire nella regolamentazione di internet e questo nasce sostanzialmente dalle vicende che hanno riguardato Facebook, della comparsa su quel social network di gruppi inneggianti a Riina, Provenzano, alle Brigate Rosse eccetera. E poiché non vi è alcuno strumento, nell'ordinamento, che consenta un intervento immediato qualora ovviamente si ravvisi un'ipotesi di reato, cioè qualora la magistratura stia indagando, il ministro dell'interno interviene con uno strumento di natura squisitamente cautelare che serve ad evitare che vi sia una moltiplicazione di questi siti o di queste manifestazioni illecite sulla rete. Ovviamente, tutto questo avviene con la possibilità del ricorso all'autorità giudiziaria da parte degli interessati, e comunque attraverso una procedura di natura contraddittoria anche con i gestori dei siti a cui viene notificata una diffida ad oscurare o cancellare quelle parti che sono in contrasto con le posizioni citate.
A. Gilioli: Però, senatore, mi permetta di interromperla. La contestazione che viene fatta è proprio questa: io ho letto bene il suo emendamento, non si parla di cancellare le parti ma di oscurare il sito. Allora si dice: se c'è un gruppo su facebook che incita a Provenzano piuttosto che altre cose, gli effetti del suo emendamento non sarebbero cancellare quella pagina ma oscurare l'intero sito.
D'Alia: Ma mi scusi: se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito, è giusto che il sito venga oscurato. Il ministero diffida il gestore, il gestore poi ha due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare dal sito i gruppi oppure non ottemperare. Se non ottempera si rende complice di chi inneggia a Provenzano e Riina quindi è giusto che venga oscurato.
A. Gilioli: All'interno di YouTube, per esempio, ci sono diversi video che potrebbero ricadere, forse, all'interno della tipologia da lei enunciata. Se YouTube non cancella quei video viene oscurato l'intero YouTube?
D'Alia: Secondo me si, certo.
A. Gilioli: Ancora un altro caso...
D'Alia: Le faccio un esempio: se su YouTube esce un video, come è successo e peraltro ci sono state diverse polemiche, in cui quattro ragazzi picchiano un loro coetaneo disabile - peraltro, in questo caso siamo in presenza della rappresentazione di un reato non è che siamo in presenza di una apologia: c'è la diretta o la riproduzione di un film in cui viene commesso un illecito penale - è giusto che un sito lo mantenga? Io credo di no.
A. Gilioli: Un altro caso: c'è una discussione online, nei siti, nei forum. Fra utenti del forum può capitare che ci si insulti o anche che ci si minacci. Lei questo lo ritiene una tipologia...
D'Alia: Se io minaccio qualcuno, lo minaccio nella realtà o su internet sempre un reato è.
A. Gilioli: Le faccio un'altra tipologia: io sono ipoteticamente autore di un blog. All'interno del mio blog qualcuno, tra i commentatori del mio blog, mi insulta, minaccia. Io che sono il blog master e quindi ritengo che sia giusto lasciare aperto il mio blog a ogni voce, comprese quelle che mi minacciano e mi insultano, non tolgo queste voci.
Anche in questo caso si rientra nella tipologia?
D'Alia: Guardi, rientrano tutte quelle ipotesi che sono previste dal codice penale nell'ambito dei delitti di istigazione a delinquere o disobbedire alle leggi. I delitti di apologia di reato, che sono previste dal codice penale o da altre disposizioni. Sono tutte ipotesi che sono ricondotte a fattispecie illecite, che sono già sanzionate nel codice penale e che quindi hanno la necessità di essere sanzionate in tutte le loro manifestazioni. Non è che cambia se io faccio un ciclostile con cui dico che Riina...
A. Gilioli: Scusi senatore, stiamo parlando dei commenti a un blog...
D'Alia: Guardi, i commenti a un blog non è che sono diversi: se in un commento a un blog io dico che le Brigate Rosse hanno fatto bene ad uccidere Moro, questa si chiama apologia di reato. Che io lo faccia sul blog, con un telegramma, su un bigliettino, con un comunicato stampa non cambia: sempre di reato si tratta e va perseguito, e va perseguito colui il quale se ne fa complice pubblicando queste porcherie, ivi compreso se è un gestore di internet tanto per essere chiari.
Io la penso in questo modo.
A. Gilioli: Senta senatore: lei è un frequentatore della rete?
D'Alia: Certo
A. Gilioli: Su facebook ci va?
D'Alia: No, su facebook vado poco perché mi indigna vedere su quel sito che si censurino le mamme che allattano i figli perché si ritiene esteticamente un fatto offensivo, antiestetico e poi si consenta a vari gruppi, ad esempio "Omaggio a Cutolo, chi è parente di pentiti infami e confidenti è pregato di non iscriversi a questo sito dedicato a Cutolo". Io non ci vado perché questo sito che censura le mamme, come dichiara peraltro correttamente Articolo 21, e consente queste porcherie è un sito indegno, dal mio punto di vista.
Con tutto il rispetto per chi vi accede.
A. Gilioli: Lei è conscio del fatto che se in Italia si chiude YouTube e Facebook siamo peggio della Birmania?
D'Alia: Guardi, io non sono per chiudere né Facebook né YouTube: io sono perché Facebook e YouTube rispettino le vittime di mafia, del terrorismo e degli stupri.
A. Gilioli: E se non le rispettano?
D'Alia: Se non le rispettano non possono avere il rispetto dello Stato.
A. Gilioli: Quindi vanno chiusi.
D'Alia: E' evidente."
Salta il pacchetto precari del governo
La Commissione Attività produttive e Finanze della Camera ha bocciato oltre la metà dei 400 emendamenti al decreto-legge n.5 del 2009 in materia di sostegno ai settori industriali in crisi (il cosiddetto “salva-auto”). 256 proposte di modifica (di cui 14 avanzate dal governo) sono infatti risultate "inammissibili" per materia. Tra queste c'è anche l'intero "pacchetto precari" che l'esecutivo aveva esaminato all'ultimo Consiglio dei Ministri e che aveva programmato di inserire nel testo del decreto che contiene gli incentivi per il settore automobilistico e per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.
Cosa prevede il pacchetto
Raddoppio delle indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto, estensione dei voucher per lavori stagionali, riduzione dei tempi necessari per l’erogazione degli ammortizzatori sociali. Queste le misure a favore dei lavoratori sospesi e licenziati approvate il 13 marzo dal governo, che ora dovrà trovare un altro percorso legislativo per il pacchetto.
Dl incentivi/ Cade sotto scure inammissibilità pacchetto precari
Roma, 17 mar. (Apcom) - Il 'pacchetto precari' varato dal governo la scorsa settimana e presentato come emendamento al dl incentivi davanti alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera cade sotto la scure dell'inammissibilità per "estraneità di materia". Il presidente della commissione Finanze, Gianfranco Conte, ieri aveva tuttavia precisato che nel caso in cui si dovesse verificare un "comune interesse" sul tema da parte di "maggioranza e opposizione" e "soprattutto la disponibilità del presidente della Camera" sull'argomento, il 'pacchetto precari' potrebbe essere approvato con questo provvedimento. In caso contrario il governo dovrà trovare un altro veicolo legislativo.
CRISI/ Alla Camera salta il “pacchetto precari” del Governo
Drastica cura dimagrante per gli emendamenti di modifica del decreto salva-auto. Delle oltre 400 proposte di modifica 256 sono risultate «inammissibili» per materia. I presidenti delle Commissioni Attività produttive e Finanze della Camera hanno presentato le ammissibilità degli emendamenti. Sotto la scure del pre-esame sono cadute così anche 14 proposte avanzate dal governo, compreso l'intero “pacchetto precari” che l'esecutivo aveva esaminato all'ultimo Consiglio dei Ministri e che aveva programmato di inserire nel testo del decreto che contiene gli incentivi per il settore automobilistico e per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.
PRECARIO ERGO SUM!
L’Rdb Pubblico Impiega lancia questa iniziativa in polemica risposta all’ennesimo monitoraggio lanciato, questa volta, dal Ministro Brunetta. In questi giorni la nostra organizzazione, ormai riconosciuta come unica referente da tutti i precari che non vogliono assistenzialismo o raccomandazioni ma solo il riconoscimento dei diritti costruiti con anni di lavoro nella Pubblica Amministrazione, è stata subissata dalla domanda: ma io sarò compreso nel monitoraggio?
Ma un sindacato come il nostro non può e non deve offrire risposte limitate. Per questo l’iniziativa dell’auto-monitoraggio viene lanciata anche con una motivazione fortemente politico-sindacale: come lavoratori non possiamo accettare la perdita del posto di lavoro e non possiamo accettare che ci si proponga in cambio del lavoro l’elemosina di un ammortizzatore sociale in deroga. Come lavoratori non siamo e non vogliamo essere assistiti come l’impresa italiana che sbandiera capacità e qualità e poi si riduce in periodi regolari a chiedere aiuti a chi paga le tasse, intascando gli utili senza redistribuire e riversando sempre i costi dell’incapacità manageriale diffusa sui soliti noti, noi.
I precari del pubblico impiego sono una risorsa e migliorano le condizioni di vita della collettività. Per questo rigettiamo i luoghi comuni e ripartiamo all’attacco, RdB non vuole solo il mantenimento di questo stato occupazionale, vuole assunzioni a tempo indeterminato. Tutti i settori sono in costante depauperamento a seguito dei pensionamenti. Le assunzioni non solo sono possibili ma devono avvenire nel prossimo triennio, rimodulando piante organiche e fondi a disposizione, eliminando le norme appena inserite che regionalizzano le assunzioni e cancellano le stabilizzazioni. Riprendendo quel percorso che proprio le lotte di RdB, e non di altri filo-govenativi, avevano ottenuto con lo sciopero del 6 ottobre 2006, l’auto-monitoraggio riavvia la fase della lotta. Dobbiamo rispondere rilanciando. Per questo inviamo anche ai capigruppo del Senato, escludendo la Lega che ben conosce i precari dei propri enti locali, l’auto-monitoraggio. In Senato stanno discutendo il provvedimento ammazza-precari. I Senatori devono essere consci di chi stanno licenziando!
Vivere low cost
L'alfabeto della crisi. Cosa fare per sopravvivere
di Daniela Amenta e Alessia GrossiIl traguardo non è più la fine del mese, ma la terza settimana. E’ la crisi, bellezza. Altro che ottimismo per negare l’evidenza. Così, per restare a galla bisogna inventarsi un altro stile di vita. Cambiare i consumi vuol dire modificare la filosofia che ne è la base, recuperare l’etica del consumo stesso. Una vita più sobria passa anche attraverso l’ecologia, forme autarchiche di sopravvivenza, recupero della cultura della morigeratezza, del risparmio. Riapplicare i modelli dell’Italia del dopoguerra: abolire gli sprechi, ricominciare a fare da sé, risparmiare l’energia, l’acqua, le materie prime. Anche queste sono forme di resistenza.
A - ACQUISTI SOLIDALI
Si chiamano Gas, Gruppi di Acquisto solidale. Sono gruppi di persone che acquistano insieme all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune da ridistribuire tra loro. Si compra direttamente dal produttore locale, scegliendo prodotti biologici ed ecologici che siano stati prodotto nel rispetto delle condizioni di lavoro. Si riducono così l’inquinamento per il trasporto delle merci, i costi della distribuzione e insieme si verificano le singole scelte al consumo. I Gas stanno crescendo a dismisura, al punto che per riuscire a farne parte in più posti si è arrivati ormai a stilare liste d’attesa per i consumatori. Ci si coalizza tra amici, parenti, interi condomini o in ufficio. E per giunta si socializza.
B - BICICLETTA
Non inquina e mantiene in forma. È lo stile dei bikers, quelli che all’auto preferiscono la bicicletta. Lo stile diventa un must quando il costo della benzina non scende e lo smog annebbia la città. Si può andare con la propria bici o affittarla con il Bikesharing. In questo caso se si ha la fortuna di abitare in una città in cui è attivo il servizio, girare su due ruote è ancora più semplice. Si può prendere la bici in un punto di bikesharing e lasciarla in un altro, risparmiandosi così di doversela portare dietro necessariamente. Basta una tessera magnetica e la giusta elasticità mentale e motoria e la vita nel traffico è può essere meno spiacevole. Del resto che sia con la propria o con una affittata, pedalare non inquina e non crea problemi di parcheggio. In più «è più conveniente in termini di velocità di spostamento, impatto ambientale, energia globalmente spesa».
C - CUCINA
In voga la cucina semplice ma buona. Dalla pasta con le patate alle ricette gustose e sane per i bambini. Per imparare a cucinare tornano utili le ricette della nonna, ad esempio di nonna Clara, l’anziana italo-americana che su YouTube offre dimostrazioni della cucina della Grande Depressione. Soprattutto pasta, in tutte le salse, per esempio con patate, piselli e uova. È inglese, invece, il ricettario semplice per mamme senza soldi e senza tempo diventato un best seller. Insomma, anche la cucina è low cost, non solo negli Usa e nel Regno Unito. Si mangia sano, si eliminano spese superflue, e il piatto non piange.
D - DETERSIVI
Abracadabra. È solo un esempio, ma anche il più riuscito. Risponde all’indirizzo biodetersivi.altervista.org ed è una vera scuola di pozioni dove imparare a fare i detersivi in casa. Non soltanto quelli per piatti e stoviglie, ma anche quello da mettere nello spruzzino per i vetri, lo sturalavandini, i deodoranti per ambienti, l’anticalcare e addirittura gli stessi dosatori di detersivi. Basta una regola base: non mescolare mai prodotti acidi con prodotti basici e si possono inventare anche nuove ricette. È la strada della bio-allegria.
E - ENERGIA
Un manuale per risparmiare la Terra. A volte basta poco per non sprecare energia. In Rete si trovano manuali di ogni genere a riguardo. Scaricabile quello degli «Amici della Terra Onlus», (www.amicidellaterra.org) che consiglia: lampadine a fluorescenza compatta, spegnere sempre gli apparecchi elettrici, non tenere aperti i rubinetti o montare i frangiflusso per avere la sensazione di toccare più acqua di quella che si lascia scorrere. Anche sulla carta si può risparmiare scrivendo su entrambi i lati di uno stesso foglio. Ogni altro accorgimento è utile se lo spreco non è necessario.
F - FAI DA TE
Il risparmio è più casalingo che mai con il «Fai da te», un vero e proprio ritorno ai preparati in casa. Si riscopre in tutto il mondo, occidente in particolare, che se i contenitori hanno un prezzo, anche per l’ambiente, e gli alimentari costano troppo, meglio provare a fare da sé. In casa si possono fare yogurt, pane, burro, birra, cioccolato, biscotti, gelato, vino e anche i liquori. Come? La blogosfera si mobilita, su www.risparmiare-risparmiando, ad esempio, si trovano consigli, istruzioni e procedimenti per ogni tipo di bricolage, anche quello culinario.
G - GRATIS
Vivere del tutto gratis è difficile, ma qualcosa si può fare anche non pagando. E il web aiuta anche in questo. In Rete si trova un po’ di tutto. C’è la comunità che regala oggetti che non servono: www.freecycle.it. La directory mondiale dei punti wi-fi dove è possibile navigare in Internet gratuitamente http://anchorefree.com. Siti di scambi di ospitalità gratuita come www.servas.it o www.hospitalityclub.org. o il blog del baratto per antonomasia http://oneredpaperclip.blogspot.com. Fuori dalla Rete torna utile l’ultima pagina dei giornali di annunci, quella in cui si offrono oggetti gratuitamente. E per viversi la città a volta basta dare un’occhiata alla voce “gratis” delle guide alla programmazione del week end. Al museo ci si può andare la domenica al mese in cui è gratis e un buon libro si può leggere anche nelle biblioteche comunali. Esistono ancora.
H - HOUSE
L’isolamento è in controtendenza. Per risparmiare sui servizi casalinghi e condividere l’abitazione arriva anche in Italia il Cohousing. È la filosofia del «vicinato elettivo», un piccolo villaggio, per lo più in centri metropolitani, in cui l’idea della casa singola si unisce a quella della «comune». Gli inquilini condividono beni, come giardino o orto, e si dividono spese per servizi, come lavanderia e asili nido. A Milano come negli Usa i coinquilini si incontrano su Internet e si scelgono tra loro. E anche se ogni progetto di cohousing ha una storia diversa e caratteristiche proprie – esistono comunità per anziani, quelle per single, quelle formate da giovani coppie con figli piccoli, quelle in via di formazione per persone con problematiche specifiche – la filosofia che sta alla base dei progetti di coresidenza fa sì che tra loro abbiano dei tratti comuni. La filosofia della condivisione, infatti, viene applicata fin dalle fondamenta del progetto di cohousing. Ogni futuro cohouser partecipa alla progettazione del “villaggio” in cui vivrà. Elegge attraverso una community virtuale il vicinato e via via che il progetto prende forma consolida la conoscenza. Per diventare cohouser e farsi promotori del progetto nella propria città iniziate a visitare il sito www.cohousing.it.
I - INTERNET
L’era del risparmio e del nuovo stile di vita più morigerato parla soprattutto attraverso Internet. Dai blog come l’italiano www.ecoblog.ilcannocchiale.it, che offre uno sguardo su ecologia, ambiente, energie rinnovabili e cucina vegetariana, alle radio online come www.lifegate.it, che sostengono l’ambiente attraverso musica e informazione ecosostenibile. Ma la Rete è verde e partecipativa ormai quasi per definizione con il Web 2.0. Online si può consultare e compilare un’enciclopedia con www.wikipedia.org, scaricare programmi gratis con www.gratisdownload.it, seguire lo sport su http://livetv.ru/it/, o pubblicarsi da sé anche un libro, un cd o un video senza costi iniziali mantenendo il diritto d’autore. Ancora di musica si parla con la piattaforma www.jamendo.com, che offre la possibilità di scaricare e ascoltare legalmente più di 15000 album completi e singoli brani, oppure pubblicare musica sotto licenza libera, cosiddetta «Copyleft», e lasciarla circolare liberamente in Rete.
L - LOOK
Ricerca nei mercatini dell’usato, acquisti alle aste via Internet, affitto di accessori firmati e non solo su Web. Il look primavera estate e anche autunno inverno del 2009 unisce risparmio e fantasia. Da Londra arriva un suggerimento: il guardaroba in comune tra amiche. Basta mettere insieme un fondo mensile comune per gli acquisti, un armadio unico e l’affiatamento giusto per non litigarsi i capi. In Italia il look è salvo con Ego, il guardaroba ecologico organizzato. Sul sito www.suiteatwork.it si scelgono i vestiti ogni settimana, si prendono in prestito e poi si riconsegnano. Lavaggio e stiratura sono compresi nel prezzo. Con il look gratis poi ci si diverte anche. Buttandosi nelle feste dedicate al baratto. Anglofonizzato il fenomeno si chiama «Swap Party», o più comprensibilmente «Festa del Baratto», o meglio ancora «scambio di stagione». È questo il caso in cui si rinnova il guardaroba senza spendere un euro e si rinsalda l’amicizia. Ci si limita a tirare fuori dall’armadio ciò che non si utilizza più, a patto che sia in buone condizioni, si organizza una festa in casa, o in un locale tra amiche, colleghe e conoscenti e ci si scambia abiti e accessori. Nell’era di Internet è chiaro che il baratto è anche online su appositi siti dedicati allo «swap». E se dovete sposarvi date un occhio ai siti indiani: ci sono degli abiti per le nozze decisamente vintage ma molto economici e dalla fattura unica.
M - MAQUILLAGE
Un sito per realizzare il sapone in casa (ilmiosapone.it) e un intero forum per le appassionate di maquillage eco ed economico, due aggettivi che ormai viaggiano assieme. Si chiama “Sai cosa ti spalmi?”, sottotitolo “Come farsi belli senza distruggere il pianeta” (www.saicosatispalmi.org) e rappresenta una fonte inesauribile di dritte per fare da soli il rossetto o la cipria. Le basi sono quelle dell’erboristeria. Il resto è frutto di sperimentazioni biologiche con sorelle che fanno da cavie e amiche disposte a provare un gloss “che si appiccica sulle labbra almeno sei ore”. Se leggere non vi basta, cercate su YouTube i video di Makeup Tutorial dove la giovane Clio si arma di spatole e ombretti per realizzare il rossetto del colore adatto alla giornata. Profumi autarchici, creme fatte in casa, deodoranti e sali da bagno. Una miniera di informazioni, trattate in modo divertente ma senza leggerezza.
N - NO LOGO
Partendo dal saggio di Naomi Klein, si è sviluppato un intero movimento che rifiuta le marche e applica il nocopyright e il copyleft come filosofia ed etica politica. Il no logo si applica anche all’abbigliamento che cancella il brand ed è quindi più economico, più ecologico, dalla parte del lavoratore e del consumatore. Per esempio AdBusters è un’associazione no profit che da anni combatte contro lo strapotere della pubblicità e delle multinazionali. Così sono nate le BlackSpot Sneaker, scarpe simili alle Converse, prodotte in Portogallo da una famiglia di imprenditori senza sfruttare gli operai, senza delocalizzazioni selvagge e senza utilizzare materiali provenienti dall’uccisione di animali. Sono vendute in tutto il mondo tramite www.adbusters.org/campaigns/blackspot. La scarpa, prodotta totalmente in materiale naturale, è biodegradabile al 70%, la suola è rinforzata perché duri nel tempo e la produzione non richiede l’uso di agenti chimici.
O - ORTO
Il massimo sarebbe usare la terrazza condominiale e trasformarla in un giardino pensile. I vantaggi che si possono ottenere, oltre che estetici, sono anche funzionali: viene infatti ridotta l’escursione termica, aumenta il risparmio energetico, migliora l’isolamento termo-acustico e si riduce l’inquinamento ambientale, grazie alla cattura delle polveri sottili. In alcune regioni il “tetto verde” è incentivato anche a livello economico. In assenza di un grande terrazzo, basta un balcone. Oltre alle piante aromatiche, si possono coltivare ortaggi (pomodori, zucchine e melanzane, ad esempio), fragole e insalata. Sul web ci sono decine di blog dedicati all’argomento (da erbaviola.com a florablog.it) fino ai libri: da “Il balcone dell’indipendenza” di Stampa Alternativa alla bibbia verde (”Il nuovo libro delle erbe”) di Jekka McVicar. Basta dotarsi degli strumenti necessari e di moltissima pazienza.
P - PANE
Considerati i costi di rosette e pagnotte, niente affatto comparabili con gli aumenti delle materie prime, tanto vale fare da sé, a casa propria. Sul sito panefattoincasa.net, vengono spiegati tutti i passaggi necessari per impastare e cuocere, e raccontati nel dettaglio i lieviti da usare e i tipi di farina. Per i pigri che detestano sperimentare e per i neofiti si può cominciare acquistando la macchina del pane, piccolo robot che impasta. Per tutti gli altri vale la pena di provare e riprovare. Serve circa mezz’ora di tempo da dedicare al “prodotto” ma tra spese di materie prime e uso del forno a gas si spendono al massimo 60 centesimi per un chilo di pane, contro i tre euro che si lasciano dal fornaio.
Q - «Q» IL LIBRO
È l’ultimo libro del collettivo situazionista Luther Blissett che darà poi vita a Wu Ming Foundation. Il primo in cui viene affrontata la forma romanzo. Come gli altri realizzati dalla “fondazione” è scaricabile gratuitamente dal sito wumingfoundation.com. Ogni loro testo, saggio o racconto reca la dicitura “si consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali”. Citando Dickens gli autori spiegano che “Comunicare col pubblico in tutti i modi è una fatica d’amore”. Un download legale, da abbinare col bookcrossing, la pratica di lasciare nei luoghi pubblici un libro perché venga letto e scambiato dal più alto numero di persone.
R - ROADSHARING
È l’autostop del Terzo Millennio. Dove? Sul sito Roadsharing.com, in quattro lingue, dove tutti possono inserire il proprio percorso e la propria meta per fare almeno un pezzo di strada insieme, che si parta per una vacanza “on the road” come Sal Paradise, protagonista narrante del celeberrimo libro di Jack Kerouac o si vada a lavoro come migliaia di pendolari. Grazie a GoogleMaps e Google Transit si inserisce facilmente il percorso. Poi basta attendere, comodamente seduti davanti al pc, che qualcuno passi di lì e clicchi lo stesso percorso. Un modo ecologico, economico e comodo di viaggiare, insomma, che usa la tecnologia di condivisione più attuale: il Web 2.0.
S - SPINA
Detersivi, latte, acqua e perfino grappa alla spina. Si risparmia e non si inquina. Una buona abitudine inaugurata circa due anni fa in Italia ma che sta dando risultati apprezzabilissimi. Solo in Piemonte nel 2008 si è evitata la produzione di 6 tonnellate di plastica e di 3 tonnellate di cartone e si è ridotto il consumo di acqua di 26 milioni di litri. Dati forniti da Ecoalfabeta.blogosfere.it che riporta l’elenco dei supermarket e degli esercizi commerciali che hanno aderito. Nei 12 punti Eco della Crai si vendono alla spina anche caffé, cereali, pasta, riso, caramelle, legumi, spezie, frutta secca. E poiché le confezioni incidono sul costo finale del 30 per cento, il conto è presto fatto. Per quel che riguarda il latte alla spina, l’elenco dei rivenditori è sul sito della Coldiretti. Per chi abita a Roma, vale la pena di visitare biola.it: si trovano gli spostamenti del distributore itinerante di latte crudo e formaggi della Cooperativa Testa di Lepre.
T - TERMOSIFONI
Per chi possiede una propria caldaia vale sempre la regola della prevenzione: una buona manutenzione annuale permette di evitare incidenti rischiosissimi e risparmiare. Ecoage.com, il portale, ecologista indipendente, offre una serie di suggerimenti che messi in pratica riducono per davvero la bolletta. Intanto isolare il cassetto degli avvolgibili sopra la finestra o evitare gli spifferi semplicemente chiudendo le porte e abbassando le tapparelle, è un buon metodo per non disperdere calore. In assenza di doppi vetri e pareti coibentate, basta spurgare regolarmente l’aria in accesso dai radiatori. Vietato coprirli con mobili o tende. Se il termosifone è sotto una finestra, lavorerà di più. Per aumentarne l’efficienza è sufficiente porre una tavola di materiale isolante tra parete e termosifone. Preferire sempre le caldaie a condensazione: si risparmia fino al 20% di metano.
U - UBUNTU
Ubuntu è un sistema operativo libero e completamente gratuito basato su Linux e rientra nella categoria degli “open source”. È un approccio collaborativo allo sviluppo dei programmi: il codice sorgente, il cuore di ogni applicazione è infatti aperto e modificabile da parte di tutti. Questo comporta un continuo miglioramento del programma, una maggiore sicurezza e stabilità (il programma non si blocca o chiude improvvisamente facendo perdere tutto il lavoro) e una documentazione praticamente infinita. Nel caso si Ubuntu si aggiunge anche la facilità di utilizzo. È perfetto per computer portatili, desktop e server e fornisce applicazioni adatte ad ogni esigenza, per l’uso in casa, a scuola o a lavoro. Non si deve mai pagare alcun costo di licenza, né perdere tanto tempo per l’istallazione. Si contrappone al mondo “chiuso” e caro della Microsoft di Bill Gates e delle case che producono applicazioni. Ubuntu prende il nome da un’antica parola africana che significa “umanità agli altri”, oppure “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”. La comunità è molto attiva, fornisce sopporto e consigli a tutti, e ha sviluppato oltre duemila pacchetti di programmi disponibili gratuitamente via internet. C’è anche un servizio destinato a chi, non avendo una connessione veloce a internet, impiegherebbe troppo tempo per scaricare l’ultima versione di Ubuntu: il cd con Ubuntu si può ordinare gratuitamente e la versione desiderata che verrà recapitata a casa in brevissimo tempo.
V - VACANZE
Voli low cost, naturalmente, da programmare mesi prima su Internet. In tal senso il sito zingarate.com offre un validissimo supporto. In primo piano non solo i viaggi in aereo a prezzi stracciati, ma anche dritte, consigli e suggerimenti su dove alloggiare, come trovarsi un amico per dividere le spese e un forum per evitare le ingenuità del turista fai da te. Per i fortunati che possiedono una casa, lo scambio dell’abitazione è una delle opportunità più gettonate. Basta fare una visitina al vari siti specializzati. Annalisa Pujatti di Homelink.it, uno dei circuiti internazionali più gettonati, assicura che le iscrizioni sono cresciute negli ultimi mesi del 20%. “E si ha la certezza - aggiunge - di confrontarsi con una clientela selezionata che terrà casa vostra esattamente come l’avete lasciata”. E per chi non ha un appartamento tutto suo, basta il divano. Sono oltre 957mila gli iscritti al sito Couchsurfing.com. presentare il proprio «profilo», indicare la propria disponibilità - che sia un divano o una camera da letto - specificando per quante notti il nostro ospite potrà usufruirne, e aspettare che qualcuno si metta in contatto con noi. Stiano tranquilli quelli che non hanno a disposizione neanche un divano, per essere un vero couchsurfer non è necessario averne uno libero. È sufficiente scrivere quello che si ha da condividere, il nostro ospite si accontenterà anche di una valida guida turistica sul posto, o anche di un paio d’ore libere per un caffè con un abitante del luogo. La regola è quella, oramai, un po’ desueta dell’ospitalità. Nulla di nuovo, ma funziona.
Z - ZERO CHILOMETRI
Comprare prodotti locali permette non solo di ridurre l’inquinamento (le merci vengono trasportate per brevissimi tratti invece che subire trasbordi lunghi migliaia di chilometri) ma offre al consumatore la garanzia di prodotti rintracciabili, dunque molto più freschi, di maggiore qualità e a un prezzo assai più conveniente. Risparmio economico ed energetico in un colpo solo. Secondo la Coldiretti scegliendo prodotti locali e di stagione si possono risparmiare più di cento euro al mese sui 467 euro che ogni famiglia versa in media mensilmente per alimenti e bevande. Acquistando direttamente nelle quasi 50mila imprese agricole nazionali è possibile ridurre di un terzo il costo della spesa mentre il latte fresco è disponibile ad un prezzo ridotto di oltre il 30 per cento in uno dei tanti distributori automatici sparsi su tutto il territorio la cui lista è consultabile sul sito www. coldiretti it. A chilometri zero esistono anche una serie di ristoranti, soprattutto in Veneto: tre nel padovano, uno a Rovigo, uno nel Trevigiano. La territorialità diventa la cifra culturale. Come nella gelateria Zeno, in pieno centro di Verona, che usa uva spina, ribes, fragoline e marasche della zona mescolate al latte e alle uova che provengono dagli allevamenti del Monte Baldo.
Lo tsunami disoccupazione
Berlusconi ed il governo di centro-destra insistono con la propaganda senza far nulla per contrastare la crisi. Mentre il fenomeno esplode.
L’Ires-Cgil ha calcolato che saranno circa mezzo milione in più i disoccupati nel 2009. Nel triennio 2008-2010 i posti di lavoro che verranno persi saranno drammaticamente oltre un milione. Secondo l’ufficio studio della Cgil nel 2010 i disoccupati potranno arrivare a 2,6 milioni contro il milione e mezzo del 2007. Tra il 2007 e il 2008 sarebbero stati persi circa 350 mila posti, portando il totale dei disoccupati da 1,506 milioni a 1,854 milioni. Nel 2009, in particolare, la crescita sarebbe di 498 mila persone, per un totale di cittadini senza lavoro di 2,350 milioni, cifra che salirebbe di altre 334 mila unità nel 2010, portando, nell’ipotesi peggiore, ad un esercito di 2,686 milioni di disoccupati, pari ad un tasso di disoccupazione del 10,1 per cento. Nel caso più ottimistico dell’evoluzione della crisi nel 2010 il tasso di disoccupazione potrebbe, per l’Ires, essere del 9 per cento, con un totale di disoccupati di 2,294 milioni di unità. Per capire in particolare il vero e proprio uragano che sta spazzando via settori consistenti del mondo del lavoro sono interessanti i dati del Friuli Venezia Giulia. Oltre alla disoccupazione, anche la cassa integrazione è in una fase di crescita inarrestabile. Dall’inizio dell’anno nella regione sono circa 21mila i lavoratori coinvolti dall’aumento della cig, mentre 2.500 i posti di lavoro già persi. La crisi interessa tutti i settori, ma colpisce in modo più pesante il comparto della meccanica, dove si concentra la metà delle ore complessive di cassa integrazione autorizzate dall’Inps nei primi due mesi del 2009. Franco Belci, segretario della Cgil, ha reso noti i dati a Trieste, in occasione della presentazione dei motivi che hanno indotto il suo sindacato a proclamare uno sciopero generale per domani. L’agitazione ’solitaria’ della Cgil si inquadra in una fitta rete di iniziative in tutt’Italia che porteranno alla manifestazione nazionale in programma a Roma il 4 aprile prossimo. Belci ha dichiarato: “Una crisi come questa richiede una risposta straordinaria dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Per questo già a dicembre avevamo chiesto al Governo un ‘pacchetto anticrisi’ di almeno 25 miliardi. Oggi tutti riconoscono che avevamo ragione, ma siamo ancora molto distanti da quella cifra e solo con molta fatica, e grazie alla nostra mobilitazione, sono stati trovati 8 miliardi per gli ammortizzatori, che peraltro non sono ancora stati messi a disposizione”. In Friuli le ore di cassa integrazione registrate nel bimestre gennaio febbraio nella regione sono state 1.375mila, oltre il doppio rispetto alle 667mila dello stesso periodo nel 2008. Radicalmente cambiata anche la natura degli interventi: se l’anno scorso si erano registrate 127mila ore di cassa integrazione ordinaria e 540mila straordinaria, nel 2009 il rapporto si è rovesciato, passando a quasi 1 milione di ore di Cig (+675) a fronte di circa 400mila di Cigs (-27). I lavoratori coinvolti dalla cassa sono oltre 21mila, anche se con caratteristiche e tempi che variano da azienda ad azienda: “In alcune siamo di fronte a un blocco totale della produzione”, ha spiegato Belci, “nella maggior parte dei casi il ricorso agli ammortizzatori sociali non e’ continuativo ed e’ fatto a rotazione o non riguarda tutti i dipendenti. Un milione e 400mila ore in due mesi, in ogni caso, equivalgono a oltre 4.000 lavoratori fermi ogni mese. Senza considerare che a gennaio la maggioranza delle aziende ha effettuato ferie prolungate e questo ha consentito di abbassare di molto il ricorso agli ammortizzatori: nel solo mese di febbraio si e’ registrato circa 1 milione di ore di cassa integrazione”. Nell’analisi dei dati settoriali spicca quello delle meccanica, che assorbe la metà degli interventi (48) e registra un aumento esponenziale rispetto al 2007. In forte crisi anche un altro comparto-chiave per l’economia regionale, quello del legno: già 219mila le ore complessive di cassa integrazione, pari al 16 per cento del totale e con un vertiginoso aumento rispetto al 2008, quando si erano registrate meno di 25mila ore. Belci ha aggiunto: “A questi dati sfugge la maggioranza delle aziende artigiane dell’indotto, che stanno pagando anch’esse un dazio pesantissimo alla crisi”. Lo sciopero generale di mercoledì contesta l’assenza di risposte efficaci da parte del governo ed in particolare critica l’accordo separato sulle regole della contrattazione sottoscritto da Cisl e Uil, sul quale è in pieno corso il referendum promosso dalla Cgil. La Cgil ha sottolineato che dall’astensione dal lavoro saranno esentati i lavoratori delle aziende metalmeccaniche: “Se negli altri settori”, ha spiegato il segretario, “la mappa è ancora a macchia di leopardo, nella meccanica la crisi non risparmia nessuno: i lavoratori interessati dal ricorso alla cassa integrazione sono 13mila, cui vanno aggiunti almeno mille posti già persi tra contratti a termine non confermati, precari licenziati e lavoratori in mobilità. In una situazione simile non ce la siamo sentita di chiedere ai lavoratori un sacrificio ulteriore, dopo lo sciopero nazionale già proclamato dalla categoria lo scorso 13 febbraio”.
Precari a casa, in 400mila
Tra personale scolastico e impiegati dello Stato si preannuncia una piccola ecatombe. Parla Michele Gentile, coordinatore Dipartimento Pubblica amministrazione della Cgil
E’ noto che i precari della pubblica amministrazione suppliscono in modo spesso strutturale alle carenze di organico. Che cosa può comportare la loro mancata stabilizzazione rispetto allo standard dei servizi garantiti al cittadino?
400.000 lavoratori con un rapporto di lavoro non a tempo indeterminato rappresentano una massa enorme di persone occupate in strutture che debbono garantire al Paese, ai cittadini ed alle imprese servizi stabili di qualità. Il blocco delle assunzioni – in seguito ad una sciagurata politica basata sulla flessibilità come opportunità - ha determinato oggi una situazione per la quale molti dei servizi fondamentali per le persone forniti grazie ai precari, spesso da soli, andranno in difficoltà. Il licenziamento di tali lavoratori comporterà la chiusura di quelle strutture nelle quali vengono offerti servizi in ambito sanitario, assistenziale, della ricerca e delle università, con chiare ricadute sul tenore di vita non solo dei precari stessi, oggi senza alcuna forma di sostegno al reddito, ma anche di coloro che fruiscono dei servizi stessi.
Quanto ha inciso, nella scelta di stoppare le stabilizzazioni, la politica adottata in questi mesi dal ministro Brunetta?
La scelta di bloccare le stabilizzazioni non è conseguenza della crisi economico-sociale, ma una scelta ideologica del Ministro della Pubblica Amministrazione. Del suo voler apparire vanamente difensore delle regole e del rigore, disinteressandosi delle conseguenze delle sue campagne mediatiche.
Come valorizzare, anche sul terreno culturale, il lavoro pubblico nel nostro Paese, spesso e volentieri vituperato anche dal “popolino”?
Molte persone credono che la campagna orchestrata da Brunetta, costituita di offese al lavoro (con espressioni tipo: “usare il bastone e la carota”, o con l’utilizzo dello stesso termine “fannulloni”), stia producendo effetti positivi sul funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni. In realtà sta avvenendo esattamente il contrario: quando la polvere si poserà vedremo le macerie, come avvenne quando iniziò la stessa ondata a mezzo stampa contro i dipendenti pubblici (i presunti “fannulloni”, appunto) che serviva a mascherare il forte ed indiscriminato taglio della spesa pubblica e quello delle retribuzioni dei lavoratori. Per valorizzare il lavoro pubblico occorre costruire progetti di riforma, suscitare il consenso degli addetti e degli utenti, definire sedi di partecipazione, confronto e controllo sociale nelle quali coinvolgere tutti gli interessati alla qualità dell’intervento pubblico.
Le categorie della Funzione pubblica e della Fiom hanno recentemente scioperato insieme, per la prima volta. E’ stata un’iniziativa “una tantum” o quel momento di lotta simboleggia la volontà della Cgil di mettere in relazione in modo continuativo le rivendicazioni dei lavoratori pubblici e privati?
L’importante sciopero della Fp e della Fiom ha rappresentato una tappa all’interno delle iniziative di mobilitazione generale indette dalla Cgil e che culmineranno nella manifestazione già preannunciata per il 4 aprile. In quel percorso si colloca anche il prossimo sciopero dei settori della conoscenza. L’unità del mondo del lavoro e dei pensionati nella battaglia contro chi vuole utilizzare la crisi per colpire i diritti, il reddito del lavoro e da pensione ed il sindacato confederale è strategica. Si tratta di un obiettivo generale che va perseguito con ogni iniziativa possibile.
Le misure per i precari bloccate dalle regole parlamentari
Il pacchetto per gli ammortizzatori dei precari finisce contro il muro dei regolamenti parlamentari.
Per ora rimangono al palo l'accelerazione nel pagamento degli assegni, il raddoppio dell'indennità per i co.co.pro che restano senza lavoro e il voucher per pagare piccoli lavori occasionali. Le norme, che il governo avrebbe voluto inserire nel decreto salva-auto, sono risultate «inammissibili per materia» e sono finite, insieme ad un paio di centinaia di proposte di modifica, sotto la scure dei regolamenti parlamentari, che il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva chiesto di applicare in modo rigoroso. Si tratta di una situazione temporanea e si sta lavorando con diplomazia al ripescaggio.Indennità di disoccupazione ai precari? Nemmeno un'elemosina
di Francesco Saddi
Gli atipici che potranno riuscire ad avere l'una tantum non supereranno il dieci per cento del totale di circa 800 mila persone, contando solo i mono-committenti: se un co.co.pro guadagna meno di 6 mila euro l'anno e ha due committenti è escluso dall'una tantum
La telenovela della lotta alla crisi made in Italy ha visto il governo protagonista dell'ultima puntata. Palazzo Chigi ha, infatti, messo a disposizione cento milioni di euro per le indennità agli atipici monocommittenti, nel caso qualcuno dubitasse che a pagare maggiormente il momento negativo fossero i lavoratori più deboli. I fondi sono stati estratti dal bilancio del ministero del Welfare e, spiega Sacconi, valgono solo per il 2009.
Il giorno dopo la barzelletta del segretario del PD Franceschini, che aveva chiesto di riconoscere a tutti i disoccupati un assegno pari al 60% dell'ultima retribuzione, ci ha pensato il ministro del lavoro a tenere banco sulla delicata questione dei precari. "Le risorse sono scarse", ripetono ossessivamente da mesi, e le misure dell'esecutivo non possono essere grandiose.
Tra queste emerge per diffusione mediatica il raddoppio dei fondi a disposizione di una parte dei co.co.pro. con un solo committente. Coloro che perderanno il lavoro, infatti, avranno diritto ad un'indennità pari al venti per cento dell'ultima retribuzione annuale, per una cifra compresa tra "i 1000 e i 2600 euro circa".
Filomena Trizio, segretaria generale NidiL-Cgil, considera questa mossa "un'elemosina, niente di più" e, soppesando le dichiarazioni del ministro, denuncia la mancanza di "modifiche ai criteri di accesso ancora troppo stringenti". Secondo quanto dice la Trizio, un collaboratore che si ritrova senza lavoro, per accederci deve avere avuto un solo datore, avere guadagnato l'anno precedente un reddito tra 5 mila e 13.800 euro annui, avere tra tre e dieci mesi di versamenti e nell'anno in corso deve avere avuto versamenti per almeno tre mesi.
I paletti, però, non si fermano qui. L'azienda di provenienza, infatti, deve essere inserita in una ancor non specificata area di crisi.
Facendo un paio di conti, si stima che circa 80 mila persone riusciranno ad accedere all'indennità, ovvero il 10% dei lavoratori monocomittenti. Siamo quindi arrivati al punto di considerare i policommittenti da 5000 euro all'anno dei privilegiati.
La parte rilevante termina qui. Rimangono vari annunci di una serie di semplificazioni burocratiche tra cui la riduzione del tempo necessario per la concessione e l'erogazione degli ammortizzatori sociali. Si passa dai 120/140 giorni previsti ora, ai 20/30 a cui il governo sostiene di "mirare".
Si potrà ricorrere, inoltre, a dei buoni lavoro (chiamati voucher per renderli più appetibili) in aggiunta all'indennità. Tale buono, spiega Sacconi, "viene esteso, con una definizione riferita alle manifestazioni sportive, culturali, fieristiche, caritatevoli a lavori di emergenza e solidarietà e anche a committenze nel pubblico". Il valore del voucher è di 10 euro, di cui 7,50 destinati al lavoratore e il rimanente per i contributi Inps e Inail, può arrivare fino a 50 euro per un valore netto di 37,50 euro.
Per quei lavoratori che percepiranno l'indennità di disoccupazione, ci sarà la possibilità di integrare il reddito con altri lavori purché non si superi il tetto massimo di 3000 euro, calcolabili sul periodo rimanente del 2009.
Infine alle regioni saranno anticipati 151 milioni presso l'Inps "come conto aperto su cui le singole regioni in base a un primo riparto possono attingere" e "presto potremo ripartire altre risorse dopo aver concluso con le regioni i singoli accordi, sulla base di un'impostazione quadro in corso di definizione in un tavolo tecnico" ha aggiunto Sacconi.
Mentre tutti si preoccupano di stringersi le mani a vicenda, spetta a Bonanni, per una volta, riportarli sulla terra. Il leader della Cisl, infatti, identifica come "la madre di tutte le battaglie" il ripristino della progressività fiscale. "Occorre - spiega - un equilibrio vero tra chi ha la ritenuta alla fonte e chi paga in maniera autonoma, attraverso una verifica sui patrimoni ed il ripristino della tracciabilità, in modo da poter fare un confronto automatico tra quanto si spende e quanto si denuncia al fisco". Ci vede bene Bonanni.
Giusto due giorni fa Krls Network of Business Ethics, per conto di Contribuenti.it, aveva calcolato attorno ai 125,8 miliardi di euro l'ammontare delle imposte sottratte all'erario nel 2008 in Italia, con un aumento medio del 6,5%.
È chiaro che le risorse ci sono, ma circolano sotto il tappeto. Un tappeto che il governo si guarda bene dal sollevare perché, si sa, la lotta all'evasione è impopolare e scontenta la clientele.
Non poteva mancare, infine, la stoccata del ministro Sacconi che, con il tono paternalistico che ben si addice a questa classe politica da reparto geriatrico, non dimentica di dare il giusto consiglio ai giovani italiani. "In questa stagione - dice - è bene accettare, non dico qualsiasi lavoro, ma anche lavori non coerenti con gli studi fatti o con le aspettative". Forse l'onorevole ministro non si è accorto che questo è stato il motto dell'ultima generazione di giovani. I giovani non figli di ministri, s'intende.
lunedì 16 marzo 2009
Brunetta: assenteismo in calo del 40%
di Luca Cifoni
Proprio la stabilizzazione dei precari è un altro tema caldo di questi giorni: Brunetta punta sul censimento di questi lavoratori, per il quale dice di aver ricevuto «insulti e minacce». Ammette che si dovrà «trovare una soluzione» per coloro che hanno lavorato in un'amministrazione pubblica per 6-7 anni, ma esclude la possibilità di stabilizzare «co-co-pro o stagionali».
Sul federalismo, il ministro trova punti di convergenza con Linda Lanzillotta, che segue questi temi per il Pd ed è seduta al suo fianco. Segnala che i bambini della Val D'Aosta ricevono dallo Stato «cinque volte in più di quelli del vicino Piemonte» e che più o meno lo stesso avviene a Trento e Bolzano, o in Friuli-Venezia Giulia («il presidente della provincia di Bolzano Durnwalder mi denuncerà all'Onu per queste mie parole». E ricorda la sua volontà di «ridurre i livelli di governo». Il che vuol dire cancellare le Provincie o almeno, come primo passo, trasformarle entro cinque anni in enti di secondo livello, in pratica una sorta di unione di Comuni, presieduta dal sindaco di quello di maggiori dimensioni.
Referendum Elettorale di fine giugno: 400 milioni di euro bruciati
Entro la fine di giugno si svolgerà anche il referendum elettorale. Sarebbe logico che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti, invece non sarà così, perchè gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno...
Ora non ci sono più impedimenti ed il referendum si farà. Mancava solo la data. E il ministro Maroni, leghista, ha scelto come data il 14 Giugno, che sarebb la domenica successiva a quella delle elezioni Europee ed amministrative, e la domenica precedente a quella dei turni di ballottaggio delle amministrative. In pratica, in 7000 comuni e 73 province i cittadini dovrebbero recarsi a votare per ben tre domeniche consecutive. Un grado di fedeltà elettorale che, in tempi di antipolitica, praticamente non verrà raggiunto ... ed a quale voto molti Italiani rinunceranno? Ovviamente al referendum.
Si tratta di una mossa decisamente furba da parte della Lega Nord per boicottare il referendum, impedendo il raggiungimento del quorum. Il tutto è inoltre alla luce del sole, visto che Calderoli ha ammesso: "Ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile". Perchè? Semplicemente poichè sarebbe la lista singola, e non la coalizione, ad ottenere il premio di maggioranza e quindi governare da sola; la coalizione PDL-Lega non potrebbe più esistere e ci sarebbero due scenari: il peggiore, per la Lega, è che il PDL si presenti da solo, mettendola, se non fuori dal Parlamento, comunque fuori dal Governo; il "meno peggio", per la Lega, è che il PDL apra le sue liste ai leghisti ... e questo significherebbe per la Lega il perdere la sua identità e soprattutto la sua forza elettorale (e quantomeno ricattatoria). La morale è che la Lega ha minacciato il Presidente del Consiglio, dato che è certamente nella posizione di poterlo fare, di far cadere il Governo, se il Governo non avesse fatto di tutto per far fallire il Referendum.
La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum.
Ragazzi, questa è una scelta che costerà agli italiani 400 milioni di euro!!! Tutti soldi che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee!! E che si potevano utilizzare in altra maniera!!
Il quorum non puo' essere impedito con trappole meschine e vili, sfiancando gli italiani, costringendoli a votare tre domeniche consecutive in quindici giorni. Con la beffa ulteriore di far pagare loro una "tassa di boicottaggio" da 400 milioni di euro!!!!
E' scandaloso sprecare questi milioni di euro solo perche' probabilmente qualcuno spera che non si raggiunga il quorum al referendum!!
Con questi soldi si potrebbero fare tante ottime cose!!
Cgil: "Legge solo per pochi precari E l'aumento è un'elemosina"
Per il sindacato il 90% degli atipici rischia di rimanere senza sostegno
"Anche per loro si deve applicare la disoccupazione ordinaria"
"Innanzitutto non hanno modificato i criteri di accesso (ancora troppo stringenti) a questa una tantum". Un collaboratore, spiega D'Andrea, "che non si vede rinnovato il contratto, per ottenere l'una tantum deve avere avuto un solo datore di lavoro, avere guadagnato l'anno scorso un reddito annuo tra 5 mila e 13 e 800 euro. E non basta. Deve avere tra tre e dieci mesi di versamenti. E nell'ultimo anno in corso deve avere avuto versamenti per almeno tre mesi". Senza considerare che l'azienda in cui si opera deve essere "decretata" nell'area di crisi. Un'area non ancora definita da alcun decreto. " Per questo gli "atipici che potranno riuscire ad avere l'una tantum non potranno superare il dieci per cento del totale della platea di circa 800 mila persone, contando solo i monocommittenti. Al massimo 80 mila". L'unica committenza non vuole dire che gli altri non ne hanno bisogno. "Infatti se un collaboratore guadagna meno di 6 mila euro l'anno e ha due committenti è escluso dall'una tantum".
LAVORO, SACCONI OFFRE UNA MARCIA AL POPOLO DEI PRECARI
(AGI) - Roma, 14 mar. - 'Il ministro Sacconi annuncia trionfalmente che raddoppiera' l'indennita' ai precari senza lavoro: ma ne avranno diritto solo 10 mila persone'. A sottolinearlo e' l'Unita' che aggiunge: 'l'indennita' che verra' raddoppiata era prevista nel pacchetto anticrisi approvato dal governo a gennaio. Prevedeva che ogni co.co.pro che fosse stato licenziato poteva fare domanda una tantum pari al 10 per cento dell' ultimo stipendio'. 'Varato il pacchetto Sacconi' titola invece il Sole 24 ore che spiega quali sono le misure previste dal pacchetto di interventi promosso dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi:'Secondo il ministro - si legge sul quotidiano economico - con l'ulteriore dotazione di 100 milioni ( in aggiunta ai precedenti 100 milioni) il fondo garantira' ai collaboratori a progetto che operano in regime di committenza e sono rimasti disoccupati, un' indennita' che nel 2009 potra' oscillare tra i 1000 e 2600 euro'.'L' indennita' di disoccupazione per i collaboratori a progetto con un solo committente passa, per il 2009, dal 10 al 20% di quanto percepito l'anno prima - sottolinea il Corriere della sera - in ogni caso l'una tantum non potra' superaree 2600 euro'. 'Vengono riviste - aggiunge inoltre il quotidiano milanese - le procedure per l'erogazione della cassa integrazione'.
Misure contro la crisi: ecco gli aiuti ai precari
Ammortizzatori sociali più veloci: 20 giorni per la Cassa integrazioneRoma - Un nuovo piano da 250 milioni di euro per aiutare chi perde il lavoro. Assegni dei cassintegrati liquidati più in fretta, sussidi raddoppiati agli atipici, tra un lavoro e l’altro. Via libera a chi, senza lavoro e mentre percepisce il sussidio, trova un «lavoretto». Poi incentivi ai datori che riassumono chi ha perso il posto. Il tutto condito da un «appello alla responsabilità», pronunciato direttamente dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e rivolto ai giovani che - spesso per colpa di corsi universitari che preparano a tutto tranne che a un impiego - non trovano una collocazione. In questo periodo, meglio che accettino quello che capita. Anche perché «nel dopo crisi - ha assicurato al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato le norme - conterà nel curriculum essersi messo in gioco, aver accettato anche un lavoro umile». Le novità saranno inserite come emendamento nella legge degli incentivi alle auto. E sono ispirate al principio del welfare to work. Sussidi, quindi, ma finalizzati a far ritrovare il lavoro. Si inizia con una drastica semplificazione e sburocratizzazione che mira a far funzionare quello che già c’è. E quindi la Cassa integrazione. «Dai 120-140 giorni che servivano per l’erogazione degli strumenti ordinari - ha spiegato il ministro Sacconi - con le misure adottate ci sarà una drastica semplificazione del procedimento per arrivare a 20-30 giorni». Cosa non da poco, tanto che anche la Cgil, ha ammesso che si tratta di un risultato «importante» anche se «parziale». Tempi, ma anche fondi: 151 milioni già dati alle regioni per finanziare i sussidi. Poi ci sono le misure per i precari. Ammortizzatori in deroga, come si dice. In altre parole viene riconosciuto anche a chi ha contratti legati ad un progetto, una forma di tutela che fino a poco tempo fa non esisteva. L’indennità di reinserimento già introdotta raddoppiata, dal 10 al 20 per cento di quanto percepito nell’anno precedente per una somma che va dai mille ai 2.600 euro. Costo: 100 milioni. Si punta poi a incentivare la riassunzione, anche dei cosiddetti atipici, con forme simili a quelle che valgono per gli ammortizzatori ordinari. In sostanza, «nel caso in cui un lavoratore venga assunto, porta con sé i sussidi del precedente periodo e così si abbatte il costo del lavoro». Chi riceve il sussidio potrà accettare dei «lavoretti». Anzi, verrà incentivato, dandogli la possibilità di essere pagato con i voucher già usati per i lavori stagionali nell’agricoltura (così verserà anche i contributi) e che stanno riscuotendo successo nel Nord Italia (nel Sud no e per questo Sacconi intensificherà l’attività degli ispettori a caccia di lavoratori in nero). Si rafforza poi l’intervento degli enti bilaterali (cioè formati da sindacati e associazioni datoriali) che soprattutto nell’artigianato erogano sussidi. Lo stato garantirà in tutti i casi un’indennità dell’80 per cento. Le novità non sono e finite. Allo studio - spiega Ivan Guizzardi, presidente della Alai Cisl - ci sono misure anche per gli interinali. Anche in questo caso forme di sussidio, che saranno allargate anche a quei lavoratori che non hanno abbastanza contributi. Quindi ai più giovani.
L'indennità per i cocopro: +20% del reddito annuale
Nuovi aiuti in arrivo per i collaboratori che restano disoccupati: il governo ha deciso infatti di raddoppiare l’indennità di reinserimento per i lavoratori a progetto, i «CoCoPro», con un solo committente: il contributo una tantum viene innalzato dal 10 al 20 per cento del reddito percepito l’anno precedente, in un intervallo che va da mille a 2.600 euro. Per realizzare l’intervento il governo ha stanziato cento milioni di euro, che si aggiungono ai fondi già varati per gli ammortizzatori sociali nel biennio 2009-2010 (a disposizione 12 miliardi per la cassa integrazione ordinaria, più 4 per gli ammortizzatori sociali, in accordo con le Regioni). Il nuovo investimento è stato possibile grazie a una riorganizzazione dei fondi a disposizione del ministero del Welfare, e sarà realizzato anche per il 2010. «I lavoratori a progetto non possono ricevere gli ammortizzatori sociali tradizionali – ha spiegato il ministro Sacconi –. Per questo abbiamo deciso di intervenire attraverso un altro strumento, raddoppiando l’indennità di reinserimento». Indennità che sarà mantenuta anche da chi, nel frattempo, riuscirà a ottenere dei lavori saltuari.
Ammortizzatori sociali più veloci: 20 giorni per la Cassa integrazione
Tra le nuove misure approvate dal Consiglio dei ministri, anche una drastica riduzione della tempistica per lo stanziamento degli ammortizzatori sociali. L’iter burocratico sarà sintetizzato, dagli attuali quattro mesi (nella migliore delle ipotesi) a tre settimane, un mese al massimo. «Dai 120-140 giorni che servivano per l’erogazione degli strumenti ordinari – ha spiegato Sacconi – con le misure adottate oggi ci sarà una semplificazione del provvedimento per arrivare a 20-30 giorni». Una risposta più rapida alle situazioni di emergenza, insomma, anche nel caso che l’andamento dell’economia possa rallentare ancora. Proprio riguardo alle previsioni sul mercato del lavoro in Italia, il ministro ha sottolineato che «gli indicatori dell’occupazione possono peggiorare, ma dobbiamo relativizzare i dati e confrontarli con gli anni passati. Il 2008 ed il 2007 sono stati anni ottimi per quanto riguarda l’occupazione. Il tasso di occupazione nel 2008 è stato del 59 per cento». Un dato destinato inevitabilmente a peggiorare in questi mesi, anche se molto dipenderà da come il Paese saprà reagire alla crisi.
Incentivi a chi «arruola» disoccupati E pubblicità alle offerte disponibili
Al via anche un pacchetto di «norme per incentivare le riassunzioni dei lavoratori che beneficiano di sussidi straordinari in deroga», che si affiancano alle analoghe forme di incentivazione per chi assume lavoratori beneficiari degli ammortizzatori ordinari. In pratica, spiega il ministro Sacconi, «un lavoratore riassunto porterà con sé i sussidi del precedente periodo lavorativo, con conseguente abbattimento del costo del lavoro». Per agevolare i disoccupati nella «caccia» a una nuova occupazione, il governo ha anche disposto «a carico dei centri per l’Impiego e delle agenzie private l’obbligo di divulgare, anche sugli organi di informazione locali, tutte le opportunità di lavoro». Obiettivo dell’esecutivo, insomma, è allargare la «platea» di fronte alle offerte a disposizione. I giovani, in particolare, per Sacconi dovranno essere pronti ad accettare «lavori anche lontani dal percorso di studi scelto, lavori umili». Per due ragioni fondamentali: primo, perché in tempi di crisi la disponibilità ad adattarsi è più che mai necessaria; secondo, perché nel dopo crisi «sarà sicuramente avvantaggiato chi avrà avuto la capacità di mettersi in gioco».
Anche chi ha i sussidi può lavorare grazie ai "voucher" occasionali
Erano stati introdotti già dalla legge Biagi per semplificare i rapporti di lavoro in un settore ad alta stagionalità come l’agricoltura. Ora i «voucher» per pagare le prestazioni occasionali vengono estesi a tutti i lavoratori che hanno perso l’impiego e fanno ricorso ai sussidi di disoccupazione. L’intervento, in via sperimentale per tutto il 2009, permetterà di svolgere lavori occasionali in diversi settori, per un massimo di 3mila euro nel corso dell’anno. Per Sacconi questo sistema «nulla toglie alla possibilità di accettare un lavoro congruo, o di frequentare un corso di formazione». Ma attraverso questo strumento, «un dipendente pagato all’80% con la cassa integrazione sarà in grado di integrare il proprio reddito, magari raggiungendo il livello precedente». I voucher sono realizzati in carnet, e hanno un valore di 10 euro l’uno: al lavoratore vanno 7,5 euro netti, il resto serve per i contributi Inps e Inail. Ogni buono, insomma, incorpora sia l’assicurazione anti-infortuni sia il contributo pensionistico, che viene accreditato automaticamente sulla posizione Inps del lavoratore. Il compenso, invece, è esente da tasse e non incide sullo stato di disoccupazione.
giovedì 12 marzo 2009
Tassa 'di solidarietà' bocciata dalla Camera. Franceschini: il Governo dice ai più deboli 'arrangiatevi'
"Rispondete nel merito, dite di sì o di no. La nostra proposta è stata elaborata da esperti. dite agli itailani che non siete in condizione di trovare 5 miliardi dopo che li avete buttate dalla finestra con la soppressione dell'Ici e l'operazione Alitalia".
Il leader del Pd, Dario Franceschini, illustrando in Aula alla Camera la mozione di cui è primo firmatario in cui si propone un assegno per i disoccupati anche precari, si rivolge così alla maggioranza e al governo rilanciando anche la proposta di ieri di tassare una tantum i redditi più alti per aiutare le fasce di povertà estrema, rilanciando anche la lotta all'evasione fiscale attraverso la tracciabilita' dei pagamenti. Il segretario del Pd precisa: "Siamo consapevoli che le cose da noi proposte, come l'assegno di disoccupazione, non sono una risposta strutturale alla crisi ma sappiamo che in un momento di difficoltà chi guida il paese, al di la' del colore politico, ha
il dovere di immaginare come affrontare l'emergenza e situazioni drammatiche in cui stanno precipitando migliaia di persone, perché non gli si può dire arrangiatevi".
La crisi come un'alluvione
"Nella mia terra, la pianura Padana - ricorda Franceschini - quando il Po stava per straripare la gente che viveva sotto gli argini non discuteva di interventi per ristrutturarli ma correva a mettere sacchi di sabbia, poi discutevano su come rafforzare gli argini. E' esattamente quello che noi proponiamo: sapendo che
ci sono gerarchie di emergenza, chi ha salari bassi, i disoccupati cronici, quelli sopra i 50 anni che vivono nella disperazione di non rientrare nel circuito attivo, chi ha perso
il lavoro. Brunetta dice che va tutto bene ma la Cisl Lombardia ha detto che non ci sono piu' risorse per la cassa integrazione. Poi c'e' poverta' estrema, quella di cui non si parla, ma i poveri stanno crescendo, gente che non ha nulla da mangiare, che non ha un posto dove dormire".
No a guerra fra poveri
Il leader del Pd ribadisce la disponibilità a discutere con il governo della riforma degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori ma, aggiunge, "ora c'e' l'emergenza che impone di non lasciare centinaia di migliaia di persone di colpo a reddito zero" di qui l'esigenza di un assegno mensile disoccupazione per chi ha perso il lavoro a causa della crisi tra il 31 settembre 2008 a 31 dicembre 2009. "Non c'e' cosa piu' sbagliata - dice - che immaginare che nella crisi anche le situazioni di povertà personale possano essere messe le une contro le altre, questo fa esplodere il tessuto sociale e diventa terreno fertile per la criminalità organizzata".
"C'è una differenza fra noi e voi, di fondo. Noi pensiamo che nella crisi debbano scattare meccanismi di solidarietà nelle comunità, voi che qualcuno debba soccombere - ha concluso Franceschini - Noi pensiamo che il Paese si salva tutto intero, insieme, o non si salva".
CRISI ECONOMICA: FRANCESCHINI, AL GOVERNO PARE NATURALE CHE QUALCUNO SOCCOMBA
(IRIS) - ROMA, 12 MAR - "La differenza tra noi e voi è che noi, in questo momento di crisi, pensiamo di far scattare i meccanismi di solidarietà. Voi invece pensate che sia inevitabile che qualcuno soccomba. Noi pensiamo che il Paese o si salva tutto insieme o non si salva nessuno" Dario Franceschini, segretario del Pd, nell'Aula di Montecitorio attacca il governo, rilanciando la proposta dell'assegno per i precari che perdono il posto di lavoro.
CRISI: LA PROPOSTA PD PER L'ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE AI PRECARI
(ASCA) - Roma, 12 mar - Nel quadro, ''gia' di per se' abbastanza fosco'' della crisi per la quale si prevedono due anni di recessione ''con tracollo dei posti di lavoro'' (Servizio studi di Confindustria), ''si inserisce il problema dei lavori con contratto a termine, i lavoratori cosiddetti precari, che nel nostro paese riguarda un lavoratore su 8''. Lavoratori che sono esclusi dalla cassa integrazione e che in caso di licenziamento non hanno quindi nulla, e per i quali e' dunque urgente intervenire con la previsione di un assegno mensile pari al 60% dell'ultima retribuzione: un provvedimento straordinario fino alla fine dell'anno, nel tempo cioe' in cui massimo sara' l'effetto della crisi. Un provvedimento di ''giustizia sociale e insieme di sostegno ai consumi e alla domanda che contribuira' al rilancio dell'economia''. Questa in estrema sintesi la proposta del Partito Democratico contenuta nella mozione -primo firmatario il segretario Dario Franceschini- che sara' votata in aula alla Camera oggi pomeriggio.
Il governo nasconde la crisi
Messe in secondo piano dai quotidiani e del tutto ignorate nei palinsesti televisivi, le cifre del disastro italiano sono quasi clandestine.
Tra gennaio e febbraio 370.561 lavoratori hanno perso il posto di lavoro e hanno presentato all’Inps la domanda di indennità di disoccupazione, 116.983 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno pari ad un più 46,13 per cento. La grave difficoltà in cui versa l’economia del Paese sta colpendo in modo indiscriminato, mentre il governo rimane immobile o si occupa di propagandare misure del tutto inefficaci. La strategia di immagine messa in piedi da Berlusconi è sostenuta in particolare dalla televisione (sono pochissimi i programmi fuori dal coro) che nasconde livelli di malessere drammatici. Ieri Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, le associazioni per i senza fissa dimora, Save the children, Adiconsum ed altre hanno incontrato a Montecitorio il segretario del Pd, Dario Franceschini. Il quadro delineato è agghiacciante. Oltre all’esercito dei ‘nuovi’ disoccupati, a quello dei vecchi ed all’armata dei precari, secondo i dati in possesso delle associazioni, c’è anche “l’esplosione delle famiglie sovraindebitate che affollano i centri antiusura”, le file triplicate “davanti alle nostre strutture che distribuiscono alimentari” e, soprattutto, l’aumento del 4,1 per cento dei furti nei supermercati ad opera di anziani che “con la loro pensione non riescono ad arrivare alla quarta settimana del mese”. Francesco Marsico della Caritas ha criticato le misure finora messe in campo dal governo per affrontare la crisi, giudicando “disastrosa la logica dell’una tantum”, così come “la social card che viene destinata solo ad alcune categorie di soggetti e per di più manca l’obiettivo centrale di aiutare le famiglie”. Il rappresentante della Caritas ha aggiunto che la social card “ha un problema di esigibilità in quanto il meccanismo è troppo complicato”. Daniela Poppei della Comunità di Sant’Egidio ha lanciato un altro allarme: “Purtroppo gli anziani non sono considerati un’emergenza, eppure gli ultra 75 enni rappresentano oggi una vera emergenza perchè con la pensione non arrivano a fine mese e registriamo l’aumento esponenziale delle file davanti ai nostri centri di assistenza”. La rappresentante di Sant’Egidio ha reso noto il dato sui furti nei supermercati di generi alimentari di prima necessità, spiegando che “c’e’ stato un aumento del 4,1 per cento”. A questo si deve aggiungere - secondo Poppei - “l’insufficienza dell’assistenza domiciliare”. L’Adiconsum, invece, ha sottolineato il problema delle famiglie indebitate: “Stanno esplodendo le domande di assistenza nei nostri centri antiusura da parte di famiglie sovraindebitate che non riescono a far fronte ai pagamenti e c’e’ il vero rischio che migliaia di famiglie precipitino nell’illegalita’”. Nei giorni scorsi eguali preoccupazioni aveva espresso segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso commentando i dati sulle richiede dell’indennità di disoccupazione pervenute all’Inps. La sindacalista aveva detto che il numero di richieste di disoccupazione giunte all’Inps “fanno paura e purtroppo ci danno ragione sui ritardi che si sono registrati sugli ammortizzatori sociali, determinando la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro” ed aveva aggiunto: “Sarebbe un bene non fingere che la crisi non c’é, facendo invece ciò che serve: un tavolo di confronto dove si affronti come salvaguardare l’apparato produttivo attraverso una vera politica industriale”. In uno scenario tanto grave il compito dell’informazione dovrebbe essere quello di rendere la situazione chiara all’opinione pubblica. Non sembra accada ed una domanda viene spontanea: per quanto tempo ancora si potrà mimetizzare la crisi?
Tempo di crisi, ma non per tutti
(Francesco Lena) - Faccio alcune mie considerazioni e riflessioni, sulla crisi economica e sociale del nostro paese l’Italia. Io dico che quando c’è in corso una crisi, il paese dovrebbe chiamare a raccolta, tutte le sue forze e tutti i suoi cittadini, a collaborare per superarla.
Il governo che ha le maggiori responsabilità, dovrebbe, riunire e consultare tutte le forze del paese, non escluderne nessuna, dovrebbe cercare di unire per fare fronte meglio alle difficoltà esistenti, non dividere come purtroppo sta avvenendo nei confronti dell’opposizione e di alcune organizzazioni sindacali. In questo momento delicato e difficile, c’è veramente bisogno delle idee e energie di tutti, lasciando da parte gli interessi di particolari, ma guardare quelli generali del paese. C’è bisogno di una grande collaborazione di responsabilità, di trasparenza, per trovare tutti insieme,le strategie migliori, per fare fronte ai problemi, e per fare ripartire l’economia italiana e superare le difficoltà sociali. Le istituzioni a qualunque livello, sia nazionale che locale, rendersi più efficienti, sulla produttività ma anche sulla qualità dei servizi, eliminare gli sprechi, fare la propria parte per combattere l’evasione fiscale, una maggiore attenzione ai cittadini più bisognosi. Anche alle società ed organizzazioni sportive, agli enti pubblici e privati, dalla rai a mediaset, alle aziende, darsi una calmata, e gestire gli stipendi con maggiore responsabilità. Per dirigenti, presentatori, allenatori, calciatori, conduttori di programmi televisivi, la crisi economica sicuramente non la sentono, con i loro stipendi d’oro, neanche per quei personaggi che hanno ville lussuose sparse per l’Italia. Non è possibile cari cittadini stare a guardare e stare zitti su queste cose, e in una crisi economica e sociale, seria come quella che stiamo vivendo in Italia, ci siano tanti allenatori, giocatori di calcio, piloti di automobili, di motocicletta, dirigenti, presentatori, personaggi dello spettacolo, che prendono fior di milioni di euro l’anno, poi ci siano lavoratori dipendenti, magari anche precari, che non arrivano a mille euro al mese di stipendio. Poi la cosa che mi fa veramente star male, vedere tantissimi pensionati che prendono dai 500 ai 600 euro al mese di pensione, veramente da fame. Mi chiedo dove è la serietà, la responsabilità, la coscienza civile e sociale, del nostro paese. Io dico che quando c’è in atto una crisi cosi seria, c’è bisogno della responsabilità e del contributo di tutti, proporzionata al proprio reddito. Siccome dicono gli esperti di economia che la crisi non è arrivata al suo massimo di gravità, direi che dobbiamo imboccarci tutti le maniche. A partire dal governo in carica, consultare subito tutte le forze sociali del nostro paese, ed elaborare un piano straordinario anticrisi, dove ci dovrebbero essere più stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, disoccupazione, cassa integrazione, per il precariato, aumento delle pensioni e dei salari per i lavoratori dipendenti, aumentare le detrazioni fiscali, lotta seria all’evasione fiscale, (per pagare meno e pagare tutti) e per ricuperare soldi e diminuire le tasse. Per dirigenti salari più contenuti, diminuzione delle tasse a partire dai ceti medi a quelli più in basso, maggior investimento nella sicurezza, sul territorio, sui posti di lavoro, sulle strade, investire di più anche nelle energie pulite alternative al petrolio, per la salvaguardia del ambiente. Per quanto riguarda le società sportive, aziende di ogni genere, diminuzione dei mega stipendi, per i giocatori, allenatori, presentatori, conduttori di programmi televisivi, dirigenti. Ora un invito tutti insieme diamoci da fare con molto più impegno, prendersi ognuno la propria responsabilità, da protagonisti non da spettatori, con le nostre proposte, le nostre idee, i nostri suggerimenti, se ci metteremo al servizio del paese, con coscienza e responsabilità, contribuiremo sicuramente a superare la crisi, ma anche costruire una società, più sicura, più equa, più solidale, più giusta, nell'interesse del bene comune.
mercoledì 11 marzo 2009
Inganno Statistico
Si consolida oramai negli ambienti economici e non la consapevolezza che la crisi attuale sia mal interpretata dagli istituti statistici e dagli strumenti di previsione. E' innegabile che le previsioni finora fatte sono state sballate dai risultati effettivi. E' innegabile che la stessa sinistra italiana che prima utilizzava le previsioni come strumento di propaganda politica abbia rinunciato a tale mezzo quanto alla proposta di un sussidio per i precari, giacchè gli italiani hanno scoperto che non riguardava i 2.500.000 precari ma solo i 40.000 precari della P.A., alla faccia dei principi di equità e giustizia.
Tornando alle analisi economiche è evidente che la statistica si base su trend e dati storici e che di fronte ad una crisi che ha impostato e stabilito nuovi comportamenti, mostrano i loro limiti. Da più parti c'è un condiviso punto di vista che le analisi economiche inizialmente hanno sottovalutato la crisi e che adesso la stanno esagerando. A questa considerazione aggiungo una mia riflessione:
- la crisi nasce nel 2007 con l'innalzamento del costo del denaro che ha spinto le banche a ideare nuovi strumenti derivati che proponessero rendimenti aggressivi in considerazione del crescere del costo del denaro;
- la crisi è stata aggravata dalla speculazione operata dai broker statunitensi che ha portato il prezzo del petrolio a livello record. Speculazione determinata dalla struttura dei derivati che includeva accanto ai mutui subprime anche il prezzo delle materie prime e dell'energia;
- la crisi è stata subita dall'economia reale per tutto il biennio 2007/2008 quando l'innalzamento delle rate del mutuo ha messo in difficoltà le famiglie, fermato i consumi e dal lato delle aziende ha reso estremamente negativa la leva finanziaria spingendole a privilegiare la marginalità del capitale investito rispetto a investimenti ed innovazione;
- la crisi è stata sublimata dalle scelte micro e macroeconomiche della Cina che ha prima sconvolto i mercati con prodotti di massa dalla bassa qualità e infimo prezzo e poi ha garantito una massa monetaria artificialmente creata che ha sostenuto il crescente indebitamento USA.
A questo punto il cammino è definito e la crisi è ingovernabile in termini macro e sono pertanto permessi solo interventi di contigency di fronte alle criticità già in atto.
Ecco perchè una manovra economica anticiclica non ha senso ed ecco perchè a sinistra da Bersani a Epifani si fa un grande errore ritenendo di poter utilizzare la spesa pubblica per contrastare il calo della domanda interna, manovra che sarebbe stato giusto far partire nel 2006/2007 quando le condizioni economiche permettevano interventi strutturali in termini fiscali, previdenziali e di mercato del lavoro. Purtroppo la tipica miopia della sinistra italiana l'ha privata della possibilità concreta di far star meglio questo paese...