ANNULLATO L'INCONTRO DI DOMANI MATTINA
TRA AMMINISTRAZIONE E OO.SS.
VERGOGNA!!!
Siamo qui per commentare la tornata elettorale, siamo giovani e precari, senza soldi e straordinari. Siam felici e siam contenti anche se i più esposti ai venti. Senza cassa integrazione mangi solo a colazione, ma siam giovani, che importa. Con Silvio anche per noi, prima o poi, ci sarà una fetta di torta. Passerà questa nottata per l’Italia disastrata?di Carlo Cipiciani (Comicomix) - Sì, eccoci qua. Assistiamo attoniti al mezzo tonfo elettorale del popolo della libertà. E’ attonita la casalinga di Voghera, è attonito il commerciante di Ladispoli, è attonito il terremotato dell’Aquila, è attonito il picciotto di Corleone. E sono attoniti tutti i precari e le precarie d’Italia. Tutti uniti, dalle Alpi a Capo Passero, in attesa delle parole del nostro grande leader, del nostro premier, del nostro imperatore: Silvio Berlusconi. Abbiamo assistito ai complotti internazionali, campagne di stampa orchestrate ad arte, calunnie vergognose. Convinti che il nostro premier dice sempre e solo la verità. Era vero che non conosceva Noemi, ma solo suo padre, la vera eminenza grigia di Forza Italia. Era vero che non era vero che era un’eminenza grigia, ma solo uno che incontrava per parlare di calcio, ma che mai aveva visto la figlia senza di lui. Era vero che non era vero che non aveva mai visto Noemi da sola, ma che invece l’aveva invitata alle sue feste private, ma erano cose innocenti. Era vero che non era vero che erano cose innocenti, che c’erano decine di ragazze seminude, ma lui non era mai stato da solo con lei e comunque nulla di piccante. Era vero che a L’Aquila tutti hanno già la casa. Insomma, era tutto vero: il premier non può mentire, mai. Se lo facesse, dovrebbe dimettersi. Lo sanno e ci credono le migliaia e migliaia di giovani ragazze e ragazzi: quelli che stanno nei call center per ore a telefonare a tizio e caio per vendere qualcosa, quelli che lavorano a progetto per la Pubblica Amministrazione, i co.co.co che si arrabattano di contratto in contratto, senza sapere se domani lavoreranno ancora, qui o altrove, i consulenti disperati e super sfruttati, insomma i giovani precari. Neanche loro volevano credere alle vergognose menzogne della sinistra, dei sindacati, della stampa straniera. Non volevano credere a chi diceva che l’articolo 19 del decreto legge 185/2008 stabilisca che l‘erogazione di una somma a favore dei collaboratori a progetto che abbiano perso il lavoro sia una tantum, e che l’articolo 7-ter della legge 33/2009 determini questa una tantum in una somma variabile da 1.000 a 2.764 euro. Ovviamente, solo per il 2009 e rispondendo a determinati requisiti: il precario sia bello, ricco, proprietario di 3 case, di una Ferrari e sia fidanzato con una velina (o un calciatore). Non volevano crederci. Perché lui, Silvio, il capo, il premier, lo ha detto a Porta a Porta: i precari hanno la Cassa Integrazione. Doveva essere vero. E il Governatore di Banca d’Italia Draghi che pochi giorni fa ha affermato che ci sono un milione e seicentomila precari senza nessuna copertura, è un falso: “La sua informazione sui precari non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana” ha detto Berlusconi a Radio anch’io. Se lo dice lui è vero perché lui non può mentire. Poi lo sanno tutti che Draghi è un inguaribile comunista, un pessimista, uno che si fa influenzare dalla stampa estera o dalla propaganda del Pd, come la signora Veronica Lario. E non è vero neppure che Berlusconi ha detto pochi giorni fa che le considerazioni di Banca d’Italia erano “berlusconiane“. Ma non è vero, lui non mente mai. Tutti sono “potenzialmente coperti“, come ha ricordato il ministro Sacconi: lavoratori subordinati, contratti a termine, apprendisti, lavoratori interinali, dipendenti del commercio. Tutti potenzialmente coperti, a patto appunto che corrispondano ai requisiti richiesti, che i soldi siano sufficienti e che nevichi a ferragosto. Se molti restano concretamente scoperti non è importante, non è mica colpa di nessuno. E i giovani precari sono sempre stati convinti che lui non dice mai una bugia. Casomai, “una mancata verità che prima o poi succederà“. Però forse cominciano ad avere qualche dubbio. Forse anche la casalinga di Voghera che non riesce più a pagare le bollette, il commerciante di Ladispoli sull’orlo del fallimento, il pensionato di Molfetta che non ha diritto alla Social card perché prende l’accompagnamento, l’operaio che ha perso il posto di Rovereto, il picciotto di Corleone, la terremotata in tenda de L’Aquila cominciano ad avere qualche dubbio. E cominciano ad essere stanchi di aspettare, come il milione e seicentomila precari senza lavoro e senza tutele. Cominciano ad avere dubbi sulle “mancate verità”. Non sono più così sicuri che si avvereranno tutte, prima o poi. Per questo cominciano a dubitare delle mancate verità, e intanto assistono al mezzo tonfo elettorale dell’imperatore. Perché le bugie hanno le gambe corte (come lui), il naso lungo (come lui). E nell’Italia del 2009 possono anche non far vincere le elezioni. E magari anche far declinare un’avanzata inarrestabile. Aspettando che passi a’ nuttata, la notte più lunga di questo paese. Forse prima o poi passerà, non importa se ci vorranno sei mesi, 3 anni o un po’ di più. Prima o poi, passerà. Prima o poi succederà: lo ha detto anche lui, che bisogna essere ottimisti. Così, in attesa che torni a sorgere il sole, anche le promesse da marinaio possono far male all’imperatore. Noi vogliamo provare a crederci: non costa nulla, e aiuta ad inghiottire i bocconi amari della vita.
Del pubblico impiego in questa legislatura se n'è detto peste e corna. Il ministro della funzione pubblica ha saputo, fino ad oggi, gettare solo fango su quella categoria che "indegnamente" rappresenta in parlamento e che pubblicamente vilipende ad ogni occasione. Ma mai nessuno, nè la stampa, nè il governo, nè tantomeno il sindacato hanno mai speso una parola di disapprovazione contro le folli esternazioni di mister br: un cane sciolto, nella fattispecie un "bassotto-inviperito", libero di abbaiare quando, come e dove vuole, assolutamente "offensivo" nei confronti degli Statali, ma del tutto "inoffensivo" quando si tratta di ...mordere realmente i veri problemi che affliggono la P.A.! Ma adesso che mister br ha mandato pubblicamente a quel paese non solo la Cgil, ma l'intero sindacato, l'altra casta, il sindacato per l'appunto, qualcosina comincia a muoversi: «Arroganza gratuita a cui rispondere con le ragioni del lavoro». Con queste parole il segretario generale della Cisl bresciana Renato Zaltieri ha risposto alla polemica nata in questi giorni fra i vertici nazionali dell'organizzazione sindacale e mister br: «Spiace che un Ministro della Repubblica abbia comportamenti così incivili - precisa Zaltieri in una nota - la questione non è il linguaggio di Brunetta, ma la sua incapacità al confronto e al dialogo. Brunetta mi è passato vicino. Gli sono andato incontro e mi sono presentato: buongiorno, sono Zaltieri, segretario della Cisl di Brescia. Lui mi ha apostrofato così: "Il tuo segretario mi ha offeso, mi ha detto che sono democraticamente maleducato". Gli ho replicato, dandogli anche io del tu: sì, c'ero anche io al congresso, e ho votato per Bonanni, ma non rispondo personalmente di tutto quello che dice il mio segretario. Lui mi ha fatto presente che, quando ha parlato al congresso del pubblico impiego, ha ricevuto 47 applausi. Lo vedi - gli ho fatto notare - questo dimostra che non c'è alcun pregiudizio da parte della Cisl. Basta rapportarsi di più con il sindacato, e magari certe cose si possono evitare. A questo punto Brunetta ha concluso la conversazione dicendomi: "Vaffanculo tu e il sindacato"! Erano presenti due giornalisti di Brescia. Io li ho pregati di non scrivere sul giornale quello che avevano sentito, ma loro l'hanno scritto lo stesso...». Siamo gli oltre 300 rilevatori ISTAT per l’Indagine Continua sulle Forze di Lavoro, indagine tra le più importanti sia a livello nazionale che internazionale, i cui risultati vengono inviati regolarmente a EUROSTAT, che di fatto coordina tale rilevazione.
Perché un Istituto di Ricerca? Perché oggi viviamo un momento storico in cui ricerca e protezione dell’ambiente, tutela delle risorse idriche, attenzione per la conservazione delle specie faunistiche e studi approfonditi per la difesa del suolo, sono temi di importanza primaria che necessitano di una conoscenza sempre maggiore per gestire al meglio la Governance ambientale.
Sappiamo tutti che la grande sfida per la tutela dell’ambiente non ha contorni geografici, ma per un Paese come il nostro, posizionato nell’area centrale del Mediterraneo, con una forte vocazione turistica, la sfida può essere trasformata in una grande opportunità di crescita per il territorio e per le nostre imprese.
Esiste per la nuova struttura un campo di azione prioritario?
Nell’ottica di potenzialità offerta dalla nostra posizione geografica, certamente il mare rappresenta un campo d’azione prioritario, ma esistono anche altre questioni ambientali che necessitano di provvedimenti urgenti, dal settore delle energie alternative, a quello della protezione dal rischio idrogeologico, alla conservazione della fauna e generalmente quello di difesa degli equilibri della biodiversità.
Nell’ISPRA sono confluite le competenze di Enti diversi, in che modo la protezione dell’ambiente ne risulta favorita?
Nelle intenzioni del legislatore c’è stata certamente quella di offrire degli strumenti maggiormente estesi di prevenzione e controllo dell’ambiente. Creare un organismo che raccolga in sé diversificate componenti di ricerca e protezione nei vari settori di intervento ambientale, ha significato valorizzare l’importanza e l’urgenza di rendere efficace il grande impegno che la difesa dell’ambiente impone ai Governi nazionali. Primi detentori di una responsabilità che grava, anche se in maniera diversa, su tutti noi. APAT, ICRAM e INFS, portano in eredità al nuovo Istituto competenze e professionalità che necessitano di un impegno organizzativo e strategico in vista di una strada da percorre che sappiamo complessa e difficile, ma assolutamente necessaria.
Quasi tutto ciò che oggi riguarda l’ambiente prende i contorni dell’”emergenza”, possiamo contare anche sull’aiuto dell’Istituto per superare le difficoltà?
Certamente, per superare i problemi e le relative emergenze occorre professionalità e un alto livello di competenza, che l’ISPRA possiede ed ha il dovere di porre a disposizione del Paese nell’ambito del più articolato apparato di Protezione civile.
Vengo solo ora a conoscenza della grave situazione che riguarda voi lavoratori precari dell'ISPRA e di conseguenza le vostre famiglie.
In questo periodo di campagna elettorale in particolare, ho incontrato numerose realtà aziendali colpite dalla crisi in un momento quello attuale davvero difficile per molte imprese.
A loro ho voluto portare il mio sostegno ed assicurare il mio impegno affinché le istituzioni locali, regionali e nazionali venissero coinvolte nelle diverse problematiche nel tentativo di trovare soluzioni il più possibile positive per le aziende stesse e soprattutto per i dipendenti, sottolineando più volte la necessità di rafforzare interventi a sostegno dei lavoratori in un periodo di crisi come quello attuale che vede coinvolta tutta l’economia.
Mi impegno fin da ora ad incontrarvi dopo le elezioni, per conoscere nei dettagli la vostra situazione e valutare insieme le possibili strade da intraprendere per risolvere il problema. Vi invito ad inviarmi via email tutta la documentazione relativa.
Sono fermamente convinto che non votare alle prossime elezioni non sia la risposta migliore al momento di estrema difficoltà che vivete, ritengo invece che una scelta ponderata e consapevole verso chi ha da sempre a cuore gli interessi dei lavoratori sia l’unica possibilità per uscire dalla crisi.
L’Europa è, a mio avviso, fondamentale soprattutto in un momento come questo: solo un’Europa sicura, unita e solidale, attenta ai bisogni sociali e vicina agli interessi dei lavoratori può dare una risposta efficace e rappresenta quindi l’unica strada per uscire dalla crisi globale.
Stamattina eravamo sotto il Ministero dell'Ambiente a chiedere una stabilizzazione del personale precario, dopo anni di precariato. Guidoni, eurodeputato di Sinistra e Libertà, nonchè astronauta a bordo dello Space Shuttle, è venuto a darci appoggio.
Apcom
Ricerca/ Iniziativa precari Ispra: rottama un precario Ricerca/ Iniziativa precari Ispra: rottama un precario "Ogni dieci precari rottamati in regalo una poltrona" Roma, 3 giu. (Apcom) - I precari dell'Ispra, oltre 430 persone in procinto di essere licenziate dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno deciso di regalare una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Domani mattina dalle 10, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, i cittadini potranno infatti rottamare un precario e se sono fortunati vinceranno una poltrona omaggio. L'inziativa è stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari. Fino all'anno scorso, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con 8mila Km di coste, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'Agenzia governativa per l'Ambiente, l'Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un'identità forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad agosto 2008, il Governo li ha fusi in un'unica entità, creando l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Da quel momento, tutte le procedure economico-amministrative che erano state ritagliate su misura per le varie attività dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attività di ricerca. Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arriverà al licenziamento di 430 unità. I precari chiedono chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell'ambiente in Italia. Red/Apa 03-GIU-09 15:39 NNNN
Adnkronos
AMBIENTE: PRECARI ISPRA PROTESTANO, OGNI 10 'ROTTAMATI' IN REGALO 1 POLTRONA AMBIENTE: PRECARI ISPRA PROTESTANO, OGNI 10 'ROTTAMATI' IN REGALO 1 POLTRONA ENTRO L'ANNO IN 430 PERDERANNO LAVORO Roma, 3 giu. - (Adnkronos) - I precari dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra), oltre 430 hanno deciso di dar vita a una singolare iniziativa per protestare contro l'imminenete licenziamento da parte del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Domani mattina dalle 10 in poi, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, regaleranno una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Ricercatori, tecnici e tutti i lavoratori dell'Ispra regaleranno una poltrona ogni 10 precari rottamati. Saranno attivi speciali cassonetti differenziati, adatti per ogni esigenza: dal ricercatore al tecnico fino all'amministrativo L'inziativa e' stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali. "Lavoratori che, grazie alla loro esperienza e alle competenze acquisite in anni di lavoro, hanno contribuito in modo determinante - si legge in un comunicato - a far si' che l'Italia svolga, nonostante gli esigui finanziamenti nazionali, un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale. Fino all'anno scorso, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con 8mila Km di coste, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'Agenzia governativa per l'Ambiente, l'Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un'identita' forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad Agosto 2008, il Governo li ha fusi in un'unica entita', creando l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arrivera' al licenziamento di 430 unita'. (Sec/Pn/Adnkronos) 03-GIU-09 16:17 NNNN
Velino
Precari Ispra, domani la protesta di fronte al min. Ambiente Roma, 03 GIU (Velino) - "I precari dell'Ispra, oltre 430 persone in procinto di essere licenziate dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno deciso di regalare una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Domani mattina dalle 10, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, i cittadini potranno infatti rottamare un precario e se sono fortunati vinceranno una poltrona omaggio". È quanto spiega un comunicato stampa dell'assemblea dei precari dell'Ispra, che aggiunge: "L'iniziativa e' stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari. Lavoratori che, grazie alla loro esperienza e alle competenze acquisite in anni di lavoro, hanno contribuito in modo determinante a far si' che l'Italia svolga, nonostante gli esigui finanziamenti nazionali, un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale. Ad oggi - aggiunge la nota -, le attivita' di ricerca e controllo in campo ambientale sono compromesse dalle scelte della struttura commissariale e del Ministro Prestigiacomo che, con il licenziamento del personale precario ed il dilagare del processo di burocratizzazione, stanno determinando la paralisi dell'attivita' di ricerca e controllo ambientale dell'Ispra, delineando una persecuzione dei precari 'a norma di legge'".
Precari Ispra, domani la protesta di fronte al min. Ambiente (2) Roma, 03 GIU (Velino) - "Fino all'anno scorso - prosegue la nota dell'assemblea dei precari dell'Ispra -, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con ottomila Km di coste, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'Agenzia governativa per l'Ambiente, l'Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un'identita' forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad Agosto 2008, il Governo li ha fusi in un'unica entita', creando l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Da quel momento, tutte le procedure economico-amministrative che erano state ritagliate su misura per le varie attivita' dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attivita' di ricerca. Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arrivera' al licenziamento di 430 unita'. I precari chiedono chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell'ambiente in Italia. Si considerano una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non certo una mercanzia da rottamare, come pensa invece il ministro Prestigiacomo", conclude la nota. (com/asp) 031629 GIU 09 NNNN
Agenzia Dire
AMBIENTE. ROTTAMA PRECARI E VINCI POLTRONA, ECCO PROTESTA A ISPRA
ZCZC
DIR0310 3 AMB 0 RR1 / DIR
AMBIENTE. ROTTAMA PRECARI E VINCI POLTRONA, ECCO PROTESTA A ISPRA
(DIRE) Roma, 3 giu. - Rottama un precario, e se arrivi a dieci lavoratori con contratti in scadenza vinci una poltrona. Non e' una lotteria, ma la singolare iniziativa organizzata dai precari dell'istituto superiore di protezione e ricerca ambientali (Ispra) per protestare contro il taglio di "oltre 430 persone voluto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo". Domani, sotto la sede del dicastero di via Cristoforo Colombo, ricercatori, a partire dalle 10 del mattino tecnici e tutti i lavoratori dell'Ispra regaleranno una poltrona ogni 10 precari rottamati. Saranno attivi speciali cassonetti differenziati, adatti per ogni esigenza: dal ricercatore al tecnico fino all'amministrativo. La singolare protesta e' stata organizzata dall'assemblea dei precari dell'Ispra che, spiega in una nota, vuole esprimersi "contro il processo di espulsione dall'Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell'Ispra, ma su risorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari". Ad oggi, denuncia l'assemblea, le attivita' di ricerca e controllo in campo ambientale "sono compromesse dalle scelte della struttura commissariale e del ministro Prestigiacomo che, con il licenziamento del personale precario ed il dilagare del processo di burocratizzazione, stanno determinando la paralisi dell'attivita' di ricerca e controllo ambientale dell'Ispra, delineando una persecuzione dei precari "a norma di legge". (SEGUE)
Fino all'anno scorso, ricorda l'assemblea dei precari dell'Ispra, esistevano due enti pubblici di ricerca: l'Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, e l'Infs, l'Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un'agenzia governativa per l'ambiente, l'Apat, che si occupava di protezione ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva competenze tecnico-scientifich e diverse tra loro. Nell'agosto 2008 il governo li ha fusi in un'unica entita', creando l'Ispra. Da quel momento, denuncia l'organismo dei precari dell'istituto, "tutte le procedure economico-amministr ative che erano state ritagliate su misura per le varie attivita' dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attivita' di ricerca". Ora, sottolineano i precari, "sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell'anno si arrivera' al licenziamento di 430 unita'". Per questo i precari chiedono "chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell'ambiente in Italia". I ricercatori Ispra, conclude la nota, "si considerano una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non certo una mercanzia da rottamare, come pensa invece il ministro Prestigiacomo".

Da greenreport.it - ROMA. I precari dell’Ispra, oltre 430 persone in procinto di essere licenziate dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno deciso di regalare una poltrona a chi vuole rottamarli, anticipando il governo. Domani mattina dalle 10, davanti alla sede del ministero in via Cristoforo Colombo, i cittadini potranno infatti rottamare un precario e se sono fortunati vinceranno una poltrona omaggio. L’inziativa è stata organizzata per protestare contro il processo di espulsione dall’Istituto dei precari, compresi quelli che non gravano su fondi ordinari dell’Ispra, ma su rirorse esterne stanziate da istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali, spesso ottenute proprio grazie al curriculum degli stessi precari. Lavoratori che, grazie alla loro esperienza e alle competenze acquisite in anni di lavoro, hanno contribuito in modo determinante a far sì che l’Italia svolga, nonostante gli esigui finanziamenti nazionali, un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale. Ad oggi, le attività di ricerca e controllo in campo ambientale sono compromesse dalle scelte della struttura commissariale e del Ministro Prestigiacomo che, con il licenziamento del personale precario ed il dilagare del processo di burocratizzazione, stanno determinando la paralisi dell’attività di ricerca e controllo ambientale dell’Ispra, delineando una persecuzione dei precari “a norma di legge”. Fino all´anno scorso, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l’Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con 8mila Km di coste, e l’Infs, l’Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un’Agenzia governativa per l’Ambiente, l’Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un’identità forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro. Ad Agosto 2008, il Governo li ha fusi in un’unica entità, creando l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Da quel momento, tutte le procedure economico-amministrative che erano state ritagliate su misura per le varie attività dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attività di ricerca. Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell’anno si arriverà al licenziamento di 430 unità. I precari chiedono chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell’ambiente in Italia. Si considerano una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non certo una mercanzia da rottamare, come pensa invece il ministro Prestigiacomo.
Da giornalettismo.com - di Rossana De Rossi - Il ministro afferma che le assenze nell’Istituto sono calate del 94% ma i numeri lo smentiscono, perchè la diminuzione è inferiore a quella dichiarata e perchè il calo delle assenze per malattia è compensato dall’aumento di permessi e ferie. E in più non tiene conto dei precariLe bugie hanno sempre le gambe corte, anche quando a dirle è un uomo popolare come Renato Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica, secondo i sondaggi “il più amato dagli italiani“, almeno tra i politici. Il titolare di Palazzo Vidoni, forte di un apprezzamento popolare che sembra nettamente superiore a quello della Cuccarini, ha ripetutamente affermato che i dati delle assenze per malattia, all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono calate nell’ultimo periodo del 94%. Un dato che ora viene clamorosamente smentito dalle cifre ufficiali, apparse sul sito dello stesso Governo Italiano, da cui risulta che il calo è a malapena della metà.
BRUNETTA: L’ISPRA E’ UNO SCHIFO - Tutto è iniziato lo scorso 19 aprile, quando nel corso di una delle tante interviste, al Corriere della Sera, Brunetta ha affermato che “all’Ispra, le assenze sono diminuite del 94%. In molti enti siamo sopra il 70. Posso dirlo? Che schifo“. Insomma, fannulloni tra i fannulloni, veri re dell’assenteismo, quelli dell’Ispra. Le accuse ai lavoratori dell’Istituto sarebbero state ripetute il 21 aprile, durante la trasmissione “Porta a porta“, e negli stessi giorni in un intervento del ministro a “L’era glaciale”, su La7. Purtroppo, nessuno dei colleghi ha fatto la domanda più ovvia, davanti a una cifra del genere: come è possibile un simile risultato? A quale periodo si riferisce e con che criteri è stato ottenuto?
IL MISTERO DEL 94% - Il dato ha subito insospettito chi lavora in Ispra e i sindacati hanno chiesto alla struttura commissariale nominata dal governo, che gestisce l’Istituto, di fornire anche a loro i dati precisi sulle assenze. Numeri che contengono molte sorprese: gli ultimi mesi calcolati sono febbraio, marzo e aprile di quest’anno, che vengono confrontati con lo stesso periodo del 2008. A febbraio, ad esempio, si è passati da 1,11 giorni di assenza per dipendente nel 2008 a 0,6 nel 2009, con un calo del 45,46%. Alto, ma ben lontano dal 94% di cui parla di Brunetta. Peraltro, spiega un dipendente dell’ufficio preposto al calcolo delle assenze, questo dato non è molto attendibile, come quelli dei mesi precedenti (usati dal ministro), visto che “è stato rilevato, per un problema di sistema informatico, su soli 221 dipendenti degli oltre 900 totali“. Il problema è stato risolto da marzo in poi, quando le assenze per malattia 2009 sono state il 49% in meno di quelle del 2008, mentre ad aprile la contrazione rispetto all’anno scorso risulta essere del 47,13%.
MA LE ASSENZE SONO CALATE DAVVERO? - Questi numeri, già dimezzati rispetto a quelli di Brunetta, non tengono conto di altri elementi importanti: ad esempio, che considerando anche le assenze per altri motivi (permessi di vario tipo), il calo è ancora minore, ad aprile ad esempio è stato del 35%. La spiegazione è semplice: con Brunetta si è applicata una legge preesistente, secondo cui chi è malato non ha diritto a percepire il salario accessorio, legato alla presenza. Salario che però, per i lavoratori che sono ai livelli contrattuali più bassi (i non ricercatori), arriva quasi al 20% del totale. Quindi chi è malato per non perdere i soldi, prende un altro tipo di permessi (ma sempre a spese dei contribuenti) o ferie (idem con patate). Questo spiega anche perché i corridoi dell’Istituto ultimamente siano pieni di gente con raffreddori, allergie e dolori vari, che invece di stare a casa va al lavoro, con conseguenze immaginabili sulla produttività.
E I PRECARI, MINISTRO? - Tutto ciò di cui si è parlato riguarda solo i lavoratori a tempo indeterminato, visto che i precari, in ossequio alla politica del governo di cui Brunetta fa parte, sembrano “invisibili” anche per quanto riguarda le loro assenze. Il segretario generale della FLC Cgil, Mimmo Pantaleo, ha definito i numeri del ministro “un’incomprensibile caricatura e mistificazione della realtà“, e ha sottolineato che “tutto ciò è funzionale a costruire strumentalmente falsi teoremi che preludano ai licenziamenti dei precari dell’Ispra, che nel mese di giugno sono in scadenza”. Infatti, in 430 perderanno il lavoro, spesso legato a controlli fondamentali per la salute di persone e ambiente, tra la fine di questo mese e dicembre. Se Brunetta andasse a controllare i cartellini di lavoratori a tempo determinato e co.co.co., sicuramente troverebbe un forte aumento delle loro assenze, nell’ultimo periodo. Anche in questo caso la spiegazione è semplice: non sono fannulloni, ministro, stanno semplicemente cercando un altro lavoro.