LA PETIZIONE DA FIRMARE

mercoledì 3 giugno 2009

PA, gonfiati i dati di Brunetta sulle malattie all’Ispra

Da giornalettismo.com - di Rossana De Rossi - Il ministro afferma che le assenze nell’Istituto sono calate del 94% ma i numeri lo smentiscono, perchè la diminuzione è inferiore a quella dichiarata e perchè il calo delle assenze per malattia è compensato dall’aumento di permessi e ferie. E in più non tiene conto dei precari

Le bugie hanno sempre le gambe corte, anche quando a dirle è un uomo popolare come Renato Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica, secondo i sondaggi “il più amato dagli italiani“, almeno tra i politici. Il titolare di Palazzo Vidoni, forte di un apprezzamento popolare che sembra nettamente superiore a quello della Cuccarini, ha ripetutamente affermato che i dati delle assenze per malattia, all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono calate nell’ultimo periodo del 94%. Un dato che ora viene clamorosamente smentito dalle cifre ufficiali, apparse sul sito dello stesso Governo Italiano, da cui risulta che il calo è a malapena della metà.

BRUNETTA: L’ISPRA E’ UNO SCHIFO - Tutto è iniziato lo scorso 19 aprile, quando nel corso di una delle tante interviste, al Corriere della Sera, Brunetta ha affermato che “all’Ispra, le assenze sono dimi­nuite del 94%. In molti enti siamo sopra il 70. Posso dirlo? Che schifo“. Insomma, fannulloni tra i fannulloni, veri re dell’assenteismo, quelli dell’Ispra. Le accuse ai lavoratori dell’Istituto sarebbero state ripetute il 21 aprile, durante la trasmissione “Porta a porta“, e negli stessi giorni in un intervento del ministro a “L’era glaciale”, su La7. Purtroppo, nessuno dei colleghi ha fatto la domanda più ovvia, davanti a una cifra del genere: come è possibile un simile risultato? A quale periodo si riferisce e con che criteri è stato ottenuto?

IL MISTERO DEL 94% - Il dato ha subito insospettito chi lavora in Ispra e i sindacati hanno chiesto alla struttura commissariale nominata dal governo, che gestisce l’Istituto, di fornire anche a loro i dati precisi sulle assenze. Numeri che contengono molte sorprese: gli ultimi mesi calcolati sono febbraio, marzo e aprile di quest’anno, che vengono confrontati con lo stesso periodo del 2008. A febbraio, ad esempio, si è passati da 1,11 giorni di assenza per dipendente nel 2008 a 0,6 nel 2009, con un calo del 45,46%. Alto, ma ben lontano dal 94% di cui parla di Brunetta. Peraltro, spiega un dipendente dell’ufficio preposto al calcolo delle assenze, questo dato non è molto attendibile, come quelli dei mesi precedenti (usati dal ministro), visto che “è stato rilevato, per un problema di sistema informatico, su soli 221 dipendenti degli oltre 900 totali“. Il problema è stato risolto da marzo in poi, quando le assenze per malattia 2009 sono state il 49% in meno di quelle del 2008, mentre ad aprile la contrazione rispetto all’anno scorso risulta essere del 47,13%.

MA LE ASSENZE SONO CALATE DAVVERO? - Questi numeri, già dimezzati rispetto a quelli di Brunetta, non tengono conto di altri elementi importanti: ad esempio, che considerando anche le assenze per altri motivi (permessi di vario tipo), il calo è ancora minore, ad aprile ad esempio è stato del 35%. La spiegazione è semplice: con Brunetta si è applicata una legge preesistente, secondo cui chi è malato non ha diritto a percepire il salario accessorio, legato alla presenza. Salario che però, per i lavoratori che sono ai livelli contrattuali più bassi (i non ricercatori), arriva quasi al 20% del totale. Quindi chi è malato per non perdere i soldi, prende un altro tipo di permessi (ma sempre a spese dei contribuenti) o ferie (idem con patate). Questo spiega anche perché i corridoi dell’Istituto ultimamente siano pieni di gente con raffreddori, allergie e dolori vari, che invece di stare a casa va al lavoro, con conseguenze immaginabili sulla produttività.

E I PRECARI, MINISTRO? - Tutto ciò di cui si è parlato riguarda solo i lavoratori a tempo indeterminato, visto che i precari, in ossequio alla politica del governo di cui Brunetta fa parte, sembrano “invisibili” anche per quanto riguarda le loro assenze. Il segretario generale della FLC Cgil, Mimmo Pantaleo, ha definito i numeri del ministro “un’incomprensibile caricatura e mistificazione della realtà“, e ha sottolineato che “tutto ciò è funzionale a costruire strumentalmente falsi teoremi che preludano ai licenziamenti dei precari dell’Ispra, che nel mese di giugno sono in scadenza”. Infatti, in 430 perderanno il lavoro, spesso legato a controlli fondamentali per la salute di persone e ambiente, tra la fine di questo mese e dicembre. Se Brunetta andasse a controllare i cartellini di lavoratori a tempo determinato e co.co.co., sicuramente troverebbe un forte aumento delle loro assenze, nell’ultimo periodo. Anche in questo caso la spiegazione è semplice: non sono fannulloni, ministro, stanno semplicemente cercando un altro lavoro.

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