(AGI) - Pisa, 20 mar. - Detassare i redditi bassi e dare piu' attenzione ai precari che in Italia sono circa tre milioni e che verranno "tutti licenziati". E' quanto chiede Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Editoriale L'Espresso intervenendo a Manifutura Festival. "Si pone un problema sociale - ha detto De Benedetti - nel senso della convivenza sociale. In Italia ci sono tre milioni di precari che verranno tutti licenziati". Per questo, secondo De Benedetti, per affrontare la crisi economica, che e' non congiunturale ma sistemica, bisogna agire prima di tutto sugli ammortizzatori sociali. "C'e' stata una impennata di furti nei supermercati - ha spiegato - si tratta di furti di sopravvivenza. Ci sono dei precari che passano da 1.400 euro a zero. Bisogna mettere i piedi per terra e affrontare un problema che riguarda tutta la societa'". Per De Benedetti inoltre bisogna agire sulla "messa in salvo del sistema finanziario". "Ci sono centinaia di imprese - ha spiegato - che chiudono perche' non hanno accesso al credito". Terzo fattore su cui si deve intervenire in questo momento per contrastare la crisi e' per il presidente del Gruppo L'Espresso l'inflazione: "Bisogna creare un po' di inflazione. La decisione della Fed di comprare titoli di stato Usa equivale a stampare moneta. Siamo in una condizione di fare una scelta tra due mali se non si crea inflazione si passa dalla deflazione alla depressione". Per De Benedetti e' inoltre "una stupidaggine enorme finanziare l'offerta, bisogna fare una detassazione selvaggia per i redditi piu' bassi". "Prendiamoci cura della deflazione - ha concluso - in modo da non finire in depressione".
LA PETIZIONE DA FIRMARE
venerdì 20 marzo 2009
CRISI: DE BENEDETTI, E' ALLARME PRECARI
(AGI) - Pisa, 20 mar. - Detassare i redditi bassi e dare piu' attenzione ai precari che in Italia sono circa tre milioni e che verranno "tutti licenziati". E' quanto chiede Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Editoriale L'Espresso intervenendo a Manifutura Festival. "Si pone un problema sociale - ha detto De Benedetti - nel senso della convivenza sociale. In Italia ci sono tre milioni di precari che verranno tutti licenziati". Per questo, secondo De Benedetti, per affrontare la crisi economica, che e' non congiunturale ma sistemica, bisogna agire prima di tutto sugli ammortizzatori sociali. "C'e' stata una impennata di furti nei supermercati - ha spiegato - si tratta di furti di sopravvivenza. Ci sono dei precari che passano da 1.400 euro a zero. Bisogna mettere i piedi per terra e affrontare un problema che riguarda tutta la societa'". Per De Benedetti inoltre bisogna agire sulla "messa in salvo del sistema finanziario". "Ci sono centinaia di imprese - ha spiegato - che chiudono perche' non hanno accesso al credito". Terzo fattore su cui si deve intervenire in questo momento per contrastare la crisi e' per il presidente del Gruppo L'Espresso l'inflazione: "Bisogna creare un po' di inflazione. La decisione della Fed di comprare titoli di stato Usa equivale a stampare moneta. Siamo in una condizione di fare una scelta tra due mali se non si crea inflazione si passa dalla deflazione alla depressione". Per De Benedetti e' inoltre "una stupidaggine enorme finanziare l'offerta, bisogna fare una detassazione selvaggia per i redditi piu' bassi". "Prendiamoci cura della deflazione - ha concluso - in modo da non finire in depressione".
Per Brunetta siamo tutti fannulloni
CALABRIA, SCOPERTA LA PIU' GRANDE FORESTA CORALLO NERO

A documentare la presenza della foresta di corallo nero (che di nero, però, ha solo lo scheletro) più estesa del mondo è stato "Rov", un robot sottomarino utilizzato per le analisi e per osservare, filmare e fotografare. "Rov", comandato dalla superficie, si è immerso con il suo occhio elettronico nei fondali del Tirreno calabrese per catturare e restituire immagini mozzafiato di specie di coralli, gorgonie, alcionari, pennatulacei e pesci rarissimi, molti dei quali mai osservati nel loro ambiente naturale.
Equipaggiato anche per acquisire campioni fino a 400 metri di profondità, il robot subacqueo, che è in grado di comunicare in ogni istante la propria posizione all'operatore, è stato utilizzato dagli studiosi nell'ambito di del progetto partito nel 2005 e finanziato dall'Assessorato all'Ambiente della Regione Calabria. Un lavoro che proseguirà fino a tutto il 2010 e dai risultati del quale gli esperti dell'Ispra si attendono di individuare, sui fondali calabresi, numerose altre specie rare, anche di invertebrati marini.
Ma in Calabria non è solo il mare di Scilla a riservare sorprese agli scienziati marini che parlano di "rara ricchezza da salvaguardare". Nel Golfo di Lamezia, zona ritenuta di grande interesse sia dal punto di vista fisico che da quello biologico, sono state osservate, a circa 150 metri di profondità, per la prima volta nel loro ambiente naturale, cinque altre colonie di un'altra specie di corallo nero, il rarissimo "Antipathes dicotoma".
Risultato non da poco se si pensa che, a livello mondiale, sono stati raccolti e studiati solo cinque esemplari di questo coralligeno, l'ultimo dei quali, individuato nel 1946 nel Golfo di Napoli, venne donato al Museo dell'Università di Harvard.
"Comprendere il funzionamento dell'ecosistema marino, la sua risposta ai cambiamenti naturali e a quelli indotti dalle attività umane - afferma l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, già ricercatore e commissario straordinario dell'Icram - è di importanza centrale per una corretta gestione di questo complesso territorio".
I fondali marini rocciosi, che si trovano a profondità comprese tra i 50 e i 450 metri, rappresentano, per gli studiosi di biologia marina, delle vere e proprie miniere in materia di biologia e ecologia.
"Le analisi genetiche e istologiche che i ricercatori del Dipartimento di Scienze del mare dell' Università Politecnica delle Marche stanno eseguendo sui frammenti dei coralli raccolti - spiega Simonepietro Canese, responsabile del progetto - stanno aprendo numerosi interrogativi su queste specie rare e protette, per la prima volta osservate e studiate nel loro ambiente naturale".
Brunetta minaccia: gli studenti dell'Onda sono guerriglieri, li tratteremo come tali
ROMA - Gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
«Non vedo molta protesta». A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
«Sono quattro ragazzotti». Poi, in una successiva intervista, Brunetta ha rincarato la dose: «Anzi, questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente».
Rete studenti: noi pacifisti, polizia e Stato no. «Il nostro è un movimento pacifico - replica della Rete degli Studenti - sono il Governo e la Polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia». «Già Cossiga lo aveva proposto lo scorso autunno, ma non ci era riuscito, forse lo vogliono fare ora» spiega la Rete. E si chiedono:«Sono guerrigliere le mamme che per i loro figli hanno chiesto più ore e bocciato clamorosamente il maestro unico? Buttarla in caciara (o in guerriglia) è il sogno di un governo immobile e incapace. Un sogno che non gli concederemo di realizzare», conclude la rete.
Chiede invece le dimissioni "immediate" e le scuse del ministro Brunetta l'Unione degli studenti secondo cui un ministro della Repubblica «non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei "guerriglieri" da trattare come tali». «Ieri - afferma l'Uds - c'è stata un'aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità della società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire».
Azione studentesca: Brunetta troppo generoso. Di tutt'altro segno il commento di Azione studentesca secondo la quale «Brunetta è stato troppo generoso. I guerriglieri di solito hanno l'appoggio della popolazione che li sostiene contro l'esercito invasore. I collettivi nelle università vorrebbero giocare ai guerriglieri, ma sono solo dei teppistelli ignorati dalla maggioranza della popolazione studentesca».
Gelmini: a volte usa toni provocatori. Il ministro Brunetta «come tutti sanno, a volte usa toni forti e provocatori» dice il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, stemperando le dichiarazioni di Brunetta. «Mi auguro vivamente - ha affermato il ministro Gelmini - che gli episodi di ieri della Sapienza non si ripetano più. Il diritto di manifestare va sempre rispettato, ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso credo - ha spiegato - vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta».
Bersani: da Brunetta parole sconsiderate. Capanna: neanche i ministri Dc come Brunetta. «Quelle del ministro Renato Brunetta sono parole totalmente sconsiderate, incommentabili» dice il responsabile economico del Pd, Pier Luigi Bersani. Dura anche Mario Capanna, uno leader storici della contestazione del Sessantotto: «Devo dire per verità storica che nemmeno 40 anni fa i ministri democristiani dell'epoca si permettevano di emettere giudizi così sommari, miopi e pericolosi. Di nuovo Brunetta viene tradito dal suo irrefrenabile esibizionismo. Si definisce democratico e, dunque, dovrebbe sapere che la democrazia non è solo quella rappresentativa, ma anche quella partecipata. Ed è davvero deplorevole che ad un ministro della Repubblica sfugga questa parte della democrazia che ne è l'anima».
Donadi (Idv): parole da piccolo duce. «Deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta - attacca il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi - Non c'è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell'Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa immediatamente». Donadi considera le aprole del ministro «inqualificabili e pericolose, aumentano senza motivo la tensione ed il conflitto. Brunetta non si illuda di infuocare gli animi, gli studenti sono molto più maturi di lui e non cadranno in provocazioni».
Fioroni: Brunetta irresponsabile. Il ministro Gelmini «chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta». L'invito arriva dal responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni. «Il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene - aggiunge l'ex titolare di viale Trastevere - che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere. Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva».
Zingaretti: parole irresponsabili. Le dichiarazioni del ministro Brunetta «sono irresponsabili e improprie proprio perché - spiega il presidente della Provincia Nicola Zingaretti - fatte da un ministro della Repubblica e sembrano avere come unico obiettivo quello di voler fare alzare la tensione in città».
Ferrero: è un provocatore. «Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla Polizia ieri a Roma e che lui ritiene "dei guerriglieri che come tali vanno trattati", la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc, che aggiunge: «La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo».
Buontempo: Brunetta ha sbagliato. Anche la Destra è contro il ministro Brunetta. Il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, nell'esprimere «piena solidarietà alle forze dell'ordine, costrette a obbedire a un ordine scellerato. Non c'era un pericolo evidente: i manifestanti non indossavano l'armamentario tipico dell'estrema
sinistra, come caschi, bastoni e fazzoletti per coprire il volto. Le parole del ministro sono irresponsabili e rischiano di alimentare la tensione tra i giovani».
Funzionari di polizia: moderare i termini. Un invito ad abbassare i toni è arrivato dall'Associazione nazionale dei funzionari di polizia: «Tutti i politici, sia quelli al governo che quelli all'opposizione, moderino i termini, poiché le loro parole sopra le righe corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietre e molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili».
La crisi diventa guerra del lavoro
Idati sulla disoccupazione sono un bollettino di guerra. Ciascuno percepisce la crisi sempre più vicina. Ci sfiora, ci lambisce, entra in casa. Il conoscente, il parente, l’azienda, il reparto, noi stessi. Si spera sempre non ci riguardi, poi capita. Senza lavoro non si può stare. Senza ammortizzatori neppure. La crisi apre contraddizioni enormi. Divide. Separa gli uni dagli altri. Rompe vincoli di solidarietà. Tra occupati e non, nel prevalere del vecchio adagio “mors tua, vita mea”. Cadi tu, mi salvo io. Le aziende mettono in cassa integrazione o licenziano approfittando della congiuntura anche per far piazza pulita di gigantismi, inefficienze, sprechi e parassitismi accumulati. Indisponibili a mediazioni, patti di solidarietà a parità di salario perché preferiscono disfarsi subito della “zavorra”. Chiedono sacrifici, autoriduzioni di stipendio per salvare il salvabile. C’è chi accetta, chi no, chi resiste. I primi a lasciarci le penne, sono i precari. I non garantiti. Quelli che nessuno può difendere, neppure i sindacati, che in genere tutelano prima di tutto chi ha un regolare contratto. Così si rompe anche la solidarietà tra garantiti e non. Mentre quest’ultimi si offrono ancor più sul mercato a costi ridotti, disponibili a rapporti di lavoro senza contratto, più che precari, instabili, rinunciando a diritti pur di avere una retribuzione, anche minima. Insidiando gli occupati. Gli uni e gli altri si guardano in cagnesco. Chi resiste nel far prevalere i propri diritti viene additato perché, così facendo, rischia di far affondare l’intera baracca. E la crisi si fa non solo perdita del lavoro ma anche guerra dentro il mondo del lavoro. (Alberto Ferrigolo, giornalista)
SONO quasi milleseicento i precari che, nel caso non venisse rinnovato loro il contratto...
Da Il Resto del Carlino - SONO quasi milleseicento i precari che, nel caso non venisse rinnovato loro il contratto a termine in scadenza quest’anno, non potranno usufruire neanche dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Lo rileva uno studio dell’ufficio statistica della Provincia che analizza le prospettive dei precari alla luce degli ammortizzatori sociali esistenti. La norma attribuisce un’indennità pari al 35 per cento della retribuzione a chi abbia maurato almeno 78 giornate lavorative. Analizzando la storia professionale degli oltre undicimila precari occupati in provvincia, è emerso che quasi il 16 per cento non ha in ‘carniere’ le 78 giornate necessarie a maturare l’indennità ridotta. Quanti di loro non avranno confermato il contratto, quindi, si troveranno completamente al ‘verde’, senza alcuna forma di sussidio del reddito. La prima ‘scadenza’ rivelatrice sarà il mese di giugno, quando arriverà a scadenza oltre un quinto dei contratti precari siglati dalle aziende della provincia.
IL PRECARIATO è destinato a subire i colpi più duri della crisi economica. Già oggi lavoratori assunti con contratto a termine hanno una retribuzione più bassa e accesso parziale agli ammortizzatori sociali. Poi, in caso di ristrutturazione aziendale, sono probabilmente i più ‘sacrificabili’, visto che l’impresa non ha necessità di licenziarli: è sufficiente che non rinnovi il contratto di lavoro alla scadenza prevista. «In tempi normali, la maggioranza dei contratti viene rinnovata — sottolineano dallo stesso ufficio statistica — dalla medesima azienda. Ora, con la recessione, che i rinnovi calino e sia più lungo il periodo di disoccupazione dei lavoratori. Una larga percentuale non potrà beneficiare delle prestazioni di disoccupazione, perché le regole di accesso penalizzano le carriere discontinue e i salari bassi». Va precisato che il recente decreto anticrisi del Governo ha previsto, in via sperimentale per il triennio, l’erogazione di una somma ai collaboratori a progetto, pari al 10 per cento del reddito dell’anno precedente. In provincia di Ravenna questa tipologia di contratti interessa un migliaio di dipendenti.
LE DONNE rappresentano la maggioranza dei titolari di contratto a tempo determinato: sono 5985 (rispetto ai 5066 uomini) e oltre la metà di loro ha tra i 30 e i 49 anni. Una ‘fetta’ consistente lavora nella pubblica istruzione. Quando si passa invece ad analizzare i contratti in scadenza senza il ‘paracadute’ dell’indennità di disoccupazione, a rischiare di più, anche se per poco, sono i maschi: 811 contro 780 donne. Il problema non è una ‘esclusiva’ degli italiani: oltre il 16 per cento dei contratti a termine in scadenza riguarda lavoratori con passaporto straniero; tra coloro che potrebbero non percepire l’indennità di disoccupazione, la percentuale degli stranieri sale al 23 per cento.
giovedì 19 marzo 2009
P.A.: I PRECARI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ MANIFESTANO
(IRIS) – ROMA, 19 MAR - Mancano 100 giorni al 30 giugno 2009, data a partire dalla quale secondo le norme delineate dal Ministro Brunetta nel provvedimento “ammazza-precari” attualmente in Senato (A.S. 1167) saranno licenziati i precari del Pubblico Impiego e perderanno i diritti alle stabilizzazioni ottenuti con le mobilitazioni dei lavoratori. L’Istituto Superiore di Sanità, con oltre 800 precari (200 tempo determinato in stabilizzazione, 150 tempo determinato non in stabilizzazione, 250 Co.co.co e altri 200 circa con varie forme di contratto pagate da enti esterni) sarà duramente colpito dalla mannaia del Ministro della Funzione Pubblica. Per queste ragioni, l’Usi-RdB Ricerca ha indetto per domani, 20 marzo (Lungotevere Ripa 2; ore 10.30) una mobilitazione dei lavoratori dell’ISS: “Domani non saremo a festeggiare i 100 giorni agli esami, ma a portare in piazza il danno che i cittadini avranno se le centinaia di precari dell’Istituto Superiore di Sanità saranno cacciati il 30 giugno”, avverte Claudio Argentini, della Segreteria Nazionale USI-RdB Ricerca.
Ecco come ci vede l'Italia
Sono anni che ti fai il culo? Lavori 9/10/11 ore al giorno? Svolgi il tuo lavoro senza che ti venga riconosciuto? Sei sotto pagato?
IMPOSSIBILE!!!!! RICORDATI CHE SEI UN FANNULLONE CHE RUBA I SOLDI A I DIRIGENTI CHE NON POSSO ANDARE IN VACANZA E AI POVERI IMPREDITORI DEL NORD CHE NON POSSONO ESSERE FINANZIATI A DOVERE PERCHE' TU' GLI PORTI VIA I LORO SOLDI !!!!
- Nella puntata di ieri avete mostrato una connotazione orribile dei dipendenti pubblici non distinguendo le persone oneste da quelle disoneste. Avevo più fiducia nel programma, mi dispiace. Credo bisogna fare una nota correttiva e specificare che non tutti i lavoratori pubblici siano come quelli segnalati dalla vostra trasmissione!
- La puntata di ieri ha mostrato più truffe "materiali" , la carta, gli sprechi negli acquisti, che non l'assenteismo. In ogni caso la macchina va avanti , come tutti hanno detto in studio, perchè la maggior parte degli statali lavora nonostante gli esempi che vengono dall'alto.Piuttosto non possiamo "licenziare" i politici assenteisti, perchè secondo l'ultima legge elettorale, non vengono scelti direttamente ma dalle segreterie dei partiti.
- Due perle del quasi Nobel Brunetta, nella trasmissione del 18/03:
1) "Il Comune di Portici ha 200.000 abitanti, è il terzo Comune della Campania".
Portici ha 60.218 abitanti (censimento Istat 2001) ed è l' 11° Comune della Campania per numero di abitanti. Magari farglielo notare ...
2) Con la sua Legge vengono "tolti" (tra l' altro) "i buoni pasto a chi è assente per malattia".
I buoni pasto spettano DA SEMPRE solo a chi è in servizio ed in base all' effettuazione di un certo numero di ore. Magari farglielo notare ... - La Pubblica Amministrazione è fatta di mille realtà, la trasmissione ne ha mostrata solamente una, quella che ha voluto evidenziare. Ci sono anche persone che lavorano onestamente, dirigenti che controllano, precari che lavorano presso enti pubblici da anni senza garanzie per il futuro.
- Ho visto la trasmissione, fino ad un certo punto, poi indignata ho spento la tv. Come al solito si e' dato voce ad un solo pensiero, quello di far apparire la pubblica amministrazione fatta solo di fannulloni. Ad un certo punto anche il Ministro Brunetta ha detto, che, nonostante la mancanza di controlli da parte dei dirigenti, (non c'e' padrone), la macchina della P. A..miracolosamente va avanti. Ma Quale miracolo! a quale Santo dobbiamo rivolgerci? Non si tratta di miracolo, ma di una larga fascia di dipendenti onesti che tutti i giorni fanno il loro dovere per soddisfare l'utenza e migliorare i servizi anche in mancanza di supporti necessari (carta, cancelleria o computer per esempio).
Io ritengo che un Ministro con grandi competenze come Brunetta, mettendo in campo una politica di informazione e di controlli, oggi facilitata dal telematico, ha la possibilità di controllare i responsabili, a partire dai dirigenti sia centrali che periferici che non fanno il loro dovere anzi avallano comportamenti ed atti illeciti, a individuare quelle fasce della P.A. che non funzionano per assenteismo dei dipendenti. Vorrei ricordare che la visita fiscale in caso di malattia dei dipendenti pubblici, e' uno strumento che c'e' sempre stato, non e' una invenzione del Ministro Brunetta. Se non e' stato applicato se ne chieda conto ai dirigenti preposti. La novità che il Ministro ha introdotto e' l'arresto ai domiciliari dei pubblici dipendenti in caso di malattia, non considerando situazioni particolari, ad es. di persone sole, e non considerando la disparità di trattamento tra pubblico e privato (fascia oraria per privato 10-12e 15-17, per pubblico 8-13 e 14-20).Si ricorda che le fasce orarie sono state introdotte dopo battaglie sindacali e sentenze della Corte di Cassazione per poter permettere agli ammalati con patologie non gravi di poter svolgere quelle incombenze giornaliere necessarie.
Lo stesso MInistro ha votato per l'indulto che ha messo in libertà migliaia di delinquenti con reati ben più gravi della malattia del pubblico dipendente. Per concludere il mio pensiero credo non sia giusto e non fa onore a nessuno sparare sul mucchio indiscriminatamente, ma ritengo più corretto ed efficace individuare l'inefficienza e la scorrettezza di quella parte della P.A., di porvi rimedio con provvedimenti mirati.
Infine vorrei far presente che in caso di assenza per malattia la decurtazione sullo stipendio relativa al salario accessorio (come più volte ha tenuto a ribadire il Ministro) non è uguale per tutti i pubblici dipendenti. Si passa per esempio da un minimo di 8 € (insegnanti) per arrivare anche a 30 €. al giorno per i colleghi del giovane dipendente Inail invitato nella trasmissione del 18/03/2009.
Questo perchè il salario accessorio non e’ uguale per tutti ma dipende dalle contrattazioni fatte negli anni precedenti per i rinnovi contrattuali, e dal corporativismo di alcune categorie, che hanno ottenuto gli aumenti contrattuali inclusi nello stipendio tabellare, tra l’altro pensionabile al 100%; ed altre sotto forma di salario accessorio. Una ulteriore discriminazione fra gli stessi dipendenti della P.A. Contrariamente da quanto affermato dal Ministro che la perdita retributiva in media e’ di 11-15 euro giornaliere , siamo pronti a inoltrare cedolino stipendio attestante quanto affermato.
Scusate per lo sfogo ma ci siamo sentite in dovere di spiegare meglio argomentazioni che non riteniamo corrette . - non è vero che quando un dipendente pubblico è assente per malattia gli viene detratto il buono pasto!!!!!!!!!!! Sono una dipendente del M.I.U.R. è ho fatto disgraziatamente 5 gg a Gennaio di assenza per malattia .... ho caricato personalmente le assenze al Sistema Assenze.net del MEF.GOV.IT e mi sono stati detratti circa 10 euro di compenso accessorio.... vorrei sapere quanto viene detratto al Ministro Brunetta e a tutti i parlamentari quando malauguratamente si dovessero "incontrare/scontare " con l'influenza che colpisce ANCHE I DIPENDENTI PUBBLICI.... Purtroppo..... Vi sembra una cosa giusta colpire nel mazzo tutti i dipendenti......... Prima di parlare a migliaia di persone dovrebbe anche sapere che cosa significa COMPENSO ACCESSORIO..........................
- Mi piacerebbe che la prossima trasmissione fosse dedicata alla gente che "lavora" nella P.A.
E' chiaro che se la macchina bene o male cammina, molti sono al loro posto a lavorare.
Basta è ora che la fate finita di denigrarci!!! - sono in parte d'accordo con il ministro brunetta, non ha tutti i torti, ma non per questo bisogna sparare nel mucchio!
le persone da punire si conoscono bene e sono facilmente rintracciabili, ma non si vogliono nè possono colpire per una questione di clientelismo(per usare un eufemismo).
ci sono moltissimi dipendenti pubblici apprezzabili e dignitosi, molti altri indegni! bisogna distinguere e farlo bene.
ieri sera la trasmissione è stata deludente! solo una parte, quella marcia, è stata evidenziata, alimentando il sentimento di rancore contro quei dipendenti che nonostante lavorino, sono additati e denominati fannulloni e ricchi!
peccato, la trasmissione ha perso credibilità! - SEMPLICEMENTE "VERGOGNOSA" E A "SENSO UNICO" LA PUNTATA "CONTRO" IL PUBBLICO IMPIEGO!
Senza "vero" contraddittorio non c'è informazione e si nega la democrazia ad un paese che ha sconfitto il fascismo, ma non il partitismo e la lottizzazione di stampa e televisione! Le veline tornino a fare le veline e i giornalisti ...giornalismo d'inchiesta! - HAI ragione Nadia, ma purtroppo ci sono molti tuoi colleghi che non fatto niente, si fregano lo stipendio senza lavorare!
- La D'amico non a mai fatto la velina!voi statali i fannulloni si!!!
- Sono anche io una dipendente Inail come il ragazzo che ha parlato. Anzi mi piacerebbe sapere il cognome se possibile, tanto non credo che ci siano problemi di privacy visto che si è coraggiosamente presentato in Tv.
Forse avreste dovuto dargli più spazio.
Il ministro Brunetta minimizza la detrazione per la malattia, che nel caso del ragazzo diceva essere 17 euro. Nel mio caso sono quasi 28. Al posto del ragazzo non mi sarei vergognata di dire che con i tempi che corrono, i 17 euro possono essere VITALI per fare la spesa per un giorno! E vorrei precisare che il dato che improvvisamente i dipendenti pubblici sono guariti è una cavolata non solo per quello che ha detto il ragazzo, e cioè che si va in ufficio anche con la febbre a 40°, ma che se - come nel mio caso - hai parecchie ferie, pur di non farti togliere i soldi ti metti in ferie invece che in malattia. Ma queste cose il ragazzo che è intervenuto le sa meglio di me ma non gli avete dato la possibilità di parlare perchè ovviamente era molto più importante che parlasse il Ministro no? Anche io avevo più fiducia nella trasmissione e ne LA7 ma non vorrei che non siate più liberi di parlare???? - Cara Tania, tu che lavoro fai?
Tornando all'argomento della puntata vorrei far presente che per gli statali è stato previsto il controllo medico dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. Se una persona è sola (e non dite che non ci sono) dove va dalle 13 alle 14 a trovare una farmacia aperta e non si regge in piedi perchè sta male? Si perchè si da il caso che anche i pubblici dipendenti si ammalano veramente! - avrei voluto aggiungere qualcosa sui permessi retribuiti previsti dalla L.104 quando vanno a colpire i genitori dei figli disabili. e avrei voluto anche aggiungere che non tutti i dipendenti pubblici sono tali pervolontà ma perchè spesso l'attività imprenditoriale è di fatto negata. su questo due conti non li ha mai fatti nessuno.
e avrei anche voluto dire come donna e madre di figlia disabile la realtà mobbing che esiste discrimina fino al confino lavorativo .. purtroppo pur avendo fatto il servizio e pur essendo in studio non c'è stata occasione.è vero che il lavoro va conservato perchè serve a fare la spesa, ma l'essere umano è fatto di dignità e non è bello per nessuno attendere 7 ore nella speranza che sia qualcosa da fare .... - Il ministro Brunetta ha dato ancora una volta esempio di ingnoranza e di demagogia. La trasmissione della sig.ra D'Amico, invece, di vergognosa compartecipazione allo show del Ministro, senza contraddittorio.Ignoranza in quanto contrapponendosi a ciò che diceva l'impiegato Inail intervenuto alla vostra trasmissione, affermava che per i giorni di malattia viene decurtato "solamente" il salario accessorio. Vorrei far osservare al Ministro ignorante che la decurtazione dalla cosiddetta indennità di amministrazione (diversa tra le varie amministrazioni) era già prevista dalla CCNL del pubblico impiego fino ad un massimo di 15 gg di assenza per malattia. Oltre il 15esimo giorno di malattia la decurtazione non veniva operata. Non venivano corrisposti ticket nemsa e si perdevano anche le somme previste dal Fondo unico di amministrazione. Ora i provvedimenti adottati con il D.L.112 prevedono una decurtazione maggiorata dell'indennità di amministrazione (se prima erano 5 euro al giorno ora sono 15) per tutti i giorni di malattia fruiti (senza limite), oltre alla perdita sulla altre voci del salario accessorio. Fatevi i conti e per 10 giorni di malattia si possono perdere anche oltre 200 euro . Grazie Ministro. Il medesimo Brunetta confrontandosi con il sindaco di Portici non faceva altro che reiterare le richieste dei dati sulle assenze del personale: quando si interesserà dei presenti in Ufficio? Il Ministro Brunetta andrebbe denunciato alla Corte dei Conti per danno erariale: con i suoi provvedimenti demagogici (tendenti solo a far odiare la P.A dalla pubblica opinione per raccogliere consensi elettorali)ha obbligato le amministrazioni a richiedere la visita fiscale anche per un solo giorno di malattia del dipendente. Qualcuno si è mai chiesto se questo non è uno spreco di denaro pubblico? Qualcuno ha mai detto che questo spreco lo pagano i suoi 60 milioni di utenti-elettori? La trasmissione dovrebbe essere rifatta prevedendo un contradditorio serio e non un comizio pre-elettorale cara sig.a D'Amico....
- DISABILI - AUSILI:
Egregio Ministro Brunetta, finalmente c'è chi ha messo il dito sulla piaga degli Ausili. Sono più di 20/25 anni che le cose funzionano così, questo solo per le lobby che hanno il potere di controllare e condizionare questo mercato. Il nomenclatore tariffario protesico oltre ad essere uno strumento vecchissimo e mai aggiornato, riporta costi di spesa massima, si pensi Lei se chi fornisce ha l'interesse di offrire un prezzo equo e non il massimo. E ovvio che tutte le attività devono avere dei margini operativi, ma il 400/500 % mi sembra proprio un furto ai danni della comunità. Inoltre basta con questi tecnici che girano per gli ospedali e fanno "bottega" dentro all'ospedale. Ad ognuno i suoi ruoli. E poi basta con le lobby delle gare d'appalto che si aggiudicano le forniture degli ausili per anni interi fornendo solo quello che a loro costa meno per trarre il massimo profitto, acquistando i prodotti nei mercati Asiatici e facendo morire letteralmente le aziende che producono in Italia questi prodotti. Tutte queste Aziende stanno per morire, lasciano a casa i dipendenti, tutto questo perchè non c'è il libero mercato e una giusta e leale concorrenza per le forniture. Tutti possono e debbono fornire i prodotti, se ne hanno i requisiti. E' il medico che deve prescrivere il prodotto adatto, ed il paziente o famigliare deve rivolgersi al proprio rivenditore di fiducia, pur che rispetti i prezzi imposti dal tariffario nazionale. Le classificazioni sono già in atto (CND) basta interpellare il Ministero della Salute e farsi dare gli elenchi dei produttori, e quelli interpellarli per avere un quadro vero dei costi. Diamo precedenza al prodotto Europeo vista la crisi, altrimenti è un coltello a due lame. Facendo così Le posso assicurare che la spesa Pubblica in questo settore sarà enormemente diminuita. Ultima cosa, perchè le gare di fornitura le vincono solo 3 o 4 aziende che sono nate, cresciute in tutt’altro ambito ? Provi ad interpellare le varie ASL e si renderà conto che tutti questi ausili vengono forniti da chi fornisce il servizio domiciliare legato all’ossigeno. E tutte le altre aziende come vivono ?
Inps in attivo per 11 mld grazie a precari e co.co.co.
Il presidente Mastrapasqua contrario alla riforma delle pensioni. Critico Cazzola (Pdl), la Ue ci obbliga a tenere la spesa sotto controllo.
Il 2008 dell'Istituto nazionale di previdenza sociale si è chiuso con un attivo monstre di oltre 11 miliardi. Grazie soprattutto ai contributi dei precari e dei parasubordinati. Lo scorso anno l'Inps ha registrato un avanzo di gestione di 11.275 milioni di euro (+21,5% rispetto al 2007), [...]
Riammessi emendamenti sui precari
Recuperate nel dl incentivi anche le norme a favore dei lavoratori ammalati per contatto con l'amianto
ERANO STATI DICHIARATI INAMMISSIBILI - Gli emendamenti erano stati dichiarati inammissibili ma sono stati riammessi, grazie ad un accordo con l'opposizione. Contemporaneamente sono stati riammessi alcuni emendamenti del Pd su deducibilità degli interessi passivi, abbattimento al 20% dell'acconto Ires e Irap e il cosiddetto forfettone.
Dl incentivi, novita' su precari
(ANSA) - ROMA, 18 MAR - Sbloccato il pacchetto sulle novita' per i precari e il taglio dei tempi per l'erogazione degli ammortizzatori sociali. I relatori al dl incentivi, all'esame delle commissioni Attivita' produttive e Finanze della Camera, hanno infatti presentato emendamenti in questo senso, giudicati ammissibili. Nel pacchetto c'e' la norma sul raddoppio dell'indennita' di disoccupazione per i collaboratori a progetto, e la velocizzazione nell'erogazione degli ammortizzatori sociali.
Dl incentivi, accordo bipartisan riammesso il pacchetto precari
Le norme erano state dichiarate inammissibili, oggi la marcia indietro
Previste nuove regole per la Borsa, la lotta all'evasione e i Comuni
I ripescati. I presidenti delle commissioni hanno riammesso anche 13 proposte a firma di parlamentari. Tra queste, non c'è quella che riguarda il tetto agli stipendi dei manager avanzata dalla Lega, mentre sono state ripescate alcune disposizioni fiscali, come quelle proposte dal Pd: la revisione della indeducibilità della svalutazione dei crediti Ires, il "forfettone" per i redditi fino a 70 mila euro, la riduzione del 20% del primo acconto Irpef.
Pacchetto precari, la riammissione. Lo stop all'emendamento sui precari aveva provocato la reazione dei sindacati: "E' indecente" aveva detto il leader Cgil, Guglielmo Epifani, "incredibile - gli aveva fatto eco il segretario della Uil, Luigi Angeletti - non si può fare un provvedimento mettendo patate, carciofi e bulloni". Decisa era stata l'apertura del presidente della Camera Gianfranco Fini che aveva consentito l'avvio della diplomazia per un ripescaggio: "Se c'è un largo consenso tra i gruppi, la presidenza ne prende atto" aveva spiegato. E così è stato.
I Comuni. L'emendamento prevede un patto di stabilità interno più morbido per le amministrazioni virtuose. La norma si applica a quei Comuni e a quelle Province che abbiano rispettato il patto nel triennio 2005-2007, che abbiano un rapporto tra numero di dipendenti e abitanti inferiore alla media nazionale individuata "per classe demografica" e che abbiano "registrato, nell'anno 2008, impegni per spesa corrente al netto delle spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario comunale e provinciale, di ammontare non superiore a quello medio corrispondente del triennio 2005-2007".
Borsa. Nuove norme per consentire una maggiore "difesa" delle società quotate in Borsa e garantire una maggiore informazione del mercato. L'emendamento ritocca alcune soglie previste dal testo unico finanziario. La Consob - prevede il testo - per tutelare gli investitori potrà ridurre la soglia, ora al 2% del capitale, per richiedere comunicazioni al mercato: in caso di trasgressione, le sanzioni possono arrivare a 2,5 milioni di euro. Passa poi dal 3 al 5% la soglia per l'acquisto di azioni senza l'obbligo di lanciare l'opa totalitaria da parte di chi possiede tra il 30 e il 50% di un società. Viene infine portata dal 10 al 20% la soglia possibile di acquisti di azioni proprie (buy back), considerando entro questa quota anche quelle possedute dalla controllate.
Sblocco crediti e lotta all'evasione. L'emendamento consente lo sblocco dei crediti maturati durante il 2008 da parte dei fornitori nei confronti della pubblica amministrazione. Inoltre, potrebbero arrivare 8 milioni di euro in più per favorire la formazione dei dipendenti del fisco per la lotta all'evasione. Un emendamento firmato dai relatori aumenta, infatti, di 4 milioni i fondi per il 2009, previsti dal capitolo di bilancio per l'espletamento delle attività di prevenzione e repressione dell'evasione e dell'elusione fiscale.
L'ammazza precari
Il nome rende bene l’idea. Non una legge unica, ma un insieme di norme, emendamenti, circolari e decreti legislativi che avranno come effetto la scomparsa di circa 200 mila precari, di cui più di 50 mila già dal primo luglio. Il tutto al netto dei circa 240 mila nominativi delle graduatorie ad esaurimento della scuola. Il «circa» è d’obbligo perché di stime ufficiali non ne esistono, la stessa Ragioneria generale dello Stato ha dati aggiornati al 2007. Per questo da ieri e in tutta fretta il ministro Brunetta ha dato il via ad un monitoraggio per “stanare” i precari, la loro tipologia contrattuale e la scadenza dei loro contratti almeno nella Pubblica amministrazione.
Ammazza-precari. Come definire diversamente qualcosa che, proprio quando si vedeva il traguardo della stabilizzazione, oppure dopo una sentenza del Giudice del Lavoro, fa precipitare su migliaia di precari storici la scure del governo di centro-destra che decide di mandarli a casa?
Il provvedimento certamente più grave riguarda i precari della Pubblica amministrazione e prevede la cancellazione delle stabilizzazioni previste dal governo Prodi e l’impossibilità di rinnovi e prolungamenti dei contratti. E così il posto da statale, quello che fino a qualche anno fa era il sogno delle mamme per i propri figli, un posto sicuro e ben pagato, si sta trasformando per tanti trentenni e quarantenni che da anni lavorano per lo Stato in un vero incubo.
Era un «collegato» alla Finanziaria. È stato approvato dalla Camera dei deputati il 28 ottobre 2008, ma al Senato è stato stralciato. Il 3 marzo è scaduto in termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione Lavoro. Il provvedimento andrà in aula per l’approvazione definitiva entro marzo. La settimana scorsa la denuncia dell’opposizione è riuscita a bloccare in tempo il tentativo di Brunetta (con il parere contrario perfino del ministro Sacconi) di trasformare il disegno di legge in un decreto d’urgenza. È il sintomo del fatto che il governo ha fretta e che i tempi di approvazione del ddl devono comunque essere accelerati. E difatti la marcia indietro di Brunetta («Mai pensato ad un decreto») è stata accompagnata dall’annuncio «del monitoraggio capillare», un passaggio che era previsto dopo l’approvazione definitiva del provvedimento e che quindi taglia i tempi di messa in atto delle disposizioni. Il provvedimento è quello inserito, quasi comicamente, nel disegno di legge 1167 Delega al Governo in materia di lavori usuranti. L’articolo 7 (Disposizioni in materia di stabilizzazione) al comma 2 recita così: «A decorrere dal 1º luglio 2009, alla data di scadenza dei relativi contratti, le amministrazioni pubbliche (...) non possono in alcun caso proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli di lavoro subordinato a tempo determinato (...) Il divieto (...) si applica, con la medesima decorrenza, anche ai contratti prorogati (...) tali contratti sono risolti alla data di scadenza oppure, ove manchi il termine finale del contratto, il 30 giugno 2009». Sul progetto c’è la firma autenticata del ministro Brunetta. La sua battaglia ai fannulloni avrà come effetto collaterale quello di «ammazzare» migliaia di lavoratori che fannulloni non possono essere, perché se non lavorassero non si vedrebbero rinnovare il contratto e perché non hanno nessuna (o pochissime) tutele. Lavoratori che con il governo Prodi avevano visto riconoscere il loro diritto ad un futuro stabile. La legge 296 del 2006 prevedeva un piano progressivo di stabilizzazioni nella Pubblica amministrazione per i precari che ne avessero i requisiti: ingresso tramite prova di selezione, tre anni di durata dei contratti. A quei giorni risalgono le ultime cifre sicure. «Il totale del pubblico impiego, senza scuola, per il 2005 si ripartisce in 103.349 contratti a tempo determinato, 4.786 contratti di formazione e lavoro, 9.067 contratti di somministrazione di manodopera e 34.457 lavoratori socialmente utili», dichiarava in audizione al Parlamento Giuseppe Lucibello, ispettore generale della Ragioneria generale dello Stato.
Di poco si discosta la stima della Cgil: «Analizzando gli ultimi dati del governo, quelli contenuti nel Conto annuale 2005-2007 della Ragioneria, si contano 102 mila tempi determinati, 58 mila co.co.co, 11 mila interinali, 25mila Lavoratori socialmente utili, 4 mila Formazione lavoro. Per un totale di 201 mila precari», spiega Gianguido Santucci, della Funzione pubblica Cgil.
La stima sui contratti che scadono il primo aprile è di 56.281, mentre entro il 2010 scadranno i restanti, scadenzati mese per mese per una stima che va dai 120 ai 150 mila. «Questi sono i dati - continua Santucci - anche se, lo sappiamo, il fenomeno della precarietà, soprattutto riguardo i co.co.co, è molto più ampio». E proprio per i co.co.co questo provvedimento sarà una vera mattanza. Lo conferma il fatto che il rendiconto della Ragioneria non li contempli. Sono elencate tutte tipologie di contratto: Interinali (i più sicuri dell’addio in quanto formalmente lavoratori privati e non pubblici), Lavoratori socialmente utili, Formazione e lavoro.
Nessun cenno ai co.co.co. Il loro dato è stato desunto per differenza. Il settore pubblico è l’unico a non aver recepito il cambiamento a co.co.pro. (collaborazioni collegate ad un progetto) semplicemente perché in moltissimi casi i co.co.co. Della PA fanno lo stesso lavoro del personale a tempo indeterminato. E per questo non possono avere un progetto da svolgere.
L’opposizione è sulle barricate. Sabato Franceschini ha proposto una moratoria di un anno, trovando il plauso di tutto il sindacato. Ma dal governo non è arrivato nessun commento. «La verità è che il governo ha in totale spregio i precari», attacca Paolo Nerozzi, senatore Pd e autore degli emendamenti che cercano di arginare lo stop alla stabilizzazione. «Questi lavoratori nella stragrande maggioranza hanno passato più di un concorso ». Per Nerozzi il governo farà marcia indietro anche per un altro motivo: «I precari della PA hanno professionalità nuove o mancanti. Nuove come i mediatori culturali nelle Questure che trattano con gli immigrati. Mancanti come gli infermieri o come gli accertatori della Guardia di Finanza che combattevano l’evasione fiscale, e qui si capisce perché il governo li vuole mandare a casa».
mercoledì 18 marzo 2009
P.A., Gentile (Cgil): Brunetta miracoloso, precari spariscono
«Ora si scopre che non esiste il problema del precariato»
ROMA – «Il ministro Brunetta si è esercitato in un nuovo miracolo: la sparizione dei precari nelle Pubbliche Amministrazioni». Così il responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, commenta i primi risultati della rilevazione sul precariato nella Pa, forniti oggi dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. «Si smentisce così ogni più rosea previsione così come le stesse cifre fornite dal Governo. Di più, si scopre che non esiste il problema del precariato», dice il dirigente sindacale, il quale aggiunge: «Questo è un bene per il paese. Ma vorremmo attendere gli esiti finali della rilevazione, nonché l’indicazione nominativa degli enti che hanno risposto». Per Gentile, infatti, «bisognerebbe evitare la ripetizione dell’altra rilevazione: quella sulle assenze. In ogni caso - conclude - è evidente che se non si cambia il disegno di legge presente al Senato dal primo luglio di quest’anno i precari verranno licenziati».Brunetta, finora solo 1.125 precari regolarizzabili
Il Sole 24 Ore - Sono 1.125 i precari della Pubblica amministrazione che, secondo i primi risultati del monitoraggio dei contratti di lavoro flessibile avviato dal ministro della Pa, Renato Brunetta, possono essere stabilizzati con contratti a tempo indeterminato. Palazzo Vidoni ha fatto sapere che al questionario online inviato hanno risposto 934 amministrazioni (866 delle
quali Comuni) su un totale di 9.186 enti (le risposte dovranno essere inviate entro il prossimo 23 marzo). Nel corso della conferenza stampa tenuta dal ministro a palazzo Chigi, Brunetta ha spiegato che 2mila contratti flessibili che non hanno i requisiti necessari alla regolarizzazione. Molte amministrazioni, poi, hanno già proceduto alla regolarizzazione del personale e che un numero pressoché pari al totale del personale regolarizzabile è stato già assunto o è in corso di assunzione. Tra gli obiettivi della regolarizzazione, figura la definizione di «un percorso per assunzioni a tempo indeterminato mediante procedure concorsuali pubbliche» che tengano conto delle «dotazioni organiche vigenti e delle risorse finanziarie disponibili».
Gentile (Cgil): sparizione dei precari, nuovo miracolo di Brunetta. «Il ministro Brunetta si è esercitato in un nuovo miracolo: la sparizione dei precari nelle Pubbliche amministrazioni», ha detto il responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, commentando i primi risultati della rilevazione sul precariato nella Pa forniti dal ministro Brunetta.
«Si smentisce così ogni più rosea previsione così come le stesse cifre fornite dal Governo. Di più, si scopre che non esiste il problema del precariato», dice il dirigente sindacale, il quale aggiunge: «Questo è un bene per il paese. Ma vorremmo attendere gli esiti finali della rilevazione, nonchè l'indicazione nominativa degli enti che hanno risposto». Dati che, ha risposto il portavoce di Palazzo Vidoni Vittorio Pezzuto, sul sito del ministero sono già disponibili. Sul sito ci sono gli elenchi delle amministrazioni che in questi primi 4 giorni lavorativi hanno compilato e trasmesso il complesso questionario.
Per Brunetta i precari sono solo mille
I primi dati del monitoraggio: finora solo 1.125 lavoratori regolarizzabili. Per Brunetta situazione "facilmente risolvibile". Podda: “Se veramente i precari sono così pochi, non si capisce perché non li si stabilizza tutti”
Il fenomeno dei precari nella pubblica amministrazione "appare finora circoscritto, in base al monitoraggio avviato una settimana fa". Lo afferma il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, aggiungendo: "Su 1.000 risposte che sono arrivate da altrettanti enti risulta che 1.125 lavoratori hanno le caratteristiche per essere regolarizzati, 2.000 no". La tendenza, a suo giudizio, è "facilmente risolvibile" anche se, specifica, "la situazione è complessa, sparare cifre è facile, fare una cosa seria è più difficile". Dai numeri del dicastero risulta inoltre che 198 vincitori di concorso sono ancora senza posto di lavoro, quindi "non si possono neanche considerare flessibili perchè non vi lavorano e sperano di avere un contratto". Sono questi, dice il ministro, gli addetti che hanno la precedenza. Brunetta ha anche sottolineato che su 1.125 lavoratori regolarizzabili per 787 di questi, circa i due terzi, c'è la volontà di procedere alla regolarizzazione da parte delle amministrazioni. Finore, comunque, il monitoraggio non "è un campione rappresentativo", mancano i capoluoghi di provincia o di regione, le Asl e molti grandi enti. In tutto dovranno rispondere 10.000 amministrazioni entro il 23 marzo, quando si concluderà l'indagine."Il ministro Brunetta si è esercitato in un nuovo miracolo: la sparizione dei precari nelle pubbliche amministrazioni". Così il responsabile dei settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, commenta i primi risultati del monitoraggio avviato dal dicastero. "Si smentisce così ogni più rosea previsione, così come le stesse cifre fornite dal Governo - osserva - di più, si scopre che non esiste il problema del precariato". Adesso bisogna attendere l'esito finale dell'indagine e verificare quali enti hanno risposto, a suo giudizio, "bisognerebbe evitare la ripetizione dell'altra rilevazione, quella sulle assenze". In ogni caso, conclude, se non si cambia l'impianto del ddl attualmente in Senato "dall'1 luglio di quest'anno i precari verranno licenziati".
"In riferimento ai dati parziali (meno del 10% del totale) forniti dal ministro Brunetta nell'ambito dell'indagine sul precariato nella pubblica amministrazione, verrebbe da dire che, se veramente i precari sono così pochi, non si capisce perché non li si stabilizza tutti". Lo afferma il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda. "Se poi il ministro è tanto convinto del fatto suo - aggiunge -, lo sfidiamo a garantire il posto di lavoro e la retribuzione a tutti quei precari che, pur non risultando nel suo censimento, si trovassero licenziati il 1 luglio 2009". Solo nella Croce Rossa, ricorda, i precari sono circa 1.900: "Spieghi soprattutto a loro perché, mentre si elimina il tetto per la retribuzione dei manager pubblici, a pagare sono sempre i più deboli".
P.A.: FINORA 3MILA PRECARI. BRUNETTA, E' FENOMENO CIRCOSCRITTO
(ASCA) - Roma, 17 mar - Oltre 3mila precari, di cui 1125 gia' in possesso dei requisiti per ottenere un contratto a tempo indeterminato e 2 mila che invece rischiano il posto di lavoro ''per colpa della normativa Prodi e della Circolare Nicolais'': questi i numeri forniti oggi dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sulla base dei primi 934 questionari inviati alle amministrazioni pubbliche per monitorare il numero dei precari nella Pa. Dei 1125 che hanno tutte le carte in regola per essere assunti a vita in una Pubblica amministrazione, 418 sono entrati attraverso un regolare concorso pubblico e sono stabilizzabili e solo 787 lavorano in un Ente che si e' detto disposto a stabilizzarli. Il 12% delle P.A. che finora ha risposto al questionario, infatti (108), ha dichiarato che il personale flessibile e' regolarizzabile, mentre il 25% (236) ha reso noto che i lavoratori con contratto a tempo non sono stabilizzabili. 590 enti (il 63%), invece, ha dichiarato di non avere contratti flessibili. ''I dati raccolti finora - ha commentato Brunetta - dimostrano che il fenomeno e' circoscritto e dunque facilmente risovibile''. Chi finora non ha stabilizzato i propri dipendenti con contratto flessibile, ''e' evidente che ha avuto problemi di organizzazione interna, piu' che di tipo legislativo''. Problemi, ha continuato il ministro ''relativi sopratutto all'organizzazione di concorsi'': chi vorra' indirli per ''stabilizzare i propri precari e ci chiedera' aiuto - ha aggiunto - trovera' la nostra massima disponibilita'''. Per adesso i vincitori di concorso non ancora regolarizzati sono 198. Ai numeri diffusi oggi mancano ancora quelli dei grandi Comuni, delle Asl e delle Universita': la prossima settimana Brunetta ha annunciato che ci sara' l'aggiormaneto dei dati''.
martedì 17 marzo 2009
I primi risultati di Brunetta
Sul sito della Funzione Pubblica oggi sono apparsi i primi risultati. Chiaramente, come potere verificare, non ci sono ancora i dati relativi all'ISPRA.
Riusciranno i nostri eroi a rispondere entro i prossimi sei giorni??
Cisl commenta monitoraggio precari
Roma, 17 mar. - (Adnkronos) - ''I dati diffusi oggi dal ministro
confermano che rispetto alla questione dei lavoratori atipici delle
amministrazioni pubbliche c'e' ancora del lavoro da fare''. E' il
commento della Cisl Fp ai primi risultati del monitoraggio del
ministro Brunetta.
''Tuttavia - precisa il sindacato - i dati sono anche la
testimonianza di un percorso che negli ultimi anni ha permesso un
graduale assorbimento dei lavoratori precari. Grazie ad un'azione
decisa da parte delle organizzazioni sindacali e' stato cioe'
possibile procedere alla stabilizzazione di una buona parte dei
lavoratori, spesso giovani e altamente specializzati, impiegati con
contratti a tempo o di formazione lavoro. Ora insieme al ministro e
agli amministratori locali dobbiamo portare a compimento quel
percorso, trovando soluzioni condivise per rispondere a chi, pur
rientrando nei piani di inserimento gia' approvati, e' ancora in
attesa di essere stabilizzato e a chi si e' aggiunto nel frattempo''.
Come sta avvenendo al Comune di Roma dove le procedure in corso
per la stabilizzazione e la riqualificazione interessano ben 2.300
lavoratori. La Cisl Fp e le altre sigle sindacali hanno infatti
ottenuto dall'amministrazione capitolina l'assunzione, attraverso
procedure concorsuali, di 1.169 precari entro la fine del 2008, mentre
altri 76 lavoratori saranno inseriti entro quest'anno. Inoltre per 610
dipendenti e' stato portato a termine nel 2008 il percorso di
riqualificazione professionale e 373 saranno i lavoratori interessati
per il 2009. I rinnovi dei contratti a termine riguarderanno infine
483 istruttori della polizia municipale e 33 persone tra figure
tecniche e amministrative.
Francia
PARIGI, 16 MAR - Il 74 per cento dei francesi
appoggia lo sciopero generale proclamato per giovedi dalle
organizzazioni sindacali contro la politica economica del
presidente Nicolas Sarkozy.
E' quanto risulta da un sondaggio effettuato dall'istituto
Bva per conto del quotidiano economico Les Echos e dalla radio
France Info i cui risultati sono stati resi pubblici oggi.
L'indagine, condotta per telefono su un campione di 1003
persone, ha evidenziato che i contrari allo sciopero sono il 23
per cento.
Gli interpellati, per il 62 per cento, hanno detto anche di
essere contrari alle scelte economiche del governo mentre per il
34 per cento hanno risposto di essere favorevoli.
Uno dei quesiti riguardava i 555 licenziamenti attuati dal
colosso petrolifero Total nonostante la compagnia nel 2008 abbia
realizzato profitti per 14 miliardi di euro. L'83 per cento
degli intervistati ha definito la decisione priva di qualsiasi
giustificazione. (ANSA-REUTERS).
Il "Merda Wall" di D'Alia contro Internet
Il senatore D'Alia dell'UDC vuole oscurare la Rete. Ha proposto un emendamento, approvato in Senato, a un disegno di legge di Brunetta che obbligherà i provider a oscurare siti, blog o social media come YouTube e Facebook su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione, ad esempio un filmato o un gruppo che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Senza nessuna sentenza della magistratura. Questo, oggi, avviene solo in Cina. In una dittatura. I cinesi hanno eretto contro l'informazione di Internet un "Golden Wall", si sono ispirati alla Muraglia Cinese. D'Alia vuole costruire un "Merda Wall", si è ispirato allo psiconano.
Il vero concorrente di Mediaset è YouTube. Mediaset non la comprerei neppure se me la regalassero. La pubblicità sta abbandonando la televisione e l'informazione si fa in Rete. Mettere Internet sotto il controllo del potere esecutivo vuol dire chiuderla di fatto e tappare la bocca ai cittadini liberi.
Marco Pancini di Google ha dichiarato:"No, le leggi ad Aziendam che poi hanno un impatto su tutto l’ecosistema non si possono fare. E bisognerebbe evitare di portare l’Italia a livello dei peggiori paesi del mondo in fatto di reati d’opinione". L'Italia stessa è ormai un Paese ad Aziendam e in quanto a perseguire reati di opinione non siamo secondi a nessuno.
Lo Stato è nostro e noi ce lo riprenderemo. Testo: Dall'intervista di Alessandro Gilioli al sen. D'Alia pubblicata su "L'Espresso" A. Gilioli: Io volevo parlare di questo emendamento: innanzitutto, spieghi lo scopo e l'utilità.
D'Alia: L'emendamento introduce l'articolo 50 bis al pacchetto sicurezza, che consente al ministro dell'interno, su comunicazione dell'autorità giudiziaria che procede per delitti di istigazione a delinquere o apologia di reato, attribuisce al ministero dell'interno il potere di disporre che i fornitori di connettività alla rete internet utilizzino gli strumenti di filtraggio nei confronti di quei siti o social network che contenessero, diciamo, dichiarazioni e quant'altro connesse a queste ipotesi di reato. Cioè, è una norma che serve a cominciare a intervenire nella regolamentazione di internet e questo nasce sostanzialmente dalle vicende che hanno riguardato Facebook, della comparsa su quel social network di gruppi inneggianti a Riina, Provenzano, alle Brigate Rosse eccetera. E poiché non vi è alcuno strumento, nell'ordinamento, che consenta un intervento immediato qualora ovviamente si ravvisi un'ipotesi di reato, cioè qualora la magistratura stia indagando, il ministro dell'interno interviene con uno strumento di natura squisitamente cautelare che serve ad evitare che vi sia una moltiplicazione di questi siti o di queste manifestazioni illecite sulla rete. Ovviamente, tutto questo avviene con la possibilità del ricorso all'autorità giudiziaria da parte degli interessati, e comunque attraverso una procedura di natura contraddittoria anche con i gestori dei siti a cui viene notificata una diffida ad oscurare o cancellare quelle parti che sono in contrasto con le posizioni citate.
A. Gilioli: Però, senatore, mi permetta di interromperla. La contestazione che viene fatta è proprio questa: io ho letto bene il suo emendamento, non si parla di cancellare le parti ma di oscurare il sito. Allora si dice: se c'è un gruppo su facebook che incita a Provenzano piuttosto che altre cose, gli effetti del suo emendamento non sarebbero cancellare quella pagina ma oscurare l'intero sito.
D'Alia: Ma mi scusi: se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito, è giusto che il sito venga oscurato. Il ministero diffida il gestore, il gestore poi ha due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare dal sito i gruppi oppure non ottemperare. Se non ottempera si rende complice di chi inneggia a Provenzano e Riina quindi è giusto che venga oscurato.
A. Gilioli: All'interno di YouTube, per esempio, ci sono diversi video che potrebbero ricadere, forse, all'interno della tipologia da lei enunciata. Se YouTube non cancella quei video viene oscurato l'intero YouTube?
D'Alia: Secondo me si, certo.
A. Gilioli: Ancora un altro caso...
D'Alia: Le faccio un esempio: se su YouTube esce un video, come è successo e peraltro ci sono state diverse polemiche, in cui quattro ragazzi picchiano un loro coetaneo disabile - peraltro, in questo caso siamo in presenza della rappresentazione di un reato non è che siamo in presenza di una apologia: c'è la diretta o la riproduzione di un film in cui viene commesso un illecito penale - è giusto che un sito lo mantenga? Io credo di no.
A. Gilioli: Un altro caso: c'è una discussione online, nei siti, nei forum. Fra utenti del forum può capitare che ci si insulti o anche che ci si minacci. Lei questo lo ritiene una tipologia...
D'Alia: Se io minaccio qualcuno, lo minaccio nella realtà o su internet sempre un reato è.
A. Gilioli: Le faccio un'altra tipologia: io sono ipoteticamente autore di un blog. All'interno del mio blog qualcuno, tra i commentatori del mio blog, mi insulta, minaccia. Io che sono il blog master e quindi ritengo che sia giusto lasciare aperto il mio blog a ogni voce, comprese quelle che mi minacciano e mi insultano, non tolgo queste voci.
Anche in questo caso si rientra nella tipologia?
D'Alia: Guardi, rientrano tutte quelle ipotesi che sono previste dal codice penale nell'ambito dei delitti di istigazione a delinquere o disobbedire alle leggi. I delitti di apologia di reato, che sono previste dal codice penale o da altre disposizioni. Sono tutte ipotesi che sono ricondotte a fattispecie illecite, che sono già sanzionate nel codice penale e che quindi hanno la necessità di essere sanzionate in tutte le loro manifestazioni. Non è che cambia se io faccio un ciclostile con cui dico che Riina...
A. Gilioli: Scusi senatore, stiamo parlando dei commenti a un blog...
D'Alia: Guardi, i commenti a un blog non è che sono diversi: se in un commento a un blog io dico che le Brigate Rosse hanno fatto bene ad uccidere Moro, questa si chiama apologia di reato. Che io lo faccia sul blog, con un telegramma, su un bigliettino, con un comunicato stampa non cambia: sempre di reato si tratta e va perseguito, e va perseguito colui il quale se ne fa complice pubblicando queste porcherie, ivi compreso se è un gestore di internet tanto per essere chiari.
Io la penso in questo modo.
A. Gilioli: Senta senatore: lei è un frequentatore della rete?
D'Alia: Certo
A. Gilioli: Su facebook ci va?
D'Alia: No, su facebook vado poco perché mi indigna vedere su quel sito che si censurino le mamme che allattano i figli perché si ritiene esteticamente un fatto offensivo, antiestetico e poi si consenta a vari gruppi, ad esempio "Omaggio a Cutolo, chi è parente di pentiti infami e confidenti è pregato di non iscriversi a questo sito dedicato a Cutolo". Io non ci vado perché questo sito che censura le mamme, come dichiara peraltro correttamente Articolo 21, e consente queste porcherie è un sito indegno, dal mio punto di vista.
Con tutto il rispetto per chi vi accede.
A. Gilioli: Lei è conscio del fatto che se in Italia si chiude YouTube e Facebook siamo peggio della Birmania?
D'Alia: Guardi, io non sono per chiudere né Facebook né YouTube: io sono perché Facebook e YouTube rispettino le vittime di mafia, del terrorismo e degli stupri.
A. Gilioli: E se non le rispettano?
D'Alia: Se non le rispettano non possono avere il rispetto dello Stato.
A. Gilioli: Quindi vanno chiusi.
D'Alia: E' evidente."
Salta il pacchetto precari del governo
La Commissione Attività produttive e Finanze della Camera ha bocciato oltre la metà dei 400 emendamenti al decreto-legge n.5 del 2009 in materia di sostegno ai settori industriali in crisi (il cosiddetto “salva-auto”). 256 proposte di modifica (di cui 14 avanzate dal governo) sono infatti risultate "inammissibili" per materia. Tra queste c'è anche l'intero "pacchetto precari" che l'esecutivo aveva esaminato all'ultimo Consiglio dei Ministri e che aveva programmato di inserire nel testo del decreto che contiene gli incentivi per il settore automobilistico e per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.
Cosa prevede il pacchetto
Raddoppio delle indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto, estensione dei voucher per lavori stagionali, riduzione dei tempi necessari per l’erogazione degli ammortizzatori sociali. Queste le misure a favore dei lavoratori sospesi e licenziati approvate il 13 marzo dal governo, che ora dovrà trovare un altro percorso legislativo per il pacchetto.
Dl incentivi/ Cade sotto scure inammissibilità pacchetto precari
Roma, 17 mar. (Apcom) - Il 'pacchetto precari' varato dal governo la scorsa settimana e presentato come emendamento al dl incentivi davanti alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera cade sotto la scure dell'inammissibilità per "estraneità di materia". Il presidente della commissione Finanze, Gianfranco Conte, ieri aveva tuttavia precisato che nel caso in cui si dovesse verificare un "comune interesse" sul tema da parte di "maggioranza e opposizione" e "soprattutto la disponibilità del presidente della Camera" sull'argomento, il 'pacchetto precari' potrebbe essere approvato con questo provvedimento. In caso contrario il governo dovrà trovare un altro veicolo legislativo.
CRISI/ Alla Camera salta il “pacchetto precari” del Governo
Drastica cura dimagrante per gli emendamenti di modifica del decreto salva-auto. Delle oltre 400 proposte di modifica 256 sono risultate «inammissibili» per materia. I presidenti delle Commissioni Attività produttive e Finanze della Camera hanno presentato le ammissibilità degli emendamenti. Sotto la scure del pre-esame sono cadute così anche 14 proposte avanzate dal governo, compreso l'intero “pacchetto precari” che l'esecutivo aveva esaminato all'ultimo Consiglio dei Ministri e che aveva programmato di inserire nel testo del decreto che contiene gli incentivi per il settore automobilistico e per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.
PRECARIO ERGO SUM!
L’Rdb Pubblico Impiega lancia questa iniziativa in polemica risposta all’ennesimo monitoraggio lanciato, questa volta, dal Ministro Brunetta. In questi giorni la nostra organizzazione, ormai riconosciuta come unica referente da tutti i precari che non vogliono assistenzialismo o raccomandazioni ma solo il riconoscimento dei diritti costruiti con anni di lavoro nella Pubblica Amministrazione, è stata subissata dalla domanda: ma io sarò compreso nel monitoraggio?
Ma un sindacato come il nostro non può e non deve offrire risposte limitate. Per questo l’iniziativa dell’auto-monitoraggio viene lanciata anche con una motivazione fortemente politico-sindacale: come lavoratori non possiamo accettare la perdita del posto di lavoro e non possiamo accettare che ci si proponga in cambio del lavoro l’elemosina di un ammortizzatore sociale in deroga. Come lavoratori non siamo e non vogliamo essere assistiti come l’impresa italiana che sbandiera capacità e qualità e poi si riduce in periodi regolari a chiedere aiuti a chi paga le tasse, intascando gli utili senza redistribuire e riversando sempre i costi dell’incapacità manageriale diffusa sui soliti noti, noi.
I precari del pubblico impiego sono una risorsa e migliorano le condizioni di vita della collettività. Per questo rigettiamo i luoghi comuni e ripartiamo all’attacco, RdB non vuole solo il mantenimento di questo stato occupazionale, vuole assunzioni a tempo indeterminato. Tutti i settori sono in costante depauperamento a seguito dei pensionamenti. Le assunzioni non solo sono possibili ma devono avvenire nel prossimo triennio, rimodulando piante organiche e fondi a disposizione, eliminando le norme appena inserite che regionalizzano le assunzioni e cancellano le stabilizzazioni. Riprendendo quel percorso che proprio le lotte di RdB, e non di altri filo-govenativi, avevano ottenuto con lo sciopero del 6 ottobre 2006, l’auto-monitoraggio riavvia la fase della lotta. Dobbiamo rispondere rilanciando. Per questo inviamo anche ai capigruppo del Senato, escludendo la Lega che ben conosce i precari dei propri enti locali, l’auto-monitoraggio. In Senato stanno discutendo il provvedimento ammazza-precari. I Senatori devono essere consci di chi stanno licenziando!
Vivere low cost
L'alfabeto della crisi. Cosa fare per sopravvivere
di Daniela Amenta e Alessia GrossiIl traguardo non è più la fine del mese, ma la terza settimana. E’ la crisi, bellezza. Altro che ottimismo per negare l’evidenza. Così, per restare a galla bisogna inventarsi un altro stile di vita. Cambiare i consumi vuol dire modificare la filosofia che ne è la base, recuperare l’etica del consumo stesso. Una vita più sobria passa anche attraverso l’ecologia, forme autarchiche di sopravvivenza, recupero della cultura della morigeratezza, del risparmio. Riapplicare i modelli dell’Italia del dopoguerra: abolire gli sprechi, ricominciare a fare da sé, risparmiare l’energia, l’acqua, le materie prime. Anche queste sono forme di resistenza.
A - ACQUISTI SOLIDALI
Si chiamano Gas, Gruppi di Acquisto solidale. Sono gruppi di persone che acquistano insieme all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune da ridistribuire tra loro. Si compra direttamente dal produttore locale, scegliendo prodotti biologici ed ecologici che siano stati prodotto nel rispetto delle condizioni di lavoro. Si riducono così l’inquinamento per il trasporto delle merci, i costi della distribuzione e insieme si verificano le singole scelte al consumo. I Gas stanno crescendo a dismisura, al punto che per riuscire a farne parte in più posti si è arrivati ormai a stilare liste d’attesa per i consumatori. Ci si coalizza tra amici, parenti, interi condomini o in ufficio. E per giunta si socializza.
B - BICICLETTA
Non inquina e mantiene in forma. È lo stile dei bikers, quelli che all’auto preferiscono la bicicletta. Lo stile diventa un must quando il costo della benzina non scende e lo smog annebbia la città. Si può andare con la propria bici o affittarla con il Bikesharing. In questo caso se si ha la fortuna di abitare in una città in cui è attivo il servizio, girare su due ruote è ancora più semplice. Si può prendere la bici in un punto di bikesharing e lasciarla in un altro, risparmiandosi così di doversela portare dietro necessariamente. Basta una tessera magnetica e la giusta elasticità mentale e motoria e la vita nel traffico è può essere meno spiacevole. Del resto che sia con la propria o con una affittata, pedalare non inquina e non crea problemi di parcheggio. In più «è più conveniente in termini di velocità di spostamento, impatto ambientale, energia globalmente spesa».
C - CUCINA
In voga la cucina semplice ma buona. Dalla pasta con le patate alle ricette gustose e sane per i bambini. Per imparare a cucinare tornano utili le ricette della nonna, ad esempio di nonna Clara, l’anziana italo-americana che su YouTube offre dimostrazioni della cucina della Grande Depressione. Soprattutto pasta, in tutte le salse, per esempio con patate, piselli e uova. È inglese, invece, il ricettario semplice per mamme senza soldi e senza tempo diventato un best seller. Insomma, anche la cucina è low cost, non solo negli Usa e nel Regno Unito. Si mangia sano, si eliminano spese superflue, e il piatto non piange.
D - DETERSIVI
Abracadabra. È solo un esempio, ma anche il più riuscito. Risponde all’indirizzo biodetersivi.altervista.org ed è una vera scuola di pozioni dove imparare a fare i detersivi in casa. Non soltanto quelli per piatti e stoviglie, ma anche quello da mettere nello spruzzino per i vetri, lo sturalavandini, i deodoranti per ambienti, l’anticalcare e addirittura gli stessi dosatori di detersivi. Basta una regola base: non mescolare mai prodotti acidi con prodotti basici e si possono inventare anche nuove ricette. È la strada della bio-allegria.
E - ENERGIA
Un manuale per risparmiare la Terra. A volte basta poco per non sprecare energia. In Rete si trovano manuali di ogni genere a riguardo. Scaricabile quello degli «Amici della Terra Onlus», (www.amicidellaterra.org) che consiglia: lampadine a fluorescenza compatta, spegnere sempre gli apparecchi elettrici, non tenere aperti i rubinetti o montare i frangiflusso per avere la sensazione di toccare più acqua di quella che si lascia scorrere. Anche sulla carta si può risparmiare scrivendo su entrambi i lati di uno stesso foglio. Ogni altro accorgimento è utile se lo spreco non è necessario.
F - FAI DA TE
Il risparmio è più casalingo che mai con il «Fai da te», un vero e proprio ritorno ai preparati in casa. Si riscopre in tutto il mondo, occidente in particolare, che se i contenitori hanno un prezzo, anche per l’ambiente, e gli alimentari costano troppo, meglio provare a fare da sé. In casa si possono fare yogurt, pane, burro, birra, cioccolato, biscotti, gelato, vino e anche i liquori. Come? La blogosfera si mobilita, su www.risparmiare-risparmiando, ad esempio, si trovano consigli, istruzioni e procedimenti per ogni tipo di bricolage, anche quello culinario.
G - GRATIS
Vivere del tutto gratis è difficile, ma qualcosa si può fare anche non pagando. E il web aiuta anche in questo. In Rete si trova un po’ di tutto. C’è la comunità che regala oggetti che non servono: www.freecycle.it. La directory mondiale dei punti wi-fi dove è possibile navigare in Internet gratuitamente http://anchorefree.com. Siti di scambi di ospitalità gratuita come www.servas.it o www.hospitalityclub.org. o il blog del baratto per antonomasia http://oneredpaperclip.blogspot.com. Fuori dalla Rete torna utile l’ultima pagina dei giornali di annunci, quella in cui si offrono oggetti gratuitamente. E per viversi la città a volta basta dare un’occhiata alla voce “gratis” delle guide alla programmazione del week end. Al museo ci si può andare la domenica al mese in cui è gratis e un buon libro si può leggere anche nelle biblioteche comunali. Esistono ancora.
H - HOUSE
L’isolamento è in controtendenza. Per risparmiare sui servizi casalinghi e condividere l’abitazione arriva anche in Italia il Cohousing. È la filosofia del «vicinato elettivo», un piccolo villaggio, per lo più in centri metropolitani, in cui l’idea della casa singola si unisce a quella della «comune». Gli inquilini condividono beni, come giardino o orto, e si dividono spese per servizi, come lavanderia e asili nido. A Milano come negli Usa i coinquilini si incontrano su Internet e si scelgono tra loro. E anche se ogni progetto di cohousing ha una storia diversa e caratteristiche proprie – esistono comunità per anziani, quelle per single, quelle formate da giovani coppie con figli piccoli, quelle in via di formazione per persone con problematiche specifiche – la filosofia che sta alla base dei progetti di coresidenza fa sì che tra loro abbiano dei tratti comuni. La filosofia della condivisione, infatti, viene applicata fin dalle fondamenta del progetto di cohousing. Ogni futuro cohouser partecipa alla progettazione del “villaggio” in cui vivrà. Elegge attraverso una community virtuale il vicinato e via via che il progetto prende forma consolida la conoscenza. Per diventare cohouser e farsi promotori del progetto nella propria città iniziate a visitare il sito www.cohousing.it.
I - INTERNET
L’era del risparmio e del nuovo stile di vita più morigerato parla soprattutto attraverso Internet. Dai blog come l’italiano www.ecoblog.ilcannocchiale.it, che offre uno sguardo su ecologia, ambiente, energie rinnovabili e cucina vegetariana, alle radio online come www.lifegate.it, che sostengono l’ambiente attraverso musica e informazione ecosostenibile. Ma la Rete è verde e partecipativa ormai quasi per definizione con il Web 2.0. Online si può consultare e compilare un’enciclopedia con www.wikipedia.org, scaricare programmi gratis con www.gratisdownload.it, seguire lo sport su http://livetv.ru/it/, o pubblicarsi da sé anche un libro, un cd o un video senza costi iniziali mantenendo il diritto d’autore. Ancora di musica si parla con la piattaforma www.jamendo.com, che offre la possibilità di scaricare e ascoltare legalmente più di 15000 album completi e singoli brani, oppure pubblicare musica sotto licenza libera, cosiddetta «Copyleft», e lasciarla circolare liberamente in Rete.
L - LOOK
Ricerca nei mercatini dell’usato, acquisti alle aste via Internet, affitto di accessori firmati e non solo su Web. Il look primavera estate e anche autunno inverno del 2009 unisce risparmio e fantasia. Da Londra arriva un suggerimento: il guardaroba in comune tra amiche. Basta mettere insieme un fondo mensile comune per gli acquisti, un armadio unico e l’affiatamento giusto per non litigarsi i capi. In Italia il look è salvo con Ego, il guardaroba ecologico organizzato. Sul sito www.suiteatwork.it si scelgono i vestiti ogni settimana, si prendono in prestito e poi si riconsegnano. Lavaggio e stiratura sono compresi nel prezzo. Con il look gratis poi ci si diverte anche. Buttandosi nelle feste dedicate al baratto. Anglofonizzato il fenomeno si chiama «Swap Party», o più comprensibilmente «Festa del Baratto», o meglio ancora «scambio di stagione». È questo il caso in cui si rinnova il guardaroba senza spendere un euro e si rinsalda l’amicizia. Ci si limita a tirare fuori dall’armadio ciò che non si utilizza più, a patto che sia in buone condizioni, si organizza una festa in casa, o in un locale tra amiche, colleghe e conoscenti e ci si scambia abiti e accessori. Nell’era di Internet è chiaro che il baratto è anche online su appositi siti dedicati allo «swap». E se dovete sposarvi date un occhio ai siti indiani: ci sono degli abiti per le nozze decisamente vintage ma molto economici e dalla fattura unica.
M - MAQUILLAGE
Un sito per realizzare il sapone in casa (ilmiosapone.it) e un intero forum per le appassionate di maquillage eco ed economico, due aggettivi che ormai viaggiano assieme. Si chiama “Sai cosa ti spalmi?”, sottotitolo “Come farsi belli senza distruggere il pianeta” (www.saicosatispalmi.org) e rappresenta una fonte inesauribile di dritte per fare da soli il rossetto o la cipria. Le basi sono quelle dell’erboristeria. Il resto è frutto di sperimentazioni biologiche con sorelle che fanno da cavie e amiche disposte a provare un gloss “che si appiccica sulle labbra almeno sei ore”. Se leggere non vi basta, cercate su YouTube i video di Makeup Tutorial dove la giovane Clio si arma di spatole e ombretti per realizzare il rossetto del colore adatto alla giornata. Profumi autarchici, creme fatte in casa, deodoranti e sali da bagno. Una miniera di informazioni, trattate in modo divertente ma senza leggerezza.
N - NO LOGO
Partendo dal saggio di Naomi Klein, si è sviluppato un intero movimento che rifiuta le marche e applica il nocopyright e il copyleft come filosofia ed etica politica. Il no logo si applica anche all’abbigliamento che cancella il brand ed è quindi più economico, più ecologico, dalla parte del lavoratore e del consumatore. Per esempio AdBusters è un’associazione no profit che da anni combatte contro lo strapotere della pubblicità e delle multinazionali. Così sono nate le BlackSpot Sneaker, scarpe simili alle Converse, prodotte in Portogallo da una famiglia di imprenditori senza sfruttare gli operai, senza delocalizzazioni selvagge e senza utilizzare materiali provenienti dall’uccisione di animali. Sono vendute in tutto il mondo tramite www.adbusters.org/campaigns/blackspot. La scarpa, prodotta totalmente in materiale naturale, è biodegradabile al 70%, la suola è rinforzata perché duri nel tempo e la produzione non richiede l’uso di agenti chimici.
O - ORTO
Il massimo sarebbe usare la terrazza condominiale e trasformarla in un giardino pensile. I vantaggi che si possono ottenere, oltre che estetici, sono anche funzionali: viene infatti ridotta l’escursione termica, aumenta il risparmio energetico, migliora l’isolamento termo-acustico e si riduce l’inquinamento ambientale, grazie alla cattura delle polveri sottili. In alcune regioni il “tetto verde” è incentivato anche a livello economico. In assenza di un grande terrazzo, basta un balcone. Oltre alle piante aromatiche, si possono coltivare ortaggi (pomodori, zucchine e melanzane, ad esempio), fragole e insalata. Sul web ci sono decine di blog dedicati all’argomento (da erbaviola.com a florablog.it) fino ai libri: da “Il balcone dell’indipendenza” di Stampa Alternativa alla bibbia verde (”Il nuovo libro delle erbe”) di Jekka McVicar. Basta dotarsi degli strumenti necessari e di moltissima pazienza.
P - PANE
Considerati i costi di rosette e pagnotte, niente affatto comparabili con gli aumenti delle materie prime, tanto vale fare da sé, a casa propria. Sul sito panefattoincasa.net, vengono spiegati tutti i passaggi necessari per impastare e cuocere, e raccontati nel dettaglio i lieviti da usare e i tipi di farina. Per i pigri che detestano sperimentare e per i neofiti si può cominciare acquistando la macchina del pane, piccolo robot che impasta. Per tutti gli altri vale la pena di provare e riprovare. Serve circa mezz’ora di tempo da dedicare al “prodotto” ma tra spese di materie prime e uso del forno a gas si spendono al massimo 60 centesimi per un chilo di pane, contro i tre euro che si lasciano dal fornaio.
Q - «Q» IL LIBRO
È l’ultimo libro del collettivo situazionista Luther Blissett che darà poi vita a Wu Ming Foundation. Il primo in cui viene affrontata la forma romanzo. Come gli altri realizzati dalla “fondazione” è scaricabile gratuitamente dal sito wumingfoundation.com. Ogni loro testo, saggio o racconto reca la dicitura “si consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali”. Citando Dickens gli autori spiegano che “Comunicare col pubblico in tutti i modi è una fatica d’amore”. Un download legale, da abbinare col bookcrossing, la pratica di lasciare nei luoghi pubblici un libro perché venga letto e scambiato dal più alto numero di persone.
R - ROADSHARING
È l’autostop del Terzo Millennio. Dove? Sul sito Roadsharing.com, in quattro lingue, dove tutti possono inserire il proprio percorso e la propria meta per fare almeno un pezzo di strada insieme, che si parta per una vacanza “on the road” come Sal Paradise, protagonista narrante del celeberrimo libro di Jack Kerouac o si vada a lavoro come migliaia di pendolari. Grazie a GoogleMaps e Google Transit si inserisce facilmente il percorso. Poi basta attendere, comodamente seduti davanti al pc, che qualcuno passi di lì e clicchi lo stesso percorso. Un modo ecologico, economico e comodo di viaggiare, insomma, che usa la tecnologia di condivisione più attuale: il Web 2.0.
S - SPINA
Detersivi, latte, acqua e perfino grappa alla spina. Si risparmia e non si inquina. Una buona abitudine inaugurata circa due anni fa in Italia ma che sta dando risultati apprezzabilissimi. Solo in Piemonte nel 2008 si è evitata la produzione di 6 tonnellate di plastica e di 3 tonnellate di cartone e si è ridotto il consumo di acqua di 26 milioni di litri. Dati forniti da Ecoalfabeta.blogosfere.it che riporta l’elenco dei supermarket e degli esercizi commerciali che hanno aderito. Nei 12 punti Eco della Crai si vendono alla spina anche caffé, cereali, pasta, riso, caramelle, legumi, spezie, frutta secca. E poiché le confezioni incidono sul costo finale del 30 per cento, il conto è presto fatto. Per quel che riguarda il latte alla spina, l’elenco dei rivenditori è sul sito della Coldiretti. Per chi abita a Roma, vale la pena di visitare biola.it: si trovano gli spostamenti del distributore itinerante di latte crudo e formaggi della Cooperativa Testa di Lepre.
T - TERMOSIFONI
Per chi possiede una propria caldaia vale sempre la regola della prevenzione: una buona manutenzione annuale permette di evitare incidenti rischiosissimi e risparmiare. Ecoage.com, il portale, ecologista indipendente, offre una serie di suggerimenti che messi in pratica riducono per davvero la bolletta. Intanto isolare il cassetto degli avvolgibili sopra la finestra o evitare gli spifferi semplicemente chiudendo le porte e abbassando le tapparelle, è un buon metodo per non disperdere calore. In assenza di doppi vetri e pareti coibentate, basta spurgare regolarmente l’aria in accesso dai radiatori. Vietato coprirli con mobili o tende. Se il termosifone è sotto una finestra, lavorerà di più. Per aumentarne l’efficienza è sufficiente porre una tavola di materiale isolante tra parete e termosifone. Preferire sempre le caldaie a condensazione: si risparmia fino al 20% di metano.
U - UBUNTU
Ubuntu è un sistema operativo libero e completamente gratuito basato su Linux e rientra nella categoria degli “open source”. È un approccio collaborativo allo sviluppo dei programmi: il codice sorgente, il cuore di ogni applicazione è infatti aperto e modificabile da parte di tutti. Questo comporta un continuo miglioramento del programma, una maggiore sicurezza e stabilità (il programma non si blocca o chiude improvvisamente facendo perdere tutto il lavoro) e una documentazione praticamente infinita. Nel caso si Ubuntu si aggiunge anche la facilità di utilizzo. È perfetto per computer portatili, desktop e server e fornisce applicazioni adatte ad ogni esigenza, per l’uso in casa, a scuola o a lavoro. Non si deve mai pagare alcun costo di licenza, né perdere tanto tempo per l’istallazione. Si contrappone al mondo “chiuso” e caro della Microsoft di Bill Gates e delle case che producono applicazioni. Ubuntu prende il nome da un’antica parola africana che significa “umanità agli altri”, oppure “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”. La comunità è molto attiva, fornisce sopporto e consigli a tutti, e ha sviluppato oltre duemila pacchetti di programmi disponibili gratuitamente via internet. C’è anche un servizio destinato a chi, non avendo una connessione veloce a internet, impiegherebbe troppo tempo per scaricare l’ultima versione di Ubuntu: il cd con Ubuntu si può ordinare gratuitamente e la versione desiderata che verrà recapitata a casa in brevissimo tempo.
V - VACANZE
Voli low cost, naturalmente, da programmare mesi prima su Internet. In tal senso il sito zingarate.com offre un validissimo supporto. In primo piano non solo i viaggi in aereo a prezzi stracciati, ma anche dritte, consigli e suggerimenti su dove alloggiare, come trovarsi un amico per dividere le spese e un forum per evitare le ingenuità del turista fai da te. Per i fortunati che possiedono una casa, lo scambio dell’abitazione è una delle opportunità più gettonate. Basta fare una visitina al vari siti specializzati. Annalisa Pujatti di Homelink.it, uno dei circuiti internazionali più gettonati, assicura che le iscrizioni sono cresciute negli ultimi mesi del 20%. “E si ha la certezza - aggiunge - di confrontarsi con una clientela selezionata che terrà casa vostra esattamente come l’avete lasciata”. E per chi non ha un appartamento tutto suo, basta il divano. Sono oltre 957mila gli iscritti al sito Couchsurfing.com. presentare il proprio «profilo», indicare la propria disponibilità - che sia un divano o una camera da letto - specificando per quante notti il nostro ospite potrà usufruirne, e aspettare che qualcuno si metta in contatto con noi. Stiano tranquilli quelli che non hanno a disposizione neanche un divano, per essere un vero couchsurfer non è necessario averne uno libero. È sufficiente scrivere quello che si ha da condividere, il nostro ospite si accontenterà anche di una valida guida turistica sul posto, o anche di un paio d’ore libere per un caffè con un abitante del luogo. La regola è quella, oramai, un po’ desueta dell’ospitalità. Nulla di nuovo, ma funziona.
Z - ZERO CHILOMETRI
Comprare prodotti locali permette non solo di ridurre l’inquinamento (le merci vengono trasportate per brevissimi tratti invece che subire trasbordi lunghi migliaia di chilometri) ma offre al consumatore la garanzia di prodotti rintracciabili, dunque molto più freschi, di maggiore qualità e a un prezzo assai più conveniente. Risparmio economico ed energetico in un colpo solo. Secondo la Coldiretti scegliendo prodotti locali e di stagione si possono risparmiare più di cento euro al mese sui 467 euro che ogni famiglia versa in media mensilmente per alimenti e bevande. Acquistando direttamente nelle quasi 50mila imprese agricole nazionali è possibile ridurre di un terzo il costo della spesa mentre il latte fresco è disponibile ad un prezzo ridotto di oltre il 30 per cento in uno dei tanti distributori automatici sparsi su tutto il territorio la cui lista è consultabile sul sito www. coldiretti it. A chilometri zero esistono anche una serie di ristoranti, soprattutto in Veneto: tre nel padovano, uno a Rovigo, uno nel Trevigiano. La territorialità diventa la cifra culturale. Come nella gelateria Zeno, in pieno centro di Verona, che usa uva spina, ribes, fragoline e marasche della zona mescolate al latte e alle uova che provengono dagli allevamenti del Monte Baldo.