LA PETIZIONE DA FIRMARE
martedì 4 novembre 2008
Bologna: approvato Odg a sostegno della ricerca e dei ricercatori precari
ASSEMBLEA
MARTEDÌ 4 NOVEMBRE 2008
Ore 10:30
Sede di Curtatone
ASSEMBLEA dei LAVORATORI ISPRA
Per organizzare le prossime iniziative di mobilitazione
APERTA a TUTTI !!!
Se Brunetta gioca con le faccine
Sono diventata una precaria della ricerca
Università, arriva la contro-proposta di sindacati e associazioni
Nella piano alternativo vi sono anche novità sulle modalità di accesso alla professione di ricercatore e di docente: "attraverso la formazione sul campo – ha detto Marco Valerio Broccati, della Flc-Cgil - si accumulerebbe titoli e condizioni precoci di esperienza, come all'estero, del tutto trasparenti ed in grado di garantire una prospettiva valida di ricambio accademico indispensabile anche ai fini dell'innovazione".
Anche molti docenti, la maggior parte, sono a fianco dei contestatori: "non siamo il popolo dei no – ha dichiarato Sergio Sergi, docente di Chimica all’ateneo di Messina - ma lo diventiamo quando si intendono realizzare tagli e normali blocchi di sostituzione dei professori che lasciano la cattedra. Sinora non c'è stato mai un confronto serio e si è andato avanti a colpi di decreti che non portano a nulla di buono", ha concluso Sergi.
Per Alessandro Figa Talamanca, professore presso il dipartimento di matematica de 'La Sapienza' di Roma "sinora sono state prodotte una miriade di scemenze e dati falsi: stiamo assistendo - ha sottolineato Figa Talamanca - ad un groviglio di informazioni distorte che partono dai dati Ocse, quasi mai riportati ed interpretati con correttezza".
Intanto, mentre docenti e ricercatori appaiono uniti lo stesso non si può dire per gli studenti: dopo i noti fatti di piazza Navona, secondo il Governo ascrivibili agli studenti di sinistra, mentre per la maggior parte dei presenti, anche insegnanti, sarebbero accreditabili ad estremisti di destra, sempre il 3 novembre si è tenuto il Consiglio nazionale degli studenti universitari: l’organismo che rappresenta gli studenti accademici al Ministero avrebbe dovuto avallare un documento unitario sui contenuti della legge 133 da presentare al ministero e attorno al quale intavolare una trattativa. Invece l’approvazione del documento non è arrivata: su 30 voti totali ha infatti incassati solo 12 preferenze. Ma forse quel che è più grave è che ben 11 rappresentanti non si sono presentati in segno di protesta: il documento è stato infatti realizzato dal Coordinamento per il diritto allo studio, associazione studentesca di stampo cattolico, che secondo la maggior parte dei delegati non rappresenta affatto le idee degli studenti. Tanto che avrebbe anche duramente condannato le contestazioni studentesche attuate negli ultimi giorni.
Ricerca scientifica e ricerca del bene
Caro Presidente e Cari Ministri,
come Professore universitario, ricercatore scientifico e Presidente di una Società Scientifica gloriosa ed importante quale la Società Chimica Italiana sono rimasto addolorato dell'immagine del nostro Paese che traspare da un recente fascicolo di "Nature" il più prestigioso giornale scientifico nel mondo. In tale fascicolo ben tre contributi quasi in successione gettano una brutta luce sul nostro Paese. Il primo di essi fa riferimento alla missione europea su Marte di cui si denuncia il temuto rinvio dal 2013 al 2016 attribuendone la responsabilità alla carenza di fondi ed anche se tale carenza è ricondotta ad un disimpegno di vari Paesi (fra i quali Germania ed USA) il nostro Paese è esplicitamente chiamato in causa fra i più responsabili. In particolare viene ascritta al Governo scaturito dalle elezioni del recente Aprile, il mancato impegno a contribuire per circa il 40% ad uno dei programmi, quello relativo alla osservazione e sperimentazione sul suolo di Marte, secondo quanto invece stabilito e accordato dal Governo precedente. In un successivo articolo viene evidenziato, in termini di abortite assunzioni di circa 2.000 nuovi ricercatori, il taglio alle risorse messe a disposizione di Università e Ricerca, con conseguente mancata regolarizzazione di molti precari. Infine si commenta una generale pessima abitudine delle Commissioni nel nostro Paese che attribuiscono i fondi per la ricerca: dopo un certo numero di ripetute domande per il finanziamento di un certo progetto questo finisce per essere concesso anche se il progetto è scientificamente inferiore ad altri presentati invece per la prima volta. Queste tre differenti accuse hanno il comune denominatore di risorse inadeguate alle necessità ed al ruolo della ricerca scientifica, che hanno scatenato la protesta di insegnanti, ricercatori, studenti, e genitori ampiamente documentata dai mezzi di informazione in questi giorni. L'aspra disputa, che ha avuto un'eco preoccupata anche a livello internazionale, come risulta dalla prima parte di questa lettera, rischia di cristallizzare le posizioni dei contendenti in una cocciuta, rancorosa fissità. Vorrei sperare che la ricerca del bene prevalga. Prendendo atto di una chiara ammissione di colpa di una parte significativa del mondo accademico dovreste ora, Signor Presidente e Signori Ministri, fermarVi un attimo sulla strada, intrapresa, dei tagli sommari e intervenire in modo graduale e mirato sugli Atenei che più hanno bisogno di correttivi e di aiuti. Non riesco a credere che la coalizione di Governo abbia ordito piani strategici contro la ricerca pubblica. Ma può essere che dei provvedimenti presi in buona fede possano innescare, ribadisco: in modo preterintenzionale, un processo non voluto. Vorrei che Voi facciate un passo indietro, dunque, per paura: non delle piazze ma del giudizio della Storia. E per amore. Tutti sappiamo che l'unica correzione veramente efficace è quella apportata con amore: devo far capire a mio figlio che la correzione è per il suo bene, che io continuo a stimarlo anche se può aver sbagliato, che merita una chance di riscatto. C'è amore per il sistema della cultura nei Vostri provvedimenti? I Giovani oggi sono nella condizione di credere che la cultura e la formazione siano strumenti di crescita nella Società ? Parafrasando un aforisma coniato dal saggio Presidente Ciampi, chi governa non solo ha l'obbligo di essere lungimirante ma anche quello di rendere palese di esserlo. Messo che i Vostri provvedimenti siano lungimiranti, la loro parte propositiva non è abbastanza chiara per molti di noi. Volete dedicarci un po' di affettuosa attenzione? Grazie per tutto quello che potrete fare.
Luigi Campanella
Presidente della Società Chimica Italiana
lunedì 3 novembre 2008
Brunetta colpisce anche la Protezione civile, a rischio il servizio in provincia di Messina
Servizio di protezione civile a rischio anche in provincia di Messina. A denunciarlo è Clara Crocè della Funzione pubblica della Cgil di Messina che lancia l'allarme per la scadenza dei contratti di circa 40 precari tra geometri, architetti e ingegneri e sul conseguente svuotamento dei servizi in provincia. «Un'altra nefasta conseguenza dei tagli operati dal governo- commenta Crocè-. A fine dicembre scadranno i contratti di 40 dei 55 precari di ruolo della Protezione civile regionale. Il servizio in pratica resterà scoperto. Mentre si avviano le celebrazioni per il Centenario del terremoto, si svuota la Protezione civile che lavora per la sicurezza e l'incolumità delle persone».
In provincia di Messina sono circa 60 i lavoratori della Protezione civile regionale tra architetti, geometri, ingegneri e amministrativi che si occupano di prevenzione, progettazione e gestione delle emergenze. Di questi 60 appena 6 sono di ruolo.
«La protezione civile regionale vive di precariato storico. Ognuna di queste persone che da dicembre rischia di restare a casa è da almeno 8 anni che lavora per la Protezione civile», spiega Crocè. La Fp Cgil che nei giorni scorsi ha incontrato l'assessore Ilarda per ottenere rassicurazioni sul futuro del servizio, ha chiesto l'avvio immediato delle procedure di stabilizzazione.
«La stabilizzazione va avviata prima che l'art.37 bis del decreto Brunetta che cancella tutte le norme sulla stabilizzazione dei precari venga approvato in via definitiva dal Senato» spiega Crocè che annuncia lo stato di agitazione del personale che parteciperà allo sciopero generale e alla manifestazione che si terrà a Palermo il 14 novembre contro le norme ammazza precari del ticket Brunetta-Tremonti. In preparazione dello sciopero del 14, il 7 novembre presso il saloncino della Camera del lavoro di via Peculio Frumentario si terrà un'assemblea del personale precario della Regione Sicilia.
STATALI: PDCI, SCIOPERO RIUSCITO. CONTRATTO NEGA FUTURO 57MILA PRECARI
E' quanto si legge in una dichiarazione di Gianni Pagliarini, Responsabile Lavoro Pdci. Berlusconi, secondo l'esponente del Pdci, pensa di aver messo questi lavoratori nell'angolo. In realta' ''l'unico a doversi sentire isolato nel Paese e' il ministro Brunetta, assieme al suo governo''.
Ricerca: precari lanciano appello a Napolitano
Il blocco, rilevano i ricercatori, colpirebbe “personale che nella stragrande maggioranza dei casi ha altissima qualificazione e che con il proprio lavoro permette agli enti pubblici di ricerca di mantenere livelli di eccellenza in molti ambiti”. Chiedono quindi di “non disperdere un preziosissimo patrimonio italiano”. L'alternativa, si legge nella lettera, è andare a lavorare all'estero, alimentando la fuga dei cervelli, o “gettare l'esperienza fin qui maturata” e “reinventare una professionalità in altro ambito”. I precari rilevano quindi che “se è vero che la sfida moderna dell'economia è nello sviluppo della ricerca e della conoscenza, un'azione di questo genere determinerebbe uno svantaggio forse incolmabile rispetto agli altri Paesi industrializzati”.
IL paradosso del precario che vinse il vulcano
Secondo il presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, è un lavoro fondamentale: «Finalmente» dice «possiamo cominciare a interpretare il tremore vulcanico: abbiamo trovato una chiave logica». Ma Vinciguerra è anche un precario dell’Ingv, sia pure «di lusso». Un ricercatore abituato al lavorare in silenzio, che ora diventa un «caso» tra i tanti precari degli enti di ricerca in scadenza di contratto. «Pensare che fino a qualche tempo fa volevo andare via all’estero» si schermisce. «Presto raggiungerò cinque anni di attività nell’istituto e, sulla base dell’emendamento del collegato alla Legge finanziaria sui precari, sarò licenziato nel luglio 2009».
IDEE PER LA RIFORMA. Secondo Vinciguerra, per riformare la ricerca in Italia bisognerebbe «dare direttive chiare e responsabilizzare i direttori, che devono scegliere il loro gruppo di ricerca ed essere giudicati in base ai risultati». In che modo? «Una volta che il ricercatore ha dimostrato il proprio valore, bisogna garantirgli di potersi affermare a 30-45 anni, i migliori della sua produzione».
Va detto che Vinciguerra ha anche la fortuna di operare all’Ingv, che ha un vertice giovane e che punta sulla competitività: è anche questo che gli ha permesso di eccellere. Del resto, conclude Vinciguerra, «parliamoci chiaro, la ricerca non è per tutti!». Ma queste non erano le idee di Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica? Vinciguerra annuisce. Ma teme che, al di là della buona volontà del ministro, la manovra del governo «punti solo a licenziare i precari, l’unica parte sicuramente produttiva della ricerca, perché giudicabile dai fatti».
Storie come quella di Vinciguerra si stanno ripetendo e sembrano cominciare a sortire qualche effetto. Dopo un incontro con Brunetta, Boschi si dice ottimista: «Ci stiamo adoperando con il ministro per tenere i nostri precari negli enti, nel rispetto legge vigenti».
La soluzione sembra a portata di mano: un monitoraggio caso per caso, con gli enti di ricerca per determinare chi avrà diritto alla stabilizzazione.
IO SONO UN PORTATORE SANO DI SICURO PRECARIATO
Alla ricerca della felicità e alla conquista di lavoro, come minatori del ventunesimo secolo, i giovani dottori e dottorandi dell’università nostrana, molto strana, emigrano in massa verso l’estero. Come 'male che colpisce da decenni la ricerca nel nostro Paese'(Newton, 2002), o 'sintomo della crisi della ricerca e dell’università' (ADI 2001), il 'brain drain', ovvero la fuga dei cervelli in terre lontane, non arresta la sua portata. Questa volta, senza “voler fare gli americani e senza whisky e rock ‘n’ roll”, il fenomeno si presenta come un’ennesima migrazione necessitata dal nuovo look dell’istruzione italiana. Il moderno taglio della legge 133/08 promette 1.500 milioni di euro in meno (dal 2010) per i finanziamenti alle università, inaugurando anche la possibilità di trasformazione degli atenei in fondazioni private, col decurtamento sullo stipendio del personale e col pensionamento di quasi 2000 ricercatori precari. Ipotesi incoraggianti per la ricerca italiana, già all’ultimo posto in Europa per numeri di ricercatori, con una spesa pari all’1,1% del Pil, (la media OCSE è del 2,3%), inferiore a Francia (2,5%) e Finlandia (3%) ma superiore a Ungheria, Portogallo, Polonia e Repubblica Ceca (Annuario Observa). La percentuale, invece, di coloro i quali si ritengono impegnati nella ricerca e nello sviluppo in Italia, non supera il due per mille, contro una media europea del quattro per mille.
In accordo con il Rapporto della Fondazione Migrantes (Italiani nel mondo 2008), l’Italia perde continuamente le teste “intelligenti”, “partite e non ancora tornate”. A 5 anni dalla laurea 52 laureati su 100, non ritornano a camminare sullo stivale.
Nel 2002 i motivi per lasciare l’Italia erano: scarse risorse disponibili per la ricerca, condizioni economiche migliori e prospettive di carriera all'estero. Per non tornare: burocratizzazione della ricerca e carenza di tecnologia (Censis, 2002).
Dopo 6 anni di regresso “non ci resta che piangere”: stipendi ridotti all’osso e ore di lavoro interminabili non annunciano futuro migliore. Tra provvedimenti di rientro e controlli delle uscite (acchiappa cervelli mind in Italy), le fughe dal precariato sicuro non diminuiscono, con ben 294.767 laureati scappati nel solo 2005. Andare, camminare, lavorare, è dunque la sola via di sopravvivenza per dottorandi e dottori dell’Italia malata. 'Italia bella mostrati gentile e i figli tuoi non li abbandonare/sennò ne vanno tutti in Brasile/e un si ricordan più di ritornare. Ancor qua ci sarebbe da lavorar/senza andar in America a emigrar. Il secolo presente qui ci lascia/il millenovecento s'avvicina; la fame ci han dipinto sulla faccia/e per guarilla'un c'è la medicina' (Italia bella mostrati gentile).
sabato 1 novembre 2008
Brunetta e la democrazia ingombrante
venerdì 31 ottobre 2008
Mozione approvata dall'assemblea dei lavoratori precari dell'ISPRA del 31 ottobre 2008
I lavoratori dell'ISPRA riuniti in assemblea il giorno 31 ottobre 2008:
esprimono la propria preoccupazione per le intenzioni manifestate dal Ministro dell’Ambiente e dal Commissario dell’ISPRA in relazione ai percorsi di stabilizzazione;
contestano le cifre fornite dal Ministro durante l’audizione alla Camera;
manifestano il proprio dissenso verso le vaghe proposte dell’Amministrazione e delle Istituzioni che non configurano soluzioni certe;
condannano l’intenzione dell’Amministrazione di arrivare all’annullamento di parte della graduatoria relativa alla procedura di stabilizzazione 2007;
sottolineano come questo sia il primo caso in cui vengono messe in discussione le stabilizzazioni;
pertanto invitano tutti i lavoratori degli Enti Pubblici di Ricerca:
a sostenere e a partecipare al presidio indetto per il giorno 6 novembre 2008 dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso la sede dell’ISPRA di via Curtatone a tutela dei precari, del processo di stabilizzazione, dell’Istituto e delle funzioni che svolge;
a partecipare al successivo presidio indetto per il giorno 6 novembre 2008 dalle ore 13.00 alle ore 17.00 presso la sede di via XX settembre del Ministero dell’Economia e delle Finanze per chiedere che siano garantiti i finanziamenti necessari a mantenere in servizio tutti i precari (inclusi assegnisti, borsisti e co.co.co.) e a procedere con i processi di stabilizzazione ai sensi delle norme contenute nella Finanziaria 2007 e ad avviare e concludere rapidamente i processi di stabilizzazione ai sensi delle norme contenute nella Finanziaria 2008.
Mozione approvata all'unanimità
La risposta in "burocratese" di Menia su ISPRA
PRESIDENTE. L'onorevole Bratti ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00155, concernente iniziative per garantire la regolare prosecuzione delle attività dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale con riferimentoalla dotazione organica (vedi l'allegato
A - Interpellanze urgenti).
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente, vorrei brevemente illustrare la mia interpellanza, anche perché nel momento in cui è stata presentata lo si è fatto mettendo sotto la lente di ingrandimento il provvedimento che era allora in discussione in Aula, il disegno di legge n. 1441- quater che abbiamo già approvato. Nel frattempo, è successo che ieri si è svolta un'audizione con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dove si è parlato dell'ISPRA, cioè dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e quindi rispetto ad un mese fa disponiamo di qualche elemento in più per ragionare. Vorrei rivolgere alcune domande al sottosegretario, che ovviamente ringrazio per la sua presenza. Rileggendo la relazione che ha svolto ieri il Ministro, mi è venuta qualche perplessità rispetto alla sistemazione e al percorso di stabilizzazione dei numerosi precari che sono presenti all'interno di ISPRA. Apro una breve parentesi relativa ad ISPRA: non siamo stati d'accordo sul percorso di costituzione di questo istituto superiore che deriva dalla fusione di altri tre istituti. Lo abbiamo detto e speriamo che ci sia la possibilità di arrivare ad un confronto. Però, è curioso che oggi ci troviamo a discutere di pianta organica quando non è ancora stata focalizzata e delineata la funzione di questo istituto superiore. Al momento attuale, vi è qualche idea che ieri è emersa dalle parole del Ministro, ma in realtà, vi è ancora, a mio avviso, qualche elemento di confusione su cosa deve essere questo istituto. Comunque, prendiamo i dati per quello che sono: vi sono circa 700 dipendenti atipici, chiamiamoli così, perché, tra l'altro, non sono neanche collocati nell'ambito di un analogo inquadramento giuridico, Infatti, abbiamo dipendenti a tempo determinato, Co.co.co. e Co.co.pro; vi è tutta una tipologia che, in questi anni, purtroppo, è venuta a crearsi. Il numero è imponente all'interno di questo ente. Ad oggi, esso riesce ad espletare una serie di funzioni assolutamente fondamentali e basilari per la sicurezza ambientale di questo Paese grazie anche e soprattutto a questo personale che oggi è in agitazione. Infatti, - fra l'altro, ieri lo avevo sottolineato - il percorso che è stato delineato o quanto meno presentato dai commissari straordinari non è così chiaro. Ieri l'ho detto, ma ovviamente non avevo occasione di rispondere alla replica del Ministro.
Da un lato, si dice di annullare una parte dei concorsi, dall'altro, dall'ultima dichiarazione del 23 e 24 ottobre del commissario Grimaldi - e la voglio leggere perché ritengo debba rimanere agli atti - emerge che egli prenderà le seguenti iniziative:
in primo luogo, apertura del procedimento di verifica della graduatoria di stabilizzazione ai sensi della legge finanziaria 2007 ed eventuale rettifica della graduatoria in esito ai rilievi formulati dal Ministero della funzione pubblica al Ministero dell'ambiente. Ciò si riferisce ad un concorso che, probabilmente, è stato eseguito in maniera non corretta. Però, qui non si parla di annullamento, bensì di verifiche, che è cosa diversa. In secondo luogo, si parla di contestuale apertura di una procedura di inte- Atti Parlamentari - 110 - Camera dei Deputati XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 30 OTTOBRE 2008 - N. 75 grazione della graduatoria per la stabilizzazione, ai sensi della legge finanziaria 2008, sulle disponibilità derivanti dal turn over, nonché di proroga iniziale al 31 dicembre 2008 del personale con contratto a tempo determinato e dei Co.co.co. in scadenza. Inoltre, si parla di redazione della dotazione organica provvisoria (questo, a onor del vero, c'è stato confermato anche ieri da parte del Ministro), di redazione del documento di programmazione del fabbisogno triennale e, infine, di attivazione delle procedure concorsuali entro dicembre 2008. Dalle parole che, invece, ieri ha pronunciato il Ministro in replica e che non si trovano nella relazione, pare che, rispetto alla graduatoria provvisoria, dall'attuale numero delle unità (che, se non sbaglio, sono circa 1492, forse mi sbaglio di qualche unità), la pianta organica provvisoria dovrebbe diventare di circa 1326 persone. Il Ministro ci ha, peraltro, assicurato che per circa 400 unità è stato definito comunque un percorso di stabilizzazione (vorrei, tuttavia, esserne certo). Rimarrebbero, alla fine, 170 posizioni indeterminate, nel senso che non si sa se verranno riconfermate o meno. Quindi, con questa interpellanza, si cercava di chiedere semplicemente - mi rendo conto anche delle difficoltà - cosa sarà di questo personale e come questo ente potrà mai funzionare se questo personale o una parte di esso non verrà in qualche modo stabilizzato.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Roberto Menia, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, come peraltro diceva l'onorevole Bratti, molte delle questioni che vengono poste in questa interpellanza hanno, di fatto, trovato risposta nell'intervento di ieri del Ministro Prestigiacomo in un'audizione presso la Commissione ambiente. Per tale motivo mi auguro che gli ulteriori elementi che fornirò rispondendo questa sera possano essere considerati integrativi e migliorativi di un quadro che, comunque, mi pare sia stato sufficientemente delineato anche ieri in sede di audizione. Partiamo dalla situazione del personale. L'attuale situazione di personale all'interno dell'Ispra, ottenuta, come si ricordava, dalla sommatoria delle tre realtà preesistenti, l'APAT, l'Icram e l'Infs, fa registrare un organico di 1.494 ed una presenza di 1.544 unità lavorative, di cui, è opportuno specificare, solo 926 a tempo indeterminato. In vista della realizzazione del nuovo Istituto superiore, la legge 25 agosto 2008, n. 133, impone, inoltre, ai sensi dell'articolo 74, un ridimensionamento degli organici di tutte le pubbliche amministrazioni, secondo i parametri prestabiliti per le qualifiche dirigenziali di prima e seconda fascia e per il personale non dirigenziale. L'Ispra evidentemente non potrà che attenersi a tutte le disposizioni di legge vigenti in materia di personale e, ove previsto, ad avvalersi ai sensi dell'articolo 28, comma 4 della legge 133 del 2008, delle disposizioni di favore esistenti per l'APAT, l'Icram e l'Infs. In questo quadro l'istituto, da un lato, si accinge a porre in essere iniziative volte a ristabilire una corretta interpretazione delle disposizioni di legge in materia di personale, anche suffragate da autorevoli indicazioni del Dipartimento della funzione pubblica; dall'altro lato, porrà in essere tutti gli adempimenti previsti per poter disporre delle disposizioni di favore prescritte in materia concorsuale per l'ex APAT, nonché per individuare percorsi di trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato in tempo indeterminato, nel rispetto, come è ovvio, del principio costituzionale di cui all'articolo 97 della Costituzione. A tale ultimo scopo, la prima misura che si impone è la definizione, ai sensi dell'articolo 74, della dotazione organica del nuovo organismo, ferme restando le successive indicazioni che scaturiranno. Atti Parlamentari - 111 - Camera dei Deputati XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 30 OTTOBRE 2008 - N. 75 dall'adozione dei provvedimenti previsti dall'articolo 28, comma 3, della legge n. 133 del 2008, le eventuali nuove disposizioni di legge e, comunque, in coerenza con gli obiettivi ivi contenuti. Nella consapevolezza della necessità di non privarsi di professionalità di elevato livello formatesi all'interno dell'istituto, le operazioni sul personale non potranno, tuttavia, non tenere in considerazione il fabbisogno finanziario che per Ispra, per il 2009, è stato fissato in circa 90 milioni di euro. Ciò imporrà una razionalizzazione nell'utilizzo del personale all'interno dell'istituto facendo in modo che la stipula di accordi o convenzioni sia realmente finalizzata ad attività di studio e ricerca e non finisca per diventare un modo surrettizio di finanziamento delle spese di personale, con conseguente lievitazione del numero del personale precario impiegato. Su ogni operazione si intende comunque comunicare ai sindacati le strategie poste in essere per assicurare il funzionamento dell'istituto e per garantire i diritti dei lavoratori precari che scaturiscono da disposizioni normative.
PRESIDENTE. L'onorevole Bratti ha facoltà di replicare.
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Menia perché so che segue con particolare attenzione la situazione, ma non mi posso definire soddisfatto. Infatti, sia dalle dichiarazioni del Ministro, ma anche dalle precisazioni, oltre ad aver capito che c'è un ridimensionamento dell'ente, che c'è un taglio di quasi il 15, 20 per cento del bilancio dell'ente, che sono bravi, però ci sono delle situazioni più generali che non consentiranno - forse, o meglio non si sa come - di procedere ad una stabilizzazione, credo che non ci siano degli elementi di certezza. Ieri mi sembrava di aver capito - forse ho compreso male ma ho chiesto una copia del resoconto stenografico relativo alla replica del Ministro - che su questo monte di settecento precari vi fosse, per almeno quattrocento di loro, la possibilità di addivenire ad un futuro certo. Lo spero. Mi piacerebbe, tuttavia, che ciò venisse dichiarato in qualche modo dal Governo, perché altrimenti questo stato di agitazione all'interno dell'ente permarrà e non avrà fine, anzi tenderà ad avere qualche recrudescenza. Una tale recrudescenza sicuramente avverrà nei prossimi giorni, e probabilmente accadrà comunque, perché è chiaro ed evidente che tutti chiederanno, in qualche modo, il riconoscimento del lavoro che hanno svolto in passato. Tuttavia, se almeno vi fosse una prima indicazione certa, per una parte consistente di questo personale vi sarebbe la possibilità di vedere, in un certo senso, la fine di un tunnel. Ciò sarebbe, a mio avviso, un fatto estremamente positivo, in un momento in cui anche, lo ricordo, si parla del controllo ambientale. Sebbene non abbiamo ancora iniziato a discutere il tema dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sappiamo, tuttavia, che una parte consistente di questo personale che oggi è in Ispra costituirà il nocciolo intorno a cui verrà costruita la nuova Agenzia per la sicurezza nucleare. Ricordo, tra l'altro, che gran parte di questo personale è precario, perché i dipendenti a tempo indeterminato sono molto vicini alla pensione, come potete ben capire, in quanto si occupavano di energia nucleare vent'anni fa. Pertanto, è evidente che siamo di fronte, a mio avviso, ad una sorta di corto circuito, da un punto di vista politico. Dunque, i dubbi rimangono tutti. Come ho già detto, non mi dichiaro soddisfatto ma, comunque, ringrazio e spero che, pur con tutte le difficoltà che abbiamo, potremo continuare insieme a cercare anche di capire come costituire, in maniera più razionale ed efficiente, questo nuovo istituto, cercando anche di salvaguardare questi giovani e queste professionalità che sono un patrimonio da non perdere. Li abbiamo formati, sono anni che lavorano, sono competenti, e mi sembrerebbe veramente un peccato perdere queste professionalità. Atti Parlamentari - 112 - Camera dei Deputati XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 30 OTTOBRE 2008
giovedì 30 ottobre 2008
RICERCA: TOMASSINI A BRUNETTA, SBAGLIATO LASCIARE A CASA PRECARI
Roma, 30 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Non sono d'accordo con le posizioni del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, sui precari, soprattutto quando si parla della ricerca". Lo afferma il presidente della commissione Sanita' del Senato, Antonio Tomassini (Pdl), durante il suo intervento al convegno sugli emoderivati, che si e' svolto questo pomeriggio a Roma nella Biblioteca di Palazzo Madama. "I precari rappresentano la forza migliore per la ricerca italiana. Dunque - conclude - non possiamo lasciarli a casa".
PRECARIATO. ISPRA, DELLA SETA (PD): DA PRESTIGIACOMO PRIMO PASSO VA IN DIREZIONE DA NOI AUSPICATA, MONITOREREMO SITUAZIONE
Audizione del Ministro dell'ambiente
Audizione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, sulle linee di azione del Governo in tema di politiche ambientali, cambiamenti climatici e riordino delle strutture di ricerca e protezione ambientale
ASSEMBLEA DEI PRECARI ISPRA
VENERDÌ 31 OTTOBRE 2008
ore 11:00
Sala Fazzini di Via Curtatone
ASSEMBLEA
indetta dai precari ISPRA
e
APERTA A TUTTI
per
proporre strumenti per la stabilizzazione
e
concordare le prossime iniziative di mobilitazione
PARTECIPARE E’ IMPORTANTE
C'è una speranza per i controllori (precari) dell'ambiente
Mobbing, il ricatto della precarietà
Innanzitutto, è bene definire il fenomeno: viene chiamato ‘mobbing’ “il comportamento di violenza e di discriminazione che avviene sul luogo di lavoro e che ha conseguenze sulla sua organizzazione”. Fenomeno diffusissimo eppure sottovalutato anche da tanti ‘mobbizzati’, convinti che nell’era della precarietà quasi tutto sia concesso al datore di lavoro. In Parlamento sono depositati quattro disegni di legge (n. 62, Tomassini; n. 434, Costa; n. 453, Pedica, n. 856, Mongiello ed altri) in materia “di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dalla persecuzione psicologica (mobbing)”: da pochi giorni è iniziato l’esame congiunto in Commissione Lavoro al Senato. La sen. Ghedini (Pd), relatrice del provvedimento, intervenendo in via preliminare sulla questione, l’ha presa da lontano: è partita dagli studi pioneristici sul fenomeno, avviati in Svezia negli anni ’80 sulla base delle ricerche dello psicologo Leymann, e sulla risoluzione adottata nel 2001 dal Parlamento Europeo, con la quale gli Stati membri erano esortati a rivedere e, se del caso, a completare la legislazione vigente sotto il profilo della lotta contro il mobbing e le molestie sessuali sul posto di lavoro, nonché a verificare ed uniformare la definizione della fattispecie del mobbing. Ghedini ha ricordato inoltre gli studi effettuati nel 2003 dall’OMS e dall’ILO, volti a definire il fenomeno ed a suggerire misure per la prevenzione ed il contrasto, nonché alcune recenti iniziative assunte a livello comunitario dalle parti sociali accanto all’istituzione, due anni prima, in Italia, di un Comitato scientifico (per iniziativa dell’INAIL) su malattie psichiche e psicosomatiche da stress e disagio lavorativo. Da qui si partì per arrivare al decreto ministeriale 27 aprile 2004, che ha incluso tra le malattie per le quali è obbligatoria la denuncia, “il disturbo dell’adattamento cronico ed il disturbo post traumatico cronico da stress derivanti da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro”. Secondo un monitoraggio effettuato dall’ISPESL, sarebbero circa un milione e mezzo i lavoratori italiani vittime di mobbing su 21 milioni di occupati, in maggior misura le donne e gli addetti della pubblica amministrazione, e con una maggiore diffusione del fenomeno nel Nord Italia. La giurisprudenza, per quanto possibile, ha fatto la sua parte, considerando che in Italia non esiste una legislazione specifica. Una recentissima sentenza (la n. 24293) della Sezione Lavoro della Cassazione ha capovolto l’orientamento prevalente, in base al quale ai fini del diritto al risarcimento, era ritenuta necessaria la sussistenza di un danno di natura psico-fisica, pur se non implicante la menomazione dell’idoneità a produrre reddito, ed ha sostenuto invece che possa essere configurata come mobbing, e dare dunque luogo al diritto al risarcimento del danno, anche la violazione di diritti del lavoratore, fra cui quello alla valorizzazione della professionalità ed alla progressione di carriera. Uscendo per un attimo dal ‘seminato’ parlamentare si può azzardare qualche altra considerazione. Di questi tempi, accanto alle smanie di efficientamento della pubblica amministrazione (magari sulla pelle dei precari ammansiti fino a poco tempo prima da spezzoni di classe politica) una parte del sistema delle imprese tende ad immaginare il superamento del fordismo-taylorismo (il sistema alla base della fabbrica tradizionale, rimasto in piedi per oltre un secolo) attraverso la proposizione di una giungla che prevede “spezzatini” produttivi e varie forme di dequalificazione professionale. Basti pensare all’organizzazione del lavoro nei call center, tenuti in piedi da lavoratori dipendenti camuffati da autonomi per consentire l’abbattimento del costo del lavoro. Per quanto più di uno studioso del settore si sia domandato come sia possibile che grandi imprese del terziario cosiddetto ‘avanzato’ scelgano di appaltare all’esterno la funzione di comunicazione con i propri utenti (perdendo il controllo sulle informazioni in merito alla qualità dei propri servizi) ciò accade non di rado. Forse, determinate scelte sono miopi solo in apparenza: vale a dire che la decantata “innovazione di prodotto” è solo uno slogan, e al di fuori del cosiddetto “core business” le aziende continueranno a disfarsi di tutto ciò che costa troppo. E pazienza se qualche milione di essere umani finirà precario e ‘mobbizzato’.
mercoledì 29 ottobre 2008
AMBIENTE: ISPRA; PRESTIGIACOMO, MISURE CONTRO PRECARIATO
Domani 'catena umana' precari dell'Iss a Roma
"Per resistere all'ondata Brunetta"
Roma, 29 ott. (Apcom) - Non solo la scuola. Domani presso gli uffici della direzione provinciale del lavoro di Roma, scendono in piazza anche i circa 300 lavoratori precari dell'Istituto superiore di sanità che formeranno una 'catena umana' davanti all'Iss chiedendo che venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche.L'Iss, spiegano le Rdb Cub in una nota, si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, "contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'Iss è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale".
Per l'Usi-RdB questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati. A sostegno della vertenza dei precari ISS l'Usi-RdB ha organizzato per domani, dalle 11.00, una catena umana che partirà dalla sede dell'Iss, in Viale Regina Elena 299, e raggiungerà la direzione provinciale del lavoro di Roma, in via Cesare De Lollis 12, dove si terrà un presidio dei lavoratori.
LAVORO: DAMIANO "IN ATTO CONTRORIFORMA"
(IRIS) - ROMA, 29 OTT - "Il Governo, in commissione lavoro, ha respinto la risoluzione presentata dal Pd sul tema della stabilizzazione del lavoro a partire dalla positiva esperienza fatta la scorsa legislatura per i call center" Cesare Damiano del Partito democratico critica le decisioni della maggioranza in merito ai precari. "In questo modo si conferma una linea di profonda controriforma del mercato del lavoro e di totale discontinuità rispetto all'esperienza del precedente governo di centro sinistra che aveva puntato le sue carte sulla lotta al lavoro nero, alla precarietà e per la stabilizzazione dei lavoratori" conclude il viceministro ombra del Lavoro.
INGV - Governo battuto alla Camera
(...) Governo battuto alla Camera su un ordine del giorno al ddl lavoro collegato alla manovra economica. Il testo, firmato da Mario Pepe del Pdl, non era stato accolto dal governo, ma è stato ugualmente approvato dall'Assemblea, ed è relativo all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). L'ordine del giorno Pepe è passato con 258 voti a favore, 235 contrari e tre astensioni. «Ancora una volta - commenta Erminio Quartiani del Pd - il governo è stato battuto in Aula. E' la settima da inizio legislatura ed è la quarta settimana di seguito in cui le sconfitte si ripetono. La maggioranza, di cui fra l'altro è esponente il firmatario dell'ordine del giorno in questione, che il governo non ha voluto accogliere, offre un'altra prova di fragilità, nonostante la forza di cui, sulla carta, dispone». Il testo impegna il governo «ad assumere le opportune iniziative dirette a garantire la necessaria continuità all'azione amministrativa dell'ente, anche consentendone un ampliamento della pianta organica, che renda possibile l'avvio urgente delle procedure concorsuali necessario per lo svolgimento delle delicate indispensabili funzioni professionali di carattere tecnico-scientifico attualmente espletate da personale con contratto a tempo determinato, di collaborazione coordinata e continuativa o con assegni di ricerca».
Stenografico discussione su Odg INGV
Allora non è così popolare e imbattibile!!!!!
MARIO PEPE (PdL). Signor Presidente vorrei tentare, in un minuto, di convincere sua eccellenza il Ministro Brunetta a rivedere il suo parere, dato che, signor Ministro, diceva Einaudi che non c'è cosa più bella che essere costretti dai ragionamenti altrui ad ammettere di avere in tutto, o in parte, torto.
Devo dare atto al coraggio delle sue parole pronunciate davanti alla conferenza dei presidenti degli istituti di ricerca scientifica, con cui lei ha sancito il suo impegno a non «licenziare» la ricerca, perché gli istituti di ricerca scientifica sono gli unici ormai, dopo la crisi dell'università, a fare ricerca. Tuttavia, devo dire che i Governi, tutti i Governi, nei confronti degli istituti di ricerca scientifica, hanno avuto un atteggiamento bizzarro, sono stati avari nei confronti di alcuni istituti importanti per la sicurezza della nazione e sono stati prodighi nei confronti di altri istituti come, per esempio, l'agenzia spaziale italiana che ogni anno brucia centinaia di milioni come un Moloc.
Signor Ministro, se lei non allarga la pianta organica dell'istituto nazionale di geofisica - e lo può fare con una semplice ordinanza della protezione civile - l'articolo 37-ter a che cosa serve? Non si possono fare i concorsi. Concludo chiedendo all'onorevole Cazzola, con cui ho parlato, di aggiungere la sua firma al mio ordine del giorno affinché il Ministro si senta meno solo (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico)
RENATO BRUNETTA, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENATO BRUNETTA, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Signor Presidente, confermo quanto già espresso dal collega Viespoli, rassicurando, però, i colleghi che sugli enti di ricerca stiamo lavorando, assieme alla collega Gelmini, per trovare una soluzione (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori) tale da non riguardare questo, o quell'ente, ma l'insieme degli enti di ricerca, nel rispetto delle compatibilità finanziarie e, soprattutto, nel rispetto della continuità dell'azione amministrativa degli enti ricercatori.
MARIO PEPE (PdL). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO PEPE (PdL). Signor Ministro, l'istituto nazionale di geofisica sorveglia ventiquattr'ore su ventiquattro su tutto il territorio nazionale, è membro della protezione civile, è un istituto importante per la sicurezza dello Stato: non abbiamo tempo da perdere, signor rappresentante del Governo esprima il suo parere favorevole, altrimenti chiedo...
PRESIDENTE. Onorevole Mario Pepe, accede all'invito al ritiro del suo ordine del giorno n. 9/1441-quater/14?
MARIO PEPE (PdL). No e chiedo che venga posto in votazione.
MAURIZIO TURCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURIZIO TURCO. Signor Presidente, intervengo per aggiungere la mia firma all'ordine del giorno Mario Pepe (PdL) n. 9/1441-quater/14.
GIANCARLO LEHNER. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO LEHNER. Signor Presidente, al fine di non far rimanere da solo il Ministro Brunetta vorrei apporre la mia firma sull'ordine del giorno in esame.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Mario Pepe (PdL) n. 9/1441- quater/14, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori - Vedi votazioni).
(Presenti 496
Votanti 493
Astenuti 3
Maggioranza 247
Hanno votato sì 258
Hanno votato no 235).
Ordine del giorno su INGV
Gli "amici" politici dell'ISPRA non potrebbero pensare a una cosa simile anche per noi?
attivate tutti i contatti!
ecco di seguito il testo dell'odg:
La Camera,
premesso che:
l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è, ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, componente del Servizio Nazionale di Protezione Civile, assicurando un prezioso contributo alla sicurezza nazionale in occasione di eventi sismici;
esso provvede al monitoraggio dei fenomeni geofisici del territorio nazionale e di sette vulcani attivi in zone fortemente antropizzate, attraverso tre sale operative (Roma, Napoli e Catania), dove personale specializzato elabora i segnali acquisiti per ottenere i parametri dell'evento in atto per 365 giorni l'anno e per 24 ore al giorno;
l'istituto attualmente si avvale, per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, di un consistente numero di personale con contratto a termine, di collaborazionecoord
impegna il Governo
SCUOLA, IL SENATO HA VOTATO: E' LEGGE IL DL GELMINI
GELMINI: SI CAMBIA E SI TORNA ALLA SERIETA'
"La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dopo l'approvazione del Dl da parte del Senato.
Il ministro ha ricordato che "provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani". "Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare per il sostegno al provvedimento", ha concluso Gelmini.
"Entro una settimana presenterò il piano sull'università". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, commentando l'approvazione del decreto sulla "riforma" della scuola da parte del Senato.
OPPOSIZIONE DA STUDENTI, PROPOSTO REFERENDUM
Non appena l'Aula di Palazzo Madama ha approvato la riforma Gelmini sulla scuola, i senatori del Pd e dell'Idv sono scesi a Corso Rinascimento per parlare con gli studenti che stanno manifestando da ieri contro il provvedimento del governo. Non appena i parlamentari dell'Idv alzano lo striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". Il dipietrista Stefano Pedica scavalca la doppia transenna che separa gli studenti dal Senato e comincia a dialogare con alcuni di loro. Il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro aggira la transenna, ma anche lei si ferma a lungo con i ragazzi. Gli studenti ascoltano e battono le mani gridando slogan
FINOCCHIARO, BENE REFERENDUM CONTRO DIKTAT GOVERNO
"Il referendum è una buona idea per rispondere con uno strumento di democrazia diretta a questo governo che si tappa orecchie e bocca". Lo ha affermato il capogruppo in Senato del Pd, Anna Finocchiaro, che dopo l'approvazione del decreto Gelmini sulla scuola, è uscita da Palazzo Madama per incontrare gli studenti. "Il governo - ha proseguito - deve fare proposte e non diktat su temi come la scuola su cui si dovrebbe invece aprire un confronto ampio nel Paese". Secondo l'esponente del Pd, il decreto Gelmini "presenta profili di incostituzionalità e lo dimostra anche il fatto che sei regioni faranno ricorso alla Consulta". Finocchiaro, allontanandosi da Palazzo Madama, ha concluso affermando che "per le famiglie italiane si annunciano tempi duri".
ARRIVANO I CORTEI, FORZE DELL'ORDINE PRESIDIANO PALAZZO MADAMA
Blindati di polizia e carabinieri presidiano le zone di accesso a Palazzo Madama. Vicino al Senato, a Piazza Navona, sono arrivati parte dei cortei partiti stamani da molti punti della città. "Noi la crisi non la paghiamo", questo lo slogan scandito dagli studenti in attesa del voto finale al Senato sulla riforma Gelmini.
Applausi degli studenti in piazza Montecitorio a Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica stava uscendo dalla Camera, dove aveva assistito all'apertura di un convegno sul 4 Novembre. Se ne sono accorti gli studenti di un liceo che stavano facendo lezione in piazza contro il decreto Gelmini e i tagli a scuola e università: subito è partito un applauso, che Napolitano ha ricambiato salutando con la mano, prima di entrare nell'auto presidenziale. E qualcuno ha urlato in un megafono: "Presidente, non ci lasci soli!".
UNIONE STUDENTI,ANCORA PROTESTA IN TUTTA ITALIA
"Tutti gli studenti, uniti nella battaglia comune per la difesa del sistema formativo pubblico, proseguiranno nelle loro proteste, come sempre pacifiche e non violente, contro lo smantellamento del sistema formativo pubblico italiano". E' quanto afferma l'Unione degli Universitari ricordando che le proteste continueranno in tutta Italia, oltre al sit-in sotto Palazzo Madama. Ecco l'elenco delle iniziative odierne. Ancona, dove l'"Assemblea No 133" continua la pacifica occupazione dela Facoltà di Ingegneria; Brescia, dove è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza S. Faustino da parte del "Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti"; Cagliari, in cui nella Facoltà di Lettere a Piazza del Carmine ci sarà un Laboratorio di approfondimento, sul futuro dell'università italiana; Lecce, nelle cui Facoltà di Lettere e di Economia sono previste Assemblee studentesche; Pavia, dove hanno luogo le proteste alternative di lezioni di Geometri e Fisica in piazza; Padova, dove una fiaccolata di protesta contro la Legge 133, sfilerà per le vie della città; A Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il Rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi si sono nuovamente organizzati per ulteriori forme di protesta; Urbino, Ateneo in cui gli studenti, dopo la partecipazione di circa 1000 persone all'Assemblea d'Ateneo di ieri, si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio per una nuova mobilitazione. Infine, nell'Ateneo di Chieti-Pescara il Movimento studentesco Chieti-Pescara ha organizzato un'Assemblea d'Ateneo a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti.
Precariato: Il licenziamento dei precari? Per Rotondi dato ininfluente
29 ottobre 2008 - dp
Ieri Rotondi a Ballarò ha ribadito che il governo non licenzierà nessun docente. Per Rotondi (il ministro per l'attuazione del programma) le 87.000 cattedre in meno sono sedie vuote. Questa è disonestà intellettuale
150.000 precari gettati al macero. Ieri a Ballarò i rappresentanti del Governo hanno ribadito con la menzogna del "nessuno sarà licenziato". Lo stesso Floris resta allibito, " ... ma se bloccate il turn over ... ", Rotondi incalza " ... l'occupazione non subirà inflessione ...". Al Ministro per l'attuazione del programma va di scherzare. Bersani ricorda che si parla di persone fisiche.
Noi ricordiamo che si tratta di persone che lavorano da decenni nella scuola e che grazie ai tagli dell'attuale esecutivo resteranno fuori per un tempo incalcolabile, troppo per chi conta nello stipendio per pagare l'affitto o il mutuo
Dentro la maggioranza ci sono persone che sanno, conoscono approfonditamente le problematiche del precariato perchè se ne sono occupate e se ne occupano. Ad esempio il Presidente della VII commissione cultura, che di recente ha dichiarato necessari i tagli. Crediamo sia necessario sapere anche che fine faranno i precari della scuola e consideriamo disonestà intellettuale considerare il "licenziamento" di 87.000 persone solo come dato ininfluente nelle percentuali sull'occupazione
Via libera della Camera al ddl Lavoro
Quanto agli ammortizzatori sociali, il fondo per ora si ferma a quota 450 milioni: l'ulteriore aumento di 150 milioni (previsto in un emendamento dei giorni scorsi) è infatti stato rinviato. Approvate invece le proposte dell’opposizione per garantire anche alle grandi imprese (le quali già per legge hanno la cassa integrazione) di usufruire delle risorse per la cassa in deroga. Restano i ritocchi al processo del lavoro: con le modiche della Camera si favorisce infatti il ricorso all’arbitrato privato, riducendo così gli spazi di sindacabilità del giudice le cui funzioni, denunciano molti giuslavoristi, rischiano di essere drasticamente ridimensionate.
Confermato lo stop alla stabilizzazione dei precari: le nuove regole entreranno in vigore dal primo luglio del prossimo anno, e da quella data chi non ha un contratto a tempo indeterminato potrà essere regolarizzato solo per concorso. In tema di pensioni, resta in bilico la delega al governo sui lavori usuranti, che è stata dimezzata e portata da sei a soli tre mesi.
Assistenza ai disabili. Modifiche, anche se meno nette di quella previste dal governo all’inizio della discussione, pure sulla “104”, la legge che garantisce i permessi per assistere i familiari disabili. In base al nuovo testo, ne potranno usufruire i parenti fino al terzo grado (e non più solo fino al secondo). I nomi dei beneficiari dei permessi, per evitare duplicazioni, dovranno essere trasmessi a un'apposita banca dati.
Sommerso. In arrivo sanzioni amministrative più dure per i datori (tranne quelli di lavoro domestico) che impiegano personale senza avere dato la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. La sanzione andrà da 1.500 a 12 mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo.
Altre misure. Dal primo gennaio 2009 il certificato medico per le assenze per malattia, sia nel settore pubblico sia in quello privato, dovrà essere inviato all'Inps per via telematica. Quanto alle forze dell'ordine e vigili del fuoco, viene riconosciuta la loro specificità ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere e dei contenuti del rapporto di impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale. Gli organismi di rappresentanza dei militari (Cocer) potranno partecipare alle trattative sul trattamento economico e previdenziale. Infine, torna in vigore la norma sul riposo domenicale e settimanale, norma che era stata cancellata dal 'taglia-leggi' approvato prima dell'estate con la manovra triennale.
ROMA: CAVALLARI INCONTRA I LAVORATORI PRECARI DEL COMUNE
Per questo bisognera' studiare anche in futuro un modello di partecipazione dei lavoratori alla vita amministrativa che sia piu' diretta e immediata''.
E' quanto dichiara l'assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari.
I lavoratori precari possono fissare un appuntamento con l'assessore chiamando al numero 06.67104982. Le informazioni si potranno richiedere anche scrivendo una email all'indirizzo: precariscrivete@comune.roma.it. L'assessorato al Personale si trova in via del Tempio di Giove, 3.



