SERENA CARLONI
Co.co.coministero dell’Istruzione
30 anni
Fasce deboli, lavoratori precari, giovani e famiglie a basso reddito: sono le categorie che, nell'analisi del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, risentiranno di più della caduta della domanda. Per uscire in tempi rapidi dalla crisi occorre ridare fiducia nelle prospettive di lavoro e di reddito, adottare azioni forti di sostegno all'economia e consolidare il sistema finanziario. Botta e risposta con il governo. Draghi: «Tutti gli indicatori prefigurano un netto deterioramento». Tremonti: «Fatto tutto il possibile». La disoccupazione aumenterà. L’allarme arriva dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, intervenuto sabato a Milano al quindicesimo congresso del Forex. Parlando a una platea di banchieri e operatori finanziari, Draghi ha avvertito che «le ripercussioni sull’occupazione non si sono ancora pienamente manifestate» e che «gli indicatori disponibili per i mesi più recenti prefigurano un netto deterioramento». A risentire di più della caduta della domanda saranno «le fasce deboli e meno protette, i lavoratori precari, i giovani, le famiglie a basso reddito». La categoria maggiormente a rischio è quella dei quasi tre milioni di lavoratori a termine, interinali e a progetto che vedono il loro contratto in scadenza. Il futuro dunque non è roseo. Per questo il governatore della Banca d’Italia detta la strategia da seguire nei prossimi mesi. L’uscita dalla recessione potrà verificarsi in tempi brevi soltanto se gli interventi saranno «globali, di ampia portata, il più possibile coordinati» e se il governo saprà sfruttare la crisi per adottare riforme strutturali, capaci di far crescere l’Italia di più e meglio. «L’uscita dalla recessione sarà tanto più rapida quanto prima si ristabilirà la fiducia nelle prospettive di lavoro e di reddito, nel ritorno a una crescita equilibrata, nella solidità del sistema finanziario». Il messaggio di Draghi è chiaro: no al pessimismo di chi vede soltanto nubi nere all’orizzonte e al contempo un invito a fare di più in materia di interventi pubblici e di politiche economiche, soprattutto per le fasce deboli le cui capacità di consumo vanno sostenute. La frecciata diretta al governo ha innescato subito la replica del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che si difende: «Il governo ha da tempo gestito nei termini che poteva e doveva questo fenomeno. Pochi giorni fa abbiamo siglato con le Regioni un importante accordo sugli ammortizzatori sociali. Noi siamo convinti di aver visto per tempo i fenomeni e di averli gestiti nel modo migliore». Dal canto suo, Draghi riconosce al governo di avere esteso ai lavoratori atipici la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali ma chiede che la riforma tuteli tutti i lavoratori dal rischio della disoccupazione, facendoli rientrare nel ciclo produttivo. Il numero uno della Banca d’Italia ha inoltre approvato il ricorso ai Tremonti bond in un’ottica di nuove forme di ricapitalizzazione, di rafforzamento delle banche italiane e di pulizia dei bilanci bancari dai titoli tossici. «Se i fondi messi a disposizione dallo Stato – ha spiegato Draghi – sono di dimensione adeguata, se le condizioni che accompagnano gli interventi sono ragionevoli e concrete, senza ingerenze amministrative nelle scelte imprenditoriali, non si esiti a utilizzarli». Nel sottolineare l’esigenza di una forte azione per sostenere l’economia, il governatore di Bankitalia ha parlato anche di misure protezionistiche, i cui effetti sono a lungo andare negativi. Pur riconoscendo che il ricorso a queste politiche è naturale in tempi di crisi e che nell’immediato può offrire qualche beneficio, il protezionismo ha una natura «certamente illusoria e distruttiva nel medio periodo» e un suo impiego esagerato «potrebbe avere effetti deleteri, innescando un ciclo di ritorsioni commerciali».
Resta esigenza riforma organica ammortizzatori sociali
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 feb - Proteggere le
fasce piu' deboli e meno protette della popolazione, come i
lavoratori precari, i giovani e le famiglie a baso reddito,
che rischiano di essere colpite piu' duramente dalla crisi:
e' il messaggio lanciato dl Governatore di Bankitalia, Mario
Draghi, al Forex di Milano. In questa direzione, dice
Draghi, e' andato il provvedimento del Governo che ha esteso
ai lavoratori atipici la possibilita' di accedere agli
ammortizzatori sociali. Tuttavia, ha aggiunto Draghi, resta
"l'esigenza di una riforma organica, che copra l'insieme dei
lavoratori tutelandoli dal rischio della disoccupazione,
favorendone il rientro nell'attivita' produttiva".
Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-RdB Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. Ne riferisce Claudio Argentini, della Segreteria nazionale USI-RdB Ricerca: "L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la citta' di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese". "Bordoni - continua l'esponente sindacale - si e' impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiedera' all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sara' un'azione piu' generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema". "La lotta sara' dura, anche perche' solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte", conclude il dirigente Usi RdB Ricerca.
L'Aula di Palazzo Madama ha approvato, con 162 sì e 126 no, l'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del ddl 1305, di conversione in legge del decreto-legge n. 207 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti (cosiddetto "milleproroghe"), sul quale il Governo ha posto ieri la questione di fiducia. La parola passa ora alla Camera. L'Assemblea del Senato ha avviato nel pomeriggio la discussione del disegno di legge n. 1306 di conversione in legge del decreto-legge n. 208 recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente. Il relatore, sen. D'Alì (PdL), ha dato conto dei lavori svolti in Commissione, dove sono state messe a punto modifiche migliorative grazie all'aperto e approfondito confronto fra tutti i Gruppi parlamentari. Il decreto proroga le Autorità di bacino fino all'entrata in vigore del DPCM relativo alle nuove Autorità; introduce una forma di risoluzione stragiudiziale del contenzioso riferito alle procedure di rimborso delle spese di bonifica e ripristino di aree contaminate e al risarcimento del danno ambientale; prevede norme per la funzionalità dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e per la continuità operativa della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale; interveniene sulle norme che disciplinano la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani, i rifiuti ammessi in discarica e la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; prevede infine il finanziamento della spesa di 100 milioni di euro per fronteggiare le situazioni di emergenza a seguito dei fenomeni alluvionali verificatisi nel mese di dicembre. La Commissione ha ritenuto necessario approvare una serie di emendamenti di carattere aggiuntivo, finalizzati ad inserire disposizioni volte a rafforzare l'azione delle pubbliche autorità a salvaguardia dell'ambiente, a promuovere iniziative e progetti di educazione ambientale nella scuola superiore e nelle università, a valorizzare il mercato dell'usato nella prospettiva fondamentale della prevenzione e riduzione dei rifiuti, ad agevolare la realizzazione di interventi di recupero ambientale di siti. In discussione generale sono intervenuti i sen. Della Seta, Mazzuconi, Soliani (PD), Russo (IdV), Monti (LNP) e Fluttero (PdL). Premesso che provvedimenti legislativi di proroga di disposizioni vigenti impediscono certezza del quadro normativo, l'opposizione ha sottolineato il carattere di provvedimento omnibus in materia ambientale del decreto, rispondente più ad esigenze di controllo politico dell'Esecutivo che a reale urgenza e dove peraltro non trovano collocazione misure pur necessarie quali quelle legate ai gravi eventi alluvionali che hanno colpito recentemente il Paese; così come i temi del dissesto idrogeologico, della protezione ambientale e della protezione civile non ricevono l'attenzione che meriterebbero, né si introducono previsioni di prospettiva volte, ad esempio, a ridurre la produzione di rifiuti. Esaurito l'esame degli emendamenti riferiti ai primi sette articoli del decreto, la seduta si è interrotta sulla votazione dell'emendamento
Nella seduta antimeridiana
Con 162 voti favorevoli e 126 contrari, il Senato ha accordato la fiducia al Governo approvando in prima lettura il ddl n. 1305 di conversione in legge del decreto-legge n. 207 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti. L'originario testo del decreto-legge è stato sostituito dal maxiemendamento del Governo, con cui sono state introdotte modifiche sulla base dell'approfondito lavoro svolto in Commissione affari costituzionali. Il cosiddetto decreto milleproroghe presenta una scadenza temporale più avanzata rispetto al decreto originario e una sistematizzazione delle norme raccolte sotto Capi corrispondenti ai vari Ministeri. In sede di dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia, il sen. Olivo (MPA) ha dichiarato voto favorevole ad un provvedimento che costituisce un atto dovuto per il buon andamento della pubblica amministrazione, richiamando però il Governo ad ottemperare agli impegni assunti con gli elettori del Mezzogiorno che tanto hanno contribuito al suo successo. Voto contrario è stato dichiarato dal sen. Pinzger (UDC-SVP-Aut) che ha rilevato l'assenza di urgenza e l'eterogeneità rispetto all'oggetto del decreto-legge di molte delle norme in esso contenute, che peraltro dimostrano l'incapacità della pubblica amministrazione di garantire efficienza alla propria azione. Contrario anche il voto dichiarato dal sen. Pardi (IdV), per il quale il decreto milleproroghe, caricato peraltro di misure clientelari, rappresenta la definitiva demolizione del mito della finanziaria estiva risolutiva di ogni esigenza, mito alimentato dal Governo che invece nel frattempo ha dovuto a più riprese rimettere mano ai conti. La fiducia al Governo è stata dichiarata dal sen. Massimo Garavaglia (LNP) che, malgrado il mancato accoglimento di alcune proposte avanzate dal Gruppo, ha apprezzato in particolare il cambio di rotta a favore dei Comuni rispetto ai vincoli del patto di stabilità interno. Il sen. Ceccanti (PD) ha dichiarato il convinto voto contrario del Gruppo, soprattutto per le continue forzature operate dal Governo su temi come il ricorso a maxiemendamenti da sottoporre a questione di fiducia, l'uso abnorme della decretazione d'urgenza, la questione democratica e il fastidio per i vincoli. Infine, voto favorevole è stato dichiarato dal sen. Boscetto (PdL), ad avviso del quale il testo avrebbe dovuto essere valutato positivamente anche dall'opposizione alla luce dei tanti miglioramenti inseriti grazie al proficuo e concorde lavoro svolto in Commissione. In precedenza, nel corso della discussione sulla fiducia, i sen. Adamo, Vita, Blazina, Micheloni, Andria, Pinotti, Casson, Nerozzi, Marco Filippi, Tomaselli (PD), Carlino, Lannutti, Li Gotti e Mascitelli (IdV) avevano lamentato l'ennesimo ricorso alla fiducia, che espropria il Parlamento delle sue prerogative e nasconde in realtà la sfiducia dell'Esecutivo nei confronti della sua stessa maggioranza. Nel merito, molte sono le misure criticabili, dagli ulteriori tagli inferti al settore della giustizia al rinvio dell'entrata in vigore delle norme sulla class action, e altrettanto criticabili sono le omissioni, in particolare l'assenza di misure di sostegno al settore agroalimentare e della pesca, ai precari e ai disoccupati. Opposto il giudizio dei sen. Benedetti Valentini, Bornacin, Santini (PdL) e Mauro (LNP) che, pur prendendo atto del mancato intervento in riferimento a settori e situazioni meritevoli, hanno sottolineato come le norme contenute nel provvedimento siano tutte necessarie e corrispondenti ad esigenze reali dei molti settori coinvolti.
ROMA - Giovedì 12 febbraio, dalle 10 davanti alla sede nazionale del dipartimento di Protezione Civile a Roma, l’Flc-Cgil, Fir Cisl e Uilpa Ur nazionali hanno indetto una mobilitazione del personale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel quadro della lotta contro lo stato di precarietà e la minaccia di perdita del posto di lavoro che stanno portando avanti. L’Ingv è un Ente pubblico di ricerca che si occupa di monitoraggio dei terremoti e delle attività dei vulcani. Sviluppa le sue ricerche nella direzione del monitoraggio dei rischi naturali comunemente conosciuti, tanto quanto di quelli dovuti al cambiamento di clima (vi ricordate lo tsunami?). La sua attività è quindi impostata in parte su quella che potremmo definire ordinaria amministrazione, ma in soprattutto sullo sviluppo della ricerca, reso ancor più necessario dal precipitare in questi ultimi anni dei mutamenti ambientali. Ciò che lascia intendere la necessità di uno “sviluppo continuo in pianta stabile”, e per quanto questa possa sembrare una contraddizione in termini, è esattamente ciò che meglio rappresenta la sostanza di questo ente di ricerca. Riformato nel 2001, ha ridefinito in questi termini la sua missione e la pianta organica lavorando in collaborazione con partners (p. es la protezione civile) per sviluppare la ricerca. Ma come si può ben capire non si tratta di ricerche a tesi; una ricerca sui rischi sismici (con la protezione civile) non si può esaurire, non solo perché la terra è cosa viva e in continua evoluzione, ma anche perché l’intervento dell’uomo sull’ambiente provoca spesso conseguenze che vanno ben oltre le conseguenze di una catastrofe naturale. Dunque, oltre la pianta organica, la necessità della presenza dei molti ricercatori che sono entrati a far parte dell’Istituto in questi anni si spiega in questo modo, e viene ancor più sostenuta proprio dal fatto che il tipo di ricerca è “giovane” ovvero si è andato sviluppando moltissimo in questi ultimi anni e a maggior ragione ha visto la presenza di numerosissimi ricercatori giovani, e con grande successo. Nel 2007 l’Ingv ha avuto il riconoscimento del più alto numero di citazioni di pubblicazioni scientifiche in campo geofisico nel mondo. Ma fronte del blocco delle assunzioni intervenuto da più di dieci anni, i ricercatori ora si trovano nella posizione di ricoprire incarichi essenziali per il funzionamento di questo istituto, come il servizio di monitoraggio di terremoti attraverso turni 24 ore su 24, fornendo alla Protezione civile servizi e consulenza utili per la riduzione del rischio sismico e vulcanico, senza alcuna sicurezza. La certezza della necessità del loro lavoro è inversamente proporzionale a quella del loro posto. Le lotte che tutti i ricercatori hanno avviato questo autunno contro la legge 133 hanno ottenuto che almeno fosse rispettata la scadenza dei contratti, che secondo Brunetta, di qualsiasi tipo fossero o anche se avessero ottenuto nel frattempo un rinnovo a più lunga scadenza, sarebbero dovuti scadere tutti a giugno. Ma per questo Istituto in particolare ben 230 persone con contratto a tempo determinato rischiano di non veder comunque rinnovato il contratto che non sia stato stabilizzato entro giugno, mentre 170 atipici non avrebbero neanche l’opportunità di quel contratto. Il problema a questo punto è dell’Ente, che rischia la paralisi del servizio. Cosa che sta accadendo in moltissimi altri casi, come per esempio quello del Comune di Roma. Ma quando Alemanno ha coperto Roma di manifesti in cui faceva sapere che aveva assunto 3.000 precari, in realtà il gesto “generoso” se l’è fatto a se stesso: se non li avesse assunti, con i tanti precari con contratti a scadenza, nessun servizio avrebbe potuto più funzionare. E benché Brunetta con velleità da padrone elargisca a gocce l’acqua agli assetati in modo che non muoiano ma che siano sempre assetati, il punto è questo: l’Istituto rischia di non poter più funzionare. Il comunicato sindacale che ha indetto la giornata di lotta lo dice chiaramente: “Chiediamo che il governo prenda in dovuta considerazione la situazione dell’Ingv per giungere in tempi rapidi ad una risposta che dia finalmente soluzione a questa autentica emergenza – si legge – permettendo l’ampliamento della pianta organica ed il completamento del processo di stabilizzazione del personale precario senza la quale lo stesso Ente non sarebbe, peraltro, in grado di rispondere ai propri compiti fondamentali”. Domani, mentre a Catania chiederanno di essere ricevuti dal prefetto, da tutte le altre sedi i lavoratori si ritroveranno a Roma davanti alla protezione civile.
NO NEWS?! BAD NEWS!!
NOI CONTINUIAMO LA LOTTA
Nonostante l'impegno personale del Ministro, preso durante il presidio del 4 febbraio, a stamattina nessuna risposta dal Ministero dell' Ambiente del Territorio e della Tutela del Mare.
Un problema di facile soluzione sta diventando insormontabile!, non possiamo che riprendere la lotta con più convinzione di prima.
Mercoledì 11 febbraio dal Sindaco Alemanno per denunciare l'inizio di quello che sarà il licenziamento in massa del 30 giugno 2009 e che inevitabilmente si aggiungerà ai problemi della città!
Per nessuno dei precari Ispra vi è certezza del futuro.
Sui CO.CO.CO. incombono l'esclusione dei diplomati e il limite temporale imposto da Brunetta dei 3 anni nel quinquennio; agli assegni di ricerca si nega persino la condizione di lavoratori; nei concorsi già largamente insufficienti, ISPRA non intende applicare le riserve previste per legge alle decine di TD esclusi dalla stabilizzazione.
La scelta politica sembra essere quella di tagliare la ricerca pubblica sul territorio e sul mare.
Il silenzio e l'attesa non daranno soluzioni, è tempo di lotta e di denuncia.
USI RdB RICERCA E I LAVORATORI IN PRESIDIO
MERCOLEDI 11 DALLE ORE 10:00 A PIAZZA S. MARCO (Piazza Venezia)
Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con pervicacia la linea della cosidetta "modernizzazione" dei rapporti di lavoro attraverso i precari privi dei diritti dei lavoratori "tipici" si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è creato e vi dedica una attenzione che non dovrebbe sfuggire ai sindacati, ai politici, a quei settori della sinistra che si sono fatti infinocchiare dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai attraenti messe una dietro l'altro e tra queste una rete di protezione. Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra per i precari. Vengono assunti in genere di tre mesi in tre mesi e magari sempre dalla stessa azienda dal momento che la condizione di precario è assai più conveniente per questa. Alcuni addirittura di settimana in settimana esclusi i festivi. La media delle retribuzioni dei precari credo non superi i seicento euro al mese . Diritti quasi inesistenti. Una intera generazione è stata umiliata Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati carta straccia. La laurea che rappresentava il passaporto di ingresso non solo verso le professioni ma anche per un lavoro ed una vita sicuri è diventata inutile dal momento che, come spiega benissimo Vandana Shiva, oggi il padrone non si accontenta della tua forza lavoro ma vuole l'essenza di ciò che sei per farne ciò che vuole. Si è voluto diffondere la falsa ideologia della continua trasformazione della economia che comporta una mobilità lavorativa senza fine. La responsabilità di quanto è accaduto e delle sofferenze sociali che si sono create si deve una una corrente giuslavorista che va da Treu e Sacconi da D'Antoni a Biagi da Boeri a Ichino a Cazzola. corrente che si può assimiliare ai monetaristi nella politica economica. Come i monetaristi hanno provocato disastri fino alla crisi planetaria sostenendo la libertà assoluta del mercato e dello imprenditore, cosi i giuslavoristi che ho citato hanno provocato un enorme distrastro umano e sociale condannato alla miseria da quattro a cinque milioni di giovani e non hanno arrecato alcun beneficio al sistema paese dal momento che le aziende si dichiarano in crisi e chiedono nuovi aiuti che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non è vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di lavoro. Ha trasformato il lavoro stabile in lavoro insicuro,a termine, ricattato. Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo essersi pronunziata prima con Cofferati e poi con Epifani contro la legge Biagi alla fine ha smesso di combatterla e con gli accordi di welfare dello anno scorso l'ha addirittura rafforzata. Gravi sono le responsabilità del PD che ha dentro di se da treu a Letta a Damiano a Ichino e naturalmente Colaninno e Calearo. Ma tutto continua ad andare come decide la Confindustria . Tutti gli scioperi indetti dalla CGIL non si pongono il problema di abolire la legge trenta e si limitano a chiedere un poco di elemosina che non sarà maggiore della socialcard e non per tutti i precari.
Partecipato presidio questa mattina a Roma davanti al Ministero dell’Ambiente, dove i precari della ricerca hanno manifestato con l’Usi-RdB contro i licenziamenti in corso all’Istituto Superiore per la protezione e
Dall’incontro sono emerse delle prime aperture da parte del Ministero, che si è impegnato a fornire gli strumenti normativi atti a risolvere la vertenza in un successivo confronto per la prossima settimana.
Proseguono le iniziative della FLC CGIL sul Precariato
Con il Comunicato del 13 gennaio 2009 la FLC CGIL chiedeva all’ISPRA ai sensi dell’art. 3 del DL 208/2008 di CONFERMARE tutti i contratti di collaborazione e tempo determinato scaduti e RIATTIVARE da subito quelli dei 22 lavoratori, impegnati su progetti di ricerca, ex ICRAM ed ex INFS scaduti il 31/12/2008.
Non avendo avuto nessun riscontro alla richiesta ed essendo nei fatti questi lavoratori stati licenziati la FLC CGIL ha proceduto ad inviare formale diffida all’ISPRA.
La FLC CGIL conferma il suo forte impegno nella difesa del livello occupazionale ISPRA, rivendica l'apertura di un tavolo di confronto ministeriale per la determinazione della pianta organica ISPRA definitiva sufficientemente ampia a contenere il personale precario attualmente impegnato nelle attività dei 3 ex enti, quindi il rinnovo per tutti i contratti di collaborazione in scadenza e la piena applicazione delle norme sulla stabilizzazione previste dalle finanziare 2007 e 2008, peraltro confermate dalla recente Circolare della Funzione Pubblica che accelera il percorso di stabilizzazione da chiudere entro il 2009.
A questo riguardo, consapevoli dell'importanza del fattore "TEMPO" e della lentezza e dei tecnicismi che possono danneggiare la parte più debole del personale, quello precario, la FLC CGIL sollecita la Struttura Commissariale a:
1) procedere con la riattivazione dei contratti al personale licenziato;
2) rendere noti gli esiti della verifica dell’ispezione sulla graduatoria di stabilizzazione ex ICRAM;
3) assumere i 14 vincitori di concorso a tempo indeterminato;
4) trasformare a tempo indeterminato tutti gli stabilizzandi inseriti nelle graduatorie in un unico scaglione;
5) definire il piano triennale dei fabbisogni e delle relative posizioni da mettere a concorso, a valle della stabilizzazione, utilizzando tutti i 575 posti disponibili nel triennio 2009/11;
Per quanto riguarda i profili da mettere a concorso sono da definire criteri efficaci per la valorizzazione dell’intera esperienza professionale del personale attualmente con contratto a tempo determinato e/o di collaborazione.
Nel frattempo è necessaria una progressiva trasformazione a Tempo Determinato per i contratti di collaborazione come previsto dalla finanziaria 2008 con il conseguente inserimento nel percorso di stabilizzazione.
Nel complesso la FLC CGIL è impegnata affinché il problema del precariato in ISPRA abbia soluzioni certe e positive per assicurare un percorso chiaro e giusto per tutti i lavoratori.
Terremo informati i lavoratori dell’andamento del confronto con l’ISPRA e di ogni iniziativa utile alla tutela dei lavoratori precari.
Roma, 4 febbraio 2009
FLC CGIL