LA PETIZIONE DA FIRMARE

lunedì 6 luglio 2009

L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PRESENTATA DAL PD

Premesso che:

- l'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge n. 133 del 2008, prevede la istituzione dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra);

-l'Ispra svolge le funzioni, con le risorse finanziarie, strumentali e di personale, dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (Apat) di cui all'articolo 38 del decreto legislativo n. 300 de1 30 luglio 1999 e successive modificazioni, dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs) di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157 e successive modificazioni, e dell'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram) di cui all'articolo 1-bis del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 21 gennaio 1994, n. 61;

- i suddetti istituti (Apat, Icram, Infs) svolgevano e svolgono compiti di rilevanza nazionale quali:

- controlli ed ispezioni ambientali; raccolta, elaborazione e divulgazione di dati di pubblico interesse sullo stato dell'ambiente;

- supporto tecnico al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per la gestione dei procedimenti autorizzatori inerenti Via, Vas, Ippc, Aia, siti contaminati;

- predisposizione di linee guida tecniche a supporto delle politiche per lo sviluppo sostenibile; esprimere, sulle materie di competenza, i pareri tecnico-scientifici richiesti dallo Stato, dalle Regioni e dalle Province, nonché dagli enti locali;

- diffusione e divulgazione delle conoscenze in campo ambientale; salvaguardia della biodiversità in ambiente terrestre, marino e costiero e nelle politiche per la pesca e la maricoltura sostenibile; censire il patrimonio costituito dalla fauna selvatica, studiarne lo stato, l'evoluzione ed i rapporti con le altre componenti ambientali;

- controllo e valutazione degli interventi faunistici operati dalle Regioni e dalle Province;

- supporto allo Stato e alle Regioni per l'applicazione delle convenzioni e direttive internazionali aventi come oggetto la conservazione della fauna selvatica e degli habitat; fornire alle Regioni supporto per la predisposizione dei piani regionali faunistico-venatori;

- il progetto sotteso all’istituzione dell’ISPRA è stato esplicitato dallo stesso Ministro in oggetto durante l’audizione alla Commissione VIII Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati il 29 gennaio 2009: “Il rilancio del ruolo dell'Istituto partirà, dalla valorizzazione delle sue molteplici competenze e delle professionalità acquisite, sia sotto il profilo della ricerca sia sotto il profilo operativo. Una volta razionalizzata l'attività dei tre organismi e snellita la struttura di gestione per assicurarne maggiore efficienza per il Ministero dell'ambiente, l'ISPRA non potrà che rappresentare un valore aggiunto in termini di autorevolezza, innovazione, apertura al sistema dello sviluppo ecosostenibile, mettendo a frutto l'elevato livello di qualificazione tecnico-scientifica dei personale. L'ISPRA conserverà le funzioni fondamentali dei tre enti disciolti, con un particolare imprinting per la ricerca, che sarà strettamente connessa alle politiche di sviluppo e conservazione dell'ambiente nazionale, anche in relazione alle numerose competenze operative già affidate all'APAT ed alle funzioni essenziali riconnesse all'Istituto nell'ambito del Servizio nazionale di Protezione civile”.

- Risulta agli interroganti che a 10 mesi dalla nascita dell’ISPRA non siano state avviate né una politica di indirizzo istituzionale né un progetto di riorganizzazione delle strutture né una armonizzazione delle risorse umane e delle attività.

- E’ stata effettuata la presentazione del Piano Triennale dei Fabbisogni (2009-2011) che non presenta il fabbisogno di assunzioni a tempo indeterminato e determinato per il 2010 e 2011;

- vi è il mancato rinnovo dei contratti di lavoratori precari impegnati in attività finanziate in gran parte dal Ministero.

- la Struttura Commissariale, in controtendenza con il comportamento adottato dagli altri E.p.r., ha dichiarato illegittima la prassi adottata di mantenere l’identità progettuale del personale precario ad elevata professionalità e con anzianità pluriennale previa verifica della copertura economica su Programmi di Ricerca.

- il Commissario con la comunicazione interna prot. n°2224/Comm.del 22 Aprile 2009 impedisce l’imputazione delle spese di missione del Personale precario su diversi Progetti di Ricerca. Di fatto tale circolare blocca le attività di ricerca in essere impedendo la prosecuzione alla partecipazione di personale precario nei gruppi di lavoro su tematiche istituzionali di interesse dello stesso Suo Ministero.

- La Struttura commissariale ha rifiutato collaborazioni con Istituzioni internazionali pur di non riconoscere la responsabilità scientifica a personale precario con profilo di Ricercatore ad alta professionalità e con anzianità pluriennale.

- la Struttura Commissariale ha, in modo univoco, estromesso dal processo di stabilizzazione numerosi precari dell’ex APAT e dell’ex ICRAM aprendo di fatto la strada a numerosi contenziosi giuridici da parte del Personale precario escluso


- la struttura Commissariale ha diramato il seguente comunicato ai Capi Dipartimento ISPRA il 20 Maggio 2009: “Con l'approssimarsi della scadenza del 30 giugno. indicata dall'art.3. comma 3, della legge 13/1/2009 per il trattenimento in servizio del personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, diviene urgente, a prescindere da eventuali iniziative normative volte ad un ulteriore trattenimento del predetto personale, definire un piano degli incarichi del personale a tempo indeterminato all'interno di ciascun Dipartimento finalizzato a mitigare l'impatto di una eventuale riduzione di personale a decorrere dal 1° luglio p.v.. A tal fine le SS.VV. sono invitate a presentare entro il 25 maggio p.v. un piano di utilizzo del personale che tenga conto anche delle recenti procedure di stabilizzazione e assunzione, che hanno portato ad incrementare di complessive 215 unità il numero dei contratti in essere a tempo indeterminato, avendo cura di garantire le attività prioritarie di ciascun Dipartimento”.

- il Ministero durante l’incontro con le parti sociali del 20 Maggio 2009 ha dichiarato di aver stanziato fondi per il reperimento di una sede unica in cui accorpare lo stesso Ministero, ISPRA, SOGESID, NOA e che il Dr. Basile del MATTTM ha dichiarato, nella stessa riunione, che successivamente a tale accorpamento vi sarà un cambio di organizzazione della nuova struttura.

Per sapere:

Quale sia la politica di indirizzo istituzionale e il progetto di riorganizzazione delle strutture.

Quali siano le azioni per evitare che il progetto ISPRA si trasformi in un processo di accorpamento all’ex APAT dell’ex ICRAM e dell’ex INFS impedendo di fatto la prosecuzione delle attività di ricerca in campo ambientale.

Quali siano gli atti concreti messi in campo dalla Struttura Commissariale per razionalizzare la spesa del nuovo Istituto. Ad oggi infatti la struttura organizzativa ed amministrativa è rimasta identica e l’unico taglio di spesa è stato realizzato sui contratti flessibili.

Quali siano le azioni messe in atto al fine di garantire la continuità delle attività di ISPRA e consentire all'ente di continuare a far fronte agli adempimenti istituzionali, anche in ambito internazionale, in assenza del personale con contratto flessibile che era stato finora preposto allo svolgimento di tali attività.

Quale sia il vero Progetto legato all’accorpamento in una nuova sede di strutture così dissimili fra loro ed aventi compiti istituzionali così differenti.

Madìa, Recchia

CRISI: DDL; PANTALEO (CGIL), RESTANO NORME INIQUE MALATTIA

(ANSA) - ROMA, 1 LUG - I provvedimenti anticrisi del Governo, ''pur segnando alcuni punti importanti di avanzamento, non sono sufficienti a dare soluzioni credibili per tutti i precari e a eliminare completamente le norme inique sulla malattia''. Lo afferma il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, sottolineando che ''il termine del 30 Giugno 2009, come data ultima per le stabilizzazioni, viene cancellato e le procedure non si esauriscono al 31 dicembre 2009 ma nel triennio 2010-2012''. Secondo il sindacalista ''non vengono risolti i problemi degli enti di ricerca che non possono assumere perche' bloccati dalla impossibilita' di ripristinare il turn over e dai vincoli delle dotazioni organiche come Ingv e Infn . Stesse difficolta' per le Universita' soffocate dai vincoli finanziari derivanti dai pesantissimi tagli. Non sono state previste norme per prorogare i contratti di collaborazione di Ispra e Istat i cui 500 precari sono da oggi a casa perche' licenziati. Per la scuola non c'e' assolutamente nulla nonostante il Ministro Gelmini si sia impegnato con le organizzazioni sindacali ad attivare un piano di interventi che evitasse il licenziamento di 18.000 docenti e personale Ata con supplenze annuali''. Quanto alla malattia, secondo Pantaleo, se sono stati superati aspetti ''fortemente penalizzanti'' (reperibilita', pagamento da parte dl Ssn delle visite fiscali, ecc..) ''restano i tagli sul salario accessorio''.

domenica 5 luglio 2009

ISPRA: PD, PER 180 PRECARI GOVERNO PASSA DALLE BUGIE A RAGGIRO

"La grave situazione che stanno vivendo i 180 lavoratori precari dell'Ispra è inaccettabile. Innanzitutto perché è lo stesso governo, a iniziare dai ministri Prestigiacomo e Brunetta, a licenziare, nonostante le tante promesse in senso contrario, figure professionali indispensabili al funzionamento di un'Istituto che svolge un ruolo fondamentale di controllo ambientale in Italia. Se poi la notizia che le mansioni di quei lavoratori verrebbero esternalizzate ad una società che assumerebbe 200 persone senza alcuna selezione pubblica saremmo di fronte ad un atto ancor più grave. Si tratterebbe non solo di bugie governative, ma di un vero e proprio raggiro ai danni dei lavoratori". Lo affermano i senatori del Pd Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi.

LUNEDI 6 - DEMOCRATIC PARTY CARACALLA - CI SARANNO ANCHE I PRECARI ISPRA ALLE 20:30 CHE PROIETTERANNO IL CLIP "NON SPARATE ALLA RICERCA" E FARANNO UN INTERVENTO

Ambiente: le cenerentole della ricerca


Le tematiche ambientali sono diventate una priorità mondiale. Persino gli Stati uniti, che non avevano aderito al Protocollo di Kyoto, se ne sono accorti ed hanno varato la scorsa settimana la prima legge sul clima, con l’obiettivo di ridurre del 17% entro il 2020 le e missioni di CO2 nell’atmosfera. La rivoluzione verde del Green New Deal voluto da Barack Obama, con un occhio al rispetto dell’ambiente ad un altro alla crescita economica. E in Italia ? Il 30 giugno sono scaduti i primi 200 Co.Co.Pro di altrettanti ricercatrici e ricercatori dell’ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ente posto sotto la diretta vigilanza del Ministero dell’Ambiente, nato nel giugno 2008 dall’accorpamento di tre enti preesistenti: l’APAT - Agenzia Protezione Ambiente e per i servizi Tecnici, l’ICRAM - Istituto Centrale Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare, e l’INFS - Istituto Nazionale Fauna Selvatica. 200 contratti precari che non sono stati rinnovati ai quali se ne aggiungono altri 230, in scadenza al 31 dicembre prossimo. L’ISPRA è un ente di ricerca, autonomo ed indipendente che opera in un settore di eccellenza, per il quale lavorano ricercatrici e ricercatori, persone specializzate in scienze naturali, scienze morfogenetiche, biologia cellulare, ingegneria ambientale. Quei cervelli che si vorrebbe, almeno a parole, trattenere dalla fuga all’estero. In Italia, Repubblica democratica fondata sul lavoro, a 200 ricercatrici e ricercatori è stato semplicemente disattivato il badge nel loro ultimo giorno di lavoro. Le lavoratrici ed i lavoratori precari dell’ISPRA hanno occupato la sede di Roma di Via Brancati. Women si è recata sul posto, e li abbiamo avuto conferma di un nostro sospetto: la maggior parte di quelle persone precarie altamente specializzate sono donne. Queste le testimonianze che abbiamo raccolto.

Cristina, 33 anni laureata in scienze naturali. “L’ISPRA è nato dall’unione di 3 enti che sono stati accorpati da circa un anno in un unico ente di ricerca nazionale che si occupa di protezione, controllo, monitoraggio ambientale e ricerca. I campi di attività sono molti: controllo della qualità delle acque, sia interne che marine, della qualità dell’aria, delle fonti di inquinamento. Ora lavoro all’ISPRA, ma sono un ex APAT. Lavoro da circa 6 anni con un contratto di collaborazione a progetto. Sono una ricercatrice, lavoro nei laboratori e mi occupo della qualità delle acque dolci, le c.d. acque interne. Mi occupo di ecotossicologia, test ecotossicologici, analisi delle acque mediante il bio-monitoraggio, ossia il monitoraggio degli organismi delle acque dolci. Siamo in molte a lavorare qui: il numero delle donne è molto elevato, forse superiore a quello degli uomini. Ad esempio nel mio laboratorio il rapporto è di 4 donne e 1 uomo. Molti di noi, me compresa, con l’ammazzaprecari di Brunetta siamo rimasti a casa esattamente ieri, 30 giugno. Ieri era il mio ultimo giorno di lavoro. Alle 14.30 sono entrata con il mio badge. Mezz’ora dopo sono uscita un attimo, e ho scoperto che mi era stato disattivato quando ho visto che non potevo più rientrare. Erano le 15.00 del pomeriggio. I nostri contratti sono scaduti e non c’è volontà di rinnovarli. Le possibilità legislative ci sono, ma non c’è la volontà. Ci sono anche le disponibilità economiche perché i nostri contratti hanno la copertura fino al 31 dicembre di quest’anno. Chiediamo delle risposte e un confronto diretto che fin ad ora ci è stato negato anche dal Ministro Prestigiacomo. Vogliamo avere delle risposte chiare e delle motivazioni precise all’impossibilità di rinnovare i nostri contratti e di mantenerci in servizio. Io lavoro qui da 6 anni, ma ci sono anche persone che hanno lavorato per questi enti anche da più tempo. Non possiamo essere licenziati in tronco così. Il numero complessivo dei precari dei 3 enti è di 430 persone. Ieri sono scaduti i primi 200 contratti, tra cui il mio, ma gli altri 230 scadranno entro il prossimo 31 dicembre. Quello che è accaduto a noi è indicativo di quello che accadrà agli altri nei prossimi 6 mesi.” .

Monica, 34 anni separata. “Sono un’ex APAT. Ho iniziato a lavorare all’APAT che era un’agenzia governativa che lavorava per il ministero dell’ambiente, con uno stage di formazione nel 2004. Poi dal 2005 sono passata con Co.Co.Co e poi Co.Co.Pro. La durata dei contratti di collaborazione non ha mai superato la durata dei 6 mesi. A volte i contratti erano anche di 4 mesi e 20 giorni. Lo scorso anno, con l’accorpamento, sono passata all’ISPRA. Una persona studia, si laurea, dedica anni della propria vita a specializzarsi e poi il contratto scade, arrivederci e grazie.
Tutto questo dopo aver lavorato senza diritto alle ferie, ai fondi pensionistici, a tutto ciò a cui una persona normale anela ad avere diritto per costruirsi un futuro. Ci siamo impegnati tutti seriamente a portare avanti le nostra attività di ricerca e di lavoro. Come tutte le persone ricattabili lavoriamo tanto e cerchiamo di portare a termine tutti gli impegni lavorativi. Abbiamo chiesto un incontro alla Ministra Prestigiacomo, ma non ce l’ha mai concesso. Sono specializzata nel settore di analisi dei metalli, nei suoli, nei sedimenti, nelle acque, nel particolato atmosferico. Il problema è che questo tipo di analisi viene richiesto solo nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Abbiamo svolto campagne di supporto per la guardia forestale, di monitoraggio delle discariche, alcune mie colleghe sono state chiamate per l’analisi delle diossine per l’emergenza dei rifiuti in Campania. Speravamo tutti di ottenere qualcosa di più: non mi sarei mai aspettata un comportamento del genere da una Pubblica Amministrazione. Sia nei confronti del cittadino che ha diritto ad avere un’informazione indipendente e e trasparente sui dati dell’inquinamento ambientale: questo tipo di obiettività può essere garantita solo da una struttura pubblica e non da un privato che ha un profitto eocnomico. Ma speravo in qualcosa di più anche per noi lavoratori che ci impegnamo e ci dedichiamo. Ad oggi mi trovo, dopo una laurea e 5 anni di lavoro, a cercare un’occupazione come commessa o come baby sitter, con l’aggravante che quando cerchi un lavoro generico, chi vede il nostro curriculum ti dice “Sei troppo qualificata ed esperta”. Siamo costrette a trasferirci all’estero, perché le nostre competenze sono apprezzate solo all’estero. Prima ci è stato detto che i contratti a tempo determinato non potevano esserci applicati perché nella Pubblica Amministrazione si entra solo per concorso. I concorsi non sono stati banditi e a quelli che sono stati banditi non abbiamo potuto partecipare perché non avevamo l’anzianità. Di certo c’è che i nostri contratti sono scaduti. Noi tecnici potremo aspettare un futuro concorso, che ad oggi non è uscito. E’ assurdo che la Pubblica Amministrazione dopo aver investito e speso soldi per rendere così altamente specializzati me ed i miei colleghi poi ci manda a casa. Tutto quello che abbiamo imparato, ma anche tutte le strumentazioni di lavoro, laboratori anche molto costosi che sono state acquistati e per le quali siamo altamente specializzati, vengono abbandonati così. E’ assurdo non voler rinnovare i nostri contratti. Lo dico come precaria e come donna separata: ho il diritto di potermi mantenere da sola senza dover stare a chiedere a 34 anni ai miei genitori di mantenermi a casa loro.” .

Carla, 30 anni laureata in ingegneria per l’ambiente indirizzo difesa del suolo. “Anch’io sono un’ex APAT, sono passata ad ISPRA e lavoro nel Dipartimento di difesa del suolo. Mi sono laureata a 24 anni, in regola con gli studi. Ho lavorato per l’APAT, il primo anno con partita IVA e poi con contratti di collaborazione della durata massima di 6 mesi. Sommando i vari periodi arrivo a 5 anni. All’interno del Dipartimento di difesa del suolo mi sono occupata di un progetto di censimento di tutte le frane sul territorio nazionale, realizzato in collaborazione con le Regioni e le Province autonome d’Italia. Il rischio idrogeologico del Paese comprende sia la componente legata alle frante, che quella delle alluvioni. Io mi sono occupata della parte relativa alle frane. Il mio contratto è scaduto ieri. Nel pomeriggio mi è stato disattivato il badge. Chediamo di trovare uno strumento per restare a lavorare fino al 31 dicembre, dato che la capienza economica c’è. Chiediamo che i nostri contratti vengano prorogati. Per 5 anni lo Stato Italiano ha investito su di noi, sulla nostra formazione, siamo persone altamente specializzate in settori specifici che sono tipici di una Pubblica Amministrazione, di un Ente di ricerca ambientale.
Non bisogna dimenticare che l’ISPRA ha il compito fondamentale di comunicare i dati ai cittandini. La nostra attività è fondamentale ed ha una rilevanza particolare perché li rendiamo partecipi di dati come i livelli di inquinamento in atmosfera. Ogni anno vengono prodotti dei rapporti in cui vengono comunicati i dati, ad esempio quelli sui rifiuti. Poi viene pubblicato un annuario ambientale, in cui ci sono tutti gli indicatori dell’ambiete, dall’inquinamento delle acque, dell’aria, i rifiuti, il rischio eletromagnetico. Copriamo tutte le componenti ambientali. Far mancare il nostro lavoro significa anche dare un servizio in meno ai cittadini. Gli altri Paesi, dagli USA al Canada, hanno impostato un’attività di diffusione delle informazioni ai cittadini, ad esempio sul rischio frane. Questo perché aumentare la consapevolezza dei cittadini significa ridurre i rischi. Soprattutto nel rischio idrogeologico la memoria degli eventi del passato è fondamentale per prevenire dissesti futuri. Questo vale soprattutto per le frane: c’è un’altissima percentuale di fenomeni che si riattivano nello stesso luogo attraverso il tempo. La diffusione delle informazioni è fondamentale per la prevenzione. La conoscenza del passato è indispensabile per evitare che quando accade qualcosa si dica sempre “E’ una strage che si poteva evitare”. Ho fatto sempre questo lavoro con grande passione. Voglio cercare di farlo in Italia con tutto l’entusiasmo e la deidizione possibile. Ho pensato di andare via, ma cerco di restare qui.” .

Roberta, 28 anni, laureata in biologia bioecologica:.“Lavoro da 2 anni per l’ex ICRAM con una borsa di studio che ho ottenuto tramite concorso pubblico. La borsa di studio scade il 31 dicembre. Sono toscana: il problema è che pago l’affitto e con 900 Euro al mese di borsa di studio devo essere aiutata dai miei genitori per vivere qui a Roma. Ho la borsa di studio fino al 31 dicembre, mi occupo di cetacei, censimento e monitoraggio. Hanno aggiunto un nuovo cavillo per cui non si può cambiare progetto. Noi dell’ex ICRAM lavoriamo sulla base di progetti esterni che vengono finanziati da enti o dal Ministero dell’Ambiente. Tramite i progetti vengono banditi dei bandi pubblici e pagato il personale per il progetto. E’ stato stabilito che quando scade il progetto, non si può essere più rinnovati con un altro progetto. Quindi il 31 dicembre mi scade la borsa di studio e non potrò essere riassegnata. Magari usciranno altri bandi, ma anche qui ci sono molte incertezze e la situaizone è molto instabile. E’ da poco che faccio parte di questo ente, ma vedo che ci sono persone molto preparate. E’ assurdo vedere che dopo 6, 7 anni le persone vengono mandate via, come è assurdo vedere le persone che vengono sfruttate, giovani laureati che non ricevono i giusti apprezzamenti e riconoscimenti economici.“ Le richieste dei sindacati. Anna Di Noi, 41 anni, biologa cellulare con un dottorato di ricerca in scienze morfogenetiche, delegata nazionale dell’USI RdB Ricerca ”Lavoro in ISPRA, ma sono ex APAT. Ho iniziato a lavorare dal gennaio 2000, prima per alcuni mesi senza contratto, poi sono stata stabilizzata a fine del 2007.
Chiediamo la riassunzione delle 200 persone alle quali ieri è scaduto il contratto e chiediamo che il Ministero dell’Ambiente, che ha la vigilanza sull’ISPRA, intervega sul decreto legge che è stato prodotto venerdì scorso (26 giugno ndr) dal Consiglio dei Ministri. Nell’ambito delle misure per fronteggiare la crisi, già sono state previste alcune proroghe delle scadenze dei termini dei contratti. Chiediamo che venga inserito un emendamento specifico per la proroga dei contratti ISPRA scaduti ieri, come è avvenuto per altri enti. Ci sono figure professionali che sono rimaste con contratti atipici, mai convertiti in tempo determinato, e che sono rimaste fuori dal percorso di stabilizzazione. In prima battuta chiediamo il reintegro dei lavoratori fino al 31 dicembre prossimo, dato che la copertura finanziaria c’è, e successivamente la predisposizione di un piano di stabilizzazione nel corso dei prossimi anni.”.

Le fa eco Enrico Morreale del Coordinamento Precari USI RdB Ricerca e Co.Co.Pro dell’ISPRA il cui contratto è scaduto ieri:
”Lo scorso anno è stata creata l’ISPRA che avrebbe dovuto armonizzare le attività degli enti preesistenti e sviluppare nuove sinergie. In realtà è mancato un progetto comune. Manca un piano di indirizzo politico di questa realtà: è una scatola vuota in cui noi stiamo affondando. I contratti precari in scadenza entro dicembre prossimo sono in tutto 430, la maggiorparte dei quali di donne. I nostri contratti sono scaduti ieri, compreso il mio. 170 ex APAT e 30 dell’ICRAM. Ci hanno disattivato i badge. Siamo rimasti qui, abbiamo occupato e abbiamo dormito qui stanotte. Stiamo tenendo un presidio continuo per sollecitare il Ministero dell’Ambiente a concedere una proroga dei contratti almeno fino al 31 dicembre. L'Amministrazione ha bandito dei concorsi che sono del tutto insufficienti a coprire la platea di precari che lavora da 6, 7 anche da 10 anni. Ora si trincera dietro al fatto che, avendo coperto la capienza dei posti disponibili per la stabilizzazione, i concorsi che potrebbero essere banditi devono essere aperti a tutti, senza riserva di posti per gli interni. Il che significa non riconoscere l’anzianità di servizio, le qualifiche e il lavoro che abbiamo svolto negli enti di provenienza per anni e anni. Le risposte che abbiamo avuto sono vaghe ed elusive. Abbiamo auto un incontro al Ministero giovedì della scorsa settimana (25 giugno ndr) e ci era stata paventata la possibilità che con il decreto milleproroghe potesse esserci qualcosa per noi. Non c’è stato nulla ed il risultato è stato il licenziamento. Cercheremo di tenere questa occupazione ad oltranza anche contro il parere dell’amministrazione che ce l’ha sconsigliato. I fondi per il rinnovo dei nostri contratti fino al 31 dicembre sono stati già stanziati a bilancio. Lo Stato non deve metterci neanche un Euro. Vogliamo un atto di buona volontà fino al 31 dicembre, data fino a cui c’è la copertura integrale. E poi chiediamo di allestire un percorso nomrativo condiviso con l’Amministrazione per integrare il personale. Serve un piccolo atto normativo che autorizzi l’Amministrazione a rinnovarci i contratti. La situazione è drammatica: ci sono famiglie in cui questo è l’unico reddito. Parliamo di retribuzioni che variano da un borsista che percepisce 900 Euro, un collaboratore diplomato circa 1.000 Euro, e un laureato 1.200 Euro. In un contesto in cui si vuole combattere la crisi economica licenziare 200 persone è contrario ad ogni logica.”
Perché smantellare l’ISPRA ? C’è forse un disegno di privatizzazione dei servizi di controllo e di ricerca ambientali ? A questo farebbe pensare la ricerca di personale avviata dalla SOGESID per alcune selezioni di personale con profili professionali che combaciano con quelli dell’ISPRA.
La SOGESID è una società interamente a capitale pubblico c.d. in house, ossia strumentale alle esigenze e finalità del Ministero dell’Ambiente che se ne avvale affidandole, in virtù del rapporto di esclusiva, le sue commesse direttamente senza bandire gare pubbliche. Servizi di consulenza, prestazioni ingegneristiche, soluzioni di criticità ambientali quali bonifiche, emergenza e gestione rifiuti, dissesti idrogeologici, e quant’altro. Insomma, le stesse competenze che svolge l’ISPRA.
Coincidenza sospetta tant’è che l’anomalia di questa sovrapposizione è stata oggetto di diverse interrogazioni parlamentari presentate alla Camera in maniera assolutamente bi-partisan (PDL-PD), con la richiesta di messa in liquidazione o soppressione della SOGESID. Non solo SOGESID non è stata eliminata, ma al vertice del suo CdA è stato nominato l’avvocato Vincenzo Assenza, concittadino della Ministra per l’Ambiente, e quale consigliere di Amministrazione l’avvocato Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica della Ministra. C’è dell’altro. In realtà SOGESID non opera solo in funzione strumentale al Ministero dell’Ambiente, ma agisce anche per conto di altre amministrazioni quali Regioni, Province e Comuni. Il Sindaco di Lipari, ad esempio, ha conferito direttamente alla SOGESID l’incarico per la risoluzione delle problematiche connesse al ciclo dell’acqua delle Isole Eolie. La questione è stata afforntata in una “Lettera aperta sulla concorrenza sleale della SOGESID ” del 22 giugno scorso inviata, tra l’altro, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, alla Ministra per l’Ambiente, al Presidente della Regione Sicilia, all’Autorità di Vigilanza degli Appalti Pubblici e all’Antitrust. In particolare si lamenta l’alterazione del libero mercato causata da una società pubblica che gode di un sostanzioso margine di “ricarico” sui servizi d’ingegneria che le vengono assegnati senza gare al valore delle tariffe professionali vigenti, per essere poi subappaltati a terzi, per giunta in violazione delle norme di affidamento degli incarichi professionali. Tra l’altro, in un’interrogazione presentata al Senato il 21 luglio 2008 sugli incarichi affidati a SOGESID senza alcuna gara dal Sindaco di Lipari, veniva chiesto conto del fatto che SOGESID che è una società pubblica viene pagata come una società privata (in contrasto con la legge n. 109 / 1994) e pertanto non producendo alcun risparmio per l’amministrazione rispetto al mercato.
Quando si parla di gestione efficiente della cosa pubblica.

sabato 4 luglio 2009

Precari in protesta davanti al Ministero della pubblica amministrazione

Roma. Processione "religiosa" di fronte al ministero di Brunetta: a sfilare "beata Assunta", la protettrice dei precari del pubblico impiego che questa mattina, aderendo allo sciopero generale indetto da Rdb Pubblico Impiego, hanno manifestato a piazza Vidoni. Al colorato sit in hanno aderito precari rappresentanti di numerosi istituti di ricerca, della scuola e della sanità. Al centro della piazza un mega striscione con tutti i ministri del Governo Berlusconi in versione "circo" e con al centro un'immagine di Renato Brunetta addormentato con il naso da clown. Anna Di Noi dell'Usi Rdb Ricerca per l'Ispra: "Protestiamo contro il decreto Brunetta che colpisce il pubblico impiego".

Video di Repubblica

L'esecuzione di Piazza Navona




Servizio Sky Tg24




venerdì 3 luglio 2009

COMITATO PRECARI ARPALAZIO SOLIDALI CON COLLEGHI ISPRA

Da romanotizie.it - Il COMITATO PRECARI ARPALAZIO esprime tutta la propria solidarietà ai colleghi precari dell’ISPRA che da ieri sono senza contratto e agli altri che scadranno da qui a dicembre prossimo.
Il lavoro delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, a tutela della salute del cittadino e dell’ecosistema, è strettamente dipendente da quanto viene messo a punto dai ricercatori dell’ISPRA. L’ambiente e la salute vanno tutelate, ma - aggiunge il COMITATO PRECARI ARPALAZIO - con il personale, altamente specializzato che ha anni di esperienza sulle spalle, stabilizzato a tempo indeterminato. Sosteniamo quindi- prosegue il COMITATO - i colleghi dell’ISPRA nella loro richiesta che la Provincia di Roma e la Regione Lazio intervengano fattivamente con il Governo al fine di assicurare l’immediato rinnovo dei contratti in attesa di stabilizzazione. Anche i precari di ARPALAZIO il 1 gennaio 2010 si ritroveranno senza contratto - conclude il COMITATO - se la Regione Lazio non deciderà a breve di concludere il percorso di stabilizzazione avviato nel 2006.

PA, SOTTO MINISTERO SFILA 'BEATA ASSUNTA' PROTETTRICE PRECARI

Il Giornale.it - Processione "religiosa" di fronte al ministero di Brunetta: a sfilare "beata Assunta", la protettrice dei precari del pubblico impiego che questa mattina, aderendo allo sciopero generale indetto da Rdb Pubblico Impiego, hanno manifestato a piazza Vidoni. Al colorato sit in hanno aderito precari rappresentanti di numerosi istituti di ricerca come l'Ispra, Enea, Inea, Isfol, Cra, della scuola e della sanità. Al centro della piazza un mega striscione con tutti i ministri del Governo Berlusconi in versione "circo" e con al centro un'immagine di Renato Brunetta addormentato con il naso da clown. "Fiera P.a" si legge al centro del manifesto. Ed un vero e proprio "circo" e' stato anche ricreato sulla piazza, con precari riuniti in quello che e' stato battezzato come "lo spazio fitness per fannulloni" intenti a giocare a palla, seduti su poltrone gonfiabili.

Prestigiacomo, Brunetta e la strana storia dei licenziamenti nei controlli ambientali

da giornalettismo.com - A rischio ricerca e vigilanza dopo l’allontanamento di 200 precari dell’Ispra nel silenzio della Prestigiacomo

Sempre più incerto il futuro dei controlli e della ricerca ambientale pubblica italiana. Il 30 giugno, 200 tra ricercatori e amministrativi dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono stati infatti allontanati dal posto di lavoro, alla scadenza dei loro contratti.
L’INIZIO DELLA STORIA
- Il licenziamento, che eufemismi a parte si può definire tale (l’amministrazione dell’Istituto lo definisce “mancata proroga”), è merito della premiata coppia di ministri Prestigiacomo-Brunetta, abilissimi nel fare il gioco delle tre carte, insieme ai dirigenti cui hanno lasciato fare il “lavoro ingrato”. La prima, che aveva già dichiarato le sue intenzioni sul precariato alla Commissione ambiente della Camera, si nasconde dietro la recente stabilizzazione di altri 200 precari dell’Ispra, per giustificare l’allontanamento dei loro colleghi, quasi tutti co.co.co., e quindi di per sé “non stabilizzabili”. Dimentica il dettaglio che queste assunzioni sono state una scelta obbligata da una legge dello Stato, approvata dal Governo Prodi e prontamente cancellata dal centrodestra. Il ministro Renato Brunetta, invece, ancora in un’intervista pubblicata oggi ha dichiarato che “nessun precario è stato licenziato”, ma dovrebbe andare a spiegarlo a persone che dopo molti anni di servizio, spesso più di dieci, si ritrovano disoccupati e senza ammortizzatori sociali, in barba alle promesse del premier.
MOBILITAZIONE E POLIZIA – I precari, sostenuti da molti lavoratori a tempo indeterminato e dai colleghi che vanno a scadenza entro fine anno, altri 230, non sembrano decisi a mollare, e sono in mobilitazione permanente. Negli ultimi giorni, hanno occupato per due notti e tre giorni la sede principale dell’Istituto, nel quartiere romano dell’Eur, hanno presidiato la nave per i controlli oceanografici Astrea, nel porto di Fiumicino, e interrotto vari convegni Ispra, leggendo i loro comunicati di protesta. La risposta della struttura commissariale, nominata dal ministro Prestigiacomo e guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi, è stata, forse non a caso, di tipo poliziesco: minacce di denuncia penale più o meno velate, e un nuovo regolamento sull’accesso dei visitatori ai locali dell’Istituto, chiaramente orientato ad impedire l’ingresso dei lavoratori licenziati, i cui badge sono stati disattivati addirittura con un giorno d’anticipo.
SMANTELLARE E PRIVATIZZARE - Lo smantellamento dei controlli ambientali, nonostante le vaghe promesse della Prestigiacomo, sembra funzionale alla politica di un governo che, rispetto all’Obama-Style (ma anche ai discorsi di Sarkozy e altri leader) è sull’ambiente in totale controtendenza. Non a caso, molti segnali parlano di uno svuotamento dell’Ispra, nata appena un anno fa dalla fusione dei tre enti preesistentivigilati dal Ministero dell’Ambiente (Apat, Icram e Infs), ad oggi il principale soggetto pubblico che svolge compiti di vigilanza e ricerca ambientale: il settore nucleare passerà alla nuova agenzia ad hoc annunciata dal Governo, mentre il ministro dell’Agricoltura, il leghista Luca Zaia, ha appena annunciato che vuole l’ex Infs (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) di nuovo scorporato dall’Ispra, per passare sotto il controllo diretto della Presidenza del consiglio. Altrettanto si vocifera da tempo per il Servizio geologico d’Italia, anch’esso oggi un dipartimento dell’Istituto. E sul sito della Sogesid, una Spa in house del ministero dell’ambiente, è appena scaduto un avviso per la selezione di diverse figure professionali, che devono avere “un’esperienza professionale documentata in realtà pubbliche e/o private e/o professionistiche e/o presso Università e/o Consorzi Universitari per quanto riguarda la conoscenza delle tematiche di interesse della Direzione Generale Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente”. Insomma, profili e compiti che sembrano davvero simili a quelli delle persone che sono state appena allontanate dall’Ispra. Un caso forse, ma tra i precari dell’ambiente, licenziati o no, sono in pochi a crederci.


Protesta a oltranza dei precari Ispra

Da terranews.it - di Rocco Vazzana
LAZIO - I ricercatori che potrebbero perdere il lavoro entro dicembre hanno occupato simbolicamente la nave oceanografica Astrea. — Continua la protesta di ricercatori e lavoratori precari dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) contro la decisione del ministero dell’Ambiente di operare drastici tagli al personale. Più di 400 lavoratori, infatti, entro la fine dell’anno potrebbero essere mandati a casa. Mercoledì, circa 200 manifestanti dell’Assemblea dei precari hanno occupato simbolicamente la nave oceanografica Astrea, attraccata a Fiumicino, bloccando di fatto le attività di monitoraggio. «L’azione - ha spiegato in una nota l’Assemblea - rappresenta una protesta contro l’allontanamento dal posto di lavoro, tra oggi e la fine dell’anno, di 430 precari, che mette a rischio molte delle attività dell’Istituto vigilato dal ministero dell’Ambiente, nato appena un anno fa dall’accorpamento dei tre preesistenti. La decisione di bloccare questa importante attività di monitoraggio è stata presa dai lavoratori, riuniti in assemblea permanente nella sede centrale dopo aver occupato per tutta la notte i locali dell’Istituto. Continua, quindi, la mobilitazione dei lavoratori, nonostante per chi ha il contratto scaduto sia sempre più difficile avere accesso all’Ispra, visto che i loro nomi sono già stati cancellati dall’elenco telefonico interno e i loro badge disabilitati, rendendo complesso perfino recuperare i propri effetti personali. Un’ulteriore offesa alla dignità e alla professionalità dimostrata durante il servizio, che per molti precari si è prolungato oltre i cinque o dieci anni». I precari, nell’occasione, hanno annunciato che parteciperanno alla manifestazione indetta dal Patto di base che si terrà questa mattina alle 11:30 davanti a palazzo Vidoni, sede della Funzione pubblica, insieme a tutti gli altri lavoratori precari e a tempo indeterminato del Pubblico impiego. «Chiediamo un intervento immediato del ministro Prestigiacomo - ha dichiarato Enrico Morreale, del coordinamento nazionale precari Usi RdB ricerca - che ha il dovere di intervenire per evitare i nostri licenziamenti. La lotta è iniziata solo adesso e non abbandoneremo il nostro lavoro».

In risposta a Brunetta

da Il Messaggero.it - Egr. Redazione, dopo aver letto l'articolo pubblicato sul Messaggero del 1-07-09 (Brunetta: «Nessun precario licenziato, dal 2010 concorsi». Cgil: passo indietro) vorrei segnalare il fatto che 200 lavoratori di ISPRA (Istituto superiore per la protezione dell'ambiente) sono stati licenziati dal 1 luglio 2009. Sono una precaria laureata che ha lavorato in ISPRA da 9 anni (contratto T.D. poi co.co.co. e ora disoccupata senza indennizzo). Potete trovare tutte le informazioni sul nostro blog. Domani saremo in piazza a manifestare nuovamente, Piazza Navona ore 14 del 3 luglio 2009. Cordiali saluti

Roberta Alani

A casa i precari che vigilavano sull’ambiente

RICERCA — Licenziati nel silenzio della Prestigiacomo —

da terranews.it - di Rossana De Rossi - Un rappresentante sindacale dell’Ispra ha detto di non avere memoria di un simile «allontanamento di massa nella Pubblica amministrazione». Parla dei circa 200 precari dell’Istituto, vigilato dal ministero dell’Ambiente, i cui contratti sono scaduti il 30 giugno, che non potranno più svolgere i loro compiti di ricerca e controllo ambientale. I lavoratori licenziati, quasi tutti co.co.co., si aspettavano un miracolo dell’ultim’ora, ma in loro difesa non è intervenuto il governo, che non ha emanato alcuna norma ad hoc, né tantomeno il ministro Stefania Prestigiacomo, che nei fatti ha confermato l’allontanamento di una parte dei precari già annunciato davanti alla Commissione ambiente della Camera. Nonostante i commissari nominati dal ministro parlino di «mancato rinnovo» dei contratti, in Ispra è chiara la sensazione che si tratti di licenziamento di massa: le collaborazioni si basano su durata limitata e forte autonomia nelle attività svolte, mentre i 200 co.co.co. hanno un’anzianità di servizio che va dai 5 ai 15 anni e hanno sempre svolto un lavoro subordinato con compiti istituzionali. Da giovedì scorso, l’Ispra è occupata dai lavoratori (sostenuti in particolare dai sindacati di base) e la mobilitazione continua, anche se è difficile mantenerla dentro l’Istituto, visto che ai collaboratori è stato ritirato, addirittura in anticipo, il badge magnetico per l’ingresso in sede. Sindacati e precari a rischio (da qui a fine anno sono previste altre 230 scadenze) puntano il dito anzitutto sulla Prestigiacomo, di cui è chiaro il progetto di indebolimento dell’Ispra, verso un possibile smantellamento o esternalizzazione dei compiti dell’Istituto, nato dall’accorpamento di Apat, Icram e Infs. Si tratta infatti dell’unico ente di ricerca che abbia licenziato da gennaio a oggi quasi 250 persone, anche se questo precedente, davvero inedito nel settore pubblico, non farà dormire sonni tranquilli alle centinaia di precari di Iss, Ingv, Infn e Istat.

VIDEO OCCUPAZIONE




giovedì 2 luglio 2009

Ispra, i precari: Minacciati di denuncia per proteste

Roma, 02 LUG (Velino) - "I ricercatori dell'Assemblea dei precari dell'Ispra, che da ieri occupavano la nave oceanografica "Astrea" per sensibilizzare il Ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, sulla gravissima situazione relativa al personale dell'Istituto da lei vigilato, sono stati minacciati nella notte di denuncia penale, per interruzione di pubblico servizio, da parte dei rappresentanti della struttura commissariale Ispra nominata dal ministero stesso". E' quanto si afferma in una nota dei precari dell'Ispra. "I lavoratori, quasi tutti licenziati il 30 giugno, in molti casi dopo oltre dieci anni di attivita', hanno quindi deciso di interrompere il presidio sulla nave (proprieta' dell'Ispra), dopo l'ennesimo gesto di chiusura da parte di chi amministra l'Istituto, che ha risposto con minacce ad un gesto con cui si chiedeva solo la riapertura di un tavolo di trattativa sul loro allontanamento e su quello di altri 230 loro colleghi precari, previsto da qui a dicembre 2009. L'azione sull'Astrea segue tre giorni in cui e' stata presidiata in modo permanente la sede centrale dell'Istituto, all'Eur, e la mobilitazione di licenziati e precari proseguira' oggi con l'occupazione di un convegno sulle bonifiche, attualmente in corso presso la sede Ispra di via Curtatone (zona Piazza Indipendenza)".

RICERCA LICENZIATI DALL’ISPRA OCCUPANO LA NAVE ASTREA

shippingonline.ilsecoloxix.it - I 200 ricercatori e lavoratori licenziati dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, hanno occupato oggi la nave oceanografica Astrea attraccata a Fiumicino, interrompendo di fatto le attività di monitoraggio ambientale in mare, per protestare contro la decisione presa nei loro confronti dal ministro Stefania Prestigiacomo (nella foto)e dalla struttura commissariale da lei nominata. «L’azione -spiega una nota dell’Assemblea dei precari Ispra- rappresenta una protesta contro l’allontanamento dal posto di lavoro, tra oggi e la fine dell’anno, di 430 precari, che mette a rischio molte delle attività dell’Istituto posto sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente» Domani, la motonave Astrea, di proprietà dell’Ispra, avrebbe dovuto salpare verso Maratea, in Basilicata, per una campagna di studio sulle sorgenti di inquinamento affondate in mare: un progetto finanziato dalla Direzione protezione della natura del Ministero dell’ambiente, fondamentale per monitorare gli oggetti manufatti che una volta affondati liberano fonti di inquinamento secondario, come ad esempio i relitti potenzialmente pericolosi che finiscono sul fondo del mare.

Dalle bugie al raggiro

A rischio molte delle attività dell'Ispra, lIstituto vigilato dal Ministero dell'Ambiente

newsitaliapress.it - Ieri circa 200 ricercatori e lavoratori sono stati licenziati dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), ed hanno occupato oggi la nave oceanografica Astrea attraccata a Fiumicino, interrompendo di fatto le attività di monitoraggio ambientale in mare, per protestare contro la decisione presa nei loro confronti dal ministro vigilante sull'Istituto, Stefania Prestigiacomo, e dalla struttura commissariale da lei nominata". Affermano, dunque i senatori del Pd Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi: "La grave situazione che stanno vivendo i 180 lavoratori precari dell'Ispra è inaccettabile. Innanzitutto perché è lo stesso governo, a iniziare dai ministri Prestigiacomo e Brunetta, a licenziare, nonostante le tante promesse in senso contrario, figure professionali indispensabili al funzionamento di un'Istituto che svolge un ruolo fondamentale di controllo ambientale in Italia. Se poi la notizia che le mansioni di quei lavoratori verrebbero esternalizzate ad una società che assumerebbe 200 persone senza alcuna selezione pubblica saremmo di fronte ad un atto ancor più grave. Si tratterebbe non solo di bugie governative, ma di un vero e proprio raggiro ai danni dei lavoratori".

Statali precari, la legge è cambiata Brunetta: «Non licenziamo nessuno»

Il Messaggero 2 Luglio - Con il decreto presentato la settimana scorsa, il governo ha deciso di non chiudere più la porta in faccia ai precari della pubblica amministrazione. Il testo non prevede quella norma che, a partire dall’1 luglio, vietava a tutte le amministrazioni di rinnovare i contratti ai precari storici (cioè quelli che hanno lavorato nelle strutture pubbliche per più di tre anni). Quella norma faceva parte di un disegno di legge attualmente all’esame del Senato; l’arrivo del nuovo decreto dovrebbe averla di fatto cancellarta. «È il primo luglio e non abbiamo licenziato nessuno» ha annunciato ieri il ministro Renato Brunetta ai giornalisti. «Diamo dei percorsi non di stabilizzazione, né di proroga, che banalizzano il merito, ma diamo prospettive chiare».
Assunzioni. Come consentire l’accesso dei precari nei ruoli delle amministrazioni? Dal provvedimento esce confermata la linea di Brunetta. Il percorso di “stabilizzazione” previsto dal suo predecessore Luigi Nicolais non c’è più. Ora si sceglie la strada di riservare ai precari il 40% dei posti messi a concorso di qui al 2012. In altre parole, quasi la metà delle future assunzioni dovrebbero spettare a chi da anni lavora già con contratto a termine. Detta così sembra un’ottima prospettiva per gli interessati, ma in realtà le possibilità di ottenere il posto sono molto ridotte. Nei prossimi anni infatti si faranno pochissimi concorsi: per esempio, nello Stato centrale nel corso del 2010 si arriverà al massimo a 2 mila assunzioni. Più o meno sarà lo stesso negli enti locali e nelle asl, cioè i comparti con il maggior numero di precari. Va detto che la stabilizzazione del governo Prodi aveva lo stesso difetto: senza assunzioni, ogni norma rimane teorica.
La proroga. La legge di Prodi e Nicolais però conteneva una specie di clausola di salvaguardia: in attesa della stabilizzazione, i precari di lungo corso hanno il diritto al rinnovo dei contratti a termine. Adesso invece la proroga non vale più: non c’è più l’obbligo di mandare tutti a casa (come si diceva all’inizio) ma non c’è neanche l’obbligo di prolungare i contratti.
L’Ispra. Da ieri 200 precari dell’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) non hanno più un lavoro. Il loro contratto è scaduto e l’ente ha deciso di non rinnovarlo. Sono ricercatori, tecnici e impiegati amministrativi. A dicembre succederà lo stesso ad altri 230 dipendenti. I lavoratori ieri hanno occupato la sede dell’istituto in via Brancati. Racconta Emilio Stella, fino a martedì in servizio come co.co.co: «Ho 56 anni, un figlio di sedici anni e uno che si sta per laureare. Dal 2003 ero addetto allo smistamento della posta. Ora non so che fare».

Concorso day. Brunetta ieri ha riproposto la vecchia idea di fare concorsi pubblici centralizzati, anziché singoli concorsi per ogni amministrazione. Lo ha chiamato «Concorso day».

PROVE DI TOTALITARISMO E MILITARISMO ALL’ISPRA

E davvero scandaloso !!!! non si è più liberi di invitare nessuno nelle sedi dell’ISPRA, né colleghi, né studiosi a cui mostrare con orgoglio le proprie attività. Né si può più accedere facilmente ad un servizio pubblico come quello della Biblioteca, la più importante in Italia nel campo delle Scienze della Terra. Il direttore del personale Luigi Capasso, con celerità che sconvolgerebbe anche il Ministro Brunetta, al solo scopo di limitare l’ingresso dei lavoratori con contratti atipici licenziati il 30 giugno, ha emanato ieri pomeriggio una disposizione in cui solo una ristrettissima èlite di dirigenti (dei quali molti attualmente in ferie) ha il potere di autorizzare l’ingresso di visitatori alle sedi ISPRA. Un altro passo contro la promozione e lo sviluppo della ricerca ambientale pubblica. Nonostante questo, la solidarietà e la lotta dei lavoratori ISPRA a favore dei colleghi licenziati non solo non si ferma, ma si fa sempre più forte.

COMITATO PRECARI ARPALAZIO

COMITATO PRECARI ARPALAZIO SOLIDALI CON COLLEGHI ISPRA Il COMITATO PRECARI ARPALAZIO esprime tutta la propria solidarietà ai colleghi precari dell’ISPRA che da ieri sono senza contratto e agli altri che scadranno da qui a dicembre prossimo. Il lavoro delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, a tutela della salute del cittadino e dell’ecosistema, è strettamente dipendente da quanto viene messo a punto dai ricercatori dell’ISPRA. L’ambiente e la salute vanno tutelate, ma - aggiunge il COMITATO PRECARI ARPALAZIO - con il personale, altamente specializzato che ha anni di esperienza sulle spalle, stabilizzato a tempo indeterminato. Sosteniamo quindi- prosegue il COMITATO - i colleghi dell’ISPRA nella loro richiesta che la Provincia di Roma e la Regione Lazio intervengano fattivamente con il Governo al fine di assicurare l’immediato rinnovo dei contratti in attesa di stabilizzazione. Anche i precari di ARPALAZIO il 1 gennaio 2010 si ritroveranno senza contratto - conclude il COMITATO - se la Regione Lazio non deciderà a breve di concludere il percorso di stabilizzazione avviato nel 2006.

RICERCA: 200 LICENZIATI ISPRA OCCUPANO NAVE OCEANOGRAFICA ASTREA

Roma, 1 lug. - (Adnkronos) - I 200 ricercatori e lavoratori licenziati dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, hanno occupato oggi la nave oceanografica Astrea attraccata a Fiumicino, interrompendo di fatto le attivita' di monitoraggio ambientale in mare, per protestare contro la decisione presa nei loro confronti dal Ministro vigilante sull'Istituto, Stefania Prestigiacomo, e dalla struttura commissariale da lei nominata. "L'azione -spiega una nota dell'Assemblea dei precari Ispra- rappresenta una protesta contro l'allontanamento dal posto di lavoro, tra oggi e la fine dell'anno, di 430 precari, che mette a rischio molte delle attivita' dell'Istituto vigilato dal Ministero dell'Ambiente, nato appena un anno fa dall'accorpamento dei tre preesistenti". Domani, la motonave Astrea, di proprieta' dell'Ispra, avrebbe dovuto salpare verso Maratea, in Basilicata, per una campagna di studio sulle sorgenti di inquinamento affondate in mare: un progetto finanziato dalla Direzione protezione della natura del Ministero dell'ambiente, fondamentale per monitorare gli oggetti manufatti che una volta affondati liberano fonti di inquinamento secondario, come ad esempio i relitti potenzialmente pericolosi che finiscono sul fondo del mare."La decisione di bloccare questa importante attivita' di monitoraggio -continua la nota dell'Assemblea dei precari Ispra- e' stata presa dai lavoratori, riuniti in assemblea permanente nella sede centrale di via Brancati, dopo aver occupato per tutta la notte i locali dell'Istituto". "Continua quindi -conclude la nota- la mobilitazione dei lavoratori, che hanno deciso anche il blocco delle attivita', nonostante per chi ha il contratto scaduto sia sempre piu' difficile avere accesso all'Ispra, visto che i loro nomi sono gia' stati cancellati dall'elenco telefonico interno e i loro badge disabilitati, rendendo complesso perfino recuperare i propri effetti personali. Un'ulteriore offesa alla dignita' e alla professionalita' dimostrata durante il servizio, che per molti precari si e' prolungato oltre i cinque o dieci anni".

Precari Ispra occupano nave oceanografica "Astrea" Roma

01 LUG (Velino) -"I 200 ricercatori e lavoratori licenziati dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), hanno occupato oggi la nave oceanografica Astrea attraccata a Fiumicino, interrompendo di fatto le attivita' di monitoraggio ambientale in mare, per protestare contro la decisione presa nei loro confronti dal ministro vigilante sull'Istituto, Stefania Prestigiacomo, e dalla struttura commissariale da lei nominata". È quanto afferma in una nota l'assemblea dei precari dell'Ispra, che aggiunge: "L'azione rappresenta una protesta contro l'allontanamento dal posto di lavoro, tra oggi e la fine dell'anno, di 430 precari, che mette a rischio
molte delle attivita' dell'Istituto vigilato dal Ministero dell'Ambiente, nato appena un anno fa dall'accorpamento dei tre preesistenti. Domani, la motonave Astrea avrebbe dovuto salpare verso Maratea, in Basilicata, per una campagna di studio sulle sorgenti di inquinamento affondate in mare: un progetto finanziato dalla Direzione protezione della natura del Ministero dell'ambiente, fondamentale per monitorare gli oggetti manufatti che una volta affondati liberano fonti di inquinamento secondario, come ad esempio i relitti potenzialmente pericolosi che finiscono sul fondo del mare. La decisione di bloccare questa importante attivita' di monitoraggio e' stata presa dai lavoratori, riuniti in assemblea permanente nella sede centrale di via Brancati, dopo aver occupato per tutta la notte i locali dell'Istituto. Continua quindi la mobilitazione dei lavoratori, nonostante per chi ha il contratto scaduto sia sempre piu' difficile avere accesso all'Ispra, visto che i loro nomi sono gia' stati cancellati dall'elenco telefonico interno e i loro badge disabilitati, rendendo complesso perfino recuperare i propri effetti personali. Un'ulteriore offesa alla dignita' e alla professionalita' dimostrata durante il servizio, che per molti precari si e' prolungato oltre i cinque o dieci anni", conclude la nota.

mercoledì 1 luglio 2009

AMBIENTE: PRECARI ISPRA, IN 200 OCCUPANO NAVE OCEANOGRAFICA

(ANSA) - ROMA, 1 LUG - I 200 ricercatori e lavoratori licenziati dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno occupato oggi la nave oceanografica Astrea attraccata a Fiumicino, ''interrompendo di fatto le attivita' di monitoraggio ambientale in mare, per protestare contro la decisione presa nei loro confronti dal ministro vigilante sull'Istituto, Stefania Prestigiacomo, e dalla struttura commissariale da lei nominata''. Lo riferisce la stessa Assemblea dei precari Ispra che in una nota sottolineano come ''l'azione rappresenta una protesta contro l'allontanamento dal posto di lavoro, tra oggi e la fine dell'anno, di 430 precari, che mette a rischio molte delle attivita' dell'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente, nato appena un anno fa dall'accorpamento dei tre istituto preesistenti''. Domani, la motonave Astrea, di proprieta' dell'Ispra, avrebbe dovuto salpare verso Maratea, in Basilicata, per una campagna di studio sulle sorgenti di inquinamento affondate in mare: un progetto finanziato dalla Direzione protezione della natura del ministero dell'Ambiente. ''La decisione di bloccare questa importante attivita' di monitoraggio e' stata presa dai lavoratori, riuniti in assemblea permanente nella sede centrale dopo aver occupato per tutta la notte i locali dell'Istituto'', si legge ancora nella nota. Venerdi' 3 luglio annunciata una manifestazione davanti palazzo Vidoni, sede della Funzione Pubblica, alle 11.30 ''con tutti gli altri lavoratori precari e a tempo indeterminato del Pubblico Impiego per lo sciopero del Patto di Base, poi - ha detto Enrico Morreale del Coordinamento Precari USI RdB Ricerca - proseguiremo con un presidio davanti al Senato dalle ore 14.00''.

DL BRUNETTA E PRECARIATO, NOI NON MOLLIAMO!

PRECARIATO

Delle masse di sindacati "rivoluzionari" che hanno caratterizzato l'autunno scorso, inducendo i precari a chiedere l'unità tra tutte le sigle, oggi non v'è traccia. Evidentemente così come noi prevedevamo, ad altri la situazione attuale sta più che bene. USI/RdB ritiene invece che non ci si possa accontentare della difesa dei posti di lavoro precari, ma che si debba rilanciare e parlare nuovamente del diritto ad un lavoro stabile e garantito, diritto ad un futuro senza scadenza. Il fronte confederale che difendeva il mantenimento dello status quo (anche perché hanno in casa molti iscritti che sono anche coloro che sfruttano i precari) oggi si è sfaldato a causa delle contraddizioni che incontra chi, dopo aver accettato e sottoscritto accordi che hanno introdotto e alimentato il precariato, prova a stare dalla parte dei precari. USI RdB ha difeso i precari che rischiavano il licenziamento, ottenendo la tutela del posto di lavoro come nel caso del CRA. E nelle vicende ancora aperte nelle quali i precari sono a tutt'oggi licenziati come nel caso dell'ISPRA, siamo ancora in campo per ottenere il rinnovo dei contratti. Ma sul piano generale dobbiamo essere capaci di scrivere noi l'agenda che la politica dovrà affrontare nel prossimo autunno.

NON POSSIAMO ACCETTARE UN SEMPLICE RINVIO DELLA DATA DI SCADENZA!

VOGLIAMO CHE SI PARLI NUOVAMENTE

DI ASSUNZIONI PER TUTTI, SUBITO E DAVVERO!

VENERDÌ 3 LUGLIO

IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO DEL PUBBLICO IMPIEGO

PROCESSIONE DELLA BEATA ASSUNTA ORE 10,30 PIAZZA CAIROLI



DIPENDENTI PUBBLICI

L'attacco al pubblico impiego non si ferma, anzi aumenta di intensità. L'ultimo decreto Brunetta va ad incidere direttamente e drammaticamente sulle condizioni materiali dei lavoratori pubblici. Si mettono in discussione salario diritti e dignità dei lavoratori del pubblico impiego con provvedimenti che in nome di una presunta meritocrazia punta in realtà allo smantellamento della Pubblica Amministrazione. Peraltro i recenti provvedimenti del Governo che fanno un mezzo passo indietro sulla legge 133 in merito alla malattia e ai permessi retribuiti, mettono in evidenza come la mobilitazione di questi mesi qualche risultato l'abbia prodotto anche se rimane invariato il cosiddetto piano industriale con un impianto punitivo per i dipendenti pubblici teso a destrutturare tutto ciò che è pubblico. Mentre altri gridano alla vittoria per piccole modifiche alla legge 133, il sindacalismo di base continua ad opporsi a tutto ciò e per questo ha indetto uno


SCIOPERO GENERALE DEL PUBBLICO IMPIEGO VENERDÌ 3 LUGLIO NELLE ULTIME TRE ORE DI SERVIZIO PRESIDIO DAVANTI ALLA FUNZIONE PUBBLICA DALLE ORE 11,30 - Per favorire la partecipazione al presidio USI/RdB ha indetto un'assemblea fuori sede dalle ore 9,30 alle ore 14,00 che congiuntamente alle tre ore di sciopero coprono l'intera giornata.

USI/RdB RICERCA

LE INIZITIAVE DI GIOVEDI E VENERDI

Giovedì 2 Luglio ore 9.00

Interruzione (magari blocco totale) del convegno "Rapporto sulle criticità ambientali relative ai campi elettromagnetici e di progetti di ricerca relativi alle sorgenti di campi elettromagnetici" che si svolge nella sede ISPRA di via Curatone


Venerdì 3 Luglio

ore 9.30 - 14.00 Assemblea fuori sede sul tema del precariato a Palazzo Vidoni (verrà ricevuta una delegazione)
ore 14.00 - 17.00 Sciopero con copertura sindacale prezzo Piazza Navona


INUTILE DIRE CHE E' RICHIESTA LA MASSIMA PARTECIPAZIONE

Brunetta: «Nessun precario licenziato, dal 2010 concorsi». Cgil: passo indietro

il Messaggero - ROMA (1 luglio) - Nessun licenziamento e dal primo gennaio 2010 «concorsi per tutti». Così il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha indicato il futuro dei circa 15.746 precari della Pubblica amministrazione in possesso dei requisiti per la regolarizzazione.
«Oggi è il primo luglio e nessun precario è stato licenziato. Chi diceva che così sarebbe stato mentiva e sapeva di mentire», ha sottolineato Brunetta, riferendosi in particolare alla Cgil che nei mesi scorsi aveva lanciato l'allarme sul rischio che i precari perdessero da luglio il posto di lavoro a causa di una norma che bloccava i percorsi di stabilizzazione dei rapporti di lavoro. «Oggi secondo tanti uccellacci del malaugurio e produttori di ansia, specificamente appartenenti alla Cgil Funzione pubblica, tutti i precari della P.A. sarebbero stati licenziati», ha detto il ministro. Con questa soluzione «si ripristina la logica dei concorsi», «è il ripristino della regolarità e della legalità», ha detto il ministro.
Per i precari, ha spiegato Brunetta, si profilano procedure concorsuali pubbliche con riserva dei posti vacanti (il 40%) per i tempi determinati: nello specifico, «dal primo gennaio 2010 potrà effettuare concorsi secondo questa modalità «chi maturerà 3 anni (di contratto, ndr.) fino a settembre 2010. È il primo luglio e non abbiamo licenziato nessuno - ha sottolineato Brunetta -. Diamo dei percorsi non di stabilizzazione, né di proroga, che banalizzano il merito, ma diamo prospettive chiare». «Svuotiamo questo piccolo serbatoio», ha detto Brunetta, spiegando che è stato scelto il 40% come quota riservata dei posti vacanti perché, «rispetto a quelli che hanno requisiti e al turn over, è una formula che permette un buon assorbimento».
Dal monitoraggio del ministero emerge che a fronte di circa 15 mila lavoratori con i requisiti, quelli che gli enti intendono stabilizzare sono 13.694. Il problema dei contratti di lavoro flessibile nella P.A., ha spiegato il ministro è stato affrontato nel dl anticrisi appena varato dal Cdm, che presenta soluzioni «di ampio raggio», ma con lo stesso filo conduttore di «ripristinare il concorso pubblico», che è tra l'altro la forma di reclutamento previsto dalla Costituzione. Alle amministrazioni, comunque, ha precisato, viene lasciata la libertà di fare concorsi e di assumere o meno i precari.
Il ministro ha anche lanciato l'idea di un «Concorso day», «centralmente organizzato, con quesiti telematici e correzioni online», che sarà ora proposto alle amministrazioni e agli enti che dovranno indire i concorsi. «Faremo questa offerta agli enti per consentire a questi 15mila una chance», ha detto Brunetta, spiegando che ne parlerà con il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.
Sicilia. Da questa regolarizzazione dei precari della P.A. sono invece esclusi i 18.521 lavoratori in possesso di requisiti in Sicilia: la regione ha infatti uno Statuto autonomo e dovrà fare un provvedimento ad hoc, ha spiegato il ministro, evidenziando l'«accumulo particolare» dell'isola, dove oltre ai 18 mila precari ci sono anche 50-60 mila unità di ex lavoratori socialmente utili.
«Se Brunetta canta vittoria per un suo passo indietro sui precari è davvero in difficoltà. Fa quasi tenerezza un ministro che si vanta di una sconfitta», ha rilevato il segretario generale della Fp Cgil, Calo Podda. «Dopo un clamoroso quanto salvifico passo indietro sulle stabilizzazioni dei precari, attacca il nostro sindacato che, a suo dire, avrebbe agitato la questione dei licenziamenti di massa dei precari della pubblica amministrazione senza che ce ne fosse motivo. Dimentica il ministro che le nostre denunce erano riferite all'atto senato 1167, mai approvato, che avrebbe causato il licenziamento di almeno 60.000 precari a partire da oggi, e che sono terminate allorquando il Governo, con decreto, è tornato su suoi passi». «Che il ministro ci attacchi vantandosi di un suo passo indietro, è quantomeno comico. Un dato è certo. I precari della pubblica amministrazione tirano un sospiro di sollievo, e per noi è il risultato più importante», ha concluso.

Pantaleo (Flc Cgil), misure anticrisi insufficienti

"I provvedimenti anticrisi del governo, pur segnando alcuni punti importanti di avanzamento, non sono sufficienti a dare soluzioni credibili per tutti i precari ed a eliminare completamente le norme inique sulla malattia". Lo afferma in una nota il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo.
In riferimento alla scuola, dice, il termine del 30 Giugno come data ultima per le stabilizzazioni viene cancellato e le procedure non si esauriscono al 31 dicembre 2009 ma nel triennio 2010-2012. "Non vengono risolti i problemi degli enti di ricerca - a suo giudizio -, che non possono assumere perché bloccati dall'impossibilità di ripristinare il turn over e dai vincoli delle dotazioni organiche come Ingv e Infn. Stesse difficoltà per le università soffocate dai vincoli finanziari derivanti dai pesantissimi tagli".
Non sono state previste norme per prorogare i contratti di collaborazione di Ispra e Istat i cui 500 precari sono da oggi a casa perché licenziati. "Per la scuola - insomma - non c’è assolutamente nulla, nonostante il ministro Gelmini si sia impegnato con le organizzazioni sindacali ad attivare un piano di intereventi che evitasse il licenziamento di 18.000 docenti e personale Ata con supplenze annuali".
Sulla malattia "sono stati superati aspetti fortemente penalizzanti relativi alla reperibilità, all’incidenza delle assenze su alcuni istituti contrattuali, al pagamento da parte del servizio sanitario delle visite fiscali e non più da parte dei fondi di istituto delle scuole ma restano i tagli sul salario accessorio".
Le iniziative di mobilitazione promosse dalla Flc hanno prodotto primi risultati, a suo avviso, ma occorre continuare per garantire il lavoro ai precari della scuola, dell’università e della ricerca a partire dalla proroga di tutti i contratti per quei lavoratori che non rientrano nei processi immediati di stabilizzazione.
"Allo stesso tempo - conclude - bisogna opporsi con decisione ai contenuti del decreto Brunetta che intende demolire la contrattazione e i diritti dei lavoratori pubblici per lasciare campo libero all’arbitrio e alle clientele".

LAVORATORI ISPRA/ precari licenziati alla seconda notte di presidio

ROMA (UnoNotizie.it) - I 200 fra ricercatori, tecnici e amministrativi altamente professionali, che da oggi hanno perso il lavoro all’ISPRA, dopo aver occupato la sede centrale di Via Brancati 48 e aver passato lì la notte continuano ad oltranza il presidio. “Il Ministro Prestigiacomo non è intervenuta con un atto autorizzativo verso la dirigenza ISPRA per prorogare i contratti scaduti - dichiara Enrico Morreale del Coordinamento Precari USI RdB Ricerca – pertanto continuiamo la lotta per difendere i nostri posti di lavoro e la ricerca pubblica ambientale e ci stiamo prepariamo alla seconda notte di occupazione”. “Il nostro licenziamento - continua il sindacalista - è conseguenza diretta di una politica insensata che a parole affronta la crisi e nei fatti licenzia i precari regalando soldi alle banche. Ma noi non ci fermeremo fino a che non verremo riassunti. Venerdì 3 luglio saremo davanti palazzo Vidoni alle 11.30 con tutti gli altri lavoratori precari e a tempo indeterminato del Pubblico Impiego per lo sciopero del Patto di Base, poi proseguiremo con un presidio davanti al Senato dalle ore 14.00”, conclude Morreale.

SEDE CENTRALE ISPRA OCCUPATA DAI PRECARI LICENZIATI DELL’USI RDB

I precari con i contratti in scadenza dormiranno ad oltranza nella sede di via Brancati.

Duecento precari, fra collaboratori coordinati e continuativi e a tempo determinato, da domani perderanno il posto di lavoro dopo anni di servizio in Apat e Icram, gli Enti che dal 2008 hanno costituito ISPRA.

“È paradossale che il governo parli di interventi contro la crisi e per difendere l’occupazione e poi, di fatto, licenzi sui dipendenti, per giunta in un ente di ricerca”, dichiara Enrico Morreale del coordinamento nazionale precari USI RdB Ricerca.
“In un momento di crisi, con professionalità alte e specializzate, equivale a metterci sulla strade, noi e le nostre famiglie. Per questo abbiamo deciso che rimarremo ad oltranza nella sede centrale, perché noi siamo importanti per ISPRA e da ISPRA traiamo i nostri salari”.

“E’ importante che si sappia che ci sono i fondi e anche le norme per rinnovarci i contratti – prosegue Morreale - basterebbe un’autorizzazione del Ministro alla struttura commissariale. Ma fallito il tentativo di rinnovare i contratti attraverso una norma specifica il Ministro ed il Ministero ci ha abbandonato.
Chiediamo un intervento immediato della Prestigiacomo, che ha il dovere di intervenire per evitare i nostri licenziamenti.
La lotta è iniziata solo adesso e non abbandoneremo il nostro lavoro”, conclude il lavoratore licenziato.

AMBIENTE: PRECARI ISTITUTO ISPRA, A CASA 200 LAVORATORI

(ANSA) - ROMA, 30 GIU - Mobilitazione permanente all'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), dove sono scaduti oggi 200 contratti di precari, il cui licenziamento mette a rischio molte delle attivita' dell' Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente, nato appena un anno fa dall'accorpamento dei tre preesistenti. ''Dopo i ripetuti rinvii e gli inviti alla prudenza da parte della struttura commissariale Ispra, che diceva di contare su un incisivo intervento della ministro Stefania Prestigiacomo, oggi - e' scritto in un comunicato - e' arrivata la conferma, dopo le false indiscrezioni dei giorni scorsi su un possibile 'salvagente' nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri di venerdi' scorso''. I precari, molti dei quali gia' oggi non hanno potuto avere accesso ai locali dell'Ispra, visto che i loro badge sono stati disattivati in anticipo, sono riuniti in assemblea permanente per tutto il pomeriggio fino a sera, quando occuperanno l'ente nelle ore notturne, e invitano tutta la popolazione, la stampa, i rappresentanti politici e del mondo della scienza ad aderire alla loro mobilitazione, venendo a dimostrare la loro solidarieta'

Comunicato al Personale

Ieri pomeriggio a seguito della forte mobilitazione del personale precario e su richiesta di CGIL CISL e UIL il Commissario Straordinario dell’ISPRA, Prefetto Vincenzo Grimaldi, ha convocato le OO.SS. sulla drammatica situazione dei lavoratori precari dell’Istituto.

L’unica apertura riportata dal Commissario riguarda la disponibilità politica del Ministro Prestigiacomo a intervenire sulla questione con uno specifico emendamento in sede di conversione del “decreto anticrisi”.

Alle proposte sindacali per una soluzione amministrativa che mantenesse in servizio il personale con contratto scaduto, è stato posto un secco NO.

Di fatto allo stato attuale non vi è nulla di concreto che confermi la volontà politica del Ministro né sono stati assunti impegni formali in tal senso. Pertanto le OO.SS. giudicano l’esito dell’incontro completamente insoddisfacente e da oggi circa duecento lavoratori sono di fatto licenziati e senza prospettive concrete.

FLC CGIL, FIR CISL e UILPA-UR AFAM hanno quindi deciso di intensificare le iniziative di mobilitazione a partire dall’indizione di un presidio presso il MATTM, per il quale si stanno richiedendo le necessarie autorizzazioni, e di avviare le procedure per la proclamazione dello sciopero.

martedì 30 giugno 2009

RICERCA: ISPRA, RICERCATORI DA TUTELARE INTERVENGA IL GOVERNO

Di Umberto Guidoni - "Il caso del mancato rinnovo del contratto dei 430 ricercatori di ISPRA è emblematico dell'agire di questo governo. Da una parte si parla di valorizzare il merito e dall'altra si mandano a casa centinaia di ricercatori che hanno dimostrato negli anni la loro professionalità e competenza. Una decisione inaccettabile che svilisce e mette in ginocchio tante professionalità". Così Umberto Guidoni, esponente di Sinistra e Libertà, commenta il caso dei precari che hanno occupato l'ISPRA come forma di protesta per la perdita del proprio lavoro. "Solidarizzo pienamente con questi giovani, che rappresentano una risorsa essenziale per la ricerca italiana e, sopratutto, per il territorio visto l'importante ruolo di monitoraggio ambientale portato avanti dall'ISPRA. Ma il governo Berlusconi preferisce metterli alla porta ed utilizzare società private per compiere le rilevazioni che riguardano la qualità dell'ambiente e la salute dei cittadini. Ancora una volta - ha concluso Guidoni - dietro le ventilate razionalizzazioni si cela la volontà di affossare il servizio pubblico a vantaggio dei privati", conclude Guidoni.

Mobilitazione all'Ispra, da oggi 200 precari a casa

Roma, 30 GIU (Velino) - "Mobilitazione permanente all'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), dove sono scaduti oggi 200 contratti di precari, il cui licenziamento mette a rischio molte delle attivita' dell'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente, nato appena un anno fa dall'accorpamento dei tre preesistenti". Lo comunica in una nota l'Assemblea dei precari dell'Ispra che aggiunge: "Dopo i ripetuti rinvii e gli inviti alla prudenza da parte della struttura commissariale Ispra, che diceva di contare su un incisivo intervento della ministro Stefania Prestigiacomo, oggi e' arrivata la conferma, dopo le false indiscrezioni dei giorni scorsi su un possibile "salvagente" nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri di venerdi' scorso. I precari, molti dei quali gia' oggi non hanno potuto avere accesso ai locali dell'Ispra, visto che i loro badge sono stati disattivati in anticipo, sono riuniti in assemblea permanente per tutto il pomeriggio fino a sera, quando occuperanno l'ente nelle ore notturne, e invitano tutta la popolazione, la stampa, i rappresentanti politici e del mondo della scienza ad aderire alla loro mobilitazione, venendo a dimostrare la loro solidarieta' presso la sede centrale dell'Ispra, in via Brancati 48 (zona Eur). Ad aggravare la situazione, le voci continue su un possibile smembramento dell'Istituto e conseguente privatizzazione di controlli e ricerca ambientali, come sembra dimostrare la massiccia ricerca di personale da parte della Sogesid (Societa' pubblica del Ministero dell'Ambiente), proprio nei ruoli oggi svolti da ricercatori e personale Ispra. I precari chiedono l'attenzione dell'opinione pubblica su un rischio che riguarda non solo la loro vita e quella delle loro famiglie, ma tutta la popolazione, che ha tutto da perdere se vengono ridimensionati controlli e ricerca su temi come nucleare, rifiuti, emissioni in atmosfera e stato del mare. Per questo - conclude la nota - chiedono di essere immediatamente ricevuti dalla ministro Prestigiacomo, che dovrebbe spiegare a loro e a tutti gli italiani cosa intende fare per l'Ispra, assumendosi la responsabilita' personale e politica delle sue decisioni davanti all'opinione pubblica".

AMBIENTE. ISPRA: A CASA 200 PRECARI,NEL SILENZIO DI PRESTIGIACOMO

(DIRE) Roma, 30 giu. - Da oggi l'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha 200 persone in meno. Scadono infatti 200 contratti a termine, e nessuno di questi viene rinnovato. Risultato: "Da oggi a casa 200 lavoratori addetti a controlli e ricerca ambientale", denuncia l'assemblea dei precari Ispra. Il licenziamento di queste persone, sottolinea l'organismo, "mette a rischio molte delle attivita' dell'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente". Eppure, lamentano i precari, "dopo i ripetuti rinvii e gli inviti alla prudenza da parte della struttura commissariale Ispra, che diceva di contare su un incisivo intervento della ministro Stefania Prestigiacomo, oggi e' arrivata la conferma" dei mancati rinnovi contrattuali. Ad aggravare la situazione, continua l'assemblea, "le voci continue su un possibile smembramento dell'Istituto e conseguente privatizzazione di controlli e ricerca ambientali, come sembra dimostrare la massiccia ricerca di personale da parte della Sogesid (Societa' pubblica del Ministero dell'Ambiente), proprio nei ruoli oggi svolti da ricercatori e personale Ispra". Gia' da oggi, denuncia l'assemblea, "i precari non hanno potuto avere accesso ai locali dell'Ispra, perche' i loro badge sono stati disattivati in anticipo". Il personale non confermato, si fa sapere, stasera occupera' l'ente nelle ore notturne e chiede di "essere immediatamente ricevuto dal ministro Prestigiacomo". Lei, concludono i precari, "dovrebbe spiegare a loro e a tutti gli italiani cosa intende fare per l'Ispra, assumendosi la responsabilita' personale e politica delle sue decisioni davanti all'opinione pubblica".

RICERCA: ISPRA OCCUPATO DA PRECARI LICENZIATI, INTERVENGA PRESTIGIACOMO

Roma, 30 giu. (Adnkronos)- "Duecento precari, fra collaboratori coordinati e continuativi e a tempo determinato, da domani perderanno il posto di lavoro dopo anni di servizio in Apat e Icram, gli Enti che dal 2008 hanno costituito Ispra". Lo afferma una nota di Rdb -Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego della Confederazione Unitaria di Base annunciando che "i precari con i contratti in scadenza dormiranno ad oltranza nella sede di via Brancati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale".
"E' paradossale che il governo parli di interventi contro la crisi e per difendere l'occupazione e poi, di fatto, licenzi sui dipendenti, per giunta in un ente di ricerca" afferma Enrico Morreale del coordinamento nazionale precari Usi RdB Ricerca. "In un momento di crisi, con professionalita' alte e specializzate, -continua Morreale- equivale a metterci sulla strade, noi e le nostre famiglie. Per questo abbiamo deciso che rimarremo ad oltranza nella sede centrale, perche' noi siamo importanti per Ispra e da Ispra traiamo i nostri salari".
"E' importante che si sappia che ci sono i fondi e anche le norme per rinnovarci i contratti -prosegue Morreale- basterebbe un'autorizzazione del Ministro alla struttura commissariale. Ma
fallito il tentativo di rinnovare i contratti attraverso una norma specifica il Ministro ed il Ministero ci ha abbandonato". "Chiediamo un intervento immediato della Prestigiacomo, che ha il dovere di intervenire per evitare i nostri licenziamenti. La lotta e' iniziata solo adesso e non abbandoneremo il nostro lavoro" conclude il lavoratore licenziato.