LA PETIZIONE DA FIRMARE

domenica 22 febbraio 2009

Tempo di crisi, ma non per tutti


Faccio alcune mie considerazioni e riflessioni, sulla crisi economica e sociale del nostro paese l’Italia.
Io dico che quando c’è in corso una crisi, il paese dovrebbe chiamare a raccolta, tutte le sue forze e tutti i suoi cittadini, a collaborare per superarla. Il governo che ha le maggiori responsabilità, dovrebbe, riunire e consultare tutte le forze del paese, non escluderne nessuna, dovrebbe cercare di unire per fare fronte meglio alle difficoltà esistenti, non dividere come purtroppo sta avvenendo nei confronti dell’opposizione e di alcune organizzazioni sindacali. In questo momento delicato e difficile, c’è veramente bisogno delle idee e energie di tutti, lasciando da parte gli interessi di particolari, ma guardare quelli generali del paese. C’è bisogno di una grande collaborazione di responsabilità, di trasparenza, per trovare tutti insieme,le strategie migliori, per fare fronte ai problemi, e per fare ripartire l’economia italiana e superare le difficoltà sociali. Le istituzioni a qualunque livello, sia nazionale che locale, rendersi più efficienti, sulla produttività ma anche sulla qualità dei servizi, eliminare gli sprechi, fare la propria parte per combattere l’evasione fiscale, una maggiore attenzione ai cittadini più bisognosi. Anche alle società ed organizzazioni sportive, agli enti pubblici e privati, dalla rai a mediaset, alle aziende, darsi una calmata, e gestire gli stipendi con maggiore responsabilità. Per dirigenti, presentatori, allenatori, calciatori, conduttori di programmi televisivi, la crisi economica sicuramente non la sentono, con i loro stipendi d’oro, neanche per quei personaggi che hanno ville lussuose sparse per l’Italia. Non è possibile cari cittadini stare a guardare e stare zitti su queste cose, e in una crisi economica e sociale, seria come quella che stiamo vivendo in Italia, ci siano tanti allenatori, giocatori di calcio, piloti di automobili, di motocicletta, dirigenti, presentatori, personaggi dello spettacolo, che prendono fior di milioni di euro l’anno, poi ci siano lavoratori dipendenti, magari anche precari, che non arrivano a mille euro al mese di stipendio. Poi la cosa che mi fa veramente star male, vedere tantissimi pensionati che prendono dai 500 ai 600 euro al mese di pensione, veramente da fame. Mi chiedo dove è la serietà, la responsabilità, la coscienza civile e sociale, del nostro paese. Io dico che quando c’è in atto una crisi cosi seria, c’è bisogno della responsabilità e del contributo di tutti, proporzionata al proprio reddito. Siccome dicono gli esperti di economia che la crisi non è arrivata al suo massimo di gravità, direi che dobbiamo imboccarci tutti le maniche. A partire dal governo in carica, consultare subito tutte le forze sociali del nostro paese, ed elaborare un piano straordinario anticrisi, dove ci dovrebbero essere più stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, disoccupazione, cassa integrazione, per il precariato, aumento delle pensioni e dei salari per i lavoratori dipendenti, aumentare le detrazioni fiscali, lotta seria all’evasione fiscale, (per pagare meno e pagare tutti) e per ricuperare soldi e diminuire le tasse. Per dirigenti salari più contenuti, diminuzione delle tasse a partire dai ceti medi a quelli più in basso, maggior investimento nella sicurezza, sul territorio, sui posti di lavoro, sulle strade, investire di più anche nelle energie pulite alternative al petrolio, per la salvaguardia del ambiente. Per quanto riguarda le società sportive, aziende di ogni genere, diminuzione dei mega stipendi, per i giocatori, allenatori, presentatori, conduttori di programmi televisivi, dirigenti. Ora un invito tutti insieme diamoci da fare con molto più impegno, prendersi ognuno la propria responsabilità, da protagonisti non da spettatori, con le nostre proposte, le nostre idee, i nostri suggerimenti, se ci metteremo al servizio del paese, con coscienza e responsabilità, contribuiremo sicuramente a superare la crisi, ma anche costruire una società, più sicura, più equa, più solidale, più giusta, nell'interesse del bene comune.

Draghi: il peggio deve venire


Tremonti: abbiamo fatto il possibile


Il peggio deve ancora arrivare, l'impatto della crisi sull'occupazione «non si è ancora pienamente manifestato». Ma si farà sentire a stretto giro con un aumento della cassa integrazione e la perdita di posti di lavoro.

Quanto agli interventi, è vero che il governo ha esteso gli ammortizzatori sociali a categorie che prima non li avevano, ma non basta, bisogna fare di più. Al congreso del Forex, il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, traccia un quadro a tinte fosche e non risparmia frecciate al governo. Parlando a banchieri e operatori finanziari, dice che tutti gli indicatori «prefigurano un netto deterioramento» della situazione. Anche le imprese «si attendono una flessione dell'occupazione nei prossimi mesi» dice Draghi e prefigura che il calo della produzione industriale porterà «all'aumento della cassa integrazione». La crisi colpirà soprattutto le categorie più deboli «quelle meno protette come i precari, i giovani e le famiglie a basso reddito». Nel terzo trimestre 2008 i lavoratori a termine, interinali e a progetto erano quasi tre milioni e per circa quattro quinti di loro il contratto scade entro un anno. Sono questi che rischiano di più. Draghi riconosce al governo di aver «esteso ai lavoratori atipici la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali» ma va fatto di più. Ovvero «una riforma organica che copra tutti i lavoratori dal rischio della disoccupazione, favorendone il rientro nell'attività produttiva». Per il Governatore è essenziale, come antidoto alla recessione, che si ristabilisca la fiducia. Non solo. Occorre ripulire i bilanci bancari dai titoli tossici, pensare a forme nuove di ricapitalizzazione anche con garanzie pubbliche e ricorrere senza remore al salvagente offerto dai Tremonti bond. L'obiettivo è di rafforzare le banche italiane, che pure sono messe meglio di quelle estere, ed evitare strette sul credito alle imprese. Draghi propone garanzie pubbliche non solo sui titoli tossici esistenti, ma anche sulle nuovi emissioni così da ridurre il rischio e permettere alla banche di collocarle sul mercato per finanziarsi. Al governo chiede sgravi fiscali sulle perdite sui crediti. Immediata la replica di Tremonti. Il ministro dell'Economia propone di trasferire a enti separati, le cosiddette bad banks, i titoli più rischiosi e lancia una frecciata a Draghi ricordandogli che spettava alla Banca d'Italia la vigilanza sulle banche. Quanto alle misure sull'occupazione, Tremonti sottolinea che «è stato fatto il possibile» a cominciare da un accordo con le Regioni sugli ammortizzatori sociali. Sull'uso dei Tremonti bond è intervenuto anche l'ad di Unicredit Alessandro Profumo. «Per il governo sono un buon investimento, per noi un'assicurazione. Non vanno però visti come un'attività salvabanche, ma servono a dare capitali per far crescere gli impieghi». L'allarme occupazione ha scatenato la reazione dei sindacati. Per Angeletti, leader della Uil, «con gli allarmismi non si salvano i posti di lavoro» mentre per Bonanni (Cisl) occorre uno sforzo congiunto di governo e parti sociali.

Crisi, Draghi: «La disoccupazione aumenterà»

Per il governatore di Bankitalia la crisi deve innescare riforme strutturali

Fasce deboli, lavoratori precari, giovani e famiglie a basso reddito: sono le categorie che, nell'analisi del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, risentiranno di più della caduta della domanda. Per uscire in tempi rapidi dalla crisi occorre ridare fiducia nelle prospettive di lavoro e di reddito, adottare azioni forti di sostegno all'economia e consolidare il sistema finanziario. Botta e risposta con il governo. Draghi: «Tutti gli indicatori prefigurano un netto deterioramento». Tremonti: «Fatto tutto il possibile». La disoccupazione aumenterà. L’allarme arriva dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, intervenuto sabato a Milano al quindicesimo congresso del Forex. Parlando a una platea di banchieri e operatori finanziari, Draghi ha avvertito che «le ripercussioni sull’occupazione non si sono ancora pienamente manifestate» e che «gli indicatori disponibili per i mesi più recenti prefigurano un netto deterioramento». A risentire di più della caduta della domanda saranno «le fasce deboli e meno protette, i lavoratori precari, i giovani, le famiglie a basso reddito». La categoria maggiormente a rischio è quella dei quasi tre milioni di lavoratori a termine, interinali e a progetto che vedono il loro contratto in scadenza. Il futuro dunque non è roseo. Per questo il governatore della Banca d’Italia detta la strategia da seguire nei prossimi mesi. L’uscita dalla recessione potrà verificarsi in tempi brevi soltanto se gli interventi saranno «globali, di ampia portata, il più possibile coordinati» e se il governo saprà sfruttare la crisi per adottare riforme strutturali, capaci di far crescere l’Italia di più e meglio. «L’uscita dalla recessione sarà tanto più rapida quanto prima si ristabilirà la fiducia nelle prospettive di lavoro e di reddito, nel ritorno a una crescita equilibrata, nella solidità del sistema finanziario». Il messaggio di Draghi è chiaro: no al pessimismo di chi vede soltanto nubi nere all’orizzonte e al contempo un invito a fare di più in materia di interventi pubblici e di politiche economiche, soprattutto per le fasce deboli le cui capacità di consumo vanno sostenute. La frecciata diretta al governo ha innescato subito la replica del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che si difende: «Il governo ha da tempo gestito nei termini che poteva e doveva questo fenomeno. Pochi giorni fa abbiamo siglato con le Regioni un importante accordo sugli ammortizzatori sociali. Noi siamo convinti di aver visto per tempo i fenomeni e di averli gestiti nel modo migliore». Dal canto suo, Draghi riconosce al governo di avere esteso ai lavoratori atipici la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali ma chiede che la riforma tuteli tutti i lavoratori dal rischio della disoccupazione, facendoli rientrare nel ciclo produttivo. Il numero uno della Banca d’Italia ha inoltre approvato il ricorso ai Tremonti bond in un’ottica di nuove forme di ricapitalizzazione, di rafforzamento delle banche italiane e di pulizia dei bilanci bancari dai titoli tossici. «Se i fondi messi a disposizione dallo Stato – ha spiegato Draghi – sono di dimensione adeguata, se le condizioni che accompagnano gli interventi sono ragionevoli e concrete, senza ingerenze amministrative nelle scelte imprenditoriali, non si esiti a utilizzarli». Nel sottolineare l’esigenza di una forte azione per sostenere l’economia, il governatore di Bankitalia ha parlato anche di misure protezionistiche, i cui effetti sono a lungo andare negativi. Pur riconoscendo che il ricorso a queste politiche è naturale in tempi di crisi e che nell’immediato può offrire qualche beneficio, il protezionismo ha una natura «certamente illusoria e distruttiva nel medio periodo» e un suo impiego esagerato «potrebbe avere effetti deleteri, innescando un ciclo di ritorsioni commerciali».

Draghi: crisi colpisce piu' deboli, bene Governo su precari

Resta esigenza riforma organica ammortizzatori sociali

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 feb - Proteggere le
fasce piu' deboli e meno protette della popolazione, come i
lavoratori precari, i giovani e le famiglie a baso reddito,
che rischiano di essere colpite piu' duramente dalla crisi:
e' il messaggio lanciato dl Governatore di Bankitalia, Mario
Draghi, al Forex di Milano. In questa direzione, dice
Draghi, e' andato il provvedimento del Governo che ha esteso
ai lavoratori atipici la possibilita' di accedere agli
ammortizzatori sociali. Tuttavia, ha aggiunto Draghi, resta
"l'esigenza di una riforma organica, che copra l'insieme dei
lavoratori tutelandoli dal rischio della disoccupazione,
favorendone il rientro nell'attivita' produttiva".

DRAGHI: ALLARME OCCUPAZIONE, PARTICOLARMENTE A RISCHIO I LAVORATORI PRECARI


La caduta della domanda puo' colpire con particolare intensita' le fasce deboli e meno protette e in particolare i lavoratori precari: e' il governatore Draghi a lanciare l'allarme occupazione nel suo intervento al 15* congresso Aiaf Assiom Atic Forex. ''Per piu' di dieci anni - ha detto - l'occupazione e' cresciuta in Italia a ritmi sostenuti. Tra il 1995 ed il 2008 si erano creati tre milioni e mezzo di posti di lavoro, sopratutto grazie all'andamento moderato delle retribuzioni e alla maggiore flessibilita' del lavoro. Sono piu' che raddoppiate - ha proseguito Draghi - le posizioni temporanee: nel terzo trimestre del 2008 l'insieme dei lavoratori a termine, interinali e a progetto sfiorava i tre milioni. Per circa quattro quinti di questi lavoratori il contratto giunge a scadenza entro un anno. Su di loro grava un rischio particolare''.

Ricominciamo noi! lunedì a Casalotti per riunione preliminare GdL statuto ISPRA


La lotta per la difesa del nostro lavoro e delle nostre professionalità, a questo punto, deve necessariamente assumere altre forme oltre alla protesta. Ai nostri "NO" è ora di affiancare anche delle proposte concrete e la nostra visione dell'ISPRA. L'intenzione è di concretizzare e realizzare la proposta lanciata all'inizio della settimana scorsa, ed emersa anche dal confronto con
tanti colleghi, che consiste nel promuovere un'assemblea di tutto il personale dell'ISPRA per organizzare dei gruppi di lavoro che elaborino bozze di statuto, struttura, funzioni e organizzazione del nuovo ente da presentare all'amministrazione, prima che nel silenzio generale venga elaborata un'idea ritagliata a posteriori sui "superstiti" dello sfoltimento delle "risorse umane"." Per far questo serve il contributo dei lavoratori di tutti e tre gli ex-enti APAT, ICRAM e INFS, oltre a motivazione ed energie. L'idea è stata già abbracciata anche da alcuni colleghi strutturati che hanno dato la loro disponibilità a collaborare. La riunione preliminare si terrà a Casalotti martedì 24 febbraio la mattina verso le 10.30. Per gli altri incontri si pensa alla sede di Brancati. Se abbiamo già idee e proposte non esitiamo a portare documenti e quant'altro possa rappresentare già una base di partenza per i lavori, così da guadagnare tempo prezioso. Per raggiungere l'istituto:
http://www.icram.org/cometrovarci.htm


Ai fini organizzativi sarebbe utile capire l'adesione all'iniziativa. Ci vediamo martedì a Casalotti!!!!

Francesca Assennato, Andrea Fiorentino, Michela Mannozzi.

lunedì 16 febbraio 2009

EMENDAMENTO AMMAZZA-PRECARI


Il 19 febbraio l'emendamento ammazza-precari di Brunetta, che ormai è diventato l'art.7 del DDL A.S. 1167 (DISPOSIZIONI IN MATERIA DI STABILIZZAZIONE) sarà discusso dalla Commissione Lavoro del Senato nell'assoluto e assordante silenzio che sta accompagnando questo provvedimento normativo. Se passa l'ammazza-precari così com'è, dal 1 luglio 2009 sono abrogati tutti i commi delle finanziarie 2007 e 2008 che prevedevano le conversioni a TD dei cococo (519) o le stabilizzazioni dei TD (519, ecc.) o la sanatoria (417,ecc. ).

FERMIAMOLI!!




Art. 7.

/(Disposizioni in materia di stabilizzazione)/

1. A decorrere dal 1º luglio 2009 sono abrogati i commi 417, 418, 419, 420, 519, 529, 558, 560 e 644 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e i commi 90, 92, 94, 95, 96 e 97 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fatte salve, fino al 31 dicembre 2009_, le disposizioni speciali contenute nella normativa abrogata riferite al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e a quello di cui all'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive modificazioni. Fermo restando quanto previsto dai commi 3 e 4 del presente articolo, sono in ogni caso fatte salve le procedure di stabilizzazione in corso, per le quali si sia proceduto all'espletamento delle relative prove selettive alla data di entrata in vigore della presente legge. Tali procedure di stabilizzazione devono in ogni caso concludersi entro il 30 giugno 2009.
2. A decorrere dal 1º luglio 2009, alla data di scadenza dei relativi contratti, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, non possono in alcun caso proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli di lavoro subordinato a tempo determinato in contrasto con la disciplina di cui agli articoli 7, comma 6, e 36 del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni. Il divieto di cui al presente comma si applica, con la medesima decorrenza, anche ai contratti prorogati ai sensi dell'articolo 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dell'articolo 3, commi 92 e 95, della legge 24 dicembre 2007, n. 244; tali contratti sono risolti alla data di scadenza oppure, ove manchi il termine finale del contratto, il 30 giugno 2009.
3. Nel triennio 2009-2011, le amministrazioni di cui al comma 2, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e previo espletamento della procedura di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono bandire concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti non superiore al 40 per cento dei posti messi a concorso per il personale non dirigenziale in servizio alla data del 1º gennaio 2007 con contratto di lavoro a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006, o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel
quinquennio anteriore al 1º gennaio 2007, e per il personale non dirigenziale in servizio alla data del 1º gennaio 2008 con contratto di lavoro a tempo determinato che consegua i tre anni di anzianità di servizio in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007.
4. Nel triennio 2009-2011, le amministrazioni di cui al comma 2, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e previo espletamento della procedura di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono altresì bandire concorsi pubblici per titoli ed esami, finalizzati a valorizzare con apposito punteggio l'esperienza professionale maturata dal personale di cui al comma 3 del presente articolo nonché dal personale che ha prestato attività lavorativa presso le pubbliche amministrazioni per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, in virtù di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati anteriormente a tale data.
5. Per il triennio 2009-2011, le amministrazioni di cui al comma 2, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti in materia di assunzioni, possono assumere, limitatamente alle qualifiche di cui all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni, il personale in possesso dei requisiti di anzianità previsti dal comma 3 del presente articolo maturati nelle medesime qualifiche e nella stessa amministrazione. Sono a tal fine predisposte da ciascuna amministrazione apposite graduatorie, previa prova di idoneità ove non già svolta all'atto dell'assunzione. Le predette graduatorie hanno efficacia non oltre il 31 dicembre 2011.
6. Nella programmazione triennale del fabbisogno rideterminata ai sensi del presente articolo e delle norme in materia di organici recate dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le amministrazioni di cui al comma 2 prevedono le procedure di mobilità, i concorsi da bandire e le assunzioni da effettuare compatibilmente con i vincoli finanziari scaturenti dal regime delle assunzioni e con quelli relativi al contenimento della spesa per il personale.
7. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le amministrazioni di cui al comma 2 trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei ministri -- Dipartimento della funzione pubblica l'elenco del personale, in servizio alla medesima data di entrata in vigore, assunto con contratti di lavoro a tempo determinato e avente i requisiti di cui al comma 3. Le amministrazioni indicano per ciascuna unità di personale la qualifica posseduta, la data di inizio del relativo rapporto, specificando le date delle eventuali proroghe e rinnovi, le modalità delle procedure concorsuali svolte, nonché l'esigenza di proseguire il rapporto di lavoro. Le stesse amministrazioni comunicano altresì il numero delle graduatorie ancora vigenti, indicando le qualifiche cui esse si riferiscono, la data di approvazione delle graduatorie stesse e il numero dei vincitori eventualmente ancora da assumere. I vincitori di concorsi appartenenti alle suddette graduatorie hanno priorità per l'assunzione rispetto al personale assunto a tempo determinato.
8. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e sentiti i Ministri interessati, sono stabiliti i criteri e le modalità in base ai quali le amministrazioni possono proseguire, anche in deroga al comma 2 e comunque non oltre l'espletamento delle procedure concorsuali di cui al comma 3, i rapporti di lavoro a tempo determinato del personale di cui al comma 7, nel rispetto dei vincoli finanziari e di bilancio previsti dalla legislazione vigente.
9. Le disposizioni dei commi 7 e 8 non si applicano per il personale di cui al comma 5


RICOMINCIANO LE VOCI


Erano ormai troppi giorni che non si sentivano voci (il che era già molto inquietante), quando ecco che puntuale si ricomincia: la solita "voce di corridoio" (che alla fine vuoi o non vuoi ha sempre un fondo di verità), vuole che l'ennesimo dirigente abbia avuto un colloquio con il Commissario, il quale ha dichiarato che a Giugno sarà mattanza (fatti salvi pochissimi eletti.....raccomandati?). Del concorso non se hanno notizie se non chè bisognerà aspettare dopo Giugno (Settembre nelle stime più ottimistiche, visto che lor signori andranno in vacanza..., probabilmente Ottobre, perchè bisogna carburare dal post-ferie, ossia Novembre, ma si sà che è un mese caldo e denso di impegni, quindi il 31 Dicembre perchè ultima data utile...ma!!!!!). I primi a pagare sono stati i colleghi ex Icram e Infs (che nonostante le rassicurazioni di TUTTI sono ancora a casa), poi saranno sicuramente i Co.Co.Co. diplomati, poi i laureati (ricordiamoci che bisogna essere altamente specializzati : tre lauree, due dottorati, un post dottorato e un master di II° livello, e chi più ne ha più ne metta, per essere confermati) senza dimenticarci che, pur avendo avuro l'ok ad avviare la stabilizzazione, anche i colleghi Td non sanno di che morte morine. E nel frattempo? ... ma sicuramente si trova qualcosa da fare visto che siamo tutti pischelletti di 35/40 anni, senza famiglia, figli, mutuo e che non siamo in recessione e che di lavoro se ne trova a bizzeffe; e poi vuoi mettere il brivido di non poter pagare gas e luce (che fico!!!), e di partecipare al fantomatico concorso da esterni? (allora si che avremmo le possibilità di entrare). L'andazzo è noto: fuori noi e dentro altri. Per usare un francesismo...mi sono rotto il cazzo di chi ci considera solo numeri, di chi ci governa e racconta solo una marea di frottole per abbindolare il popolo in modo da farsi eleggere presidente della repubblica, di chi come i sindacati fanno solo e soltanto parole e vanno a braccetto con i commissari. BASTA!!! ABBIAMO UN CERVELLO, DUE BRACCIA, DUE GAMBE, SIAMO PERSONE!!!!!!!!

Tremorti e il Nuovo Ordine Mondiale


Tremorti è in giro per l’Europa a parlare di Nuovo Ordine Mondiale. Lo psiconano inizia a nutrire qualche preoccupazione per l’economia. La Marcegaglia degli inceneritori annuncia un rischio povertà. L’Italia produce sempre meno, - 0,9% il PIL nel 2008. L’Italia si indebita sempre di più, il debito pubblico è di quasi 1.700 miliardi di euro. Dall’inizio dell’anno centinaia di migliaia di precari hanno perso il lavoro in silenzio. Tecnicamente non erano dipendenti, ma lavoratori a progetto. Terminato il finto lavoro a progetto, in realtà un vero lavoro continuativo, tutti a casa senza nessun paracadute sociale grazie alla legge Maroni intestata a Biagi. Il precario del 2007 è diventato il non licenziato del 2009. Nè vivo, nè morto, uno zombie sociale.
Le fabbriche chiudono senza sosta nell’indifferenza dell’informazione. Dei manifestanti non si occupa la solidarietà pubblica. Il manganello della Polizia arriva invece implacabile sul cranio del cassintegrato, del disoccupato, del padre di famiglia che alza la voce. Gli stabilimenti Fiat di Pomigliano D’Arco hanno funzionato solo per poche settimane dall’agosto 2008, sono a rischio chiusura. La protesta è finita a mazziate la scorsa settimana sull’autostrada. Non è l’unica, sono decine, note però solo ai mazziati e ai mazzolatori. I lavoratori dell’INNSE, fabbrica chiusa dopo decenni, sono stati caricati il 9 febbraio a Milano. Un militare per ogni bella ragazza e un celerino per ogni operaio disoccupato.
Ormai parlare degli zoccoli dei bisonti è riduttivo. Ogni giorno mi arrivano appelli di lavoratori di aziende che chiudono da ogni parte d’Italia.Testa d’Asfalto si preoccupa delle intercettazioni e di fare propaganda elettorale in Sardegna mentre l’Italia affonda. Le isole di disoccupazione sono ancora a macchia di leopardo, ma entro giugno si salderanno tra loro. I celerini non basteranno, bisognerà chiedere aiuto ai caschi blu. A inizio gennaio il PIL per quest’anno era -1%, dopo poche settimane siamo arrivati a previsioni di -3%. Il gettito fiscale diminuirà per l’effetto combinato di chiusura delle fabbriche e della caduta dei consumi. L’ultimo salvagente di Tremorti per continuare a pagare le pensioni e gli stipendi dei quasi quattro milioni di dipendenti pubblici sono i titoli di Stato. Tra nuove emissioni e titoli in scadenza sono da acquisire dal mercato centinaia di miliardi di euro per coprire il debito dello Stato. Insieme ai nostri ci saranno, però, anche migliaia di miliardi di euro di titoli messi in vendita dagli altri Stati. Che sono meno indebitati di noi e senza rischio default. Tremorti è ormai in pieno delirio. Se lo intervisti fugge. Quando parla da solo nomina il Nuovo Ordine Mondiale. Se non sarà tsunami, mi mangio il cappello.

Il "Merda Wall" di D'Alia contro Internet


Il senatore D'Alia dell'UDC vuole oscurare la Rete. Ha proposto un emendamento, approvato in Senato, a un disegno di legge di Brunetta che obbligherà i provider a oscurare siti, blog o social media come YouTube e Facebook su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione, ad esempio un filmato o un gruppo che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Senza nessuna sentenza della magistratura. Questo, oggi, avviene solo in Cina. In una dittatura. I cinesi hanno eretto contro l'informazione di Internet un "Golden Wall", si sono ispirati alla Muraglia Cinese. D'Alia vuole costruire un "Merda Wall", si è ispirato allo psiconano.
Il vero concorrente di Mediaset è YouTube. Mediaset non la comprerei neppure se me la regalassero. La pubblicità sta abbandonando la televisione e l'informazione si fa in Rete. Mettere Internet sotto il controllo del potere esecutivo vuol dire chiuderla di fatto e tappare la bocca ai cittadini liberi.
Marco Pancini di Google ha dichiarato:"No, le leggi ad Aziendam che poi hanno un impatto su tutto l’ecosistema non si possono fare. E bisognerebbe evitare di portare l’Italia a livello dei peggiori paesi del mondo in fatto di reati d’opinione". L'Italia stessa è ormai un Paese ad Aziendam e in quanto a perseguire reati di opinione non siamo secondi a nessuno.
Lo Stato è nostro e noi ce lo riprenderemo. Testo: Dall'intervista di Alessandro Gilioli al sen. D'Alia pubblicata su "L'Espresso" A. Gilioli: Io volevo parlare di questo emendamento: innanzitutto, spieghi lo scopo e l'utilità.

D'Alia: L'emendamento introduce l'articolo 50 bis al pacchetto sicurezza, che consente al ministro dell'interno, su comunicazione dell'autorità giudiziaria che procede per delitti di istigazione a delinquere o apologia di reato, attribuisce al ministero dell'interno il potere di disporre che i fornitori di connettività alla rete internet utilizzino gli strumenti di filtraggio nei confronti di quei siti o social network che contenessero, diciamo, dichiarazioni e quant'altro connesse a queste ipotesi di reato.
Cioè, è una norma che serve a cominciare a intervenire nella regolamentazione di internet e questo nasce sostanzialmente dalle vicende che hanno riguardato Facebook, della comparsa su quel social network di gruppi inneggianti a Riina, Provenzano, alle Brigate Rosse eccetera.
E poiché non vi è alcuno strumento, nell'ordinamento, che consenta un intervento immediato qualora ovviamente si ravvisi un'ipotesi di reato, cioè qualora la magistratura stia indagando, il ministro dell'interno interviene con uno strumento di natura squisitamente cautelare che serve ad evitare che vi sia una moltiplicazione di questi siti o di queste manifestazioni illecite sulla rete.
Ovviamente, tutto questo avviene con la possibilità del ricorso all'autorità giudiziaria da parte degli interessati, e comunque attraverso una procedura di natura contraddittoria anche con i gestori dei siti a cui viene notificata una diffida ad oscurare o cancellare quelle parti che sono in contrasto con le posizioni citate.

A. Gilioli: Però, senatore, mi permetta di interromperla. La contestazione che viene fatta è proprio questa: io ho letto bene il suo emendamento, non si parla di cancellare le parti ma di oscurare il sito. Allora si dice: se c'è un gruppo su facebook che incita a Provenzano piuttosto che altre cose, gli effetti del suo emendamento non sarebbero cancellare quella pagina ma oscurare l'intero sito.

D'Alia: Ma mi scusi: se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito, è giusto che il sito venga oscurato. Il ministero diffida il gestore, il gestore poi ha due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare dal sito i gruppi oppure non ottemperare. Se non ottempera si rende complice di chi inneggia a Provenzano e Riina quindi è giusto che venga oscurato.

A. Gilioli: All'interno di YouTube, per esempio, ci sono diversi video che potrebbero ricadere, forse, all'interno della tipologia da lei enunciata. Se YouTube non cancella quei video viene oscurato l'intero YouTube?

D'Alia: Secondo me si, certo.

A. Gilioli: Ancora un altro caso...

D'Alia: Le faccio un esempio: se su YouTube esce un video, come è successo e peraltro ci sono state diverse polemiche, in cui quattro ragazzi picchiano un loro coetaneo disabile - peraltro, in questo caso siamo in presenza della rappresentazione di un reato non è che siamo in presenza di una apologia: c'è la diretta o la riproduzione di un film in cui viene commesso un illecito penale - è giusto che un sito lo mantenga? Io credo di no.

A. Gilioli: Un altro caso: c'è una discussione online, nei siti, nei forum. Fra utenti del forum può capitare che ci si insulti o anche che ci si minacci. Lei questo lo ritiene una tipologia...

D'Alia: Se io minaccio qualcuno, lo minaccio nella realtà o su internet sempre un reato è.

A. Gilioli: Le faccio un'altra tipologia: io sono ipoteticamente autore di un blog. All'interno del mio blog qualcuno, tra i commentatori del mio blog, mi insulta, minaccia. Io che sono il blog master e quindi ritengo che sia giusto lasciare aperto il mio blog a ogni voce, comprese quelle che mi minacciano e mi insultano, non tolgo queste voci.
Anche in questo caso si rientra nella tipologia?

D'Alia: Guardi, rientrano tutte quelle ipotesi che sono previste dal codice penale nell'ambito dei delitti di istigazione a delinquere o disobbedire alle leggi. I delitti di apologia di reato, che sono previste dal codice penale o da altre disposizioni. Sono tutte ipotesi che sono ricondotte a fattispecie illecite, che sono già sanzionate nel codice penale e che quindi hanno la necessità di essere sanzionate in tutte le loro manifestazioni. Non è che cambia se io faccio un ciclostile con cui dico che Riina...

A. Gilioli: Scusi senatore, stiamo parlando dei commenti a un blog...

D'Alia: Guardi, i commenti a un blog non è che sono diversi: se in un commento a un blog io dico che le Brigate Rosse hanno fatto bene ad uccidere Moro, questa si chiama apologia di reato. Che io lo faccia sul blog, con un telegramma, su un bigliettino, con un comunicato stampa non cambia: sempre di reato si tratta e va perseguito, e va perseguito colui il quale se ne fa complice pubblicando queste porcherie, ivi compreso se è un gestore di internet tanto per essere chiari.
Io la penso in questo modo.

A. Gilioli: Senta senatore: lei è un frequentatore della rete?

D'Alia: Certo

A. Gilioli: Su facebook ci va?

D'Alia: No, su facebook vado poco perché mi indigna vedere su quel sito che si censurino le mamme che allattano i figli perché si ritiene esteticamente un fatto offensivo, antiestetico e poi si consenta a vari gruppi, ad esempio "Omaggio a Cutolo, chi è parente di pentiti infami e confidenti è pregato di non iscriversi a questo sito dedicato a Cutolo". Io non ci vado perché questo sito che censura le mamme, come dichiara peraltro correttamente Articolo 21, e consente queste porcherie è un sito indegno, dal mio punto di vista.
Con tutto il rispetto per chi vi accede.

A. Gilioli: Lei è conscio del fatto che se in Italia si chiude YouTube e Facebook siamo peggio della Birmania?

D'Alia: Guardi, io non sono per chiudere né Facebook né YouTube: io sono perché Facebook e YouTube rispettino le vittime di mafia, del terrorismo e degli stupri.

A. Gilioli: E se non le rispettano?

D'Alia: Se non le rispettano non possono avere il rispetto dello Stato.

A. Gilioli: Quindi vanno chiusi.

D'Alia: E' evidente."

venerdì 13 febbraio 2009

LAVORO: PRECARI ISPRA, USI RDB INCONTRA ASSESSORE COMUNE ROMA


Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-RdB Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. Ne riferisce Claudio Argentini, della Segreteria nazionale USI-RdB Ricerca: "L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la citta' di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese". "Bordoni - continua l'esponente sindacale - si e' impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiedera' all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sara' un'azione piu' generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema". "La lotta sara' dura, anche perche' solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte", conclude il dirigente Usi RdB Ricerca.


giovedì 12 febbraio 2009

Decreto "Milleproroghe": votata la fiducia dal Senato


L'Aula di Palazzo Madama ha approvato, con 162 sì e 126 no, l'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del ddl 1305, di conversione in legge del decreto-legge n. 207 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti (cosiddetto "milleproroghe"), sul quale il Governo ha posto ieri la questione di fiducia. La parola passa ora alla Camera. L'Assemblea del Senato ha avviato nel pomeriggio la discussione del disegno di legge n. 1306 di conversione in legge del decreto-legge n. 208 recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente. Il relatore, sen. D'Alì (PdL), ha dato conto dei lavori svolti in Commissione, dove sono state messe a punto modifiche migliorative grazie all'aperto e approfondito confronto fra tutti i Gruppi parlamentari. Il decreto proroga le Autorità di bacino fino all'entrata in vigore del DPCM relativo alle nuove Autorità; introduce una forma di risoluzione stragiudiziale del contenzioso riferito alle procedure di rimborso delle spese di bonifica e ripristino di aree contaminate e al risarcimento del danno ambientale; prevede norme per la funzionalità dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e per la continuità operativa della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale; interveniene sulle norme che disciplinano la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani, i rifiuti ammessi in discarica e la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; prevede infine il finanziamento della spesa di 100 milioni di euro per fronteggiare le situazioni di emergenza a seguito dei fenomeni alluvionali verificatisi nel mese di dicembre. La Commissione ha ritenuto necessario approvare una serie di emendamenti di carattere aggiuntivo, finalizzati ad inserire disposizioni volte a rafforzare l'azione delle pubbliche autorità a salvaguardia dell'ambiente, a promuovere iniziative e progetti di educazione ambientale nella scuola superiore e nelle università, a valorizzare il mercato dell'usato nella prospettiva fondamentale della prevenzione e riduzione dei rifiuti, ad agevolare la realizzazione di interventi di recupero ambientale di siti. In discussione generale sono intervenuti i sen. Della Seta, Mazzuconi, Soliani (PD), Russo (IdV), Monti (LNP) e Fluttero (PdL). Premesso che provvedimenti legislativi di proroga di disposizioni vigenti impediscono certezza del quadro normativo, l'opposizione ha sottolineato il carattere di provvedimento omnibus in materia ambientale del decreto, rispondente più ad esigenze di controllo politico dell'Esecutivo che a reale urgenza e dove peraltro non trovano collocazione misure pur necessarie quali quelle legate ai gravi eventi alluvionali che hanno colpito recentemente il Paese; così come i temi del dissesto idrogeologico, della protezione ambientale e della protezione civile non ricevono l'attenzione che meriterebbero, né si introducono previsioni di prospettiva volte, ad esempio, a ridurre la produzione di rifiuti. Esaurito l'esame degli emendamenti riferiti ai primi sette articoli del decreto, la seduta si è interrotta sulla votazione dell'emendamento 7.1 a causa della mancanza del numero legale. Il seguito della discussione del provvedimento è stato rinviato alla seduta antimeridiana di domani.

Nella seduta antimeridiana

Con 162 voti favorevoli e 126 contrari, il Senato ha accordato la fiducia al Governo approvando in prima lettura il ddl n. 1305 di conversione in legge del decreto-legge n. 207 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti. L'originario testo del decreto-legge è stato sostituito dal maxiemendamento del Governo, con cui sono state introdotte modifiche sulla base dell'approfondito lavoro svolto in Commissione affari costituzionali. Il cosiddetto decreto milleproroghe presenta una scadenza temporale più avanzata rispetto al decreto originario e una sistematizzazione delle norme raccolte sotto Capi corrispondenti ai vari Ministeri. In sede di dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia, il sen. Olivo (MPA) ha dichiarato voto favorevole ad un provvedimento che costituisce un atto dovuto per il buon andamento della pubblica amministrazione, richiamando però il Governo ad ottemperare agli impegni assunti con gli elettori del Mezzogiorno che tanto hanno contribuito al suo successo. Voto contrario è stato dichiarato dal sen. Pinzger (UDC-SVP-Aut) che ha rilevato l'assenza di urgenza e l'eterogeneità rispetto all'oggetto del decreto-legge di molte delle norme in esso contenute, che peraltro dimostrano l'incapacità della pubblica amministrazione di garantire efficienza alla propria azione. Contrario anche il voto dichiarato dal sen. Pardi (IdV), per il quale il decreto milleproroghe, caricato peraltro di misure clientelari, rappresenta la definitiva demolizione del mito della finanziaria estiva risolutiva di ogni esigenza, mito alimentato dal Governo che invece nel frattempo ha dovuto a più riprese rimettere mano ai conti. La fiducia al Governo è stata dichiarata dal sen. Massimo Garavaglia (LNP) che, malgrado il mancato accoglimento di alcune proposte avanzate dal Gruppo, ha apprezzato in particolare il cambio di rotta a favore dei Comuni rispetto ai vincoli del patto di stabilità interno. Il sen. Ceccanti (PD) ha dichiarato il convinto voto contrario del Gruppo, soprattutto per le continue forzature operate dal Governo su temi come il ricorso a maxiemendamenti da sottoporre a questione di fiducia, l'uso abnorme della decretazione d'urgenza, la questione democratica e il fastidio per i vincoli. Infine, voto favorevole è stato dichiarato dal sen. Boscetto (PdL), ad avviso del quale il testo avrebbe dovuto essere valutato positivamente anche dall'opposizione alla luce dei tanti miglioramenti inseriti grazie al proficuo e concorde lavoro svolto in Commissione. In precedenza, nel corso della discussione sulla fiducia, i sen. Adamo, Vita, Blazina, Micheloni, Andria, Pinotti, Casson, Nerozzi, Marco Filippi, Tomaselli (PD), Carlino, Lannutti, Li Gotti e Mascitelli (IdV) avevano lamentato l'ennesimo ricorso alla fiducia, che espropria il Parlamento delle sue prerogative e nasconde in realtà la sfiducia dell'Esecutivo nei confronti della sua stessa maggioranza. Nel merito, molte sono le misure criticabili, dagli ulteriori tagli inferti al settore della giustizia al rinvio dell'entrata in vigore delle norme sulla class action, e altrettanto criticabili sono le omissioni, in particolare l'assenza di misure di sostegno al settore agroalimentare e della pesca, ai precari e ai disoccupati. Opposto il giudizio dei sen. Benedetti Valentini, Bornacin, Santini (PdL) e Mauro (LNP) che, pur prendendo atto del mancato intervento in riferimento a settori e situazioni meritevoli, hanno sottolineato come le norme contenute nel provvedimento siano tutte necessarie e corrispondenti ad esigenze reali dei molti settori coinvolti.

Istituto di geofisica: scioperano i precari. Lavorano per la sicurezza, senza sicurezza

ROMA - Giovedì 12 febbraio, dalle 10 davanti alla sede nazionale del dipartimento di Protezione Civile a Roma, l’Flc-Cgil, Fir Cisl e Uilpa Ur nazionali hanno indetto una mobilitazione del personale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel quadro della lotta contro lo stato di precarietà e la minaccia di perdita del posto di lavoro che stanno portando avanti. L’Ingv è un Ente pubblico di ricerca che si occupa di monitoraggio dei terremoti e delle attività dei vulcani. Sviluppa le sue ricerche nella direzione del monitoraggio dei rischi naturali comunemente conosciuti, tanto quanto di quelli dovuti al cambiamento di clima (vi ricordate lo tsunami?). La sua attività è quindi impostata in parte su quella che potremmo definire ordinaria amministrazione, ma in soprattutto sullo sviluppo della ricerca, reso ancor più necessario dal precipitare in questi ultimi anni dei mutamenti ambientali. Ciò che lascia intendere la necessità di uno “sviluppo continuo in pianta stabile”, e per quanto questa possa sembrare una contraddizione in termini, è esattamente ciò che meglio rappresenta la sostanza di questo ente di ricerca. Riformato nel 2001, ha ridefinito in questi termini la sua missione e la pianta organica lavorando in collaborazione con partners (p. es la protezione civile) per sviluppare la ricerca. Ma come si può ben capire non si tratta di ricerche a tesi; una ricerca sui rischi sismici (con la protezione civile) non si può esaurire, non solo perché la terra è cosa viva e in continua evoluzione, ma anche perché l’intervento dell’uomo sull’ambiente provoca spesso conseguenze che vanno ben oltre le conseguenze di una catastrofe naturale. Dunque, oltre la pianta organica, la necessità della presenza dei molti ricercatori che sono entrati a far parte dell’Istituto in questi anni si spiega in questo modo, e viene ancor più sostenuta proprio dal fatto che il tipo di ricerca è “giovane” ovvero si è andato sviluppando moltissimo in questi ultimi anni e a maggior ragione ha visto la presenza di numerosissimi ricercatori giovani, e con grande successo. Nel 2007 l’Ingv ha avuto il riconoscimento del più alto numero di citazioni di pubblicazioni scientifiche in campo geofisico nel mondo. Ma fronte del blocco delle assunzioni intervenuto da più di dieci anni, i ricercatori ora si trovano nella posizione di ricoprire incarichi essenziali per il funzionamento di questo istituto, come il servizio di monitoraggio di terremoti attraverso turni 24 ore su 24, fornendo alla Protezione civile servizi e consulenza utili per la riduzione del rischio sismico e vulcanico, senza alcuna sicurezza. La certezza della necessità del loro lavoro è inversamente proporzionale a quella del loro posto. Le lotte che tutti i ricercatori hanno avviato questo autunno contro la legge 133 hanno ottenuto che almeno fosse rispettata la scadenza dei contratti, che secondo Brunetta, di qualsiasi tipo fossero o anche se avessero ottenuto nel frattempo un rinnovo a più lunga scadenza, sarebbero dovuti scadere tutti a giugno. Ma per questo Istituto in particolare ben 230 persone con contratto a tempo determinato rischiano di non veder comunque rinnovato il contratto che non sia stato stabilizzato entro giugno, mentre 170 atipici non avrebbero neanche l’opportunità di quel contratto. Il problema a questo punto è dell’Ente, che rischia la paralisi del servizio. Cosa che sta accadendo in moltissimi altri casi, come per esempio quello del Comune di Roma. Ma quando Alemanno ha coperto Roma di manifesti in cui faceva sapere che aveva assunto 3.000 precari, in realtà il gesto “generoso” se l’è fatto a se stesso: se non li avesse assunti, con i tanti precari con contratti a scadenza, nessun servizio avrebbe potuto più funzionare. E benché Brunetta con velleità da padrone elargisca a gocce l’acqua agli assetati in modo che non muoiano ma che siano sempre assetati, il punto è questo: l’Istituto rischia di non poter più funzionare. Il comunicato sindacale che ha indetto la giornata di lotta lo dice chiaramente: “Chiediamo che il governo prenda in dovuta considerazione la situazione dell’Ingv per giungere in tempi rapidi ad una risposta che dia finalmente soluzione a questa autentica emergenza – si legge – permettendo l’ampliamento della pianta organica ed il completamento del processo di stabilizzazione del personale precario senza la quale lo stesso Ente non sarebbe, peraltro, in grado di rispondere ai propri compiti fondamentali”. Domani, mentre a Catania chiederanno di essere ricevuti dal prefetto, da tutte le altre sedi i lavoratori si ritroveranno a Roma davanti alla protezione civile.

martedì 10 febbraio 2009


NO NEWS?! BAD NEWS!!
NOI CONTINUIAMO LA LOTTA

Nonostante l'impegno personale del Ministro, preso durante il presidio del 4 febbraio, a stamattina nessuna risposta dal Ministero dell' Ambiente del Territorio e della Tutela del Mare.

Un problema di facile soluzione sta diventando insormontabile!, non possiamo che riprendere la lotta con più convinzione di prima.

Mercoledì 11 febbraio dal Sindaco Alemanno per denunciare l'inizio di quello che sarà il licenziamento in massa del 30 giugno 2009 e che inevitabilmente si aggiungerà ai problemi della città!

Per nessuno dei precari Ispra vi è certezza del futuro.

Sui CO.CO.CO. incombono l'esclusione dei diplomati e il limite temporale imposto da Brunetta dei 3 anni nel quinquennio; agli assegni di ricerca si nega persino la condizione di lavoratori; nei concorsi già largamente insufficienti, ISPRA non intende applicare le riserve previste per legge alle decine di TD esclusi dalla stabilizzazione.

La scelta politica sembra essere quella di tagliare la ricerca pubblica sul territorio e sul mare.

Il silenzio e l'attesa non daranno soluzioni, è tempo di lotta e di denuncia.

  • PER LA RIASSUNZIONE DEI COCOCO LICENZIATI LAUREATI E DIPLOMATI
  • PER LA CONVERSIONE DI TUTTI GLI ATIPICI A TD
  • PER UN PIANO TRIENNALE CHE PREVEDA L'INTERA COPERTURA DELLA PIANTA ORGANICA.

USI RdB RICERCA E I LAVORATORI IN PRESIDIO
MERCOLEDI 11 DALLE ORE 10:00 A PIAZZA S. MARCO (Piazza Venezia)


quanto accade nel Lodigiano mi ricorda qualcosa.........


La crisi economica avanza e i sindacati si trasformano in centri di assistenza legale


SUI TAVOLI dei delegati sindacati, man mano che la crisi fa sentire i suoi effetti nel Lodigiano, si accumulano migliaia di richieste di assistenza legale ...

SUI TAVOLI dei delegati sindacati, man mano che la crisi fa sentire i suoi effetti nel Lodigiano, si accumulano migliaia di richieste di assistenza legale presentate dai lavoratori. «In tempi buoni, difficile che un operaio stia a controllare se manca l’euro in busta paga - spiega il segretario provinciale della Uil, Massimiliano Castellone -. Diverso il discorso in tempi di crisi: da alcuni mesi in qua i lavoratori hanno paura, e chi è in cassa integrazione o mobilità controlla riga per riga le voci del contratto. Se trova qualcosa che non gli è chiaro, si rivolge ai sindacati», aggiunge. Fuori dalla sede della Uil, in corso Mazzini a Lodi, le code di operai cominciano di prima mattina. «A volte sono costretto a trasferirmi in un altro locale, per la confusione che c’è», dice con rammarico Castellone. Una folla silente di manovali e operai - spesso stranieri - ogni mattina si piazza davanti alla porta degli uffici.
DISCORSO SIMILE per Domenico Campagnoli, leader della Cgil. «Anche da noi c’è stato un sensibile aumento delle richieste di assistenza legale. Soprattutto per i lavoratori precari e atipici». Che, spesso, sono i primi a pagare il prezzo salato della crisi economica che incombe.
Ciro Ciriello, responsabile dell’Ufficio legale per la Cisl lodigiana, conferma la tendenza: «Molte mobilità, tante aziende in crisi. Normale che aumentino le vertenze. Faccio un esempio: tante ditte prima hanno fatto un contratto a termine o atipico al lavoratore, magari di sei mesi, poi hanno cominciato un contratto di apprendistato da 30 mesi. Lì per me diventa obbligatoria l’assunzione a tempo indeterminato. L’anno scorso ho fatto assumere 10 persone così». Neppure il settore del commercio è esente dal boom di vertenze. «Nel complesso ho verificato un aumento dell’80% nelle richieste di assistenza legale».
E NON SI FERMA il ricorso alle casse integrazione. «La settimana scorsa abbiamo avuto una infornata spaventosa», chiosa la Uil. La Baerlocher di Lodi ha chiesto per 90 dipendenti la cassa integrazione, a rotazione a zero ore e per 5 settimane. Giovedì mattina è fissato l’incontro con i sindacati.

Un disastro sociale: il precariato


Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con pervicacia la linea della cosidetta "modernizzazione" dei rapporti di lavoro attraverso i precari privi dei diritti dei lavoratori "tipici" si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è creato e vi dedica una attenzione che non dovrebbe sfuggire ai sindacati, ai politici, a quei settori della sinistra che si sono fatti infinocchiare dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai attraenti messe una dietro l'altro e tra queste una rete di protezione. Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra per i precari. Vengono assunti in genere di tre mesi in tre mesi e magari sempre dalla stessa azienda dal momento che la condizione di precario è assai più conveniente per questa. Alcuni addirittura di settimana in settimana esclusi i festivi. La media delle retribuzioni dei precari credo non superi i seicento euro al mese . Diritti quasi inesistenti. Una intera generazione è stata umiliata Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati carta straccia. La laurea che rappresentava il passaporto di ingresso non solo verso le professioni ma anche per un lavoro ed una vita sicuri è diventata inutile dal momento che, come spiega benissimo Vandana Shiva, oggi il padrone non si accontenta della tua forza lavoro ma vuole l'essenza di ciò che sei per farne ciò che vuole. Si è voluto diffondere la falsa ideologia della continua trasformazione della economia che comporta una mobilità lavorativa senza fine. La responsabilità di quanto è accaduto e delle sofferenze sociali che si sono create si deve una una corrente giuslavorista che va da Treu e Sacconi da D'Antoni a Biagi da Boeri a Ichino a Cazzola. corrente che si può assimiliare ai monetaristi nella politica economica. Come i monetaristi hanno provocato disastri fino alla crisi planetaria sostenendo la libertà assoluta del mercato e dello imprenditore, cosi i giuslavoristi che ho citato hanno provocato un enorme distrastro umano e sociale condannato alla miseria da quattro a cinque milioni di giovani e non hanno arrecato alcun beneficio al sistema paese dal momento che le aziende si dichiarano in crisi e chiedono nuovi aiuti che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non è vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di lavoro. Ha trasformato il lavoro stabile in lavoro insicuro,a termine, ricattato. Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo essersi pronunziata prima con Cofferati e poi con Epifani contro la legge Biagi alla fine ha smesso di combatterla e con gli accordi di welfare dello anno scorso l'ha addirittura rafforzata. Gravi sono le responsabilità del PD che ha dentro di se da treu a Letta a Damiano a Ichino e naturalmente Colaninno e Calearo. Ma tutto continua ad andare come decide la Confindustria . Tutti gli scioperi indetti dalla CGIL non si pongono il problema di abolire la legge trenta e si limitano a chiedere un poco di elemosina che non sarà maggiore della socialcard e non per tutti i precari.

I precari rischiano l'estinzione


Di Roberto Mania - Da flessibili a precari. Da precari a disoccupati. La recessione sconvolge i mercati globali ma anche quelli locali del lavoro. In Italia ci sono circa 4 milioni di lavoratori con contratto atipico e per molti di loro l'obiettivo del posto fisso scolorisce e forse svanisce dentro la perfetta tempesta finanziaria. Per gli atipici, piuttosto, questa è la stagione dei licenziamenti, mentre la precarietà allarga i suoi tentacoli e penetra in quella che era la cittadella dei garantiti del contratto a tempo indeterminato. S'avanzano valanghe di cassa integrazione e di mobilità. E almeno un milione di atipici rischia di finire nelle liste di disoccupazione. La flex-security resta un anglicismo e soprattutto uno slogan con poca fortuna nel Belpaese.
Questa è la prima recessione che affrontano i precari made in Italy. La precedente, quella del '93 con quasi un milione di posti persi, non l'hanno vista semplicemente perché non c'erano. Il pacchetto Treu e poi la legge Biagi, con le tante tipologie contrattuali, arriveranno dopo, a cavallo tra il Novecento e il nuovo secolo: dai co. co. co ai co. co. pro; dal lavoro interinale a quello in somministrazione; dal job sharing al job on call, fino allo staff leasing. Si disse che bisognava rendere più facile l'ingresso nel mercato del lavoro. E le generazioni più giovani hanno sperimentato tutte le vie d'accesso. Ma ci si accorge oggi che è soprattutto più facile licenziare. O non rinnovare i contratti a tempo, che poi è lo stesso. Così - stando a un sondaggio di Eurispes - oltre il 46 per cento degli italiani ritiene che le nuove regole del mercato del lavoro abbiano soltanto reso più difficili le possibilità occupazionali dei più giovani.
Eppure certifica l'ultimo Rapporto del Censis - tra il 2004 e il 2007 l'incremento del lavoro atipico è stato del 14,7 per cento contro una crescita di quello tipico di appena il 2,3 per cento. E ancora: nello stesso periodo i contratti a tempo determinato sono aumentati di quasi il 19 per cento.
I numeri complessivi sui precari in transito verso la disoccupazione ancora non ci sono, ma basta guardare cosa sta accadendo in alcune regioni industriali del nord, dove la crisi sta picchiando già duramente, per intuire il trend. In Piemonte a dicembre le assunzioni attraverso i contratti a tempo determinato sono crollate di quasi il 20 per cento, dopo il - 13,3 per cento di ottobre e il - 18 per cento di novembre. I prossimi mesi, va da sé, saranno peggiori. Tra ottobre e novembre nel torinese - dati provenienti dai Centri per l'impiego - si sono persi, senza i rinnovi dei contratti a termine, così quasi 21 mila posti di lavoro, quando solo nei tre mesi precedenti il calo era stato decisamente più contenuto: poco più di 4.000.
Il grafico del Veneto non è diverso e l'inversione di tendenza si è registrata a ottobre: da quasi 12 mila contratti a tempo determinato di settembre e meno di 7.000 a novembre. Poi c'è l'Emilia Romagna: nel 2008 sono stati assunti con contratto a tempo determinato 109 mila persone, 90 mila di queste scadono nei primi sei mesi di quest'anno. Dire che sono a rischio è un eufemismo.
Tre economisti del sito de lavoce. info (Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano Sacchi) hanno stimato che a dicembre sarebbero scaduti 300 mila contratti a tempo determinato e solo una parte di questi (meno del 38 per cento) avrebbe poi potuto ottenere il sostegno al reddito. Perché - nell'epoca della produzione just in time e, appunto, della flessibilità del lavoro - il sistema degli ammortizzatori sociali, salvo qualche intervento realizzato dall'ultimo governo di centrosinistra, non è ritagliato per le misure degli atipici. Che non hanno la cassa integrazione perché non mantengono il rapporto con la propria azienda, e per i quali l'accesso all'indennità di disoccupazione è spesso un tragitto tortuoso per superare gli ostacoli che la legge frappone a chi non ha avuto un rapporto standard senza interruzioni. D'altra parte questo è il doppio mercato del lavoro che si è ingrossato negli anni e che non si è mai avvicinato alle vecchie, in fondo rassicuranti, protezione d'epoca taylorista.
Ancora i numeri, questa volta relativi al lavoro interinale che, nell'ingordigia definitoria, è diventato "a somministrazione". Insomma, il "lavoro in affitto". La fonte, questa volta, è l'ultima indagine trimestrale dell'Ente bilaterale nazionale per il lavoro temporaneo. Dunque, nel terzo trimestre del 2008 la differenza tra missioni avviate e cessazioni ha registrato un saldo negativo di 60 mila unità (pari al 25 per cento delle missioni avviate nel periodo). Ma nel 2007, considerando il medesimo arco temporale, il saldo era positivo, con un numero di assunzioni superiore di circa 7 mila rispetto alle cessazioni. D'altra parte se sprofonda la domanda, nessuno può chiedere lavoro. E già in condizioni normali - secondo l'Istat - un lavoratore temporaneo ha 14 probabilità su cento di perdere il posto entro un anno, contro il 4 per cento del lavoratore tipico.
Gli atipici, si sa, sono i più giovani. Il 21,5 per cento dell'arcipelago del lavoro precario è costituito da lavoratori fino a 34 anni di età. La classe di età compresa tra i 35 e i 44 anni - secondo il Censis - rappresenta il 9 per cento; e ancora meno la classe tra i 45 e i 54 anni: il 6,2 per cento. Ma la precarietà dei giovani - sostiene il Censis - "risulta aggravata" dal netto calo del lavoro tipico nella loro fascia d'età: - 9,5 per cento. E' così che la precarietà è entrata nel ceto medio, perché sono anche i figli di un piccola borghesia poco avvezza alle intemperie del mercato del lavoro, cresciuta all'insegna della stabilità e del progressivo miglioramento del proprio status, a fare i conti con l'incertezza. Certo, sono i precari delle professioni intellettuali, degli uffici, delle consulenze, della pubblica amministrazione, delle università, della ricerca. Non delle fabbriche e neanche dei call center.
Che, probabilmente, restano ad appannaggio delle classi popolari. Ma - ha scritto Aris Accornero nel suo "San Precario lavora per noi" - "non si può escludere che i ceti medi, coinvolti in una precarietà che non avevano mai conosciuto, ne vengano da questa frustrati più di quanto tocchi alla classe operaia, se non altro perché avevano aspettative di una maggiore stabilità dell'impiego". La precarietà allora diventa capillare come fenomeno percepito dalla comunità, aldilà delle sue dimensioni numeriche. Soprattutto perché non esistono paracaduti sociali: il precario, in Italia, è senza rete protettiva.
In un'inchiesta di poco più di un anno fa, la Ces (la Confederazione dei sindacati europei) ha stimato che l'esercito dei lavoratori vulnerabile (o perché no? working poor, come negli Stati Uniti) ha superato i 30 milioni in tutto il continente: sei milioni nella Spagna del boom immobiliare e della iperliberalizzazione del mercato del lavoro, cinque nella Gran Bretagna, deindustrializzata, sei nella Germania dal welfare opulento. Così che - dati Eurostat - la percentuale di lavoro temporaneo in Europa è di poco superiore al 14 per cento (14,3), ma è oltre un terzo nel mercato spagnolo, il 14,2 per cento in Germania, il 13,3 per cento in Francia, il 12,3 in Italia. Una percentuale non clamorosa ma che negli anni, nella mancanza di un progressivo adeguamento delle protezioni sociali, ha inciso fortemente sulla cultura del lavoro e anche sulla scarsa produttività della nostra economia. Perché non può non esserci un rapporto tra la flessibilizzazione disordinata del nostro mercato del lavoro, con le sue frammentazioni e destrutturazioni, con la sua illusione di un'occupazione crescente nonostante un Pil perlopiù stagnante, e il crollo della produttività del sistema. E' solo una coincidenza che dal 1995 al 2004 la produttività media del lavoro sia aumentata da noi solo del 3,1 per cento, contro il 12 per cento tedesco e l'11,8 per cento francese? Eppure nei decenni passati, quelli delle garanzie, eravamo stati noi la tigre europea.
Infine, dopo essere stati tanto flessibili e poi anche precari, i nostri lavoratori atipici difficilmente saranno pensionati, almeno come concepiamo noi adesso questa categoria. Certo - quando lavorano - versano i contributi previdenziali, e il loro è uno dei fondi dell'Inps con il migliore attivo. Ma serve per pagare le pensioni dei loro padri. E forse anche i prepensionamenti decisi, ancora una volta, dall'arroganza della recessione.

venerdì 6 febbraio 2009

Dipendenti comunali, tagli per 10 milioni ... oggi a Verona, domani.....


I CONTI. Verrebbe ridotta di circa il 10 per cento la voce del bilancio 2009 per il personale

Fine ai contratti per i precari e si pensa a esternalizzare settori come cultura, scuole materne e nidi o i vigili urbani

Verona. Sta per calare un'altra mannaia sul personale del Comune. L'amministrazione sta lavorando a un provvedimento per tagliare circa 10 milioni di spese correnti per i dipendenti. Una cura dimagrante che partirebbe dal non rinnovare più contratti ai lavoratori precari rimasti, ma comprenderebbe anche l'esternalizzare settori municipali. Fra questi potrebbe esserci la gestione dei musei e delle politiche culturali, quella delle scuole materne e degli asili nido, cioè dell'attività degli insegnanti, o addirittura della polizia municipale.
BILANCIO. Il provvedimento consisterebbe dunque nel tagliare il 10 per cento delle spese sostenute dal Comune per il personale, pari a 104,2 milioni, come figura nel bilancio di previsione 2009. I dipendenti del Comune a tempo indeterminato sono 3.000 e altri 200 lo sono a tempo determinato. La Giunta dovrà quindi studiare e trovare le modalità per affidare all'esterno quelle attività e quelle professionalità da sempre appartenenti al Comune, come appunto i vigili, le scuole o la gestione dei musei e delle biblioteche e anche di mostre e manifestazioni culturali. Portando all'esterno l'attività — secondo la ratio delle esternalizzazioni — il Comune non mette a bilancio le spese per il personale e quindi può dimostrare di essere più virtuoso. In ogni caso risparmia, pur mantenendo il «governo» dei vari servizi.
SEGNO MENO. Anche il 2009 si profila così come un anno di tagli al personale, dopo che già l'ultima parte del 2008 era stata nel segno meno, sulla scia del decreto del ministro Brunetta che ha lasciato sulla strada 53 ex lavoratori precari del Comune scaligero a cui non si è più potuto rinnovare il contratto. Costoro, infatti, negli ultimi cinque anni avevano lavorato almeno tre anni e il decreto ha stabilito appunto che il rinnovo non era possibile. Per altri 39 precari l'amministrazione sta cercando una soluzione alternativa, chiedendo alle aziende municipali e agli enti partecipati dal Comune se alcuni di questi dipendenti possano essere ricollocati. Ad altre 27 persone è stato rinnovato il contratto per sei mesi, sempre in Comune, altre nove sono state assunte a tempo indeterminato dall'Amt, cinque nel settore cultura e due come assistenti sociali, dopo un corcorso.
LA STRATEGIA. Palazzo Barbieri ha inoltre già pubblicato tre bandi di concorso per assumere personale di area tecnica e a breve ne saranno pubblicati altri tre, per 19 posti disponibili. A questi concorsi possono partecipare tutti ma, come ha detto l'assessore comunale al personale, Enrico Toffali, almeno una parte degli ex precari, grazie alle competenze acquisite lavorando in Comune, avranno buone possibilità di reimpiegarsi. Alcune aziende avrebbero già dato opportunità. Il nuovo provvedimento sui tagli di personale s'inserisce quindi in una politica di restringimento di spese, da parte del Comune, in un periodo di vacche sempre più magre per quanto riguarda le finanze degli enti locali. Palazzo Barbieri, fra l'altro, sta premendo sul Governo e sul ministro Tremonti, attraverso il lavoro dei sottosegretari veronesi Albergo Giorgetti e Aldo Brancher, per modificare una circolare del ministero dell'Economia che impedisce di inserire nel patto di stabilità del Comune le entrate derivanti dalla vendita di immobili. E la questione si starebbe risolvendo.

Enrico Giardini

Un invito positivo e propositivo ai Governanti del nostro bel paese


Cari governanti, invece di fare della gratuita propaganda, in particolari da parte di alcuni uomini politici e di governo, su di categorie di lavoratori dipendenti. Vi inviterei ad andare a vedere, a verificare, ad analizzare, per capire veramente come lavorano, i dipendenti, negli Ospedali pubblici e privati, a verificare come lavorano nelle cliniche pubbliche e private, di andare ad osservare, come lavorano, i dipendenti delle case di riposo e nelle strutture per anziani non autosufficienti, sia pubbliche che private, di andare a guardare in tante comunità, di ricupero dei tossicodipendenti, sia quelle pubbliche che quelle private. Poi negli enti nazionali, che locali, sia pubblici che privati, nelle scuole di ogni ordine, nella ricerca e tanti altri posti , dove si lavora. Troverete sicuramente, persone qualificate, specializzate, e con tanta professionalità, che lavora con scienza e coscienza, e meritano prima di tutto rispetto e salvaguardia della loro dignità personale.
Inviterei veramente i nostri governanti ad andare, in ogni posto in cui ci sia anche un solo lavoratore, dalle piccole e grandi fabbriche, alle aziende, pubbliche e private, ai servizi pubblici e privati, ai cantieri, troverebbero sicuramente tanti problemi, ma incontrerebbero anche i lavoratori dipendenti, con i loro suggerimenti, le loro proposte per risolverli, per migliorare i servizi, la produttività, ma soprattutto per migliorare la loro sicurezza sui posti di lavoro, e la precarietà, e tanti altri problemi, dall’efficienza alla qualità.
Io dico che i lavoratori sia pubblici che privati, cari governanti, hanno la stessa dignità, sia come persone sia come lavoratori e non hanno bisogno di divisioni, ma di risolvere i loro problemi concreti. Questi sono alcuni dei problemi concreti che necessitano una risoluzione velocemente, migliorare la sicurezza per prevenire gli infortuni, sui posti di lavoro, che è un’emergenza nazionale, i lavoratori chiedono di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per vivere, e secondo me, la vita deve essere messa al primo posto nella scala dei valori.
Poi il problema del precariato, che è diventato una piaga nazionale, perche per un lavoratore precario, per lui diventa tutto precario nella vita, farsi una famiglia, farsi un mutuo per la casa, il suo progetto di vita diventa incerto.
Poi lasciatemi dire, una cosa semplice, ma molto significativa e di grande importanza, cari governanti a capo di ogni azienda sia pubblica che privata, non c’è un dirigente generale responsabile dell’azienda?. Come mai di questi dirigenti non ne parlate mai?.
Proporrei ai nostri governanti a lor signori, di fare un po’ meno propaganda, e di evitare dei titoli dispregiativi nei confronti dei lavoratori dipendenti, ma di fare più cose concrete positive, per i cittadini, per i lavoratori, e per migliorare veramente i servizi, pubblici e privati. I dirigenti che non sono in grado di fare funzionare bene un servizio, un'azienda, non si potrebbero anche cambiarli?.Cari governanti ci vuole più impegno vero, per risolvere i problemi della gente, dei disoccupati, dei lavoratori, dando delle priorità, prevenire gli infortuni sul lavoro, superare il precariato, creare nuovi posti di lavoro, aumentare i salari e le pensioni, semplificare la vita dei cittadini, eliminando tanta burocrazia, fare molto di più per le persone bisognose, deboli, per rendere la loro vita più serena, dagli anziani non autosufficienti, ai malati, ai diversamente abili,ai bambini. Questo servirebbe anche per rendere la nostra società, più solidale, più giusta, migliore per tutti i cittadini, e nell'interesse del bene comune.

Francesco Lena

Crisi Crollano le assunzioni: meno 40% in un anno


La crisi sta facendo crollare in Provincia di Milano le assunzioni a tempo indeterminato (passate dalle 16.513 dei primi venti giorni del gennaio 2008 alle 9.967 dello stesso periodo del gennaio scorso, -40%), ma il mondo produttivo milanese, anche in questo momento di difficoltà, sembra non voler perdere la propria forza lavoro interna. È il quadro che emerge dai dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia. Un primo esame evidenzia la sostanziale stabilità delle forme contrattuali a termine (tempo determinato, inserimento e apprendistato), mentre le collaborazioni sono aumentate, passando da 16.166 del 2008 alle 16.732 del 2009. La riduzione degli avviamenti è da attribuirsi ai contratti a tempo indeterminato che subiscono un brusco calo passando da 16.513 avviamenti nei primi venti giorni del 2008 a 9.967 avviamenti negli stessi giorni del 2009.
«Questa è da considerarsi una performance particolarmente negativa non solo per la sua dimensione ma anche in relazione alla consuetudine che vede i mesi di gennaio e settembre quali picchi di avviamento a tempo indeterminato», commentano i tecnici provinciali. La scelta delle imprese di ridurre il ricorso a nuove assunzioni con questa forma contrattuale è confermata dal dato sulle trasformazioni: infatti, sebbene in termini assoluti le trasformazioni sono in crescita (+36%).

Crisi: il 27% dei precari perde il lavoro entro un anno


L'anello debole del lavoro oggi? Il precariato. E i primi a "saltare" in caso di crisi? Sono i lavoratori interinali. Sono loro i primi ad essere colpiti: la forma contrattuale maggiormente penalizzata è la somministrazione, la cui incidenza sulle cessazioni passa dal 7,3% del 2008 al 27,8% nel 2009. In una fase di incertezza il comportamento degli imprenditori rispetto al mercato del lavoro, in questo primo mese del 2009, si riflette da un lato nel tentativo di preservare i posti di lavoro esistenti – con la crescita delle proroghe e delle trasformazioni dei rapporti di lavoro – e dall’altro nella difficoltà a creare nuove opportunità di lavoro, con il calo degli avviamenti registrati, in particolare di quelli a tempo indeterminato, che subiscono un brusco calo passando da 16.513 nei primi venti giorni del 2008 a 9.967 negli stessi giorni del 2009. “Questi dati – commenta l’Assessore al lavoro, crisi industriali e occupazionali Bruno Casati – vanno integrati con la situazione di allerta che la crisi riflette sulle aziende del territorio. Si prefigura un brutto scenario per l’economia italiana e milanese e, si badi bene, che l’onda lunga della recessione sta tuttora attraversando l’Atlantico: quando colpirà i grandi committenti europei, di cui la nostra economia è indotto, gli effetti saranno, temo, gravissimi. Già ora vediamo calare fatturati, ordinativi, scorte. Calano i consumi e le imprese, preventivamente, si stanno liberando di precari e disabili. L’aiuto dello Stato è indispensabile. La Provincia di Milano sta facendo la sua parte, l'intervento di 5 milioni di euro, stanziati all’interno del piano welfare, per favorire l’occupabilità prevede incentivi per le imprese che stabilizzino i lavoratori precari e vuole essere un esempio concreto di come sia possibile intervenire a sostegno del mondo del lavoro. Ad oggi, 240 imprese si sono rivolte all'Ente”.

mercoledì 4 febbraio 2009

CRISI: SERENI, BASTA CON L'ILLUSIONISMO DEL GOVERNO


(AGI) - Roma, 4 feb. - "Quando finira' questo illusionismo da campagna elettorale permanente? Mentre Berlusconi si rallegra per le sue trovate, imprese, lavoratori e famiglie hanno sempre meno certezze". Lo afferma Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd. "Hanno fatto il cosiddetto 'decreto salva-banche', ma gli istituti di credito non hanno ricevuto alcun aiuto e, dunque, stanno negando i finanziamenti alle aziende, soprattutto quelle piccole e medie. Hanno approvato il cosiddetto 'decreto anti-crisi' che nessun effetto ha avuto sulla grave situazione economica che continua a seminare cassintegrati. Hanno fatto sapere - aggiunge - che aumenteranno i fondi per gli ammortizzatori sociali, ma i precari che perdono il posto restano senza nulla. Hanno annunciato le rottamazioni per le auto, provocando stavolta si' un risultato: il blocco del mercato del settore. Ora - conclude la Sereni - insieme alla favola dei 40 miliardi che diventano 80, siamo a un altro annuncio: aiuti per gli elettrodomestici e, forse anche per i mobili...".

RICERCA: PRIME APERTURE SULLA VERTENZA DEI PRECARI ISPRA

Partecipato presidio questa mattina a Roma davanti al Ministero dell’Ambiente, dove i precari della ricerca hanno manifestato con l’Usi-RdB contro i licenziamenti in corso all’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).

Il Ministro Stefania Prestigiacomo è scesa ad incontrare i lavoratori e una delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto Corradino e dalla vice Capo di Gabinetto Lucarelli.

Dall’incontro sono emerse delle prime aperture da parte del Ministero, che si è impegnato a fornire gli strumenti normativi atti a risolvere la vertenza in un successivo confronto per la prossima settimana.

In attesa di provvedimenti che scongiurino i licenziamenti in via definitiva, l’Usi RdB Ricerca mantiene lo stato di agitazione.

Roma, 4 febbraio 2009

Comunicato flc


Proseguono le iniziative della FLC CGIL sul Precariato

Con il Comunicato del 13 gennaio 2009 la FLC CGIL chiedeva all’ISPRA ai sensi dell’art. 3 del DL 208/2008 di CONFERMARE tutti i contratti di collaborazione e tempo determinato scaduti e RIATTIVARE da subito quelli dei 22 lavoratori, impegnati su progetti di ricerca, ex ICRAM ed ex INFS scaduti il 31/12/2008.

Non avendo avuto nessun riscontro alla richiesta ed essendo nei fatti questi lavoratori stati licenziati la FLC CGIL ha proceduto ad inviare formale diffida all’ISPRA.

La FLC CGIL conferma il suo forte impegno nella difesa del livello occupazionale ISPRA, rivendica l'apertura di un tavolo di confronto ministeriale per la determinazione della pianta organica ISPRA definitiva sufficientemente ampia a contenere il personale precario attualmente impegnato nelle attività dei 3 ex enti, quindi il rinnovo per tutti i contratti di collaborazione in scadenza e la piena applicazione delle norme sulla stabilizzazione previste dalle finanziare 2007 e 2008, peraltro confermate dalla recente Circolare della Funzione Pubblica che accelera il percorso di stabilizzazione da chiudere entro il 2009.

A questo riguardo, consapevoli dell'importanza del fattore "TEMPO" e della lentezza e dei tecnicismi che possono danneggiare la parte più debole del personale, quello precario, la FLC CGIL sollecita la Struttura Commissariale a:

1) procedere con la riattivazione dei contratti al personale licenziato;

2) rendere noti gli esiti della verifica dell’ispezione sulla graduatoria di stabilizzazione ex ICRAM;

3) assumere i 14 vincitori di concorso a tempo indeterminato;

4) trasformare a tempo indeterminato tutti gli stabilizzandi inseriti nelle graduatorie in un unico scaglione;

5) definire il piano triennale dei fabbisogni e delle relative posizioni da mettere a concorso, a valle della stabilizzazione, utilizzando tutti i 575 posti disponibili nel triennio 2009/11;

Per quanto riguarda i profili da mettere a concorso sono da definire criteri efficaci per la valorizzazione dell’intera esperienza professionale del personale attualmente con contratto a tempo determinato e/o di collaborazione.

Nel frattempo è necessaria una progressiva trasformazione a Tempo Determinato per i contratti di collaborazione come previsto dalla finanziaria 2008 con il conseguente inserimento nel percorso di stabilizzazione.

Nel complesso la FLC CGIL è impegnata affinché il problema del precariato in ISPRA abbia soluzioni certe e positive per assicurare un percorso chiaro e giusto per tutti i lavoratori.

Terremo informati i lavoratori dell’andamento del confronto con l’ISPRA e di ogni iniziativa utile alla tutela dei lavoratori precari.

Roma, 4 febbraio 2009

FLC CGIL


lunedì 2 febbraio 2009

Resoconto Presidio 30 Gennaio


IL MINISTRO PRESTIGIACOMO FA FINTA DI NON SAPERE!
MA IL DISEGNO E’ CHIARO:
LICENZIAMENTO DEL PERSONALE PRECARIO DELL’ISPRA.


Il 30 gennaio 2009 grazie al contemporaneo e numeroso presidio organizzato da USI RdB
Ricerca si è ottenuto un incontro tra la delegazione sindacale USI RdB Ricerca e il capo
della Segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente Avv. Luigi Pelaggi seguito dal
Direttore generale Dr Sergio Basile.


Da oltre un mese USI RdB Ricerca insieme ai lavoratori licenziati dall’Ispra sta avversando
nei fatti i provvedimenti Brunetta. Un mese di lotte contro una struttura commissariale che
si sottrae a qualsiasi richiesta d'incontro e che anzi mette in atto azioni di ostruzionismo
volte a limitare le libertà sindacali dei lavoratori.

IL RISULTATO CHIARISSIMO DELL’INCONTRO E’ CHE MINISTERO E
STRUTTURA COMMISSARIALE HANNO, CON PRECISIONE OPERATO PER NON
RINNOVARE I CONTRATTI DI 28 LAVORATORI!


DI FATTO ISPRA E MINISTRO PRESTIGIACOMO APRONO LA STAGIONE
DELLA CRISI ECONOMICA “RISPARMIANDO” SU LAVORATORI ALTAMENTE
SPECIALIZZATI CHE OPERANO PER IL BENE DELLA COLLETTIVITA’.
MA GLI ATTORI DI QUESTO LICENZIAMENTO HANNO DOVUTO AMMETTERE
“OBTORTO COLLO” CHE NON ESISTE NORMA CHE LO IMPONESSE! LA SCELTA
POLITICA E’ STATA QUINDI TAGLIARE DOVE, PUR IN PRESENZA DI FONDI, SI FA
ANCORA RICERCA PUBBLICA! ALLA FACCIA DELLE TANTE PAROLE SU
SVILUPPO ED INNOVAZIONE!

USI RdB Ricerca non accetterà la politica del rinvio e se il Ministro non darà immediata
disposizione per la riassunzione dei lavoratori licenziati sarà, con rinnovata
determinazione, in presidio con i lavoratori mercoledì 4 gennaio dalle ore 10:00.
E intanto il 31 gennaio, ai licenziati, si aggiungono 5 Assegni di Ricerca e 7 CoCoCo
dell’exINFS.

SI STA PREPARANDO IL LICENZIAMENTO DI MASSA DEL 30 GIUGNO 2009!! E
nessun lavoratore con contratto atipico può sentirsi garantito, al repertorio degli
estromessi mancano, per ora, solo i T.D stabilizzandi che non vinceranno il concorso!
Il ministro On. Stefania Prestigiacomo deve fare chiarezza
su quanto sta avvenendo smentendo l’ipotesi di
smembramento e privatizzazione che si profila con il
licenziamento dei precari su ISPRA!


sabato 31 gennaio 2009

Precari ricerca: la Funzione Pubblica interviene con una nuova circolare sulle stabilizzazioni


Dalla circolare della funzione pubblica alcuni chiarimenti indispensabili e molte forzature inutili su stabilizzazioni e assunzioni negli enti di ricerca per gli anni 2008 – 2009. Il nostro commento alla circolare UPPA 27/1/2009

A fronte della confusione ingenerata dalle scellerate politiche del Ministro Brunetta e della immediata reazione dei lavoratori precari degli enti pubblici di ricerca il dipartimento della funzione pubblica interviene sulla materia delle stabilizzazioni e delle assunzioni con una circolare che se per certi versi accelera il percorso di stabilizzazione sul turn over del 2008 predisponendo la necessaria modulistica per gli enti, per altri ne conferma una lettura restrittiva confermando la circolare n. 5/2008 in virtù della quale il processo di stabilizzazione deve concludersi entro il 2009. Quindi le richieste di stabilizzazione sono ammesse solo per coloro che maturano il requisito al 31 dicembre del 2009. La circolare ricostruisce la normativa in vigore mettendo in evidenza che l’emendamento ammazza precari non è stato ancora approvato quindi le stabilizzazioni proseguono nel rispetto della disciplina autorizzatoria contenuta nella legge 31/08. Il decreto legge 270/08 “mille proroghe” ha prorogato il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2007, al 31 dicembre 2009, stabilendo che le relative autorizzazioni potranno essere concesse entro il 30 giugno 2009. La circolare conferma che le stabilizzazioni sono una procedura di reclutamento speciale e rimanda per la disciplina delle assunzioni ai commi 643 e 646 della legge finanziaria 2007 dando giustamente per scontato che siano tuttora in vigore le norme sulla stabilizzazione previste sia dalla finanziaria 2007 che da quella 2008. Per gli anni 2008 e 2009 il regime prevede il doppio vincolo dell’80% del budget complessivo e del totale della spesa risultante dal turn over, mentre dal 2010, in conseguenza della modifica introdotta dalla 133/2008 si avrà una restrizione pesante in quanto il riferimento sarà limitato alle unità di personale in uscita. Si conferma quanto detto nella direttiva n° 7/2007 che l’espletamento delle procedure di mobilità è necessario per assumere o bandire concorsi ma non per le stabilizzazioni. Si precisa, inoltre, che l’obbligo di richiedere l’autorizzazione ad assumere non trova applicazione per le assunzioni da effettuare in virtù del turn over del 2006. Infatti alcuni enti avevano già proceduto senza autorizzazione avendo anticipato la nuova disciplina. Quindi anche in un’ottica di parità di trattamento la funzione pubblica è costretta a dare questa lettura. Le assunzioni del piano straordinario di reclutamento di ricercatori per gli enti vigilati dal MIUR essendo aggiuntive non sono soggette al regime autorizzatorio. Si afferma che per il triennio 2010 - 2012 non si potranno fare più stabilizzazioni in quanto trattandosi di una normativa speciale si può applicare solo ove richiamata. A conferma di ciò la funzione pubblica cita la norma dell’articolo 3 comma 90 della finanziaria 2008. Quindi conferma indirettamente che la disciplina della stabilizzazioni prevista da quella legge è in vigore, è applicabile e, noi aggiungiamo, riguarda anche i contratti di collaborazione coordinata e continuativa. La circolare ricorda che pur essendo superato per gli enti l’obbligo di riduzione della pianta organica restano in vigore le norme di razionalizzazione degli uffici della dirigenza e ribadisce l’importanza di procedere alla programmazione triennale del fabbisogno e al rispetto dei presupposti essenziali di questo atto. Si conferma che le assunzioni speciali per le categorie protette devono rispettare solo il tetto dell’80% del budget complessivo. Viene richiamato il rispetto del vincolo dell’adeguato accesso dall’esterno. E’ opportuno ricordare che per la circolare 5 si tratta del 50%. Dal nostro punto di vista essendo necessario completare le procedure di stabilizzazione nel 2009 per smaltire le graduatorie, di cui comunque fanno parte anche quelle risultanti dalle procedure di stabilizzazione, necessariamente il tetto potrà essere superato per poi compensarlo negli anni successivi. Inoltre la funzione pubblica chiarisce definitivamente, speriamo, che la disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative è contenuta nell’articolo 7 del D.lgs 165/ 2001 mentre l’articolo 36 della medesima legge disciplina solo il lavoro subordinato di tipo flessibile. Come FLC avevamo sostenuto fin da subito questa posizione contestando il parere del dott. Verbaro al comune di Ancona che aveva ingenerato caos in tutte le amministrazioni. Parere smentito da questa circolare che è giustamente coerente con la precedente direttiva 3 del 2008 dello stesso ufficio. Ricordiamo che per gli enti pubblici di ricerca vale la disciplina propria per cui i contratti possono avere una durata di 5 anni. Rispetto alle carriere si afferma, dal nostro punto di vista sbagliando, che le progressioni verticali (passaggi da profilo a profilo, per esempio dall’operatore tecnico al CTER) sono considerate assunzioni dall’esterno, tuttavia si ricorda che per gli enti di ricerca prevale la disciplina contrattuale per cui vige una riserva per il personale interno. Ciò significa che le riserve previste dal CCNL incidono solo sulla quota destinata alle assunzioni dall’esterno e non alle stabilizzazioni. I percorsi professionali interni ai profili inoltre non incidono sul turn over. La circolare afferma che i contratti di formazione e lavoro essendo “naturalmente” destinati ad essere convertiti in contratti a tempo indeterminato necessitano dell’autorizzazione come le altre assunzioni. La richiesta di autorizzazioni a bandire è necessaria solo per gli enti che hanno una dotazione organica superiore alle 200 unità mentre quella ad assumere è necessaria per tutti gli enti. La stessa autorizzazione deve essere presentata per le assunzioni di lavoratori con contratto a termine superiori alle 5 unità. Rispetto ai costi si precisa che nel caso di assunzioni (e quindi stabilizzazioni) di personale dipendente dallo stesso ente l’onere è da considerare in termini di differenziale di costo. Inoltre si precisa che le voci utili ai fini del computo del costo complessivo del lavoratore da assumere sono solo quelle del salario fondamentale senza cioè quelle derivanti dai fondi della contrattazione integrativa. Rispetto al calcolo dei risparmi derivanti dalle cessazioni di personale la funzione pubblica fa una grave forzatura interpretativa. Afferma infatti che si deve tenere conto solo del trattamento economico in ingresso senza tener conto del maturato economico derivante dalla carriera. A supporto di questa assurda interpretazione, evidentemente debole, cita un parere della commissione bilancio del senato in sede consultiva. Facciamo notare che il vantaggio di assumere sulla base della spesa risultante dal turn over è proprio quello di massimizzare il risparmio risultante dal pensionamento di lavoratori con una retribuzione elevata. Altrimenti non si spiegherebbe la necessità di stringere i cordoni con il riferimento dal 2010 alle unità di personale piuttosto che alla spesa. Si tratta peraltro di risorse degli enti che per alcun motivo avrebbero dovuto essere sottoposte ad autorizzazione.

Ci pare di capire che il famoso tavolo tra presidenti degli enti e funzione pubblica che avrebbe dovuto riscrivere le regole delle assunzioni superando l’anacronistico limite della pianta organica e del turn over per privilegiare solo il budget sia naufragato.

La funzione pubblica è quindi costretta ad intervenire sulla materia per dipanare una matassa che ha contribuito nei mesi ad intricare a colpi di pareri inutili e atteggiamenti politici (nella persona del ministro) provocatori.

Restano sul campo problemi enormi che solo l’iniziativa dei lavoratori potrà risolvere costringendo il governo ad adottare gli atti necessari. Le piante organiche sottodimensionate di molti enti, la mancanza di turn over per altri, la condizione dei collaboratori e degli assegnisti per i quali è indispensabile garantire la continuità occupazionale con l’unica forma lavorativa appropriata cioè il contratto di lavoro subordinato.