LA PETIZIONE DA FIRMARE

venerdì 25 marzo 2011

mercoledì 23 marzo 2011

ISPRA: ULTIMA CHIAMATA PER NON FINIRE IN CANTINA

riceviamo e pubblichiamo


ISPRA: ULTIMA CHIAMATA PER NON FINIRE IN CANTINA



Tutti in piazza con USI/RdB Ricerca, per evitare che l'ISPRA finisca in cantina, come successo al suo prezioso museo: la drammatica situazione del precariato, la dismissione di sedi centrali e prestigiose, il trattamento riservato ai reperti di proprietà dell'Istituto, la mancanza di un indirizzo chiaro e di fondi per le attività. Tutto sembra mostrare una volontà di ridimensionamento e impoverimento dell'Istituto, che i lavoratori non posso accettare passivamente, visto che si tratta del LORO destino e del LORO futuro ed è nel primario interesse di tutti, precari e strutturati, evitare che l'ISPRA diventi una semplice succursale del Ministero dell'ambiente o venga smembrata.



PRECARI: ULTIMA CHIAMATA



Dopo aver speso soldi e risorse umane per svolgere i concorsi pubblici nazionali conclusi mesi fa, vista la drammatica necessità di personale per il buon funzionamento dell'Istituto, l'amministrazione ISPRA dice di non aver ricevuto, al momento, trasferimenti sufficienti dal Ministero dell'ambiente, quindi di non poter andare avanti con le previste assunzioni dei vincitori e tantomeno con gli attesi scorrimenti delle graduatorie di idoneità, attivazione di contratti a tempo determinato sia attingendo dalle graduatorie d'idoneità che con l'emanazione di bandi a tempo determinato per i profili non presidiati dai concorsi stessi. Tutti aspetti previsti dal protocollo d'intesa siglato lo scorso anno al termine della lotta del tetto, la cui applicazione integrale consentirebbe finalmente l'"emersione" di oltre 200 lavoratori "in nero" che ancora oggi svolgono le stesse attività dei colleghi a tempo indeterminato, senza però ricevere lo stesso trattamento economico e contrattuale.

SEDI: TUTTI IN PERIFERIA



Il previsto abbandono della centrale sede di via Curtatone, in nome di un dubbio risparmio economico, comporterà l'abbandono dell'Auditorium e di qualsiasi possibilità per l'ISPRA di avere una sede di rappresentanza a Roma, come si addice a un Istituto così importante e con tanti eventi pubblici da organizzare. Proprio oggi, in occasione delle visite guidate previste al museo per le giornate di primavera del FAI, non si può fare a meno di sottolineare l'allestimento del tutto inadeguato della preziosa collezione, con la maggior parte dei reperti chiusi in scatole di cartone e non accessibili al pubblico, situazione destinata a peggiorare ulteriormente con la chiusura della sede e il trasferimento nel periferico EUR, che inoltre causerà pesanti disagi all'organizzazione della vita di tanti lavoratori. Discorso simile per la sede di via Casalotti, che si trova all'interno di un'area naturale di grande pregio e potrebbe costituire un centro di eccellenza dedicato al mare, se solo si decidesse di investirci invece di dismetterla, impoverendo quel territorio e rischiando di aprire la strada alla peggiore speculazione edilizia.



LE ATTIVITA' IN CANTINA



Insieme al museo, la mancanza di fondi rischia di mandare in cantina anche molte delle attività dell'ISPRA, a partire da quelle di ricerca, per proseguire con i controlli ambientali e gli interventi sulle emergenze. In questi ultimi mesi, l'Istituto ha gestito la parte italiana dell'emergenza nucleare causata dal terremoto in Giappone, con l'emissione di bollettini quotidiani sulla situazione, dell'emergenza per lo sversamento di idrocarburi nei mari del nord Sardegna, della vicenda navi dei veleni in Calabria, del monitoraggio della biodiversità nel Canale di Sicilia, di tutti gli interventi legati al dissesto idrogeologico. Nonostante sia evidente, da questi e altri aspetti, l'importanza dell'Istituto, il Ministero dell'ambiente, da cui ISPRA è vigilata, non sembra in grado di garantire risorse adeguate al suo funzionamento e al potenziamento delle sue attività per renderlo una vera struttura d'eccellenza.



PER QUESTO, USI/RdB Ricerca ISPRA sabato 26 marzo dalle ore 13.30 sarà con i lavoratori in presidio presso la sede di Via Curtatone.



E' UNA LOTTA CHE CI RIGUARDA TUTTI, NESSUNO ESCLUSO!

TORNA PROTAGONISTA, QUESTA E' L'ULTIMA CHIAMATA!!

domenica 20 marzo 2011

I PRECARI ISPRA SUL TETTO IN QUESTO VIDEO DI LUCARIELLO "I NUOVI MILLE"

I PRECARI ISPRA SUL TETTO IN QUESTO VIDEO DI LUCARIELLO DAL TITOLO "I NUOVI MILLE"

giovedì 10 marzo 2011

SCIOPERO GENERALE 11 MARZO

Riceviamo e pubblichiamo

SCIOPERO GENERALE 11 MARZO: I LAVORATORI DELLA RICERCA

PORTANO IN PIAZZA IL “TETTO DELLA PROTESTA”



Al corteo nazionale sfileranno per le strade Roma con un vero e proprio tetto



Lo sciopero dell’11 marzo, al quale USI/RdB Ricerca aderisce, sarà caratterizzato dalla presenza in piazza di un vero e proprio tetto, portato dai lavoratori della Ricerca alla manifestazione nazionale di Roma per simboleggiare la discesa dai tetti per confluire nelle piazze della protesta.

“Riteniamo che la fase delle proteste sui tetti sia finita - spiega Cristiano Fiorentini, dell’Esecutivo nazionale di USB Pubblico Impiego - per i lavoratori della Ricerca è arrivato il momento di scendere nelle piazze e mescolarsi con le altre realtà sociali che, al pari dei ricercatori sono stati individuati come i soggetti a cui far pagare la crisi”.

“La lotta contro la precarietà - continua Fiorentini – la lotta per il diritto alla casa, a difesa di salari diritti e dignità dei lavoratori pubblici e privati, non sono distanti dalla lotta per la difesa ed il rilancio della ricerca pubblica. Sono tessere di un puzzle che descrive una società solidale, che vuole uno Stato Sociale efficiente e fatto di servizi pubblici e con una distribuzione più equa del reddito, in cui una ricerca pubblica e finalizzata al benessere collettivo è elemento fondamentale”.



“Con questi contenuti scenderemo in piazza per lo sciopero generale dell’11 marzo. Il tetto che porteremo con noi - conclude il dirigente sindacale – servirà a ricordare tutti i tetti, a partire da quello più famoso e vittorioso dell’ISPRA del quale siamo stati protagonisti, pronti a scendere nelle piazze ed unirsi a tutti coloro che non intendono accettare le politiche di chi, governo e padroni, tenta di imporci un modello di società e di sviluppo finalizzato esclusivamente ad arricchire pochi a danno di molti”.



Appuntamento a Roma Piazza della Repubblica ore 9:30

Venerdì 11 Marzo 2011

I precari ISPRA danno appuntamento a tutti per domani mattina alle 9:30 a piazza della Repubblica davanti alla chiesa per partecipare al corteo in occasione dello sciopero nazionale generale e generalizzato indetto da USB

martedì 8 marzo 2011

AGGIORNAMENTI RIUNIONI SINDACALI

riceviamo da USI RDB RICERCA e pubblichiamo

Venerdì u.s. abbiamo avuto un tavolo tecnico sul precariato Di seguito viene riportato il resoconto:
In generale, sulle questioni legate al precariato si è riscontrata una disponibilità a parole a realizzare quanto richiesto dall’organizzazione, evitando però accuratamente di prendere impegni concreti in termini di tempi ed economici.

Il capo del personale è infatti sembrato d’accordo sull’idea di una serie di incontri periodici per esaminare le graduatorie dei concorsi a tempo indeterminato, in modo da comprendere nel modo migliore quali scorrimenti e di che tipo possono essere attuati a favore dei precari che hanno ottenuto l’idoneità (a tale scopo è fissato un incontro per la prossima settimana). In particolare, è sembrato disponibile a discutere di trasformazione a tempo determinato per i colleghi con Assegni di ricerca che scadono nei prossimi mesi e non sono più rinnovabili, ma al tempo stesso ha evitato di offrire certezze, anche sotto il profilo economico, ribadendo che permane un “problema di fondi”.

Riguardo alle risorse economiche che il presidente si era impegnato a reperire entro fine febbraio, il capo del personale ha annunciato che “sono in arrivo”, lasciando intendere che potrebbe trattarsi dei 22 milioni di euro stanziati per le sedi ex ICRAM, fondi che sono già nelle casse dell’istituto ma che andrebbero “sbloccati” con un provvedimento ad hoc, in modo da poter essere usati anche per spese legate alle assunzioni. Ha comunque precisato che su questi argomenti sarà il presidente ad essere più preciso nel prossimo incontro con le OO.SS., previsto comunque dopo il 20 di marzo, per una serie di impegni pregressi dei vertici. Dal canto suo, non ha voluto/potuto fornire maggiori dettagli sulle modalità ne sui tempi di questo sblocco dei fondi.

Alla disponibilità di questi fondi secondo l’amministrazione è legata anche la possibilità dell’assunzione, a breve termine, dei vincitori dei concorsi a III e VI livello, anche se su questo il responsabile del Servizio Reclutamento ha affermato che sarebbe possibile emettere entro fine marzo una disposizione che autorizzi gli uffici preposti a predisporre i contratti e farli firmare agli interessati, riservandosi poi di compiere effettivamente queste operazioni nei prossimi mesi, compatibilmente con la disponibilità di cassa dell’istituto.
Questo, per evitare la possibile fine dell’autorizzazione ad assumere in deroga al blocco ottenuta da ISPRA nell’ultimo milleproroghe, in scadenza il 31 marzo, che necessita di un decreto del presidente del consiglio per essere prorogata fino al 31 dicembre di quest’anno. Su questo aspetto il capo del personale si è detto fiducioso, visto che tale provvedimento sarebbe fondamentale anche per quanto riguarda gli scorrimenti delle graduatorie o l’avvio di nuovi bandi, ma anche qui non ha saputo fornire alcuna certezza e non ha parlato in concreto di tempi.

Sulla richiesta di nuovi bandi, in particolare per i collaboratori tecnici di laboratorio, richiesti per l’ennesima volta al capo del personale, la risposta è stata vaga, lasciando intendere che al momento le priorità sono l’assunzione dei vincitori e lo scorrimento delle graduatorie a T.I., nonostante sia stata da lui stesso consegnata una versione “rivista” dei profili per i concorsi a tempo determinato a suo tempo presentati dal sindacato. Nella nuova versione, modificata direttamente dal presidente, sono presenti nuovi profili come quelli del settore sicurezza nucleare e per posizioni di autista , naturalmente come O.S. ci riserviamo di fornire controproposte.

Sugli assegni di ricerca che non erano stati rinnovati alla scadenza del 31 dicembre, il capo del personale ha ribadito che la vicenda è in via di soluzione, visto che due delle tre persone interessate hanno già firmato la proroga, mentre la disposizione relativa alla terza si trova alla firma del direttore generale. Preoccupante invece l’opinione espressa sui co.co.co. amministrativi attualmente in servizio in ISPRA, per il quale viene considerato molto difficile un rinnovo dei contratti dopo giugno (soprattutto se dovessero esserci gli auspicati scorrimenti nelle graduatorie del personale amministrativo, mentre dovrebbe essere in via di sblocco l’invio di una serie di nuovi contratti di collaborazione alla Corte dei conti, tra cui alcuni con procedura avviata da circa un anno, sul cui ritardo la controparte non ha saputo fornire alcuna spiegazione precisa

sabato 12 febbraio 2011

13 febbraio 2011

APPUNTAMENTO ORIENTATIVO PER TUTTI GLI AMICI DI PRECARI ISPRA PER LA MANIFESTAZIONE DI DOMENICA ALLE 14:30 DAVANTI LA CHIESA S. MARIA DEI MIRACOLI ANGOLO VIA DI RIPETTA PASSATE PAROLA....

sabato 22 gennaio 2011

IL MANIFESTO 19/01/2011

giovedì 13 gennaio 2011

COLLEGATO LAVORO E PRECARIATO

Riceviamo e pubblichiamo


COLLEGATO LAVORO E PRECARIATO (contratti atipici, interinali e a TD)

Se nel 2008 hai fatto istanza di conciliazione con USI/RdB Ricerca per

- il riconoscimento del lavoro svolto con co.co.co., partita IVA, interinale, ecc. in lavoro subordinato;

oppure per

- il riconoscimento dell'anzianità di servizio a TD (relativa al periodo precedente alla tua assunzione a TI).


Se sei un precario ISPRA con contatto scaduto prima del 24 novembre 2010

HAI TEMPO FINO AL 23 GENNAIO PER FAR VALERE I TUOI DIRITTI

Entro il 23 gennaio 2011 devi inviare una lettera indirizzata al Presidente dell'ISPRA (in allegato) in cui chiedi, ai sensi del collegato lavoro (legge n.183 del 2010), di confermare tutte le azioni stragiudiziali e legali precedentemente avviate, come appunto le istanze di conciliazione.

In seguito potrai consultarti con il nostro ufficio vertenze (senza impegno peventivo nè costi) e potrai decidere, entro il termine di legge fissato in 270 giorni (e solo dopo aver approfondito e preparato il tutto al meglio con un legale), di predisporre una causa.


Per informazioni rivolgersi a: Emma Persia, Nicoletta Bajo, Anna Di Noi





Unione Sindacale di Base



PRECARIO? NON PERDERE TEMPO SE IL TUO CONTRATTO E’ SCADUTO PRIMA DEL 24 NOVEMBRE 2010
HAI TEMPO SOLO FINO AL PROSSIMO 23 GENNAIO PER FAR VALERE I TUOI DIRITTI

Sei stato precario o lo sei ancora? Sei stato precario negli ultimi 3 anni?
Hai avuto contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione o nel privato?
Sei stato un lavoratore a somministrazione (interinale), un co.co.pro oppure hai lavorato a partita IVA, in un finto appalto e il tuo
contratto è terminato?
Lo sai che potresti avere diritto alla riassunzione o avere un risarcimento economico?
Mentre per i contratti in corso le impugnazioni dei licenziamenti, dei contratti a termine, dei contratti dei lavoratori in appalto
o interinali, devono essere fatte entro i 60 giorni dalla comunicazione o dalla scadenza, lo sai che chi aveva già il contratto
scaduto al 24 novembre 2010 ha tempo solo fino al 23 gennaio 2011 per impugnare?
Inoltre anche l’impugnazione effettuata tempestivamente diviene inefficace se nei 270 giorni successivi non viene depositato
il ricorso presso il tribunale.

Questa norma viene estesa a una enorme serie di casi:
- ai licenziamenti collegati alla atipicità del rapporto di lavoro, alla illegittimità del termine fissato nel contratto
(es. contratti di associazione in partecipazione, i contratti a termine);
- al recesso dell’azienda nei contratti di collaborazione ed a progetto;
- alle azioni che chiedono l’annullamento dei trasferimenti e dei passaggi per cessione di azienda o di ramo di azienda);
- in tutti i casi in cui si deve impugnare un rapporto di lavoro diretto con una azienda “mascherato” da lavoro interinale-somministrato
o in appalto;

COSA SI PUÒ OTTENERE? a seconda dei casi, l’assunzione stabile, il risarcimento fino a 12 mensilità, le eventuali differenze di salario
e contributive.

COSA PUOI FARE? con il nostro ufficio vertenze potrai consultarti (senza impegno preventivo né costi) e poi decidere:
- di fare la lettera raccomandata entro il 23 gennaio 2011 a una o a tutte le aziende presso cui hai lavorato negli
ultimi due/tre anni;
- e poi entro 270 giorni (dopo aver approfondito e preparato al meglio anche con un legale) predisporre la causa.

La precarietà, il cui esordio di massa è stato opera dei governi di centro sinistra con il Pacchetto Treu, poi ulteriormente
sancita grazie alla Legge 30 del 2003, rischia di diventare una condanna per i soli lavoratori; infatti ora - grazie al
Collegato Lavoro del Governo Berlusconi - siamo di fronte ad uno straordinario condono a favore dei datori di lavoro siano
essi pubblici o privati.
Per informarsi e immediatamente impugnare i contratti, il sindacato di base
USB invita tutti i precari coinvolti ad rivolgersi alle nostre sedi sui territori.

DIFENDI I TUOI DIRITTI, CONNETTI LE LOTTE ADERISCI A USB



USB - sede nazionale: V.le Castro Pretorio, 116 – 00185 Roma

tel 06.59640004 fax 06.54070448 www.usb.it; usb@usb.it; www.rdbcub.it

mercoledì 22 dicembre 2010

IL SOLE 24 ORE 22 DICEMBRE 2010

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-12-21/tributi-rinvio-veneto-221022.shtml?uuid=AYtRwktC

IL VELINO 22 DICEMBRE 2010

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1264095

giovedì 16 dicembre 2010

Per problemi tecnici non ci sarà l'intervento in studio della ricercatrice ISPRA stasera ad ANNO ZERO

Per problemi tecnici non ci sarà l'intervento in studio della ricercatrice ISPRA stasera ad ANNO ZERO

STASERA 16/12/2010 ISPRA AD ANNO ZERO

Stasera ad Anno Zero si parlerà del tetto dell'ISPRA ospite una ricercatrice del tetto...non mancate.....

martedì 7 dicembre 2010

ANSA 7 DICEMBRE 2010

AMBIENTE: ISPRA, RICONFERMATI CONTRATTI ATIPICI PER 2011

PRESTO 89 FIGURE SU 51 PROFILI;RIMANGONO DIFFICOLTA' CON RISORSE (ANSA) - ROMA, 7 DIC - ''SARANNO RICONFERMATI ANCHE PER IL
2011 I CONTRATTI ATIPICI''. LO HA ANNUNCIATO IL PRESIDENTE DELL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE (ISPRA), BERNARDO DE BERNARDINIS, OGGI A MARGINE
DELL'AUDIZIONE IN COMMISSIONE AMBIENTE AL SENATO. PRESTO, HA DETTO DE BERNARDINIS, SARANNO INDIVIDUATE ''89
FIGURE'' DA DISTRIBUIRE ''SU 51 PROFILI PROFESSIONALI''. IN COMMISSIONE, IL PRESIDENTE DELL'ISPRA HA POI ''FATTO PRESENTE LE
DIFFICOLT… AMMINISTRATIVE'' IN RELAZIONE ALLA DISPONIBILIT… DI''RISORSE'': I 5 MILIONI DI EURO IN PI— DESTINATI ALL'ISTITUTO
''COPRONO LE OPERE INCOMPRIMIBILI'' MA NON CONSENTONO DI PENSARE IN MODO PI— AMPIO AL FINANZIAMENTO DELLA RICERCA.
IN OGNI CASO - HA OSSERVATO DE BERNARDINIS - ''IN QUESTI PRIMI 35 GIORNI SI SONO MESSE A PUNTO LE STRATEGIE E NON HA
IMPEDITO LO SVILUPPO DI UN PIANO E DI LAVORARE IN ARMONIA''.(ANSA).

giovedì 25 novembre 2010

TERRA 25/11/2010

ANSA 24 NOVEMBRE 2010

(ANSA) - ROMA, 24 NOV - I PRECARI ISPRA UN ANNO DOPO. TRA LA VOGLIA DI RACCONTARSI, IN UN LIBRO CHE SI CHIAMA ''NON SPARATE ALLA RICERCA. DALLA BASE AL TETTO: CRONACA DI UNA LOTTA'' E CHERIPERCORRE I 59 GIORNI TRASCORSI SU UN TETTO PER DIFENDERE IL PROPRIO POSTO DI LAVORO, LA CONTINUA INCERTEZZA PER IL FUTURO E IL SENSO DI VICINANZA AGLI STUDENTI E AI RICERCATORI DELLEUNIVERSITA', CHE OGGI PROTESTANO IN TUTTA LA PENISOLA.CHIEDONO DI ESSERE FINALMENTE STABILIZZATI, COME HA PROMESSO BERNARDO DE BERARDINIS, CHE HA PRESO DA POCO LE REDINI DELL'ISTITUTO DOPO LA FASE DI COMMISSARIAMENTO, E VOGLIONO UNIMPEGNO FORTE SUFFRAGATO DA AZIONI CONCRETE PER IL RILANCIO DELLA RICERCA AMBIENTALE. RIFLETTE MICHELA MANNOZZI, CHE A BREVE DIVENTERA' MAMMA E SI RITIENE TRA LE PIU' FORTUNATE PERCHE' E' RIUSCITA A''STRAPPARE'' UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO MENTRE ALTRI DOPO DIECI ANNI LAVORANO CON ASSEGNI DI RICERCA E BORSE DI STUDIO: ''IL SENSO DI INCERTEZZA RIMANE, I NOSTRI CONTRATTI SCADONO A DICEMBRE NON E' CERTO FACILE PROGRAMMARE IL FUTURO. LA DIGNITA'DEI LAVORATORI E' ALLA BASE DEL RILANCIO DELL'ENTE. E' DIFFICILE ANCHE PROGRAMMARE IL LAVORO CON CONTRATTI CHE SCADONO OGNI ANNO, PERCHE' I PROGETTI DI RICERCA AMBIENTALE SPESSO HANNO UNA DURATA BEN PIU' LUNGA. IL PROBLEMA DELLASCARSITA' DI RISORSE MESSE A DISPOSIZIONE SECONDO MICHELA RIGUARDA L'INTERO SETTORE DELLA RICERCA PUBBLICA: '' E'SINGOLARE- SPIEGA- CHE A UN ANNO ESATTO DALLA NOSTRA PROTESTAOGGI CI SIANO SUI TETTI I RICERCATORI UNIVERSITARI. E' COME SE CI FOSSE STATO UN PASSAGGIO DI TESTIMONE''. DI ''EFFETTO DOMINO'' PARLA INVECE ANDREA, ANCHE LUI PRECARIO CON UNCONTRATTO A TEMPO DETERMINATO: ''SIAMO CONTENTI DI INIZIATIVE COME QUELLA DEGLI UNIVERSITARI. E' BENE CHE LE UNIVERSITA' DIVENTINO LUOGHI IN CUI SI PENSA, IN CUI SI GUARDA ANCHE AL FUTURO''. ''A DISTANZA DI UN ANNO ABBIAMO ANCORA LO STESSO ENTUSIASMO E LA STESSA VOGLIA DIDIFENDERE I NOSTRI DIRITTI- CONCLUDE- L'ALTRO GIORNO PARLAVO CON ALCUNI COLLEGHI E RIFLETTEVAMO SUL FATTO CHE NON AVREMMO ALCUNADIFFICOLTA' A RISALIRE''.(ANSA).

sabato 20 novembre 2010

Presentrazione del libro: "Non sparate alla Ricerca - dalla base al tetto"

Presentrazione del libro: "Non sparate alla Ricerca - dalla base al tetto"


November 24 · 11:30am - 2:30pm
Libreria Altroquando
Via del Governo Vecchio, 80, 82, 83

I ricercatori Precari dell'ISPRA ad un anno dall’inizio dei 59 giorni di protesta faranno il punto della situazione cogliendo l’occasione per presentare il libro con le testimonianze degli occupanti del tetto, “Non sparate alla Ricerca, dalla base al tetto”, pubblicato in questi giorni da USI/RdB. Si parlerà anche del Comitato per la difesa della Ricerca fondato nei mesi scorsi da USI/RdB, con aggiornamenti sulla sua costituzione e le azioni previste. A seguire, vi sarà offerto un aperitivo per ricordare il momento dell’inizio della protesta, in cui è iniziata questa storia lunga 59 giorni, ma ancora attuale dopo un anno esatto dal suo inizio.

domenica 14 novembre 2010

agenzia asca 14 novembre 2010

http://www.asca.it/news-FINANZIARIA__40_MLN_A_MINISTERO__AMBIENTE_PER_PARCHI_E_ISPRA-965644-ORA-.html

Prestigiacomo e De Bernardinis su ruolo ISPRA

sabato 6 novembre 2010

Repubblica.it 4/11/2010

SCONTRO PRESTIGIACOMO TREMONTI SUI TAGLI AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

http://www.repubblica.it/economia/2010/11/05/news/tremonti_fiducia_finanziaria-8780284/index.html?ref=search

Repubblica.it 5 /11/2010

TAGLI AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

http://www.repubblica.it/ambiente/2010/11/05/news/ambiente_tagli-8765493/index.html?ref=search

venerdì 15 ottobre 2010

ESPRESSO 22 SETTEMBRE 2010

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/proteste-si-ma-fin-dove/2134592/8

lunedì 27 settembre 2010

CORRIERE.IT 25/09/2010

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_settembre_25/proteste-ricercatori-1703831868323.shtml




Ricercatori e docenti insieme per creare “un coordinamento nazionale”. Appuntamento al 7 ottobre

ROMA - Ricercatori e docenti precari, insieme, per creare “un coordinamento nazionale” che serva a dare “continuità alle esperienze di lotta e a promuovere le prossime mobilitazioni”. Riuniti a Roma, sabato 25 settembre, per un incontro nazionale indetto dall'Unione sindacale di base, i precari di scuola e università lanciano inoltre una nuova assemblea cittadina per il prossimo 7 ottobre. Si prepara l'autunno caldo: i sindacati di base ribadiscono il loro “no all'attacco in corso contro il valore pubblico e sociale della formazione, dell'istruzione e della ricerca; attacco concretizzato nei tagli decisi dalle finanziarie di Tremonti e dalle controriforme Gelmini, che hanno determinato la perdita del posto di lavoro di migliaia di precari, costretti a pagare i costi della crisi”.

AUTUNNO CALDO – Le più diverse anime del mondo della scuola hanno aderito al nuovo Coordinamento nazionale dei precari: dai i lavoratori Co.co.co. delle segreterie scolastiche agli ex-Lsu delle pulizie, le educatrici e le maestre di asili nido e scuola dell'infanzia del Comune di Roma, i Cobas, e ricercatori dell'università e degli istituti di ricerca, a partire dai lavoratori quelli dell'Ispra, l'ente di ricerca e controllo sull'ambiente, che per protesta sono stati per due mesi, notte e giorno sul tetto dell'istituto. “I tagli - ricorda Michela Mannozzi, ricercatrice Ispra - hanno comportato un buco di bilancio di 24 milioni, sentiamo ancora il rischio per i nostri stipendi e per la ricerca che ne risulterebbe paralizzata. Ma noi siamo pronti a risalire sui tetti2.. Della situazione dei precari della scuola, nel Lazio, ha parlato la presidente della Regione, Renata Polverini: “Stiamo lavorando a due bozze di accordo con il ministro Gelmini, il primo riguarda i precari – spiega Polverini – amministrazione si farà carico dei precari della scuola della Regione Lazio. Salveremo tutti quelli che sarà possibile salvare”. A Roma, intanto, tra cortei, sit-in e manifestazioni, si attendono settimane calde fino ai primi di novembre. L'8 ottobre è in programma anche la manifestazione indetta dal Coordinamento scuole superiori di Roma.

RICERCATORI IN AGITAZIONE – E negli atenei capitolini, studenti e ricercatori sono in agitazione: alla Sapienza di Roma, l'avvio dell'anno scolastico è slittato di un mese. Per prima, la facoltà di Fisica ha deliberato lo slittamento dell'inizio delle lezioni per al 18 ottobre. E un elevato numero di ricercatori è pronto a ritirare la propria disponibilità a svolgere attività didattica. Con un risultato: il blocco degli atenei. L'Assemblea Nazionale dei Ricercatori, indetta dal Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari (CNRU), si è riunita invece, alla Sapienza di Roma, il 24 settembre. Ribadendo “lo stato di agitazione e la necessità per i Ricercatori universitari di mantenere le indisponibilità ad accettare gli incarichi didattici”: è necessario, chiedono i ricercatori, “che siano cancellati i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario previsti dalla legge 133/08 per il 2011, 2012 e 2013”.

Simona De Santis
25 settembre 2010

26 settembre 2010 Libertà

Scuola: in ottobre fitto calendario di proteste

ROMA - «È necessario inserire la lotta per la difesa della Scuola pubblica nella mobilitazione contro l'attacco al mondo del lavoro e il metodo Marchionne», per questo a ottobre ci sarà un fitto calendario di proteste nelle scuole, nelle università e negli istituti di ricerca; e il 9 ottobre i precari dell'istruzione aderiranno al presidio indetto davanti alla Fiat di Torino. Questo è emerso dall'assemblea nazionale dei precari della scuola, dell'università e della ricerca dell'Unione sindacale di base (Usb), che ha dato vita al Coordinamento nazionale precari.
All'assemblea hanno partecipato un centinaio di persone, dalla diversa provenienza e formazione: i Comitati precari della scuola, i lavoratori Co. co. co. delle segreterie scolastiche e gli ex-Lsu delle pulizie, le educatrici e le maestre di asili nido e scuola dell'infanzia del Comune di Roma, i Cobas, e ricercatori dell'Università e degli istituti di ricerca. Come quelli dell'Ispra, l'ente di ricerca e controllo sull'ambiente, che per protesta sono stati per due mesi, notte e giorno sul tetto dell'istituto.
«I tagli - dice Michela Mannozzi, ricercatrice Ispra - hanno comportato un buco di bilancio di 24 milioni, sentiamo ancora il rischio per i nostri stipendi e per la ricerca che ne risulterebbe paralizzata. Ma noi siamo pronti a risalire sui tetti».
I più attivi nelle proteste di queste ultime settimane sono risultati gli insegnanti di Calabria e Sicilia, la cui amarezza è sintetizzata da Giovanni Portas, precario reggino: «Per 20 anni abbiamo lasciato le nostre famiglie e siamo andati a fare supplenze al Nord, perché ci avevano illuso che il precariato ci avrebbe poi portato all'assunzione di ruolo. Invece mi ritrovo a 40 anni a cambiare continuamente città, tornando a casa solo da turista».
Dopo aver promosso il blocco delle nomine in varie città del Sud e la manifestazione sullo Stretto di Messina, è intenzione del movimento sindacale dare vita a una mobilitazione permanente perchè «di fronte a un attacco alto e complesso alla scuola pubblica e ai lavoratori - ha detto la responsabile Usb Scuola, Barbara Battista - la risposta deve essere organizzata e forte».

sabato 25 settembre 2010

LUNEDI' 27 ALLE 12,20 SU RAITRE A TG3 FUORI TG SI PARLA DI RICERCA CI SAREMO ANCHE NOI SEGUITECI.....

LUNEDI' 27 ALLE 12,20 SU RAITRE A TG3 FUORI TG SI PARLA DI RICERCA CI SAREMO ANCHE NOI SEGUITECI.....

domenica 5 settembre 2010

sabato 4 settembre 2010

RAI NEWS 24 4 settembre 2010

http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php?id=20246

lunedì 16 agosto 2010

mercoledì 11 agosto 2010

BLOG SUL RACCONTO DEI PRECARI ISPRA

Dall'occupazione dei precari dell'ISPRA sul tetto dell'Istituto a
Boccea nel parco della Cellulosa - da novembre 2009 a gennaio 2010 - è
nato un libello reportage che racconta la loro protesta. Cover di
Kanjano.

http://sovvertireildiluvio.blogspot.com/

venerdì 6 agosto 2010

IL FATTO 5 AGOSTO 2010

AGENZIE 4 AGOSTO 2010

ISPRA: LEGAMBIENTE, SCURE INACCETTABILE SU RICERCA FONDAMENTALE (ASCA) - Roma, 4 ago - ''E' grave e inaccettabile continuare a sottrarre fondi alla ricerca ambientale, soprattutto sulle attivita' in mare che mai come oggi sono fondamentali a proteggere gli ecosistemi marini messi a dura prova dalle attivita' umane. Questo taglio mettera' inoltre la parola fine alle indagini per scoprire la verita' sulle navi dei veleni, un'inquietante vicenda di traffico di rifiuti sulla quale permane un intollerabile immobilismo''. Cosi', il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza commenta la notizia di un imminente ulteriore taglio di 24 milioni di euro all'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. ''L'eccessiva antropizzazione delle coste, la mancata depurazione, l'intenso traffico di idrocarburi e la loro estrazione - ha aggiunto il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani - sono tra le principali cause d'inquinamento dei nostri mari e anche quest'anno il viaggio di Goletta Verde lungo le coste d'Italia ce ne da' conferma. Confidiamo dunque - concludono gli esponenti di Legambiente - che il Ministro Prestigiacomo intervenga per ripristinare i fondi utili a far proseguire la ricerca ambientale. Proteggere una risorsa vitale come il mare significa infatti salvaguardare anche la salute dei cittadini e l'economia del Paese. La rete dei controlli ambientali che in Italia fa capo ad Ispra e alle Arpa ha bisogno di essere rafforzata e questo si fa stanziando adeguate risorse economiche, non, ovviamente con i tagli del Ministero dell'Economia e Finanze''. res-mpd/mcc/alf 042052 AGO 10 NNNN

RICERCA: REALACCI, GRAVE MAXI TAGLIO ISPRA, COSI' SI UCCIDE QUELLA AMBIENTALE Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - ''La notizia di un ulteriore taglio di ben 24 milioni all'Ispra e' grave e rischia di bloccare tutte le attivita' di ricerca e controllo sul mare e di altri progetti in atto. Il ministro Prestigiacomo ci dica quali sono le sue intenzioni sulle sorti dell'Istituto''. Ad affermarlo in una nota e' Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd presentando un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Ambiente sui tagli all'Ispra. E' in atto, aggiunge l'esponente del Pd, ''da troppo tempo un balletto inaccettabile, che getta una luce sinistra non solo sul destino dei ricercatori e della ricerca scientifica in campo ambientale ma sul futuro stesso del nostro paese che deve poter contare su una ricerca all'altezza di un paese civile, per la sicurezza dell'ambiente e dei cittadini''. (Sec-Eca/Ct/Adnkronos) 04-AGO-10 17:42 NNNN

RICERCA: IN ARRIVO NUOVO TAGLIO A ISPRA, RISCHIO CHIUSURA PER ATTIVITA' IN MARE Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - ''Arriva un altro maxi taglio all'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e stavolta rischiano di chiudere quasi tutte le attivita' di ricerca e controllo in mare, insieme ad altri progetti dell'Istituto. La decisione di tagliare ben 24 milioni di euro a causa di un assestamento di bilancio, di cui 5,5 mln solo ai progetti in mare, si legge in una nota, e' stata comunicata nei giorni scorsi dalla struttura commissariale Ispra, in carica ormai da piu' di due anni, ai capi dipartimento dell'ente, e potrebbe paralizzare da subito, ad esempio, le attivita' di monitoraggio sulle piattaforme petrolifere in adriatico''. A suonare il campanello d'allarme sono i precari dell'Istituto in un comunicato, Il taglio, rilevano, ''dovrebbe servire a ripianare un bilancio in rosso, per sanare il quale basterebbe pero', come denunciato con forza gia' in passato dai ricercatori, che il Mef restituisca i 14 milioni di euro di fondi arretrati per cui l'Ispra e' in credito, o che si trovi la maniera di utilizzare i 22,5 milioni che l'Istituto ha gia' su un conto corrente, assegnati in passato per l'adeguamento delle sedi ex Icram''. ''E' paradossale -sottolineano- che si rischi di far saltare tutte le attivita' in mare dell'Ispra, mandando a casa molti ricercatori precari, mentre l'Istituto avrebbe i fondi per andare avanti e anzi potenziare organico e progetti, come del resto ci si era impegnati a fare col protocollo d'intesa siglato a gennaio da ministero, Ispra e sindacati, dopo la lotta dei lavoratori sul tetto''. Tutto questo accade, sottolineano, ''proprio mentre i ricercatori precari incontrano la regione Lazio per chiedere alle istituzioni territoriali fondi da investire su progetti, come promesso dalla giunta precedente durante l'occupazione del tetto dell'Ispra da parte dei lavoratori, tra novembre 2009 e gennaio 2010''. Infatti, rilevano i precari, ''devono ancora essere attuati alcuni dei punti del protocollo d'intesa scaturito da quella lotta, in particolare quello relativo alla trasformazione a tempo determinato (mediante selezioni) dei contratti atipici, mentre gli stessi concorsi a tempo indeterminato gia' banditi (e in corso) sono stati dichiarati ''al momento privi di fondi'' dal capo del personale Ispra''. Mentre i ricercatori cercano fondi per nuovi contratti e attivita', quindi, concludono, ''si rischia che non vengano assunti nemmeno quelli tra loro che vinceranno un concorso pubblico nazionale; a causa di tagli in teoria inutili, se si razionalizzassero le risorse esistenti, infatti i loro progetti potrebbero essere presto chiusi''. (Sec/Ct/Adnkronos) 04-AGO-10 16:21 NNNN

ISPRA: PRECARI, NUOVO TAGLIO. A RISCHIO ATTIVITA' IN MARE (ASCA) - Roma, 4 ago - ''Arriva un altro maxi taglio all'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e stavolta rischiano di chiudere quasi tutte le attivita' di ricerca e controllo in mare, insieme ad altri progetti dell'Istituto''. E' quanto denunciano i precari dell'Istituto precisando che ''la decisione di tagliare ben 24 milioni di euro a causa di un assestamento di bilancio, di cui 5,5 milioni solo ai progetti in mare, e' stata comunicata nei giorni scorsi dalla struttura commissariale ISPRA, in carica ormai da piu' di due anni, ai capi dipartimento dell'ente, e potrebbe paralizzare da subito, ad esempio, le attivita' di monitoraggio sulle piattaforme petrolifere in adriatico''. ''Il taglio - proseguono i ricercatori precari dell'Ispra - dovrebbe servire a ripianare un bilancio in rosso, per sanare il quale basterebbe pero', come denunciato con forza gia' in passato dai ricercatori, che il MEF (Ministero dell'economia) restituisse i 14 milioni di euro di fondi arretrati per cui l'ISPRA e' in credito, o che si trovasse la maniera di utilizzare i 22,5 milioni che l'Istituto ha gia' su un conto corrente, assegnati in passato per l'adeguamento delle sedi ex ICRAM. E' paradossale che si rischi di far saltare tutte le attivita' in mare dell'ISPRA, mandando a casa molti ricercatori precari, mentre l'Istituto avrebbe i fondi per andare avanti e anzi potenziare organico e progetti, come del resto ci si era impegnati a fare col protocollo d'intesa siglato a gennaio da Ministero, ISPRA e sindacati, dopo la lotta dei lavoratori sul tetto''. E oggi alle 18 i ricercatori precari incontrano la Regione Lazio per chiedere alle istituzioni territoriali fondi da investire su progetti, ''come promesso dalla giunta precedente: devono infatti ancora essere attuati alcuni dei punti del protocollo d'intesa scaturito da quella lotta, in particolare quello relativo alla trasformazione a tempo determinato (mediante selezioni) dei contratti atipici, mentre gli stessi concorsi a tempo indeterminato gia' banditi (e in corso) sono stati dichiarati 'al momento privi di fondi' dal capo del personale ISPRA''. res-mpd/mcc/alf 041609 AGO 10 NNNN

AMBIENTE. ISPRA: ALTRO MAXI TAGLIO, A RISCHIO CONTROLLI DEL MARE
"NON RISPETTATO PROTOCOLLO D'INTESA RAGGIUNTO IN GENNAIO".

(DIRE) Roma, 4 ago. - "Arriva un altro maxi taglio all'Ispra
(Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e
stavolta rischiano di chiudere quasi tutte le attivita' di
ricerca e controllo in mare, insieme ad altri progetti
dell'Istituto. La decisione di ridurre di 24 milioni di euro il
finanziamento- fanno sapere in un comunicato- a causa di un
assestamento di bilancio, di cui 5,5 milioni solo ai progetti in
mare, e' stata comunicata nei giorni scorsi dalla struttura
commissariale Ispra, in carica ormai da piu' di due anni, ai capi
dipartimento dell'ente".
"Il taglio, che potrebbe paralizzare da subito, ad esempio, le
attivita' di monitoraggio sulle piattaforme petrolifere in
Adriatico- spiegano- dovrebbe servire a ripianare un bilancio in
rosso, per sanare il quale basterebbe pero' - come denunciato con
forza gia' in passato dai ricercatori Ispra - che il Mef
(ministero dell'Economia e delle Finanze) restituisse i 14
milioni di euro di fondi arretrati per cui l'Ispra e' in credito,
o che si trovasse la maniera di utilizzare i 22,5 milioni che
l'Istituto ha gia' su un conto corrente, assegnati in passato per
l'adeguamento delle sedi ex Icram". "E' paradossale- si apprende nella nota-
che si rischi di far saltare tutte le attivita' in mare
dell'Ispra, mandando a casa molti ricercatori precari, mentre
l'Istituto avrebbe i fondi per andare avanti e anzi potenziare
organico e progetti, come del resto ci si era impegnati a fare
col Protocollo d'intesa siglato a gennaio dal ministero, Ispra e
sindacati, dopo la lotta dei lavoratori sul tetto. Tutto questo
accade proprio mentre i ricercatori precari incontrano la Regione
Lazio per chiedere alle istituzioni territoriali fondi da
investire su progetti, come promesso dalla Giunta precedente
durante l'occupazione del tetto dell'Ispra da parte dei
lavoratori, tra novembre 2009 e gennaio 2010".
"Devono infatti ancora essere attuati- spiegano nella nota-
alcuni dei punti del Protocollo d'intesa scaturito da quella
lotta, in particolare quello relativo alla trasformazione a tempo
determinato (mediante selezioni) dei contratti atipici, mentre
gli stessi concorsi a tempo indeterminato gia' banditi (e in
corso) sono stati dichiarati al momento privi di fondi dal capo
del personale Ispra. Mentre i ricercatori- concludono- sono in
cerca di fondi per nuovi contratti e attivita', si rischia che
non vengano assunti nemmeno quelli tra loro che vinceranno un
concorso pubblico nazionale a causa di tagli in teoria inutili.
Se si razionalizzassero le risorse esistenti, questa e' la
conclusione, i loro progetti potrebbero essere presto chiusi".



AMBIENTE. ISPRA, REALACCI: TAGLI A ISPRA BLOCCANO I CONTROLLI
"E UN PAESE CIVILE DEVE CONTARE ANCHE SU RICERCA ALL'ALTEZZA".

(DIRE) Roma, 4 ago. - "La notizia di un ulteriore taglio di 24
milioni all'Ispra e' grave e rischia di bloccare tutte le
attivita' di ricerca e controllo sul mare e di altri progetti in
atto. Il ministro Prestigiacomo ci dica quali sono le sue
intenzioni sulle sorti dell'istituto". Lo afferma Ermete
Realacci, responsabile green economy del Pd, presentando
un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente sui
tagli all'Ispra.
"E' in atto da troppo tempo un balletto inaccettabile-
conclude- che getta una luce sinistra non solo sul destino dei
ricercatori e della ricerca scientifica in campo ambientale, ma
anche sul futuro stesso del nostro paese. Un paese civile, per la
sicurezza dell'ambiente e dei cittadini deve poter contare su una
ricerca all'altezza".




AMBIENTE. ISPRA, COGLIATI DEZZA: SCURE SU RICERCA FONDAMENTALE
CIAFANI: "MINISTRO PRESTIGIACOMO RIPRISTINI SUBITO I FONDI".

(DIRE) Roma, 4 ago. - "E' grave e inaccettabile continuare a
sottrarre fondi alla ricerca ambientale, soprattutto sulle
attivita' in mare che mai come oggi sono fondamentali a
proteggere gli ecosistemi marini messi a dura prova dalle
attivita' umane. Questo taglio mettera' inoltre la parola fine
alle indagini per scoprire la verita' sulle navi dei veleni,
un'inquietante vicenda di traffico di rifiuti sulla quale permane
un intollerabile immobilismo". Cosi' il presidente di
Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, commenta la notizia di un
ulteriore taglio di 24 milioni di euro all'Ispra, l'Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
"L'eccessiva antropizzazione delle coste, la mancata
depurazione, l'intenso traffico di idrocarburi e la loro
estrazione- ha aggiunto il responsabile scientifico di
Legambiente, Stefano Ciafani- sono tra le principali cause
d'inquinamento dei nostri mari e anche quest'anno il viaggio di
Goletta Verde lungo le coste d'Italia ce ne da' conferma".
"Confidiamo dunque- concludono gli esponenti di Legambiente-
che il ministro Prestigiacomo intervenga per ripristinare i fondi
utili a far proseguire la ricerca ambientale. Proteggere una
risorsa vitale come il mare significa infatti salvaguardare anche
la salute dei cittadini e l'economia del Paese. La rete dei
controlli ambientali che in Italia fa capo ad Ispra e alle Arpa
ha bisogno di essere rafforzata e questo si fa stanziando
adeguate risorse economiche, non, ovviamente con i tagli del
ministero dell'Economia e Finanze".

L'UNITA' 30/07/2010

martedì 20 luglio 2010

ESPRESSO 16/07/2010




mercoledì 14 luglio 2010