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martedì 29 settembre 2009

Precari Ispra - La Prestigiacomo fa confusione

Da Villaggio Globale

Scarica sui governi precedenti le responsabilità quando il merito della stabilizzazione è del governo Prodi e la creazione dei precari è di Matteoli

«A giugno sono stati stabilizzati 200 dei 400 precari dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Alcuni sono rimasti fuori. Purtroppo non sono stata io a creare delle illusioni. Si tratta delle uniche stabilizzazioni fatte da questo governo». È quanto ha dichiarato il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, intervenendo oggi in Campidoglio al convegno «Verso Copenaghen: come cambia il clima». «Vorrei potere dare una speranza anche agli altri - ha proseguito la Prestigiacomo -. Ho fatto tutto quello che potevo fare. Non siamo stati noi a creare questi precari. Non è una mia responsabilità».

È ormai un leit motiv di questo governo quando si tratta di venir fuori da responsabilità, e la colpa è sempre del precedente. Ma la risposta dei precari Ispra è stata puntuale e rapida. Ecco il testo.

«In riferimento alle dichiarazioni di oggi del Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a proposito dei precari Ispra, l'assemblea dei lavoratori atipici dell'Istituto deve purtroppo registrare che ancora una volta la titolare del dicastero vigilante dimostra di non avere buona memoria né per gli eventi né per i numeri.

«I 200 lavoratori che, come dice la Prestigiacomo, sono stati stabilizzati a giugno, hanno avuto il contratto a tempo indeterminato grazie a una norma contenuta nelle due Finanziarie del Governo Prodi (2007 e 2008), subito cancellata dall'attuale esecutivo, che non può quindi assumersi nessun merito a riguardo, anzi si è limitato ad applicare una legge vincolante.

«Riguardo ai "400 precari" di cui parla il Ministro, si dimentica che in realtà a giugno 2009 erano in servizio all'Ispra un totale di 630 lavoratori atipici, tra tempi determinati, collaboratori e assegni di ricerca: contestualmente alle stabilizzazioni di cui parla la Prestigiacomo, l'Istituto ha poi allontanato altri 200 precari, senza che lei abbia fatto nulla per ottenere il rinnovo dei loro contratti, per i quali tra l'altro l'Ispra aveva già messo a bilancio i fondi. Le scadenze di contratto hanno decimato molti dei dipartimenti dell'Ispra, mettendo a repentaglio le attività di controllo e ricerca ambientale dell'ente, e di conseguenza a rischio la salute dei cittadini e della natura, creando una situazione che peggiorerà ulteriormente con la scadenza di altri 230 contratti entro la fine dell'anno.

«Quanto al fatto che non sia stata la Prestigiacomo a creare il precariato, anche qui la Ministro sembra non ricordare che la maggior parte dei lavoratori atipici sono stati assunti nel periodo tra 2001 e 2006, quando a governare era sempre lo schieramento di centrodestra e Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, suo compagno di partito e attuale collega ai trasporti. In ogni caso, dal ministro vigilante ci si aspetterebbe che faccia una valutazione nel merito dell'attività svolta dal personale precario, sempre altamente qualificato e spesso in servizio da molti anni (in alcuni casi oltre dieci), invece di rimuovere il problema scaricando la responsabilità sui governi precedenti, che peraltro lei ha quasi sempre sostenuto e di cui ha perfino fatto parte come Ministro delle pari opportunità.

Precari Ispra: La Prestigiacomo ha la memoria corta

E i precari rispondono...

Roma, 28 SET (Velino) - In riferimento alle dichiarazioni di oggi del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a proposito dei precari Ispra, l'assemblea dei lavoratori atipici dell'Istituto "deve purtroppo registrare che ancora una volta la titolare del dicastero vigilante dimostra di non avere buona memoria ne' per gli eventi ne'
per i numeri. I 200 lavoratori che, come dice la Prestigiacomo, sono stati stabilizzati a giugno - sottolinea una nota dei precari dell'Ispra -, hanno avuto il contratto a tempo indeterminato grazie a una norma contenuta nelle due Finanziarie del Governo Prodi (2007 e 2008), subito cancellata dall'attuale esecutivo, che non puo' quindi assumersi nessun merito a riguardo, anzi si e' limitato ad applicare una legge vincolante". Riguardo ai "400 precari" di cui parla il ministro, aggiunge la nota, "si dimentica che in realta' a giugno 2009 erano in servizio all'Ispra un totale di 630 lavoratori atipici, tra tempi determinati, collaboratori e assegni di ricerca: contestualmente alle stabilizzazioni di cui parla la Prestigiacomo, l'Istituto ha poi allontanato altri 200 precari, senza che lei abbia fatto nulla per ottenere il rinnovo dei loro contratti, per i quali tra l'altro l'Ispra aveva gia' messo a bilancio i fondi. Le scadenze di contratto hanno decimato molti dei dipartimenti dell'Ispra, mettendo a repentaglio le attivita' di controllo e ricerca ambientale dell'ente, e di conseguenza a rischio la salute dei cittadini e della natura, creando una situazione che peggiorera' ulteriormente con la scadenza di altri 230 contratti entro la fine dell'anno. Quanto al fatto che non sia stata la Prestigiacomo a creare il precariato, anche qui la ministro sembra non ricordare che la maggior parte dei lavoratori atipici sono stati assunti nel periodo tra 2001 e 2006, quando a governare era sempre lo schieramento di centrodestra e ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, suo compagno di partito e attuale collega ai trasporti. In ogni caso, dal ministro vigilante ci si aspetterebbe che faccia una valutazione nel merito dell'attivita' svolta dal personale precario, sempre altamente qualificato e spesso in servizio da molti anni (in alcuni casi oltre dieci), invece di rimuovere il problema scaricando la responsabilita' sui governi precedenti, che peraltro lei ha quasi sempre sostenuto e di cui ha perfino fatto parte come ministro delle pari opportunita'", conclude la nota dell'assemblea dei precari dell'Ispra. (com/asp)
281728 SET 09 NNNN

sabato 25 luglio 2009

Precari Ispra «giustiziati» dalla Prestigiacomo - da L'Unità

di ce.bu.

GUARDA IL VIDEO DEI PRECARI ISPRA

Hanno occupato una nave oceanografica, hanno scritto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si sono messi a lavare i vetri delle auto sotto il ministero dell'Ambiente. Ma tutto questo non è servito a niente. Malgrado gli impegni presi e le promesse fatte dal ministro Prestigiacomo dal 30 giugno 200 lavoratori e ricercatori dell'Ispra, l' Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sono stati licenziati. «Ci e' stato addirittura vietato, dopo la data del licenziamento, di accedere ai locali dove prestavamo servizio per radunare le nostre cose e consultare il proprio computer» spiegano. «Un trattamento - commenta il senatore del Pd Roberto Della Seta, capogruppo nella Commissione Ambiente e autore di una interrogazione parlamentare sul caso - da veri estranei per chi, nel corso di tanti anni ha anche ricoperto incarichi di responsabilità, contribuendo in maniera decisiva alla protezione dell'ambiente, alla tutela delle risorse idriche e alla difesa del suolo del nostro Paese». «Lo Stato ammazza la ricerca» dicono gli ex precari ormai disoccupati e con questo nettissimo messaggio hanno girato uno spot (GUARDA QUI IL VIDEO) nel cortile della sede centrale di Roma, dove un cecchino in giacca e cravatta armato di fucile fa fuori uno a uno la schiera di ricercatori in camice bianco: «Un'esecuzione fredda e calcolata». «La copertura economica per assumere questi lavoratori c'è» afferma Claudio Argentini, delegato nazionale delle Rdb-Cub Ricerca «ma il governo non vuole sentire ragioni. Ci sono decine di contratti a tempo determinato scaduti, nonostante siano finanziati da progetti di ricerca ancora in corso». Ma se i soldi potrebbero non essere il problema, allora di che morte muore la ricerca? Una risposta si può cercare nella vicenda dell'Ispra, nato a giugno 2008 dalla fusione tra Apat, Icram e Infs, gli enti deputati alla ricerca e al controllo ambientale, del mare e della fauna selvatica. «Ad appena un mese dall'insediamento del nuovo governo – racconta in una inchiesta il settimanale Left – il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo “per rispondere all'esigenza di riduzione dei componenti dei cda, con il conseguimento di risparmi” decide di accorpare i tre enti, inserendo la norma, a sorpresa, nel corso della conversione del decreto sull'emergenza rifiuti a Napoli. Vengono così spazzati via in un sol colpo i vertici dei tre enti insediati da Pecoraro Scanio. A capo del nuovo istituto la ministra nomina un commissario, l'ex vice capo della polizia, Vincenzo Grimaldi. E' la prima volta di un prefetto in un ente di ricerca: nel suo curriculum l'unica esperienza vicina è la gestione del G8 dell'Ambiente nel marzo 2001». Ma a dare il colpo di grazia alla ricerca pubblica e all'Ispra potrebbe essere una società chiamata Sogesid: nata nel 1994 con il compito di realizzare infrastrutture idriche, in seguito trasformata, con un emendamento della Finanziaria 2007, in società strumentale del ministero dell'Ambiente. Il timore che possa “sovrapporsi” all'Ispra viene formalizzato proprio da un deputato Pdl Ugo Lisi. Ma nei mesi successivi cambia poco. «Al posto dell'Ispra, ente autonomo deputato a seguire i frequenti problemi ambientali del Paese, si sostituisce una società sotto il totale controllo del ministero – racconta ancora Left –. Problema non da poco, dato i delicatissimi compiti svolti dall'Ispra: “Supporto e l'assistenza tecnica specialistica in materia di gestione integrata dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali, programmazione ed attuazione degli interventi di bonifica finalizzati al risanamento ambientale, il supporto tecnico allo svolgimento di attività internazionali di competenza e la costante assistenza tecnica al comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche”. Gli strumenti ci sono tutti per "ammazzare" la ricerca pubblica: da una parte la Sogesid, una società che può all'occorrenza fare tutto ciò di cui il ministero ha bisogno, e, dall'altra, un prefetto alla guida dell'Ispra».
25 luglio 2009