LA PETIZIONE DA FIRMARE
giovedì 14 gennaio 2010
martedì 12 gennaio 2010
AGENZIE 12/01/2010
RICERCA: 50ESIMO GIORNO SUL TETTO PER PRECARI ISPRA, VENERDÌ IL VERDETTO/
RICERCA: 50ESIMO GIORNO SUL TETTO PER PRECARI ISPRA, VENERDÃŒ IL VERDETTO/ADNKRONOS = Roma, 12 gen. - (Adnkronos) - Sono passati ormai 50 giorni da quando i precari dell'Ispra hanno iniziato la loro protesta sul tetto dell'Istituto in Via Casalotti e venerdì prossimo è atteso il 'verdettò sulla reale disponibilità della «parte pubblica» di dare seguito alle aperture verbali manifestate ieri, primo giorno del tavolo tecnico con ministero dell'Ambiente, Funzione Pubblica e struttura commissariale. «Il tavolo è stato proficuo - dice all'ADNKRONOS Michela Mannozzi, ricercatrice precaria Ispra del coordinamento precari dell'Usi Rdb Ricerca - e attendiamo per venerdì un riscontro attraverso un verbale in cui dovranno essere esplicitate le intenzioni emerse al tavolo. Questo sarebbe un primo passo importante verso la concretizzazione degli accordi». «La nostra richiesta - evidenzia - si è suddivisa in tre fasi. La prima prevede la prosecuzione di tutti i rapporti di lavoro scaduti nel 2009 e in scadenza nel 2010. La seconda, prevede l'indizione di selezioni per trasformare contratti atipici in contratti subordinati per mezzo di concorsi con riserve previste dalla legge. La terza, un piano per assunzioni a tempo indeterminato anche in vista del turn over (dovrebbero essere circa 200 infatti i prepensionamenti). Abbiamo anche chiesto il finanziamento di alcuni progetti (Sima e Indigest) in modo da salvaguardare le professionalità coinvolte. Si tratta, infatti, di progetti cui afferiscono figure interdisciplinari e personale amministrativo fondamentali per gestire i programmi di ricerca». «Ãˆ stata fondamentale - racconta la ricercatrice - la presenza di Funzione pubblica che ha dichiarato congrue, rispetto alla normativa vigente, le nostre istanze dimostrando così che l'atteggiamento finora tenuto dalla struttura commissariale era pregiudiziale. Dopo due ore di dibattito, abbiamo raggiunto un momento di sintesi nel quale la controparte pubblica ci ha invitato ad inviare un documento esplicitando le tre fasi e ci ha annunciato a voce una disponibilità che dovrebbe ora concretizzarsi».
Al momento, fa sapere la ricercatrice, »l'unica situazione chiara è che gli interessi dei precari da un lato e quelli della struttura commissariale e del ministero (con l'avallo della Funzione pubblica) possono convergere sulla prosecuzione di tutti i rapporti di lavoro scaduti nel 2009 e in scadenza nel 2010«. Questo punto, però, per i precari ormai da 50 giorni sul tetto, è »necessario ma non sufficiente« per smobilitare la protesta. Infatti, come dice Mannozzi, i precari si aspettano »un impegno concreto rispetto al passaggio da contratti atipici a contratti a tempo determinato, a normativa vigente«. Nel frattempo, a giugno, ricorda Mannozzi, »l'Italia ha perso due ricercatori che, con l'Ispra non avevano nemmeno la 'precarieta« garantita (il loro contratto è scaduto a dicembre), e invece in Inghilterra sono stati assunti nel giro di pochi giorni con un contratto a tempo indeterminato. Ed è stato pagato loro persino il trasloco!». Intanto per venerdì prossimo, giorno del 'verdettò, l'Usi Rdb Ricerca ha indetto per le 10 e 30 un'assemblea cittadina aperta a tutti nella sede di Via Casalotti con lo scopo di «parlare della vertenza Ispra, ma anche della situazione dell ricerca in Italia e dei controlli ambientali. Il tema infatti è di interesse per tutti. »Se oggi una petroliera affondasse in uno dei nostri mari - dice la ricercatrice per dare la misura della centralità della questione - il ministero dell'Ambiente non avrebbe la possibilità di intervervenire con la tempestività necessaria e a costi sostenibili. Primo - spiega - perchè di fatto non c'è più il gruppo emergenze che dovrebbe coordinare gli interventi (da 13 unità sono diventate 4). Secondo, non c'è più la convenzione tra ministero dell'Ambiente e Rete Castalia, un consorzio di armatori con il compito di entrare in azione in questi casi«
«In sostanza - chiarisce Mannozzi - dato lo stato dell'arte, passerebbero giorni prima che tutti i tasselli amministrativi fossero messi in ordine per consentire l'intervento della Rete Castalia». In soldoni, per le due ragioni suddette, se una petroliera affondasse «gli interventi idonei scatterebbero »troppo tardi per poter davvero evitare i danni maggiori« e, per di più, »l'intervento avrebbe comunque costi ben superiori a quelli previsti nel caso di strutture di intervento ordinarie«. Insomma la macchina dei controlli ambientali deve essere ben oliata ed efficiente per offrire tutte le garanzie necessarie. »A giugno - ricorda la precaria del coordinamento Usi Rdb Ricerca - quando c'è stato il primo licenziamento di massa (179 i licenziati) i controlli previsti nella discarica di Malagrotta hanno subìto forti rallentamenti se non la paralisi«. E l'Italia, prosegue, è persino »andata in infrazione comunitaria perchè tra i licenziati di giugno c'era una collega che si occupava di certificazione Emas nelle industrie della cercamica e che, causa licenziamento, non ha potuto fare il suo lavoro. Poi - fa sapere Mannozzi - l'hanno dovuta riprendere e hanno optato per un contratto interinale«.
RICERCA: 50ESIMO GIORNO SUL TETTO PER PRECARI ISPRA, VENERDÃŒ IL VERDETTO/ADNKRONOS = Roma, 12 gen. - (Adnkronos) - Sono passati ormai 50 giorni da quando i precari dell'Ispra hanno iniziato la loro protesta sul tetto dell'Istituto in Via Casalotti e venerdì prossimo è atteso il 'verdettò sulla reale disponibilità della «parte pubblica» di dare seguito alle aperture verbali manifestate ieri, primo giorno del tavolo tecnico con ministero dell'Ambiente, Funzione Pubblica e struttura commissariale. «Il tavolo è stato proficuo - dice all'ADNKRONOS Michela Mannozzi, ricercatrice precaria Ispra del coordinamento precari dell'Usi Rdb Ricerca - e attendiamo per venerdì un riscontro attraverso un verbale in cui dovranno essere esplicitate le intenzioni emerse al tavolo. Questo sarebbe un primo passo importante verso la concretizzazione degli accordi». «La nostra richiesta - evidenzia - si è suddivisa in tre fasi. La prima prevede la prosecuzione di tutti i rapporti di lavoro scaduti nel 2009 e in scadenza nel 2010. La seconda, prevede l'indizione di selezioni per trasformare contratti atipici in contratti subordinati per mezzo di concorsi con riserve previste dalla legge. La terza, un piano per assunzioni a tempo indeterminato anche in vista del turn over (dovrebbero essere circa 200 infatti i prepensionamenti). Abbiamo anche chiesto il finanziamento di alcuni progetti (Sima e Indigest) in modo da salvaguardare le professionalità coinvolte. Si tratta, infatti, di progetti cui afferiscono figure interdisciplinari e personale amministrativo fondamentali per gestire i programmi di ricerca». «Ãˆ stata fondamentale - racconta la ricercatrice - la presenza di Funzione pubblica che ha dichiarato congrue, rispetto alla normativa vigente, le nostre istanze dimostrando così che l'atteggiamento finora tenuto dalla struttura commissariale era pregiudiziale. Dopo due ore di dibattito, abbiamo raggiunto un momento di sintesi nel quale la controparte pubblica ci ha invitato ad inviare un documento esplicitando le tre fasi e ci ha annunciato a voce una disponibilità che dovrebbe ora concretizzarsi».
Al momento, fa sapere la ricercatrice, »l'unica situazione chiara è che gli interessi dei precari da un lato e quelli della struttura commissariale e del ministero (con l'avallo della Funzione pubblica) possono convergere sulla prosecuzione di tutti i rapporti di lavoro scaduti nel 2009 e in scadenza nel 2010«. Questo punto, però, per i precari ormai da 50 giorni sul tetto, è »necessario ma non sufficiente« per smobilitare la protesta. Infatti, come dice Mannozzi, i precari si aspettano »un impegno concreto rispetto al passaggio da contratti atipici a contratti a tempo determinato, a normativa vigente«. Nel frattempo, a giugno, ricorda Mannozzi, »l'Italia ha perso due ricercatori che, con l'Ispra non avevano nemmeno la 'precarieta« garantita (il loro contratto è scaduto a dicembre), e invece in Inghilterra sono stati assunti nel giro di pochi giorni con un contratto a tempo indeterminato. Ed è stato pagato loro persino il trasloco!». Intanto per venerdì prossimo, giorno del 'verdettò, l'Usi Rdb Ricerca ha indetto per le 10 e 30 un'assemblea cittadina aperta a tutti nella sede di Via Casalotti con lo scopo di «parlare della vertenza Ispra, ma anche della situazione dell ricerca in Italia e dei controlli ambientali. Il tema infatti è di interesse per tutti. »Se oggi una petroliera affondasse in uno dei nostri mari - dice la ricercatrice per dare la misura della centralità della questione - il ministero dell'Ambiente non avrebbe la possibilità di intervervenire con la tempestività necessaria e a costi sostenibili. Primo - spiega - perchè di fatto non c'è più il gruppo emergenze che dovrebbe coordinare gli interventi (da 13 unità sono diventate 4). Secondo, non c'è più la convenzione tra ministero dell'Ambiente e Rete Castalia, un consorzio di armatori con il compito di entrare in azione in questi casi«
«In sostanza - chiarisce Mannozzi - dato lo stato dell'arte, passerebbero giorni prima che tutti i tasselli amministrativi fossero messi in ordine per consentire l'intervento della Rete Castalia». In soldoni, per le due ragioni suddette, se una petroliera affondasse «gli interventi idonei scatterebbero »troppo tardi per poter davvero evitare i danni maggiori« e, per di più, »l'intervento avrebbe comunque costi ben superiori a quelli previsti nel caso di strutture di intervento ordinarie«. Insomma la macchina dei controlli ambientali deve essere ben oliata ed efficiente per offrire tutte le garanzie necessarie. »A giugno - ricorda la precaria del coordinamento Usi Rdb Ricerca - quando c'è stato il primo licenziamento di massa (179 i licenziati) i controlli previsti nella discarica di Malagrotta hanno subìto forti rallentamenti se non la paralisi«. E l'Italia, prosegue, è persino »andata in infrazione comunitaria perchè tra i licenziati di giugno c'era una collega che si occupava di certificazione Emas nelle industrie della cercamica e che, causa licenziamento, non ha potuto fare il suo lavoro. Poi - fa sapere Mannozzi - l'hanno dovuta riprendere e hanno optato per un contratto interinale«.
AGENZIE 11/01/2010
LAVORO: ISPRA; PEDUZZI, SOSTEGNO A PROTESTA PRECARI
ISPRA; PEDUZZI, SOSTEGNO A PROTESTA PRECARI (ANSA) - ROMA, 11 GEN - «Ai lavoratori dell'Ispra che stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro e restituire centralità al ruolo pubblico della ricerca va tutta la nostra solidarietà . È necessario dare un futuro a questa realtà potenziando un settore tecnicamente di eccellenza, che può svolgere una funzione fondamentale di supporto agli enti pubblici sia a livello locale che nazionale». Lo affermano in una nota congiunta il portavoce della Federazione della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio Ivano Peduzzi, portavoce della Federazione di Sinistra in Consiglio regionale, e il responsabile Lavoro Prc Lazio Claudio Fiorella che ieri hanno partecipato a un incontro con i lavoratori sul tetto della sede di via Casalotti. Con loro anche Mario Michelangeli, Alfio Marioli e Maria Antonietta Grosso del Pdci e il segretario regionale Idv Stefano Pedica. «Auspichiamo - dicono ancora Peduzzi e Fiorella - la cessazione di ogni tentativo di speculazione sia nei confronti dei lavoratori sia su piano edilizio. Non è un mistero che la sede di Casalotti potrebbe far gola a quanti ipotizzano in quell'area la costruzione del nuovo stadio di Roma». Il prossimo 15 gennaio, annunciano infine, parteciperanno «all'assemblea organizzata dal comitato cittadino di sostegno alla lotta dei lavoratori Ispra».
RICERCA: FEDERAZIONE SINISTRA, SOLIDARIETÀ A LAVORATORI ISPRA ROMA
RICERCA: FEDERAZIONE SINISTRA, SOLIDARIETÀ A LAVORATORI ISPRA ROMA = Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - «Ai lavoratori dell'Ispra che stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro, e restituire centralità al ruolo pubblico della ricerca, va tutta la nostra solidarietà . È necessario dare un futuro a questa realtà , potenziando un settore tecnicamente di eccellenza, che può svolgere una funzione fondamentale di supporto agli enti pubblici sia a livello locale che nazionale». Lo affermano in una nota congiunta Ivano Peduzzi, portavoce della Federazione di Sinistra del Consiglio regionale del Lazio, e Claudio Fiorella, responsabile Lavoro Prc Lazio, che ieri hanno partecipato a un incontro con i lavoratori che da quasi due mesi protestano sul tetto della sede di via Casalotti. Con loro anche Mario Michelangeli, Alfio Marioli e Maria Antonietta Grosso del Pdci e Stefano Pedica, segretario Idv del Lazio. «Auspichiamo - dicono Peduzzi e Fiorella - la cessazione di ogni tentativo di speculazione, sia nei confronti dei lavoratori, sia sul piano edilizio. Non è un mistero che la sede di Casalotti potrebbe far gola a quanti ipotizzano in quell'area la costruzione del nuovo stadio di Roma». Annunciano infine, per 'il prossimo 15 gennaio, la partecipazione all'assemblea organizzata dal comitato cittadino di sostegno alla lotta dei lavoratori Ispra«.
ISPRA; PEDUZZI, SOSTEGNO A PROTESTA PRECARI (ANSA) - ROMA, 11 GEN - «Ai lavoratori dell'Ispra che stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro e restituire centralità al ruolo pubblico della ricerca va tutta la nostra solidarietà . È necessario dare un futuro a questa realtà potenziando un settore tecnicamente di eccellenza, che può svolgere una funzione fondamentale di supporto agli enti pubblici sia a livello locale che nazionale». Lo affermano in una nota congiunta il portavoce della Federazione della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio Ivano Peduzzi, portavoce della Federazione di Sinistra in Consiglio regionale, e il responsabile Lavoro Prc Lazio Claudio Fiorella che ieri hanno partecipato a un incontro con i lavoratori sul tetto della sede di via Casalotti. Con loro anche Mario Michelangeli, Alfio Marioli e Maria Antonietta Grosso del Pdci e il segretario regionale Idv Stefano Pedica. «Auspichiamo - dicono ancora Peduzzi e Fiorella - la cessazione di ogni tentativo di speculazione sia nei confronti dei lavoratori sia su piano edilizio. Non è un mistero che la sede di Casalotti potrebbe far gola a quanti ipotizzano in quell'area la costruzione del nuovo stadio di Roma». Il prossimo 15 gennaio, annunciano infine, parteciperanno «all'assemblea organizzata dal comitato cittadino di sostegno alla lotta dei lavoratori Ispra».
RICERCA: FEDERAZIONE SINISTRA, SOLIDARIETÀ A LAVORATORI ISPRA ROMA
RICERCA: FEDERAZIONE SINISTRA, SOLIDARIETÀ A LAVORATORI ISPRA ROMA = Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - «Ai lavoratori dell'Ispra che stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro, e restituire centralità al ruolo pubblico della ricerca, va tutta la nostra solidarietà . È necessario dare un futuro a questa realtà , potenziando un settore tecnicamente di eccellenza, che può svolgere una funzione fondamentale di supporto agli enti pubblici sia a livello locale che nazionale». Lo affermano in una nota congiunta Ivano Peduzzi, portavoce della Federazione di Sinistra del Consiglio regionale del Lazio, e Claudio Fiorella, responsabile Lavoro Prc Lazio, che ieri hanno partecipato a un incontro con i lavoratori che da quasi due mesi protestano sul tetto della sede di via Casalotti. Con loro anche Mario Michelangeli, Alfio Marioli e Maria Antonietta Grosso del Pdci e Stefano Pedica, segretario Idv del Lazio. «Auspichiamo - dicono Peduzzi e Fiorella - la cessazione di ogni tentativo di speculazione, sia nei confronti dei lavoratori, sia sul piano edilizio. Non è un mistero che la sede di Casalotti potrebbe far gola a quanti ipotizzano in quell'area la costruzione del nuovo stadio di Roma». Annunciano infine, per 'il prossimo 15 gennaio, la partecipazione all'assemblea organizzata dal comitato cittadino di sostegno alla lotta dei lavoratori Ispra«.
lunedì 11 gennaio 2010
AGENZIE 10 GENNAIO 2010
RICERCA: DOMANI TAVOLO TECNICO PRECARI ISPRA DOPO 47 GIORNI SUL TETTO/ADNKRONOS =
Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - Domani alle 15 e 30 nella sede del ministero dell'Ambiente si apre il tavolo tecnico ottenuto dai precari dell'Ispra dopo ormai 47 giorni trascorsi sul tetto della sede di via Casalotti per protestare contro le scelte della struttura commissariale. Un gesto «estremo quello di vivere accampati sul tetto - spiega all'ADNKRONOS Emma Persia coordinatrice Usi Rdb Ricerca Ispra e tecnico di laboratorio assunta a tempo indeterminato - scaturito da una situazione disperata». Quando la protesta è cominciata il 24 novembre erano già stati tagliati oltre 200 posti di lavoro e mancava un mese allo scadere di altri 150 contratti atipici per i quali non c'era alcuna garanzia di continuità , tanto che - dice la sindacalista - il 31 dicembre quei lavoratori atipici sono diventati ufficialmente disoccupati«. Senza tenere conto che »entro marzo prossimo altri 42 posti non verranno rinnovati«. Dal giorno della 'nuovà vita sul tetto, nulla di concreto è cambiato per i precari atipici dell'Ispra, salvo l'aver ricevuto tanta e concreta solidarietà (viveri e beni di conforto) dalla gente del quartiere oltre che le visite di numerosi politici, come quella del 31 dicembre del senatore dell'Idv Stefano Pedica che, dopo aver invano tentato di contattare il ministro Prestigiacomo per 'strapparlè l'impegno ad un sollecito incontro, è riuscito però a contattare il collega della Funzione Pubblica Brunetta che ha rinnovato la propria disponibilità ad interessarsi della vicenda. Ed è »dopo questo gesto di attenzione« da parte del titolare della Funzione Pubblica che è accaduto quanto dai precari richeisto sin dal principio: un incontro con la responsabile dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che il 4 gennaio li ha infatti ricevuti al ministero decidendo l'apertura di un tavolo tecnico per valutare i percorsi che, a normativa vigente, le consentano di dare risposte alle rivendicazioni dei precarie e per valutare anche la reale disponibilità delle risorse messe a disposizione da Regione e Provincia. I soldi, però, secondo le informazioni dei precari, »ci sono: ci sono convenzioni per complessivi 17 milioni per le attività di ricerca marina per il 2010«. (segue) (Ver/Zn/Adnkronos)Al tavolo che si riunirà domani pomeriggio parteciperanno i rappresentanti Usi Rdb Ricerca, i membri della struttura commissariale, il vice capo gabinetto dell'Ambiente, il capo del personale del dicastero dell'Ambiente e un rappresentante della Funzione pubblica«. Quali le aspettative? »Auspichiamo - fa sapere Cristiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb - che al tavolo non si discuta solo dell'ordinaria amministrazione di rinnovi e proroghe perchè ci aspettiamo qualcosa in più che manifesti la chiara volontà del ministro Prestigiacomo di tutelare le attuali professionalità in funzione del rilancio dell'Istituto«. Domani, spiegano Persia e Fiorentini, contiamo di ottenere il mantenimento in servizio dei contratti atipici con proroghe per tutti, la trasformazione degli aticipi in rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato che significa copertura previdenziale, contributiva, ferie e malattie; l'avvio di un piano di assunzioni che, in base alla futura missione dell'Ente, sia calato sulle professioni presenti in Ispra, vale a dire un piano di assunzioni che, tenendo conto dei posti lasciati vacanti dal turn over (si prevedono circa 180 prepensionamenti nel 2010) preveda il bando di concorsi con riserva di legge per chi ha già svolto attività per l'Ente. Attualmente infatti i ricercatori lavorano come co.co.co che hanno »una copertura contributiva ma - fa notare Persia - davvero risibile), con assegni di ricerca (che di fatto sono usati ben al di là della loro funzione oroginale e quindi per coprire lavoro ordinario), con borse di studio o prestazioni occasionali««Noi - rimarca la coordinatrice Usi Rdb Ricerca Ispra - vogliamo che si torni a lavorare. Anche se, infatti, i precari restassero tutti in servizio, non ci sono comunque le condizioni per lavorare: nelle more della riorganizzazione ci hanno imposto tutte le procedure amministrative in vigore in ex Apat che non rendono il lavoro fluido per chi come noi sta in mare o in laboratorio. Tanto per dirne una - racconta - siamo tornati a procedure cartacee rispetto a quelle informatizzate. Assurdo!» Se (è la tesi sostenuta e rimarcata in questo ultimo mese dai precari Ispra, l'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente e nato dall'accorpamento di Apat, Icram, Infs) la Prestigiacomo avesse applicato le norme e i pareri della Funzione Pubblica e quindi del ministro Brunetta, sarebbe stata già garantita la continuità contrattuale, risolvendo così almeno l'emergenza occupazionale del momento. E invece la titolare dell'Ambiente, così come la struttura commissariale da lei nominata, hanno scelto finora di interpretare la legge 133 del 2008 e le successive sui precari in modo restrittivo, nonostante le deroghe previste per il comparto della ricerca. La legge 133, spiega Michela Mannozzi delegato Usi Rdb Ricerca e ricercatrice precaria Ispra, «stabilisce regole che limitano l'utilizzo di personale precario nella PA, ma prevede anche deroghe per le quali ha rilievo la continuità della linea di ricerca e del singolo ricercatore e non il finanziamento del progetto per il quale viene pagato. Per esempio - spiega - non ha senso interrompere il contratto di un ricercatore precario dell'Ispra se le sue competenze in acquacoltura vengono usate prima per il progetto della Laguna di Orbetello e poi per quello della Laguna di Venezia. In entrambi i casi, infatti - sottolinea Mannozzi - la competenza richiesta è la stessa e quindi non ha senso interrompere la continuità contrattuale con l'Ispra in base allo specifico progetto cui il ricercatore fa capo. Questo in sostanza prevedono le deroghe applicate dalla Funzione Pubblica che, invece, nè la Prestigiacomo , nè i commissari hanno finora voluto attuare costringendo così il ricercatore a restare a spasso per 8 - 10 mesi anche quando il bando è stato espletato e il concorso vinto».ISPRA: ARTICOLO 21 E FNSI, SOLIDARIETÀ AI PRECARI
Roma, 10 gen. (Adnkronos) - Il mondo dei media porta la sua solidarietà ai precari dell'Ispra, dopo che questi ultimi avevano chiesto sostegno con un appello rivolto all'Associazione per la libertà di stampa Articolo 21, per denunciare che la «ricerca precaria è una ricetta sotto ricatto che non fa bene al Paese», e chiedere che l'azione mediatica aiutasse la loro protesta «a non spegnersi». Per questo, domani mattina uno dei fondatori dell'associazione, il deputato Giuseppe Giulietti, sarà sul tetto insieme a Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, al direttore di RaiNews24 Corradino Mineo, e a Santo Della Volpe, della redazione del TG3, per portare solidarietà ai ricercatori e tecnici Ispra che ormai da 47 giorni occupano il tetto della sede dell'Istituto in via Casalotti 300. «Nonostante l'importanza del nostro Istituto e la drammaticità della sua situazione - ha dichiarato Emma Persia, Coordinatrice dell'Usi - Rdb Ricerca Ispra - siamo convinti che l'attenzione dei media e il contributo dei giornalisti sia essenziale per riuscire a ottenere dei risultati concreti, nella difficile trattativa che si aprirà nei prossimi giorni sul futuro della ricerca pubblica, dell'Ispra e dei suoi lavoratori». (Sec/Col/Adnkronos)
PEDICA IDV, OGGI INIZIO DAI LAVORATORI ISPRA E CONSEGNO NOSTRO PROGRAMMA NON È PIÙ IL TEMPO DI FARE RIFLESSIONI O TELEFONATE TRA PARTITI Roma, 10 gen. - (Adnkronos) -
«In questi giorni si è parlato molto di contenitori e poco di contenuti. Quello che i cittadini percepiscono in questo momento sono solo logiche partitocratiche che se ne infischiano dei problemi dei cittadini. Anche per questo, per ridare fiducia al paese, oggi, 10 gennaio, alle 16, andrò a trovare i lavoratori in lotta della Ispra e consegnerò loro il programma e i 7 punti del patto politico che vogliono condividere con tutti quelli che vogliono battere la destra. Non è più il tempo di fare riflessioni o telefonate tra partiti, bisogna scendere tra la gente e ascoltarla». Lo ha detto Stefano Pedica, senatore Idv. (Pol/Zn/Adnkronos)
REGIONALI:LAZIO;PEDICA(IDV),OGGI INCONTRERÃ’LAVORATORI ISPRA (ANSA) - ROMA, 10 GEN - «In questi giorni si è parlato molto di contenitori e poco di contenuti. Quello che i cittadini percepiscono in questo momento sono solo logiche partitocratiche che se ne infischiano dei problemi dei cittadini». Lo afferma l'esponente dell'Idv Stefano Pedica. «Anche per questo, per ridare fiducia al paese, oggi alle 16 - annuncia Pedica - andrò a trovare i lavoratori in lotta dell'Ispra e consegnerò loro il programma e i 7 punti del patto politico che vogliono condividere con tutti quelli che vogliono battere la destra. Non è più il tempo di fare riflessioni o telefonate tra partiti, bisogna scendere tra la gente e ascoltarla».(ANSA)
Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - Domani alle 15 e 30 nella sede del ministero dell'Ambiente si apre il tavolo tecnico ottenuto dai precari dell'Ispra dopo ormai 47 giorni trascorsi sul tetto della sede di via Casalotti per protestare contro le scelte della struttura commissariale. Un gesto «estremo quello di vivere accampati sul tetto - spiega all'ADNKRONOS Emma Persia coordinatrice Usi Rdb Ricerca Ispra e tecnico di laboratorio assunta a tempo indeterminato - scaturito da una situazione disperata». Quando la protesta è cominciata il 24 novembre erano già stati tagliati oltre 200 posti di lavoro e mancava un mese allo scadere di altri 150 contratti atipici per i quali non c'era alcuna garanzia di continuità , tanto che - dice la sindacalista - il 31 dicembre quei lavoratori atipici sono diventati ufficialmente disoccupati«. Senza tenere conto che »entro marzo prossimo altri 42 posti non verranno rinnovati«. Dal giorno della 'nuovà vita sul tetto, nulla di concreto è cambiato per i precari atipici dell'Ispra, salvo l'aver ricevuto tanta e concreta solidarietà (viveri e beni di conforto) dalla gente del quartiere oltre che le visite di numerosi politici, come quella del 31 dicembre del senatore dell'Idv Stefano Pedica che, dopo aver invano tentato di contattare il ministro Prestigiacomo per 'strapparlè l'impegno ad un sollecito incontro, è riuscito però a contattare il collega della Funzione Pubblica Brunetta che ha rinnovato la propria disponibilità ad interessarsi della vicenda. Ed è »dopo questo gesto di attenzione« da parte del titolare della Funzione Pubblica che è accaduto quanto dai precari richeisto sin dal principio: un incontro con la responsabile dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che il 4 gennaio li ha infatti ricevuti al ministero decidendo l'apertura di un tavolo tecnico per valutare i percorsi che, a normativa vigente, le consentano di dare risposte alle rivendicazioni dei precarie e per valutare anche la reale disponibilità delle risorse messe a disposizione da Regione e Provincia. I soldi, però, secondo le informazioni dei precari, »ci sono: ci sono convenzioni per complessivi 17 milioni per le attività di ricerca marina per il 2010«. (segue) (Ver/Zn/Adnkronos)Al tavolo che si riunirà domani pomeriggio parteciperanno i rappresentanti Usi Rdb Ricerca, i membri della struttura commissariale, il vice capo gabinetto dell'Ambiente, il capo del personale del dicastero dell'Ambiente e un rappresentante della Funzione pubblica«. Quali le aspettative? »Auspichiamo - fa sapere Cristiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb - che al tavolo non si discuta solo dell'ordinaria amministrazione di rinnovi e proroghe perchè ci aspettiamo qualcosa in più che manifesti la chiara volontà del ministro Prestigiacomo di tutelare le attuali professionalità in funzione del rilancio dell'Istituto«. Domani, spiegano Persia e Fiorentini, contiamo di ottenere il mantenimento in servizio dei contratti atipici con proroghe per tutti, la trasformazione degli aticipi in rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato che significa copertura previdenziale, contributiva, ferie e malattie; l'avvio di un piano di assunzioni che, in base alla futura missione dell'Ente, sia calato sulle professioni presenti in Ispra, vale a dire un piano di assunzioni che, tenendo conto dei posti lasciati vacanti dal turn over (si prevedono circa 180 prepensionamenti nel 2010) preveda il bando di concorsi con riserva di legge per chi ha già svolto attività per l'Ente. Attualmente infatti i ricercatori lavorano come co.co.co che hanno »una copertura contributiva ma - fa notare Persia - davvero risibile), con assegni di ricerca (che di fatto sono usati ben al di là della loro funzione oroginale e quindi per coprire lavoro ordinario), con borse di studio o prestazioni occasionali««Noi - rimarca la coordinatrice Usi Rdb Ricerca Ispra - vogliamo che si torni a lavorare. Anche se, infatti, i precari restassero tutti in servizio, non ci sono comunque le condizioni per lavorare: nelle more della riorganizzazione ci hanno imposto tutte le procedure amministrative in vigore in ex Apat che non rendono il lavoro fluido per chi come noi sta in mare o in laboratorio. Tanto per dirne una - racconta - siamo tornati a procedure cartacee rispetto a quelle informatizzate. Assurdo!» Se (è la tesi sostenuta e rimarcata in questo ultimo mese dai precari Ispra, l'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente e nato dall'accorpamento di Apat, Icram, Infs) la Prestigiacomo avesse applicato le norme e i pareri della Funzione Pubblica e quindi del ministro Brunetta, sarebbe stata già garantita la continuità contrattuale, risolvendo così almeno l'emergenza occupazionale del momento. E invece la titolare dell'Ambiente, così come la struttura commissariale da lei nominata, hanno scelto finora di interpretare la legge 133 del 2008 e le successive sui precari in modo restrittivo, nonostante le deroghe previste per il comparto della ricerca. La legge 133, spiega Michela Mannozzi delegato Usi Rdb Ricerca e ricercatrice precaria Ispra, «stabilisce regole che limitano l'utilizzo di personale precario nella PA, ma prevede anche deroghe per le quali ha rilievo la continuità della linea di ricerca e del singolo ricercatore e non il finanziamento del progetto per il quale viene pagato. Per esempio - spiega - non ha senso interrompere il contratto di un ricercatore precario dell'Ispra se le sue competenze in acquacoltura vengono usate prima per il progetto della Laguna di Orbetello e poi per quello della Laguna di Venezia. In entrambi i casi, infatti - sottolinea Mannozzi - la competenza richiesta è la stessa e quindi non ha senso interrompere la continuità contrattuale con l'Ispra in base allo specifico progetto cui il ricercatore fa capo. Questo in sostanza prevedono le deroghe applicate dalla Funzione Pubblica che, invece, nè la Prestigiacomo , nè i commissari hanno finora voluto attuare costringendo così il ricercatore a restare a spasso per 8 - 10 mesi anche quando il bando è stato espletato e il concorso vinto».ISPRA: ARTICOLO 21 E FNSI, SOLIDARIETÀ AI PRECARI
Roma, 10 gen. (Adnkronos) - Il mondo dei media porta la sua solidarietà ai precari dell'Ispra, dopo che questi ultimi avevano chiesto sostegno con un appello rivolto all'Associazione per la libertà di stampa Articolo 21, per denunciare che la «ricerca precaria è una ricetta sotto ricatto che non fa bene al Paese», e chiedere che l'azione mediatica aiutasse la loro protesta «a non spegnersi». Per questo, domani mattina uno dei fondatori dell'associazione, il deputato Giuseppe Giulietti, sarà sul tetto insieme a Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, al direttore di RaiNews24 Corradino Mineo, e a Santo Della Volpe, della redazione del TG3, per portare solidarietà ai ricercatori e tecnici Ispra che ormai da 47 giorni occupano il tetto della sede dell'Istituto in via Casalotti 300. «Nonostante l'importanza del nostro Istituto e la drammaticità della sua situazione - ha dichiarato Emma Persia, Coordinatrice dell'Usi - Rdb Ricerca Ispra - siamo convinti che l'attenzione dei media e il contributo dei giornalisti sia essenziale per riuscire a ottenere dei risultati concreti, nella difficile trattativa che si aprirà nei prossimi giorni sul futuro della ricerca pubblica, dell'Ispra e dei suoi lavoratori». (Sec/Col/Adnkronos)
PEDICA IDV, OGGI INIZIO DAI LAVORATORI ISPRA E CONSEGNO NOSTRO PROGRAMMA NON È PIÙ IL TEMPO DI FARE RIFLESSIONI O TELEFONATE TRA PARTITI Roma, 10 gen. - (Adnkronos) -
«In questi giorni si è parlato molto di contenitori e poco di contenuti. Quello che i cittadini percepiscono in questo momento sono solo logiche partitocratiche che se ne infischiano dei problemi dei cittadini. Anche per questo, per ridare fiducia al paese, oggi, 10 gennaio, alle 16, andrò a trovare i lavoratori in lotta della Ispra e consegnerò loro il programma e i 7 punti del patto politico che vogliono condividere con tutti quelli che vogliono battere la destra. Non è più il tempo di fare riflessioni o telefonate tra partiti, bisogna scendere tra la gente e ascoltarla». Lo ha detto Stefano Pedica, senatore Idv. (Pol/Zn/Adnkronos)
REGIONALI:LAZIO;PEDICA(IDV),OGGI INCONTRERÃ’LAVORATORI ISPRA (ANSA) - ROMA, 10 GEN - «In questi giorni si è parlato molto di contenitori e poco di contenuti. Quello che i cittadini percepiscono in questo momento sono solo logiche partitocratiche che se ne infischiano dei problemi dei cittadini». Lo afferma l'esponente dell'Idv Stefano Pedica. «Anche per questo, per ridare fiducia al paese, oggi alle 16 - annuncia Pedica - andrò a trovare i lavoratori in lotta dell'Ispra e consegnerò loro il programma e i 7 punti del patto politico che vogliono condividere con tutti quelli che vogliono battere la destra. Non è più il tempo di fare riflessioni o telefonate tra partiti, bisogna scendere tra la gente e ascoltarla».(ANSA)
sabato 9 gennaio 2010
AGENZIE 8/01/2010
LAVORO:ISPRA;TIBALDI-SMERIGLIO,BENE INCONTRO CON COMMISSARIO
LAVORO:ISPRA;TIBALDI-SMERIGLIO,BENE INCONTRO CON COMMISSARIO (ANSA) - ROMA, 8 GEN - Si è svolto questa mattina un tavolo tecnico interistituzionale convocato dal prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Ispra. A rappresentare Regione Lazio e Provincia di Roma, gli assessori regionale e provinciale al Lavoro, Alessandra Tibaldi e Massimiliano Smeriglio, l'assessore provinciale alla Tutela Ambientale, Michele Civita e il Capo di Gabinetto della Provincia di Roma, Maurizio Venafro. «Siamo molto soddisfatti - spiegano Tibaldi e Smeriglio - dell'incontro di questa mattina per la disponibilità dimostrata dal commissario dell'istituto e dai suoi collaboratori al confronto con le diverse istituzioni. Conveniamo con loro sulla necessità di tenere distinto il piano della centralità della ricerca dalla legittima trattativa sindacale in corso». «Siamo convinti - aggiungono - che la ricerca sia motore fondamentale dell'economia romana e laziale. In questo senso il potenziamento e la valorizzazione delle competenze dell'Ispra possono svolgere un ruolo importante a supporto delle deleghe ambientali degli enti locali, e favorire allo stesso tempo un esito positivo della vertenza che, dopo quasi 50 giorni, vede ancora i lavoratori protestare sul tetto della sede di Casalotti». «Auspichiamo - sottolineano - che l'Istituto definisca al più presto la propria mission e le risorse di cui ha bisogno, così da poter pianificare, nell'ambito delle nostre competenze istituzionali, gli interventi e le collaborazioni da avviare».(ANSA).
ISPRA, TIBALDI-SMERIGLIO: «SODDISFATTI INCONTRO CON COMMISSARIO»
Omniroma-ISPRA, TIBALDI-SMERIGLIO: «SODDISFATTI INCONTRO CON COMMISSARIO» (OMNIROMA) Roma, 08 gen - Si è svolto questa mattina un tavolo tecnico interistituzionale convocato dal prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Ispra. A rappresentare Regione Lazio e Provincia di Roma, gli assessori regionale e provinciale al Lavoro, Alessandra Tibaldi e Massimiliano Smeriglio, l'assessore provinciale alla Tutela Ambientale, Michele Civita e il Capo di Gabinetto della Provincia di Roma, Maurizio Venafro. «Siamo molto soddisfatti dell'incontro di questa mattina per la disponibilità dimostrata dal commissario dell'istituto e dai suoi collaboratori al confronto con le diverse istituzioni. Conveniamo con loro sulla necessità di tenere distinto il piano della centralità della ricerca dalla legittima trattativa sindacale in corso - dichiarano Tibaldi e Smeriglio - Siamo convinti che la ricerca sia motore fondamentale dell'economia romana e laziale. In questo senso il potenziamento e la valorizzazione delle competenze dell'Ispra possono svolgere un ruolo importante a supporto delle deleghe ambientali degli enti locali, e favorire allo stesso tempo un esito positivo della vertenza che, dopo quasi 50 giorni, vede ancora i lavoratori protestare sul tetto della sede di Casalotti». «Come Regione e Provincia abbiamo voluto sottolineare l'importanza del mantenimento e dell'implementazione di un polo pubblico della ricerca sulle tematiche ambientali nella città di Roma - concludono gli assessori - Auspichiamo che l'Istituto definisca al più presto la propria mission e le risorse di cui ha bisogno, così da poter pianificare, nell'ambito delle nostre competenze istituzionali, gli interventi e le collaborazioni da avviare. Continueremo quindi a seguire lo svolgimento dei tavoli tecnici che il Ministro ha fissato nei prossimi giorni, con la stessa attenzione e disponibilità dimostrata fino ad ora».
LAVORO:ISPRA;TIBALDI-SMERIGLIO,BENE INCONTRO CON COMMISSARIO (ANSA) - ROMA, 8 GEN - Si è svolto questa mattina un tavolo tecnico interistituzionale convocato dal prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Ispra. A rappresentare Regione Lazio e Provincia di Roma, gli assessori regionale e provinciale al Lavoro, Alessandra Tibaldi e Massimiliano Smeriglio, l'assessore provinciale alla Tutela Ambientale, Michele Civita e il Capo di Gabinetto della Provincia di Roma, Maurizio Venafro. «Siamo molto soddisfatti - spiegano Tibaldi e Smeriglio - dell'incontro di questa mattina per la disponibilità dimostrata dal commissario dell'istituto e dai suoi collaboratori al confronto con le diverse istituzioni. Conveniamo con loro sulla necessità di tenere distinto il piano della centralità della ricerca dalla legittima trattativa sindacale in corso». «Siamo convinti - aggiungono - che la ricerca sia motore fondamentale dell'economia romana e laziale. In questo senso il potenziamento e la valorizzazione delle competenze dell'Ispra possono svolgere un ruolo importante a supporto delle deleghe ambientali degli enti locali, e favorire allo stesso tempo un esito positivo della vertenza che, dopo quasi 50 giorni, vede ancora i lavoratori protestare sul tetto della sede di Casalotti». «Auspichiamo - sottolineano - che l'Istituto definisca al più presto la propria mission e le risorse di cui ha bisogno, così da poter pianificare, nell'ambito delle nostre competenze istituzionali, gli interventi e le collaborazioni da avviare».(ANSA).
ISPRA, TIBALDI-SMERIGLIO: «SODDISFATTI INCONTRO CON COMMISSARIO»
Omniroma-ISPRA, TIBALDI-SMERIGLIO: «SODDISFATTI INCONTRO CON COMMISSARIO» (OMNIROMA) Roma, 08 gen - Si è svolto questa mattina un tavolo tecnico interistituzionale convocato dal prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Ispra. A rappresentare Regione Lazio e Provincia di Roma, gli assessori regionale e provinciale al Lavoro, Alessandra Tibaldi e Massimiliano Smeriglio, l'assessore provinciale alla Tutela Ambientale, Michele Civita e il Capo di Gabinetto della Provincia di Roma, Maurizio Venafro. «Siamo molto soddisfatti dell'incontro di questa mattina per la disponibilità dimostrata dal commissario dell'istituto e dai suoi collaboratori al confronto con le diverse istituzioni. Conveniamo con loro sulla necessità di tenere distinto il piano della centralità della ricerca dalla legittima trattativa sindacale in corso - dichiarano Tibaldi e Smeriglio - Siamo convinti che la ricerca sia motore fondamentale dell'economia romana e laziale. In questo senso il potenziamento e la valorizzazione delle competenze dell'Ispra possono svolgere un ruolo importante a supporto delle deleghe ambientali degli enti locali, e favorire allo stesso tempo un esito positivo della vertenza che, dopo quasi 50 giorni, vede ancora i lavoratori protestare sul tetto della sede di Casalotti». «Come Regione e Provincia abbiamo voluto sottolineare l'importanza del mantenimento e dell'implementazione di un polo pubblico della ricerca sulle tematiche ambientali nella città di Roma - concludono gli assessori - Auspichiamo che l'Istituto definisca al più presto la propria mission e le risorse di cui ha bisogno, così da poter pianificare, nell'ambito delle nostre competenze istituzionali, gli interventi e le collaborazioni da avviare. Continueremo quindi a seguire lo svolgimento dei tavoli tecnici che il Ministro ha fissato nei prossimi giorni, con la stessa attenzione e disponibilità dimostrata fino ad ora».
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